CINEMA A BOMBA!

mercoledì 3 giugno 2026

I CORTI: THE BACKROOMS (FOUND FOOTAGE), PERDERSI È UNA QUESTIONE DI STILE

(Clicca sull'immagine per vedere il cortometraggio). 

USA, 2022
9'
Regia: Kane Parsons


1991. Un cameraman che sta girando un filmino amatoriale si ritrova improvvisamente catapultato nelle Backrooms, un insieme di stanze vuote o semivuote situate in una dimensione parallela a quella reale.

Il protagonista, che continua a riprendere tutto ciò che vede, mentre cerca una via d'uscita dal dedalo si accorge di essere seguito da una misteriosa creatura...


Quello delle backrooms è un concetto nato qualche anno fa su Internet e uno dei più popolari esempi di creepypasta (sostanzialmente leggende metropolitane sviluppate e diffuse online).

Nel 2022 uno youtuber di nome Kane Parsons - ai tempi noto col nickname Kane Pixels - ne ha firmato una propria versione pubblicando sul proprio canale un cortometraggio diventato in breve tempo virale (ad oggi vanta 78 milioni di visualizzazioni).

La vera notizia? Kane aveva solo... 16 anni!

Il ragazzo, autodidatta di programmi di CGI dall'età di 10 anni, ha imparato ad usare software come Adobe After Effects e Blender tramite dei banali tutorial e ha realizzato un'opera in cui tutto ciò che si vede, per quanto realistico, è interamente virtuale.

Il corto, narrativamente parlando, non è originale né innovativo: i soliti corridoi claustrofobici (un rimando alla Loggia Nera di Twin Peaks?), l'inevitabile mostro spaventoso, l'espediente frusto del found footage.
Ciò che lo rende interessante è come sia stato fatto.

Girato come un video casalingo degli anni 90, ha avuto tanto successo da generare una web series (2022-2024) e addirittura un lungometraggio ad alto budget che sta uscendo proprio in questi giorni.

Ad interpretare quest'ultimo troviamo Renate Reinsve del recentissimamente palmadorato Fjord e Chiwetel Ejiofor di 12 Anni Schiavo.
E in cabina di regia? Ancora lui: Kane Parsons, 20 anni.

Benché più vicino a The Blair Witch Project che a La Casa, questo horror "analogico" dimostra il talento visionario di un giovane che potrebbe aspirare a diventare il Sam Raimi della propria generazione.

Ci riuscirà? Chi (soprav)vivrà (alle backrooms) vedrà.


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martedì 31 ottobre 2023

I CLASSICI: L'ALBERO DEL MALE, NON SEMBRAVA TANTO DRUIDA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1990
92'
Regia: William Friedkin
Interpreti: Jenny Seagrove, Dwier Brown, Carey Lowell, Miguel Ferrer, Xander Berkeley, Theresa Randle.


Una giovane coppia si trasferisce a Los Angeles, andando ad abitare in un villone progettato da un architetto, a ridosso di un bosco.
Hanno un bambino e decidono di assumere una babysitter che se ne occupi mentre loro lavorano.

La scelta ricade sulla bella Camilla (Seagrove): apparentemente scrupolosa e amorevole, la ragazza è in realtà una sacerdotessa druida devota all'albero che si trova proprio nella selva adiacente alla casa...


Strano... non sembrava tanto druida!

Questa celebre battuta del comico John Candy - tratta dall'esilarante Balle Spaziali di Mel Brooks - potrebbe essere il commento perfetto a questa pellicola.

Come ogni anno vi proponiamo - per mezzo di una recensione - un film da vedere alla vigilia di Ognissanti.
A questo giro non potevamo che omaggiare il compianto William Friedkin, scomparso la scorsa estate, con una delle sue opere più controverse e meno note, ma perfetta per una serata come questa.

Trattasi del secondo horror del regista (pure l'ultimo, a meno di fare rientrare nella categoria Bug oppure The Devil and Father Amorth), 17 anni dopo il celeberrimo L'Esorcista che gli conferì fama e onori.
È anche l'unico lungometraggio cinematografico che il Maestro neppure nomina nella bellissima autobiografia The Friedkin Connection (in Italia edita col titolo Il Buio e la Luce, chissà poi perchè).

Non è difficile capire la ragione di tale omissione.
Billy lo girò in un momento di stasi lavorativa, a cavallo tra le due versioni - quella uscita in Europa e quella rimontata 5 anni dopo per il mercato USA - di Rampage (un'altra delle sue pellicole meno conosciute e più discusse; un giorno forse la recensiremo).

La sceneggiatura originale era priva di qualsiasi elemento sovrannaturale e parlava solo di una babysitter che rapiva i bambini (questo spunto divenne poi la trama di un altro film uscito un paio di anni più tardi: Le Mani sulla Culla).
Friedkin la rimaneggiò personalmente, stravolgendola e inserendovi l'albero del titolo italiano e i riferimenti al druidismo.

Non sappiamo il perchè di questa scelta, e il nostro non ha mai avuto il piacere di parlarne, ma il risultato è francamente ridicolo e al di sotto delle aspettative.
Trucchi ed effetti sono truculenti, ma di scarsa qualità, lontani dalle trovate artigianali ed efficaci apportate in quegli stessi anni da altri cineasti come Sam Raimi e George A. Romero.

Dal cast di non-molto-famosi spuntano alcuni volti noti come Berkeley, Ferrer e Randle (i primi due già visti rispettivamente in Straight to Hell e Twin Peaks, la terza comparirà poi in Spawn), ma l'unico memorabile è quello di Jenny Seagrove.
L'esile attrice britannica non riesce da sola a salvare la pellicola, ma gode quantomeno di un ruolo originale - oseremmo dire unico - nel panorama cine-orrorifico moderno.

Benché solo a tratti, anche il regista riesce a far emergere qualche scampolo del proprio indiscutibile talento.
In merito, si vedano: la scena del parto, che conserva il taglio semi-documentaristico tanto caro a Billy (nel montaggio sono inserite le immagini di un parto vero!); l'atmosfera plumbea, carica di tensione pronta ad esplodere; le dicotomie dentro/fuori e urbano/naturale esemplificate dai due set principali, la casa hi-tech e il bosco stregato.

L'Albero del Male non è certo il capolavoro del Maestro, ma vale la pena guardarlo come un elemento atipico - se non proprio un corpo estraneo - della sua filmografia.
Comunque senza troppe aspettative e/o con uno spirito sufficientemente goliardico.


Lasciandovi qui sotto tutte le recensioni degli anni scorsi in ordine cronologico, la Redazione di CINEMA A BOMBA augura a tutte/i un felice Halloween!

2013: Halloween.
2014: Nightmare.
2015: Venerdì 13 - Jason X.
2016: Plan 9 From Outer Space.
2017: Lo Squalo.
2018: Auguri per la tua Morte.
2019: Dal Tramonto all'Alba.
2020: Bubba Ho-Tep.
2021: Nosferatu.
2022: La Cosa.


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mercoledì 18 maggio 2022

DOCTOR STRANGE NEL MULTIVERSO DELLA FOLLIA, TURISTI PER DARKHOLD

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
126'
Regia: Sam Raimi
Con: Benedict Cumberbatch, Elizabeth Olsen, Chiwetel Ejiofor, Rachel McAdams, Xochitl Gomez, Benedict Wong, Patrick Stewart, John Krasinski, Hayley Atwell, Charlize Theron, Bruce Campbell.


Qualche tempo dopo gli eventi narrati in Spider-Man: No Way Home.

Lo stregone Doctor Strange (Cumberbatch) è al matrimonio dell'ancora amata ex fidanzata Christine (McAdams) quando gli tocca salvare l'adolescente America (Gomez) da un mostro che la insegue.

I due sembrano sbucati dal nulla; in realtà la ragazzina ha un potere unico: la capacità di viaggiare nel Multiverso, un insieme di innumerevoli universi alternativi al nostro.

Strange chiede allora aiuto a Scarlet Witch (Olsen), che nel frattempo ha acquisito il Darkhold, libro magico che le permette di controllare il Multiverso...


Fantastico? Avventuroso? D'azione?
28° lungometraggio del Marvel Cinematic Universe, questo film è il primo a poter essere catalogato sotto il genere horror.

Cupo, a tratti spaventoso, insolitamente violento (per gli standard MCU), necessitava di un regista capace di apportare il necessario cambiamento di tono senza tuttavia calcare troppo la mano.
E chi meglio di Sam Raimi?

Cineasta di culto che disertava il grande schermo da Il Grande e Potente Oz, Raimi aveva già bazzicato il mondo Marvel all'inizio del secolo, grazie alla storica trilogia di Spider-Man con protagonista Tobey Maguire.

Stavolta però il riferimento stilistico è un'altra sua trilogia, quella che lo aveva lanciato oltre 40 anni or sono come enfant prodige del cinema indipendente: Evil Dead, ossia La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre.

In un tripudio di rimandi e autocitazioni audio-visive, Sam sembra essersi divertito un mondo, complice l'ampia libertà concessagli dagli studios e la possibilità di avvalersi di alcuni collaboratori storici.

Tra questi non poteva mancare il suo attore-feticcio: il mitico Bruce Campbell, le cui due rapidi comparsate sono tra le cose più spassose della pellicola.

Ma quello di "Bruce Almightly" non è l'unico cammeo degno di nota.
Senza spoilerare nulla, riveliamo solo che nel corso della proiezione cui abbiamo assistito il pubblico è andato in visibilio per l'entrata in scena a sorpresa di alcuni personaggi - e attori - molto amati dai fan.

Che siano state solo apparizioni estemporanee o anticipazioni di nuove storie in cantiere (quella nella sequenza mid-credits appartiene sicuramente alla seconda categoria) lo scopriremo solo vivendo.

Per ora basta godersi le buone interpretazioni del cast, specie quelle dei due protagonisti: se da un lato Cumberbatch - da noi incontrato a Venezia 2011, ricordate? - è una gradita conferma, dall'altro la bellissima Olsen non è mai stata così brava.

Anche se i nostri personaggi preferiti sono stati il mantello magico di Strange (a quando uno spin-off dedicato?!?) e - ça va sans dire - il venditore ambulante di polpette di pizza impersonato da Campbell.

Nel Multiverso della Follia non è solo il miglior Raimi degli ultimi 20 anni, è anche un seguito superiore all'originale e uno dei più brillanti capitoli del MCU recente.

Alla faccia di chi pensava che dopo Avengers: Endgame la qualità Disney-Marvel sarebbe drasticamente calata.


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domenica 28 ottobre 2018

I CORTI: ASH VS. EVIL DEAD-EL JEFE, L'ARMATA È TORNATA

(Clicca sulla foto per vedere il trailer). 

USA, 2015
41'
Regia: Sam Raimi
Interpreti: Bruce Campbell, Dana DeLorenzo, Ray Santiago, Jill Mary Jones, Lucy Lawless.


Sono passati circa 30 anni dagli eventi narrati in La Casa (The Evil Dead), La Casa 2 (Evil Dead II) e L'Armata delle Tenebre (Army of Darkness).

Ash Williams (Campbell) lavora ancora nel reparto ferramenta di un supermarket di provincia, vive in una roulotte e passa il tempo a bere, sballarsi e rimorchiare tardone.

Inavvertitamente, libera di nuovo le forze del male per mezzo del solito Necronomicon - il libro dei morti - e si trova ancora una volta a fronteggiare i fantasmi del proprio passato...






23 anni.
Tanti sono trascorsi da L'Armata delle Tenebre - ultimo capitolo cinematografico della saga - per giungere a questo geniale e attesissimo recupero vintage.

In mezzo ci sono state innumerevoli indiscrezioni, anticipazioni e aspettative disattese.
Intanto il culto dei fan accresceva, alimentato da retrospettive, pubblicazioni a fumetti, videogiochi.

Nel 2006 Bruce Campbell interpreta e dirige My Name is Bruce, divertentissima autoparodia che molti considerano come una sorta di Evil Dead 4 (o 5, se nel conteggio consideriamo anche il prototipo artigianale Within The Woods).

Ma la svolta è nel 2011, quando Sam Raimi e suo fratello Ivan confermano - a sorpresa - di essere al lavoro su una nuova sceneggiatura.
Nel 2013 i nostri danno la propria benedizione al remake de La Casa diretto da Fede Alvarez (quello di Ataque de Panico!), con annessa mini-comparsata post-credits del vecchio Bruce, e le voci di un nuovo film in arrivo si moltiplicano.

Fino al 2015: il famigerato 4° lungometraggio, inizialmente intitolato L'Armata delle Tenebre 2, viene trasformato in una serie tv.
Ash vs. Evil Dead esordisce con una puntata pilota - diretta da Sam Raimi in persona - che è ciò che i fan avevano sempre sperato.






L'umorismo la fa da padrone (Bruce Campbell è in gran forma, in questo senso), ma ritorna - senza esagerare - lo spreco di emoglobina che nel corso dei capitoli era finito sempre più in secondo piano.

Peccato però che l'entusiasmo finisca qui: dopo questo episodio - un cortometraggio, di fatto - Sam lascia il resto della serie nelle mani di collaboratori meno equilibrati.
Ma se la prima stagione nel complesso si difende bene, dalla seconda in poi prendono il sopravvento una comicità di cattivo gusto e uno "splattericcio" gratuito che poco hanno a che spartire con lo spirito della trilogia originale.

L'inevitabile crollo di spettatori ha portato la rete televisiva a cancellare la serie dopo la terza stagione, mentre lo stesso Campbell - a mezzo social - ha dichiarato di essere stanco di interpretare l'iconico personaggio e che pertanto non ci sarà alcun prosieguo.

El Jefe (in spagnolo "il capo", affettuoso epiteto che il messicano Pablo rivolge ad Ash) è in definitiva il capitolo conclusivo di una saga tra le più amate della storia del cinema.

L'amaro in bocca resta, ma rivederlo - e rivedere i film che l'hanno preceduto - sarà sempre un bel modo di passare una serata.
Ora e sempre... groovy!




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lunedì 17 luglio 2017

GEORGE A. ROMERO. PERCHÉ UNO SPECIALE

George A. Romero in mezzo agli zombie. 


Dici zombie (o zombi, italianizzando) e pensi ad un uomo solo.

Se c'è un regista che ha legato indissolubilmente carriera e fama quasi esclusivamente ad un sottogenere - nel caso specifico, l'horror con protagonisti i morti viventi - questi è George A. Romero, mancato il 16 Luglio 2017.

Questi mostri, nati nella tradizione haitiana, erano già approdati con vari adattamenti nella cultura occidentale: la loro prima pellicola è stata L'Isola degli Zombies del 1932 con Bela Lugosi - il celebre interprete di Dracula (nonché star del trashissimo Plan 9 From Outer Space) è stato portato sullo schermo poi in Ed Wood di Tim Burton da un ottimo Martin Landau (morto un giorno prima di Romero), che per questo ruolo ebbe un meritatissimo Oscar come miglior attore non protagonista - mentre il popolare romanzo Io Sono Leggenda di Richard Matheson (dal quale è stato tratto il celebre film con Will Smith) è del 1954.

Ma a renderli veramente famigliari al grande pubblico, con una serie di film cult che noi vi riproporremo, è stato Romero.

CINEMA A BOMBA! vuole perciò ricordarlo con uno Speciale - il secondo dedicato ad un cineasta, dopo quello relativo a William Friedkin - che possa rendere giustizia ad un Autore (sì, con la "a" maiuscola) troppo spesso e ingiustamente considerato di "serie B", ma in grado come pochi di plasmare l'immaginario collettivo e denunciare le storture delle società occidentali in modo molto arguto, originale, inventivo ed efficace.

Chi l'ha detto, infatti, che gli horror siano soltanto prodotti di facile intrattenimento?

Lo avevamo già visto parlando di L'Esorcista del Maestro, Halloween di John Carpenter, Nightmare di Wes Craven e della saga di Evil Dead ( La Casa, La Casa 2, L'Armata delle Tenebre) di Sam Raimi.

Seguiteci, e scoprirete quindi anche voi che "oltre gli zombie c'è di più"!




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domenica 20 novembre 2016

MARVEL. SPIDER-MAN, AMMAZZA QUANT'È AMAZING L'UOMO RAGNO

Dall'alto: Spider-Man interpretato rispettivamente da Tobey Maguire, Andrew Garfield, Tom Holland.  


"Da un grande potere derivano grandi responsabilità".


Continuiamo lo Speciale Marvel con uno dei suoi personaggi "solisti" più rappresentativi e celebri: Spider-Man (conosciuto in Italia anche come Uomo Ragno).

Creato nel 1962 da Stan Lee (testi) e Steve Ditko (disegni), gli sono state dedicate numerose testate e albi a fumetti, cartoni animati, videogiochi, giocattoli, film e persino uno spettacolo di Broadway con musiche degli U2.

Travalicando di molto le sue origini fumettistiche, il supereroe è diventato uno dei più riconoscibili fenomeni mediatici degli ultimi 50 anni.
E il suo, successo,come vedremo, è destinato probabilmente a consolidarsi.

La sua storia, ormai, è nota.
Peter Parker è un adolescente studioso, ma sfigato e impacciato. Vive con gli zii Ben e May e ha un'esistenza normale fino a quando non è morso da un ragno radioattivo.
Ciò gli provoca poteri insperati: agilità, forza, capacità di aderire alle pareti e arrampicarvicisi, riflessi particolarmente acuiti.

Il senso di colpa per non aver voluto fermare durante una rapina il malvivente che poi ucciderà suo zio Ben lo spingerà a mettere a servizio degli altri le sue abilità, lavorando però in incognito sotto il costume e la maschera di Spider-Man e muovendosi tra un grattacielo e l'altro utilizzando delle resistentissime reti di ragno che gli escono dai polsi.

Il cinema mostrò subito interesse per il personaggio: già nel 1969 vi fu dedicato un cortometraggio, seguito da film con attori in carne ed ossa - il primo ad opera di alcuni studenti di cinematografia della New York University - tutti dimenticabili, a dire il vero.

Non vennero mai alla luce, invece, progetti che vedevano coinvolti a vario titolo James Cameron (sì, proprio il futuro autore di Terminator, Titanic e Avatar!), Tobe Hooper (Non aprite quella porta, Poltergeist-Demoniache presenze), i registi di B-movies Ruggero Deodato, Joseph Zito, Stephen Herek.

Dopodiché arrivarono finalmente i film di Sam Raimi.
La scelta di tale cineasta risultò subito piuttosto spiazzante: "Ma come - si disse - si affida una mega produzione ambiziosa ad un regista di film horror? Non snaturerà il personaggio?".

Come vedremo, i detrattori più prevenuti si sbagliavano.
Innanzitutto, egli aveva già dimostrato il suo valore con La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre - alla celebre trilogia del terrore avevamo dedicato uno Speciale, come ricorderete - inventivi, avvincenti,scanzonati e divertenti.
Egli poi si era già cimentato con i supereroi, scrivendo e dirigendo il cupo Darkman con Liam Neeson nel 1990.

C'era quindi molta curiosità all'uscita del primo Spider-Man nel 2002.






Spider-Man (2002)


Il trailer di Spider-Man.

La trama narra di come Peter Parker sia diventato Spider-Man e di come si sia trovato a combattere il crimine e il terribile Goblin (uno straordinario Willem Dafoe, già villain memorabile in Vivere e Morire a Los Angeles del Maestro William Friedkin).

Il successo fu subito travolgente.
Effetti speciali di altissimo livello, una storia avvincente e condotta con un ottimo ritmo, divertimento, commozione (c'è un rapido ma significativo omaggio di Raimi alle Torri Gemelle, abbattute solo un anno prima da un attacco terroristico).
E un cast di giovani attori azzeccato.

Tobey Maguire risulta infatti molto efficace nei panni dell'eroe-della-porta-accanto (lo stesso Spidey si definisce "il vostro amichevole Spider-Man di quartiere"), non bello, un po' secchione e sfigato, sconvolto da trasformazioni fisiche e caratteriali (chiaro riferimento all'adolescenza).
Si era già fatto conoscere per Pleasantville del 1998 e Le Regole della Casa del Sidro del 1999, ma è questo il ruolo che ha definito la sua carriera - nel bene e nel male.

Spider-Man è stato un vero e proprio trampolino di lancio, invece, per James Franco: la notorietà acquisita per la parte del ricco amico di Peter Parker Harry Osborn (figlio di quel Norman Osborn che è poi il Goblin) gli ha poi permesso di diventare un prezzemolino da festival cinematografici (in veste di attore e di regista; lo abbiamo incontrato anche noi della redazione di CINEMA A BOMBA! alla Mostra di Venezia del 2011).

Kirsten Dunst era un'ex bambina-prodigio con un curriculum già impressionante (Intervista col Vampiro di Neil Jordan, Jumanji di Joe Johnson, Sesso & Potere di Barry Levinson, Small Soldiers di Joe Dante, Il Giardino delle Vergini Suicide di Sofia Coppola).
Ma la scena in cui la sua Mary-Jane bacia uno Spider-Man a testa in giù è diventata iconica e ha fatto di lei una superstar.

Il rapporto fra i tre personaggi si svilupperà anche nel corso di altri due film.


Spider-Man 2 (2004)


Il trailer di Spider-Man 2.

Spider-Man 2 accentua maggiormente la componente "esistenziale": Peter Parker è già in crisi in quanto non riesce più a conciliare la sua incasinata vita privata con la lotta al crimine; Mary-Jane è stata scaricata da Peter (che pensa così di metterla a sicuro dalle eventuali rappresaglie dei nemici di lui) ed è un po' disorientata; Harry vuole vendicare la morte del padre e quando scopre che il responsabile è il suo miglior amico...

Per molti critici questo è considerato il miglior capitolo della trilogia, per la complessità delle vicende trattate, l'intreccio e gli effetti speciali.
Senza contare il maggior romanticismo.

A noi è piaciuto molto, ma preferiamo il primo, in base al principio secondo il quale più un cattivo è carismatico e temibile, più interessante si fa il film.
Non che il Doctor Octopus di Alfred Molina sia un antagonista dimenticabile, anzi; solo, preferiamo il Goblin.

Il capitolo villain è invece uno dei punti più deboli di Spider-Man 3


Spider-Man 3 (2007)


Il trailer di Spider-Man 3.

Il film è incentrato sul "lato oscuro" di Peter.
Ma è troppo.

Troppi i cattivi - 3: l'Uomo Sabbia (il Thomas Haden Church di Killer Joe), Venom (entità aliena che ad un certo punto si impadronisce del corpo del personaggio interpretato da Topher Grace), Harry Osborn (nel costume di Goblin per onorare la figura paterna).
Troppo ingarbugliata e pasticciata la trama.
Troppi gli effetti speciali - la pellicola quando uscì risultò la più costosa di sempre (attualmente è comunque nella Top 10)!
Troppi colpi di scena.
Troppo lungo (139 minuti) e stancante da seguire.

Nonostante tutto, anche in questo caso gli incassi furono ottimi e ciò lasciava presagire la continuazione della saga.

Che avvenne, sì, ma come reboot: contrasti tra la produzione e Raimi portarono alla rinuncia di quest'ultimo e alle successive defezioni di Maguire e Dunst.


The Amazing Spider-Man (2012)


Il trailer di The Amazing Spider-Man.

I nuovi film diretti entrambi da Marc Webb si concentrano su un Peter Parker impegnato ad indagare sulla misteriosa morte dei propri genitori e su ciò che gravita attorno alla temibile e potente Oscorp.

In The Amazing Spider-Man dovrà scontrarsi con uno scienziato pazzo che si trasforma nel bestiale Lizard (Rhys Ifans), praticamente un uomo lucertola.

Ad interpretare Spidey questa volta tocca all'emergente Andrew Garfield - prima di questo, tra i protagonisti di The Social Network di David Fincher; prossimamente in Hacksaw Ridge di Mel Gibson (presentato con successo alla Mostra di Venezia di quest'anno) e nell'attesissimo Silence di Martin Scorsese.

Niente Mary-Jane stavolta, sostituita dal personaggio di Gwen Stacy, personificato da Emma Stone (che poi brillerà in Magic in the Moonlight di Woody Allen, Birdman di Alejandro González Iñárritu e nel prossimo La La Land di Damien Chazelle, degna apertura di Venezia 2016).

Niente male, però non al livello delle prime due pellicole di Sam Raimi.
Ma a quanto pare, non siamo gli unici a pensarlo: gli spettatori non sono corsi a vederlo, sebbene ci siano molti fan che lo considerano più fedele al'originale fumettistico.

Discorso simile per The Amazing Spider-Man 2-Il Potere di Electro.


The Amazing Spider-Man 2-Il Potere di Electro (2014)


Il trailer di The Amazing Spider-Man 2-Il Potere di Electro.

Qui, il nostro scoprirà le macchinazioni della Oscorp e dovrà fronteggiare il potente Electro (Jamie Foxx).

Anche in questo caso, gli effetti speciali e il ritmo ci sono, ma non l'attenzione del pubblico: come nel predecessore, l'assenza di personaggi di alleggerimento come il J.J. Jameson del futuro Premio Oscar J.K. Simmons (per Whiplash) e quelli interpretati da uno spassoso e ironico Bruce Campbell si fa pesantemente sentire.

Quest'ultimo, che ha sempre fatto dell'ironia e dell'autoironia la sua arma vincente (si vedano La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre, nonché My Name is Bruce e Il Grande e Potente Oz) ci manca particolarmente: pur impegnato i ruoli molto marginali - rispettivamente, il presentatore di un incontro di wrestling, l'usciere di un teatro, il maître di un ristorante di lusso - era riuscito a ritagliarsi un suo spazio ed ogni sua apparizione era attesa dai fan (e non solo) con curiosità e impazienza.

Meno male che continua invece la tradizione delle comparsate di Stan Lee, sebbene non bastino.

Accantonati eventuali seguiti dei film di Webb, il presente e il futuro prossimo di Spider-Man si chiamano invece Tom Holland.

Il nuovo Uomo Ragno abbiamo l'idea che sarà più ragazzino, logorroico, casinista e meno tormentato dei predecessori.
O almeno, così ci è parso nella breve ma promettente apparizione in Captain America: Civil War, dove si ritaglia subito un ruolo da star.

Per vederlo in opera in un film "solista" non dovremo attendere molto: l'uscita di Spider-Man: Homecoming è prevista nel 2017.
Avversario designato nientemeno che l'ex Batman per eccellenza: Michael Keaton!

Negli anni Novanta gli 883 cantavano Hanno ucciso l'Uomo Ragno.
A noi sembra che il personaggio goda di ottima salute: bah, si tratterà del solito fake...




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lunedì 9 marzo 2015

WHIPLASH, HELL THAT JAZZ

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2014
105'
Regia: Damien Chazelle
Interpreti: J.K. Simmons, Miles Teller, Melissa Benoist, Paul Reiser, Austin Stowell, Chris Mulkey.


Il giovane Andrew (Teller) ha una grande passione: il jazz.
E un sogno: diventare uno dei più grandi batteristi al mondo.
Decide allora di iscriversi al conservatorio più prestigioso di New York; ma sulla sua strada incontra Terence Fletcher (Simmons), direttore d'orchestra che sarà la sua guida e renderà la sua vita un incubo.

Uno short movie come base di partenza (presto ve lo proporremo nella sezione I CORTI); un regista giovane - 30 anni appena compiuti - alla sua opera seconda, che egli stesso ha scritto; un cast composto principalmente da un attore sconosciuto scelto per la sua capacità di suonare la batteria e da un caratterista bravo ma da sempre sottoutilizzato; una colonna sonora a ritmo di jazz, non esattamente un genere popolarissimo; un film a basso costo dagli incassi non proprio stellari.

Alzi la mano chi - prima dell'annuncio delle nomination di Golden Globe e Academy Award - si era accorto di Whiplash.

Un anno dopo la sua proiezione in anteprima al Sundance Film Festival di Robert Redford, se ne parla ancora e già si può definirlo un cult.
Di certo aiutano i 3 freschi Oscar vinti - attore non protagonista, montaggio, sonoro - su 5 nomine (tra le quali quelle per il miglior film e la migliore sceneggiatura non originale): un biglietto da visita niente male che, unito al passaparola, sta aiutando questa piccola pellicola a ritagliarsi spazio.
E lo merita.

I contributi tecnici sono effettivamente di ottimo livello; la regia ha un andamento a scatti (molto jazz) e, grazie anche ad una trama piena di svolte e colpi di scena, riesce a coinvolgere gli spettatori.
Speriamo che il talento di Damien Chazelle si confermi anche in futuro.

La musica può piacere o non piacere, ma non soffoca la storia - che è comunque incentrata principalmente sul rapporto tra allievo e maestro - anzi serve a scandire il ritmo dell'azione.

Miles Teller, che interpreta il protagonista, è una buona scelta e sa suonare benissimo la batteria (ha registrato anche alcuni brani della colonna sonora).
Si presume che ne sentiremo parlare ancora.

E poi c'è lui.
Alto, magro, sempre vestito di nero, completamente pelato, con occhi di ghiaccio e una faccia cattivissima: Terence Fletcher, l'insegnante che - con un parallelo tele-culinario - farebbe sembrare degli agnellini gente come Gordon Ramsay, Joe Bastianich e Carlo Cracco.

J.K. Simmons - il J.J. Jameson dello Spider-Man di Sam Raimi, nonché caratterista molto richiesto ma poco valorizzato - grazie a questo ruolo ha ottenuto Golden Globe e Oscar come miglior attore non protagonista, oltre a una miriade di altri premi.

Tutti riconoscimenti meritati: la sua interpretazione è competente (suona personalmente il piano nella scena del nightclub) ma non manieristica, sanguigna ma mai eccessiva.

Ricorda molto quelle di R. Lee Ermey - diventato un'icona pop come Sergente Hartman nel capolavoro di Stanley Kubrick Full Metal Jacket - e Louis Gossett Jr. - anch'egli vincitore di un Academy Award come attore non protagonista per il suo ruolo del Sergente Foley in Ufficiale e Gentiluomo di Taylor Hackford con Richard Gere.
Stessa cattiveria, stessa umanità rude e repressa, stesso carisma, stessa capacità di motivare gli allievi tramite metodi piuttosto brutali.

Come i colleghi, Simmons riesce a lasciare il segno nell'immaginario collettivo: numerose sono già le parodie (come questa, in cui ha a che fare con i Muppets; oppure questa, dove la pellicola drammatica diventa una sitcom) e scommettiamo che numerose saranno anche le imitazioni.

Non era facile distinguersi dai due modelli originari, ma ce l'ha fatta: Whiplash è uno degli esempi più fulgidi di quel cinema indipendente che tanto ci piace e che quest'anno ha conquistato a tutti i livelli anche i giurati dell'Academy.

Il finale ovviamente non lo sveliamo, ma il tema della pellicola fa e farà discutere: quando il troppo è troppo?
Un sistema basato su abusi verbali e psicologici forse è utile per formare i militari delle Forze Speciali, ma ha senso applicarlo alla musica?

Lasciamo il giudizio agli spettatori del film e ai lettori di CINEMA A BOMBA!
Il demone del jazz contagerà anche voi?

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domenica 13 ottobre 2013

I CORTI: ATAQUE DE PANICO!, MONTEVIDEO BRUCIA...BRUCIA ADESSO!

(Clicca sulla locandina per vedere il corto) 

Uruguay, 2009
5'
Regia: Fede Álvarez


Un giorno apparentemente qualunque, un esercito di robotoni e di aerei alieni compaiono dal nulla nei pressi di Montevideo - capitale uruguagia - e subito iniziano a distruggere tutto quello che incontrano, compreso il palazzo presidenziale.
È il panico...

Costato circa 300 dollari e caricato su YouTube nel 2009, questo cortometraggio in pochi giorni è diventato - merito del caro, vecchio passaparola - un fenomeno virale, ripreso anche nel blog del celeberrimo cantante Kanye West.
In effetti è un simpatico divertissement con efficaci effetti speciali e una bella serie di omaggi cinematografici, da Godzilla a Independence Day, da Transformers a La Corazzata Potëmkin (a voi il compito di scovarli tutti!).

Un bel biglietto da visita per il giovane regista Fede Álvarez, all'epoca poco più che trentenne: in seguito all'improvviso e imprevisto successo di questo suo breve lavoro, gli è stato offerto un contratto di 30-40 milioni di dollari per dirigere un film di fantascienza dalla Ghost House Pictures, la casa di produzione di Robert G. Tapert e Sam Raimi (rispettivamente produttore e regista di Evil Dead, ricordate?).

Risultato: il reboot de La Casa uscito pochi mesi fa, diretto proprio da Fede e dallo stesso sceneggiato insieme a Rodo Sayagues e all'ex spogliarellista Diablo Cody (già Premio Oscar per Juno): un remake che ha avuto l'approvazione degli autori dell'originale (compreso Bruce Campbell) e un discreto successo al botteghino.
E nel futuro? Sono previsti un nuovo capitolo di Evil Dead e forse la versione filmica del videogioco Dante's Inferno.

Per finire, avete voglia di emulare Fede Álvarez distruggendo con robotoni giganti un posto che proprio non vi piace (la vostra scuola, il vostro posto di lavoro, la casa della vostra ex, qualche ministero...)?
Guardate cosa abbiamo trovato, grazie ad Angelo: cliccate qui (è il sito di State Farm, un'assicurazione), digitate un nome ed un indirizzo e... scatenate il panico!

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giovedì 8 agosto 2013

EVIL DEAD. L'ARMATA DELLE TENEBRE, DAMMI UN PO' DI ZUCCHERO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1992
89'
Regia: Sam Raimi
Interpreti: Bruce Campbell, Embeth Davidtz, Ian Abercrombie, Marcus Gilbert, Timothy Patrick Quill, Angela Featherstone, Bridget Fonda, Ted Raimi.


Dai boschi del Michigan, dove è sopravvissuto agli attacchi degli spriti maligni, Ash (Campbell) si ritrova catapultato in una sorta di Medioevo fantastico.
Qui conquisterà il cuore della bella Sheila (Davidtz), ma sarà anche costretto a ritrovare l’odiato Necronomicon e a sconfiggere l’esercito dei morti, prima di poter finalmente tornare a casa.

Questo terzo episodio è - a nostro giudizio - il migliore della saga di Evil Dead; di certo è il più divertente e il più conosciuto, almeno in Italia.
Come il precedente, non è tanto un seguito quanto una "variazione sul tema", che si apre con un altro prologo riassuntivo inesatto e contraddittorio, e si chiude con una "coda" irriverente e geniale (esiste anche un finale alternativo più aperto, ma ne parleremo più avanti).

Come tutti i capitoli delle serie, L’Armata delle Tenebre – scritto a quattro mani da Sam Raimi col fratello maggiore Ivan – è una pellicola a sé stante, che si ricollega alle precedenti solo per temi, struttura e protagonista, ma differisce completamente per stile e tono.
Se La Casa celava l’umorismo tra le righe e La Casa 2 appariva come una pellicola di transizione, qui la progressiva e inesorabile trasformazione da horror a commedia demenziale si può dire completa.

Impreziosito da un’accurata ambientazione fantasy e da un uso più massiccio di trucchi ed effetti speciali, il film sposta l’attenzione dalla storia - in verità mai stata, nella saga, di primaria importanza - al suo protagonista.
Ash, con cui il mitico Bruce Campbell offre la più memorabile interpretazione della sua carriera (cui contribuisce il perfetto doppiaggio di Michele Gammino nella versione italiana), è infatti il vero punto di forza della pellicola.

Tracotante e ottuso, ma allo stesso tempo irresistibilmente simpatico, l’eroe presenta una personalità diversa rispetto a quella dei precedenti capitoli.
Il suo ego è cresciuto a dismisura, ma anche la parlantina: si sprecano le battute mitiche con cui il nostro deride e maltratta gli altri personaggi (compresa Sheila!), e che ancora oggi vengono ripetute dai compiaciuti fan di tutto i mondo.

Tra le numerose sequenze memorabili, leggendaria è diventata quella in cui il protagonista si reca nel cimitero e deve recitare la formula Klaatu Verata Nicto (citazione dal fantascientifico degli anni 50 Ultimatum alla Terra) per recuperare il libro, ma non ricorda le parole esatte.

Occhio al finale: come accennato precedentemente, oltre a quello - spassosissimo - ambientato nel supermarket, ne esiste uno alternativo che lascia le porte aperte ad un’ eventuale quarta puntata.
In questo Ash assume più gocce di pozione sonnifera di quante prescritte dal mago e, anziché nella propria epoca, si risveglia in un futuro post-apocalittico.

Ora che sia Bruce che Sam hanno confermato la messa in cantiere dell'attesissimo L'Armata delle Tenebre 2, non resta che favoleggiare su quale sarà il finale da cui vorranno ripartire...
Una sola cosa è certa: sarà spaventosamente divertente.
Hail to the King, baby!

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martedì 6 agosto 2013

EVIL DEAD. LA CASA 2, SEGUITO O REMAKE?

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1987
84'
Regia: Sam Raimi
Interpreti: Bruce Campbell, Denise Blixer, Sarah Berry, Dan Hicks, Kassie Wesley, Ted Raimi, Sam Raimi (non accreditato).


Ash (Campbell), in vacanza con la fidanzata Linda in un cottage isolato in mezzo al bosco, libera per errore le forze del male.
Costretto a uccidere Linda e barricato nella casa, viene raggiunto dalla figlia di un professore: insieme cercheranno di debellare gli spiriti maligni.

I fan dibattono da oltre 5 lustri su come vada interpretata questa pellicola: è la seconda parte de La Casa o piuttosto un suo rifacimento?
Nessuna delle due cose. O meglio: entrambe.
Eh già, perché il buon Raimi, dopo l’inaspettato successo del primo film - in brevissimo tempo assurto al rango di cult assoluto - ha scelto di cambiare le regole del gioco, tornando sui propri passi e infischiandosene della continuità (una cosa simile accadrà anche nel successivo L’Armata delle Tenebre).

Dopo quello che possiamo considerare una sorta di riassunto semplificato e “apocrifo”, la storia riparte raccontando le tribolazioni di Ash dopo lo scioccante cliffangher del capitolo precedente.
A dirla tutta, la vicenda ricalca in sostanza quella della prima pellicola, recuperando e rielaborando intuizioni e sequenze già presenti sia ne La Casa che nel corto Within The Woods.
Ma non senza alcune sostanziali differenze: anzitutto il budget a disposizione del regista è molto più alto; inoltre è evidente un maggiore ricorso alla componente umoristica – mutuata dalla comicità slapstick dei cartoni animati e dei vecchi film dei Three Stooges – a scapito di quella propriamente orrorifica.

Lo splatter-gore del precedente capitolo è trasformato così in un ironico splatter-trash impossibile da prendere sul serio, con tanto di maschere di gomma e mostri palesemente esagerati (la “manifestazione” finale sembra un’enorme mela marcia con le braccia).
Per tacere di una manciata di scenette comiche memorabili: la lotta di Ash con la propria mano, i mobili che ridono, l’occhio che schizza via e finisce in gola a una ragazza.

Ma sarebbe ingiusto riconoscere a La Casa 2 solo un valore umoristico: la sua importanza intrinseca è dettata anche dal fatto che la mitologia della serie viene definita proprio con questo film.
E’ qui che scopriamo le origini del Necronomicon e del suo ritrovamento; è qui che compare e interagisce coi protagonisti, sotto forma di fantasma, il Professor Knowby; è qui soprattutto che Ash sostituisce la propria mano con la motosega, la quale - insieme al fucile a canne mozze - diverrà parte integrante dell’iconografia del personaggio.

E proprio Ash (un Bruce Campbell ormai consacrato cult hero) riflette a sua volta il momento di passaggio rappresentato dalla pellicola all’interno della trilogia: non più ragazzotto spaventato e indifeso come ne La Casa, ma non ancora eroe spavaldo e invincibile come ne L’Armata delle Tenebre.

Per concludere, La Casa 2 – in quanto ibrido tra la prima fase horror e la successiva fase fanta-comica – rischia di risultare insoddisfacente sia per i cultori del cinema di paura sia per gli amanti del demenziale, ma rimane imprescindibile per tutti i fanatici di Evil Dead che si rispettino.

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domenica 4 agosto 2013

EVIL DEAD. LA CASA, UNISCITI A NOI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1981
85'
Regia: Sam Raimi
Interpreti: Bruce Campbell, Ellen Sandweiss, Betsy Baker, Hal Delrich, Sarah York, Ted Raimi (non accreditato).


Alla fine degli anni 70 un gruppo di amici ventenni del Michigan, appassionati di cinema, si divertono a girare filmini amatoriali in super 8.
Uno di questi - Within The Woods - attira l'attenzione di alcuni investitori, al punto che i ragazzi riescono a racimolare 350.000 dollari per ampliare il corto in un lungometraggio vero e proprio.
Nasce così La Casa. Nasce così la saga di Evil Dead.

La storia è semplice ed efficace: 5 giovani - 2 coppie e una ragazza - si recano in un bosco dove si trova uno chalet abbandonato in cui vorrebbero passare un sereno fine settimana.
Qui trovano un volume misterioso: è il temibile "Necronomicon ex-mortis", il libro dei morti.
Inavvertitamente risvegliano le forze del male e sono costretti a passare una notte di puro orrore.
Chi di loro riuscirà a sopravvivere abbastanza a lungo da rivedere l'alba?

Com'è noto, ogni capitolo della trilogia di Evil Dead (o tetralogia, se si considera Within The Woods come una sorta di prequel) è diverso dagli altri.
Si parte dal genere "horror" (La Casa) per arrivare progressivamente al fanta-comico (L'Armata delle Tenebre), con una via di mezzo tra i due estremi (La Casa 2).

Risultato di un lavoro di squadra tra Sam Raimi (regista e sceneggiatore, quello del recente Il Grande e Potente Oz), Robert Tapert (produttore) e Bruce Campbell (attore, co-produttore e factotum sul set, poi anche regista di My Name is Bruce, autoparodia di Evil Dead), il primo film si distingue anche per la ricchezza di invenzioni registiche e l'ingegnosità degli artigianali trucchi splatter, che suppliscono alla grande al budget minimale e al dilettantismo dell'operazione.

Benché esordiente, il giovanissimo e visionario regista dimostra di conoscere benissimo le tecniche del mestiere: grandangoli, inquadrature sghembe, allucinati primi piani e sequenze vertiginose (ottenuti con una shakey-cam, una sorta di steady-cam montata su un supporto mobile), senza dimenticare la capacità di creare un'atmosfera sospesa e carica di tensione, che tiene alta l'attenzione dello spettatore fino all'inaspettato finale.
Geniale l'idea di servirsi di soggettive per dare vita agli spiriti del male, ossia senza mostrarli mai.

Dotato di un sottofondo ironico che stempera la paura, e che diventerà un elemento sempre più preponderante nei capitoli successivi, La Casa servì anche da trampolino di lancio per Bruce Campbell, protagonista perfetto e attore di culto, specializzato in B-movies e idolatrato dai miriadi di fan in tutto il mondo.

Una pellicola fondamentale non solo per gli appassionati del genere, ma soprattutto per i cinefili degni di questo nome.
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giovedì 25 luglio 2013

EVIL DEAD. WITHIN THE WOODS, IL PROTOTIPO


(Clicca sulla locandina per vedere il corto) 

USA, 1978
30'
Regia: Sam Raimi
Interpreti: Bruce Campbell, Ellen Sandweiss, Scott Spiegel, Mary Valenti.


La prima tappa nel nostro speciale dedicato alla serie horror migliore di sempre (ma in termini di genere bisognerebbe parlare di fanta-horror-commedia) è rappresentata dal geniale corto che servì alla banda Raimi - all'epoca non più che ventenni - per finanziare il primo capitolo della trilogia.

Questo prototipo - semplice e simpatico come può esserlo solo un prodotto amatoriale - è interessante per i fan oltranzisti della saga in quanto anticipa temi, situazioni e tecniche delle pellicole successive.

La trama è la stessa che verrà ripresa e reiterata nei lungometraggi: 4 amici in vacanza in una casetta di campagna risvegliano per errore degli spiriti maligni, che si impossessano di uno di loro. La lotta per la sopravvivenza lascerà un unico sopravvissuto.

La differenza principale rispetto ai capitoli successivi è che - per la prima e unica volta - l'eroe è in realtà un'eroina, interpretata da Ellen Sandweiss, attrice che ritornerà poi ne La Casa in un ruolo più defilato.
Ash, il mitico protagonista della serie interpretato da Bruce Campbell, è invece ancora abbozzato: qui si chiama banalmente Bruce e fa la parte del "cattivo".

Se per gli appassionati è sicuramente divertente cercare di individuare le sequenze che saranno recuperate - in alcuni casi riciclate pari pari - in La Casa e pure in La Casa 2, per il cinefilo medio possono essere interessanti i trucchi sanguinolenti e le creative soluzioni registiche, in particolare l'utilizzo virtuoso degli effetti sonori.

Consideratelo come volete: prototipo, prequel, capitolo "zero".
Il giro della giostra più spaventosa/divertente della storia del cinema è già iniziato.

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lunedì 22 luglio 2013

EVIL DEAD. PERCHE' UNO SPECIALE


(Clicca sulla foto per il giudizio di Bruce Campbell sul nostro sito) 


Perché uno speciale su Evil Dead?

Perché è probabilmente la saga horror più riuscita della storia del cinema.

Perché è formata da 3 film (più un prototipo: Within The Woods) uno più appassionante dell'altro: The Evil Dead, Evil Dead 2 e Army of Darkness, usciti in Italia intitolati rispettivamente La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre.

Perché il protagonista Ash - nome completo: Ashley J. Williams - è senza dubbio il personaggio più geniale nella storia del cinema fantastico-orrorifico.

Perché è appena uscito un controverso remake che ha fatto gridare al tradimento tutti i fan, ma è nobilitato un po' da una breve apparizione di Ash dopo i titoli di coda.

Perché Bruce Campbell è l'attore di serie B più popolare e simpatico del mondo, ed è impossibile non idolatrarlo.

Perché...sì, la trilogia di Spider-Man era figa, Il Grande e Potente Oz è bello e quello che volete...ma volete mettere con L'Armata delle Tenebre?!?

Perché lo spassoso My Name is Bruce non è Evil Dead 4, ma quasi.

Perché Sam Raimi e suo fratello maggiore Ivan hanno iniziato a scrivere il soggetto del nuovo attesissimo capitolo, che non sarà Evil Dead 4, ma L'Armata delle Tenebre 2.

Perché il mitico Ted Raimi - fratello minore di Sam & Ivan - compare in qualche modo in tutti i film, anche se i più lo ricordano come l'irresistibile Corilo di Xena-Principessa Guerriera.

Perché il produttore di Xena, Robert G. Tapert (detto Rip), è il marito di Lucy Lawless, ma soprattutto è il produttore di Evil Dead, e per questo lo amiamo.

Perché se i fratelli Coen ci hanno regalato tanti capolavori lo dobbiamo anche a Sam & Bruce, che li hanno lanciati come assistenti al montaggio ne La Casa e aiutati a promuovere i primi film (con Raimi hanno inoltre scritto Crimewave e Mister Hula-Hoop).

Vi bastano come motivazioni?
Comunque sia, l'importante è che continuiate a seguire CINEMA A BOMBA!
Groovy.

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sabato 9 marzo 2013

IL GRANDE E POTENTE OZ, BRUCE C'E' MA (QUASI) NON SI VEDE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2013
130'
Regia: Sam Raimi
Interpreti: James Franco, Mila Kunis, Rachel Weisz, Michelle Williams, Zach Braff, Bill Cobbs, Ted Raimi, Bruce Campbell.


Avviso ai numerosissimi fan di Bruce Campbell (che i lettori di CINEMA A BOMBA! già conoscono per My Name is Bruce): il nostro beniamino compare solo per pochi istanti verso la fine, "nascosto" sotto un trucco pesante - con tanto di baffi e naso finto - che lo rende quasi irriconoscibile.
E' il guardiano del cancello della Città di Smeraldo che viene preso a bastonate dal nanetto scorbutico (piccola curiosità: la mano che brandisce il bastone è in realtà quella dell'amico di sempre Sam Raimi).

Fatta questa doverosa premessa, parliamo del film.
Anzitutto, non si tratta di un remake, ma di un prequel del celebre Il Mago di Oz: Oscar (Franco, da noi incontrato a Venezia nel 2011, ricordate?), prestigiatore da strapazzo in un circo ambulante, finisce casualmente nel mondo magico di Oz dopo una roccambolesca fuga in mongolfiera.
Qui viene scambiato per il potente mago che - secondo una profezia - libererà il popolo dalla tirannia della strega cattiva.

Raimi, autore di trilogie di culto come quelle di Evil Dead (in Italia La Casa) e di Spider-Man, ha realizzato un riuscito film per tutti, condotto a ritmo sostenuto, carico di colori - sgargianti quelli del mondo di Oz, in contrasto col triste bianco/nero del mondo reale - e buoni sentimenti.

Particolarmente felice l'uso del 3D, che per una volta non è un semplice orpello (o una scusa per spillare al botteghino un paio di euro in più), ma permette allo spettatore di immedesimarsi coi protagonisti e aggiunge dinamismo alle scene di azione.
Vedere per credere la discesa delle rapide in mongolfiera quando l'eroe arriva ad Oz.

La cosa che più balza all'occhio ai fan più accaniti della coppia Campbell/Raimi è una certa affinità narrativa col loro capolavoro riconosciuto, lo stracult L'Armata delle Tenebre.
La trama e la sequenza degli eventi sono praticamente le stesse: un furfante egocentrico e sbruffone si trova improvvisamente catapultato dalla realtà in un mondo fantastico dove imperversa una guerra tra la fazione dei buoni e quella dei cattivi, viene incensato dal popolo oppresso che vede in lui il "salvatore" indicato da una profezia, e suo malgrado diventa l'eroe che tutti si aspettavano.

Difficile credere a una semplice sequela di coincidenze: troppi i punti in comune tra le due pellicole.
Più facile pensare che i due sceneggiatori abbiano studiato approfonditamente l'opus raimiano o che lo stesso regista abbia voluto andare sul sicuro adattando lo script - perché pur sempre di un film su commissione si tratta - al proprio stile, strizzando l'occhio agli esigenti e appassionati cultori di Evil Dead.

Comunque sia, Il Grande e Potente Oz è un gran divertimento. Forse non passerà alla storia, ma vale il prezzo del biglietto.
E in più c'è Bruce Campbell. Vi sembra poco?

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martedì 11 dicembre 2012

I CORTI: THE FANTASTIC FLYING BOOKS..., I LIBRI TI FANNO VOLARE

(Clicca sull'immagine per vedere il film) 

USA, 2011
15'
Regia: William Joyce, Brandon Oldenburg


Un uomo viene travolto da un tremendo uragano che porta via case, persone e le parole scritte nel libro che stava scrivendo; scaraventato in una landa desolata dove tutto è distrutto, incontra una ragazza che volteggia in aria trainata da libri volanti.
Uno di questi si stacca da lei, raggiunge l'uomo e lo conduce ad una biblioteca abbandonata popolata da numerosi tomi.
Prendendosi cura di loro e donandoli alle persone riuscirà a rifarsi una vita e a viverla felicemente e serenamente.

Nato come app dell'iPad e successivamente divenuto anche libro e film, The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore è il corto di animazione che ha vinto l'ultima edizione degli Oscar battendo la concorrenza del pixariano La Luna del genovese Enrico Casarosa.
Oscar meritato, bisogna dire.

Il mix di modellini e di animazione al computer e in 2D, la scelta del muto fanno sì che l'opera acquisti una grazia e un fascino old style che ricorda le pellicole in bianco e nero e i rassicuranti film hollywoodiani degli anni Cinquanta-Sessanta.

Lo dimostrano le tante citazioni cinefile: Il Mago di Oz in primis e le commedie dei periodi d'oro degli Studios, ma anche Fahrenheit 451 di François Truffaut e - a sorpresa - L'Armata delle Tenebre di Sam Raimi.
Né sembra un caso, poi, che il naif, ottimista, generoso, altruista protagonista ricordi nella fisionomia e nel carattere i personaggi interpretati dal grande Buster Keaton.

Tra i momenti memorabili ne citiamo due: il ciclone che richiama alla mente la tragedia dell'uragano Katrina del 2005 (lo Studio che ha prodotto il film ha base in Louisiana, lo Stato più colpito) e la spassosa scena dell'operazione chirurgica al vecchio libro che si rianima nel momento in cui il protagonista inizia a leggerlo.

Insomma, The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore è un inno all'amore per la lettura dal tocco lieve.
Il tocco di chi sfoglia rapito un libro che ama.

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domenica 29 gennaio 2012

GLI INEDITI: MY NAME IS BRUCE, ANCORA UN PO' DI ZUCCHERO BABY!

(clicca sulla locandina per vedere il trailer)

USA, 2008
86'
Regia: Bruce Campbell
Interpreti: Bruce Campbell, Ted Raimi, Grace Thorsen, Ellen Sandweiss, Dan Hicks.

Che cosa succederebbe se un bel giorno il grande attore Bruce Campbell venisse rapito da un ragazzino suo fan e portato in una cittadina di campagna affinchè sconfigga un antico demone cinese protettore del formaggio di caglio?

In questo modo inizia - frutto di oltre 2 anni di riprese, montaggi e rimontaggi, anteprime e posticipazioni - il film più atteso degli ultimi anni, almeno per i fan di Bruce Campbell.
Questi, da poco tornato sulla breccia con lo splendido serial Burn Notice, è l'attore di culto per eccellenza, vero e proprio divo dei B-movies e popolarissimo in patria.

Amico e sodale di Sam Raimi, col quale ha realizzato la leggendaria trilogia horror di Evil Dead (in Italia: La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre), Bruce con gli anni è rimasto imprigionato nel ruolo di eroe duro e puro in filmetti e filmacci trash a basso costo, riuscendo però a sfruttarli con grande (auto)ironia e coraggio.

Passato anche alla regia, il nostro ha confezionato con un budget irrisorio una vera e propria leccornia per appassionati, accontentando quanti da anni gli chiedevano di riprendere il ruolo di Ash di Evil Dead (non è proprio così, ma il risultato ci si avvicina molto).

Tra scene cult (la canzone di Guan-Di e il film-nel-film Cave Alien 2 sono geniali!) e autocitazioni a scroscio continuo anche nel cast (occhio a Ted Raimi in triplice ruolo), il divertimento è assicurato soprattutto per chi conosce a fondo la vasta filmografia campbelliana. Per tutti gli altri è un filmetto simpatico e senza pretese.
For fans only, ma avercene!

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