CINEMA A BOMBA!

lunedì 21 settembre 2015

GLI INEDITI: A MOST VIOLENT YEAR, QUEL BRAVO RAGAZZO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2014
121'
Regia: J C. Chandor
Interpreti: Oscar Isaac, Jessica Chastain, Albert Brooks, Alessandro Nivola, David Oyelowo, Elyes Gabel, Catalina Sandino Moreno, Harris Yulin.


New York, 1981. Abel (Isaac) è un ispanico arrivato: ha una bella moglie (Chastain) e due bimbi, è proprietario di una ditta di raffinazione petrolifera e gli affari vanno a gonfie vele.

Però la sua ascesa dà fastidio a molti, al punto che qualcuno fa regolarmente picchiare i suoi dipendenti e gli ruba le autocisterne.

Come se non bastasse, gli si mette alle calcagna uno zelante procuratore afroamericano (Oyelowo), proprio mentre il nostro deve chiudere un'importante operazione commerciale.

J.C. Chandor è uno dei registi più interessanti degli ultimi anni: insieme ai colleghi Jeff Nichols (quello di Take Shelter e Mud) e Ned Benson (splendido esordiente con The Disappearance of Eleanor Rigby) guida una nuova generazione di Autori che promette più che bene.

Avevamo scritto del suo All Is Lost del 2013 ed avevamo già segnalato A Most Violent Year come film da vedere.
E ora che lo abbiamo visto - nonostante in Italia sia ancora inedito - possiamo dire che l'attesa è stata ripagata ampiamente.

Il cineasta del New Jersey porta avanti anche in questa occasione il suo discorso sull'uomo contemporaneo che si trova ad affrontare forze molto più grandi di lui: nella sua pellicola d'esordio Margin Call del 2011 parla di un gruppo di analisti di una grande banca di investimenti di fronte all'inizio della crisi finanziaria; in quella con Robert Redford di un uomo solo in balia della forza della natura.

Stavolta tocca ad un imprenditore (Isaac) che prova a lavorare onestamente in condizioni veramente proibitive: la moglie (Chastain) è la figlia di un boss malavitoso ed è una maneggiona; i suoi concorrenti sono sleali e senza scrupoli; il prevenuto procuratore distrettuale (Oyelowo) lo mette sotto pressione con le sue indagini martellanti; i suoi dipendenti sono sull'orlo di una crisi di nervi per i continui atti criminali subiti (siamo nella New York del 1981 - anno statisticamente tra i più violenti nella storia della Grande Mela - e sono ancora lontani i tempi della Tolleranza Zero di Rudolph Giuliani).

Probabilmente non è un caso che il nome del protagonista sia Abel, vittima di un mondo dove tutti i Caino sembrano accanirsi contro questo loro fratello; mentre il cognome è Morales (che suona quasi come morals, ossia "morale"), ad indicarne l'integrità.
In pratica l'anti-Michael Corleone, il personaggio interpretato da Al Pacino nella saga de Il Padrino di Coppola.

Se riuscirà a rimanere fermo nei suoi principi, questo non ve lo sveliamo - anche perché vi toglieremmo il gusto di seguire lo svolgimento della storia.

L'azione volutamente frenata, una fotografia livida, i paesaggi della metropoli freddi (non solo per il clima), i vestiti d'epoca (tra i quali degli elegantissimi Armani rigorosamente del 1981!), la colonna sonora di Alex Ebert (vincitore del Golden Globe 2014 per la precedente pellicola chandoriana): tutto contribuisce a questo senso di attesa e il regista si dimostra davvero efficace nel tenere sotto pressione fino alla fine una materia pronta a deflagrare da un momento all'altro.

La specialità di Chandor, però, è la direzione degli attori, dai quali riesce a ottenere sempre notevoli prove: in Margin Call aveva a disposizione un cast che comprendeva Kevin Spacey, Demi Moore, Stanley Tucci, Jeremy Irons, Paul Bettany, Simon Baker; in All Is Lost un Robert Redford in grandissimo spolvero.

Per A Most Violent Year ha potuto contare su interpreti di un certo livello per le parti secondarie - David Oyelowo (già visto in Interstellar, Selma), Albert Brooks (Taxi Driver, Drive), Alessandro Nivola (American Hustle, Selma), Elyes Gabel (World War Z, Interstellar), Catalina Sandino Moreno (Maria Full of Grace - per il quale venne candidata agli Oscar nel 2005 come migliore attrice -, Cristiada).

Ma soprattutto sono i protagonisti a lasciare il segno.
Di Jessica Chastain, se continua così, non smetteremo mai di tessere le lodi: anche in questo caso la sua performance è eccellente.
Lo sappiamo che rischiamo di essere un po' ripetitivi quando si tratta di lei, ma con un'attrice così...

Riguardo ad Oscar Isaac - che ha recitato in film quali il Robin Hood di Ridley Scott, Drive, Cristiada, Inside Llewyn Davis-A Proposito di Davis - qui offre un'interpretazione che impressiona per intensità, espressività, presenza scenica.

La sua scelta era stata caldamente consigliata al regista dalla nostra Jessica - i due erano compagni di corso alla Juilliard School - e si è rivelata ottima: il "ragazzo" ha talento e carisma da vendere.

[P.S. Avete notato che bella rimpatriata di attori per questo film?!]

A breve i due ritorneranno sul grande schermo con due tra i film più attesi dell'anno: il grande pubblico imparerà a conoscere lui grazie al ruolo di Poe Dameron in Star Wars-Il Risveglio della Forza (settimo capitolo della saga di Guerre Stellari); mentre lei sarà l'affascinante Lady Lucille Sharpe in Crimson Peak di Guillermo del Toro.

Che i riflettori della ribalta su Jessica Chastain e Oscar Isaac convincano i distributori italiani a sfruttare il traino e a far uscire finalmente nelle sale anche il meritevole A Most Violent Year?

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domenica 31 luglio 2016

I MIGLIORI FILM DEGLI ULTIMI ANNI: 2012-2015



31 Luglio 2011 - 31 Luglio 2016.

CINEMA A BOMBA!, il nostro e vostro amato blog, compie 5 anni!

Nato per parlare della nostra esperienza alla Mostra del Cinema di Venezia del 2011 - dove abbiamo avuto la possibilità di vedere pellicole veramente notevoli come Wilde Salomé di Al Pacino, Alois Nebel di Tomáš Luňák, Cime Tempestose di Andrea Arnold, Killer Joe del Maestro William Friedkin, Texas Killing Fields di Ami Canaan Mann - esso ha saputo poi allargarsi al mondo filmico tout court con le recensioni delle opere di attualità e con quelle che sono andate a formare le nostre fortunate sezioni:

- GLI INEDITI (dedicata a quelle opere che non sono state ancora proiettate sul grande schermo);
- I CLASSICI (per film significativi o che hanno fatto la storia della Settima Arte);
- I DOC (per i documentari);
- I CORTI (per i cortometraggi);
- gli Speciali sulle grandi rassegne cinematografiche - e cioè, Mostra del Cinema di Venezia ( 2011, 2012, 2013, 2014, 2015), Festival di Cannes ( 2012, 2013, 2014, 2015, 2016), Golden Globe ( 2012, 2013, 2014, 2015, 2016), Oscar ( 2012, 2013, 2014, 2015, 2016);
- le monografie (sulla serie di Evil Dead, sul Maestro Friedkin, su Robin Williams, su Michael Keaton, sui luoghi visitati da Eli & Fede nel loro viaggio di nozze, sulla saga di Star Wars).

Un lustro che ci ha dato finora molto... lustro: il successo di pubblico è ancora crescente e ripaga abbondantemente i nostri sforzi per rendere i nostri post i più interessanti possibile.

Per festeggiare nel modo più degno questo importantissimo traguardo, abbiamo deciso - a grande e pressante richiesta - di dare un seguito al nostro post più popolare, quello relativo ai migliori film degli anni dal 2008 al 2011.

Dopo un duro lavoro di selezione, abbiamo deciso così di proporvi quelli che secondo noi sono i titoli più interessanti usciti nel periodo 2012-2015.

Voi cosa ne pensate?

Siamo pronti a discuterne!








2012

Alabama Monroe (The Broken Circle Breakdown) di Felix Van Groeningen, con Veerle Baetens, Johan Heldenbergh
Anna Karenina di Joe Wright, con Keira Knightley, Jude Law, Aaron Johnson, Matthew Macfadyen, Olivia Williams, Emily Watson
Argo di Ben Affleck, con Ben Affleck, Alan Arkin, John Goodman
Django Unchained di Quentin Tarantino, con Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Samuel L. Jackson, Kerry Washington, Don Johnson, Robert Carradine, Bruce Dern, Quentin Tarantino, Franco Nero
I Mercenari 2 di Simon West, con Sylvester Stallone, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Jean-Claude van Damme, Jason Statham, Chuck Norris
Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno di Christopher Nolan, con Christian Bale, Tom Hardy, Anne Hathaway, Marion Cotillard, Michael Caine, Gary Oldman, Morgan Freeman, Joseph Gordon-Levitt
Kon-Tiki di Joachim Rønning, Espen Sandberg
Les Misérables di Tom Hooper, con Hugh Jackman, Russell Crowe, Anne Hathaway, Amanda Seyfried, Helena Bonham Carter, Sacha Baron Cohen, Eddie Redmayne
Lincoln di Steven Spielberg, con Daniel Day-Lewis, Sally Field, Tommy Lee Jones, David Strathairn, Joseph Gordon-Levitt, Hal Holbrook, James Spader
Lo Hobbit-Un Viaggio Inaspettato di Peter Jackson, con Martin Freeman, Ian McKellen, Richard Armitage, Andy Serkis, Cate Blanchett, Hugo Weaving, Christopher Lee, Elijah Wood, Ian Holm
Moonrise Kingdom di Wes Anderson, con Bill Murray, Bruce Willis, Edward Norton
Mud di Jeff Nichols, con Matthew McConaughey, Reese Witherspoon, Tye Sheridan, Sam Shepard, Michael Shannon
No di Pablo Larraín, con Gael García Bernal
Pavilion di Tim Sutton
The Master di Paul Thomas Anderson, con Philip Seymour Hoffman, Joaquin Phoenix, Amy Adams, Laura Dern
To The Wonder di Terence Malick, con Ben Affleck, Olga Kurylenko, Rachel McAdams, Javier Bardem, Romina Mondello
Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow, con Jessica Chastain, Jason Clarke, Joel Edgerston, Jennifer Ehle, Mark Strong, Kyle Chandler, James Gandolfini, Harold Perrineau Jr.








2013

12 Anni Schiavo di Steve McQueen, con Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Lupita Nyong'o, Benedict Cumberbatch, Paul Dano, Paul Giamatti, Brad Pitt
All is Lost di J.C. Chandor, con Robert Redford
Aningaaq di Jonás Cuarón
Before Midnight di Richard Linklater, con Ethan Hawke, Julie Delpy
Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée, con Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner
Gravity di Alfonso Cuarón, con Sandra Bullock, George Clooney
Il Grande e Potente Oz di Sam Raimi, con James Franco, Mila Kunis, Rachel Weisz, Michelle Williams, Zach Braff, Ted Raimi, Bruce Campbell
L'Incredibile Burt Wonderstone di Don Scardino, con Steve Carell, Steve Buscemi, Jim Carrey, Olivia Wilde, Alan Arkin, James Gandolfini, Jay Mohr, David Copperfield
La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Carlo Buccirosso, Iaia Forte, Pamela Villoresi, Galatea Ranzi, Isabella Ferrari, Giorgio Pasotti, Massimo Popolizio, Serena Grandi, Pasquale Petrolo (Lillo), Roberto Herlitzka, Fanny Ardant, Antonello Venditti
Lei-Her di Spike Jonze, con Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson (voce in originale; in italiano la voce è di Micaela Ramazzotti), Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde
Lo Hobbit-La Desolazione di Smaug di Peter Jackson, con Martin Freeman, Ian McKellen, Richard Armitage, Evangeline Lilly, Orlando Bloom, Luke Evans, Cate Blanchett
Mordraud di Riccardo Piana
Saving Mr. Banks di John Lee Hancock, con Emma Thompson, Tom Hanks, Paul Giamatti, Colin Farrell
Scripted Content di Matthew Frost, con Jessica Chastain
The Disappearance of Eleanor Rigby di Ned Benson, con Jessica Chastain, James McAvoy, Viola Davis, Bill Hader, Ciarán Hinds, Jess Weixler, Isabelle Huppert, William Hurt
The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, con Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Jean Dujardin








2014

A Most Violent Year di J.C. Chandor, con Oscar Isaac, Jessica Chastain, Albert Brooks, Alessandro Nivola, David Oyelowo
Ambition di Tomek Baginski, con Aidan Gillen
American Sniper di Clint Eastwood, con Bradley Cooper, Sienna Miller
Babadook di Jennifer Kent, con Essie Davis
Birdman di Alejandro González Iñárritu, con Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone, Naomi Watts, Zach Galifianakis, Andrea Riseborough, Amy Ryan
Boyhood di Richard Linklater, con Ellar Coltrane, Ethan Hawke, Patricia Arquette
Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, con Ralph Fiennes, Tony Revolori, Willem Dafoe, Edward Norton, Adrien Brody, Saoirse Ronan, Jeff Goldblum, Mathieu Amalric, Harvey Keitel, Tilda Swinton, Owen Wilson, F.Murray Abraham, Jude Law, Tom Wilkinson, Jason Schwartzman, Léa Seydoux, Bob Balaban, Bill Murray
Hunter of Invisible Game di Bruce Springsteen, Thom Zimmy, con Bruce Springsteen
Interstellar di Christopher Nolan, con Matthew McConaughey, Jessica Chastain, Anne Hathaway, Michael Caine
La Teoria del Tutto-The Theory of Everything di James Marsh, con Eddie Redmayne, Felicity Jones, Charlie Cox, David Thewlis, Emily Watson
Lo Hobbit: La Battaglia delle 5 Armate di Peter Jackson, con Martin Freeman, Ian McKellen, Richard Armitage, James Nesbitt, Stephen Fry, Evangeline Lilly, Orlando Bloom, Luke Evans, Cate Blanchett, Hugo Weaving, Christopher Lee
Magic in the Moonlight di Woody Allen, con Colin Firth, Emma Stone, Marcia Gay Harden, Jacki Weaver
RoboCop di José Padilha, con Michael Keaton, Gary Oldman, Joel Kinnaman, Samuel L. Jackson
The LEGO Movie di Phil Lord e Chris Miller
Valley Uprising di Peter Mortimer e Nick Rosen
Whiplash di Damien Chazelle, con J.K. Simmons, Miles Teller








2015

Il Caso Spotlight di Tom McCarthy, con Michael Keaton, Mark Ruffalo, Rachel McAdams, Liev Schreiber, Stanley Tucci
Il Ponte delle Spie di Steven Spielberg, con Tom Hanks, Mark Rylance, Amy Ryan, Alan Alda
Il Primo Appuntamento di Ripley di Josh Cooley
Inside Out di Pete Docter e Ronnie del Carmen
Knight of Cups di Terrence Malick, con Christian Bale, Cate Blanchett, Natalie Portman, Imogen Poots, Teresa Palmer, Jason Clarke, Wes Bentley, Brian Dennehy, Joe Manganiello, Joel Kinnaman, Freida Pinto, Antonio Banderas, Ryan O'Neal, Armin Mueller-Stahl, Isabel Lucas
Kurt Cobain: Montage of Heck di Brett Morgen
Mad Max: Fury Road di George Miller, con Tom Hardy, Charlize Theron, Nicholas Hoult, Hugh Keays-Byrne, Josh Helman, Rosie Huntington-Whiteley, Zoë Kravitz, Megan Gale, iOTA
Mia Madre di Nanni Moretti, con Margherita Buy, John Turturro, Giulia Lazzarini, Nanni Moretti
Spectre di Sam Mendes, con Daniel Craig, Christoph Waltz, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Ben Whishaw, Naomie Harris, Dave Bautista, Monica Bellucci, Andrew Scott, Rory Kinnear, Judi Dench
Stan Lee Cameo School di Kevin Smith, con Stan Lee, Michael Rooker, Tara Reid, Lou Ferrigno, Jason Mewes, Kevin Smith
Star Wars Ep.VII: Il Risveglio della Forza di J.J. Abrams, con Harrison Ford, Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Lupita Nyong'o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Anthony Daniels, Peter Mayhew, Max von Sydow, Simon Pegg, Daniel Craig
The Audition di Martin Scorsese, con Leonardo DiCaprio, Robert De Niro, Martin Scorsese, Brad Pitt
The Martian di Ridley Scott, con Matt Damon, Jessica Chastain, Chiwetel Ejiofor, Jeff Daniels, Michael Peña, Kate Mara
The Revenant di Alejandro González Iñárritu, con Leonardo DiCaprio, Tom Hardy







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venerdì 15 novembre 2019

GLI INEDITI: WOMAN WALKS AHEAD, QUANDO HOLLYWOOD FA L'INDIANA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
101'
Regia: Susanna White
Interpreti: Jessica Chastain, Michael Greyeyes, Sam Rockwell, Ciarán Hinds, Chaske Spencer, Bill Camp, Michael Nouri.


Catherine Weldon (Chastain), intraprendente pittrice di successo rimasta vedova, decide di andare nel territorio dei Dakota per cercare di convincere il celebre capo indiano Toro Seduto (Greyeyes) a farsi fare un ritratto.

I due instaureranno un rapporto di fiducia e rispetto e si sosterranno a vicenda in decisioni che cambieranno le loro vite.






Presentato in anteprima mondiale nel 2017 al Toronto International Film Festival, Woman Walks Ahead, pur avendo ottenuto buone recensioni, ha dovuto aspettare quasi un anno prima di uscire nei cinema americani - e per di più in un numero limitato di sale.

In Italia, invece, la pellicola non ha trovato distribuzione ed ad oggi risulta ancora inedita.
Peccato, anche perché presenta diversi spunti interessanti.

Innanzitutto, fa conoscere - sebbene con qualche libertà e in modo un po' romanzato - un personaggio storico poco conosciuto ma per nulla ordinario come Caroline Weldon (perché nel film è diventata Catherine?), pittrice e poi confidente, segretaria e avvocata del leggendario capo indiano Toro Seduto, nonché attivista per i diritti dei nativi americani.

Ad incarnarla, una delle migliori attrici in circolazione, attivista a sua volta, e pupilla del nostro blog: Jessica Chastain.

La straordinaria interprete di tanti bei film - tra questi, vale la pena citare Wilde Salomé, The Tree of Life, Coriolanus, Texas Killing Fields, Zero Dark Thirty (per la quale ricevette una nomination agli Oscar come migliore attrice protagonista), The Disappearance of Eleanor Rigby, Interstellar, A Most Violent Year, Sopravvissuto-The Martian - anche in questo caso dimostra la sua bravura e il suo magnetismo.

In realtà proprio le prove attoriali sono il punto di forza del film.

Accanto alla Chastain troviamo infatti Sam Rockwell, che nel 2018 ha vinto un meritatissimo premio Oscar come migliore attore non protagonista.
Certo, il suo personaggio qui non è complesso e sfaccettatto come quello di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, però riesce comunque a lasciare il segno.

Una rivelazione è invece Michael Greyeyes, ottimo nel rappresentare la fisicità, la dignità, l'umanità e il carisma di Toro Seduto.
Speriamo di vederlo ancora in altri film, magari in ruoli non da indiano.

Il problema degli interpreti nativi americani è quello di non trovare molte parti al di fuori di caratterizzazioni "etniche"; e in un periodo nel quale si chiede a gran voce di dare rappresentanza a Hollywood anche alle cosiddette minoranze, questa ghettizzazione non ha più senso.

Ben venga, quindi, l'Oscar alla carriera, annunciato quest'anno, per Wes Studi - in compagnia di David Lynch e della nostra Lina Wertmüller, nonché di Geena Davis (sebbene quest'ultimo riconoscimento sia per l'impegno umanitario) -, interprete di Balla coi Lupi, L'Ultimo dei Mohicani, Heat-La Sfida, Geronimo, Street Fighter, The New World, Avatar, e sono incoraggianti le carriere "oltre lo stereotipo" di Graham Greene (Balla coi Lupi, Cuore di Tuono, Maverick, Die Hard, Il Miglio Verde, The Twilight Saga: New Moon), Gil Birmingham ( Hell or High Water) e anche dell'effimero teen idol Taylor Lautner (uno dei protagonisti principali della saga Twilight).

Ma non basta e molto deve essere ancora fatto - anche in relazione alla rappresentanza femminile (avete mai sentito parlare di attrici di origine indiana d'America? No? Praticamente neppure noi).

Perché esistano ancora riserve nei confronti degli attori nativi americani nell'ormai variegato mondo del cinema è un mistero ancora da risolvere.




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lunedì 2 dicembre 2013

I CORTI: SCRIPTED CONTENT, OMG IT'S JESSICA CHASTAIN!

(Clicca sull'immagine per vedere il corto) 

USA, 2013
1'38"
Regia: Matthew Frost
Interpreti: Jessica Chastain, Sebastian Beacon.


New York. In una tiepida giornata, un giovane siede su una panchina accanto ad una splendida ragazza intenta a leggere una rivista e a sorseggiare una bevanda in santa pace.
Il tipo si accorge subito che la bella donna al suo fianco è nientepopodimeno che... Jessica Chastain!
Comincia a chattare con un suo interlocutore (o interlocutrice), che gli impone di scattare una foto alla superdiva.
Lui è titubante, lei forse capisce; la tensione è alle stelle, ci si chiede "Riuscirà a farle una foto senza che lei se ne accorga?".
Ma sul più bello...

Dai, ormai lo sapete: di Jessica Chastain ci siamo già occupati abbondantemente in passato, seguendo l'evolversi della sua carriera dagli esordi ai giorni nostri, da attrice di belle speranze a diva famosa e acclamata.
La bravura di questa interprete - nonché le sempre interessanti scelte professionali che ha fatto finora - ci spingono e ci spingeranno a seguirla anche in futuro, statene pur certi.

Ora, grazie alla stessa Jessica, che lo ha segnalato sulla propria pagina Facebook, abbiamo scoperto questo divertente corto dalla colonna sonora spagnoleggiante in stile "spaghetti-western".

Il filmato fa parte di una serie di video prodotti dalla rivista di moda Vogue, pensati come omaggio allo charme di certe donne (prima della nostra, era toccato all'attrice Premio Oscar Kate Winslet il ruolo da protagonista in uno short della serie) - icone fashion, certamente, ma dalla femminilità naturale e non ostentata, e dall'autorevolezza derivante dall'aver saputo costruirsi una solida reputazione esclusivamente col proprio impegno e duro lavoro.

E chi se non la sempre impeccabile protagonista di The Tree of Life e Zero Dark Thirty poteva rappresentare al meglio l'archetipo di questo tipo di diva dei nostri tempi, bella e affascinante, elegante e intelligente, impegnata e ironica?

È solo un corto (molto corto), ma - come al solito - che brava!

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domenica 2 ottobre 2011

I PROTAGONISTI DI VENEZIA 2011: JESSICA CHASTAIN


Se si dovesse trovare un'attrice che rappresenti l'anno cinematografico in concorso, la scelta ricadrebbe sicuramente su di lei.
Il 2011 è l'anno di Jessica Chastain.

Bellezza d'altri tempi, sensualità più suggerita che ostentata, e soprattutto la capacità di immedesimarsi totalmente nei personaggi che interpreta sono le qualità più evidenti di questa fascinosa ragazza dai capelli rossi, californiana d'origine e newyorkese d'adozione.
Dopo una lunga gavetta teatrale, Jessica compare in alcuni serial televisivi prima di debuttare sul grande schermo - nel ruolo principale - col drammatico Jolene (girato nel 2008 e inedito in Italia), per il quale viene premiata al Seattle International Film Festival.

Ma la visibilità internazionale arriva quando il geniale regista-guru Terrence Malick la sceglie per il ruolo della dolce madre di famiglia nel suo monumentale e commovente The Tree of Life, insignito della Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes.
Nella stessa edizione della mostra la nostra rossa partecipa anche con Take Shelter, che vince il Gran Premio della Settimana Internazionale della Critica.

Anche a Venezia 2011 la Chastain si è distinta, partecipando con due pellicole tra le migliori della rassegna: Wilde Salomé, in cui offre un'altra interpretazione memorabile (per la quale la redazione di CINEMA A BOMBA! l'ha premiata unanimamente con un' ideale Coppa Volpi), e Texas Killing Fields, in una parte marginale ma incisiva.

In questo periodo attivissima (è al cinema anche col thriller Il Debito, girato lo scorso anno ma uscito solo ora), Jessica Chastain sembra non avere alcuna intenzione di fermarsi.
Senza dubbio sentiremo ancora parlare di lei, magari alla prossima edizione degli Oscar: se l'Academy non si rivelerà miope, la statuetta per la migliore attrice è già nelle sue mani.

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martedì 5 maggio 2020

I CLASSICI: X-MEN-DARK PHOENIX, NO WOLVIE NO PARTY

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
114'
Regia: Simon Kinberg
Interpreti: Sophie Turner, James McAvoy, Jessica Chastain, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Tye Sheridan, Evan Peters, Alexandra Shipp, Chris Claremont (non accreditato).


1992, qualche anno dopo gli eventi narrati in X-Men: Apocalisse.
Durante una missione di salvataggio nello spazio, Jean Grey (Turner) assorbe accidentalmente una potentissima entità extraterrestre che amplifica i suoi poteri mutanti.

Trasformatasi in Fenice Nera, la giovane X-Woman diventa una minaccia per i suoi compagni e per il mondo intero, ancor più nel momento in cui l'algida aliena Vuk (Chastain) cerca di reclutarla per i propri scopi.

Riusciranno Xavier (McAvoy) - con l'aiuto del solito nemico-amico Magneto (Fassbender) - e i suoi ragazzi a neutralizzare queste minacce e salvare Jean?






2000: X-Men
2003: X-Men 2
2006: X-Men-Conflitto Finale
2011: X-Men-L'Inizio
2014: X-Men-Giorni di un Futuro Passato
2016: X-Men-Apocalisse
[Nota: di tutti potete leggere la nostra recensione.]

Dopo quasi 20 anni, la lunga saga dei supereroi mutanti termina qui.
Si tratta di un momento storico, perché l'originale X-Men era stato la scintilla che aveva dato vita alla fortunatissima serie di lungometraggi Marvel che ha avuto il proprio acme con l'epico Avengers: Endgame (da noi inserito tra i migliori film del decennio).

Proprio Endgame era uscito l'anno scorso, solo un paio di mesi prima della pellicola che vi stiamo recensendo.
Risultato di tale accavallamento? Uno è diventato il film che ha incassato di più nella storia del cinema, l'altro si è rivelato un flop.

Un insuccesso non del tutto ingiustificato, purtroppo.
La causa principale è - ça va sans dire - l'assenza dell'attore di punta della serie, Hugh Jackman.

Come sappiamo, il divo australiano ha lasciato (definitivamente?) i panni di Wolverine dopo Logan, ultima parte della trilogia dedicata all'eroe artigliato, per dedicarsi a tempo pieno a commedie e musical (con ottimi risultati, peraltro: vedere - e ascoltare - per credere Les Misérables e The Greatest Showman).
Decisione rispettabilissima, ma un film degli X-Men senza Wolverine ricorda un po' gli episodi di Star Wars senza Han Solo.






Ma questo non è, ahinoi, l'unico difetto di X-Men: Dark Phoenix.
L'esordiente Kinberg - sceneggiatore di lungo corso della saga, promosso alla regia dopo il chiaccherato defenestramento di Bryan Singer - fatica a tenere insieme una materia narrativa frammentata dai troppi tagli al montaggio (la pellicola dura insolitamente meno di 2 ore) e dal travagliato reshoot del terzo atto.

Come per diversi dei capitoli precedenti, la trama mantiene solo lo spunto della storia fumettistica d'origine (a proposito, occhio al cameo alla Stan Lee del suo co-ideatore Chris Claremont) per poi discostarsene quasi completamente.

A risentire di queste sconnessioni è soprattutto il cast femminile.
A Sophie Turner (Il Trono di Spade), benché sia la protagonista, viene lasciato paradossalmente poco spazio, mentre la premio Oscar Jennifer Lawrence finisce per essere semplicemente uno specchietto per le allodole.

E che dire di Jessica Chastain?
La diva di The Tree of Life, Zero Dark Thirty e Woman Walks Ahead ha accettato di interpretare qui l'antagonista dopo aver rifiutato parti di rilievo in Iron Man 3 e Ant-Man.

Mal gliene incolse: penalizzata persino da un trucco maldestro, la nostra recita distrattamente e sembra un pesce fuor d'acqua.
Un vero peccato per un'attrice cui avevamo sempre riconosciuto, oltre al talento innato, anche l'accortezza nella scelta dei propri ruoli.






Va meglio il reparto maschile, dove ai veterani McAvoy (già con Jessica nel sottovalutato The Disappearance of Eleanor Rigby) e Fassbender (vedere 12 Anni Schiavo) si contrappongono i promettenti Hoult (quasi irriconoscibile in Mad Max: Fury Road) e Sheridan (era il protagonista di Ready Player One).

Tra i soliti roboanti effetti speciali e qualche ammiccamento alla Distinta Concorrenza (la scena finale ricalca quella de Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno), Dark Phoenix non è la conclusione che ci si augurava per la serie.
Ma che cosa succederà adesso agli X-Men?

La Disney ne ha comprato i diritti dalla Fox, quindi si presume che entreranno finalmente a far parte del Marvel Cinematic Universe.
A quel punto ci sarebbe un azzeramento totale e tutte le possibilità sarebbero sul tavolo.

Persino il ritorno di Wolverine?
Anzi, di Hugh Jackman?




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mercoledì 26 settembre 2012

I CLASSICI: THE TREE OF LIFE, LA VITA SECONDO MALICK

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2011
139'
Regia: Terrence Malick
Interpreti: Brad Pitt, Jessica Chastain, Sean Penn.


Terrence Frederick Malick è uno dei più grandi registi viventi.
Classe 1943, laureato in filosofia ad Harvard (con lode), è considerato dai più un autore di culto, rango cui assurse fin da subito, dopo soltanto due (notevoli) pellicole: La Rabbia Giovane (1973) e I Giorni del Cielo (1978).
Seguì un silenzio lungo 20 anni (!) che di certo ne solidificò il mito, quindi il ritorno e l’uscita di nuovi “pezzi da novanta”: La Sottile Linea Rossa (1998), The New World (2005) e, appunto, The Tree of Life, cui ora si è aggiunto il discusso To The Wonder, in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Ma Malick è un cineasta unico non tanto - non solo? - a causa delle proprie idiosincrasie (è riservato fino alla misantropia, non concede interviste e non si mostra volentieri in pubblico, al punto che esistono pochissime fotografie che lo ritraggono) o della scarsa prolificità, quanto piuttosto per le indubbie qualità tecniche, il perfezionismo maniacale e un certo dogmatismo cine-filosofico.

La sua quinta fatica non fa eccezione.
Con la complicità del suo fido direttore di fotografia Emmanuel Lubezki, il maestro ha imposto regole ferree agli operatori (solo luci naturali, camera a mano e messa a fuoco di tutti i dettagli, anche quelli sullo sfondo), consultato la NASA per le immagini della creazione del cosmo e perfino richiamato in servizio - dopo quasi 30 anni di pensionamento - il vecchio Douglas Trumbull di 2001: Odissea nello Spazio come supervisore agli effetti speciali.

E questo non è l’unico punto in comune col capolavoro kubrikiano: come l’autorevole collega, anche Malick parte da storia base – in questo caso le vicende di una famiglia medio borghese degli anni 50: padre severo (Pitt), madre amorevole (Chastain) e tre figli maschi di cui il primo adolescente, tormentato e ribelle – per poi imbastire un discorso più profondo: si passa così dalla formazione dell’universo alla contrapposizione tra Natura e Grazia, dalla ricerca di Dio al senso della vita.

Rileggendo in chiave personale e intimista la biblica storia di Giobbe (le iniziali del protagonista, Jack O’Brien, formano la parola JOB, appunto Giobbe in inglese), il regista riesce nella ambiziosa sfida di realizzare un’opera di ampio respiro in grado allo stesso tempo di riassumere la sua poetica cinematografica, da sempre tesa alla riflessione sul difficile rapporto tra l’uomo e la natura.

E può anche permettersi di girare una sequenza - quella, ormai celebre, dei dinosauri - tanto criticata quanto incompresa: rappresenta la nascita della Coscienza o, se vogliamo, della Compassione, e si inserisce coerentemente nella visione panteo-umanistica del suo autore.

Un posto di rilievo lo occupano infine gli attori, tutti bravi o bravissimi: e se Brad Pitt è ormai una piena conferma, la rossa e sottile Jessica Chastain – un’abitué degli articoli di CINEMA A BOMBA! – è una rivelazione da tenere d’occhio, e non è un caso che sia divenuta in breve tempo una delle attrici più richieste di Hollywood.

PS: di The Tree of Life – o meglio: del confronto tra questa pellicola, Palma d’Oro a Cannes 2011, e il Faust di Sokurov vincitore a Venezia nello stesso anno – avevamo già scritto in un nostro post qualche tempo fa.
Andate a rileggervelo e scriveteci la vostra opinione in merito!

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venerdì 1 marzo 2013

OSCAR 2013. UOMINI CHE ODIANO JESSICA CHASTAIN?

Ben Affleck (regista) e George Clooney (produttore) con l'Oscar per il miglior film.  

L'elegantissima Jessica Chastain sul red carpet.  


Se c’è una cosa che le varie edizioni degli Academy Awards - volgarmente noti come Oscar - ci hanno insegnato, è che può succedere di tutto.

Capita così che quest’anno il regista del film uscito vincente dalla tenzone (Ben Affleck con Argo), non riceva l’Oscar per la miglior regia per il semplice fatto di essere stato escluso a priori dalla lista dei nominati, nonostante nel frattempo abbia vinto in quella categoria praticamente in tutte le competizioni analoghe.

Oppure capita che mastro Spielberg, partito favorito in virtù delle 12 nomination di Lincoln, si ritrovi sconfitto anche dal sopravvalutato Ang Lee, episodio che molti interpretano come un atto “politico” volto ad accontentare la potente lobby cinese.

Oppure che il superdivo George Clooney si porti a casa una statuetta senza aver recitato in alcuno dei film nominati (gli è spettata quella per il miglior film in qualità di produttore di Argo).

Oppure ancora capita che l’interprete più meritevole si veda soffiare l’Oscar tanto atteso dalla collega Jennifer Lawrence, carina e simpatica, ma ancora acerba quanto a recitazione.
A Jessica Chastain - attrice del momento e beniamina di CINEMA A BOMBA! - l’Academy ha tirato proprio un brutto scherzo. Oltretutto per la seconda volta consecutiva (vedi il post dell’anno scorso), e nonostante le lodi sperticate della critica.
Miopia o boicottaggio? A pensare male si fa peccato, ma…

Per il resto, i premi non hanno riservato grandi sorprese, confermando in sostanza l’esito dei Golden Globes, competizione che, a posteriori, ci pare sia stata più equa e corretta.
Tra le note di merito, sicuramente i 2 Oscar per Django Unchained: uno a Tarantino sceneggiatore (che fa il paio con quello conquistato anni or sono con Pulp Fiction), l’altro allo straordinario Christoph Waltz, cui la collaborazione con lo zio Quentin giova decisamente.

La statuetta a Daniel Day-Lewis per Lincoln è stata un’altra gradita conferma. Con questa, l’imbattibile attore irlandese sale a quota 3 ed entra nella storia: nessuno come lui, eccetto in teoria Jack Nicholson, che però ne ha vinta una da non protagonista.
Giusto anche il riconoscimento andato alla sottile Anne Hathaway, che in Les Misérables lascia il segno nonostante i pochi minuti di screen time.

Più di ogni altra cosa, di questa edizione rimarrà il sorriso e la sportività di quel simpatico guascone di Ben Affleck, interprete medio e cineasta di spessore, che quando qualcuno gli ha fatto notare quanto sia stata ingiusta la mancata nomination come miglior regista, ha risposto: "Perché nessuno dice la stessa cosa per quella come miglior attore?"
Non solo per l’autoironia, il vero vincitore è lui.

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martedì 3 luglio 2012

TAKE SHELTER, RIFUGIO DALLA TEMPESTA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer)

USA, 2011
121'
Regia: Jeff Nichols
Interpreti: Michael Shannon, Jessica Chastain, Shea Whigham.


"Ora c'è un muro tra di noi/Qualcosa è andato perso/Ho dato troppo per scontato/I miei segnali si sono incrociati/E pensare che tutto era iniziato/In un mattino lontano/Entra - disse lei - ti darò/Rifugio dalla tempesta."
(Bob Dylan, Shelter From The Storm)

Curtis (Shannon), devoto alla moglie Sam (Chastain) e padre premuroso di una bambina sordomuta, comincia ad avere incubi riguardanti un'apocalittica tempesta. La sua ossessione corrode a poco a poco la sua salute mentale e i rapporti con i suoi cari.
Ma si tratta di allucinazioni folli o di allarmanti premonizioni?

Eravamo indecisi se postare questa recensione nella sezione GLI INEDITI, anche ora che la pellicola è uscita in alcune sale.
Non diversamente da quanto era successo con Bronson e Hunger, questo film sta soffrendo una distribuzione estremamente limitata e immeritatamente modesta.
Peccato, perchè l'opera di Jeff Nichols - giovane e promettente regista/sceneggiatore dell'apprezzato Mud, in concorso all'ultimo Festival di Cannes - meritava maggiore attenzione.

Grazie al sagace equilibrio tra introspezione psicologica e una costante tensione emotiva, accompagnate da pochi ma funzionali effetti speciali, Take Shelter - Gran Premio della Settimana Internazionale della Critica a Cannes 2011 - riesce a farsi metafora della paranoia post 11 Settembre.

Il bunker sotterraneo che il protagonista costruisce per sfuggire all'uragano incombente rappresenta una discesa negli inferi della sua psiche, ma al tempo stesso si rivela un inefficace riparo dalla sua tempesta interiore.
Il finale a sorpresa, che ovviamente non sveliamo, lascia aperta la questione se sia possibile liberarsi o meno delle proprie angosce.

Michael Shannon è un attore dalla faccia strana che aveva già conquistato maestri come Friedkin ed Herzog (rispettivamente per Bug e My Son, My Son, What Have Ye Done?. Qui è di una bravura mostruosa, tenetelo d'occhio.
E Jessica Chastain? Che cosa dire di lei che non abbiamo già scritto nella sua monografia o in altri articoli? Qui sale di un altro gradino nella propria personale ascesa al divismo.

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giovedì 15 gennaio 2015

OSCAR 2015. SCUSATE, MA VI SIETE DIMENTICATI DI JESSICA CHASTAIN...

Oscar. Oscar. E ancora Oscar... 


Incredibile, amici: l'Academy si è dimenticata di Jessica Chastain!
Eh sì, sono state annunciate le nomination per l'edizione numero 87 della cerimonia di consegna degli Oscar e tra i grandi assenti c'è proprio lei, la nostra beniamina.

Su questa esclusione ritorneremo tra non molto, nel corso del consueto Speciale sui premi cinematografici più importanti del mondo - Speciale che parte proprio con il post che state leggendo.

A sangue freddo e mente lucida, scorrendo l'elenco dei film nominati, notiamo subito una tendenza, già segnalata in occasione della consegna dei Golden Globe 2015 di qualche giorno fa: a farla da padrona quest'anno non sono tanto le grandi produzioni dai grandi incassi, quanto piuttosto pellicole indipendenti dal budget e dal successo al botteghino piuttosto limitati.

Nel primo caso rientra Interstellar, per esempio: cinque nomination - ma tutte in categorie tecniche - per l'ambizioso lavoro di Christopher Nolan, acclamato dal pubblico ma ancora una volta in cerca di una consacrazione ufficiale da parte della Hollywood che assegna statuette.

Nel secondo caso troviamo i tre film che, non a caso, hanno trionfato ai recenti "Globi d'oro" e che stanno facendo incetta di premi: con 9 nomine a testa ci sono infatti Grand Budapest Hotel dell'eccentrico Wes Anderson e Birdman di Alejandro González Iñárritu.
Dopo la vittoria di Alfonso Cuarón per Gravity, secondo successo consecutivo per un cineasta messicano?

A proposito del film del regista latino-americano, ci urge l'obbligo di ricordare che esso ha aperto la scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia: pochissime le pellicole interessanti, ma quella di punta ha proprio spaccato.
Questa volta, bravo Alberto Barbera!

E bravo Michael Keaton, che di Birdman è il mattatore: il Globe conquistato pochi giorni or sono è stato sacrosanto, ma solo un Oscar può rendere giustizia a uno dei migliori attori sulla piazza, per troppi anni sottovalutato e considerato "bollito".

A quota 6, invece, il terzo incomodo: Boyhood di Richard Linklater - presentato in anteprima nel 2014 al Sundance Film Festival di Robert Redford, la rassegna per antonomasia del cinema indie.
Resta tra i super favoriti, ma ha avuto meno menzioni dei suoi diretti competitori e di The Imitation Game (8).

A 6 è anche American Sniper di Clint Eastwood, unica concessione al grande pubblico e alla Hollywood dei registi noti - sebbene l'ex sodale di Sergio Leone non sia riuscito ad entrare in lizza per la migliore regia: a fregargli il posto gli autori delle tre pellicole in pole position e, a sorpresa, il Bennett Miller di Foxcatcher (ma suoi sono anche i precedenti Truman Capote-A Sangue Freddo e Moneyball-L'Arte di Vincere) e il norvegese Morten Tyldum (The Imitation Game).

Per quel che riguarda le sorprese, la storia di un batterista jazz tiranneggiato da un dispotico direttore d'orchestra è stata la vera rivelazione: Whiplash del giovane Damien Chazelle ha ottenuto 5 candidature - tra le quali quella per il miglior film, il miglior attore non protagonista (J.K. Simmons, il J.J. Jameson di Spider-Man) e la migliore sceneggiatura non originale.
Un exploit che ci ricorda quello di Re della Terra Selvaggia.

Ma altri motivi di stupore sono stati la presenza di Marion Cotillard, della musa lynchiana Laura Dern e dell'eterna Meryl Streep (e siamo a 19 nomination e 3 Oscar vinti finora! Straordinaria) nelle categorie dedicate alle attrici e l'assenza di The Lego Movie tra le migliori pellicole di animazione (uno scandalo!).

Insomma, delle nomination che ci lasciano alquanto perplessi.

In attesa di digerire le delusioni per Jessica Chastain e per il film sui mattoncini più celebri del mondo, ci consoliamo parzialmente: l'italiana Milena Canonero - già trioscarizzata - è in competizione per i migliori costumi (Grand Budapest Hotel).
Speriamo ce la faccia, sennò di questa edizione degli Oscar ci sarà ben poco da ricordare - se non il nostro Speciale!

Continuate a seguirci e ne vedrete delle belle!

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mercoledì 19 novembre 2014

INTERSTELLAR, L'ASTROFISICA SPIEGATA A SUA FIGLIA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2014
169'
Regia: Christopher Nolan
Con: Matthew McConaughey, Jessica Chastain, Anne Hathaway, Michael Caine, Mackenzie Foy, John Lithgow, Wes Bentley, Casey Affleck, Ellen Burstyn, William Devane, Topher Grace, Matt Damon (non accreditato), Timothée Chalamet.


Le risorse naturali della Terra stanno per finire e continue tempeste di sabbia flagellano le città, mettendo così in serio pericolo la sopravvivenza della popolazione.
Un gruppo di astronauti temerari capitanati dal maturo Cooper (McConaughey) - padre amorevole di due figli, un figlio e una figlia che egli adora - partirà allora per lo spazio ignoto per una missione disperata, unica speranza per salvare l'intero genere umano: cercare un altro pianeta nel quale poter vivere.

Un anno dopo l'uscita nelle sale e qualche mese dopo il trionfo agli Oscar di quest'anno di Gravity, ecco un altro kolossal ambientato nello spazio.

Anche la nuova e a lungo attesa fatica di Christopher Nolan può vantare effetti speciali mirabolanti, ma - a differenza della pellicola di Alfonso Cuarón - una maggiore accuratezza scientifica.
Questo, grazie alla presenza - come produttore esecutivo e consulente - di Kip Thorne, fisico teorico noto per gli studi sui buchi neri e per le idee circa la possibilità di compiere viaggi tra sistemi stellari tramite cunicoli spazio-temporali (i cosiddetti wormhole).
E proprio le sue teorie sono alla base dello svolgimento della storia, che esige spettatori attenti e interessati, pena la non completa comprensione dell'intreccio.

Ma il regista dell'ultima trilogia "batmaniana", come al solito pure sceneggiatore insieme al fratello Jonathan, non è soltanto un virtuoso della messinscena (benché buona parte del merito, visivamente parlando, vada condiviso col direttore di fotografia Hoyte Van Hoytema: degno del miglior Emmanuel Lubezki) e un accurato storyteller: è anche un maestro nella direzione degli attori, da cui riesce a cavare sempre il meglio.

A guidare un cast da leccarsi i baffi ci sono ovviamente l'ex Killer Joe McConaughey, fresco dell'Oscar per Dallas Buyers Club (ma leggenda vuole che Nolan l'abbia scelto dopo averlo notato in Mud), e la sempre deliziosa Jessica Chastain (ennesima nomination in vista per la nostra beniamina?).
Ma meritano una menzione anche la bella Anne Hathaway - Oscar a sua volta per Les Misérables, qui con capello corto stile Sandra Bullock - e il sempreverde Michael Caine, ormai attore-feticcio del regista (è il sesto film che fanno insieme!).
Sfiziose, infine, le comparsate di Matt Damon (apparizione a sorpresa) ed Ellen Burstyn (ricordate? Era la protagonista di L'Esorcista di William Friedkin).

Da attori di questo calibro ci aspettavamo molto, e dobbiamo dire di non essere rimasti delusi.
Interstellar è riuscito in ogni caso a mantenere ciò che aveva promesso: intrattenimento spettacolare e spunti di riflessione, buoni sentimenti e suspense.

E una trama all'altezza dei precedenti lavori del cineasta inglese, qui particolarmente prodigo di rimandi, citazioni, omaggi: oltre all'ovvio accostamento al capolavoro di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello Spazio (e a quello di Terrence Malick The Tree of Life, non solo per la presenza della Chastain), abbiamo notato, tra gli altri, riferimenti anche a due pellicole del 1997: Punto di Non Ritorno di Paul W.S. Anderson (da cui deriva la spiegazione dei wormhole con una matita e un foglio di carta) e Contact di Robert Zemeckis.

Più curiose le fonti letterarie: passi il cenno a Dalla Terra alla Luna di Jules Verne, ma chi avrebbe mai pensato al poeta gallese Dylan Thomas (Do not go gentle into that good night, tradotta come "Non andartene docile in quella buona notte") o a Gargantua (il gigante dall'appetito insaziabile nato dalla penna di François Rabelais)?

Tuttavia, sebbene la componente relativa alla scienza sia molto ben presente, a dominare è però quella che mette in gioco una forza più forte della gravità: l'amore.
È l'amore per la figlia a muovere Cooper, così come è l'amore per un collega a spingere la Dottoressa Brand (Hathaway) ad intraprendere una missione tanto perigliosa.
E sarà l'amore di una figlia per il proprio padre a salvare l'umanità.

Perché - è proprio il caso di dirlo, prendendo in prestito una frase del film - "l'amore è l'unica cosa che trascende il tempo e lo spazio".

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domenica 5 febbraio 2012

OSCAR 2012. NOMINATION: ATTORI


George Clooney contro Brad Pitt e Gary Oldman.
Meryl Streep contro Glenn Close.
Nick Nolte contro Christopher Plummer, Max von Sydow e Kenneth Branagh.

L'assenza di Leonardo Di Caprio, Michael Fassbender, Ryan Gosling, Kate Winslet, Jodie Foster si fa sentire (abbiamo gia avuto occasione di accennare ai grandi esclusi in un precedente post), ma è comunque impressionante quest'anno la presenza di tanti mostri sacri nelle categorie per i migliori attori.
E di artisti che, sebbene non siano notissimi al grande pubblico, hanno sorpreso con prove davvero convincenti (per esempio Jean Dujardin, Rooney Mara, Michelle Williams, Jessica Chastain, Bérénice Bejo).

Difficile azzardare pronostici, quindi, poiché il livello delle recitazioni è davvero alto e, di conseguenza, i colpi di scena potrebbero essere dietro l'angolo.

Non ci resta che presentarvi tutti gli attori nominati all'Oscar.
Cliccando sui link troverete le interviste nelle quali essi ci parlano dei personaggi che interpretano e dei film nei quali recitano.


In alto da sinistra: George Clooney, Jean Dujardin, Gary Oldman. In basso: Demian Bichir, Brad Pitt.

Miglior attore protagonista
Demian Bichir - A Better Life
George Clooney - Paradiso amaro (The Descendants)
Jean Dujardin - The Artist
Gary Oldman - La talpa (Tinker, Tailor, Soldier, Spy)
Brad Pitt - L'arte di vincere (Moneyball)


In alto da sinistra: Viola Davis, Rooney Mara, Meryl Streep. In basso: Glenn Close, Michelle Williams.

Miglior attrice protagonista
Viola Davis - The Help
Rooney Mara - Millennium - Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo)
Meryl Streep - The Iron Lady
Glenn Close - Albert Nobbs
Michelle Williams - My Week with Marilyn


In alto da sinistra: Jonah Hill, Nick Nolte, Christopher Plummer. In basso: Kenneth Branagh, Max von Sydow.

Miglior attore non protagonista
Kenneth Branagh - My Week with Marilyn
Jonah Hill - L'arte di vincere (Moneyball)
Nick Nolte - Warrior
Christopher Plummer - Beginners
Max von Sydow - Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely Loud and Incredibly Close)


In alto da sinistra: Jessica Chastain, Melissa McCarthy, Janet McTeer. In basso: Bérénice Bejo, Octavia Spencer.

Migliore attrice non protagonista
Bérénice Bejo - The Artist
Jessica Chastain - The Help
Melissa McCarthy - Le amiche della sposa (Bridesmaids)
Janet McTeer - Albert Nobbs
Octavia Spencer - The Help

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martedì 14 giugno 2016

I CLASSICI: THE MARTIAN, NON CHIAMATELO SPIN-OFF

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2015
141'
Regia: Ridley Scott
Interpreti: Matt Damon, Jessica Chastain, Chiwetel Ejiofor, Jeff Daniels, Michael Peña, Kate Mara, Kristen Wiig, Mackenzie Davis, Sebastian Stan, Sean Bean, Donald Glover.


Abbandonato dalla propria squadra perché ritenuto morto dopo un incidente causato da una terribile tempesta, un astronauta (Damon) si ritrova da solo sul pianeta Marte.
Dovrà cercare di sopravvivere coi pochi mezzi di cui dispone, in attesa che la Nasa organizzi una nuova spedizione per andare a recuperarlo.

Spazio, astronavi, Jessica Chastain, Matt Damon disperso in un pianeta lontano...
Calma, calma: nonostante tutte queste cose in comune, non si tratta di uno spin-off di Interstellar, il capolavoro cosmo-filosofico diretto da Christopher Nolan (quello di Memento, Inception e della trilogia di Batman con Christian Bale).

Ridley Scott - che di fantascienza se ne intende, avendo diretto Alien e Blade Runner - è stato molto chiaro fin da subito: se il film con Matthew McConaughey, pur fisicamente abbastanza accurato, poteva permettersi qualche forzatura scientifica, The Martian-Sopravvissuto avrebbe dovuto essere il più credibile possibile.

Il regista ha lavorato con tecnici e consulenti della NASA per ogni aspetto della pellicola, curandone ogni dettaglio e assicurandosi che la storia - benché inventata - risultasse non solo verosimile, ma realistica.
Siamo quindi molto lontani dall'epica fantastica di Star Wars e dintorni, dalle baracconate trash stile Iron Sky, ma anche dai suoi precedenti lavori sci-fi.

Le sfide che Scott si è trovato ad affrontare non erano delle più semplici: parlare di scienza senza risultare noioso, incentrare la trama principalmente su un solo personaggio sperduto in un pianeta dove non c'è nulla, riguadagnare pubblico dopo troppi anni di flop commerciali.

Questa volta ha fatto centro.
Nonostante l'argomento, The Martian ha un buon ritmo e riesce a stemperare con riuscitissimi - e divertenti - momenti di alleggerimento un tema di per sé piuttosto angoscioso: il dramma di un uomo abbandonato da tutti a parecchi milioni di chilometri di distanza dalla salvezza.

Certo, il tono è più leggero di Interstellar - più malinconico ed emotivamente coinvolgente - e mancano le ambiziose allegorie che rischiavano di far ingolfare l'opera di Nolan: il film di Scott risulta meno impegnativo da seguire (non solo perché dura una mezz'oretta di meno) e più intrattenente.

Merito di una regia esperta e scafata, di una sceneggiatura molto brillante, di effetti speciali efficaci e non invadenti e di un cast davvero azzeccato.

Beh, di Jessica Chastain i nostri lettori sanno già che è una nostra pupilla (fatevi un'idea guardando qui): di un'attrice così brava non smetteremo mai di fare le lodi.

Matt Damon offre un'interpretazione convincente e riesce a reggere il peso di un personaggio che compare praticamente da solo per quasi tutta la durata del film.
È simpatico e il pubblico trepida e patteggia per lui, proprio come in Will Hunting-Genio Ribelle.

Chiwetel Ejiofor lo avevamo già apprezzato in 12 Anni Schiavo, ma qui compare troppo poco. Peccato.

Jeff Daniels riscatta con un ruolo serio il disastroso Scemo & + Scemo 2, mentre Donald Glover della serie Tv Community ruba il ruolo di comprimario "comico" alla solitamente pimpante Kristen Wiig, prossima protagonista del controverso reboot in chiave femminile di Ghostbuster.

Bene anche gli altri: il caratterista Michael Peña, la Kate Mara di House of Cards, la biondina canadese Mackenzie Davies, il Sebastian Stan già Soldato d'Inverno in Captain America: Civil War e il popolare Sean Bean.

Alla fine i risultati hanno confermato la pellicola come una delle più riuscite della stagione: grande successo al botteghino, critiche positive, 2 Golden Globe e 7 nomination agli Oscar 2016 (miglior film, Matt Damon come attore protagonista, sceneggiatura non originale, scenografia, sonoro, montaggio sonoro, effetti speciali) - sebbene poi alla fine non abbia ricevuto alcuna statuetta.

E un ritorno in grande stile del buon Ridley, che potrebbe sfatare il detto popolare "Né di Venere né di Marte non si arriva né si parte".
Chissà che proprio dal Pianeta Rosso non inizi invece un altro periodo ricco di soddisfazioni e successi...




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