CINEMA A BOMBA!

giovedì 26 marzo 2026

I CLASSICI: BASTA VINCERE, FRIEDKIN VA A CANESTRO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1994
108'
Regia: William Friedkin
Interpreti: Nick Nolte, Shaquille O'Neal, Penny Hardaway, Mary McDonnell, J.T. Walsh, Robert Wuhl, Louis Gossett Jr., Matt Nover, Bob Knight, Larry Bird.


Un burbero allenatore di basket universitario (Nolte) è in crisi: litiga di continuo con giornalisti e dirigenti, ha il sostegno di una donna adorabile (McDonnell) da cui però è divorziato e soprattutto la sua squadra - un tempo vincente - non è più competitiva.

In giro per gli Stati Uniti scova tre talenti in erba (tra questi O'Neal), ma - onesto qual è - l'uomo non vuole piegarsi ai tentativi dei suoi capi di ingaggiare i ragazzi con accordi sottobanco (per regolamento è vietato pagare i cestisti perché giochino nel campionato universitario).


Se c'è uno specialista nel genere "commedia sportiva", questo è Ron Shelton, autore di film con Kevin Costner come Bull Durham (sul baseball) e Tin Cup (sul golf), ma anche di Chi non Salta Bianco è (sul basket).
Qui torna sulla pallacanestro, ma solo come sceneggiatore e produttore, lasciando la direzione al Maestro in persona: William Friedkin.

Billy, cestista in gioventù e tifoso appassionato, si è approcciato al copione con diligenza e competenza.
Il risultato è una parabola morale un po' pesante - nonostante qualche occasionale alleggerimento - che ha il suo punto di forza nella regia muscolare e realistica tipica di Friedkin.

Per rendere le scene di azione verosimili, il nostro ha ingaggiato dei veri giocatori professionisti (Shaq e Penny degli Orlando Magic, ma pure il leggendario Larry Bird, ex stella dei Boston Celtics che fa un cameo nel ruolo di se stesso), girando contemporaneamente con sei cineprese, così da ottenere un effetto semi-documentaristico.

Se è vero che è difficile trasmettere su pellicola l'eccitazione di una vera partita, è vero anche che le sequenze di gioco sono le parti migliori del film, che comunque annovera un cast solido e ben scelto.
Tra la McDonnell di Balla coi Lupi e Wuhl di Batman compare anche il mitico coach Bobby Knight, cui il personaggio di Nolte è chiaramente ispirato.

Considerato un capitolo minore nella filmografia del regista di Vivere e Morire a Los Angeles e The Caine Mutiny, Basta Vincere è oggi rivalutata come una delle migliori pellicole sportive di sempre, apripista ad altri lungometraggi dello stesso genere (su tutti l'ottimo Hustle con Adam Sandler).

Consigliabile ai fan del basket e agli spettatori nostalgici del cinema "di una volta", privo di troppi fronzoli ed effetti.

Vogliamo chiudere con una nota spiritosa lasciando la parola a Friedkin, che raccontò un divertente anedotto su Nick Nolte, seguace dello Stanislavskij, famoso metodo di recitazione immersivo e totalizzante...

Non amo lavorare con gli attori "da metodo"; per me un attore deve entrare dalla porta, andare dal segno 1 al segno 2, recitare la propria battuta e uscire. (...) All'inizio delle riprese Nick si presentò da me con un volume di 500 pagine che aveva scritto di suo pugno sul proprio personaggio, e mi chiese di leggerlo. Quella sera diedi un'occhiata solo alle prime pagine e poi lo buttai via. La mattina dopo mi domandò: "L'hai letto? Che ne pensi?" Io gli risposi: "Certo, bellissimo! Adesso entra dalla porta, vai dal segno 1 al segno 2, recita la tua battuta ed esci..."


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mercoledì 18 marzo 2026

OSCAR 2026. UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA NEL MONDO IN GUERRA

(Dall'alto: P.T. Anderson; Jessie Buckley; Sean Penn).  


Chi ha vinto gli Oscar 2026?

Qualcuno potrebbe dire Paul Thomas Anderson.

L'autore "artigiano" di Magnolia, Il Petroliere, The Master e Il Filo Nascosto ha visto finalmente certificato il suo status di grande del cinema.
La giusta consacrazione per questo cineasta non di nicchia, ma lontano dalle logiche commerciali hollywoodiane, non dissimile in questo dai suoi colleghi Christopher Nolan e Guillermo del Toro.

Il suo Una Battaglia dopo l'Altra, film politico d'azione con risvolti di commedia, ha sbaragliato nettamente la concorrenza accaparrandosi 6 statuette: miglior film, regia, sceneggiatura non originale, attore non protagonista, montaggio e - categoria introdotta quest'anno - casting.

Qualcuno potrebbe dire il succitato Guillermo del Toro.

Il suo Frankenstein ha trionfato nelle categorie tecniche, dimostrandosi un adattamento decisamente accattivante del celebre e sfruttatissimo romanzo di Mary Shelley.
Esito tutt'altro che scontato.

Qualcuno potrebbe dire Michael B. Jordan.

L'antagonista di Black Panther ha sbaragliato la concorrenza di colleghi più accreditati di lui.
Tra questi il grande sconfitto della serata, Timothée Chalamet, che ha di certo pagato sovraesposizione mediatica e dichiarazioni infelici (festeggeranno i cultori di opera e balletto, ma non quelli del ping pong: Marty Supreme è tornato a casa a mani vuote).

I Peccatori - omaggio al cinema blaxploitation degli anni 70 che unisce arditamente horror e musical - si presentava con un numero record di candidature (16!), concretizzatesi però solo con quattro riconoscimenti, comunque piuttosto pesanti (tra questi: miglior attore protagonista, appunto, e migliore sceneggiatura originale per il regista Ryan Coogler).

Qualcuno potrebbe dire Jessie Buckley, la prima irlandese ad affermarsi come migliore attrice, che ha convinto tutti con il commovente Hamnet della regista di Nomadland Chloé Zhao.

Oppure la sottovalutata Amy Madigan, che ricordiamo al fianco di Kevin Costner in L'Uomo dei Sogni e che ora non è più soltanto "la moglie di Ed Harris", bensì l'onorevole vincitrice di un Oscar da non protagonista (e per un horror, per di più!).

Qualcun'altro potrebbe dire KPop Demon Hunters, prodotto Netflix che con le statuette per migliore film di animazione e migliore canzone attesta la crisi nera della Disney, un tempo padrona incontrastata delle due categorie.

A proposito di musiche, ancora una sconfitta per la pluricandidata Diane Warren (la settima di fila e diciasettesima in totale!).
Continua a comporre, cara Diane: arriverà finalmente il tuo momento... prima o poi.

C'è stata gloria anche per Sentimental Value, drammone nordico che ha avuto la meglio come miglior film internazionale.
E dire che la concorrenza era spietata: il brasiliano L'Agente Segreto, Golden Globe nella stessa categoria; l'iraniano Un Semplice Incidente, Palma d'Oro a Cannes; il tunisino/palestinese La Voce di Hind Rajab, Gran Premio della Giuria a Venezia.

Insomma, nella Notte delle Stelle, ci sono stati tanti vincitori.
Ma permetteteci di affermare che il vero trionfatore di questa edizione è stato... Sean Penn.

Poteva essere una serata storica per lui, che aggiudicandosi il titolo di miglior attore non protagonista per il ruolo di un fanatico generale in Una Battaglia dopo l'Altra è entrato nel ristrettissimo novero di coloro che sono riusciti a vincere tre Oscar, in compagnia di Walter Brennan, Jack Nicholson e Daniel Day-Lewis.

Ma il divo di Dead Man Walking e Mystic River non si è presentato a ritirare la statuetta.

La sua assenza si è fatta notare e ha fatto discutere, ma sapete cosa stava facendo mentre il mondo del cinema si autocelebrava tra luci e paillettes?
Era diretto a Kiyv per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, attore anch'egli in un tempo che sembra ormai remoto...

Il mondo sta bruciando, gli Stati Uniti sono una potenza in rapido declino e mai come in questo periodo l'Academy si è dimostrata tanto afona e autoreferenziale.
Pochissimi i cenni all'attualità nei discorsi di ringraziamento dei premiati o di presentazione dei premi - solo lo spagnolo Javier Bardem ha preso posizione sul palco contro le guerre e a favore di una Palestina libera, ma è rimasto isolato.

Ecco che l'assenza di Penn ha squarciato così il velo dell'ipocrisia di un mondo che si riempie tanto la bocca di parole quali diritti, libertà, inclusione, ma che nella sostanza non ha il coraggio di affrontare a viso aperto il potente di turno o di intraprendere azioni concrete per portare avanti le proprie battaglie.

L'attore, con questo gesto, non solo ha manifestato solidarietà al capo di stato di una nazione in guerra bistrattato ingiustamente dallo stesso presidente USA, ma ha anche messo a nudo la vacuità, l'inutilità, l'irrilevanza di Hollywood di fronte ai drammatici problemi del mondo attuale.

Grazie anche a questo premio (meritato), il vero protagonista di questa edizione è stato lui.


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lunedì 16 marzo 2026

OSCAR 2026. I VINCITORI

(Il comico e conduttore tv Conan O'Brien ha presentato la cerimonia degli Oscar per il secondo anno di fila).  



Visto che ci tenete tanto a saperlo, la nostra Redazione ha fatto meglio quest'anno di quello scorso, azzeccando... 22 pronostici su 24!
Il più bravo di noi stavolta è stato Fran, con un impressionante 19 su 24!

Ma oltre a CINEMA A BOMBA, a vincere è stato - come previsto - Paul Thomas Anderson e il suo Una Battaglia dopo l'Altra.
Il thriller politico con Leonardo DiCaprio e Sean Penn (il secondo premiato come non protagonista, ma in contumacia) ha collezionato 6 statuette, tra cui quelle per il miglior film e la miglior regia.

In attesa del nostro consueto post di commento, vi lasciamo qui sotto con l'elenco di tutti i vincitori, categoria per categoria (li trovate in grassetto in mezzo agli altri candidati).
E ovviamnete cliccate sui link per maggiori informazioni!


Miglior film
Bugonia
F1-Il film
Frankenstein
Hamnet
Marty Supreme - ANG
Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
L'Agente Segreto
Sentimental Value
I Peccatori (Sinners)
Train Dreams

Miglior regia
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG, FRA
Ryan Coogler – I Peccatori (Sinners)
Josh Safdie – Marty Supreme
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet

Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet – FEDE, FRA
Rose Byrne – Se solo Potessi ti Prenderei a Calci – ANG
Kate Hudson – Song Sung Blue
Renate Reinsve – Sentimental Value
Emma Stone – Bugonia

Miglior attore protagonista
Timothée Chalamet – Marty Supreme – ANG
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Michael B. Jordan – I Peccatori – FEDE, FRA
Wagner Moura – L'Agente Segreto

Miglior attrice non protagonista
Elle Fanning – Sentimental Value – ANG
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons - FRA
Wunmi Mosaku – I Peccatori
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE

Miglior attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Delroy Lindo – I Peccatori - FRA
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Stellan Skarsgård – Sentimental Value – ANG

Miglior sceneggiatura originale
Robert Kaplow – Blue Moon
Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saivar e Mehdi Mahmudiyan – Un Semplice Incidente
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – FEDE, ANG
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Ryan Coogler – I Peccatori – FRA

Migliore sceneggiatura non originale
Will Tracy – Bugonia
Guillermo del Toro – Frankenstein
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
Greg Kwedar e Clint Bentley – Train Dreams – ANG

Miglior film internazionale
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile) – FEDE, FRA
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi (Francia)
Sentimental Value, regia di Joachim Trier (Norvegia)
Sirāt, regia di Óliver Laxe (Spagna) – ANG
La voce di Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia)

Miglior film d'animazione
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans – FEDE, FRA
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Elio, regia di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
Arco-Un'Amicizia per Salvare il Futuro, regia di Ugo Bienvenu - ANG

Miglior colonna sonora originale
Jerskin Fendrix – Bugonia
Alexandre Desplat – Frankenstein – ANG
Max Richter – Hamnet
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Ludwig Göransson – I Peccatori – FEDE, FRA

Miglior canzone originale
Dear Me (testo e musica: Diane Warren) – Diane Warren: Relentless
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park e Ian Eisendrath) – KPop Demon Hunters – FEDE, FRA
I Lied to You (testo e musica: Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
Sweet Dreams of Joy (testo e musica: Nicholas Pike) – Viva Verdi!
Train Dreams (musica: Nick Cave e Bryce Dessner; testo: Nick Cave) – Train Dreams – ANG

Miglior casting
Nina Gold – Hamnet – FEDE, ANG
Jennifer Venditti – Marty Supreme
Cassandra Kulukundis – Una Battaglia dopo l'Altra
Gabriel Domingues – L'Agente Segreto
Francine Maisler – I Peccatori - FRA

Miglior montaggio
Stephen Mirrione – F1-Il film
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – ANG
Andy Jurgensen – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Olivier Bugge Coutté – Sentimental Value
Michael P. Shawver – I Peccatori - FRA

Miglior scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein – FEDE, ANG, FRA
Fiona Crombie (scenografia) e Alice Felton (arredamento) – Hamnet
Jack Fisk (scenografia) e Adam Willis (arredamento) – Marty Supreme
Florencia Martin (scenografia) e Anthony Carlino (arredamento) – Una Battaglia dopo l'Altra
Hannah Beachler (scenografia) e Monique Champagne (arredamento) – I Peccatori

Miglior fotografia
Dan Laustsen – Frankenstein
Darius Khondji – Marty Supreme
Michael Bauman – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Autumn Durald Arkapaw – I Peccatori - FRA
Adolpho Veloso – Train Dreams

Migliori costumi
Deborah L. Scott – Avatar: Fuoco e Cenere
Kate Hawley – Frankenstein - FRA
Małgosia Turzańska – Hamnet
Miyako Bellizzi – Marty Supreme – FEDE, ANG
Ruth E. Carter – I Peccatori

Miglior trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein – ANG, FRA
Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino e Tadashi Nishimatsu – Kokuho
Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry – I Peccatori
Kazu Hiro, Glen Griffin e Bjoern Rehbein – The Smashing Machine - FEDE
Thomas Foldberg e Anne Cathrine Sauerberg – The Ugly Stepsister

Migliori effetti speciali
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar: Fuoco e Cenere – ANG, FRA
Ryan Tudhope, Robert Harrington, Nicolas Chevallier e Keith Dawson – F1-Il film
David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould – Jurassic World-La Rinascita
Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen e Brandon K. McLaughlin – The Lost Bus
Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean – I Peccatori - FEDE

Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1-Il film - FRA
Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke e Brad Zoern – Frankenstein
José Antonio García, Christopher Scarabosio e Tony Villaflor – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor e Steve Boeddeker – I Peccatori
Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas – Sirāt

Miglior documentario
The Alabama Solution, regia di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman
Come See Me in the Good Light, regia di Ryan White, Jessica Hargrave, Tig Notaro e Stef Willen
Cutting Through Rocks, regia di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni
Mr. Nobody Against Putin, regia di David Borenstein - FEDE
The Perfect Neighbor, regia di Geeta Gandbhir, Alisa Payne, Nikon Kwantu e Sam Bisbee – ANG, FRA

Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones - FRA
Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud, regia di Craig Renaud e Juan Arredondo – ANG
Children No More: "Were and Are Gone";, regia di Hilla Medalia e Sheila Nevins
The Devil Is Busy, regia di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir
Perfectly a Strangeness, regia di Alison McAlpine - FEDE

Miglior cortometraggio
Butcher's Stain, regia di Meyer Levinson-Blount e Oron Caspi
A Friend of Dorothy, regia di Lee Knight e James Dean - FEDE
Jane Austen's Period Drama, regia di Julia Aks e Steve Pinder - ANG
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata - FRA

Miglior cortometraggio d'animazione
Butterfly, regia di Florence Miailhe e Ron Dyens - ANG
Forevergreen, regia di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski – FEDE, FRA
Retirement Plan, regia di John Kelly e Andrew Freedman
The Three Sisters, regia di Konstantin Bronzit


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sabato 14 marzo 2026

OSCAR 2026. LE NOSTRE PREVISIONI



Le Idi di Marzo si avvicinano e con esse la 98a edizione degli Academy Awards, volgarmente conosciuti come Premi Oscar.

Noi di CINEMA A BOMBA dedichiamo annualmente all'evento uno Speciale fin dagli albori del blog, nel 2012, divertendoci a cercare di indovinare chi vincerà che cosa.

Senza modestia, spesso ci azzecchiamo.
Solo lo scorso anno - per dire - abbiamo previsto correttamente 21 categorie su 23 totali, nel 2024 addirittura 22 su 23 (non male, vero?).

Stavolta sarà più difficile, anche perché gli Oscar assegnati saranno... 24!
Come saprete già avendo letto il nostro precedente post dedicato, quest'anno è stata introdotta anche la nomination per il miglior casting.

Volete cimentarvi con noi? Scriveteci le vostre previsioni nei commenti!
Nel frattempo leggete qui sotto quali sono le nostre scelte e cliccate sui link per eventuali approfondimenti.


Miglior film
Bugonia
F1-Il film
Frankenstein
Hamnet
Marty Supreme - ANG
Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
L'Agente Segreto
Sentimental Value
I Peccatori (Sinners)
Train Dreams

Miglior regia
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG, FRA
Ryan Coogler – I Peccatori
Josh Safdie – Marty Supreme
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet

Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet – FEDE, FRA
Rose Byrne – Se solo Potessi ti Prenderei a Calci – ANG
Kate Hudson – Song Sung Blue
Renate Reinsve – Sentimental Value
Emma Stone – Bugonia

Miglior attore protagonista
Timothée Chalamet – Marty Supreme – ANG
Leonardo DiCaprio – Una Battaglia dopo l'Altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Michael B. Jordan – I Peccatori (Sinners) – FEDE, FRA
Wagner Moura – L'Agente Segreto

Miglior attrice non protagonista
Elle Fanning – Sentimental Value – ANG
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Amy Madigan – Weapons - FRA
Wunmi Mosaku – I Peccatori
Teyana Taylor – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE

Miglior attore non protagonista
Benicio del Toro – Una Battaglia dopo l'Altra
Jacob Elordi – Frankenstein
Delroy Lindo – I Peccatori - FRA
Sean Penn – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Stellan Skarsgård – Sentimental Value – ANG

Miglior sceneggiatura originale
Robert Kaplow – Blue Moon
Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saivar e Mehdi Mahmudiyan – Un Semplice Incidente
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – FEDE, ANG
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Ryan Coogler – I Peccatori – FRA

Migliore sceneggiatura non originale
Will Tracy – Bugonia
Guillermo del Toro – Frankenstein
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, FRA
Greg Kwedar e Clint Bentley – Train Dreams – ANG

Miglior film internazionale
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile) – FEDE, FRA
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi (Francia)
Sentimental Value, regia di Joachim Trier (Norvegia)
Sirāt, regia di Óliver Laxe (Spagna) – ANG
La voce di Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia)

Miglior film d'animazione
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans – FEDE, FRA
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Elio, regia di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
Arco-Un'Amicizia per Salvare il Futuro, regia di Ugo Bienvenu - ANG

Miglior colonna sonora originale
Jerskin Fendrix – Bugonia
Alexandre Desplat – Frankenstein – ANG
Max Richter – Hamnet
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Ludwig Göransson – I Peccatori (Sinners) – FEDE, FRA

Miglior canzone originale
Dear Me (testo e musica: Diane Warren) – Diane Warren: Relentless
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park e Ian Eisendrath) – KPop Demon Hunters – FEDE, FRA
I Lied to You (testo e musica: Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
Sweet Dreams of Joy (testo e musica: Nicholas Pike) – Viva Verdi!
Train Dreams (musica: Nick Cave e Bryce Dessner; testo: Nick Cave) – Train Dreams – ANG

Miglior casting
Nina Gold – Hamnet – FEDE, ANG
Jennifer Venditti – Marty Supreme
Cassandra Kulukundis – Una Battaglia dopo l'Altra
Gabriel Domingues – L'Agente Segreto
Francine Maisler – I Peccatori - FRA

Miglior montaggio
Stephen Mirrione – F1-Il film
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme – ANG
Andy Jurgensen – Una Battaglia dopo l'Altra - FEDE
Olivier Bugge Coutté – Sentimental Value
Michael P. Shawver – I Peccatori - FRA

Miglior scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein – FEDE, ANG, FRA
Fiona Crombie (scenografia) e Alice Felton (arredamento) – Hamnet
Jack Fisk (scenografia) e Adam Willis (arredamento) – Marty Supreme
Florencia Martin (scenografia) e Anthony Carlino (arredamento) – Una Battaglia dopo l'Altra
Hannah Beachler (scenografia) e Monique Champagne (arredamento) – I Peccatori

Miglior fotografia
Dan Laustsen – Frankenstein
Darius Khondji – Marty Supreme
Michael Bauman – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Autumn Durald Arkapaw – I Peccatori (Sinners) - FRA
Adolpho Veloso – Train Dreams

Migliori costumi
Deborah L. Scott – Avatar: Fuoco e Cenere
Kate Hawley – Frankenstein - FRA
Małgosia Turzańska – Hamnet
Miyako Bellizzi – Marty Supreme – FEDE, ANG
Ruth E. Carter – I Peccatori

Miglior trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein – ANG, FRA
Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino e Tadashi Nishimatsu – Kokuho
Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry – I Peccatori
Kazu Hiro, Glen Griffin e Bjoern Rehbein – The Smashing Machine - FEDE
Thomas Foldberg e Anne Cathrine Sauerberg – The Ugly Stepsister

Migliori effetti speciali
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar: Fuoco e Cenere – ANG, FRA
Ryan Tudhope, Robert Harrington, Nicolas Chevallier e Keith Dawson – F1-Il film
David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould – Jurassic World-La Rinascita
Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen e Brandon K. McLaughlin – The Lost Bus
Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean – I Peccatori - FEDE

Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1-Il film - FRA
Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke e Brad Zoern – Frankenstein
José Antonio García, Christopher Scarabosio e Tony Villaflor – Una Battaglia dopo l'Altra – FEDE, ANG
Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor e Steve Boeddeker – I Peccatori
Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas – Sirāt

Miglior documentario
The Alabama Solution, regia di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman
Come See Me in the Good Light, regia di Ryan White, Jessica Hargrave, Tig Notaro e Stef Willen
Cutting Through Rocks, regia di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni
Mr Nobody Against Putin, regia di David Borenstein - FEDE
The Perfect Neighbor, regia di Geeta Gandbhir, Alisa Payne, Nikon Kwantu e Sam Bisbee – ANG, FRA

Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones - FRA
Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud, regia di Craig Renaud e Juan Arredondo – ANG
Children No More: "Were and Are Gone";, regia di Hilla Medalia e Sheila Nevins
The Devil Is Busy, regia di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir
Perfectly a Strangeness, regia di Alison McAlpine - FEDE

Miglior cortometraggio
Butcher's Stain, regia di Meyer Levinson-Blount e Oron Caspi
A Friend of Dorothy, regia di Lee Knight e James Dean - FEDE
Jane Austen's Period Drama, regia di Julia Aks e Steve Pinder - ANG
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata - FRA

Miglior cortometraggio d'animazione
Butterfly, regia di Florence Miailhe e Ron Dyens - ANG
Forevergreen, regia di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski – FEDE, FRA
Retirement Plan, regia di John Kelly e Andrew Freedman
The Three Sisters, regia di Konstantin Bronzit


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