CINEMA A BOMBA!

giovedì 29 gennaio 2015

OSCAR 2015. NOMINATION: FILM E REGIA



L'Oscar è una faccenda...a tre.
E' stato così l'anno scorso (12 Anni Schiavo contro Gravity contro American Hustle), ma anche l'anno prima (Argo contro Lincoln contro Vita di Pi) e quello prima ancora (The Artist contro Hugo Cabret contro Paradiso Amaro).

Nel 2014 e nel 2013 la statuetta più ambita andò rispettivamente a 12 Anni Schiavo e Argo, che però dovettero condividere parte della gloria con Gravity e Vita di Pi (entrambi premiati per la miglior regia).
Bisogna tornare al 2012 per registrare l'ultima vittoria "piena": quella del bellissimo The Artist.

E nel 2015?
Se è vero che i Golden Globe anticipano in approssimazione le scelte dell'Academy, allora la sfida è tra Birdman (9 nomine), Grand Budapest Hotel (9 nomine) e Boyhood (6 nomine, ma "pesanti").
Competizione mai così incerta: nessuno dei tre, sulla carta, è abbastanza hollywoodiano da poterlo considerare favorito.

Birdman è un cosiddetto "film d'attori" - anzi, d'attore: il grande Michael Keaton - girato come un unico piano sequenza da un regista messicano (ma l'Oscar vinto dal collega e connazionale Alfonso Cuarón lo scorso anno è un precedente incoraggiante per il talentuoso Alejandro G. Iñárritu).
Grand Budapest Hotel è l'ultimo fiore all'occhiello nella filmografia di Wes Anderson, uno degli autori più eccentrici, barocchi e personalisti degli ultimi 20 anni, per nulla commerciale e difficilmente "vendibile" se non si è già suoi fan.
Boyhood è infine un'opera iper-sperimentale diretta da Richard Linklater, un regista che più snob e di nicchia non si può.

Hollywood si sta forse aprendo al cinema indipendente?
Lo scopriremo il 22 febbraio.

Per adesso gustiamoci i video e le altre sorprese che si possono trovare qui di seguito, cliccando semplicemente sui link.
Buona visione!


MIGLIOR FILM


American Sniper, regia di Clint Eastwood


Birdman, regia di Alejandro González Iñárritu


Boyhood, regia di Richard Linklater


Grand Budapest Hotel (The Grand Budapest Hotel), regia di Wes Anderson


The Imitation Game, regia di Morten Tyldum


Selma - La strada per la libertà (Selma), regia di Ava DuVernay


La teoria del tutto (The Theory of Everything), regia di James Marsh


Whiplash, regia di Damien Chazelle




MIGLIOR REGIA

Dall'alto: Alejandro González Iñárritu con Birdman; Richard Linklater (a sinistra) con Ellar Coltrane, Ethan Hawke e Patricia Arquette, protagonisti di Boyhood; Bennett Miller (a sinistra) con Steve Carell sul set di Foxcatcher; Wes Anderson (a destra) dirige Ralph Fiennes in Grand Budapest Hotel; Morten Tyldum (a destra) e Benedict Cumberbatch insieme per The Imitation Game.


Alejandro González Iñárritu – Birdman

Richard Linklater – Boyhood

Bennett Miller - Foxcatcher

Wes Anderson – Grand Budapest Hotel (The Grand Budapest Hotel)

Morten Tyldum - The Imitation Game

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giovedì 15 gennaio 2015

OSCAR 2015. SCUSATE, MA VI SIETE DIMENTICATI DI JESSICA CHASTAIN...

Oscar. Oscar. E ancora Oscar... 


Incredibile, amici: l'Academy si è dimenticata di Jessica Chastain!
Eh sì, sono state annunciate le nomination per l'edizione numero 87 della cerimonia di consegna degli Oscar e tra i grandi assenti c'è proprio lei, la nostra beniamina.

Su questa esclusione ritorneremo tra non molto, nel corso del consueto Speciale sui premi cinematografici più importanti del mondo - Speciale che parte proprio con il post che state leggendo.

A sangue freddo e mente lucida, scorrendo l'elenco dei film nominati, notiamo subito una tendenza, già segnalata in occasione della consegna dei Golden Globe 2015 di qualche giorno fa: a farla da padrona quest'anno non sono tanto le grandi produzioni dai grandi incassi, quanto piuttosto pellicole indipendenti dal budget e dal successo al botteghino piuttosto limitati.

Nel primo caso rientra Interstellar, per esempio: cinque nomination - ma tutte in categorie tecniche - per l'ambizioso lavoro di Christopher Nolan, acclamato dal pubblico ma ancora una volta in cerca di una consacrazione ufficiale da parte della Hollywood che assegna statuette.

Nel secondo caso troviamo i tre film che, non a caso, hanno trionfato ai recenti "Globi d'oro" e che stanno facendo incetta di premi: con 9 nomine a testa ci sono infatti Grand Budapest Hotel dell'eccentrico Wes Anderson e Birdman di Alejandro González Iñárritu.
Dopo la vittoria di Alfonso Cuarón per Gravity, secondo successo consecutivo per un cineasta messicano?

A proposito del film del regista latino-americano, ci urge l'obbligo di ricordare che esso ha aperto la scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia: pochissime le pellicole interessanti, ma quella di punta ha proprio spaccato.
Questa volta, bravo Alberto Barbera!

E bravo Michael Keaton, che di Birdman è il mattatore: il Globe conquistato pochi giorni or sono è stato sacrosanto, ma solo un Oscar può rendere giustizia a uno dei migliori attori sulla piazza, per troppi anni sottovalutato e considerato "bollito".

A quota 6, invece, il terzo incomodo: Boyhood di Richard Linklater - presentato in anteprima nel 2014 al Sundance Film Festival di Robert Redford, la rassegna per antonomasia del cinema indie.
Resta tra i super favoriti, ma ha avuto meno menzioni dei suoi diretti competitori e di The Imitation Game (8).

A 6 è anche American Sniper di Clint Eastwood, unica concessione al grande pubblico e alla Hollywood dei registi noti - sebbene l'ex sodale di Sergio Leone non sia riuscito ad entrare in lizza per la migliore regia: a fregargli il posto gli autori delle tre pellicole in pole position e, a sorpresa, il Bennett Miller di Foxcatcher (ma suoi sono anche i precedenti Truman Capote-A Sangue Freddo e Moneyball-L'Arte di Vincere) e il norvegese Morten Tyldum (The Imitation Game).

Per quel che riguarda le sorprese, la storia di un batterista jazz tiranneggiato da un dispotico direttore d'orchestra è stata la vera rivelazione: Whiplash del giovane Damien Chazelle ha ottenuto 5 candidature - tra le quali quella per il miglior film, il miglior attore non protagonista (J.K. Simmons, il J.J. Jameson di Spider-Man) e la migliore sceneggiatura non originale.
Un exploit che ci ricorda quello di Re della Terra Selvaggia.

Ma altri motivi di stupore sono stati la presenza di Marion Cotillard, della musa lynchiana Laura Dern e dell'eterna Meryl Streep (e siamo a 19 nomination e 3 Oscar vinti finora! Straordinaria) nelle categorie dedicate alle attrici e l'assenza di The Lego Movie tra le migliori pellicole di animazione (uno scandalo!).

Insomma, delle nomination che ci lasciano alquanto perplessi.

In attesa di digerire le delusioni per Jessica Chastain e per il film sui mattoncini più celebri del mondo, ci consoliamo parzialmente: l'italiana Milena Canonero - già trioscarizzata - è in competizione per i migliori costumi (Grand Budapest Hotel).
Speriamo ce la faccia, sennò di questa edizione degli Oscar ci sarà ben poco da ricordare - se non il nostro Speciale!

Continuate a seguirci e ne vedrete delle belle!

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