CINEMA A BOMBA!

mercoledì 8 aprile 2026

GLI INEDITI: RUNNING TIME, BRUCE IN LOTTA CONTRO IL TEMPO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1997
70'
Regia: Josh Becker
Interpreti: Bruce Campbell, Anita Barone, Jeremy Roberts.


Tutto in una giornata: un pregiudicato (Campbell) esce finalmente di prigione, ma viene coinvolto subito dal suo ex socio in una rapina a mano armata.

Le cose sembrano andare a rotoli, ma il nostro - che vorrebbe cambiare vita - riallaccia casualmente i rapporti con una sua vecchia fiamma...


Un giorno, a Josh Becker - B-director tra i più sottovalutati del suo campo e membro del Clan Raimi (comunità cinematografica che ruota intorno al regista di successo Sam Raimi, quello di Spider-Man e Doctor Strange 2) - capitò di guardare Nodo alla Gola di Alfred Hitchcock.

Il classico del maestro inglese è strutturato per sembrare girato in unico piano sequenza (in realtà gli stacchi sono abilmente cammuffati) e si svolge tutto in una sola stanza.
Al filmmaker americano venne un'idea geniale: perché non provare a fare la stessa cosa... ma in movimento?!?

Ecco allora questo esempio di virtuosismo tecnico, purtroppo rimasto inedito in Italia, che anticipa di quasi due decenni il ben più fortunato Birdman di Alejandro G. Iñárritu, che sfrutta lo stesso principio.

Girato in bianco e nero e in tempo reale (i minuti sullo schermo scorrono alla stessa velocità del film), il lungometraggio - si fa per dire: dura poco più di un'ora - non è originalissimo in quanto a trama, ma ha qualche buona ragione per essere apprezzato.

Omaggiando esplicitamente C'era una Volta in America di Leone (la parte inziale) e Le Iene di Tarantino (tutto il resto), la pellicola regge almeno per 2/3 (il finale è un po' moscio, a dirla tutta) e si avvale di uno dei migliori Bruce Campbell mai visti sul grande schermo.

In uno dei suoi rari ruoli drammatici, il cult actor di Evil Dead offre quella che probabilmente è la più valida performance della propria carriera finora, insieme a (o subito dopo) quella di Bubba Ho-Tep.

Running Time è una piccola chicca per gli appassionati di cinema indipendente e per i fan di Bruce.
Da scoprire.


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mercoledì 31 agosto 2022

VENEZIA 2022. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: Ana de Armas è Marilyn Monroe in Blonde; Colin Farrell e Brendan Gleeson in The Banshees of Inisherin; una scena di Bardo di Alejandro González Iñárritu; un irriconoscibile Brendan Fraser in The Whale; Harry Styles e Florence Pugh in Don't worry darling

Ci siamo!

La 79a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (dal 31 agosto al 10 settembre) si svela al mondo.

Fortunatamente al timone del festival cinematografico più atteso del mondo (non ce ne voglia Cannes...) c'è di nuovo il bravissimo Alberto Barbera, direttore per la tredicesima volta (decima consecutiva).

E fortunatamente ecco il nostro Speciale Venezia n. 11.

Parlare della Mostra del Cinema per noi è sempre un'emozione, dato che il nostro blog è nato proprio per seguire l'edizione del 2011.

Attendavamo con impazienza l'annuncio dei film in cartellone, come ogni anno.

E come da qualche anno a questa parte non siamo rimasti delusi.

La Giuria, capitanata stavolta dalla grande Julianne Moore, con presenza, tra gli altri, anche di un Premio Nobel per la Letteratura, Kazuo Ishiguro, e di Audrey Diwan, regista del Leone d'Oro uscente (il già dimenticato L'Evénement), dovrà valutare parecchi film interessanti e attesi.

A cominciare da White Noise di Noah Baumbach, tratto dall'omonimo romanzo di Don DeLillo, con la coppia Adam Driver-Greta Gerwig, che avrà il difficile compito di aprire la kermesse.

Il cartellone può vantare opere che alla vigilia suscitano molta curiosità, come il biopic su Santa Chiara d'Assisi firmato dalla talentuosa Susanna Nicchiarelli, la finta biografia Tár del redivivo Todd Filed con Cate Blanchett protagonista, The Eternal Daughter della coppia Joanna Hogg-Tilda Swinton, L'Immensità con la superstar Penélope Cruz diretta dal nostro Emanuele Crialese, il nuovo film del cineasta iranianao perseguitato Jafar Panahi, Il Signore delle formiche di Gianni Amelio con Luigi Lo Cascio ed Elio Germano su un fatto di cronaca che fece molto discutere.

Ma i pezzi forti, a nostro avviso, sono i seguenti:

- la biografia di Marilyn Monroe Blonde, di Andrew Dominik e con la lanciatissima Ana de Armas (quella di Knives Out e Deep Water);

- The Banshees of Inisherin del'irriverente e geniale Martin McDonagh ( Six Shooter, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), con i fidi Colin Farrell e Brendan Gleeson;

- Bones and All, atipica e violenta storia d'amore che vede nuovamente la collaborazione tra Luca Guadagnino e Timothée Chalamet dopo l'acclamato Call Me By Your Name;

- Bardo, ritorno in Messico di Alejandro González Iñárritu dopo i trionfi di Birdman e The Revenant;

- The Son con un cast eccezionale diretto da Florian Zeller, sorta di seguito di The Father, che guadagnò due Oscar nel 2021 (per la migliore sceneggiatura non originale e per Anthony Hopkins miglior attore protagonista);

- The Whale, il film di Darren Aronofsky (in cerca di riscatto dopo il controverso e sfortunato Madre!) che potrebbe rilanciare la carriera di Brendan Fraser.

Qui di seguito ecco comunque le pellicole in competizione.

All The Beauty and The Bloodshed, regia di Laura Poitras (Stati Uniti d'America)
Argentina, 1985, regia di Santiago Mitre (Argentina), con Ricardo Darín
Athena, regia di Romain Gavras (Francia)
Gli spiriti dell'isola (The Banshees of Inisherin), regia di Martin McDonagh (Regno Unito, Stati Uniti d'America, Irlanda), con Colin Farrell, Brendan Gleeson,Barry Keoghan
Bardo, falsa crónica de unas cuantas verdades, regia di Alejandro González Iñárritu (Messico)
Bones and All, regia di Luca Guadagnino (Italia, Stati Uniti d'America), con Taylor Russell, Timothée Chalamet, Mark Rylance,Chloë Sevigny, David Gordon Green, Michael Stuhlbarg
Blonde, regia di Andrew Dominik (Stati Uniti d'America), con Ana de Armas, Adrien Brody, Bobby Cannavale
Un couple, regia di Frederick Wiseman (Stati Uniti d'America)
Chiara, regia di Susanna Nicchiarelli (Italia), con Margherita Mazzucco, Carlotta Natoli, Luigi Lo Cascio
Les Enfants des autres, regia di Rebecca Zlotowski (Francia), con Chiara Mastroianni
The Eternal Daughter, regia di Joanna Hogg (Regno Unito), con Tilda Swinton
L'immensità, regia di Emanuele Crialese (Italia), con Penélope Cruz
Khers nist, regia di Jafar Panahi (Iran)
Love Life, regia di Kōji Fukada (Giappone, Francia)
Les Miens, regia di Roschdy Zem (Francia), con Maïwenn
Monica, regia di Andrea Pallaoro (Italia, Stati Uniti d'America), con Patricia Clarkson
Šab, dākheli, divār, regia di Vahid Jalilvand (Iran)
Saint-Omer, regia di Alice Diop (Francia)
Il signore delle formiche, regia di Gianni Amelio (Italia), con Luigi Lo Cascio, Elio Germano
The Son, regia di Florian Zeller (Regno Unito, Francia), con Hugh Jackman, Laura Dern, Vanessa Kirby, Anthony Hopkins
Tár, regia di Todd Field (Stati Uniti d'America), con Cate Blanchett
The Whale, regia di Darren Aronofsky (Stati Uniti d'America), con Brendan Fraser, Sadie Sink, Samantha Morton
White Noise, regia di Noah Baumbach (Stati Uniti d'America), con Adam Driver, Greta Gerwig, Don Cheadle [FILM D'APERTURA]


Tra i film fuori concorso, il più atteso è senza dubbio Don't worry darling, accompagnato dalle polemiche riguardanti la regista Olivia Wilde, i protagonisti Harry Styles e Florence Pugh, il licenziamento di Shia LaBeouf (che invece sarà al Lido per il biopic su Padre Pio di Abel Ferrara) - materiale interessante per un sito di gossip, non per il nostro blog.

Noi siamo al momento più interessati dalla presenza di registi di un certo livello, quali Walter Hill (con un nuovo western!), Paul Schrader (che riceverà il Leone d'Oro alla carriera assieme a Catherine Deneuve), Kim Ki-duk (con un film postumo), Paolo Virzì, di documentari di sicuro impatto (di Gianfranco Rosi, di Oliver Stone, di Enrico Ghezzi; ma anche sulla guerra in Ucraina), di cortometraggi (sulla carta) non banali.

Ecco il resto del programma: come potete vedere ce n'è per tutti i gusti.

Buona Mostra del Cinema a tutti!


Fuori concorso
Fiction

Dead For a Dollar, regia di Walter Hill (Stati Uniti d'America), con Christoph Waltz, Willem Dafoe, Rachel Brosnahan, Warren Burke, Benjamin Bratt
Don't Worry Darling, regia di Olivia Wilde (Stati Uniti d'America), con Florence Pugh, Harry Styles, Chris Pine, Gemma Chan, Olivia Wilde
Dreamin' Wild, regia di Bill Pohlad (Stati Uniti d'America), con Casey Affleck, Zooey Deschanel, Beau Bridges
The Hanging Sun, regia di Francesco Carrozzini (Italia, Regno Unito) - film di chiusura - con Alessandro Borghi
Kapag wala nang mga alon, regia di Lav Diaz (Filippine, Francia, Portogallo, Danimarca)
Kõne taevast, regia di Kim Ki-duk (Estonia, Kirghizistan, Lettonia)
Living, regia di Oliver Hermanus (Regno Unito), con Bill Nighy
Master Gardener, regia di Paul Schrader (Stati Uniti d'America), con Joel Edgerton, Sigourney Weaver
Pearl, regia di Ti West (Stati Uniti d'America), con Mia Goth
Siccità, regia di Paolo Virzì (Italia), con Silvio Orlando. Valerio Mastandrea, Claudia Pandolfi, Vinicio Marchioni, Monica Bellucci, Max Tortora, Emanuela Fanelli

Non fiction
Bobi Wine Ghetto President, regia di Christopher Sharp e Moses Bwayo (Uganda)
A Compassionate Spy, regia di Steve James (Stati Uniti d'America)
Freedom on Fire: Ukraine's Fight For Freedom, regia di Evgenij Afineevskij (Ucraina, Regno Unito, Stati Uniti d'America)
In viaggio, regia di Gianfranco Rosi (Italia)
The Kiev Trial, regia di Serhij Loznycja (Paesi Bassi, Ucraina)
The Matchmaker, regia di Benedetta Argentieri (Italia) Music For Black Pigeons, regia di Jørgen Leth e Andreas Koefoed (Danimarca)
Nuclear, regia di Oliver Stone (Stati Uniti d'America)
Gli ultimi giorni dell'umanità, regia di Enrico Ghezzi e Alessandro Gagliardo (Italia)

Cortometraggi
A guerra finita, regia di Simone Massi (Italia), corto di animazione con voce di Gino Strada
Camarera de piso, regia di Lucrecia Martel (Argentina)
In quanto a noi, regia di Simone Massi (Italia), corto di animazione con voce di Wim Wenders
Look at Me, regia di Sally Potter (Regno Unito), con Javier Bardem, Chris Rock

Serie
Copenhagen Cowboy, regia di Nicolas Winding Refn – miniserie TV, 6 puntate (Danimarca)
Riget: Exodus, regia di Lars von Trier – miniserie TV, 5 puntate (Danimarca)

Orizzonti
Lungometraggi

Aru otoko, regia di Kei Ishikawa (Giappone)
Autobiography, regia di Makbul Mubarak (Indonesia, Francia, Germania, Polonia, Singapore, Filippine, Qatar)
Blanquita, regia di Fernando Guzzoni (Cile, Messico)
Chleb i sól, regia di Damian Kocur (Polonia)
En los márgenes, regia di Juan Diego Botto (Spagna, Regno Unito)
Jang-e jahāni sevvom, regia di Houman Seyyedi (Iran)
Innocence, regia di Guy Davidi (Danimarca, Israele, Finlandia, Islanda)
Ljuksemburg, Ljuksemburg, regia di Antonio Lukič (Ucraina)
Najsrekniot čovek na svetot, regia di Teona Strugar Mitevska (Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina, Belgio, Croazia, Danimarca, Slovenia)
A noiva, regia di Sérgio Tréfaut (Portogallo)
Obet', regia di Michal Blaško (Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania)
Pour la France, regia di Rachid Hami (Francia)
Princess, regia di Roberto De Paolis (Italia) - film d'apertura
Spre nord, regia di Mihai Mincan (Romania, Francia, Grecia, Bulgaria, Repubblica Ceca)
Le Syndicaliste, regia di Jean-Paul Salomé (Francia, Germania)
Ti mangio il cuore, regia di Pippo Mezzapesa (Italia), con Elodie
Trenque Lauquen, regia di Laura Citarella (Argentina, Germania)
Vera, regia di Tizza Covi e Rainer Frimmel (Austria)

Cortometraggi in concorso
III, regia di Salomé Villeneuve (Canada)
Alt på en gang, regia di Henrik Dyb Zwart (Norvegia)
Christopher at Sea, regia di Tom CJ Brown (Francia, Stati Uniti d'America)
The Fruit Tree, regia di Isabelle Tollenaere (Belgio)
Love Forever, regia di Clare Young (Australia)
Manuale di cinematografia per dilettanti - Vol. I, regia di Federico Di Corato (Italia)
My Girlfriend, regia di Kawthar Younis (Egitto)
Nocomodo, regia di Lola Halifa-Legrand (Francia)
Please Hold the Line, regia di Ce Ding Tan (Malesia)
Rutubet, regia di Turan Haste (Turchia)
Snow in September, regia di Lkhagvadulam Purev-Ochir (Francia, Mongolia)
Tria - Del sentimento del tradire, regia di Giulia Grandinetti (Italia)

Orizzonti Extra
Amanda, regia di Carolina Cavalli (Italia)
Bi-ro'yā, regia di Arian Vazirdaftari (Iran)
Goliath, regia di Ádilhan Erjanov (Kazakistan, Russia)
Janāʾin muʿallaqa, regia di Ahmed Yassin Al Daradji (Iraq, Palestina, Arabia Saudita, Egitto, Regno Unito)
Nezouh, regia di Soudade Kaadan (Regno Unito, Siria, Francia)
Notte fantasma, regia di Fulvio Risuleo (Italia)
L'Origine du mal, regia di Sébastien Marnier (Francia, Canada)
Valeria mithatenet, regia di Michal Vinik (Israele, Francia)
Zapatos rojos, regia di Carlos Eichelmann Kaiser (Messico, Italia)


Sezioni autonome e parallele
Settimana internazionale della critica
In concorso

Anhell69, regia di Theo Montoya (Colombia)
Aus meiner Haut, regia di Alex Schaad (Germania)
Da li ste videli ovu ženu?, regia di Dušan Zorić e Matija Gluščević (Serbia, Croazia)
Dogborn, regia di Isabella Carbonell (Svezia)
Eismayer, regia di David Wagner (Austria)
Margini, regia di Niccolò Falsetti (Italia)
Tant que le soleil frappe, regia di Philippe Petit (Francia)

Fuori concorso
Malikates, regia di Yasmine Benkiran (Marocco) - film di chiusura
O sangue, regia di Pedro Costa (Portogallo, 1989)
Trois nuits par semaine, regia di Florent Gouëlou (Francia) - film d'apertura

Giornate degli autori
In concorso

Bentu, regia di Salvatore Mereu (Italia)
Běžná selhání, regia di Cristina Groşan (Repubblica Ceca, Ungheria, Italia, Slovacchia)
Blue Jean, regia di Georgia Oakley (Regno Unito)
Les damnés ne pleurent pas, regia di Fyzal Boulifa (Francia, Belgio, Marocco)
Dirty, Difficult, Dangerous, regia di Wissam Charaf (Francia, Italia, Libano) - film d'apertura
El Akhira, la dernière reine, regia di Adila Bendimerad e Damien Ounouri (Algeria, Francia, Arabia Saudita, Qatar, Taiwan)
Lobo e Cão, regia di Cláudia Varejão (Portogallo, Francia)
The Maiden, regia di Graham Foy (Stati Uniti d'America)
Padre Pio, regia di Abel Ferrara (Italia, Germania, Regno Unito), con Shia LaBeouf
Shimen, regia di Huang Ji e Ryuji Otsuka (Giappone)

Fuori concorso
The Listener, regia di Steve Buscemi (Stati Uniti d'America) - film di chiusura

Eventi speciali
Acqua e anice, regia di Corrado Ceron (Italia)
Alone, regia di Jafar Najafi (Italia)
Cara Susanna, regia di Sébastien Lifshitz (Francia, Stati Uniti d'America, Regno Unito)
Marcia su Roma, regia di Mark Cousins (Italia)
Siamo qui per provare, regia di Greta De Lazzaris e Jacopo Quadri (Italia)

Miu Miu Women's Tales
#23. House Comes With a Bird, regia di Janicza Bravo (Italia, Stati Uniti d'America)
#24. Carta de mi madre para mi hijo, regia di Carla Simón (Italia, Spagna)

Notti veneziane
Le favolose, regia di Roberta Torre (Italia, Francia)
Kristos, the Last Child, regia di Giulia Amati (Italia, Francia, Grecia)
Las leonas, regia di Isabel Achával e Chiara Bondì (Italia)
Un nemico invisibile, regia di Riccardo Campagna e Federico Savonitto (Italia)
Pablo di Neanderthal, regia di Antonello Matarazzo (Italia)
Il paese delle persone integre, regia di Christian Carmosino Mereu (Italia, Burkina Faso)
Se fate i bravi, regia di Stefano Collizzolli e Daniele Gaglianone (Italia Belgio)
Spaccaossa, regia di Vincenzo Pirrotta (Italia)
La timidezza delle chiome, regia di Valentina Bertani (Italia, Israele)


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mercoledì 4 marzo 2020

OSCAR 2020. 1917, LA PRIMA GUERRA MONDIALE VISTA DAI GIOVANI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Regno Unito/USA, 2019
119'
Regia: Sam Mendes
Interpreti: George MacKay, Dean-Charles Chapman, Mark Strong, Andrew Scott, Richard Madden, Colin Firth, Benedict Cumberbatch, Daniel Mays, Claire Dubourcq


A due soldati inglesi - solo due ragazzi travolti dalla tragedia della Prima Guerra Mondiale, una logorante guerra di trincea - è affidato un compito al limite dell'impossibile: superare le linee nemiche per recapitare un messaggio che potrebbe salvare le vite di un migliaio di militari di un battaglione, che stanno cadendo in una trappola dagli esiti potenzialmente disastrosi.

Il preavviso è scarsissimo, i pericoli della missione sono incalcolabili, il tempo è il nemico più insidioso.

Riusciranno i due giovani a farcela?






Molti conoscono Sam Mendes come regista di film di 007 (suoi sono i fortunati Skyfall e Spectre), ma chi è rimasto sorpreso dall'irrompere di 1917 nella stagione dei grandi premi cinematografici forse si è scordato del "Sam Mendes autore".

Prima del ciclo bondiano, il cineasta britannico (recentemente nominato baronetto dalla Regina Elisabetta) ha firmato opere veramente notevoli: dal gangster movie con Tom Hanks e Paul Newman (alla sua ultima, grande, apparizione) Road To Perdition-Era Mio Padre, al low budget American Life, passando per il bellico Jarhead e il dramma sentimentale Revolutionary Road (ritorno, dopo Titanic, del duo Kate Winslet - Leonardo DiCaprio).

Ma soprattutto egli è l'autore di American Beauty, suo fulminante esordio; un esordio che gli fruttò - esattamente 20 anni fa - l'Oscar per la migliore regia e valse alla pellicola altre 4 statuette (per il miglior film, per Kevin Spacey miglior attore protagonista, per la migliore fotografia e la migliore sceneggiatura originale).

Nel 2000 sembrava che la sua carriera dovesse decollare; ma nonostante il livello molto alto dei suoi lavori e un quasi sempre buono riscontro di pubblico, il "caso American Beauty" non si è più ripetuto: solo una nomination per la regia di Revolutionary Road ai Golden Globe 2009.

Fino a 1917.

Sulla scia del trionfo ai Golden Globe 2020, la pellicola bellica era data alla vigilia degli Oscar come favorita per la vittoria finale.

Come abbiamo visto, il film si è dovuto accontentare di 3 Academy Award - per l'ottima fotografia di Roger Deakins, per il sonoro e, sorprendentemente, per gli effetti speciali.

Ma la notizia che ci ha fatto piacere è che finalmente si è ripreso a parlare del talento di un regista troppo spesso sottovalutato.

1917 è un pezzo di virtuosismo cinematografico davvero notevole: girato con diversi piani sequenza e poi montato come un unico piano sequenza ininterrotto (ehi, vi ricordate di Birdman di Alejandro González Iñárritu?), utilizzando effetti speciali non invasivi e funzionali e una fotografia molto suggestiva, esso riesce a dare all'azione una fluidità e una linearità che tengono incollati allo schermo.

Negli ultimi anni abbiamo visto molti bei film bellici - alcuni di essi sono finiti anche nella nostra classifica dei migliori film dell'ultimo decennio - e questo si aggiunge all'elenco anche grazie al coinvolgimento emotivo dell'autore, che ha trattato una vicenda di per sé drammatica con tatto, rispetto e sensibilità - si è ispirato ai racconti di guerra di suo nonno, che aveva combattuto per l'esercito britannico sul fronte francese - pur non risparmiando scene forti e di violenza.

Ci sono morte, sangue, sudore, odore, paura, tensione per tutto il film, ma anche umanità e fratellanza, eroismo e dovere, amicizia e comprensione, commozione e partecipazione.

Mendes ha affidato quasi interamente il film ai due protagonisti, George MacKay e Dean-Charles Chapman (il Tommen Baratheon di Il Trono di Spade), e, sebbene non manchino divi - Colin Firth, Benedict Cumberbatch, Mark Strong, Richard Madden - si è fatto bene a valorizzare i due giovani, che si sono dimostrati bravi.

Tutto funziona, in 1917 - date le numerose difficoltà tecniche, non era una cosa scontata - e nonostante la mancata affermazione agli Oscar il neo baronetto ha dimostrato che con la regia ci sa sempre fare.

Siamo curiosi di vedere il suo prossimo film.
E nel frattempo vi consigliamo questo, uno dei più toccanti sulla Prima Guerra Mondiale.




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mercoledì 29 maggio 2019

CANNES 2019. PREMI A CASACCIO (MA OTTIMA SELEZIONE)

Dall'alto: il messicano Alejandro G. Iñárritu indica il sudcoreano Bong Joon-Ho e lo spagnolo Antonio Banderas; l'inglese Ken Loach sembra perplesso. 


Scorrendo l'elenco completo dei vincitori della 72a edizione del Festival di Cannes, viene da chiedersi che cosa si siano fumati Alejandro G. Iñárritu e soci.

La giuria capitanata dal plurioscarizzato regista di Birdman e The Revenant ha sovvertito - con poche eccezioni - ogni pronostico, dando la netta impressione di aver assegnato i premi un po' a casaccio.

Certo, incensare un film asiatico è un trend immortale per ogni festival internazionale.
E assegnare uno o più contentini ai padroni di casa - oppure a qualche pellicola francofona, tanto per stare sul sicuro - è quasi una regola, a Cannes.






Questo spiegherebbe i riconoscimenti assegnati a Young Amhed di quegli allegroni dei fratelli Dardenne (miglior regia), ad Atlantics (Gran Premio della Giuria; prima vittoria di una regista nera, in qualsiasi categoria, in oltre 7 decenni di Festival!), a Portrait of a Lady on Fire (miglior sceneggiatura) e a Les Misérables (Premio della Giuria; niente a che vedere con l'omonimo musical).

Oltre ovviamente all'ambita Palma d'Oro finita nelle mani del regista di Parasite, il sudcoreano Bong Joon-Ho.

Gli unici premi ragionati sembrano essere quelli per gli interpreti (Emily Beecham per Little Joe e il redivivo Antonio Banderas per Pain and Glory) e quello della Giuria conquistato dal bizzarro western Bacurau (a conferma della buona salute del cinema brasiliano: ricordate Tropa de Elite?).

Niente ai big: il più sconfitto - Banderas a parte - è lo spagnolo Pedro Almodovar, favoritissimo alla vigilia.
Una terza Palma d'Oro al britannico Ken Loach (dopo Il Vento che Accarezza l'Erba nel 2006 e I, Daniel Blake 10 anni dopo) forse è stata giudicata eccessiva, mentre al texano Terrence Malick è stata probabilmente fatta pagare qualche velleità arty di alcune sue pellicole precedenti (vedere ad esempio To The Wonder e Knight of Cups).

Neppure il nostro Marco Bellocchio con Il Traditore ha fatto breccia nel cuore dei giurati.
Può essere che il tema dei pentiti di mafia sia un argomento scomodo pure dall'altra parte delle Alpi...






E Quentin Tarantino?
Il suo nuovo lungometraggio C'era una Volta a Hollywood, personale omaggio alla Los Angeles degli anni 60, ha ricevuto nel complesso critiche più che positive (merito anche dell'accoppiata DiCaprio-Pitt, "il più eccitante duo cinematografico dopo Redford-Newman", a detta del regista), ma non ha incassato alcun premio.

Tutto da buttare, allora? Niente affatto.
Sorvolando sull'assurda guerra a Netflix, il direttore artistico Therry Frémaux non ha sbagliato un colpo, accaparrandosi una rosa di pellicole di altissimo livello che alla Croisette mancava da anni.
Questa volta la Mostra del Cinema di Venezia avrà serie difficoltà a rispondere a tono.

Bocciata la Giuria, promossa la kermesse.
Per il secondo match, l'appuntamento è tra pochi mesi in Laguna...




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domenica 26 maggio 2019

CANNES 2019. I VINCITORI

Dall'alto: Antonio Banderas premiato come miglior attore; Brad Pitt e Quentin Tarantino non credono ai propri occhi; il Presidente della Giuria Alejandro G. Iñárritu consegna la Palma d'Oro al regista Bong Joon-Ho. 


Colpo di scena rispetto alla nostre previsioni!
La Palma d'Oro del 72° Festival di Cannes è andata al sudcoreano Parasite.

A bocca asciutta i grandi favoriti: Pain and Glory di Pedro Almodovar (che però si può accontentare del premio come miglior attore vinto dal sempreverde Antonio Banderas), A Hidden Life di Terrence Malick, Sorry We Missed You di Ken Loach e soprattutto C'era Una Volta a Hollywood di Quentin Tarantino.

Qui di seguito trovate l'elenco dei vincitori: cliccate sui link per maggiori approfondimenti.
Per ulteriori commenti, vi rimandiamo invece al prossimo post!






Palma d'Oro: Parasite, regia di Bong Joon-Ho (Corea del Sud)

Grand Prix Speciale della Giuria (premio per l'opera più originale o innovativa): Atlantics, regia di Mati Diop (Francia)

Prix de la mise en scène (premio per la migliore regia): Jean-Pierre e Luc Dardenne per Young Ahmed

Prix du scénario (premio per la migliore sceneggiatura): Céline Sciamma per Portrait of a Lady on Fire

Prix d'interprétation féminine (premio per la migliore attrice): Emily Beecham per Little Joe

Prix d'interprétation masculine (premio per il migliore attore): Antonio Banderas per Pain and Glory

Premio della Giuria (premio assegnato dalla Giuria): Bacurau ex-aequo con Les Misérables




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mercoledì 15 maggio 2019

CANNES 2019. NON SOLO QUENTIN

Dall'alto: il presidente della giuria Alejandro G. Iñárritu; Brad Pitt e Leonardo DiCaprio in una scena di C'era una Volta a Hollywood; Terrence Malick sul set di A Hidden Life


Avete dato un'occhiata al programma completo del 72° Festival di Cannes?

I riflettori sono puntati per lo più su C'era una Volta a... Hollywood, il film con cui Quentin Tarantino punta ad ottenere un doppio risultato: far dimenticare il deludente The Hateful Eight e replicare il successo di Pulp Fiction, ottenuto proprio qui sulla Croisette nell'ormai lontano 1995.

La pellicola - come al solito girata in assoluto riserbo - è stata ammessa in concorso dopo una lungo tira-e-molla e gode di un cast divistico da pelle d'oca: Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Al Pacino, Margot Robbie, il compianto Luke Perry...
C'è da aggiungere altro?

Ma il principale obiettivo del cineasta italo-americano non sarà così semplice da raggiungere.
In concorso troviamo almeno altri due colleghi desiderosi di fare il bis: Ken Loach e Terrence Malick.






Il primo era già uscito vincente dall'edizione di 3 anni or sono con I, Daniel Blake.
Anche questa volta si presenta con un'opera impegnata scritta dall'avvocato progressista Paul Laverty, suo sceneggiatore di fiducia, e ha buone possibilità di affermarsi.

Il secondo è un altro beniamino della kermesse.
La sua aurea di autore di culto si è un po' indebolita negli ultimi anni a causa di pellicole controverse come To The Wonder e Knight of Cups, ma nessuno ha dimenticato l'emozionante The Tree of Life, Palma d'Oro nel 2011.
Con A Hidden Life il regista texano è tornato ad una struttura narrativa più convenzionale: basterà?

La competizione, avviata dal promettente I Morti non Muoiono di quel volpone di Jim Jarmusch (una commedia-horror in odore di George A. Romero e Zombieland), ha tra i suoi protagonisti anche un film italiano.

Il Traditore, diretto da Marco Bellocchio (che avevamo incontrato una notte a Venezia 2011, ricordate?), parla di mafia - in particolare di un noto pentito - e probabilmente farà discutere.

Segnaliamo infine il ritorno del mitico Werner Herzog nella sezione Proiezioni Speciali.
Il cineasta cosmopolita ha scelto di rimanere fuori dalla gara, ma è difficile che il suo film passi inosservato.

Non resta che aspettare il verdetto della giuria presieduta da Alejandro G. Iñárritu.
Chi vincerà?




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lunedì 13 maggio 2019

CANNES 2019. I FILM IN E FUORI CONCORSO

(La locandina del 72° Festival di Cannes). 


Come ogni anno, eccoci finalmente giunti allo speciale dedicato all'ormai imminente Festival di Cannes, che si terrà dal 14 al 25 maggio.

Per maggiori dettagli sulle pellicole in programma vi rimandiamo al consueto post di commento.
Per ora vi basti sapere che C'era una Volta a... Hollywood, attesissima ultima fatica firmata Quentin Tarantino, è stata ammessa alla competizione all'ultimo minuto.

Ma quella del regista di Pulp Fiction e Django Unchained non è sulla carta l'unica opera degna di nota: la giuria guidata dal messicano Alejandro G. Iñárritu avrà con ogni probabilità il suo bel da fare per assegnare l'ambita Palma d'Oro.

Nel frattempo, volete conoscere tutti, ma proprio tutti i film che verranno presentati sulla Croisette?
Date una sbirciata all'elenco sottostante!






CONCORSO
Atlantique, regia di Mati Diop (Francia/Senegal/Belgio)
Bacurau, regia di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles (Brasile)
C'era una Volta a... Hollywood (Once Upon a Time in... Hollywood), regia di Quentin Tarantino (Stati Uniti/Regno Unito)
Dolor y gloria, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)
Frankie, regia di Ira Sachs (Francia/Portogallo/Belgio/Stati Uniti)
Gisaengchung, regia di Bong Joon-ho (Corea del Sud)
La gomera, regia di Corneliu Porumboiu (Romania/Francia/Germania)
A Hidden Life, regia di Terrence Malick (Stati Uniti/Germania)
It Must Be Heaven, regia di Elia Suleiman (Francia/Canada)
Le jeune Ahmed, regia di Jean-Pierre e Luc Dardenne (Belgio)
Little Joe, regia di Jessica Hausner (Austria/Regno Unito/Germania)
Matthias et Maxime, regia di Xavier Dolan (Canada)
Mektoub, My Love: Intermezzo, regia di Abdellatif Kechiche (Francia/Italia)
I Morti non Muoiono (The Dead Don't Die), regia di Jim Jarmusch (Stati Uniti)
Les Misérables, regia di Ladj Ly (Francia)
Nan fang che zhan de ju hui, regia di Diao Yinan (Cina)
Portrait de la jeune fille en feu, regia di Céline Sciamma (Francia)
Roubaix, une lumiére, regia di Arnaud Desplechin (Francia)
Sibyl, regia di Justine Triet (Francia)
Sorry We Missed You, regia di Ken Loach (Regno Unito/Francia/Belgio)
Il Traditore, regia di Marco Bellocchio (Italia/Francia/Brasile/Germania)

Un Certain Regard
Adam, regia di Maryam Touzani (Marocco/Francia/Qatar)
A Brother’s Love, regia di Monia Chokri (Canada)
Bull, regia di Annie Silverstein (Stati Uniti)
Chambre 212, regia di Christophe Honoré (Francia/Belgio/Lussemburgo)
The Climb, regia di Michael Angelo Covino (Stati Uniti)
Dylda, regia di Kantemir Balagov (Russia)
EVGE, regia di Nariman Aliev (Ucraina)
La famosa invasione degli orsi in Sicilia, regia di Lorenzo Mattotti (Francia/Italia)
Jeanne, regia di Bruno Dumont (Francia)
Juo ren mi mi, regia di Midi Z (Taiwan)
Les hirondelles de Kaboul, regia di Zabou Breitman e Eléa Gobbé-Mévellec (Francia)
Liberté, regia di Albert Serra (Francia/Spagna/Portogallo)
Liu yu tian, regia di Zu Feng (Cina)
Odnaždy v Trubčevske, regia di Larisa Sadilova (Russia)
O que arde, regia di Oliver Laxe (Spagna/Francia/Lussemburgo)
Papicha, regia di Mounia Meddour (Francia)
Port Authority, regia di Danielle Lessovitz (Stati Uniti)
A vida invisível, regia di Karim Aïnouz (Brasile)

Fuori concorso
La belle époque, regia di Nicolas Bedos (Francia)
Diego Maradona, regia di Asif Kapadia (Regno Unito)
Hors normes, regia di Olivier Nakache e Éric Toledano (Francia)
Les plus belles années d'une vie, regia di Claude Lelouch (Francia)
Rocketman, regia di Dexter Fletcher (Regno Unito/Stati Uniti)
Too Old to Die Young – serie TV di Nicolas Winding Refn, episodi 1x04-1x05 (Stati Uniti)






Proiezioni di mezzanotte
Akinjeon, regia di Lee Won-tae (Corea del Sud)
Lux Æterna, regia di Gaspar Noé (Francia)

Proiezioni speciali
5B, regia di Dan Krauss (Stati Uniti)
Chicuarotes, regia di Gael García Bernal (Messico)
La cordillera de los sueños, regia di Patricio Guzmán (Cile)
Être vivant et le savoir, regia di Alain Cavalier (Francia)
Family Romance, LLC., regia di Werner Herzog
For Sama, regia di Waad Al-Khateab e Edward Watts (Siria/Regno Unito)
Ice on Fire, regia di Leila Conners (Stati Uniti/Costa Rica/Regno Unito/Francia/Croazia/Germania/Islanda/Norvegia/Svizzera)
Que sea ley, regia di Julio Solanas (Argentina)
Share, regia di Pippa Bianco (Stati Uniti)
Tommaso, regia di Abel Ferrara (Italia)

Cortometraggi in concorso
All Inclusive, regia di Teemu Nikki (Finlandia)
Anna, regia di Dekel Berenson (Ucraina/Israele/Regno Unito)
La distance entre nous et le ciel, regia di Vasilis Kekatos (Grecia/Francia)
Le grand saut, regia di Vanessa Dumont e Nicolas Davenel (Francia)
L'heure de l'ours, regia di Agnès Patron (Francia)
Ingen lyssnar, regia di Elin Övergaard (Svezia)
Monstruo Dios, regia di Agustina San Martín (Argentina)
Parparim, regia di Yona Rozenkier (Israele)
La siesta, regia di Federico Luis Tachella (Argentina)
The Van, regia di Erenik Beqiri (Albania/Francia)
White Echo, regia di Chloë Sevigny (Stati Uniti)

Documentari
Cinecittà - I mestieri del cinema: Bernardo Bertolucci, regia di Mario Sesti (Italia)
Forman vs. Forman, regia di Helena Třeštíková e Jakub Hejna (Repubblica Ceca/Francia)
Making Waves: The Art of Cinematic Sound, regia di Midge Costin (Stati Uniti)
La passione di Anna Magnani, regia di Enrico Cerasuolo (Italia/Francia)
Les silences de Johnny, regia di Pierre-William Glenn (Francia)






Quinzaine des Réalisateurs

Lungometraggi

Alice et le maire, regia di Nicolas Pariser (Francia)
And Then We Danced, regia di Levan Akin (Svezia/Georgia)
Ang hupa, regia di Lav Diaz (Filippine/Cina)
Canción sin nombre, regia di Melina León (Perù/Spagna/Svizzera)
Le daim, regia di Quentin Dupieux (Francia)
Une fille facile, regia di Rebecca Zlotowski (Francia)
Ghost Tropic, regia di Bas Devos (Belgio)
Give Me Liberty, regia di Kirill Michanovskij (Stati Uniti)
Hatsukoi, regia di Takashi Miike (Giappone/Regno Unito)
Huo zhe chang zhe, regia di Johnny Ma (Cina/Francia)
Koirat eivät käytä housuja, regia di Jukka-Pekka Valkeapää (Finlandia/Lettonia)
The Lighthouse, regia di Robert Eggers (Canada/Stati Uniti)
Lillian, regia di Andreas Horwath (Austria)
Oleg, regia di Juris Kursietis (Lettonia/Belgio/Lituania/Francia)
On va tout péter, regia di Lech Kowalski (Francia)
Les particules, regia di Blaise Harrison (Svizzera/Francia)
Parwareshgah, regia di Shahrbanoo Sadat (Danimarca/Afghanistan/Francia/Germania/Lussemburgo)
Perdrix, regia di Erwan Le Duc (Francia)
Por el dinero, regia di Alejo Moguillansky (Argentina)
Sem seu sangue, regia di Alice Furtado (Brasile/Paesi Bassi/Francia)
Tlamess, regia di Ala Eddine Slim (Tunisia/Francia)
Wounds, regia di Babak Anvari (Stati Uniti)
Yves, regia di Benoît Forgeard (Francia)
Zombi Child, regia di Bertrand Bonello (Francia)

Cortometraggi
Deux sœurs qui ne sont pas sœurs, regia di Beatrice Gibson (Regno Unito/Germania/Canada/Francia)
Les extraordinaires mésaventures de la jeune fille de pierre, regia di Gabriel Abrantes (Portogallo/Francia)
Grand Bouquet, regia di Nao Yoshigai (Giappone)
Hãy tỉnh thức và sẵn sàng, regia di An Pham Thien (Corea del Sud/Stati Uniti d'America/Vietnam)
Je te tiens, regia di Sergio Caballero (Spagna)
Movements, regia di Jeong Da-hee (Corea del Sud)
Olla, regia di Ariane Labed (Francia/Regno Unito)
Piece of Meat, regia di Jerrold Chong e Huang Junxiang (Singapore/Malesia)
Plaisir fantôme, regia di Morgan Simon (Francia)
That Which Is to Come Is Just a Promise, regia di Flatform (Italia/Paesi Bassi/Nuova Zelanda)


Settimana Internazionale della Critica

Lungometraggi

Abou Leïla, regia di Amin Sidi-Boumédiène (Algeria/Francia)
Ceniza negra, regia di Sofía Quirós Ubeda (Costa Rica/Argentina/Cile/Francia)
Hvítur, hvítur dagur, regia di Hlynur Pálmason (Islanda/Danimarca)
J’ai perdu mon corps, regia di Jérémy Clapin (Francia)
Nuestras madres, regia di César Díaz (Belgio/Francia/Guatemala)
The Unknown Saint, regia di Alaa Eddine Aljem (Marocco/Francia/Qatar/Germania/Libano)
Vivarium, regia di Lorcan Finnegan (Stati Uniti)

Cortometraggi
Dia de festa, regia di Sofia Bost (Portogallo)
Fakh, regia di Nada Riyadh (Egitto/Germania)
Ikki illa meint, regia di Andrias Høgenni (Danimarca)
Journey Through a Body, regia di Camille Degeye (Francia)
Kolektyviniai sodai, regia di Vytautas Katkus (Lituania)
Lucía en el limbo, regia di Valentina Maurel (Belgio/Francia/Costa Rica)
The Manila Lover, regia di Johanna Pyykkö (Norvegia/Filippine)
Mardi de 8 à 18, regia di Cecilia de Arce (Francia)
She Runs, regia di Qiu Yang (Cina/Francia)
Ultimul drum spre mare, regia di Adi Voicu (Romania)


Proiezioni speciali

Lungometraggi

Chun jiang shui nuan, regia di Gu Xiaogang (Cina)
Les héros ne meurent jamais, regia di Aude Léa Rapin (Francia/Belgio/Bosnia ed Erzegovina)
Litigante, regia di Franco Lolli (Colombia/Francia)
Tu mérites un amour, regia di Hafsia Herzi (Francia)

Cortometraggi
Demonic, regia di Pia Borg (Australia)
Invisível Herói, regia di Cristèle Alves Meira (Portogallo/Francia)
Naptha, regia di Moin Hussain (Regno Unito)
Please Speak Continuously and Describe Your Experiences as They Come to You, regia di Brandon Cronenberg (Canada)
Tenzo, regia di Katsuya Tomita (Giappone)




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martedì 16 maggio 2017

CANNES 2017. I FILM IN E FUORI CONCORSO

La protagonista di Cannes 2017, Nicole Kidman, dall'alto: in L'Inganno (al centro) di Sofia Coppola, con Kirsten Dunst (seconda da sinistra), Colin Farrell ed Elle Fanning (accanto all'attore); in una scena di The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos di nuovo con Colin Farrell; in versione punk (o David Bowie in Labirinth o Ivana Spagna anni Ottanta) in Hot to talk to Girls at Parties; nella miniserie Tv diretta da Jane Campion Top of the Lake: China Girl.  


Anniversario "tondo" per il Festival di Cannes, quest'anno: l'edizione numero 70 avrà luogo sulla Croisette dal 17 al 28 Maggio.

La kermesse francese riesce sempre ad attirare la nostra attenzione, grazie ad un (solitamente) buon dosaggio tra glamour e impegno e alla presenza di tanti divi e registi talentuosi.

Ora, non sempre le pellicole presentate si sono dimostrate all'altezza delle nostre aspettative; però in passato ci siamo occupati di alcune di queste.

Dall'edizione del 2012 venivano Moonrise Kingdom di Wes Anderson, Mud di Jeff Nichols, Re della Terra Selvaggia di Benh Zeitlin, No-I Giorni dell'Arcobaleno di Pablo Larraín e i brutti On The Road di Walter Salles e Holy Motors di Leos Carax.

Del 2013 erano La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino e All Is Lost di J.C. Chandor.

Del 2014 avevamo considerato The Disappearance of Eleanor Rigby di Ned Benson e Whiplash di Damien Chazelle, mentre del 2015 gli italiani Mia Madre di Nanni Moretti e il deludente Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone, insieme al cartone animato della Pixar Inside Out e a Mad Max: Fury Road di George Miller.

Nessuna opera uscita da Cannes 2016 è stata da noi recensita finora - ma già l'anno scorso ci eravamo lamentati per un' edizione sottotono.

E quella di quest'anno come sarà?

Un primo commento arriverà con il prossimo post, ma possiamo subito individuare una protagonista: Nicole Kidman.

L'avevamo lasciata qualche mese fa candidata a Golden Globe e Oscar per la sua commovente interpretazione in Lion di Garth Davis.

Qui sulla Croisette è ultrapresente con ben 3 film - due, quello di Sofia Coppola e quello di Lanthimos, molto attesi - e una serie Tv (diretta nientemeno che da Jane Campion).

Aria di rilancio in grande stile per la talentuosa diva australiana - e ne saremmo lieti.

Di seguito riportiamo l'elenco completo dei film in competizione e di quelli che, secondo noi, sono più interessanti.
A presto per il post di commento!






CONCORSO

120 battements par minute, regia di Robin Campillo (Francia)
In the fade (Aus dem Nichts), regia di Fatih Akın (Germania), con Diane Kruger
The Meyerowitz Stories, regia di Noah Baumbach (Stati Uniti d'America), con Adam Sandler, Emma Thompson, Ben Stiller, Dustin Hoffman
L'inganno (The Beguiled), regia di Sofia Coppola (Stati Uniti d'America), con Nicole Kidman, Colin Farrell, Elle Fanning, Kirsten Dunst
Rodin, regia di Jacques Doillon (Francia), con Vincent Lindon
Happy End, regia di Michael Haneke (Austria), con Isabelle Huppert, Jean-Louis Trintignant, Mathieu Kassovitz
Wonderstruck, regia di Todd Haynes (Stati Uniti d'America), con Julianne Moore, Michelle Williams
Le Redoutable, regia di Michel Hazanavicius (Francia), con Louis Garrel, Bérénice Bejo
Okja, regia di Bong Joon-ho (Corea del Sud), con Tilda Swinton, Jake Gyllenhaal, Paul Dano, Giancarlo Esposito
Hikari, regia di Naomi Kawase (Giappone)
The Killing of a Sacred Deer, regia di Yorgos Lanthimos (Grecia), con Colin Farrell, Nicole Kidman, Alicia Silverstone
A Gentle Creature, regia di Sergei Loznitsa (Ucraina)
Jupiter's Moon, regia di Kornél Mundruczó (Ungheria)
L'amant double, regia di François Ozon (Francia), con Jacqueline Bisset
You Were Never Really Here, regia di Lynne Ramsay (Regno Unito), con Joaquin Phoenix
Good Time, regia di Joshua Safdie e Ben Safdie (Stati Uniti d'America), con Robert Pattinson, Jennifer Jason Leigh, Barkhad Abdi
The Day After (Geu-Hu), regia di Hong Sang-soo (Corea del Sud)
Loveless (Nelyubov), regia di Andreï Zvyagintsev (Russia)
The Square, regia di Ruben Östlund (Svezia, Danimarca, Francia, Stati Uniti d'America), con Dominic West






Un Certain Regard
Barbara, regia di Mathieu Amalric (Francia)
L'Atelier, regia di Laurent Cantet (Francia)
Fortunata, regia di Sergio Castellitto (Italia)
Las hijas de Abril, regia di Michel Franco (Messico)
Wind River, regia di Taylor Sheridan (Stati Uniti d'America, Canada, Regno Unito), con Jeremy Renner, Elizabeth Olsen
Dopo la guerra (Après la guerre), regia di Annarita Zambrano (Francia), con Barbora Bobulova, Giuseppe Battiston

Fuori concorso
Les fantômes d'Ismaël, regia di Arnaud Desplechin (Francia), con Mathieu Amalric, Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg - [FILM D'APERTURA]
Blade of the Immortal (Mugen Non Junin), regia di Takashi Miike (Giappone, Regno Unito)
How to Talk to Girls at Parties, regia di John Cameron Mitchell (Regno Unito, Stati Uniti d'America), con Elle Fanning, Nicole Kidman
Visages, villages, regia di Agnès Varda e JR (Francia)
D'après une histoire vraie, regia di Roman Polanski (Francia, Belgio), con Eva Green, Emmanuelle Seigner

Proiezioni di mezzanotte
Sans pitié (Bulhandang), regia di Byun Sung-Hyun (Corea del Sud)

Proiezioni speciali
An Inconvenient Sequel, regia di Bonni Cohen e Jon Shenk (Stati Uniti d'America), con Al Gore [Documentario]
Promised Land, regia di Eugene Jarecki (Stati Uniti d'America) [Documentario]
Napalm, regia di Claude Lanzmann (Francia) [Documentario]
Sea Sorrow, regia di Vanessa Redgrave (Regno Unito), con Ralph Fiennes, Emma Thompson [Documentario]






Virtual Reality Film
Carne y Arena, regia di Alejandro González Iñárritu e fotografia di Emmanuel Lubezki (Stati Uniti d'America)

Eventi del 70º anniversario
Top of the Lake: China Girl, regia di Jane Campion e Ariel Kleiman (Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti d'America), serie Tv con Nicole Kidman
24 Frames, regia di Abbas Kiarostami (Iran)
Twin Peaks (2 episodi), regia di David Lynch (Stati Uniti d'America), serie Tv con Kyle MacLachlan, Laura Dern, Monica Bellucci, Jennifer Jason Leigh, Sheryl Lee, Amanda Seyfried, Naomi Watts, Ashley Judd, Robert Forster, Tom Sizemore
Come Swim, regia di Kristen Stewart (Stati Uniti d'America) [Cortometraggio]

Quinzaine des Réalisateurs
A Ciambra, regia di Jonas Carpignano (Italia, Francia, Germania)
Bushwick, regia di Cary Murnion e Jonathan Milott (Stati Uniti d'America) con Dave Bautista
Patti Cake$, regia di Geremy Jasper (Stati Uniti d'America)
L'amant d'un jour, regia di Philippe Garrel (Francia)
Cuori puri, regia di Roberto De Paolis (Italia), con Barbora Bobulova
The Florida Project, regia di Sean Baker (Stati Uniti d'America) con Willem Dafoe
I Am Not a Witch, regia di Rungano Nyoni (Regno Unito, Francia)
Jeannette: The Childhood of Joan of Arc, regia di Bruno Dumont (Francia)
L'intrusa, regia di Leonardo Di Costanzo (Italia)
Nothingwood, regia di Sonia Kronlund (Francia, Germania) [Documentario]
West of the Jordan River (Field Diary Revisited), regia di Amos Gitai (Israele)

Settimana Internazionale della Critica
Sicilian Ghost Story, regia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (Italia)
Brigsby Bear, regia di Dave McCary (Stati Uniti d'America), con Claire Danes, Mark Hamill, Greg Kinnear





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martedì 7 marzo 2017

OSCAR 2017. LA LA LAND, IL SAPORE AGRODOLCE DEI SOGNI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2016
128'
Regia: Damien Chazelle
Interpreti: Emma Stone, Ryan Gosling, J.K. Simmons, John Legend, Rosemarie DeWitt, Finn Wittrock.


Lei (Emma Stone).
Una ragazza di provincia che sogna di fare l'attrice.
I provini non le vanno bene (ha talento, ma forse non è abbastanza carina), così si mantiene lavorando in un bar.

Lui (Ryan Gosling).
Un malinconico, scontroso, intransigente pianista jazz.
Suonicchia in giro (anche in una cover band!), ma vorrebbe aprire un locale tutto suo dove potersi esibire nel suo repertorio.

Si incontrano a Los Angeles, cominciano a conoscersi, si innamorano.

Nella "città delle stelle" molti sogni si infrangono, solo pochi si realizzano: sarà possibile per loro conciliare i sentimenti con la carriera?






Maxi ingorgo in autostrada: le macchine sono ferme e da ognuna di esse esce musica dall'autoradio.
Una ragazza si stufa, apre la portiera, comincia a cantare e a muoversi seguendo il ritmo.

Senza staccare, si segue le sue evoluzioni, poi si segue un'altra persona che ha deciso di fare lo stesso, poi un'altra, poi un'altra ancora, finché tutti gli automobilisti vengono coinvolti nell'euforia e si mettono a cantare e ballare in modo scatenato.

Quando la musica cessa, ritorna la normalità.

Il film è appena cominciato (questa è la scena iniziale) e già capiamo cosa ci dobbiamo attendere da La La Land: una storia in bilico tra il fantastico e il mondo reale, nella quale la musica ha un ruolo centrale.

Un musical "vecchio stile" zeppo di riferimenti al genere - Cantando sotto la pioggia, Un Americano a Parigi, Les Parapluies de Cherbourg, Les Demoiselles de Rochefort, Sweet Charity, Funny Face, Ginger Rogers e Fred Astaire, Grease, West Side Story tra i modelli - ma dalla sensibilità contemporanea.

L'opera di un regista pieno di immaginazione e talento - tutta la scena sembra girata in un unico piano sequenza, ma non lo è: avevamo visto utilizzare la stessa tecnica da Alejandro González Iñárritu in Birdman (toh, vincitore anch'egli per la migliore regia agli Oscar 2015...).

Un film per sognatori e che parla di sognatori, pulito, garbato, senza volgarità, scene truculente, cinismo.
Solo, con un finale non così scontato e che lascia un po' l'amaro in bocca.

E un successo partito dall'inaugurazione della Mostra del Cinema di Venezia 2016 e arrivato fino alla recente Notte delle Stelle.

Le 14 nomination (raggiunto il primato di Eva Contro Eva nel 1951 e Titanic nel 1998) - per film, regia, attore protagonista, attrice protagonista, sceneggiatura originale, colonna sonora e canzone (2 volte), fotografia, montaggio, sonoro, montaggio sonoro, scenografia, costumi - si sono concretizzate in ben 6 statuette.

Sulla beffa del miglior film abbiamo già parlato nel post precedente: ci è molto dispiaciuto per il fatto increscioso, anche perché il film meritava ampiamente il massimo riconoscimento.

Si consolino i produttori: hanno avuto gloria solo per pochi secondi, ma La La Land resterà comunque negli annali.

In primo luogo, per aver permesso a Damien Chazelle di diventare il più giovane a vincere i prestigioso Oscar per la migliore regia - 32 anni, un mese e qualche giorno: battuto il record di Norman Taurog (anche lui trentaduenne, ma con 7 mesi in più), che resisteva dal 1931!

Poi, per aver portato la prima statuetta ad una delle attrici più apprezzate, talentuose e versatili della propria generazione: Emma Stone (si vedano Magic In The Moonlight e il già citato Birdman).

Peccato per Ryan Gosling: appuntamento rinviato per il bravo interprete di Drive e Le Idi di Marzo.

Stone e Gosling in quest'opera hanno fatto faville; ma insieme i due avevano già recitato, prima in Crazy, Stupid Love del 2011 e poi in Gangster Squad del 2013.
Una coppia cinematografica rodata e di sicuro appeal che speriamo di rivedere ancora unita.

Pensare che non erano neanche le prime scelte: in un primo momento i ruoli erano stati offerti a Miles Teller (protagonista della precedente opera di Chazelle, Whiplash) ed Emma Watson (Hermione Granger nei film tratti dai libri su Harry Potter della scrittrice J.K. Rowlings), che adesso si staranno mangiando le mani.

In piccole parti compaiono anche la brava Rosemarie DeWitt (nipote del campione di pugilato J.J. Braddock e Rachel in Rachel Sta Per Sposarsi di Jonathan Demme, l'autore di Stop Making Sense e Il Silenzio degli Innocenti) e due Premi Oscar - J.K. Simmons (miglior attore non protagonista nel 2015) e John Legend (autore della migliore canzone, nello stesso anno).

La La Land può anche consolarsi con il record di Golden Globe vinti, ben 7 (su 7 nomination!): i premi assegnati dalla stampa estera si confermano più aderenti ai gusti del pubblico rispetto agli ormai troppo politicizzati Academy Award.

E poi con gli innumerevoli riconoscimenti ottenuti e gli ottimi riscontri di critica e - cosa meno scontata - di pubblico (persino in Italia, dove pure il genere non è popolarissimo): l'incasso è stato di quasi 400 milioni di dollari in giro per il mondo a fronte di un budget di circa 30 milioni.

Che ironia, ciò che è accaduto alla pellicola non è molto dissimile dallo svolgimento della sua storia: curiosità all'inizio (un musical che apre la Mostra i Venezia?/gente che canta e balla in uno svincolo autostradale?), attrazione (del pubblico/dei protagonisti), amore, successo, un finale agrodolce.

Eh sì, la vita ti riporta sempre con i piedi per terra.
Ma quanto è bello trovarsi, ogni tanto, con la testa tra le nuvole e a ballare tra le stelle (come succede ai protagonisti in una delle scene più suggestive)...




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