CINEMA A BOMBA!

mercoledì 8 aprile 2026

GLI INEDITI: RUNNING TIME, BRUCE IN LOTTA CONTRO IL TEMPO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1997
70'
Regia: Josh Becker
Interpreti: Bruce Campbell, Anita Barone, Jeremy Roberts.


Tutto in una giornata: un pregiudicato (Campbell) esce finalmente di prigione, ma viene coinvolto subito dal suo ex socio in una rapina a mano armata.

Le cose sembrano andare a rotoli, ma il nostro - che vorrebbe cambiare vita - riallaccia casualmente i rapporti con una sua vecchia fiamma...


Un giorno, a Josh Becker - B-director tra i più sottovalutati del suo campo e membro del Clan Raimi (comunità cinematografica che ruota intorno al regista di successo Sam Raimi, quello di Spider-Man e Doctor Strange 2) - capitò di guardare Nodo alla Gola di Alfred Hitchcock.

Il classico del maestro inglese è strutturato per sembrare girato in unico piano sequenza (in realtà gli stacchi sono abilmente cammuffati) e si svolge tutto in una sola stanza.
Al filmmaker americano venne un'idea geniale: perché non provare a fare la stessa cosa... ma in movimento?!?

Ecco allora questo esempio di virtuosismo tecnico, purtroppo rimasto inedito in Italia, che anticipa di quasi due decenni il ben più fortunato Birdman di Alejandro G. Iñárritu, che sfrutta lo stesso principio.

Girato in bianco e nero e in tempo reale (i minuti sullo schermo scorrono alla stessa velocità del film), il lungometraggio - si fa per dire: dura poco più di un'ora - non è originalissimo in quanto a trama, ma ha qualche buona ragione per essere apprezzato.

Omaggiando esplicitamente C'era una Volta in America di Leone (la parte inziale) e Le Iene di Tarantino (tutto il resto), la pellicola regge almeno per 2/3 (il finale è un po' moscio, a dirla tutta) e si avvale di uno dei migliori Bruce Campbell mai visti sul grande schermo.

In uno dei suoi rari ruoli drammatici, il cult actor di Evil Dead offre quella che probabilmente è la più valida performance della propria carriera finora, insieme a (o subito dopo) quella di Bubba Ho-Tep.

Running Time è una piccola chicca per gli appassionati di cinema indipendente e per i fan di Bruce.
Da scoprire.


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martedì 20 giugno 2023

GLI INEDITI: GUNS OF EL CHUPACABRA, MOSTRO NINJA ALLA RISCOSSA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1997
90'
Regia: Don Jackson
Interpreti: Kevin Eastman, Julie Strain, Scott Shaw, Joe Estevez, Robert D'Zar, Conrad Brooks.


Nello spazio, King Allmedia (Eastman) e la sua consorte Queen B (Strain) incaricano lo sceriffo interstellare Jack B. Quick (Shaw) di andare sulla Terra per liberarla dalla minaccia del leggendario Chupacabra.

Giunto nel nostro pianeta a bordo di un'auto vintage, il nostro Uomo della Legge farà incetta di armi da fuoco prima di affrontare la pericolosa creatura, che ha un debole per le belle ragazze...


Ricordate Ed Wood (nome completo: Edward D. Wood Jr.)?
Anni fa il regista di Batman e Alice in Wonderland, Tim Burton, gli dedicò un biopic: era un cineasta di serie Z passato alla storia per aver firmato Plan 9 From Outer Space, considerato il film più brutto di tutti i tempi.

Ebbene, uno degli attori preferiti di questo re del trash cinematografico era tale Conrad Brooks, che compare anche in questa pellicola.

Una coincidenza? Pensiamo di no: questo lungometraggio - prodotto da una banda di dilettanti allo sbaraglio specializzata in film brutti - sembra essere un omaggio proprio a Wood, ma aggiornato ai topoi degli anni 90 e con un'abbondante dose di autoironia.

Al di là delle apprezzabili intenzioni parodistiche, un'ora e mezza è una durata atroce per questo impavido miscuglio di horror, fantascienza, western, poliziesco e kung-fu: come sketch di 10-15 minuti avrebbe funzionato meglio.

Per lo spettatore la cosa più interessante da fare è probabilmente spulciare nel cast: oltre a Brooks fanno capolino Estevez, fratello di Martin Sheen (quello di Apolaypse Now e Spawn), e D'Zar (Maniac Cop, poliziesco-horror con Bruce Campbell che un giorno forse vi recensiremo).

Ma soprattutto c'è la coppia Eastman & Strain: il primo - quasi irriconoscibile - è il co-creatore delle Tartarughe Ninja, qui nel periodo della sua (breve) infatuazione con la recitazione; la seconda - scomparsa qualche anno fa per colpa di un brutto incidente - era una modella di Penthouse e la di lui moglie anche nella vita.

Tra mostri di cartapesta, donne nude, scenografie improbabili, dialoghi assurdi e coreografie parossistiche, Guns of El Chupacabra ha molta - forse troppa - carne al fuoco per gli amanti del genere.
Consigliabile ai fan di Ed Wood e... a pochi altri.


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mercoledì 18 maggio 2022

DOCTOR STRANGE NEL MULTIVERSO DELLA FOLLIA, TURISTI PER DARKHOLD

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
126'
Regia: Sam Raimi
Con: Benedict Cumberbatch, Elizabeth Olsen, Chiwetel Ejiofor, Rachel McAdams, Xochitl Gomez, Benedict Wong, Patrick Stewart, John Krasinski, Hayley Atwell, Charlize Theron, Bruce Campbell.


Qualche tempo dopo gli eventi narrati in Spider-Man: No Way Home.

Lo stregone Doctor Strange (Cumberbatch) è al matrimonio dell'ancora amata ex fidanzata Christine (McAdams) quando gli tocca salvare l'adolescente America (Gomez) da un mostro che la insegue.

I due sembrano sbucati dal nulla; in realtà la ragazzina ha un potere unico: la capacità di viaggiare nel Multiverso, un insieme di innumerevoli universi alternativi al nostro.

Strange chiede allora aiuto a Scarlet Witch (Olsen), che nel frattempo ha acquisito il Darkhold, libro magico che le permette di controllare il Multiverso...


Fantastico? Avventuroso? D'azione?
28° lungometraggio del Marvel Cinematic Universe, questo film è il primo a poter essere catalogato sotto il genere horror.

Cupo, a tratti spaventoso, insolitamente violento (per gli standard MCU), necessitava di un regista capace di apportare il necessario cambiamento di tono senza tuttavia calcare troppo la mano.
E chi meglio di Sam Raimi?

Cineasta di culto che disertava il grande schermo da Il Grande e Potente Oz, Raimi aveva già bazzicato il mondo Marvel all'inizio del secolo, grazie alla storica trilogia di Spider-Man con protagonista Tobey Maguire.

Stavolta però il riferimento stilistico è un'altra sua trilogia, quella che lo aveva lanciato oltre 40 anni or sono come enfant prodige del cinema indipendente: Evil Dead, ossia La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre.

In un tripudio di rimandi e autocitazioni audio-visive, Sam sembra essersi divertito un mondo, complice l'ampia libertà concessagli dagli studios e la possibilità di avvalersi di alcuni collaboratori storici.

Tra questi non poteva mancare il suo attore-feticcio: il mitico Bruce Campbell, le cui due rapidi comparsate sono tra le cose più spassose della pellicola.

Ma quello di "Bruce Almightly" non è l'unico cammeo degno di nota.
Senza spoilerare nulla, riveliamo solo che nel corso della proiezione cui abbiamo assistito il pubblico è andato in visibilio per l'entrata in scena a sorpresa di alcuni personaggi - e attori - molto amati dai fan.

Che siano state solo apparizioni estemporanee o anticipazioni di nuove storie in cantiere (quella nella sequenza mid-credits appartiene sicuramente alla seconda categoria) lo scopriremo solo vivendo.

Per ora basta godersi le buone interpretazioni del cast, specie quelle dei due protagonisti: se da un lato Cumberbatch - da noi incontrato a Venezia 2011, ricordate? - è una gradita conferma, dall'altro la bellissima Olsen non è mai stata così brava.

Anche se i nostri personaggi preferiti sono stati il mantello magico di Strange (a quando uno spin-off dedicato?!?) e - ça va sans dire - il venditore ambulante di polpette di pizza impersonato da Campbell.

Nel Multiverso della Follia non è solo il miglior Raimi degli ultimi 20 anni, è anche un seguito superiore all'originale e uno dei più brillanti capitoli del MCU recente.

Alla faccia di chi pensava che dopo Avengers: Endgame la qualità Disney-Marvel sarebbe drasticamente calata.


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sabato 31 ottobre 2020

I CLASSICI: BUBBA HO-TEP, NON SI SCHERZA COL RE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2002
92'
Regia: Don Coscarelli
Interpreti: Bruce Campbell, Ossie Davis, Ella Joyce, Reggie Bannister, Larry Pennell, Bob Ivy.


Elvis Presley (Campbell) è vivo: sta passando la vecchiaia in un ospizio di provincia facendosi chiamare Sebastian Haff, che in realtà è il nome del sosia che molti anni prima lo aveva sostituito, morendo al suo posto.

La sua rassegnata e deprimente esistenza viene scossa dall'arrivo di Bubba Ho-Tep (Ivy), malvagia mummia-cowboy intenzionata a nutrirsi delle anime degli anziani ospiti della struttura.

Il Re si assicura l'aiuto dell'ex presidente John F. Kennedy (Davis) - anch'egli vivo e vegeto, ma diventato afroamericano - e si appresta ad affrontare l'antica minaccia...



2013: Halloween.
2014: Nightmare.
2015: Venerdì 13 - Jason X.
2016: Plan 9 From Outer Space.
2017: Lo Squalo.
2018: Auguri per la tua Morte.
2019: Dal Tramonto all'Alba.

Come ogni 12 mesi negli ultimi 7 anni, oggi vi presentiamo una pellicola da vedere - preferibilmente in compagnia - durante la veglia di Ognissanti.

Quest'anno la nostra scelta è ricaduta su un cult movie a bassissimo budget, la cui trama da sola dovrebbe essere sufficiente a destare l'interesse di tutti gli appassionati del genere horror, anzi "horror-comico" (che, per inciso, è la sottocategoria che noi preferiamo).

Adattamento di un racconto del romanziere pulp Joe Lansdale, Bubba Ho-Tep è la prima - e finora unica - collaborazione tra Coscarelli, regista del fanta-classico Phantasm, e Campbell, indimenticato protagonista di Evil Dead (la notissima trilogia composta da La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre).



Proprio la presenza di quest'ultimo, popolarissimo e amatissimo B-movie actor, è stata determinante per il successo del film in ambito underground, in termini tanto di critica quanto di pubblico.

Reduce da una sequenza di pellicole di livello veramente basso, il nostro ha inziato proprio da qui una seconda vita artistica: negli anni successivi ha recitato nei tre Spider-Man della Sony, è comparso ne Il Grande e Potente Oz ed è tornato a impersonare il personaggio che l'ha reso celebre nella serie tv Ash vs. Evil Dead (tutti con la regia dell'amico Sam Raimi).

La sua interpretazione in BHT è probabilmente la più intensa e misurata della sua lunga carriera; non c'è da stupirsi che l'abbia portato a vincere il prestigioso Independent Spirit Award (una specie di premio Oscar del cinema indie).


Per quanto concerne i contributi tecnici, oltre ad una bella colonna sonora e ad una solida regia, sono apprezzabili trucchi e costumi.
Tra questi ultimi in particolare quello del mostro, opera degli artigiani della premiata ditta KNB (gli stessi di Dal Tramonto all'Alba e dei film di zombi di George A. Romero, per dire).

Ai cinefili più curiosi segnaliamo invece un paio di riferimenti "colti" ad altre storiche pellicole di genere: i geroglifici nei bagni dell'ospizio sono un chiaro omaggio a L'Inquilino del Terzo Piano di Roman Polanski (l'horror preferito da Bruce, non a caso); la scena finale col cielo stellato è simile a quella che chiude Carrie di Brian De Palma.

Bubba Ho-Tep è una commedia orrorifica con l'accento sul sostantivo: diverte molto, spaventa poco e nel terzo atto diventa quasi epica.
Raccomandata per una serata come questa.

A proposito, BUON HALLOWEEN da tutta la Redazione di CINEMA A BOMBA!


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lunedì 19 ottobre 2020

I CORTI: THIS MESS, L'HORROR-PUNK DEI FIVE NORTH

(Clicca sulla locandina per vedere il cortometraggio). 

USA, 2020
9'
Regia: Jeremy Danger
Con: Tyler Posey, Kyle Murphy, Scott Ectel, Jesse Posey.


Quattro amici stanno girovagando per il deserto con una decapottabile.
Fermi a un distributore, uno di loro (T. Posey) ha la sensazione che qualcuno li stia osservando.

Di notte l'auto ha un guasto e si pianta davanti a una villetta isolata.
Ne esce un killer mostruoso, incappucciato e con una mannaia, che si appresta ad uccidere i ragazzi uno ad uno...



Alcuni di voi potrebbero riconoscere il giovane Tyler Posey come il licantropo protagonista della serie tv Teen Wolf (ispirata a sua volta a Voglia di Vincere, commedia degli anni 80 con Michael J. Fox) o per il suo breve ruolo in Yoga Hosers.

Pochi invece sanno che questo giovanotto, idolo delle ragazzine, è anche il cantante e chitarrista del neonato trio pop-punk Five North.

Insieme all'amico d'infanzia Kyle Murphy (basso) e all'australiano Scott Ectel (batteria) ha rilasciato quest'anno il dischetto d'esordio della band, co-scritto e registrato dal potente produttore John Feldmann (sì, proprio il leader dei Goldfinger apparso nel documentario Behind the Mask).

Per accompagnare il singolo di lancio This Mess il "cantattore" californiano ha avuto un'idea: perché - anziché realizzare il solito, scontato videoclip - non girare un vero e proprio cortometraggio che triplichi il minutaggio della canzone?



Ecco allora questo divertente slasher in miniatura, la cui componente grandguignolesca è opportunamente bilanciata da una massiccia dose di autoironia e accompagnata da un citazionismo post-modernista che pare creato ad arte per incuriosire i cinefili.

L'inquietante e innominato antagonista sembra una combinazione tra il Michael di Halloween e il Jason di Venerdì 13, ma gli appassionati del genere possono scorgere nella breve pellicola altri sottili riferimenti: da Non Aprite quella Porta a Thanksgiving.

Quando poi nel finale proprio Tyler tenta - con risultati disastrosi - di affrontare il malvagio, è facile che venga alla mente il mitico Bruce Campbell nei panni di Ash, l'iconico protagonista del franchise di culto Evil Dead.

This Mess è un corto simpatico e senza pretese, consigliabile ai fan del cinema dell'orrore e agli amanti di musica punk e dintorni (ascoltate a parte la canzone: è gradevolmente orecchiabile).

Tenete d'occhio Posey e i suoi Five North: potrebbero fare strada.
In un ambito o nell'altro.


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domenica 28 ottobre 2018

I CORTI: ASH VS. EVIL DEAD-EL JEFE, L'ARMATA È TORNATA

(Clicca sulla foto per vedere il trailer). 

USA, 2015
41'
Regia: Sam Raimi
Interpreti: Bruce Campbell, Dana DeLorenzo, Ray Santiago, Jill Mary Jones, Lucy Lawless.


Sono passati circa 30 anni dagli eventi narrati in La Casa (The Evil Dead), La Casa 2 (Evil Dead II) e L'Armata delle Tenebre (Army of Darkness).

Ash Williams (Campbell) lavora ancora nel reparto ferramenta di un supermarket di provincia, vive in una roulotte e passa il tempo a bere, sballarsi e rimorchiare tardone.

Inavvertitamente, libera di nuovo le forze del male per mezzo del solito Necronomicon - il libro dei morti - e si trova ancora una volta a fronteggiare i fantasmi del proprio passato...






23 anni.
Tanti sono trascorsi da L'Armata delle Tenebre - ultimo capitolo cinematografico della saga - per giungere a questo geniale e attesissimo recupero vintage.

In mezzo ci sono state innumerevoli indiscrezioni, anticipazioni e aspettative disattese.
Intanto il culto dei fan accresceva, alimentato da retrospettive, pubblicazioni a fumetti, videogiochi.

Nel 2006 Bruce Campbell interpreta e dirige My Name is Bruce, divertentissima autoparodia che molti considerano come una sorta di Evil Dead 4 (o 5, se nel conteggio consideriamo anche il prototipo artigianale Within The Woods).

Ma la svolta è nel 2011, quando Sam Raimi e suo fratello Ivan confermano - a sorpresa - di essere al lavoro su una nuova sceneggiatura.
Nel 2013 i nostri danno la propria benedizione al remake de La Casa diretto da Fede Alvarez (quello di Ataque de Panico!), con annessa mini-comparsata post-credits del vecchio Bruce, e le voci di un nuovo film in arrivo si moltiplicano.

Fino al 2015: il famigerato 4° lungometraggio, inizialmente intitolato L'Armata delle Tenebre 2, viene trasformato in una serie tv.
Ash vs. Evil Dead esordisce con una puntata pilota - diretta da Sam Raimi in persona - che è ciò che i fan avevano sempre sperato.






L'umorismo la fa da padrone (Bruce Campbell è in gran forma, in questo senso), ma ritorna - senza esagerare - lo spreco di emoglobina che nel corso dei capitoli era finito sempre più in secondo piano.

Peccato però che l'entusiasmo finisca qui: dopo questo episodio - un cortometraggio, di fatto - Sam lascia il resto della serie nelle mani di collaboratori meno equilibrati.
Ma se la prima stagione nel complesso si difende bene, dalla seconda in poi prendono il sopravvento una comicità di cattivo gusto e uno "splattericcio" gratuito che poco hanno a che spartire con lo spirito della trilogia originale.

L'inevitabile crollo di spettatori ha portato la rete televisiva a cancellare la serie dopo la terza stagione, mentre lo stesso Campbell - a mezzo social - ha dichiarato di essere stanco di interpretare l'iconico personaggio e che pertanto non ci sarà alcun prosieguo.

El Jefe (in spagnolo "il capo", affettuoso epiteto che il messicano Pablo rivolge ad Ash) è in definitiva il capitolo conclusivo di una saga tra le più amate della storia del cinema.

L'amaro in bocca resta, ma rivederlo - e rivedere i film che l'hanno preceduto - sarà sempre un bel modo di passare una serata.
Ora e sempre... groovy!




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domenica 20 novembre 2016

MARVEL. SPIDER-MAN, AMMAZZA QUANT'È AMAZING L'UOMO RAGNO

Dall'alto: Spider-Man interpretato rispettivamente da Tobey Maguire, Andrew Garfield, Tom Holland.  


"Da un grande potere derivano grandi responsabilità".


Continuiamo lo Speciale Marvel con uno dei suoi personaggi "solisti" più rappresentativi e celebri: Spider-Man (conosciuto in Italia anche come Uomo Ragno).

Creato nel 1962 da Stan Lee (testi) e Steve Ditko (disegni), gli sono state dedicate numerose testate e albi a fumetti, cartoni animati, videogiochi, giocattoli, film e persino uno spettacolo di Broadway con musiche degli U2.

Travalicando di molto le sue origini fumettistiche, il supereroe è diventato uno dei più riconoscibili fenomeni mediatici degli ultimi 50 anni.
E il suo, successo,come vedremo, è destinato probabilmente a consolidarsi.

La sua storia, ormai, è nota.
Peter Parker è un adolescente studioso, ma sfigato e impacciato. Vive con gli zii Ben e May e ha un'esistenza normale fino a quando non è morso da un ragno radioattivo.
Ciò gli provoca poteri insperati: agilità, forza, capacità di aderire alle pareti e arrampicarvicisi, riflessi particolarmente acuiti.

Il senso di colpa per non aver voluto fermare durante una rapina il malvivente che poi ucciderà suo zio Ben lo spingerà a mettere a servizio degli altri le sue abilità, lavorando però in incognito sotto il costume e la maschera di Spider-Man e muovendosi tra un grattacielo e l'altro utilizzando delle resistentissime reti di ragno che gli escono dai polsi.

Il cinema mostrò subito interesse per il personaggio: già nel 1969 vi fu dedicato un cortometraggio, seguito da film con attori in carne ed ossa - il primo ad opera di alcuni studenti di cinematografia della New York University - tutti dimenticabili, a dire il vero.

Non vennero mai alla luce, invece, progetti che vedevano coinvolti a vario titolo James Cameron (sì, proprio il futuro autore di Terminator, Titanic e Avatar!), Tobe Hooper (Non aprite quella porta, Poltergeist-Demoniache presenze), i registi di B-movies Ruggero Deodato, Joseph Zito, Stephen Herek.

Dopodiché arrivarono finalmente i film di Sam Raimi.
La scelta di tale cineasta risultò subito piuttosto spiazzante: "Ma come - si disse - si affida una mega produzione ambiziosa ad un regista di film horror? Non snaturerà il personaggio?".

Come vedremo, i detrattori più prevenuti si sbagliavano.
Innanzitutto, egli aveva già dimostrato il suo valore con La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre - alla celebre trilogia del terrore avevamo dedicato uno Speciale, come ricorderete - inventivi, avvincenti,scanzonati e divertenti.
Egli poi si era già cimentato con i supereroi, scrivendo e dirigendo il cupo Darkman con Liam Neeson nel 1990.

C'era quindi molta curiosità all'uscita del primo Spider-Man nel 2002.






Spider-Man (2002)


Il trailer di Spider-Man.

La trama narra di come Peter Parker sia diventato Spider-Man e di come si sia trovato a combattere il crimine e il terribile Goblin (uno straordinario Willem Dafoe, già villain memorabile in Vivere e Morire a Los Angeles del Maestro William Friedkin).

Il successo fu subito travolgente.
Effetti speciali di altissimo livello, una storia avvincente e condotta con un ottimo ritmo, divertimento, commozione (c'è un rapido ma significativo omaggio di Raimi alle Torri Gemelle, abbattute solo un anno prima da un attacco terroristico).
E un cast di giovani attori azzeccato.

Tobey Maguire risulta infatti molto efficace nei panni dell'eroe-della-porta-accanto (lo stesso Spidey si definisce "il vostro amichevole Spider-Man di quartiere"), non bello, un po' secchione e sfigato, sconvolto da trasformazioni fisiche e caratteriali (chiaro riferimento all'adolescenza).
Si era già fatto conoscere per Pleasantville del 1998 e Le Regole della Casa del Sidro del 1999, ma è questo il ruolo che ha definito la sua carriera - nel bene e nel male.

Spider-Man è stato un vero e proprio trampolino di lancio, invece, per James Franco: la notorietà acquisita per la parte del ricco amico di Peter Parker Harry Osborn (figlio di quel Norman Osborn che è poi il Goblin) gli ha poi permesso di diventare un prezzemolino da festival cinematografici (in veste di attore e di regista; lo abbiamo incontrato anche noi della redazione di CINEMA A BOMBA! alla Mostra di Venezia del 2011).

Kirsten Dunst era un'ex bambina-prodigio con un curriculum già impressionante (Intervista col Vampiro di Neil Jordan, Jumanji di Joe Johnson, Sesso & Potere di Barry Levinson, Small Soldiers di Joe Dante, Il Giardino delle Vergini Suicide di Sofia Coppola).
Ma la scena in cui la sua Mary-Jane bacia uno Spider-Man a testa in giù è diventata iconica e ha fatto di lei una superstar.

Il rapporto fra i tre personaggi si svilupperà anche nel corso di altri due film.


Spider-Man 2 (2004)


Il trailer di Spider-Man 2.

Spider-Man 2 accentua maggiormente la componente "esistenziale": Peter Parker è già in crisi in quanto non riesce più a conciliare la sua incasinata vita privata con la lotta al crimine; Mary-Jane è stata scaricata da Peter (che pensa così di metterla a sicuro dalle eventuali rappresaglie dei nemici di lui) ed è un po' disorientata; Harry vuole vendicare la morte del padre e quando scopre che il responsabile è il suo miglior amico...

Per molti critici questo è considerato il miglior capitolo della trilogia, per la complessità delle vicende trattate, l'intreccio e gli effetti speciali.
Senza contare il maggior romanticismo.

A noi è piaciuto molto, ma preferiamo il primo, in base al principio secondo il quale più un cattivo è carismatico e temibile, più interessante si fa il film.
Non che il Doctor Octopus di Alfred Molina sia un antagonista dimenticabile, anzi; solo, preferiamo il Goblin.

Il capitolo villain è invece uno dei punti più deboli di Spider-Man 3


Spider-Man 3 (2007)


Il trailer di Spider-Man 3.

Il film è incentrato sul "lato oscuro" di Peter.
Ma è troppo.

Troppi i cattivi - 3: l'Uomo Sabbia (il Thomas Haden Church di Killer Joe), Venom (entità aliena che ad un certo punto si impadronisce del corpo del personaggio interpretato da Topher Grace), Harry Osborn (nel costume di Goblin per onorare la figura paterna).
Troppo ingarbugliata e pasticciata la trama.
Troppi gli effetti speciali - la pellicola quando uscì risultò la più costosa di sempre (attualmente è comunque nella Top 10)!
Troppi colpi di scena.
Troppo lungo (139 minuti) e stancante da seguire.

Nonostante tutto, anche in questo caso gli incassi furono ottimi e ciò lasciava presagire la continuazione della saga.

Che avvenne, sì, ma come reboot: contrasti tra la produzione e Raimi portarono alla rinuncia di quest'ultimo e alle successive defezioni di Maguire e Dunst.


The Amazing Spider-Man (2012)


Il trailer di The Amazing Spider-Man.

I nuovi film diretti entrambi da Marc Webb si concentrano su un Peter Parker impegnato ad indagare sulla misteriosa morte dei propri genitori e su ciò che gravita attorno alla temibile e potente Oscorp.

In The Amazing Spider-Man dovrà scontrarsi con uno scienziato pazzo che si trasforma nel bestiale Lizard (Rhys Ifans), praticamente un uomo lucertola.

Ad interpretare Spidey questa volta tocca all'emergente Andrew Garfield - prima di questo, tra i protagonisti di The Social Network di David Fincher; prossimamente in Hacksaw Ridge di Mel Gibson (presentato con successo alla Mostra di Venezia di quest'anno) e nell'attesissimo Silence di Martin Scorsese.

Niente Mary-Jane stavolta, sostituita dal personaggio di Gwen Stacy, personificato da Emma Stone (che poi brillerà in Magic in the Moonlight di Woody Allen, Birdman di Alejandro González Iñárritu e nel prossimo La La Land di Damien Chazelle, degna apertura di Venezia 2016).

Niente male, però non al livello delle prime due pellicole di Sam Raimi.
Ma a quanto pare, non siamo gli unici a pensarlo: gli spettatori non sono corsi a vederlo, sebbene ci siano molti fan che lo considerano più fedele al'originale fumettistico.

Discorso simile per The Amazing Spider-Man 2-Il Potere di Electro.


The Amazing Spider-Man 2-Il Potere di Electro (2014)


Il trailer di The Amazing Spider-Man 2-Il Potere di Electro.

Qui, il nostro scoprirà le macchinazioni della Oscorp e dovrà fronteggiare il potente Electro (Jamie Foxx).

Anche in questo caso, gli effetti speciali e il ritmo ci sono, ma non l'attenzione del pubblico: come nel predecessore, l'assenza di personaggi di alleggerimento come il J.J. Jameson del futuro Premio Oscar J.K. Simmons (per Whiplash) e quelli interpretati da uno spassoso e ironico Bruce Campbell si fa pesantemente sentire.

Quest'ultimo, che ha sempre fatto dell'ironia e dell'autoironia la sua arma vincente (si vedano La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre, nonché My Name is Bruce e Il Grande e Potente Oz) ci manca particolarmente: pur impegnato i ruoli molto marginali - rispettivamente, il presentatore di un incontro di wrestling, l'usciere di un teatro, il maître di un ristorante di lusso - era riuscito a ritagliarsi un suo spazio ed ogni sua apparizione era attesa dai fan (e non solo) con curiosità e impazienza.

Meno male che continua invece la tradizione delle comparsate di Stan Lee, sebbene non bastino.

Accantonati eventuali seguiti dei film di Webb, il presente e il futuro prossimo di Spider-Man si chiamano invece Tom Holland.

Il nuovo Uomo Ragno abbiamo l'idea che sarà più ragazzino, logorroico, casinista e meno tormentato dei predecessori.
O almeno, così ci è parso nella breve ma promettente apparizione in Captain America: Civil War, dove si ritaglia subito un ruolo da star.

Per vederlo in opera in un film "solista" non dovremo attendere molto: l'uscita di Spider-Man: Homecoming è prevista nel 2017.
Avversario designato nientemeno che l'ex Batman per eccellenza: Michael Keaton!

Negli anni Novanta gli 883 cantavano Hanno ucciso l'Uomo Ragno.
A noi sembra che il personaggio goda di ottima salute: bah, si tratterà del solito fake...




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venerdì 10 aprile 2015

MICHAEL KEATON. BIRDMAN, KEATON E IÑÁRRITU VOLANO ALTO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2014
119'
Regia: Alejandro González Iñárritu
Interpreti: Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone, Naomi Watts, Zach Galifianakis, Andrea Riseborough, Amy Ryan, Martin Scorsese.


Tu sei Riggan Thompson: pensi che sia facile reinventarsi una carriera? Da più di vent'anni sei per tutti Birdman, il protagonista di una saga campione d'incassi.
Che cosa ti spinge a cimentarti in una trasposizione teatrale del racconto di Raymond Carver What We Talk About (When We Talk About Love) ["Di che cosa parliamo (quando parliamo d'amore)"], se non riesci a scrollarti di dosso la tentazione di tornare al successo di una volta riprendendo il personaggio che ti ha dato la fama?

Perché ti sei ridotto a stare in camerini maleodoranti, ad avere a che fare con attori vanesi pieni di fisime, con una figlia tossicodipendente che non riesce a disintossicarsi, con critici prevenuti che pregustano la tua caduta, con gente che non ti capisce?
Tu sei una star cinematografica, non appartieni al mondo spocchioso del teatro: vuoi rischiare che Broadway ti massacri e ti faccia sprofondare nell'abisso dell'oblio e del fallimento o preferisci rinunciare alle tue ambizioni e tornare a risplendere a Hollywood?

Un ex-attore di film supereroistici che cerca di riproporsi come interprete e autore serio: chi se non Michael Keaton - il Batman per antonomasia - poteva impersonarlo?
E chi poteva altrimenti farlo in modo così magistrale?

Birdman, inizialmente snobbato a Venezia 2014, è diventato il film dell'anno grazie a 4 Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura originale e fotografia), 2 Golden Globe (miglior attore protagonista, sceneggiatura) e innumerevoli altri premi raccolti in giro per il mondo.
È mancata però la statuetta a Keaton: al suo posto è stato scelto Eddie Redmayne per La Teoria del Tutto.

Una svista imperdonabile per l'Academy: Michael è il motore e l'anima della pellicola, il vero motivo del suo successo.
Mai così bravo, il nostro si è calato in un personaggio che - ipse dixit - è il più lontano possibile da se stesso ("il ruolo più impegnativo della mia carriera", ha detto in un'intervista).
Una scommessa vinta: il trionfatore morale di quest'ultima edizione degli Academy Awards è lui, senza alcun dubbio.

Ma se Birdman è diventato, un po' a sorpresa, il film dell'anno, il merito è anche di Alejandro G. Iñárritu, del resto del cast e dei contributi tecnici.

L'autore di 21 Grammi si è preso una bella soddisfazione, portandosi a casa 3 statuette su 4: miglior film (in qualità di co-produttore), miglior regia (è il secondo messicano consecutivo a emergere in questa categoria, dopo Alfonso Cuarón con Gravity) e miglior sceneggiatura.
Alla faccia di quelli che, dopo la traumatica separazione artistica con lo scrittore e amico Guillermo Arriaga, suo collaboratore da Amores Perros a Babel, lo davano per finito (a cominciare dallo stesso Arriaga).

Iñárritu si è assicurato il miglior direttore di fotografia sulla piazza - Emmanuel Lubezki, messicano anch'egli e artigiano caro a Terrence Malick (vedi The Tree of Life e To The Wonder) - e ha girato Birdman come un unico piano sequenza.
Si tratta in realtà di un insieme di scene nelle quali gli stacchi sono abilmente nascosti (ma noi ne abbiamo scoperti almeno un paio visibili): una prova di precisione e perizia artistica che non ha lasciato indifferenti i professionisti del mestiere.

Risultato: un'azione che viene resa fluida da un montaggio che non sembra neppure un montaggio tanto è ben camuffato, e che catapulta lo spettatore in scena assieme ai protagonisti e lo trascina nel ritmo del film, imprevedibile come un'improvvisazione jazzistica (non è un caso che la colonna sonora sia costituita da assoli di batteria degni di Whiplash).

Una tecnica virtuosistica che riporta sicuramente a Nodo alla Gola del maestro inglese Alfred Hitchcock - la prima pellicola di questo tipo - e che ha come predecessore più congruo Running Time, misconosciuto ma interessante B movie del 1997 con Bruce Campbell (chissà, forse un giorno ve lo proporremo nella sezione GLI INEDITI).

Ma l'alta qualità formale non è il solo fiore all'occhiello di Birdman: lo straordinario Michael Keaton è circondato da uno stuolo di comprimari da leccarsi i baffi.
Tra Edward Norton che gioca coi propri tic e manie (ha fama di essere insopportabilmente pedante) e Naomi Watts che si concede una piccante autocitazione (da Mulholland Drive di David Lynch), spiccano Emma Stone e Zach Galifianakis in personaggi lontani anni luce da quelli rispettivamente impersonati in Magic in the Moonlight e Una Notte da Leoni.

E occhio a Martin Scorsese: compare per un attimo tra la folla quando Riggan/Keaton attraversa Times Square in mutande, una delle scene più divertenti e dinamicamente coinvolgenti del film.
Il grande autore italoamericano è inoltre esplicitamente tirato in ballo nei dialoghi, e non è l'unico: nel corso della pellicola si fanno spesso nomi e cognomi di attori e registi davvero esistenti, non senza una dissacrante ironia.

Il mondo dello spettacolo e ciò che gli gravita attorno non ne esce benissimo: attori dissociati da una vita normale megalomani ed egocentrici, critici snob, agenti senza scrupoli, fan superficiali che incatenano i loro idoli in cliché ripetuti all'infinito.
Il tutto all'interno e nei pressi di un teatro di Broadway che esiste davvero: l'onusto di gloria St.James Theater al numero 246 della 44a Ovest, tra la 7th e l'8th Avenue.

D'altra parte, in questo contesto di verosimiglianza, Iñárritu ha innestato inaspettati elementi fantastici: da buon latino-americano, il cineasta messicano ha realizzato una storia che ha molto di quel realismo magico che caratterizza le migliori opere di Gabriel García Márquez, Jorge Luis Borges, Luis Sepúlveda, ma anche di William Faulkner e dei nostri Dino Buzzati, Italo Calvino, Gianni Rodari.

In definitiva, ci troviamo di fronte a un'opera che parla a nuora perché suocera intenda: la vicenda è ambientata nel mondo del teatro, ma è di cinema che si tratta.
Broadway diventa dunque lo specchio di Hollywood, così come la storia di Riggan Thompson rieccheggia quella del suo interprete.

Ma tu sei Michael Keaton: non hai bisogno di un Oscar.
La tua carriera è appena ricominciata.

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domenica 13 ottobre 2013

I CORTI: ATAQUE DE PANICO!, MONTEVIDEO BRUCIA...BRUCIA ADESSO!

(Clicca sulla locandina per vedere il corto) 

Uruguay, 2009
5'
Regia: Fede Álvarez


Un giorno apparentemente qualunque, un esercito di robotoni e di aerei alieni compaiono dal nulla nei pressi di Montevideo - capitale uruguagia - e subito iniziano a distruggere tutto quello che incontrano, compreso il palazzo presidenziale.
È il panico...

Costato circa 300 dollari e caricato su YouTube nel 2009, questo cortometraggio in pochi giorni è diventato - merito del caro, vecchio passaparola - un fenomeno virale, ripreso anche nel blog del celeberrimo cantante Kanye West.
In effetti è un simpatico divertissement con efficaci effetti speciali e una bella serie di omaggi cinematografici, da Godzilla a Independence Day, da Transformers a La Corazzata Potëmkin (a voi il compito di scovarli tutti!).

Un bel biglietto da visita per il giovane regista Fede Álvarez, all'epoca poco più che trentenne: in seguito all'improvviso e imprevisto successo di questo suo breve lavoro, gli è stato offerto un contratto di 30-40 milioni di dollari per dirigere un film di fantascienza dalla Ghost House Pictures, la casa di produzione di Robert G. Tapert e Sam Raimi (rispettivamente produttore e regista di Evil Dead, ricordate?).

Risultato: il reboot de La Casa uscito pochi mesi fa, diretto proprio da Fede e dallo stesso sceneggiato insieme a Rodo Sayagues e all'ex spogliarellista Diablo Cody (già Premio Oscar per Juno): un remake che ha avuto l'approvazione degli autori dell'originale (compreso Bruce Campbell) e un discreto successo al botteghino.
E nel futuro? Sono previsti un nuovo capitolo di Evil Dead e forse la versione filmica del videogioco Dante's Inferno.

Per finire, avete voglia di emulare Fede Álvarez distruggendo con robotoni giganti un posto che proprio non vi piace (la vostra scuola, il vostro posto di lavoro, la casa della vostra ex, qualche ministero...)?
Guardate cosa abbiamo trovato, grazie ad Angelo: cliccate qui (è il sito di State Farm, un'assicurazione), digitate un nome ed un indirizzo e... scatenate il panico!

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giovedì 8 agosto 2013

EVIL DEAD. L'ARMATA DELLE TENEBRE, DAMMI UN PO' DI ZUCCHERO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1992
89'
Regia: Sam Raimi
Interpreti: Bruce Campbell, Embeth Davidtz, Ian Abercrombie, Marcus Gilbert, Timothy Patrick Quill, Angela Featherstone, Bridget Fonda, Ted Raimi.


Dai boschi del Michigan, dove è sopravvissuto agli attacchi degli spriti maligni, Ash (Campbell) si ritrova catapultato in una sorta di Medioevo fantastico.
Qui conquisterà il cuore della bella Sheila (Davidtz), ma sarà anche costretto a ritrovare l’odiato Necronomicon e a sconfiggere l’esercito dei morti, prima di poter finalmente tornare a casa.

Questo terzo episodio è - a nostro giudizio - il migliore della saga di Evil Dead; di certo è il più divertente e il più conosciuto, almeno in Italia.
Come il precedente, non è tanto un seguito quanto una "variazione sul tema", che si apre con un altro prologo riassuntivo inesatto e contraddittorio, e si chiude con una "coda" irriverente e geniale (esiste anche un finale alternativo più aperto, ma ne parleremo più avanti).

Come tutti i capitoli delle serie, L’Armata delle Tenebre – scritto a quattro mani da Sam Raimi col fratello maggiore Ivan – è una pellicola a sé stante, che si ricollega alle precedenti solo per temi, struttura e protagonista, ma differisce completamente per stile e tono.
Se La Casa celava l’umorismo tra le righe e La Casa 2 appariva come una pellicola di transizione, qui la progressiva e inesorabile trasformazione da horror a commedia demenziale si può dire completa.

Impreziosito da un’accurata ambientazione fantasy e da un uso più massiccio di trucchi ed effetti speciali, il film sposta l’attenzione dalla storia - in verità mai stata, nella saga, di primaria importanza - al suo protagonista.
Ash, con cui il mitico Bruce Campbell offre la più memorabile interpretazione della sua carriera (cui contribuisce il perfetto doppiaggio di Michele Gammino nella versione italiana), è infatti il vero punto di forza della pellicola.

Tracotante e ottuso, ma allo stesso tempo irresistibilmente simpatico, l’eroe presenta una personalità diversa rispetto a quella dei precedenti capitoli.
Il suo ego è cresciuto a dismisura, ma anche la parlantina: si sprecano le battute mitiche con cui il nostro deride e maltratta gli altri personaggi (compresa Sheila!), e che ancora oggi vengono ripetute dai compiaciuti fan di tutto i mondo.

Tra le numerose sequenze memorabili, leggendaria è diventata quella in cui il protagonista si reca nel cimitero e deve recitare la formula Klaatu Verata Nicto (citazione dal fantascientifico degli anni 50 Ultimatum alla Terra) per recuperare il libro, ma non ricorda le parole esatte.

Occhio al finale: come accennato precedentemente, oltre a quello - spassosissimo - ambientato nel supermarket, ne esiste uno alternativo che lascia le porte aperte ad un’ eventuale quarta puntata.
In questo Ash assume più gocce di pozione sonnifera di quante prescritte dal mago e, anziché nella propria epoca, si risveglia in un futuro post-apocalittico.

Ora che sia Bruce che Sam hanno confermato la messa in cantiere dell'attesissimo L'Armata delle Tenebre 2, non resta che favoleggiare su quale sarà il finale da cui vorranno ripartire...
Una sola cosa è certa: sarà spaventosamente divertente.
Hail to the King, baby!

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martedì 6 agosto 2013

EVIL DEAD. LA CASA 2, SEGUITO O REMAKE?

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1987
84'
Regia: Sam Raimi
Interpreti: Bruce Campbell, Denise Blixer, Sarah Berry, Dan Hicks, Kassie Wesley, Ted Raimi, Sam Raimi (non accreditato).


Ash (Campbell), in vacanza con la fidanzata Linda in un cottage isolato in mezzo al bosco, libera per errore le forze del male.
Costretto a uccidere Linda e barricato nella casa, viene raggiunto dalla figlia di un professore: insieme cercheranno di debellare gli spiriti maligni.

I fan dibattono da oltre 5 lustri su come vada interpretata questa pellicola: è la seconda parte de La Casa o piuttosto un suo rifacimento?
Nessuna delle due cose. O meglio: entrambe.
Eh già, perché il buon Raimi, dopo l’inaspettato successo del primo film - in brevissimo tempo assurto al rango di cult assoluto - ha scelto di cambiare le regole del gioco, tornando sui propri passi e infischiandosene della continuità (una cosa simile accadrà anche nel successivo L’Armata delle Tenebre).

Dopo quello che possiamo considerare una sorta di riassunto semplificato e “apocrifo”, la storia riparte raccontando le tribolazioni di Ash dopo lo scioccante cliffangher del capitolo precedente.
A dirla tutta, la vicenda ricalca in sostanza quella della prima pellicola, recuperando e rielaborando intuizioni e sequenze già presenti sia ne La Casa che nel corto Within The Woods.
Ma non senza alcune sostanziali differenze: anzitutto il budget a disposizione del regista è molto più alto; inoltre è evidente un maggiore ricorso alla componente umoristica – mutuata dalla comicità slapstick dei cartoni animati e dei vecchi film dei Three Stooges – a scapito di quella propriamente orrorifica.

Lo splatter-gore del precedente capitolo è trasformato così in un ironico splatter-trash impossibile da prendere sul serio, con tanto di maschere di gomma e mostri palesemente esagerati (la “manifestazione” finale sembra un’enorme mela marcia con le braccia).
Per tacere di una manciata di scenette comiche memorabili: la lotta di Ash con la propria mano, i mobili che ridono, l’occhio che schizza via e finisce in gola a una ragazza.

Ma sarebbe ingiusto riconoscere a La Casa 2 solo un valore umoristico: la sua importanza intrinseca è dettata anche dal fatto che la mitologia della serie viene definita proprio con questo film.
E’ qui che scopriamo le origini del Necronomicon e del suo ritrovamento; è qui che compare e interagisce coi protagonisti, sotto forma di fantasma, il Professor Knowby; è qui soprattutto che Ash sostituisce la propria mano con la motosega, la quale - insieme al fucile a canne mozze - diverrà parte integrante dell’iconografia del personaggio.

E proprio Ash (un Bruce Campbell ormai consacrato cult hero) riflette a sua volta il momento di passaggio rappresentato dalla pellicola all’interno della trilogia: non più ragazzotto spaventato e indifeso come ne La Casa, ma non ancora eroe spavaldo e invincibile come ne L’Armata delle Tenebre.

Per concludere, La Casa 2 – in quanto ibrido tra la prima fase horror e la successiva fase fanta-comica – rischia di risultare insoddisfacente sia per i cultori del cinema di paura sia per gli amanti del demenziale, ma rimane imprescindibile per tutti i fanatici di Evil Dead che si rispettino.

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domenica 4 agosto 2013

EVIL DEAD. LA CASA, UNISCITI A NOI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1981
85'
Regia: Sam Raimi
Interpreti: Bruce Campbell, Ellen Sandweiss, Betsy Baker, Hal Delrich, Sarah York, Ted Raimi (non accreditato).


Alla fine degli anni 70 un gruppo di amici ventenni del Michigan, appassionati di cinema, si divertono a girare filmini amatoriali in super 8.
Uno di questi - Within The Woods - attira l'attenzione di alcuni investitori, al punto che i ragazzi riescono a racimolare 350.000 dollari per ampliare il corto in un lungometraggio vero e proprio.
Nasce così La Casa. Nasce così la saga di Evil Dead.

La storia è semplice ed efficace: 5 giovani - 2 coppie e una ragazza - si recano in un bosco dove si trova uno chalet abbandonato in cui vorrebbero passare un sereno fine settimana.
Qui trovano un volume misterioso: è il temibile "Necronomicon ex-mortis", il libro dei morti.
Inavvertitamente risvegliano le forze del male e sono costretti a passare una notte di puro orrore.
Chi di loro riuscirà a sopravvivere abbastanza a lungo da rivedere l'alba?

Com'è noto, ogni capitolo della trilogia di Evil Dead (o tetralogia, se si considera Within The Woods come una sorta di prequel) è diverso dagli altri.
Si parte dal genere "horror" (La Casa) per arrivare progressivamente al fanta-comico (L'Armata delle Tenebre), con una via di mezzo tra i due estremi (La Casa 2).

Risultato di un lavoro di squadra tra Sam Raimi (regista e sceneggiatore, quello del recente Il Grande e Potente Oz), Robert Tapert (produttore) e Bruce Campbell (attore, co-produttore e factotum sul set, poi anche regista di My Name is Bruce, autoparodia di Evil Dead), il primo film si distingue anche per la ricchezza di invenzioni registiche e l'ingegnosità degli artigianali trucchi splatter, che suppliscono alla grande al budget minimale e al dilettantismo dell'operazione.

Benché esordiente, il giovanissimo e visionario regista dimostra di conoscere benissimo le tecniche del mestiere: grandangoli, inquadrature sghembe, allucinati primi piani e sequenze vertiginose (ottenuti con una shakey-cam, una sorta di steady-cam montata su un supporto mobile), senza dimenticare la capacità di creare un'atmosfera sospesa e carica di tensione, che tiene alta l'attenzione dello spettatore fino all'inaspettato finale.
Geniale l'idea di servirsi di soggettive per dare vita agli spiriti del male, ossia senza mostrarli mai.

Dotato di un sottofondo ironico che stempera la paura, e che diventerà un elemento sempre più preponderante nei capitoli successivi, La Casa servì anche da trampolino di lancio per Bruce Campbell, protagonista perfetto e attore di culto, specializzato in B-movies e idolatrato dai miriadi di fan in tutto il mondo.

Una pellicola fondamentale non solo per gli appassionati del genere, ma soprattutto per i cinefili degni di questo nome.
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giovedì 25 luglio 2013

EVIL DEAD. WITHIN THE WOODS, IL PROTOTIPO


(Clicca sulla locandina per vedere il corto) 

USA, 1978
30'
Regia: Sam Raimi
Interpreti: Bruce Campbell, Ellen Sandweiss, Scott Spiegel, Mary Valenti.


La prima tappa nel nostro speciale dedicato alla serie horror migliore di sempre (ma in termini di genere bisognerebbe parlare di fanta-horror-commedia) è rappresentata dal geniale corto che servì alla banda Raimi - all'epoca non più che ventenni - per finanziare il primo capitolo della trilogia.

Questo prototipo - semplice e simpatico come può esserlo solo un prodotto amatoriale - è interessante per i fan oltranzisti della saga in quanto anticipa temi, situazioni e tecniche delle pellicole successive.

La trama è la stessa che verrà ripresa e reiterata nei lungometraggi: 4 amici in vacanza in una casetta di campagna risvegliano per errore degli spiriti maligni, che si impossessano di uno di loro. La lotta per la sopravvivenza lascerà un unico sopravvissuto.

La differenza principale rispetto ai capitoli successivi è che - per la prima e unica volta - l'eroe è in realtà un'eroina, interpretata da Ellen Sandweiss, attrice che ritornerà poi ne La Casa in un ruolo più defilato.
Ash, il mitico protagonista della serie interpretato da Bruce Campbell, è invece ancora abbozzato: qui si chiama banalmente Bruce e fa la parte del "cattivo".

Se per gli appassionati è sicuramente divertente cercare di individuare le sequenze che saranno recuperate - in alcuni casi riciclate pari pari - in La Casa e pure in La Casa 2, per il cinefilo medio possono essere interessanti i trucchi sanguinolenti e le creative soluzioni registiche, in particolare l'utilizzo virtuoso degli effetti sonori.

Consideratelo come volete: prototipo, prequel, capitolo "zero".
Il giro della giostra più spaventosa/divertente della storia del cinema è già iniziato.

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lunedì 22 luglio 2013

EVIL DEAD. PERCHE' UNO SPECIALE


(Clicca sulla foto per il giudizio di Bruce Campbell sul nostro sito) 


Perché uno speciale su Evil Dead?

Perché è probabilmente la saga horror più riuscita della storia del cinema.

Perché è formata da 3 film (più un prototipo: Within The Woods) uno più appassionante dell'altro: The Evil Dead, Evil Dead 2 e Army of Darkness, usciti in Italia intitolati rispettivamente La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre.

Perché il protagonista Ash - nome completo: Ashley J. Williams - è senza dubbio il personaggio più geniale nella storia del cinema fantastico-orrorifico.

Perché è appena uscito un controverso remake che ha fatto gridare al tradimento tutti i fan, ma è nobilitato un po' da una breve apparizione di Ash dopo i titoli di coda.

Perché Bruce Campbell è l'attore di serie B più popolare e simpatico del mondo, ed è impossibile non idolatrarlo.

Perché...sì, la trilogia di Spider-Man era figa, Il Grande e Potente Oz è bello e quello che volete...ma volete mettere con L'Armata delle Tenebre?!?

Perché lo spassoso My Name is Bruce non è Evil Dead 4, ma quasi.

Perché Sam Raimi e suo fratello maggiore Ivan hanno iniziato a scrivere il soggetto del nuovo attesissimo capitolo, che non sarà Evil Dead 4, ma L'Armata delle Tenebre 2.

Perché il mitico Ted Raimi - fratello minore di Sam & Ivan - compare in qualche modo in tutti i film, anche se i più lo ricordano come l'irresistibile Corilo di Xena-Principessa Guerriera.

Perché il produttore di Xena, Robert G. Tapert (detto Rip), è il marito di Lucy Lawless, ma soprattutto è il produttore di Evil Dead, e per questo lo amiamo.

Perché se i fratelli Coen ci hanno regalato tanti capolavori lo dobbiamo anche a Sam & Bruce, che li hanno lanciati come assistenti al montaggio ne La Casa e aiutati a promuovere i primi film (con Raimi hanno inoltre scritto Crimewave e Mister Hula-Hoop).

Vi bastano come motivazioni?
Comunque sia, l'importante è che continuiate a seguire CINEMA A BOMBA!
Groovy.

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sabato 9 marzo 2013

IL GRANDE E POTENTE OZ, BRUCE C'E' MA (QUASI) NON SI VEDE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2013
130'
Regia: Sam Raimi
Interpreti: James Franco, Mila Kunis, Rachel Weisz, Michelle Williams, Zach Braff, Bill Cobbs, Ted Raimi, Bruce Campbell.


Avviso ai numerosissimi fan di Bruce Campbell (che i lettori di CINEMA A BOMBA! già conoscono per My Name is Bruce): il nostro beniamino compare solo per pochi istanti verso la fine, "nascosto" sotto un trucco pesante - con tanto di baffi e naso finto - che lo rende quasi irriconoscibile.
E' il guardiano del cancello della Città di Smeraldo che viene preso a bastonate dal nanetto scorbutico (piccola curiosità: la mano che brandisce il bastone è in realtà quella dell'amico di sempre Sam Raimi).

Fatta questa doverosa premessa, parliamo del film.
Anzitutto, non si tratta di un remake, ma di un prequel del celebre Il Mago di Oz: Oscar (Franco, da noi incontrato a Venezia nel 2011, ricordate?), prestigiatore da strapazzo in un circo ambulante, finisce casualmente nel mondo magico di Oz dopo una roccambolesca fuga in mongolfiera.
Qui viene scambiato per il potente mago che - secondo una profezia - libererà il popolo dalla tirannia della strega cattiva.

Raimi, autore di trilogie di culto come quelle di Evil Dead (in Italia La Casa) e di Spider-Man, ha realizzato un riuscito film per tutti, condotto a ritmo sostenuto, carico di colori - sgargianti quelli del mondo di Oz, in contrasto col triste bianco/nero del mondo reale - e buoni sentimenti.

Particolarmente felice l'uso del 3D, che per una volta non è un semplice orpello (o una scusa per spillare al botteghino un paio di euro in più), ma permette allo spettatore di immedesimarsi coi protagonisti e aggiunge dinamismo alle scene di azione.
Vedere per credere la discesa delle rapide in mongolfiera quando l'eroe arriva ad Oz.

La cosa che più balza all'occhio ai fan più accaniti della coppia Campbell/Raimi è una certa affinità narrativa col loro capolavoro riconosciuto, lo stracult L'Armata delle Tenebre.
La trama e la sequenza degli eventi sono praticamente le stesse: un furfante egocentrico e sbruffone si trova improvvisamente catapultato dalla realtà in un mondo fantastico dove imperversa una guerra tra la fazione dei buoni e quella dei cattivi, viene incensato dal popolo oppresso che vede in lui il "salvatore" indicato da una profezia, e suo malgrado diventa l'eroe che tutti si aspettavano.

Difficile credere a una semplice sequela di coincidenze: troppi i punti in comune tra le due pellicole.
Più facile pensare che i due sceneggiatori abbiano studiato approfonditamente l'opus raimiano o che lo stesso regista abbia voluto andare sul sicuro adattando lo script - perché pur sempre di un film su commissione si tratta - al proprio stile, strizzando l'occhio agli esigenti e appassionati cultori di Evil Dead.

Comunque sia, Il Grande e Potente Oz è un gran divertimento. Forse non passerà alla storia, ma vale il prezzo del biglietto.
E in più c'è Bruce Campbell. Vi sembra poco?

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domenica 29 gennaio 2012

GLI INEDITI: MY NAME IS BRUCE, ANCORA UN PO' DI ZUCCHERO BABY!

(clicca sulla locandina per vedere il trailer)

USA, 2008
86'
Regia: Bruce Campbell
Interpreti: Bruce Campbell, Ted Raimi, Grace Thorsen, Ellen Sandweiss, Dan Hicks.

Che cosa succederebbe se un bel giorno il grande attore Bruce Campbell venisse rapito da un ragazzino suo fan e portato in una cittadina di campagna affinchè sconfigga un antico demone cinese protettore del formaggio di caglio?

In questo modo inizia - frutto di oltre 2 anni di riprese, montaggi e rimontaggi, anteprime e posticipazioni - il film più atteso degli ultimi anni, almeno per i fan di Bruce Campbell.
Questi, da poco tornato sulla breccia con lo splendido serial Burn Notice, è l'attore di culto per eccellenza, vero e proprio divo dei B-movies e popolarissimo in patria.

Amico e sodale di Sam Raimi, col quale ha realizzato la leggendaria trilogia horror di Evil Dead (in Italia: La Casa, La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre), Bruce con gli anni è rimasto imprigionato nel ruolo di eroe duro e puro in filmetti e filmacci trash a basso costo, riuscendo però a sfruttarli con grande (auto)ironia e coraggio.

Passato anche alla regia, il nostro ha confezionato con un budget irrisorio una vera e propria leccornia per appassionati, accontentando quanti da anni gli chiedevano di riprendere il ruolo di Ash di Evil Dead (non è proprio così, ma il risultato ci si avvicina molto).

Tra scene cult (la canzone di Guan-Di e il film-nel-film Cave Alien 2 sono geniali!) e autocitazioni a scroscio continuo anche nel cast (occhio a Ted Raimi in triplice ruolo), il divertimento è assicurato soprattutto per chi conosce a fondo la vasta filmografia campbelliana. Per tutti gli altri è un filmetto simpatico e senza pretese.
For fans only, ma avercene!

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