CINEMA A BOMBA!

venerdì 10 gennaio 2025

SONIC-IL FILM 3, LI SEGUE COME UN'OMBRA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/Giappone, 2024
110'
Regia: Jeff Fowler
Interpreti: James Marsden, Jim Carrey, Tika Sumpter, Lee Majdoub.
Voci originali: Ben Schwartz, Colleen O'Shaughnessey, Idris Elba, Keanu Reeves.


A seguito degli eventi dei primi 2 film, Sonic (Schwartz) e i suoi amici Knuckles (Elba) e Tails (O'Shaughnessey) devono affrontare una nuova minaccia globale.

Per neutralizzare Shadow (Reeves), potentissimo sosia dello stesso Sonic, toccherà loro chiedere aiuto al più improbabile degli alleati: il redivivo Eggman (Carrey)...


Dopo gli ottimi Sonic e Sonic 2, e la discreta miniserie spin-off incentrata su Knuckles, eccoci finalmente giunti all'ultimo(?) capitolo della trilogia dedicata all'amato riccio blu.

Ancora prodotto da Tim Miller (regista del primo Deadpool), è il terzo adattamento cinematografico di un popolare videogioco sviluppato dalla giapponese SEGA negli anni 90.

La galleria dei protagonisti si infoltisce: dopo l'introduzione della volpe gialla Tails e dell'echidna rosso Knuckles nella scorsa pellicola, stavolta è il turno di Shadow, una sorta di gemello "cattivo" di Sonic che è il vero fulcro della storia (voce originale di Keanu Reeves, che lo doppia come Batman di DC League of Super-Pets).

Una new entry efficacissima, cui si aggiunge un secondo cattivo: il malvagio nonno di Robotnik (Carrey in doppio ruolo).
Il suo personaggio e le sue interazioni col nipote sono l'elemento comico del film (la scena più spassosa è probabilmente quella del balletto coordinato dei due), che per il resto ha un tono più serio dei precedenti.

Nonostante l'attore canadese di Ace Ventura e Scemo e + Scemo gigioneggi senza freni cercando di rubare la scena a tutti (dopo essersi fatto convincere a rimandare l'annunciato ritiro dalle scene), Majdoub riesce a ottenere un ruolo più cospicuo e la coppia Sumpter-Marsden sembra divertirsi di più delle volte scorse (specie l'ex Ciclope degli X-Men).

Tra una cine-citazione e l'altra (da Detective Pikachu a Speed, passando per La Talpa), quello di Sonic è un caso raro di franchise che mantiene alta la qualità anche nei seguiti, un po' come Paddington (o quasi: dobbiamo ancora vedere - e quindi giudicare - Paddington in Perù, anch'essa l'ultima parte di una trilogia).

Sì, possiamo dirlo: Sonic 3 è forse il capitolo migliore della serie.
Aspettando il prossimo...

[PS: occhio alle sequenze mid- e post-credits! Nella prima esordisce un altro personaggio storico (era ora!), nella seconda c'è un piccolo colpo di scena... per la gioia dei fan!]


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lunedì 23 dicembre 2024

I CORTI: DEADPOOL & KIDPOOL HELP SICKKIDS, CI PENSA IL BABBO NATALE DELLA MARVEL

(Clicca sui Deadpool per vedere il cortometraggio). 

USA, 2024
2'
Regia: Ryan Reynolds (non accreditato)
Interpreti: Ryan Reynolds, Inez Reynolds, Lynda Carter.


Deadpool (R.Reynolds) e la piccola Kidpool (I.Reynolds) hanno sostituito - diciamo così - Babbo Natale e devono portare i doni ai bambini malati.
Ma da soli non ce la possono fare, così chiedono aiuto a Lynda Carter, la Wonder Woman dello storico telefilm degli anni 70...


2016 - Deadpool.
2017 - Deadpool: No Good Deed.
2018 - Deadpool 2.
2024 - Deadpool & Wolverine.

Questa è ufficialmente la 5a apprizione in 8 anni del Mercenario più logorroico della Marvel, creato oltre 30 anni fa dal fumettista Rob Liefeld e come sempre interpretato da Ryan Reynolds (in verità l'attore di Detective Pikachu qualche anno prima aveva già vestito i panni di una versione alternativa del personaggio, nel primo film "solista" di Wolverine).

Qui l'antieroe mascherato è affiancato da una versione "mini" di se stesso (interpretata dalla figlia di Ryan, che riprende il ruolo di Deadpool & Wolverine) e dalla mitica Lynda Carter, che avevamo visto le ultime volte in un episodio di Supergirl e nella scena post-credits di Wonder Woman 1984 (un cammeo che lasciava presagire un seguito che non è mai stato fatto e probabilmente non si farà mai).

Ma lo scopo di questo improbabile trio non è solo strapparci qualche sana risata; in realtà il cortometraggio in questione è un promo benefico, ideato per raccogliere fondi destinati a SickKids, associazione che - come il nome suggerisce - si occupa di bambini malati tramite un ospedale fondato a Toronto nel lontano 1875.

Una buona causa che fa onore a chi la sostiene, ma anche un'occasione per vedere il popolarissimo Deadpool in una versione finalmente family friendly (o quasi: le parolacce sono opportunamente "beepate"!).
Il che alimenta l'annoso dibattito sulla necessità o meno di un'eventuale edulcorazione del personaggio, specie a seguito della sua acquisizione da parte della Disney.

Di certo gli spettatori di questo minifilm hanno di che divertirsi, in particolare per i commenti meta del protagonista, che non risparmia frecciate alla concorrenza DC, rea del cattivo trattamento riservato alle star - e ai fan - del defunto Extended Universe (con un riferimento indiretto al già leggendario Cavillrine, ossia la geniale comparsata dell'ex Superman Henry Cavill nel sopraccitato D&W).

Riuscito mix di beneficienza e umorismo non esattamente corretto, Deadpool & Kidpool Help SickKids è un buon antipasto per il pranzo - o la cena - della previgilia.
E per ulteriori corti e lungometraggi natalizi, vi rimandiamo alle recensioni degli scorsi anni (qui sotto): leggetele tutte e scriveteci nei commenti qual è la vostra preferita!

Vigilia 2012: Una Poltrona per Due.
Vigilia 2013: National Lampoon's Christmas Vacation.
Vigilia 2014: Canto di Natale di Topolino.
Vigilia 2015: Star Wars-Holiday Special.
Pre-Vigilia 2016: Iron Man 3.
Vigilia 2017: Festa in Casa Muppet.
Vigilia 2018: Silent Night, Deadly Night III.
Vigilia 2019: Nightmare Before Christmas.
Pre-Vigilia 2020: Rudolph, il Cucciolo dal Naso Rosso.
Vigilia 2020: Polar Express.
Vigilia 2021: A Very Murray Christmas.
Vigilia 2022: Guardiani della Galassia: Holiday Special.
Vigilia 2023: The Christmas Aliens.


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martedì 30 luglio 2024

DEADPOOL & WOLVERINE, COME TI SALVIAMO IL MCU

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2024
128'
Regia: Shawn Levy
Interpreti: Ryan Reynolds, Hugh Jackman, Matthew Macfadyen, Emma Corrin, Morena Baccarin, Dafne Keen, Jennifer Garner, Channing Tatum, Wesley Snipes, Jon Favreau, Chris Evans, Tyler Mane, Henry Cavill.
Voci originali: Blake Lively, Nathan Fillion, Matthew McConaughey.


Deadpool (Reynolds) viene reclutato da Mr. Paradox (Macfadyen) e scopre che il proprio mondo sta per scomparire.
L'unico modo per salvarlo - e con esso tutte le persone che ama - è viaggiare attraverso gli universi paralleli e trovare l'unico Wolverine (Jackman) in grado di aiutarlo.

I due però finiscono nel Vuoto, una specie di limbo post-apocalittico governato dalla crudele Cassandra (Corrin).
Riuscirà questa coppia improbabile a mettere a posto le cose e tornare a casa?


Deadpool
Deadpool: No Good Deed
Deadpool 2

X-Men
X-Men 2
X-Men: Conflitto Finale
X-Men: L'Inizio
X-Men: Giorni di un Futuro Passato
X-Men: Apocalisse
Wolverine: Le Origini
Wolverine: L'Immortale

Logan

Per Ryan Reynolds e Hugh Jackman questa è la quarta e la decima apparizione come Deadpool e Wolverine, rispettivamente.
Il primo interpreta il mercenario chiaccherone già da 8 anni, il secondo addirittura da... 24!

Il versatile attore australiano (ricordiamo che è anche un brillante cantante di musical) si era ufficialmente ritirato nel 2017, ma ha deciso di tornare a vestire i panni dell'X-Man che lo ha reso celebre, proprio nel momento in cui il suo personaggio e quello di Reynolds sono entrati finalmente a far parte del Marvel Cinematic Universe.

Questo significa non soltanto che la Disney ha inserito i due - avendone riscattato i diritti dalla 20th Century Fox - nell'universo "ufficiale" (quello degli Avengers, per capirci), ma anche che con loro può (potrà) risollevare le sorti di un franchise che negli ultimi anni sta dando gravi segnali di debolezza.

Dopo il capolavoro pop di Avengers: Endgame, i Marvel Studios hanno avuto un crollo verticale qualitativo, con poche eccezioni.
L'intreccio incentrato sul Multiverso non ha funzionato a dovere e Kang, che doveva essere il "nuovo" Thanos, è stato fatto fuori a causa di una condanna per violenza domestica che ha travolto l'attore che lo interpretava (ma era comunque un cattivo scialbissimo).

Imbarcare i due amatissimi mutanti era quindi la mossa più ovvia per convincere anche i più scettici.
Il risultato è un paio d'ore di fan service e Easter egg talmente a profusione da essere quasi insostenibile (in senso buono), condito da prevedibili e copiose dosi di emoglobina e turpiloquio.

Un film sconsigliato a bambini e moviegoers occasionali, ma imperdibile per gli adulti appassionati.
Senza spoilerare nulla che non sia già apparso nei trailer ufficiali, possiamo dire che le sorprese e le comparsate sono entusiasmanti (c'è un colpo di scena verso la fine che ha letteralmente sollevato gli spettatori dalle poltoncine del cinema, noi compresi) e, benché non aggiungano molto al futuro del MCU, chiudono degnamente il ciclo delle pellicole Fox.

Tra le new entry segnaliamo almeno il brutto e adorabile Dogpool, amico a quattro zampe come Lucky il Cane della Pizza (dalla miniserie Hawkeye) e Cosmo (vedi gli ultimi Guardiani della Galassia), mentre sui geniali recuperi vintage preferiamo mantenere il riserbo.

Spassoso benché sboccato, epico ancorché dissacrante, questo lungometraggio funge da corrispettivo Marvel di Batman v Superman (ah no, quello era già Civil War) o di Godzilla e Kong, con omaggi anche a Lost e Mad Max: Fury Road.

È il film definitivo di Wolverine (Jackman è insostituibile) e forse anche di Deadpool (bravo Reynolds, anche sceneggiatore e produttore, ad averlo fortemente voluto), comunque il miglior prodotto MCU da Doctor Strange nel Multiverso della Follia.

Se questo è il futuro, i fan - e gli executive - possono dormire tra due guanciali.
Il loro universo preferito è ora nelle mani dei suoi salvatori.


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venerdì 7 luglio 2023

I CLASSICI: DETECTIVE PIKACHU, UNA PELLICOLA COME POCHE (ANZI, COME... POKÈMON)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/Giappone, 2019
104'
Regia: Rob Letterman
Interpreti: Ryan Reynolds, Justice Smith, Kathryn Newton, Bill Nighy, Ken Watanabe, Diplo, Phil Collins.


Il giovane Tim (Smith) si reca nella metropoli conosciuta come Ryme City - un incrocio tra Londra e Tokyo - per indagare sulla sparizione di suo padre Harry, detective della polizia con cui da tempo non ha più rapporti.

Convinto che sia ancora vivo, si mette sulle sue tracce cercando di ricostruire la dinamica dell'incidente dopo il quale il genitore è misteriosamente scomparso.

Ad aiutarlo trova una graziosa aspirante giornalista (Newton) e soprattutto Pikachu (Reynolds), il Pokémon che era con Harry quella fatidica notte e che ora ha perso la memoria e - apparentemente - i poteri...


Mettete insieme una parte di Chi ha Incastrato Roger Rabbit?, un'altra di Cip e Ciop Agenti Speciali, aggiungete un pizzico di Sonic e frullate il tutto con una punta di Deadpool.
Cuocete a fuoco lento e otterrete uno dei migliori adattamenti di un franchise videoludico/animato degli ultimi anni.

L'idea geniale non è stata tanto fare un live action dei popolarissimi Pokèmon, né di aver affidato al vulcanico Ryan Reynolds il ruolo dell'adorabile personaggio-simbolo Pikachu (una sorta di topino giallo che spara scariche elettriche), che comunque sono belle intuizioni, quanto di aver sviluppato il lungometraggio come la più classica delle detective story.

Tra misteri che si risolvono un po' alla volta, colpi di scena, fragorose sequenze di azione e sketch genuinamente umoristici, la trama è in effetti un po' arzigogolata da seguire, ma tiene alta l'attenzione fino alla fine.

Ai bimbi possono piacere soprattutto le interazioni tra i personaggi umani e i vari Pokèmon (oltre all'iconico Pikachu, si segnala almeno uno psyduck, una sorta di papero dotato di poteri psionici), mentre gli adulti possono cogliere e apprezzare i momenti più seri e introspettivi (i temi del rapporto padre-figlio, dell'elaborazione del lutto e del passaggio dalla fanciullezza all'età adulta sono trattati con insospettabile sensibilità).

Ben scelto il cast: oltre a Reynolds e a Smith (quest'ultimo già visto ne Il Regno Perduto, seconda parte della trilogia di Jurassic World), lascia il segno la giovane Newton, che recentemente abbiamo ritrovato in Ant-Man & the Wasp: Quantumania (dove interpreta la figlia di Scott).
Occhio anche a due cammei più o meno nascosti: c'è un famoso DJ che fa - beh - il DJ, e un cantautore inglese che non è facile scovare (indizio: nella scena in cui compare... dorme!).

Detective Pikapool... - scusate, non abbiamo resistito! - cioè, Detective Pikachu è una pellicola insolitamente equilibrata e coesa nel proprio genere.
Consigliata a tutte/i, anche a chi non è necessariamente fan dei Pokémon.


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giovedì 27 aprile 2023

I CLASSICI: SONIC + SONIC 2, PROVA A PRENDERLO

(Clicca sulle locandine per vedere i due trailer) 

SONIC - IL FILM
USA/Giappone, 2020
99'
Regia: Jeff Fowler
Interpreti: James Marsden, Jim Carrey, Tika Sumpter, Lee Majdoub, Neal McDonough.
Voci originali: Ben Schwartz, Colleen O'Shaughnessey.

SONIC - IL FILM 2
USA/Giappone, 2022
122'
Regia: Jeff Fowler
Interpreti: James Marsden, Jim Carrey, Tika Sumpter, Lee Majdoub.
Voci originali: Ben Schwartz, Colleen O'Shaughnessey, Idris Elba.


Sonic è nato come videogioco in Giappone nel 1991.
Ideato e sviluppato dalla SEGA, è diventato presto popolarissimo in tutto il mondo; un successo che dura ancora oggi.

Trattasi di una specie di riccio spaziale colorato di blu, col potere della supervelocità (come Flash della Justice League).
Nella versione base il giocatore lo utilizza per gli liberare gli animali imprigionati dal malvagio Eggman (anche noto come Dr. Robotnik), recuperare gli anelli/punti vita e collezionare gli Smeraldi del Caos che trasformano il nostro in Super Sonic.

Nelle edizioni successive sono stati introdotti altri personaggi (elenchiamo solo i principali): Tails, una volpe gialla con due code usate per volare; Knuckles, un echidna rosso superforte con un ruolo, inzialmente, da antagonista; Amy, femmina di porcospino rosa fidanzata del protagonista; Shadow, una sorta di gemello cattivo di Sonic.

La fama del personaggio è accresciuta e si è consolidata per merito di un dittico di lungomentraggi live action che vi recensiamo qui di seguito.
Usciti in questi anni con enorme successo al box office, vedono come protagonisti "umani" James Marsden (Cicolpe dei primi film degli X-Men) e Jim Carrey (di nuovo in gran forma dopo il pessimo Scemo e + Scemo 2), mentre la voce originale di Sonic è del comico Ben Schwartz (uno dei doppiatori di DC League of Super-Pets).


Sonic - Il Film

Costretto a fuggire dal proprio mondo, Sonic finisce sulla Terra: il posto gli piace, ma vive di nascosto e si sente molto solo.
Senza farsi vedere, si affeziona allo sceriffo Tom (Marsden) e a sua moglie Maddie, e sogna una famiglia che lo adotti.

Il governo, una volta scoperta la sua esistenza, incarica lo squilibrato e geniale Dr. Robotnik (Carrey) di catturarlo.
Al giovane velocista non resta che scappare, chiedendo aiuto proprio a Tom...

Prodotto da Tim Miller (regista del primo Deadpool), è l'adattamento di un videogioco che ha incassato di più nella storia del cinema!
Anche la critica - tradizionalmente poco accomodante con opere come questa - ha espresso un giudizio complessivamente positivo.

Tra le tante sequenze spassose, oltre a praticamente tutte quelle che coinvolgono il malvagio Eggman (un Jim Carrey baffuto cui è stata lasciata piena libertà di improvvisazione), va menzionata almeno quella della rissa nel saloon, che ne ricorda una simile di X-Men: Apocalisse (ma qui con Sonic al posto di Quicksilver).

PS: nella scena post-credits viene introdotto un altro charachter storico del franchise che avrà un ruolo prominente nel sequel.


Sonic - Il Film 2

Eggman (Carrey) trova il modo di scappare dal Mondo dei Funghi in cui era stato esiliato e, ingannando il fiero Knuckles (voce originale di Idris Elba), si appresta a rubare il potentissimo Smeraldo del Caos.

Il nostro riccio, aiutato dal tenero e brillante Tails, si lancia in un'avventura per cercare di anticiparlo.
Serve un Super Sonic per sconfiggere un super cattivo...

Squadra che vince non si cambia: stesso regista, produzione, sceneggiatori e interpreti del film precedente, ma con qualche novità.
Sono stati introdotti altri due personaggi antropomorfi e si nota una più forte volontà di replicare l'estetica del videogioco d'origine.

Eggman/Carrey, con un look a metà strada tra Hercule Poirot di Agatha Christie e Teschio Rosso di Captain America, è un cattivo memorabile, ma in mezzo a tutti questi adorabili animaletti rischia di passare un po' in secondo piano.

Tra citazioni cine-supereroistiche varie (da Batman agli Avengers), nel complesso è forse una pellicola meno divertente della precedente, ma ai bambini piace di più e le sequenze di azione sono niente male.

PS: anche stavolta c'è una breve scena fan-pleading dopo i primi titoli di coda, l'anticipazione di un altro personaggio iconico della serie che dovrebbe apparire nell'attesissimo terzo capitolo.
Non resta che aspettare...


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martedì 12 aprile 2022

RED NOTICE, NON C'È DUO SENZA TRE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2021
118'
Regia: Rawson Marshall Thurber
Con: Dwayne "The Rock" Johnson, Ryan Reynolds, Gal Gadot, Ritu Arya, Chris Diamantopoulos, Ed Sheeran.


Un duro agente speciale (The Rock) dà la caccia ad uno scaltro trafugatore di opere d'arte (Reynolds).
Ma, per un equivoco, l'Interpol arresta entrambi e li fa rinchiudere in un carcere russo di massima sicurezza.

I due sono costretti ad allearsi ed evadere, ma sulla loro strada incrociano un'altra misteriosa e famigerata ladra (Gadot).
Obiettivo del trio? Rintracciare e riunire tre "uova" tempestate di gemme, appartenute alla regina Cleopatra...


Prendete l'ex wrestler The Rock, mettetelo in un contesto che gli sia congeniale (ad esempio una giungla: vedi Viaggio nell'Isola Misteriosa, gli ultimi due Jumanji, Jungle Cruise, ecc...), unitevi un'abbondante dose di Deadpool e un pizzico di Wonder Woman.

Aggiungete una sequela di ambientazioni esotiche (comprese Roma e Sardegna!), un copione che lascia ampio spazio alle improvvisazioni (una su tutte: Johnson che finge di essersi addormentato mentre Reynolds gli sta raccontando la storia della propria vita), una regia briosa che sfrutta ogni centesimo dell'imponente budget a disposizione e... il gioco è fatto.

Produzione di successo targata Netflix (ricordate Enola Holmes?), questa roccambolesca commedia d'azione soffre di un ritmo incessantemente frenetico e di un intreccio non facilissimo da dipanare, ma gode di una buona serie di scenette divertenti e di un trio protagonista da fare invidia alla concorrenza.

E se The Rock e Reynolds interpretano sostanzialmente se stessi, la statuaria Gal Gadot - nonostante uno screen time più ridotto rispetto ai colleghi - non si limita a fare presenza, ma si impegna a dare un minimo di spessore al proprio personaggio.
Per la cronaca: ognuno dei tre attori è stato democraticamente omaggiato di uno stipendio pari a 20 milioni di dollari.

Nonostante più di qualche debito nei confronti di Indiana Jones (i riferimenti diventano espliciti nella sequenza del bunker nazista), il film scorre via piacevolissimo e senza pretese, adatto a tutte le età e per tutte le occasioni.
Da non perdere inoltre il cammeo autoironico del cantante Ed Sheeran nel finale.

Red Notice diventerà un franchise?
Sembrerebbe di sì: forte dell'ottima risposta del pubblico (in poco tempo ha battuto il record di utenze della piattaforma), questo dovrebbe diventare il primo capitolo di una trilogia.

La domanda che in questi casi ci si pone di solito è: i seguiti saranno all'altezza dell'originale?
Risposta: con un cast come questo si possono dormire sonni tranquilli.


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giovedì 18 giugno 2020

JAY E SILENT BOB. IL DUO "STRAFUMATO" DI KEVIN SMITH

A sinistra Kevin Smith (Silent Bob), a destra Jason Mewes (Jay).  


Jay (Jason Mewes) è alto, secco, pansessuale come Deadpool e altrettanto loquace.
Silent Bob (Kevin Smith) - che non è proprio muto come il nome lascia intendere - è più basso, grassoccio e riflessivo.

Trattasi della coppia di spacciatori-scoppiati-filosofi che popola l'Askewniverse (ossia l'universo dell'Askew View, la casa di produzione di cui Smith è co-proprietario), una sorta di versione aggiornata di Cheech & Chong.

I due sono apparsi in 7 pellicole di culto, spalmate nell'arco di 25 anni: ve le recensiamo una ad una qui sotto.
E questo senza contare altre fugaci apparizioni non ufficiali: in Scream 3, ad esempio, oppure - più recentemente - nei corti Null & Annoyed e I'm Upset.

Li rivedremo ancora in pellicole future?
Probabilmente sì: Kev ha dichiarato a più riprese l'intenzione di voler girare Clerks III e Twilight of the Mallrats (annunciato in precedenza col titolo MallBrats), oltre alla commedia orrorifica Moose Jaws (che collegherebbe Jay & Silent Bob all'universo di Yoga Hosers).

Ma ad oggi le apparizioni ufficiali sono quelle che riportiamo di seguito.
Scopritele tutte e ricordate: Snootchie bootchies!






Clerks (1994)

 
Una giornata tipo di due giovani commessi (Brian O’Halloran e Jeff Anderson), alle prese con clienti, ragazze e situazioni tra le più improbabili.

Girato da un regista esordiente poco più che ventenne con una troupe di amici e un budget irrisorio, vinse a sorpresa il premio alla regia al Sundance Film Festival e il Gran Premio della Giuria a Cannes, lanciando di conseguenza Kevin Smith nell’empireo di Hollywood.

Girato in un bianco e nero sgranato, è di fatto un collage di gag e battute a ripetizione, ma tra le righe si può leggere anche come satira sociale.

Stilisticamente strizza l’occhio soprattutto a Jim Jarmusch (la fotografia bicromatica e le situazioni surreali osservate con disincanto) e Quentin Tarantino (l’ossessione per la cultura pop), ma vi si trovano anche echi da Richard Linklater e dal primo Spike Lee.

A volte verboso, spesso volgaruccio, ma quasi sempre esilarante.
Diverse le scene memorabili, in primis l'imperdibile confronto tra L'Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi.


Mallrats (1995)

 
Due giovani perdigiorno (Jason London e l'ex campione di skateboarding Jason Lee), lasciati dalle rispettive fidanzate (Shannon Doherty e Claire Forlani), cercano di riconquistarle partecipando a un “gioco delle coppie” in un centro commerciale.

Secondo film di Kevin Smith, il primo a colori e con un budget di tutto rispetto, è forse però una delle sue opere più deboli: l’umorismo si è fatto più pecoreccio che spiritoso e non sempre coglie nel segno, nonostante l’illuminante comparsata di Stan Lee e l’abbondanza di situazioni e omaggi fumettistici.

Anche la tematica sociale (se si può dire che ce ne sia una) è cambiata: in Clerks i protagonisti erano proletari disillusi, qui sono figli di papà sfaccendati.

Curiosità: il film è uscito in Italia solo in home video col titolo Generazione X.






In Cerca di Amy (1997)

 
Un disegnatore di fumetti (il futuro Batman Ben Affleck) si innamora di una collega (Joey Lauren Adams) e, pur avendo scoperto che la ragazza è gay, intreccia con lei una tormentata relazione.

Terzo capitolo della cosiddetta "Trilogia del New Jersey", il primo a servirsi anche del registro drammatico.

Gli attori sono bravi, qualche battuta è divertente (specie all’inizio), ma alla lunga la commedia - infarcita di dialoghi scabrosi talora gratuiti - rischia di annoiare.

E' tra i film preferiti da Quentin Tarantino e presenta un insolitamente lungo monologo di Silent Bob.


Dogma (1999)

 
Una donna in crisi di fede (Linda Fiorentino) viene incaricata dal portavoce di Dio (Alan Rickman) di fermare due angeli caduti (Ben Affleck e Matt Damon, reduci dal successo e dall'Oscar di Good Will Hunting), prima che questi riescano a rientrare in Paradiso.

Il film più discusso e contestato di Kevin, ma anche il più ambizioso e sottovalutato.
Fu pubblicamente attaccato dalla destra religiosa americana, però risulta più irriverente che blasfemo.

Si tratta di una satira fanta-religiosa intelligente, pungente e divertente, forse un po’ dispersiva, con un gruppo di attori famosi e affiatati, e una morale non moralista.

Divertenti in piccoli ruoli lo stand-up comedian George Carlin e la cantautrice canadese Alanis Morrisette (che interpreta... Dio!).

Jay e Silent Bob non sono più personaggi di secondo piano, ma svolgono una funzione importante ai fini dell'intreccio narrativo.






Jay & Silent Bob Strike Back (2001)

 
Jay e Silent Bob partono per Hollywood con un unico obiettivo: fermare le riprese di un film... su di loro!

Passano in rassegna tutti o quasi i personaggi dei precedenti film, ma per la prima volta i protagonisti sono loro: i due spacciatori sboccati e un po’ filosofi che comparivano in tutti i precedenti capitoli.

La trama è solo un pretesto per una serie continua di sketch politicamente scorretti e poco raffinati, ma l’accavallarsi di rimandi, citazioni e autocitazioni (talora incomprensibili per chi non conosce l’opera di Smith nella sua interezza), qua e là funziona, grazie soprattutto alla presenza di un nutrito numero di attori e autori che non teme l’autoironia.

La parte migliore è quella finale, dove l'industria cinematografica viene presa in giro con una certa sagacia.

In Italia uscì scandalosamente in ritardo di 3 anni, solo in home video e col titolo Jay e Silent Bob… Fermate Hollywood!


Clerks II (2006)

 
Dante (B. O’Halloran) e Randal (J. Anderson), i commessi del primo film, sono finiti a lavorare in uno squallido fast food.

Il primo sta per sposarsi e trasferirsi, il secondo vorrebbe impedirglielo.
Fra i due si insinua una bella ragazza (Rosario Dawson), che è anche il loro capo.

Dodici anni dopo il primo film-culto che lo aveva lanciato, Kevin Smith firma la sua opera più matura tornando agli amati working clerks, che ora lavorano nella ristorazione di massa e hanno intorno ai trent’anni, ma continuano a fare scherzi, filosofeggiare, discutere della differenza tra Star Wars e Il Signore degli Anelli (scena impagabile), ma soprattutto sognare un futuro migliore.

Sboccatissimo, spesso esilarante e un po’ malinconico, è un ritratto generazionale che riesce a far riflettere e nel finale persino a commuovere.
Bravissimi gli attori, Rosario Dawson sopra tutti.

Per la cronaca, al termine dell'anteprima notturna al Festival di Cannes, ricevette 8 minuti di standing ovation.


Jay & Silent Bob Reboot (2019)

 
Per maggiori particolari, rimandiamo alla recensione completa.

Trattasi del ritorno dell'Askewniverse dopo 13 anni di pausa e del reboot-remake-sequel di Jay & Silent Bob Strike Back: come allora, i due strafumati amici per la pelle devono correre a Los Angeles per bloccare le riprese di un film su di loro.

In più, stavolta, c'è la figlia adolescente di Jay (Harley-Quinn Smith, nella realtà figlia di Kevin Smith).

Ritornano in cammei più o meno brevi diversi protagonisti delle pellicole precedenti, compreso Ben Affleck in quella che forse è la sequenza più riuscita.

Divertente senza pretese, è una passerella di amici del regista e un sincero tributo ai fan più affezionati.




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domenica 17 maggio 2020

I CLASSICI: SPAWN, AVERE UN DIAVOLO PER CAPPUCCIO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1997
96'
Regia: Mark A.Z. Dippé
Interpreti: Michael J. White, Martin Sheen, John Leguizamo, Theresa Randle, Melinda Clarke, D.B. Sweeney, Nicol Williamson, Frank Welker, Todd McFarlane.


L'agente speciale Al Simmons (White) viene tradito dal proprio capo (Sheen) e ucciso dalla spietata Priest (Clarke) nel corso di una missione.

All'inferno fa un patto col demone Malebolgia (Welker) e torna sulla Terra col nome e l'aspetto di Spawn, una sorta di cavaliere della morte.

Nel frattempo è passato qualche anno: la sua amata (Randle) ha messo su famiglia col suo migliore amico (Sweeney) e i suoi assassini sono ancora a piede libero.

La vendetta è l'opzione più ovvia, ma sul suo cammino si mettono il clown/mostro Violator (Leguizamo) e lo stregone Cagliostro (Williamson).






Ecco il primo e finora unico adattamento cinematografico di un fumetto della Image Comics, casa editrice fondata nel 1992 da sette disegnatori fuoriusciti dalla Marvel, superdivi della matita intenzionati a dimostrare la superiorità dell'Autore su quella del Personaggio (per la cronaca: l'esperimento ha funzionato alla grande per un paio di anni, poi è sostanzialmente imploso).

Tra questi c'è un tizio dall'aria severa che risponde al nome di Todd McFarlane.
Creatore grafico di Venom (ne avevamo parlato anche nel nostro podcast, ricordate?) e responsabile di un leggendario e controverso ciclo di Spider-Man, è colui che più è rimasto fedele allo spirito che animava in principio i "Magnifici 7".

A differenza di quasi tutti i suoi colleghi, Todd si è concentrato su una sola serie, ne ha mantenuto il controllo creativo fino ad oggi e si è arricchito con le action figure prodotte dalla sua McFarlane Toys.
Ricavarci pure un adattamento cinematografico era una mossa quasi scontata.

Fantasioso incrocio tra Batman, Darkman, Il Corvo e Robocop, Spawn è un B-movie girato un po' in economia da una squadra di tecnici dell'ILM (Industrial Light & Magic) di George Lucas.
Alcuni effetti speciali sono notevoli (il mantello), altri risultano decisamente mediocri (l'inferno).






La sceneggiatura è un po' prevedibile, ma funzionale; inoltre ha il merito di non discostarsi troppo dal fumetto.
Le due differenze principali sono l'identità dell'assassino di Al (quello originale, Chapel, è di proprietà di Rob Liefeld, co-autore di Deadpool) e l'etnia dell'amico Terry (qui è un bianco).

Il cast se la cava nel complesso bene: nella parte del primo supereroe afro del grande schermo, White è adeguato benché non particolarmente espressivo; Sheen fa del proprio meglio per non cadere nel ridicolo (quanto sono lontani i tempi di Apocalypse Now!), nonostante una tinta poco probabile; Leguizamo come Violator è la carta migliore del mazzo.

L'attore colombiano è pressoché irriconoscibile sotto fat suit e trucco richiesti dal personaggio, ma si scatena in una performance istrionica, sopra le righe, esageratamente influenzata dal "metodo" dell'Actor's Studio (nella scena della pizza ha mangiato davvero dei vermi vivi!) e forse con qualche debito nei confronti del Pinguino di Batman-Il Ritorno.

Nei ruoli di supporto, segnaliamo: Frank Welker (voce del protagonista di Curioso come George, ricordate?), che doppia Malebolgia nella versione originale; Nicol Williamson, indimenticato Merlino di Excalibur, qui nella sua ultima interpretazione; lo stesso Todd McFarlane, che fa una comparsata alla Stan Lee (è il barbone spaventato da Spawn).






A distanza di quasi 30 anni, Spawn è ancora un personaggio di culto.
Perché allora - in un'epoca in cui abbondano reboot, remake e sequel - non farne una nuova versione cinematografica, aggiornata e magari migliorata?

Dev'essere quello che ha pensato il buon Todd, che sta scrivendo di proprio pugno il copione del prossimo film, in cui dovrebbe persino esordire come regista.

Poche le indiscrezioni: al momento si sa soltanto che verrà accentuata la componente horror, che il ruolo principale sarà ricoperto da Jamie Foxx e che la trama dovrebbe incentrarsi non tanto su Spawn quanto sul detective Twitch (Jeremy Renner, alias Occhio di Falco degli Avengers).

Non possiamo che rallegrarcene e attendere.
Il personaggio è in ottime mani: quelle del suo creatore.




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venerdì 6 luglio 2018

I CLASSICI: LOGAN, E TU QUALE WOLVERINE SEI?

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
137'
Regia: James Mangold
Interpreti: Hugh Jackman, Patrick Stewart, Dafne Keen, Boyd Holbrook, Stephen Merchant, Richard E. Grant, Eriq La Salle.


2029: gli X-Men sono morti e i mutanti pressoché estinti.

Un barbuto e indebolito Logan (Jackman) campa facendo l'autista di limousine e si prende cura di un vecchissimo Professor Xavier (Stewart), affetto da demenza senile.

Le cose precipitano quando nella loro vita piombano all'improvviso una bambina ispanica molto particolare (Keen) e i malvagi Reavers che vogliono catturarla...






Chi è davvero Wolverine?
L'ultimo capitolo della trilogia dedicata all'artigliato canadese pare incentrarsi su questa domanda.
Ma è una domanda sbagliata.
Il vero quesito che bisogna porsi è: quale Wolverine è QUESTO?

Quello originale, protagonista dei primi capitoli della saga degli X-Men e delle precedenti pellicole "soliste"?
Quello della realtà alternativa di Giorni di un Futuro Passato?
Quello fugacemente comparso in X-Men: Apocalisse col nome di Arma X?

La partecipazione di Stewart e la presenza del personaggio di Calibano interpretato da un attore diverso rispetto a X-Men: Apocalisse farebbero propendere per la prima o la seconda ipotesi; la pressoché totale assenza di riferimenti alle pellicole precedenti e il drastico mutamento di stile e tono rispetto ad esse avvalorerebbero invece la terza.

La controversia è stata risolta da James Mangold: nessuna delle tre.
Per il regista, che aveva già firmato Wolverine-L'Immortale nel 2013, Logan è da considerarsi un episodio a sé stante, slegato dalla "continuità" della serie.






Quel che conta è che si tratti della nona e ultima volta di Hugh Jackman nel ruolo di Wolverine, dopo 17 lunghi anni, nonché dell'ultima apparizione come Professor Xavier da parte di Patrick Stewart.

Il primo in particolare offre un'interpretazione crepuscolare e sofferta, non dissimile da quella di Les Misérables con cui qualche anno fa si guadagnò il Golden Globe.
La sua assenza nei prossimi film della serie - è attualmente in produzione X-Men: Dark Phoenix, primo capitolo di una nuova trilogia - peserà come un macigno.

Forse verrà sostituito da Tom Hardy o forse no (l'ex Bane de Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno è già impegnato come protagonista di un'altra pellicola targata Marvel: l'attesa Venom), ma una cosa è certa: nessuno potrà mai interpretare Wolvie meglio di lui.

In Logan, il divo australiano dimostra una volta per tutte di essere nato per il ruolo.
Su tutte le scene, vale la pena ricordare almeno le violente battaglie tra il nostro eroe e il suo clone malvagio X-24 (interpretato - idea geniale - dallo stesso Jackman) e le sue interazioni con la piccola ma tutt'altro che indifesa X-23.






Domanda: che cosa manca allora al film per essere ricordato come uno dei più riusciti della saga?
Risposta: gli altri X-Men e un po' di umorismo.

L'assenza del resto del team è un vero peccato: almeno la Jean Grey di Famke Janssen avrebbe avuto un senso.
Per non dire del tono troppo serioso della sceneggiatura (nonostante ciò candidata all'Oscar): la storia forse lo richiedeva, ma Deadpool - giusto per nominare l'altra famosa co-produzione Marvel-Fox - è un'altra cosa.

Non è un caso infatti che nei cinema la proiezione di Logan sia stata preceduta dal divertente No Good Deed, cortometraggio dedicato proprio all'irriverente mercenario chiaccherone.
Un tentativo (riuscito) di alleggerire i toni del lungometraggio, altrimenti un po' troppo cupi.

Non rivedremo quindi più Hugh Jackman nelle vesti dell'eroe che lo ha reso celebre?
Mai dire mai: il nostro ha giurato e spergiurato, tuttavia ha lasciato aperta la porta ad un'eventuale collaborazione con gli Avengers (magari!) o ad una comparsata in un film di Deadpool.

Difficile che si realizzi la prima ipotesi, ma alla seconda ci siamo arrivati vicino (in Deadpool 2 Wolverine appare in immagini di repertorio, opportunamente modificate, da X-Men: Le Origini).

E se Logan non fosse l'ultimo capitolo della storia?




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domenica 27 maggio 2018

DEADPOOL 2, ARLECCHINO MUTANTE (E SGUAIATO)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2018
119'
Regia: David Leitch
Interpreti: Ryan Reynolds, Josh Brolin, Julian Dennison, Morena Baccarin, Zazie Beetz, T.J. Miller, Matt Damon, Brad Pitt, Eddie Marsan, Terry Crews, Bill Skarsgård, Rob Delaney


Deadpool (Reynolds), in seguito ad un dramma, decide di farla finita: si fa esplodere nel suo appartamento, ma non riesce a morire.

Viene raccolto dall'uomo d'acciaio Colosso e portato nella sede degli X-Men, nella speranza che possa entrare nel gruppo.

Chiamato a fronteggiare la sua prima esperienza - un orfano mutante adolescente (Dennison) ha il potere di bruciare tutto ciò che vuole e decide di utilizzarlo contro il direttore e il personale della struttura che lo ospita - egli però finirà per farsi arrestare insieme al ragazzo.

Nella galera che li tiene imprigionati fa però irruzione Cable (Brolin), un killer venuto dal futuro intenzionato a uccidere il giovane.






Volgare, violento, irriverente, politicamente scorretto (ma senza esagerare: minoranze e omosessuali sono risparmiati in modo un po' ruffiano): è tornato Deadpool, il personaggio creato dai fumettisti Fabian Nicieza e Rob Liefeld!

Questa volta l'improbabile supereroe si accompagna con X-Force, una scalcagnata banda di mutanti dai poteri non così straordinari: la sexy Domino (Beetz), che ha la caratteristica di essere super fortunata; Bedlam (Crews), capace di intervenire sui campi magnetici; Shatterstar, che pensa di essere migliore di tutti (mah...); Zeitgeist (Skarsgård, il protagonista dell'ultimo It), che vomita un liquido corrosivo; Svanitore (buffo cammeo di Brad Pitt), una sorta di uomo invisibile; Peter, un normale uomo di mezza età.

Non vi diremo come andrà a finire; ma anticipiamo soltanto che gli X-Men, ai quali X-Force fa riferimento, sono decisamente un'altra cosa.

Aumentano quindi i comprimari, ma non cambia la sostanza di questo film scacciapensieri, senza alcuna ambizione autoriale (vedi Logan, che recensiremo a breve) o epica ( Avengers:Infinity War non è distante solo per il budget).

Sostanza, in realtà, ce n'è ben poca: il prodotto è pensato con il solo scopo di intrattenere il pubblico.

E ci riesce, nonostante le trappole che un seguito generalmente porta con sé: ripetere il successo di un precedente non è mai troppo facile, soprattutto perché viene a mancare l'effetto novità.

Evitati gli eccessi, per esempio, di Scemo & + Scemo 2 - che nell'esagerare situazioni e battute ha finito per risultare grottesco e patetico -, Deadpool 2 ha risolto il problema nella continuità con il capostipite (soluzione già adottata con successo per Guardiani della Galassia Vol. 2).

Certo, la natura del personaggio aiuta, strabordante com'è anche al di fuori dello schermo - è molto presente, oltre che (ovviamente) nei fumetti, anche in meme, video demenziali (il cortometraggio No Good Dead, ma non solo), social network...

Bisogna pure ammettere che, nel pur affollato universo Marvel, questo Arlecchino mutante - meno colorato, ma non meno irridente e beffardo - è riuscito a ritagliarsi un proprio spazio con esuberanza e con numeri da grand guignol e un po' grossolani e sguaiati (il modo in cui viene affrontato il super cattivo Juggernaut/Fenomeno è più degno di Porky's che di un film Marvel).

D'altra parte il divieto imposto negli USA ai minori di 17 anni non accompagnati da adulti (ma in Italia non è stato vietato) la dice lunga sul fatto che questa pellicola non è propriamente adatta alle famiglie.

Ciononostante, gli incassi negli States e nel resto del mondo sono finora abbastanza buoni, sebbene gli introiti iniziali siano risultati un po' minori di quanto ci si aspettava.

Anche perché il film fa ridere e diverte - certi momenti di ironia e autoironia sono spassosi (si veda per esempio una delle scene post-credit con protagonista Ryan Reynolds nella parte di se stesso) - e conta su avvincenti scene d'azione volutamente inverosimili e iperboliche che esaltano la buffoneria istrionica del protagonista.

L'introduzione poi del personaggio di Cable - incisivo, Josh Brolin! - è azzeccata e potrebbe portare a sviluppi interessanti, in prospettiva.

Insomma, non aspettatevi da Deadpool 2 un capolavoro o un film indimenticabile.
E se avete gusti raffinati in fatto di cinema... ehm... beh...

Ma Deadpool è fatto così.
Come si fa a non amarlo?




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mercoledì 16 maggio 2018

I CORTI: NO GOOD DEAD, DEADPOOL NON È SUPERMAN

(Clicca sulla foto per vedere il corto). 

USA, 2017
4'
Regia: David Leitch
Interpreti: Ryan Reynolds, Stan Lee.


Wade (Reynolds) sta passeggiando "in borghese" quando vede in un vicolo un balordo che sta rapinando un vecchietto.

Infastidito dalla palese ingiustizia, si chiude in una cabina telefonica per indossare il costume di Deadpool.

Purtroppo impiega troppo tempo a cambiarsi e, una volta uscito dalla cabina e pronto a intervenire, ha un'amara sorpresa...






Un detto popolare nel mondo anglosassone recita: "Nessuna buona azione rimane impunita".
Ciò spiega il titolo di questo divertente cortometraggio dedicato al supereroe più politicamente scorretto dell'universo Marvel, creato dallo scrittore Fabian Nicieza e dal disegnatore Rob Liefeld oltre 25 anni fa.

Proiettato nei cinema di seguito a Logan (nona e ultima apparizione di Hugh Jackman come Wolverine; a proposito: presto la recensione), anch'esso di produzione Fox come tutte le pellicole dedicate agli X-Men, No Good Deed è in pratica un'irriverente parodia di Superman - il film del 1978 con Christopher Reeve -, tant'è che ricicla pure il celebre tema musicale del plurioscarizzato John Williams.

Funge chiaramente da "ponte" promozionale tra il primo capitolo dedicato al loquace mercenario e l'atteso Deadpool 2.
I più attenti possono scorgere il nome di Cable - che nel seguito prossimo venturo è interpretato da Josh Brolin, alias Thanos di Avengers: Infinity War - sulla cabina del telefono.

E poteva mancare Stan Lee?
Ovviamente no: il plurinovantenne patriarca della Marvel si concede il consueto, spassoso cameo (nei panni di se stesso).

Ultima annotazione: il vecchio che viene rapinato nel vicolo non vi ricorda qualcuno? Se conoscete bene la storia dei vari personaggi della Casa delle Idee, potrebbe venirvi facilmente un sospetto...
E se fosse zio Ben di Spider-Man???

Solo Deadpool lo sa.
O forse neanche lui.




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lunedì 23 aprile 2018

I CLASSICI: THOR:RAGNAROK, L'APOCALISSE HELA È LÀ

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
130'
Regia: Taika Waititi
Interpreti: Chris Hemsworth, Cate Blanchett, Tom Hiddleston, Idris Elba, Jeff Goldblum, Tessa Thompson, Mark Ruffalo, Karl Urban, Anthony Hopkins, Benedict Cumberbatch, Sam Neill, Matt Damon, Luke Hemsworth, Stan Lee.


Il Ragnarok (o meglio, Ragnarǫk) nella mitologia norrena è una sorta di Apocalisse, cioè lo scontro finale tra le forze del bene e del male che porterà alla distruzione del mondo e alla sua successiva rigenerazione.

Il demone Surtur lo minaccia e pertanto Thor decide di affrontarlo.

Ma il vero pericolo per il dio del tuono è la liberazione della crudele e ambiziosa sorella Hela (Blanchett), dea della morte, dopo millenni di prigionia.






Terzo capitolo da solista per Thor e questa volta si cambia registro.

Dimenticate i rimandi shakespeariani del primo film diretto da Kenneth Branagh e il suo seguito.

Il cambio di rotta era stato suggerito da Hemsworth dopo le riserve espresse sui social da Kevin Smith, che aveva criticato i due film precedenti, ma anche dal fatto che, tra tutti gli Avengers, proprio il dio del tuono risulti uno dei personaggi meno incisivi.

La regia è stata pertanto affidata al neozelandese Taika Waititi, che in patria è un comico noto (ma è praticamente uno sconosciuto ad di fuori dell'Oceania).

Non meraviglia allora il tono scanzonato che ha preso la pellicola, infarcita di gag e trovate farsesche sullo stile di Deadpool e i Guardiani della Galassia (ma senza la loro carica irriverente).

Thor: Ragnarok diventa il questo modo una commedia "buddy-buddy-buddy" che ha al centro soprattutto l'eroe eponimo, suo fratello Loki e Hulk, grandi assenti nell'affollato Captain America: Civil War.

Il risultato finale è una fantasmagoria simpatica (anche la tradizionale comparsata di Stan Lee è particolarmente buffa, così come i camei di Luke Hemsworth, fratello di Chris, e Matt Damon), dai colori molto vividi, fumettosa (tra le ispirazioni, l'albo fantascientifico Planet Hulk), a ritmo di rock, che ha al suo attivo effetti speciali e alcune scene - soprattutto quelle al rallentatore - notevoli.

Ma anche chiassosa e confusionaria e che, dovendo rinunciare a qualcosa, fa a meno dell'epicità che pure il titolo avrebbe suggerito.

Così, paradossalmente, a farne le spese è stato il cattivo di turno - in questo caso, la cattiva - quello cioè che normalmente è il motore dell'azione.

Il relativamente poco spazio concesso ad un'attrice di grande talento come Cate Blanchett è un vero spreco, così come il fatto di averle affidato un personaggio francamente non indimenticabile.

Insomma, Thor: Ragnarok rappresenta il classico seguito Marvel: un film d'azione un po' fracassone e senza troppe ambizioni, che però sa garantire divertimento e intrattenimento.

E ottimi incassi - il che non guasta, in questo periodo.




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lunedì 1 maggio 2017

MARVEL. ANT-MAN E DOCTOR STRANGE, LE SECONDE FILE (MA NON TROPPO)

Ant-man nelle versioni a fumetti e cinematografica.  


Di tutti i personaggi che ruotano intorno agli Avengers, Ant-Man e il Dottor Strange sono sempre stati - vuoi per il nome poco suggestivo, vuoi per la "concorrenza" di eroi più blasonati come Capitan America e Thor - tra i meno importanti e considerati.
Eppure, e i film di cui sono protagonisti lo dimostrano, sono supereroi che si prestano ad essere portati sul grande schermo.

Prendiamo il primo.
Nato nel lontano 1962 dalla mente di Stan Lee (sempre lui...) e dalla matita dell'indimenticato Jack Kirby, il nostro ha come vera identità quella dello scienziato Hank Pym, poi il suo posto viene preso dal ladruncolo Scott Lang e infine dall'agente dello SHIELD Eric O'Grady.






Ant-Man (2015)

Il trailer di Ant-Man.

La pellicola a lui dedicata, uscita nel 2015, racconta la sua seconda incarnazione, ossia quella di Scott Lang (Paul Rudd), delinquente da due soldi ma col cuore d'oro: affezionatissimo alla figlioletta e dotato di un coraggio - e di un'etica - da eroe.

Quando penetra in casa dell'anziano Hank Pym (Michael Douglas, grande recupero vintage) e indossa la tuta sperimentale da questi ideata, cambia e viene convinto dallo scienziato e dalla bella Hope (Evangeline Lilly, già elfa innamorata nella trilogia de Lo Hobbit) a diventare Ant-Man.

La sua missione è recuperare il prototipo della tuta, finito in mano all'ambizioso e malvagio Darren (Corey Stoll, già tra i protagonisti della serie Tv House of Cards), ex allievo di Pym, che intende usarlo a fini militari.
Ma prima il nostro dovrà penetrare nella base degli Avengers per recuperare un dispositivo...

Pubblicizzato un po' impunemente come il film "comico" della Marvel, Ant-Man ha in realtà poco a che spartire con altre pellicole cui la definizione calza meglio: Deadpool e Guardiani della Galassia, su tutti.
Siamo semmai vicini all'umorismo goliardico e brillante di Iron Man (il che non è affatto un male).

Buona parte della riuscita della pellicola è infatti merito dei dialoghi e delle scene "leggere", cui hanno contribuito - in modi e tempi diversi - ben 4 sceneggiatori, tra i quali lo stesso Paul Rudd e il talentuoso Edgar Wright, regista di successo (Hot Fuzz, Scott Pilgrim vs. The World) e già co-autore del copione del sottovalutato Le Avventure di Tintin.

Per il resto, siamo di fronte al classico prodotto del Marvel Cinematic Universe, ossia una robusta iniezione di azione e divertimento per famiglie.
E il consueto cammeo del vecchio Stan Lee? C'è, c'è: basta avere pazienza e arrivare in fondo alla pellicola...

Abbiamo visto di nuovo l'Uomo-Formica l'anno scorso, nel corale Captain America: Civil War, in cui il nostro entrava a far parte degli Avengers - in quota Iron Man - e durante la famigerata battaglia all'aeroporto si trasformava in Giant-Man, per la gioia dei suoi fan (tra cui un entusiasta Kevin Smith).

Non è chiaro se il personaggio comparirà nell'atteso Avengers: Infinity War; di certo è già in lavorazione Ant-Man & The Wasp, che uscirà nel 2018 e vedrà Evangeline Lilly assurgere a co-protagonista, come lasciava intendere la breve scena a metà dei titoli di coda di Ant-Man.
Siamo curiosi di seguire le nuove avventure di questo strano duo: ha del potenziale, nel suo... ehm, piccolo.






Il Doctor Strange disegnato e quello interpretato da Benedict Cumberbatch.  


Il Doctor Strange, invece, è nientemeno che Stephen Strange, un arrogante neurochirurgo di fama, egocentrico, bohemien, che, in seguito ad un terribile incidente d'auto, perde la piena funzionalità delle mani.

Per guarire le prova tutte e dilapida una fortuna, finché non sente parlare dell'Antico, un potente taumaturgo che abita nell'Himalaya.

Si mette così in viaggio, lo trova, ma questi si rifiuta di guarirlo e si offre di insegnarli invece le arti mistiche.

Strange cambierà stile di vita, imparerà velocemente a padroneggiare la magia - parliamo di cose tipo trasmutare la materia, generare campi di forza, viaggiare tra mondi paralleli, spostare oggetti col pensiero... - e , anche grazie alla Cappa della Levitazione (un mantello che può colpire gli avversari e gli consente di volare) e ad un amuleto che amplifica i poteri della mente, diventerà il più potente stregone della Terra, impegnato a tempo pieno a difendere il pianeta da minacce di natura magica.

Siamo nel 1963.
La Beat Generation sta aprendo la strada al movimento hippy - On The Road e I Vagabondi del Dharma di Jack Kerouac sono del 1957 e 1958: il misticismo orientale e la psichedelia stanno diventando di moda, sebbene non siano ancora esplosi definitivamente.

In questo contesto di ribellione giovanile, la coppia Stan Lee-Steve Ditko dà vita al Doctor Strange, la cui prima apparizione è nell'albo antologico Strange Tales.

Le sue storie avranno un immediato successo, soprattutto tra gli studenti dei college, grazie alle immagini allucinogene e allucinate e alle storie piuttosto surreali - gli autori hanno però sempre smentito indignati l'uso di sostanze stupefacenti per creare un immaginario così bislacco - ma l'interesse, tuttavia, scemerà con gli anni: verrà ripreso qua e là, ma senza il riscontro di pubblico iniziale.

Quando, qualche anno fa, la Marvel annunciò una pellicola a lui dedicata, il livello di popolarità era tale che molti si domandarono chi fosse mai questo personaggio, mentre tra i fan della casa fumettistica ci fu una certa curiosità nel vedere come sarebbe stato trattato questo supereroe divenuto ormai di secondo piano.






Doctor Strange (2016)

Il trailer di Doctor Strange.

Prima sorpresa del film: gli interpreti.

A incarnare lo Stregone Supremo è stato chiamato uno degli attori più popolari sui social: quel Benedict Cumberbatch che avevamo incontrato al Lido in occasione della presentazione di La Talpa, che è divenuto popolare come protagonista della serie Tv Sherlock, che è stato candidato all'Oscar come miglior attore protagonista nel 2015.

Nei panni dell'Antico, la versatile attrice - vincitrice, tra gli altri di un Premio Oscar (per Michael Clayton nel 2008) e di una Coppa Volpi (nel 1992), e già vista in Moonrise Kingdom e Grand Budapest Hotel - Tilda Swinton, mentre il ruolo del cattivo è affidato a Mads Mikkelsen, premiato come miglior attore a Cannes 2012.

In ruoli di contorno ci sono Chiwetel Ejiofor (candidato all'Oscar come attore protagonista nel 2014 per 12 Anni Schiavo) e Rachel McAdams (nomination nel 2016 come attrice non protagonista per Il Caso Spotlight e nel cast del malickiano To The Wonder).

Cioè cinque attori molto apprezzati da critica e pubblico e molto premiati, al servizio di una pellicola con qualche ambizione, ma pur sempre pensata per incassare il più possibile.

Altra sorpresa è il regista, Scott Derrickson, specializzato in horror (The Exorcism of Emily Rose e Liberaci dal male, a tema esorcismo).

Utilizzando effetti speciali mirabolanti - candidati agli Oscar - che devono e rimandano molto a Inception, egli riesce a rendere in modo suggestivo le atmosfere misticheggianti e psichedeliche tipiche del fumetto, adattandole ai gusti contemporanei.

Sorpresa, ancora: il film funziona e si discosta come stile e narrazione (non sempre chiarissima, a dire il vero) dalle altre pellicole targate Marvel, trovando una propria originalità e un proprio motivo di esistere.

Certo, se vi piacciono opere più rarefatte, intimiste e senza troppi fronzoli, Doctor Strange non fa per voi, ridondante com'è di trucchi al computer; ma se cercate un po' di intrattenimento senza tanti pensieri...

Troveremo l'eroe interpretato da Cumberbatch nei prossimi Thor: Ragnarok di quest'anno e Avengers: Infinity War del prossimo.

Gli Avengers si sono arricchiti di un nuovo interessante personaggio e siamo curiosi di vedere come interagirà con Captain America, Iron Man & C.

Vediamo se saprà aggiungere magia alla magia dei più tradizionali eroi Marvel.


Beh, il nostro lungo e intenso Speciale finisce con questo post.

Giusto per rinfrescarvi la memoria, ci siamo occupati di:

X-Men,
Spider-Man,
DareDevil,
Hulk,
I Fantastici Quattro,
Iron Man,
Capitan America,
Thor,
Avengers,
Guardiani della Galassia,
nonché, appunto, Ant-Man e Doctor Strange e, precedentemente, Deadpool.

Praticamente, alcuni tra i film più popolari e fortunati degli ultimi anni, vere e proprie pietre miliari del cinema di intrattenimento capaci di influenzare enormemente l'immaginario collettivo e la recente cultura pop.
E di fruttarci un bel po' di visualizzazioni, ad essere sinceri.

Una cosa è sicura: non smetteremo certo di occuparci della fabbrica di sogni, film e soldi creata da Stan Lee e soci: molti sono ancora i personaggi da sfruttare commercialmente - prossimamente vedremo monografie dedicate a Black Panther e Captain Marvel e già da tempo se ne parla per Occhio di Falco e Vedova Nera - e molte le pellicole pianificate per i prossimi anni - ne avremo almeno fino al 2019, al ritmo di tre all'anno.

Ma siamo sicuri che i nostri eroi non si fermeranno lì.




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