CINEMA A BOMBA!

venerdì 14 luglio 2023

INDIANA JONES E IL QUADRANTE DEL DESTINO, EUREKA! IL PROFESSOR JONES NON DELUDE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2023
142'
Regia: James Mangold
Interpreti: Harrison Ford, Mads Mikkelsen, Phoebe Waller-Bridge, John Rhys-Davies, Boyd Holbrook, Toby Jones, Antonio Banderas, Karen Allen, Thomas Kretschmann, Boyd Holbrook.


Dopo l'Arca dell'Alleanza (I Predatori dell'Arca Perduta), le pietre di Sankara (Indiana Jones e il Tempio Maledetto), il Santo Graal (Indiana Jones e l'Ultima Crociata), i teschi di cristallo di Eldorado (Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo), l'archeologo più famoso del grande schermo (Ford) dà la caccia ad un altro manufatto leggendario: la Lancia di Longino, la lancia che trafisse Gesù crocefisso, un'arma in grado di garantire l'invincibilità a chi la possiede e che è finita nelle mani dei nazisti.

Ma sul treno pieno di beni razziati in tutta Europa dalle forze ormai sconfitte del Führer c'è un qualcosa di più prezioso e potente: la metà del meccanismo di Antikytera, un quadrante ideato dal matematico siracusano Archimede che, una volta completato, consentirebbe di aprire varchi spazio-temporali e quindi di viaggiare nel tempo.

Nel concitato tentativo di recuperarlo sono impegnati Indiana Jones, il collega Basil Shaw (Tobey Jones) e lo scienziato tedesco Jürgen Voller (Mikkelsen), ma il prezioso oggetto va perduto.

25 anni dopo molte cose sono cambiate: Indiana Jones è ormai solo un disilluso professore fresco di pensione; Voller è considerato una sorta di eroe, essendo colui che ha contribuito a portare l'uomo sulla Luna (Wernher von Braun vi ricorda qualcosa?); Shaw è morto, ossessionato dall'invenzione di Archimede, ma la sua ricerca è ripresa dalla figlia, Helena (Waller-Bridge), che ha scopi meno nobili del padre.

Un nuovo terzetto si ritrova quindi ad inseguire il quadrante di Archimede: chi spinto dall'amore per la storia, chi dall'avidità, chi da brame di potere.


Quinto film del franchise creato da George Lucas e Steven Spielberg e primo ideato senza l'estro del creatore di Star Wars e la regia del secondo (ma i due sodali sono presenti come produttori esecutivi), Indiana Jones e il Quadrante del Destino, pur potendo contare su un budget imponente (è prodotto dalla Disney con un dispendio di mezzi tale da averlo fatto diventare uno dei film più costosi di sempre) e sul richiamo di uno dei personaggi più famosi della storia del cinema, non si può definire un successo commerciale (e già l'accoglienza a Cannes quest'anno, dove era stato presentato in anteprima, era stata meno calorosa di quanto previsto).

A sfavore della pellicola hanno giocato diversi fattori: la sostituzione di Spielberg (con il pur bravo Mangold, che pure aveva diretto l'interessante e crepuscolare Logan); la crisi del cinema in sé, sempre più sofferente nel confronto con le piattaforme di streaming; l'età avanzata di Harrison Ford (sempre affascinante e simpatico, ma pur sempre più che ottuagenario e considerato non più adatto alle rocambolesche scene d'azione alle quali il mitico dottor Henry Jones Junior ci ha abituato); la Disney, potentissima macchina da soldi troppo spesso accusata di essere stucchevolmente politically correct...

Cresciuti a pane e Indiana Jones, con queste premesse siamo andati in sala, senza aspettarci molto.

Però...

Però ne siamo usciti rinfrancati.

Il film è godibilissimo, pieno com'è di azione, scene incalzanti, umorismo, effetti speciali, location suggestive (ah, Siracusa...), storia (il crollo del nazismo, il ritorno dell'equipaggio dell'Apollo 11, un famosissimo assedio di un bel po' di anni fa, von Braun, Archimede...), mistero, un cattivo cattivo al punto giusto (sempre bravo, il buon Mads Mikkelsen!).

Il ritorno di personaggi ricorrenti (il Sallah di John Rhys-Davies, la Marion di Karen Allen), oltre alla presenza di Harrison Ford - uno degli attori più "recuperati" di Hollywood: basti pensare alle sue grandi rentrée in Star Wars: Il Risveglio della Forza e in Blade Runner 2049 - e la famigliare colonna sonora di John Williams sono funzionali alla continuità con il passato, mentre la presenza di Antonio Banderas è un divertissement, poco più di un piacevole cameo.

Ma molto azzeccata, dobbiamo dire, è la scelta di Phoebe Waller-Bridge.

La vispa inglese, creatrice delle serie Tv Killing Eve e Fleabag (nella quale recita anche il ruolo principale) è una piacevole sorpresa e si dimostra un'ottima co-protagonista, scattante, sardonica, spigliata, intraprendente, senza troppi scrupoli; e compensa così gli umanissimi limiti anagrafici e fisici della star della pellicola.

Harrison Ford è un mito che non si tocca e anche in questo caso il nostro se la cava più che dignitosamente, senza risultare patetico o grottesco; anzi, aggiunge un tocco dolente e malinconico che non scalfisce però il proverbiale carattere scanzonato del personaggio - quello che più ci piace.

Ed è anche per questo che, da grandi fan dell'attore, siamo usciti dalla sala soddisfatti.

Possiamo dirlo con un sospiro di sollievo: eureka, la saga di Indiana Jones è salva!


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lunedì 1 maggio 2017

MARVEL. ANT-MAN E DOCTOR STRANGE, LE SECONDE FILE (MA NON TROPPO)

Ant-man nelle versioni a fumetti e cinematografica.  


Di tutti i personaggi che ruotano intorno agli Avengers, Ant-Man e il Dottor Strange sono sempre stati - vuoi per il nome poco suggestivo, vuoi per la "concorrenza" di eroi più blasonati come Capitan America e Thor - tra i meno importanti e considerati.
Eppure, e i film di cui sono protagonisti lo dimostrano, sono supereroi che si prestano ad essere portati sul grande schermo.

Prendiamo il primo.
Nato nel lontano 1962 dalla mente di Stan Lee (sempre lui...) e dalla matita dell'indimenticato Jack Kirby, il nostro ha come vera identità quella dello scienziato Hank Pym, poi il suo posto viene preso dal ladruncolo Scott Lang e infine dall'agente dello SHIELD Eric O'Grady.






Ant-Man (2015)

Il trailer di Ant-Man.

La pellicola a lui dedicata, uscita nel 2015, racconta la sua seconda incarnazione, ossia quella di Scott Lang (Paul Rudd), delinquente da due soldi ma col cuore d'oro: affezionatissimo alla figlioletta e dotato di un coraggio - e di un'etica - da eroe.

Quando penetra in casa dell'anziano Hank Pym (Michael Douglas, grande recupero vintage) e indossa la tuta sperimentale da questi ideata, cambia e viene convinto dallo scienziato e dalla bella Hope (Evangeline Lilly, già elfa innamorata nella trilogia de Lo Hobbit) a diventare Ant-Man.

La sua missione è recuperare il prototipo della tuta, finito in mano all'ambizioso e malvagio Darren (Corey Stoll, già tra i protagonisti della serie Tv House of Cards), ex allievo di Pym, che intende usarlo a fini militari.
Ma prima il nostro dovrà penetrare nella base degli Avengers per recuperare un dispositivo...

Pubblicizzato un po' impunemente come il film "comico" della Marvel, Ant-Man ha in realtà poco a che spartire con altre pellicole cui la definizione calza meglio: Deadpool e Guardiani della Galassia, su tutti.
Siamo semmai vicini all'umorismo goliardico e brillante di Iron Man (il che non è affatto un male).

Buona parte della riuscita della pellicola è infatti merito dei dialoghi e delle scene "leggere", cui hanno contribuito - in modi e tempi diversi - ben 4 sceneggiatori, tra i quali lo stesso Paul Rudd e il talentuoso Edgar Wright, regista di successo (Hot Fuzz, Scott Pilgrim vs. The World) e già co-autore del copione del sottovalutato Le Avventure di Tintin.

Per il resto, siamo di fronte al classico prodotto del Marvel Cinematic Universe, ossia una robusta iniezione di azione e divertimento per famiglie.
E il consueto cammeo del vecchio Stan Lee? C'è, c'è: basta avere pazienza e arrivare in fondo alla pellicola...

Abbiamo visto di nuovo l'Uomo-Formica l'anno scorso, nel corale Captain America: Civil War, in cui il nostro entrava a far parte degli Avengers - in quota Iron Man - e durante la famigerata battaglia all'aeroporto si trasformava in Giant-Man, per la gioia dei suoi fan (tra cui un entusiasta Kevin Smith).

Non è chiaro se il personaggio comparirà nell'atteso Avengers: Infinity War; di certo è già in lavorazione Ant-Man & The Wasp, che uscirà nel 2018 e vedrà Evangeline Lilly assurgere a co-protagonista, come lasciava intendere la breve scena a metà dei titoli di coda di Ant-Man.
Siamo curiosi di seguire le nuove avventure di questo strano duo: ha del potenziale, nel suo... ehm, piccolo.






Il Doctor Strange disegnato e quello interpretato da Benedict Cumberbatch.  


Il Doctor Strange, invece, è nientemeno che Stephen Strange, un arrogante neurochirurgo di fama, egocentrico, bohemien, che, in seguito ad un terribile incidente d'auto, perde la piena funzionalità delle mani.

Per guarire le prova tutte e dilapida una fortuna, finché non sente parlare dell'Antico, un potente taumaturgo che abita nell'Himalaya.

Si mette così in viaggio, lo trova, ma questi si rifiuta di guarirlo e si offre di insegnarli invece le arti mistiche.

Strange cambierà stile di vita, imparerà velocemente a padroneggiare la magia - parliamo di cose tipo trasmutare la materia, generare campi di forza, viaggiare tra mondi paralleli, spostare oggetti col pensiero... - e , anche grazie alla Cappa della Levitazione (un mantello che può colpire gli avversari e gli consente di volare) e ad un amuleto che amplifica i poteri della mente, diventerà il più potente stregone della Terra, impegnato a tempo pieno a difendere il pianeta da minacce di natura magica.

Siamo nel 1963.
La Beat Generation sta aprendo la strada al movimento hippy - On The Road e I Vagabondi del Dharma di Jack Kerouac sono del 1957 e 1958: il misticismo orientale e la psichedelia stanno diventando di moda, sebbene non siano ancora esplosi definitivamente.

In questo contesto di ribellione giovanile, la coppia Stan Lee-Steve Ditko dà vita al Doctor Strange, la cui prima apparizione è nell'albo antologico Strange Tales.

Le sue storie avranno un immediato successo, soprattutto tra gli studenti dei college, grazie alle immagini allucinogene e allucinate e alle storie piuttosto surreali - gli autori hanno però sempre smentito indignati l'uso di sostanze stupefacenti per creare un immaginario così bislacco - ma l'interesse, tuttavia, scemerà con gli anni: verrà ripreso qua e là, ma senza il riscontro di pubblico iniziale.

Quando, qualche anno fa, la Marvel annunciò una pellicola a lui dedicata, il livello di popolarità era tale che molti si domandarono chi fosse mai questo personaggio, mentre tra i fan della casa fumettistica ci fu una certa curiosità nel vedere come sarebbe stato trattato questo supereroe divenuto ormai di secondo piano.






Doctor Strange (2016)

Il trailer di Doctor Strange.

Prima sorpresa del film: gli interpreti.

A incarnare lo Stregone Supremo è stato chiamato uno degli attori più popolari sui social: quel Benedict Cumberbatch che avevamo incontrato al Lido in occasione della presentazione di La Talpa, che è divenuto popolare come protagonista della serie Tv Sherlock, che è stato candidato all'Oscar come miglior attore protagonista nel 2015.

Nei panni dell'Antico, la versatile attrice - vincitrice, tra gli altri di un Premio Oscar (per Michael Clayton nel 2008) e di una Coppa Volpi (nel 1992), e già vista in Moonrise Kingdom e Grand Budapest Hotel - Tilda Swinton, mentre il ruolo del cattivo è affidato a Mads Mikkelsen, premiato come miglior attore a Cannes 2012.

In ruoli di contorno ci sono Chiwetel Ejiofor (candidato all'Oscar come attore protagonista nel 2014 per 12 Anni Schiavo) e Rachel McAdams (nomination nel 2016 come attrice non protagonista per Il Caso Spotlight e nel cast del malickiano To The Wonder).

Cioè cinque attori molto apprezzati da critica e pubblico e molto premiati, al servizio di una pellicola con qualche ambizione, ma pur sempre pensata per incassare il più possibile.

Altra sorpresa è il regista, Scott Derrickson, specializzato in horror (The Exorcism of Emily Rose e Liberaci dal male, a tema esorcismo).

Utilizzando effetti speciali mirabolanti - candidati agli Oscar - che devono e rimandano molto a Inception, egli riesce a rendere in modo suggestivo le atmosfere misticheggianti e psichedeliche tipiche del fumetto, adattandole ai gusti contemporanei.

Sorpresa, ancora: il film funziona e si discosta come stile e narrazione (non sempre chiarissima, a dire il vero) dalle altre pellicole targate Marvel, trovando una propria originalità e un proprio motivo di esistere.

Certo, se vi piacciono opere più rarefatte, intimiste e senza troppi fronzoli, Doctor Strange non fa per voi, ridondante com'è di trucchi al computer; ma se cercate un po' di intrattenimento senza tanti pensieri...

Troveremo l'eroe interpretato da Cumberbatch nei prossimi Thor: Ragnarok di quest'anno e Avengers: Infinity War del prossimo.

Gli Avengers si sono arricchiti di un nuovo interessante personaggio e siamo curiosi di vedere come interagirà con Captain America, Iron Man & C.

Vediamo se saprà aggiungere magia alla magia dei più tradizionali eroi Marvel.


Beh, il nostro lungo e intenso Speciale finisce con questo post.

Giusto per rinfrescarvi la memoria, ci siamo occupati di:

X-Men,
Spider-Man,
DareDevil,
Hulk,
I Fantastici Quattro,
Iron Man,
Capitan America,
Thor,
Avengers,
Guardiani della Galassia,
nonché, appunto, Ant-Man e Doctor Strange e, precedentemente, Deadpool.

Praticamente, alcuni tra i film più popolari e fortunati degli ultimi anni, vere e proprie pietre miliari del cinema di intrattenimento capaci di influenzare enormemente l'immaginario collettivo e la recente cultura pop.
E di fruttarci un bel po' di visualizzazioni, ad essere sinceri.

Una cosa è sicura: non smetteremo certo di occuparci della fabbrica di sogni, film e soldi creata da Stan Lee e soci: molti sono ancora i personaggi da sfruttare commercialmente - prossimamente vedremo monografie dedicate a Black Panther e Captain Marvel e già da tempo se ne parla per Occhio di Falco e Vedova Nera - e molte le pellicole pianificate per i prossimi anni - ne avremo almeno fino al 2019, al ritmo di tre all'anno.

Ma siamo sicuri che i nostri eroi non si fermeranno lì.




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giovedì 12 gennaio 2017

ROGUE ONE: A STAR WARS STORY, IL PIANO PER TRAFUGARE I PIANI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2016
133'
Regia: Gareth Edwards
Interpreti: Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Donnie Yen, Jiang Wen, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Forest Withaker, Anthony Daniels, Ian McElhinney, Ben Daniels, James Earl Jones (voce nella versione originale).


Rogue One ("Rogue" vuol dire canaglia/furfante) è il nome di un'astronave dell'Impero requisita e ribattezzata così da ribelli decisi ad impossessarsi dei piani della Morte Nera, una terribile arma in grado di distruggere interi pianeti, per scoprirne il punto debole.

Dell'equipaggio fanno parte, tra gli altri, il dissidente senza troppi scrupoli Cassian Andor (Luna), il sardonico droide K-2SO, il pilota imperiale passato alla Resistenza Bodhi Rook (Ahmed), il monaco cieco Chirrut (Yen, specialista in arti marziali. Ricordate Ip Man?) e il gigante giallo Baze (Wen).

E soprattutto la giovane Jyn Erso (Jones, candidata agli Oscar 2015 come migliore attrice protagonista per La Teoria del Tutto).
Il padre, Galen Erso (Mikkelsen, già migliore attore a Cannes 2012), che la abbandona a malincuore da bambina, è un ingegnere che lavora alla costruzione della Morte Nera e che, tormentato dai rimorsi, fa trapelare i piani per distruggere l'arma.

A contrastare il commando, l'ambizioso direttore dei lavori (!) Krennic (Mendelsohn) e due vecchie - e cattive - conoscenze.

Bene, sono iniziati gli spin-off di Guerre Stellari: quelli della cosiddetta Star Wars Anthology.
Non aspettatevi novità sconvolgenti: le pellicole sono programmaticamente incanalate nel mondo creato da George Lucas e, più precisamente, saranno approfondimenti di storie già affrontate precedentemente.

Per esempio il secondo episodio, che uscirà fra un paio d'anni, racconterà la giovinezza di Han Solo e Lando Calrissian, che saranno interpretati rispettivamente da Alden Ehrenreich (quello di Twixt) e Donald Glover (quello della serie Community, ma visto anche in Sopravvissuto-The Martian).

Questo primo, Rogue One, è centrato invece sull'antefatto che porterà Luke Skywalker a neutralizzare la Morte Nera (vedi Una Nuova Speranza).






La continuità con la prima - in ordine di uscita al cinema - trilogia è lampante, così come sono smaccati i riferimenti.
Personaggi ricorrenti (alcuni riproposti tramite una computer grafica non molto sofisticata, a dire il vero), scene di combattimenti aerei che sembrano prese pari pari da quelle dell' Episodio IV: nonostante protagonisti nuovi e nuovi pianeti, c'è un senso di confortante dèja-vu, un che di familiare che piacerà soprattutto ai fan (qualcuno si è spinto a paragoni, un po' eccessivi, con L'Impero Colpisce Ancora).

Ma chi si è perso le puntate precedenti, non disperi: il film è costruito intelligentemente in modo tale da non essere poi così concatenato con gli altri - al contrario di quelli della Marvel, dove se te ne perdi uno, poi qualche difficoltà a cogliere i rimandi ce l'hai.
Si segue bene, fila liscio pur senza clamorosi colpi di scena, intrattiene con un buon ritmo: insomma, è gradevole e piacevole, senza violenza eccessiva o volgarità.

Insomma, il classico prodotto Disney: diligente, fatto bene e adatto alle famiglie.
Allo stesso tempo, se vogliamo vedere l'altro lato della medaglia, puntare su un immaginario consolidato senza sconvolgerlo è una mossa un po' furbetta e acchiappa-pubblico (come i risultati al botteghino stanno confermando).

Ciò che però caratterizza il nuovo corso "disneyano" è il forte risalto dato alla componente femminile.
Se nei film più vecchi la Principessa Leila interpretata dalla compianta Carrie Fisher aveva un ruolo quasi paritario rispetto a Luke Skywalker (Mark Hamill) e Han Solo (Harrison Ford), nella cosiddetta " trilogia prequel" la Regina Amidala (Natalie Portman) aveva assunto sì un ruolo importante, ma subordinato a quello di Anakin Skywalker.

Già con Il Risveglio della Forza, però avviene il ribaltamento che rimette in equilibrio le parti e porta il principale personaggio femminile - la Rey di Daisy Ridley - a diventare protagonista incontrastata dell'intera vicenda.

La tendenza continua appunto con Rogue One, ma senza una demarcazione precisa: come Rey, anche Jyn è intraprendente, coraggiosa, sveglia e in gamba, un maschiaccio che sa conservare la propria femminilità senza ostentarla.
Insomma, due personaggi piuttosto simili.

Ci aspettiamo sviluppi futuri sulla prima, mentre per quel che concerne la seconda possiamo aggiungere che la scelta della britannica (come la Ridley) Felicity Jones si è rivelata comunque... felice.

Se proprio vogliamo trovare un difetto evidente del film è che neanche stavolta si vedono... i subappaltatori della Morte Nera all'opera (per i non fan di Kevin Smith rimandiamo a questa scena presa da Clerks).
E se facessero uno spin-off anche su di loro?







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domenica 27 maggio 2012

CANNES 2012. I VINCITORI.

Dall'alto: Michael Haneke sul set di Amour (Palma d'Oro 2012) con Jean-Louis Trintignant ed Emmanuelle Riva; Matteo Garrone, regista di Reality (Gran Prix Speciale della Giuria); Mads Mikkelsen, miglior attore per Jagten-The Hunt.

Sono stati assegnati i premi della 65a edizione del Festival di Cannes.

Le indiscrezioni della vigilia sono state per lo più confermate, ma tra le (poche) sorprese che si sono registrate c'è da notare la vittoria del Gran Prix Speciale della Giuria del regista italiano Matteo Garrone, premio tra l'altro già vinto nel 2008 per Gomorra.

Ecco tutti i vincitori decretati dalla giuria presieduta da Nanni Moretti:

Palma d'oro al miglior film: Amour di Michael Haneke
Grand Prix Speciale della Giuria (assegnato al film che mostra maggiore originalità o spirito di ricerca): Reality di Matteo Garrone
Prix d'interprétation féminine (assegnato alla migliore attrice): Cosmina Stratan e Cristina Flutur ( Beyond The Hills)
Prix d'interprétation masculine (assegnato al miglior attore): Mads Mikkelsen ( Jagten-The Hunt)
Prix de la mise en scène (assegnato al miglior regista): Carlos Reygadas ( Post Tenebras Lux)
Prix du scénario (assegnato al miglior sceneggiatore): Cristian Mungiu ( Beyond The Hills)
Premio della giuria: Ken Loach ( Angel's Share)

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