CINEMA A BOMBA!

mercoledì 13 febbraio 2019

OSCAR 2019. NOMINATION: PREMI TECNICI




Noi vediamo solo il prodotto finito, ma dietro ad ogni film c'è il lavoro di numerosi professionisti, che pressoché sempre rimangono poi nell'ombra.

L'Academy ha voluto omaggiarli con diverse categorie "tecniche" per far capire anche a chi di cinema non mastica molto quanto importante sia il loro contributo.

Sebbene non siano molte le persone che sappiano la differenza tra sonoro e montaggio sonoro, non sfugge a nessuno che le pellicole con una fotografia suggestiva, una scenografia sontuosa, un montaggio serrato, costumi sfarzosi, trucchi fantasiosi, effetti speciali mirabolanti... si facciano notare di più.

CINEMA A BOMBA! vi porta dietro le quinte dei film più acclamati dell'anno per farvi scoprire cosa succede all'interno di un set e come lavorano i super esperti.

P.S.: In una di queste categorie è presente anche un grande regista.
Riuscite a trovarlo?







La fotografia di Cold War (Zimna wojna).

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Łukasz Żal – Cold War (Zimna wojna)
Robbie Ryan – La favorita (The Favourite)
Caleb Deschanel – Opera senza autore (Werk ohne Autor)
Alfonso Cuarón – Roma
Matthew Libatique – A Star Is Born


Le scenografie di La favorita (The Favourite).

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Hannah Beachler e Jay Hart – Black Panther
Fiona Crombie e Alice Felton – La favorita (The Favourite)
Nathan Crowley e Kathy Lucas – First Man - Il primo uomo (First Man)
John Myhre e Gordon Sim – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Eugenio Caballero e Barbara Enriquez – Roma


Dietro le quinte di Bohemian Rhapsody.

MIGLIOR MONTAGGIO
Barry Alexander Brown – BlacKkKlansman
John Ottman – Bohemian Rhapsody
Yorgos Mavropsaridis – La favorita (The Favourite)
Patrick J. Don Vito – Green Book
Hank Corwin – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)


Gli effetti speciali di Avengers: Infinity War.






MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Dan DeLeeuw, Kelly Port, Russell Earl e Dan Sudick – Avengers: Infinity War
Christopher Lawrence, Michael Eames, Theo Jones e Chris Corbould – Ritorno al Bosco dei 100 Acri (Christopher Robin)
Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J. D. Schwalm - First Man - Il primo uomo (First Man)
Roger Guyett, Grady Cofer, Matthew E. Butler e David Shirk – Ready Player One
Rob Bredow, Patrick Tubach, Neal Scanlan e Dominic Tuohy – Solo: A Star Wars Story


Dietro le quinte di A Star Is Born.

MIGLIOR SONORO
Steve Boeddeker, Brandon Proctor e Peter Devlin – Black Panther
Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali – Bohemian Rhapsody
Jon Taylor, Frank A. Montaño, Ai-Ling Lee e Mary H. Ellis – First Man - Il primo uomo (First Man)
Skip Lievsay, Craig Henighan e José Antonio García – Roma
Tom Ozanich, Dean Zupancic, Jason Ruder e Steve Morrow – A Star Is Born


Alcune scene tratte da Roma.

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Benjamin A. Burtt e Steve Boeddeker – Black Panther
John Warhurst e Nina Hartstone – Bohemian Rhapsody
Ai-Ling Lee e Mildred Iatrou Morgan – First Man - Il primo uomo (First Man)
Ethan Van der Ryn e Erik Aadahl – A Quiet Place - Un posto tranquillo (A Quiet Place)
Sergio Díaz e Skip Lievsay – Roma

I costumi di Ruth Carter per Black Panther.  

MIGLIORI COSTUMI
Mary Zophres – La ballata di Buster Scruggs (The Ballad of Buster Scruggs)
Ruth Carter – Black Panther
Sandy Powell – La favorita (The Favourite)
Sandy Powell – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Alexandra Byrne – Maria regina di Scozia (Mary Queen of Scots)


Dietro le quinte di Vice.

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Göran Lundström e Pamela Goldammer – Border - Creature di confine (Border)
Jenny Shircore, Marc Pilcher e Jessica Brooks – Maria regina di Scozia (Mary Queen of Scots)
Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia DeHaney – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)




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martedì 23 ottobre 2018

VENOM, UNO SBRANO ALIENO

(Clicca sulla locandina per sentire il podcast e vedere il trailer). 

USA, 2018
112'
Regia: Ruben Fleischer
Interpreti: Tom Hardy, Michelle Williams, Riz Ahmed, Woody Harrelson, Jenny Slate, Reid Scott, Scott Haze, Stan Lee.


Eddie Brock (Hardy) è un giornalista freelance d'assalto.

Un giorno si trova tra le mani notizie riguardanti morti sospette avvenute nei laboratori del magnate aerospaziale Carlton Drake (Ahmed) che, messo alle strette, negherà tutto ma farà licenziare il reporter.

Costui perderà tutto, compresa la fidanzata (Williams), ma continuerà a investigare scoprendo che il miliardario ha portato dallo spazio creature aliene, i simbionti, che per sopravvivere sulla Terra devono abitare corpi umani, distruggendoli di volta in volta.

Uno di questi, Venom, entra in Brock.

I due stabiliranno un'alleanza: il giornalista acquisirà poteri superumani, l'extraterrestre potrà vivere in un corpo sano e forte.

Insieme, combatteranno i cattivi.
Con i metodi di Venom.






Nato negli anni Ottanta da testi di David Michelinie e disegni di Todd McFarlane (quello di Spawn), Venom è uno dei cattivi - meglio: antieroi - più famosi del mondo dei fumetti.

Pensato come nemesi dell' Uomo Ragno, il personaggio ha avuto fin da subito un tale successo da spingere la Marvel a dargli sempre maggiore spazio.

L'esordio al cinema è avvenuto nel 2007 con Spider-Man 3, ma sia il ruolo da comprimario del villain Sandman sia la rappresentazione fattane da Topher Grace (troppo "gracile") ha eufemisticamente fatto storcere il naso ai fan.

Molta attesa aveva invece suscitato l'uscita di questo film solista, nel quale a vestire i panni del protagonista era stato chiamato il ben più prestante Tom Hardy, attore comunque tra i più notevoli in circolazione - basti pensare alle ottime prove in Bronson, La Talpa, Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno, Mad Max: Fury Road, Revenant (per il quale è stato candidato agli Oscar come migliore attore non protagonista), Dunkirk.

La presenza di un interprete così apprezzato e di Michelle Williams - una che è stata nominata agli Academy Award per ben quattro volte - in un film accusato di essere smaccatamente commerciale, chiassoso (quello che in gergo viene definito "un'americanata") e molto più superficiale delle precedenti pellicole targate Marvel (sebbene non faccia parte ufficialmente del Marvel Cinematic Universe), ha fatto inorridire i critici cinematografici.

Ma il loro giudizio non ha influito sul pubblico, che è accorso numeroso nelle sale - gli incassi sono finora ottimi anche in Italia.

Né sul nostro.

Venom, a parte qualche scena un po' impressionante all'inizio e qualche incongruenza (perché nel film dedicato ad uno dei principali antagonisti di Spider-Man quest'ultimo non compare né viene menzionato?), scorre via in modo gradevole, tra battute, effetti speciali, azione, ritmo sostenuto.

Un classico prodotto di intrattenimento forse non originalissimo, ma di certo ben congegnato e impreziosito proprio dalle interpretazioni dei due protagonisti - in particolare quella di Hardy (doppiato in italiano da Adriano Giannini), che dona a Brock un fascino un po' gaglioffo e rude e al famelico Venom un istrionismo funambolico.

Le impressioni che avevamo raccolto nel nostro podcast - nel quale avevamo recensito il trailer del film - sono state confermate.

E ne siamo molto soddisfatti.

D'altra parte, chi non immagina di staccare la testa a morsi (in senso metaforico, eh...) ai propri nemici/antagonisti?

Nel lancio pubblicitario è stata utilizzata la tagline "Noi siamo Venom!".

Non prendetela troppo alla lettera, mi raccomando...

[PS: se vi state chiedendo se e quando appare il patron della Marvel Stan "The Man" Lee nel proprio tradizionale cameo, la risposta è: sì, ma dovete aspettare fino alla fine!]



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giovedì 18 ottobre 2018

A STAR IS BORN-È NATA UNA STELLA, GAGA ULLALLA'

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2018
135'
Regia: Bradley Cooper
Interpreti: Lady Gaga, Bradley Cooper, Sam Elliott, Dave Chappelle, Andrew Dice Clay, Anthony Ramos, Bonnie Somerville, Rafi Gavron, Alec Baldwin


Jackson Maine (Cooper) è una rockstar con un vastissimo seguito e una forte dipendenza da alcool e droghe.

Un giorno, reduce da uno spettacolo, entra per caso in un locale frequentato da drag queen nel quale si esibisce anche la giovane Ally (Lady Gaga), cantautrice dal grande talento ma dalla scarsa autostima.

Dopo una notte passata soprattutto a parlare, il cantante si innamora di lei (ricambiato), la invita ad un suo concerto e qui la spinge a cantare una canzone da lei composta.

Il successo sarà immediato e in breve tempo la carriera della ragazza decollerà, mentre specularmente il suo pigmalione scivolerà in un vortice di eccessi.






Tell me somethin', girl:
Are you happy in this modern world?
Or do you need more?
Is there somethin' else you're searchin' for?
I'm fallin'.
In all the good times I find myself longin' for change,
And in the bad times, I fear myself.
Tell me something, boy:
Aren't you tired tryin' to fill that void?
Or do you need more?
Ain't it hard keepin' it so hardcore?
I'm falling.
In all the good times I find myself longing for change,
And in the bad times, I fear myself.

I'm off the deep end, watch as I dive in,
I'll never meet the ground.
Crash through the surface, where they can't hurt us.
We're far from the shallow now.

In the shallow, shallow.
In the shallow, shallow.
We’re far from the shallow now

Wooaaaah! Woaaaaaaaaaaah!

I'm off the deep end, watch as I dive in,
I'll never meet the ground.
Crash through the surface, where they can't hurt us.
We're far from the shallow now.

In the shallow, shallow.
In the shallow, shallow.
We’re far from the shallow now.


[Dimmi una cosa, ragazza:
Sei felice in questo mondo moderno?
O hai bisogno di qualcosa di più?
C'è qualcos'altro che stai cercando?
Sto precipitando.
In tutti i bei momenti mi ritrovo a desiderare il cambiamento
E nei brutti momenti ho paura di me stesso.
Dimmi qualcosa di ragazzo:
Non sei stanco cercando di riempire quel vuoto?
O hai bisogno di più?
Non è difficile resistere così tenacemente.
Sto precipitando.
In tutti i bei momenti mi ritrovo a desiderare il cambiamento
E nei brutti momenti ho paura di me stesso.

Sono fuori di testa, guarda mentre mi tuffo.
Non raggiungerò mai il terreno.
Mi schianto sulla superficie, dove non possono farci del male.
Siamo lontani dall'acqua bassa adesso.

Nell'acqua bassa, acqua bassa.
Nell'acqua bassa, acqua bassa.
Siamo lontani dall'acqua bassa adesso.

Wooaaaah! Woaaaaaaaaaaah!

Sono fuori di testa, guarda mentre mi tuffo.
Non raggiungerò mai il terreno.
Mi schianto sulla superficie, dove non possono farci del male.
Siamo lontani dall'acqua bassa adesso.

Nell'acqua bassa, acqua bassa.
Nell'acqua bassa, acqua bassa.
Siamo lontani dall'acqua bassa adesso.]






Tra tutte le canzoni che compongono la colonna sonora di questo film che sta facendo ottimi incassi in tutto il mondo, Shallow è sicuramente quella che meglio riassume una vicenda che riesce a essere convincente nel delineare l'incontro tra due fragilità e a commuovere con una storia d'amore tumultuosa e disperata.

Non aspettatevi una trama originalissima: questa è pur sempre la quarta versione di una "serie" iniziata nel 1937 (Janet Gaynor e Fredric March gli attori principali di quello che però non era un musical) e continuata nel 1954 (con Judy Garland - madre di Liza Minnelli e interprete di Dorothy in Il Mago di Oz nel 1939, nel quale cantava il celeberrimo brano Somewhere Over The Rainbow - e James Mason) e nel 1976 (con Barbra Streisand e Kris Kristofferson).
E stiamo parlando di una serie di grande successo e diffusamente presa a modello.

Aspettatevi piuttosto un originale ed intelligente adattamento, moderno nello stile ma ben ancorato ai modelli precedenti.

Vale la pena quindi andare al cinema per vedere l'A Star Is Born del nuovo millennio?

Decisamente sì, e per parecchi motivi.

Innanzitutto, non è necessario essere fan di Lady Gaga.

Le musiche e le canzoni sono notevoli - il disco contenente la colonna sonora fortunatamente sta avendo un ottimo riscontro di vendite - anche grazie all'apporto, oltre che della celebre popstar, di Mark Ronson, produttore e dj che tra i suoi successi vanta hit quali Uptown Funk (con Bruno Mars), Rehab e Back to black (Amy Winehouse).

Ma se non lo siete della sua musica, potreste diventare fan di Lady Gaga attrice, per la sua interpretazione da applausi.

Liberatasi da chili e chili di trucchi e costumi appariscenti e dal personaggio pop Lady Gaga, finalmente vediamo la faccia di Stefani Joanne Angelina Germanotta: una faccia espressiva e interessante.

Che unita ad un forte carisma, una grande presenza scenica e una voce esplosiva (stiamo parlando pur sempre di una super stella dell'intrattenimento) conferisce ad Ally una forza che al cinema non vedevamo da tempo.

Il confronto con le due interpreti che prima di lei avevano incarnato il personaggio, Judy Garland e Barbra Streisand, regge - e stiamo parlando di due leggende in ambito artistico.

A Star Is Born è l'esordio da protagonista dell'italo-americana, ma anche alla regia del suo partner in scena, Bradley Cooper.

Che il divo lanciato da Una Notte da Leoni fosse un attore di tutto rispetto lo avevavo già capito dalle sue tre nomination agli Oscar (quattro, in realtà: una era per il miglior film) in tre anni consecutivi: nel 2013 per Silver Lining Playbook-Il Lato Positivo, nel 2014 per American Hustle e nel 2015 per American Sniper (che aveva anche prodotto).

Ma qui si supera: oltre ad una prova attoriale eccellente - molto efficace e credibile la sua rappresentazione di una rockstar devastata dagli eccessi - si dimostra pure regista sensibile e lirico.

E anche sceneggiatore in gamba - ok, lo script non l'ha scritto solo lui, però funziona.

Sebbene abbia una pecca.
Per noi Sam Elliott sarà sempre il saggio cowboy di Il Grande Lebowski; ma il personaggio che interpreta qui (il fratello di Jackson) non è altrettanto simpatico, purtroppo.

Ottima la scelta, poi, di affidare la fotografia a Matthew Libatique, che ha nel suo curriculum quasi tutti i film di Darren Aronofsky ( Mother!-Madre! compreso), Iron Man, Venom...

Ci aspettiamo ora che A Star Is Born faccia la sua porca figura a Golden Globe e Oscar: d'altra parte, un' anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia negli ultimi anni porta sempre bene.

Nell'attesa, continueremo a canticchiarne le canzoni.

We're far from the shallow now!




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