CINEMA A BOMBA!

venerdì 26 giugno 2026

DISCLOSURE DAY, INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO FILM

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2026
145'
Regia: Steven Spielberg
Interpreti: Emily Blunt, Colin Firth, Josh O'Connor, Eve Hewson, Colman Domingo, Wyatt Russell.


Un giovane genio della matematica (O'Connor) e la sua fidanzata (Hewson) sono in fuga, braccati da un'organizzazione guidata dal risoluto Scanlon (Firth).
Questi vuole recuperare un misterioso dispositivo che il ragazzo ha rubato.

Parallelamente, la meteorologa televisiva di Kansas City (Blunt) inizia a comportarsi all'improvviso in modo strano, comprendendo e parlando lingue sconosciute.
Che cosa lega le due storie, destinate ad incrociarsi?


Come si può facilmente immaginare dando una sbirciata alla sua filmografia, Steven Spielberg è un cineasta da sempre interessato all'universo e alla possibilità dell'esistenza di altre forme di vita oltre a quelle terrestri.
Recentemente gli era capitato di imbattersi nelle dichiarazioni di Barack Obama in cui l'ex Presidente USA ammetteva l'esistenza di filmati e oggetti volanti di cui ancora si ignora l'origine.

La cosa deve avergli acceso una lampadina, perché ha iniziato a scrivere appunti sul proprio telefono che presto si sono trasformati in un vero e proprio soggetto cinematografico.
Spielberg ha quindi ringraziato Obama per l'involontaria ispirazione e questi ha ricambiato con una visita a sorpresa sul set durante le riprese!

Per questa pellicola il regista ha voluto assicurarsi la partecipazione di alcuni suoi collaboratori storici: alla sceneggiatura l'esperto David Koepp, quello di Jurassic Park e Indiana Jones 4 (ma lo ricordiamo anche per Cronisti d'Assalto); alla fotografia il veterano Janusz Kaminski, presenza fissa fin da Schindler's List; alle musiche l'eterno John Williams, classe 1932 e 5 Oscar in bacheca, rientrato dal pensionamento per fare un piacere al vecchio amico.

Il cast è, come sempre, ben scelto e ben diretto, oltre che curiosamente a maggioranza britannica: Blunt di Oppenheimer, O'Connor di Knives Out 3 e Firth (da noi incontrato a Venezia anni or sono) hanno il passaporto inglese e sono una più brava degli altri.
Il loro apporto è fondamentale quanto i contributi tecnici.

Il risultato è una profonda riflessione filosofica/teologica travestita da thriller di inseguimento, in cui la fantascienza veicola un messaggio di pace universale e un'interrogazione sul significato della nostra esistenza.
Steven, sincero democratico, sembra voler tirare le orecchie ai leader mondiali (a partire da quello USA), tanto impegnati nel cercare di distruggere l'umanità da non accorgersi che l'umanità è proprio ciò che ci lega tutti.

Alla vigilia degli 80 anni (è del 1947), Spielberg è un regista che non ha perso né la curiosità né la maestria degli esordi e si conferma il più grande e visionario filmmaker vivente.
Il suo è cinema nella sua forma più pura: se questo fosse il suo ultimo lavoro - speriamo di no - sarebbe un bel modo di chiudere la carriera.

Primo suo film di sci-fi dai tempi di Ready Player One, Disclosure Day chiude un'ideale trilogia iniziata con Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo e continuata con E.T.-L'Extraterrestre: il primo era (probabilmente) un film su Dio, il secondo era (forse) un film su Gesù Cristo.
Questo è (di certo) un film su tutti noi.

Guai all'Academy se dovesse dimenticarsene ai prossimi Oscar.


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domenica 8 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: PREMI MUSICALI E CASTING

Dall'alto: l'eterna candidata all'Oscar Diane Warren; Alexandre Desplat all'anteprima di Frankenstein.


2020: battuta da Sir Elton John.
2021: perdente con lo zampino(?) della Pausini.
2022: demolita da Billie Eilish con 007: No Time to Die.
2023: superata da un singolo indiano.
2024: sconfitta di nuovo da Billie Eilish con Barbie.

Dopo che anche lo scorso anno l'Oscar per la miglior canzone è andato al controverso Emilia Pérez anziché a lei, chiunque avrebbe pensato che Diane Warren ci avrebbe finalmente mollato.

Invece la veterana del songwriting ci riprova per la 17a volta (settima di fila), a questo giro addirittura con un... film sulla propria vita?!
Appello all'Academy: datele 'sta statuetta e non se ne parli più.

A farle concorrenza c'è soprattutto Golden, tormentone-traino del cartone KPop Demon Hunters fresco fresco di Golden Globe.
Ma occhio pure a Nick Cave: il cantautore/sceneggiatore australiano è alla sua prima nomination e chissà che non sia proprio lui a spuntarla.

Passando alle colonne sonore, curioso come quest'anno la sfida sia europea al 100%!
I già 2 volte oscarizzati Desplat (per Grand Budapest Hotel e The Shape of Water) e Göransson (per Black Panther e Oppenheimer) sono rispettivamente francese e svedese, gli altri 3 concorrenti inglesi...
Non una buona annata per i compositori americani.

Dulcis in fundo, c'è un nuovo sceriffo in città... o meglio, una nuova categoria!
Introdotta dall'Academy proprio a partire da quest'anno, quella per il miglior casting punta a rendere giustizia a un settore professionale ancora molto sottovalutato.

Qui sotto trovate tutti i candidati e qualche link.
Per sapere chi si porterà a casa le ambite statuette, continuate a seguire CINEMA A BOMBA!


Migliore colonna sonora
Jerskin Fendrix – Bugonia
Alexandre Desplat – Frankenstein
Max Richter – Hamnet
Jonny Greenwood – Una Battaglia dopo l'Altra
Ludwig Göransson – I Peccatori (Sinners)

Migliore canzone
Dear Me (testo e musica: Diane Warren) – Diane Warren: Relentless
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Ido, Teddy Park e Ian Eisendrath) – KPop Demon Hunters
I Lied to You (testo e musica: Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) – I Peccatori
Sweet Dreams of Joy (testo e musica: Nicholas Pike) – Viva Verdi!
Train Dreams (musica: Nick Cave e Bryce Dessner; testo: Nick Cave) – Train Dreams

Migliore casting
Nina Gold – Hamnet
Jennifer Venditti – Marty Supreme
Cassandra Kulukundis – Una Battaglia dopo l'Altra
Gabriel Domingues – L'Agente Segreto
Francine Maisler – I Peccatori


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domenica 8 dicembre 2024

I CLASSICI: AMADEUS, 40 ANNI DI MISTERO


(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



USA, 1984
160' (Director's cut: 180')
Regia: Miloš Forman
Interpreti: F. Murray Abraham, Tom Hulce, Elizabeth Berridge, Simon Callow, Roy Dotrice, Christine Ebersole, Jeffrey Jones, Roderick Cook, Charles Kay, Vincent Schiavelli, Cynthia Nixon.


Mozart.
Mozart.
Mozart!

A Vienna non si parla d'altro: è arrivato in città un giovanotto (Hulce) esuberante, volgare, irriverente che sta incantando tutti con la propria musica.

E' un ex bambino prodigio e ora un compositore dal talento e dalla personalità strabordanti.

Se ne accorge suo malgrado il pio Antonio Salieri (Murray Abraham), compositore più anziano e ben inserito nell'ambiente della corte imperiale, roso dalla gelosia e dall'invidia e nello stesso tempo affascinato dalle opere del rivale.

I piani dell'italiano per carpirne i segreti e i tentativi per cercare di screditarlo tuttavia gli si ritorceranno contro e il rimorso per aver causato la morte del genio lo tormenterà fino alla fine dei suoi giorni.

Quarant'anni fa usciva uno dei film biografici e di ambientazione storica più influenti di tutti i tempi, fonte di ispirazione per numerosi registi anche in tempi recenti (si veda, a tal proposito, il notevole Il Boemo).

Un grande successo di pubblico in tutto il mondo, 8 Oscar l'anno dopo - film, regia (seconda statuetta per il cecoslovacco Miloš Forman dopo quella conquistata nel 1976 per Qualcuno volò sul nido del cuculo), attore protagonista (Murray Abraham, che si è affermato sul co-protagonista Tom Hulce), sceneggiatura non originale, scenografia, costumi, trucco e acconciatura, sonoro); purtroppo non fotografia -, il merito di aver reso di nuovo popolarissimo - una sorta di pop star - il musicista salisburghese e di aver fatto riemergere il nome di Antonio Salieri.

Beh, se vogliamo essere sinceri, il trattamento riservato a quest'ultimo non è stato proprio dei migliori: la pellicola si basa non su fatti storici - sembra che in realtà Mozart e Salieri si stimassero a vicenda, tanto è vero che uno dei figli del primo divenne discepolo del secondo - bensì su una pièce teatrale dello stesso sceneggiatore del film (Peter Shaffer), a sua volta ispirata probabilmente da un dramma poetico di Aleksandr Puškin.

La popolarità di Amadeus ha contributio a cementare l'idea di un'accesa rivalità tra i due musicisti, rivalità che è entrata nell'immaginario collettivo e della quale abbiamo trovato un'eco persino nello straordinario Oppenheimer di Christopher Nolan.

Fastosi costumi, scenografie, trucchi ed acconciature, le musiche immortali di Mozart, le interpretazioni degli attori (sopra le righe quella di Tom Hulce, tormentata quella di F. Murray Abraham), la regia maestosa di Miloš Forman (oltre a Qualcuno volò sul nido del cuculo, vi consigliamo di riscoprire Ragtime, Valmont, Larry Flynt-Oltre lo scandalo, Man on the Moon, L'ultimo Inquisitore)... Tutto sembra funzionare perfettamente in Amadeus.

E pensare che Forman, in fase di riprese, ebbe i suoi bei grattacapi.

Esule negli Stati Uniti a seguito della repressione sovietica della Primavera di Praga del 1968, il regista decise di ritornare in patria per girare numerose scene nella capitale e a Kroměříž, sempre tenuto sott'occhio dalla polizia che ne spiava ogni singola mossa, dato il suo stigma di "nemico del comunismo".

Non il modo migliore per lavorare serenamente...

Ma anche questo fatto ha contribuito ad alimentare quell'aura di mistero che circonda il film ancora oggi.

Se vi capita di girare di sera nei vicoli di quella città magica che è Praga potrebbe succedervi di sentire le note del Don Giovanni di Mozart.

Ma se invece risuonasse il Requiem e vedeste una figura incappucciata e mascherata aggirarsi con passo furtivo e leggero, datevela a gambe!



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giovedì 14 marzo 2024

DUNE - PARTE 2, L'INFLUENCER DEL PIANETA DESERTICO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2024
165'
Regia: Denis Villeneuve
Interpreti: Timothée Chalamet, Zendaya, Austin Butler, Rebecca Ferguson, Javier Bardem, Josh Brolin, Stellan Skarsgård, Dave Bautista, Charlotte Rampling, Christopher Walken, Florence Pugh, Léa Seydoux, Anya Taylor-Joy.


A seguito delle vicende narrate nella prima parte, i sopravvissuti di Casa Atreides - Paul (Chalamet) e sua madre Jessica (Ferguson), con in grembo la secondogenita Alia (Taylor-Joy) - si sono uniti ai guerrieri Fremen guidati dal coraggioso Stilgar (Bardem).

Il giovane principe si lega alla fiera Chani (Zendaya) e preparara la propria vendetta contro i perfidi Harkonnen, il cui Barone (Skarsgård) ha indentificato come proprio erede il violento e disturbato Feyd-Rautha (Butler).
E qual è il ruolo dell'imperatore (Walken), di sua figlia Irulan (Pugh) e della strega Mohiam (Rampling) nella vicenda?


Per descrivere questa pellicola, c'è chi ha tirato in ballo L'Impero Colpisce Ancora, il primo seguito della saga di Star Wars, chi invece Le Due Torri, secondo capitolo della trilogia de Il Signore degli Anelli.
Paragoni azzardati?

Non del tutto, per diverse ragioni: Dune-Parte 2 è più ricco di azione rispetto al precedente, i protagonisti e le loro motivazioni sono sviluppati e approfonditi, nuovi personaggi vengono introdotti e, benché il grosso dell'intreccio narrativo venga risolto, rimane aperta - anzi, spalancata - la porta a una terza parte (con ogni probabilità basata sul secondo romanzo del romanziere-ideatore Frank Herbert).

L'ambizioso e visionario Denis Villeneuve rinuncia almeno in parte al lirismo contemplativo che appesantiva un po' il primo capitolo, accelerando il ritmo e indugendo maggiormente sui combattimenti, splendidamente coreografati.
Non che abbia trasformato l'opera in un blockbuster "picchiatutto": i momenti di riflessione non mancano e sono piuttosto profondi.

Tra le righe del racconto c'è una critica mica tanto velata al potere (religioso, politico, economico) e soprattuto un'analisi alquanto cruda del fanatismo.
Paul è un messia riluttante, un giovane uomo animato da buone intenzioni e sinceramente affezionato ai propri amici, il che però non gli impedisce di sfruttare la loro supersitizione a proprio vantaggio.

In questo personaggio complesso (bravo Chalamet nell'esprimerne l'ambiguità etica) non è difficile individuare uno specchio della nostra società, dominata da pletore di influencer, divi, uomini (o donne) "forti" al comando, tutte/i accompagnati da un'idolatria che finisce per fomentare ego ipertrofico e culto della personalità.

Entrano a far parte del cast, tra gli altri, gli emergenti Butler (vincitore di un Golden Globe l'anno scorso), Pugh (già vista in Black Widow e Oppenheimer) e Taylor-Joy (la ricordate in The Northman?), mentre tra i "confermati" stavolta hanno più spazio Bardem e Zendaya (la MJ degli ultimi Spider-Man è praticamente una co-protagonista).

Come sempre notevoli i contributi tecnici, specie scenografie, costumi e fotografia (la battaglia nell'arena in bianco e nero è visivamente suggestiva), ma le musiche di Hans Zimmer - che la volta scorsa si aggiudicarono addirittura un Oscar! - continuano a sembrarci fastidiosamente assordanti.

Accantonati i tempi laschi di Blade Runner 2049 (un'altra controversa pellicola del regista canadese) e del precedente Dune - Parte 1, Villeneuve ha trovato il passo giusto e firmato quello che facilmente può essere considerato il suo capolavoro.

I fan della serie letteraria di Herbert possono dormire sonni tranquilli: la loro opera preferita è in buone mani.


[PS: ai cinefili più attenti non sfuggirà un omaggio esplicito al mitico David Lynch, il primo ad adattare Dune per il grande schermo esattamente 40 anni fa (battendo sul tempo Alejandro Jodorowsky, se ricordate); vi invitiamo a scovarlo, suggerendovi di aguzzare la vista e sopratutto prestare... orecchio.]


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mercoledì 13 marzo 2024

OSCAR 2024. HOLLYWOOD SI INCHINA AL MIGLIORE

Dall'alto: Christopher Nolan (a destra) viene premiato nientemeno che da Steven Spielberg; Cillian Murphy con l'Oscar vinto come miglior attore protagonista; Robert Downey Jr. bacia la statuetta conquistata come miglior attore non protagonista.


Come pronosticato da molti (tra gli altri, anche da noi), è stata la grande notte di Christopher Nolan.

Il suo Oppenheimer è stato il trionfatore assoluto e annunciato di questa 96a edizione degli Oscar - invero ben avara di colpi di scena - con ben 7 statuette: film, regia, attore protagonista (Cillian Murphy: finalmente!), attore non protagonista (l'ex Iron Man Robert Downey Jr., strameritata), fotografia (Hoyte van Hoytema, al suo primo Academy Award), montaggio (Jennifer Lame), colonna sonora (Ludwig Göransson).

A proposito del premio per il montaggio: a presentarlo è stata la coppia Danny DeVito-Arnold Schwarzenegger, già protagonisti del film I Gemelli di Ivan Reitman e accomunati anche dal fatto di aver impersonificato due acerrimi nemici di Batman.
I due hanno ricordato la coincidenza sul palco coinvolgendo in una divertente gag nientemeno che Michael Keaton, già Giustiziere Mascherato per Tim Burton e recentemente tornato nel ruolo in The Flash.

È stato uno degli highlight della serata (e ha già generato una copiosa quantità di meme), ma la presenza del divo - protagonista di un nostro fortunato Speciale - ci ha fatto subito venire in mente la sua mancata vittoria di 9 anni fa per Birdman e la sua faccia delusa al momento della proclamazione di Eddie Redmayne (per La Teoria del Tutto).

Chissà come si sarà sentita anche la povera Lily Gladstone, che già pregustava la prima storica vittoria di una nativa americana in una categoria recitativa, ma che si è dovuta arrendere ad una eccezionale Emma Stone, premiata per il controverso Povere Creature (vincitore del Leone d'Oro a Venezia, come ricorderete).

Questa non era proprio nottata per Martin Scorsese e il suo pur ottimo Killers of the Flower Moon: 10 nomination, neanche un riconoscimento.
Dire che il rapporto tra Martin Scorsese e Hollywood sia complicato è usare un eufemismo...

Chi sta godendo invece di un buon credito è Yorgos Lanthimos: i suoi lavori sono piuttosto ostici per il grande pubblico, ma la critica e i giurati dell'Academy lo adorano.
E così la sua ultima opera si è portata a casa ben 4 statuette: oltre a quella per Stone, anche per scenografia, trucco e costumi (con il presentatore John Cena con una mise praticamente adamitica... forse l'episodio più cringe della serata).

Un altro vincitore è stato Wes Anderson, premiato per La Meravigliosa Storia di Henry Sugar.
L'eccentrico cineasta texano è considerato, insieme proprio a Nolan, uno dei più originali e interessanti autori dell'ultimo ventennio; curioso che domenica anche lui abbia avuto la propria consacrazione... ma per un cortometraggio.

Sorride anche Billie Eilish, che a soli 22 anni è già al secondo Oscar (il primo l'aveva conquistato due anni fa per il film di 007 No Time to Die), ma Ryan Gosling le ha rubato la scena con un'istrionica esibizione di I'm just Ken (con Slash dei Guns n' Roses alla chitarra), unico riconoscimento ottenuto da Barbie.
La pellicola dedicata alla celebre bambola è stata la vera grande sconfitta della serata, altro che "Barbenheimer": Nolan ha battuto Gerwig 7 a 1.

Notevole il riconoscimento per la miglior sceneggiatura andato al francese Anatomia di una Caduta, già Palma d'Oro allo scorso Festival di Cannes, mentre hanno messo d'accordo tutti sia la vittoria del maestro giapponese Hayao Miyazaki, che ha soffiato l'Oscar per il miglior film animato al pur bellissimo e quotato Spider-Man: Across the Spider-Verse, sia quella dell'osannato Godzilla: Minus One (migliori effetti speciali).

In una serata di frivolezze hanno fatto riflettere le parole di Mstyslav Černov, primo ucraino premiato nella storia dell'Academy, che ha portato alla ribalta il dramma del suo popolo con il potente documentario 20 days in Mariupol, e di Jonathan Glazer, regista di The Zone of Interest (miglior film straniero e miglior sonoro), che ha parlato dell'attualità della guerra in Medio Oriente.

Ma il dettaglio più importante di questa Notte delle Stelle è il fatto che l'Academy abbia lasciato da parte il politically correct che troppe volte aveva contaminato i verdetti delle scorse edizioni, premiando invece la qualità artistica, come dovrebbe essere sempre.

Complimenti a Nolan, agli interpreti e a tutti i tecnici responsabili di Oppenheimer.
Per una volta, ha vinto davvero il migliore.


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lunedì 11 marzo 2024

OSCAR 2024. I VINCITORI



Ecco i vincitori della 96a edizione dei Premi Oscar, tra sorprese (poche) e conferme (tante).

22 su 23: la redazione di CINEMA A BOMBA! ha pronosticato correttamente quasi tutte le categorie (quest'anno ha vinto FEDE, che da solo ha correttamente azzeccato 19 premi. Complimenti!)!

Ma ecco tutti i vincitori.

Miglior film
American Fiction, regia di Cord Jefferson
Anatomia di una Caduta (Anatomie d'une chute), regia di Justine Triet
Barbie, regia di Greta Gerwig
Lezioni di vita (The Holdovers), regia di Alexander Payne
Killers of the Flower Moon, regia di Martin Scorsese
Maestro, regia di Bradley Cooper
Oppenheimer, regia di Christopher Nolan - FRA, FEDE
Past Lives, regia di Celine Song
Povere Creature! (Poor Things), regia di Yorgos Lanthimos - ANG
La Zona d'Interesse (The Zone of Interest), regia di Jonathan Glazer

Miglior regista
Christopher Nolan - Oppenheimer - FRA, FEDE
Jonathan Glazer - La Zona d'Interesse
Yorgos Lanthimos - Povere Creature! - ANG
Justine Triet - Anatomia di una Caduta
Martin Scorsese - Killers of the Flower Moon

Miglior attrice protagonista
Annette Bening - Oltre l'Oceano (Nyad) - ANG
Lily Gladstone - Killers of the Flower Moon - FRA
Sandra Hüller - Anatomia di una Caduta
Carey Mulligan - Maestro
Emma Stone - Povere Creature! - FEDE

Miglior attore protagonista
Bradley Cooper - Maestro
Colman Domingo - Rustin
Paul Giamatti - Lezioni di Vita (The Holdovers)
Cillian Murphy - Oppenheimer - FRA, FEDE, ANG
Jeffrey Wright - American Fiction

Miglior attrice non protagonista
Emily Blunt - Oppenheimer
Danielle Brooks - Il Colore Viola
America Ferrera - Barbie - ANG
Jodie Foster - Oltre l'Oceano (Nyad)
Da'Vine Joy Randolph - Lezioni di Vita (The Holdovers) - FRA, FEDE

Miglior attore non protagonista
Sterling K. Brown - American Fiction
Robert De Niro - Killers of the Flower Moon
Robert Downey Jr. - Oppenheimer- FRA, FEDE, ANG
Ryan Gosling - Barbie
Mark Ruffalo - Povere Creature!

Migliore sceneggiatura originale
Justine Triet e Arthur Harari - Anatomia di una Caduta - FRA, ANG
David Hemingson - Lezioni di Vita (The Holdovers) - FEDE
Bradley Cooper e Josh Singer - Maestro
Samy Burch e Alex Mechanik - May December
Celine Song - Past Lives

Migliore sceneggiatura non originale
Cord Jefferson - American Fiction - FRA
Greta Gerwig e Noah Baumbach - Barbie
Christopher Nolan - Oppenheimer - FEDE, ANG
Tony McNamara - Povere Creature!
Jonathan Glazer - La Zona d'Interesse

Miglior film internazionale
Io capitano, regia di Matteo Garrone (Italia)
Perfect Days, regia di Wim Wenders (Giappone)
La Società della Neve (La sociedad de la nieve), regia di Juan Antonio Bayona (Spagna) - ANG
The Teachers' Lounge, regia di İlker Çatak (Germania)
La Zona d'Interesse, regia di Jonathan Glazer (Regno Unito) - FRA, FEDE

Miglior film d'animazione
Spider-Man: Across the Spider-Verse, regia di Joaquim Dos Santos, Kemp Powers e Justin K. Thompson - FRA
Il Ragazzo e l'Airone, regia di Hayao Miyazaki - FEDE, ANG
Elemental, regia di Peter Sohn
Nimona, regia di Nick Bruno e Troy Quane
Robot Dreams, regia di Pablo Berger

Migliore colonna sonora originale
Laura Karpman - American Fiction
John Williams - Indiana Jones e il Quadrante del Destino
Robbie Robertson - Killers of the Flower Moon
Ludwig Göransson - Oppenheimer - FRA, FEDE, ANG
Jerskin Fendrix - Povere Creature!

Migliore canzone originale
I'm Just Ken (musiche e testo di Mark Ronson e Andrew Wyatt) - Barbie
What Was I Made For? (musiche e testo di Billie Eilish e Finneas O'Connell) - Barbie - FRA, FEDE, ANG
It Never Went Away (musiche e testo di Jon Batiste e Dan Wilson) - American Symphony
Wahzhazhe (A Song for my People) (musiche e testo di Scott George) - Killers of the Flower Moon
The Fire Inside (musiche e testo di Diane Warren) - Flamin' Hot

Miglior montaggio
Laurent Sénéchal - Anatomia di una Caduta
Kevin Tent - The Holdovers (Lezioni di Vita)
Thelma Schoonmaker - Killers of the Flower Moon
Jennifer Lame - Oppenheimer - FRA, FEDE, ANG
Yorgos Mavropsaridis - Povere Creature!

Miglior scenografia
Sarah Greenwood e Katie Spencer - Barbie - FEDE, ANG
Jack Fisk e Adam Willis - Killers of the Flower Moon
Arthur Max e Elli Griff - Napoleon
Ruth de Jong e Claire Kaufmann - Oppenheimer
James Price, Shona Heath e Zsuzsa Mihalek - Povere Creature!- FRA

Miglior fotografia
Edward Lachman - El Conde
Rodrigo Prieto - Killers of the Flower Moon
Matthew Libatique - Maestro
Hoyte van Hoytema - Oppenheimer - FRA, FEDE
Robbie Ryan - Povere Creature! - ANG

Migliori costumi
Jacqueline Durran - Barbie
Jacqueline West - Killers of the Flower Moon
Janty Yates e Dave Crossman - Napoleon - ANG
Ellen Mirojnick - Oppenheimer
Holly Waddington - Povere Creature! - FRA, FEDE

Miglior trucco e acconciatura
Karen Hartley Thomas, Suzi Battersby e Ashra Kelly-Blue - Golda
Kazu Hiro, Kay Georgiou e Lori McCoy-Bell - Maestro - FRA
Luisa Abel - Oppenheimer
Nadia Stacey, Mark Coulier e Josh Weston - Povere Creature!- FEDE, ANG
Ana López-Puigcerver, David Martí e Montse Ribé - La Società della Neve

Migliori effetti speciali
Jay Cooper, Ian Comley, Andrew Roberts e Neil Corbould - The Creator - FRA
Takashi Yamazaki, Kiyoko Shibuya, Masaki Takahashi e Tatsuji Nojima - Godzilla: Minus One - FEDE
Stephane Ceretti, Alexis Wajsbrot, Guy Williams e Theo Bialek - Guardiani della Galassia Vol. 3
Alex Wuttke, Simone Coco, Jeff Sutherland e Neil Corbould - Mission: Impossible - Dead Reckoning Parte Uno
Charley Henley, Luc Ewen, Martin Fenouillet, Simone Coco e Neil Corbould - Napoleon - ANG

Miglior sonoro
Ian Voigt, Erik Aadahl, Ethan Van Der Ryn, Tom Ozanich e Dean Zupancic - The Creator
Steven A. Morrow, Richard King, Jason Ruder, Tom Ozanich e Dean Zupancic - Maestro
Chris Munro, James H. Mather, Chris Burdon e Mark Taylor - Mission: Impossible - Dead Reckoning Parte Uno
Willie Burton, Richard King, Gary A. Rizzo e Kevin O'Connell - Oppenheimer - FRA, FEDE, ANG
Tarn Willers e Johnnie Burn - La Zona d'Interesse

Miglior documentario
Bobi Wine: The People's President, regia di Moses Bwayo e Christopher Sharp
The Eternal Memory, regia di Maite Alberdi
Four Daughters (Les Filles d'Olfa), regia di Kaouther Ben Hania
To Kill a Tiger, regia di Nisha Pahuja - ANG
20 Days in Mariupol, regia di Mstyslav Černov - FRA, FEDE

Miglior cortometraggio documentario
The ABCs of Book Banning, regia di Trish Adlesic, Nazenet Habtezghi e Sheila Nevins
The Barber of Little Rock, regia di John Hoffman e Christine Turner
Island in Between, regia di S. Leo Chiang
The Last Repair Shop, regia di Kris Bowers e Ben Proudfoot - FRA, FEDE
Nǎi Nai & Wài Pó, regia di Sean Wang - ANG

Miglior cortometraggio
The After, regia di Misan Harriman
Invincible, regia di Vincent René-Lortie e Samuel Caron
Knight of Fortune, regia di Lasse Lyskjær Noer
Red, White and Blue, regia di Nazrin Choudhury e Sara McFarlane
La Meravigliosa Storia di Henry Sugar (The Wonderful Story of Henry Sugar), regia di Wes Anderson - FRA, FEDE, ANG

Miglior cortometraggio d'animazione
Letter to a Pig, regia di Tal Kantor
Ninety-Five Senses, regia di Jared Hess e Jerusha Hess - ANG
Our Uniform, regia di Yegane Moghaddam
Pachyderme, regia di Stéphanie Clément
War is over! Inspired by the Music of John & Yoko, regia di Dave Mullins - FRA, FEDE


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sabato 9 marzo 2024

OSCAR 2024. LE NOSTRE PREVISIONI



Domenica (domani!) si terrà l'edizione numero 96 degli Academy Awards, volgarmente noti come Premi Oscar!

Come da tradizione, anche quest'anno ci sbilanceremo cercando di indovinare come verranno assegnate le prestigioese statuette dorate.
Qui sotto troverete dunque i pronostici della nostra Redazione: scriveteci i vostri nei commenti!

Se - magari prima di cimentarvi - volete sapere qualcosa di più sui film in concorso, vi basta cliccare sui link che trovate nell'elenco sottostante e leggere le nostre recensioni.
Buona lettura e in bocca al lupo!


Miglior film
American Fiction, regia di Cord Jefferson
Anatomia di una Caduta (Anatomie d'une chute), regia di Justine Triet
Barbie, regia di Greta Gerwig
Lezioni di vita (The Holdovers), regia di Alexander Payne
Killers of the Flower Moon, regia di Martin Scorsese
Maestro, regia di Bradley Cooper
Oppenheimer, regia di Christopher Nolan - FRA, FEDE
Past Lives, regia di Celine Song
Povere Creature! (Poor Things), regia di Yorgos Lanthimos - ANG
La Zona d'Interesse (The Zone of Interest), regia di Jonathan Glazer

Miglior regista
Christopher Nolan - Oppenheimer - FRA, FEDE
Jonathan Glazer - La Zona d'Interesse
Yorgos Lanthimos - Povere Creature! - ANG
Justine Triet - Anatomia di una Caduta
Martin Scorsese - Killers of the Flower Moon

Miglior attrice protagonista
Annette Bening - Oltre l'Oceano (Nyad) - ANG
Lily Gladstone - Killers of the Flower Moon - FRA
Sandra Hüller - Anatomia di una Caduta
Carey Mulligan - Maestro
Emma Stone - Povere Creature! - FEDE

Miglior attore protagonista
Bradley Cooper - Maestro
Colman Domingo - Rustin
Paul Giamatti - Lezioni di Vita (The Holdovers)
Cillian Murphy - Oppenheimer - FRA, FEDE, ANG
Jeffrey Wright - American Fiction

Miglior attrice non protagonista
Emily Blunt - Oppenheimer
Danielle Brooks - Il Colore Viola
America Ferrera - Barbie - ANG
Jodie Foster - Oltre l'Oceano (Nyad)
Da'Vine Joy Randolph - Lezioni di Vita (The Holdovers) - FRA, FEDE

Miglior attore non protagonista
Sterling K. Brown - American Fiction
Robert De Niro - Killers of the Flower Moon
Robert Downey Jr. - Oppenheimer- FRA, FEDE, ANG
Ryan Gosling - Barbie
Mark Ruffalo - Povere Creature!

Migliore sceneggiatura originale
Justine Triet e Arthur Harari - Anatomia di una Caduta - FRA, ANG
David Hemingson - Lezioni di Vita (The Holdovers) - FEDE
Bradley Cooper e Josh Singer - Maestro
Samy Burch e Alex Mechanik - May December
Celine Song - Past Lives

Migliore sceneggiatura non originale
Cord Jefferson - American Fiction - FRA
Greta Gerwig e Noah Baumbach - Barbie
Christopher Nolan - Oppenheimer - FEDE, ANG
Tony McNamara - Povere Creature!
Jonathan Glazer - La Zona d'Interesse

Miglior film internazionale
Io capitano, regia di Matteo Garrone (Italia)
Perfect Days, regia di Wim Wenders (Giappone)
La Società della Neve (La sociedad de la nieve), regia di Juan Antonio Bayona (Spagna) - ANG
The Teachers' Lounge, regia di İlker Çatak (Germania)
La Zona d'Interesse, regia di Jonathan Glazer (Regno Unito) - FRA, FEDE

Miglior film d'animazione
Spider-Man: Across the Spider-Verse, regia di Joaquim Dos Santos, Kemp Powers e Justin K. Thompson - FRA
Il Ragazzo e l'Airone, regia di Hayao Miyazaki - FEDE, ANG
Elemental, regia di Peter Sohn
Nimona, regia di Nick Bruno e Troy Quane
Robot Dreams, regia di Pablo Berger

Migliore colonna sonora originale
Laura Karpman - American Fiction
John Williams - Indiana Jones e il Quadrante del Destino
Robbie Robertson - Killers of the Flower Moon
Ludwig Göransson - Oppenheimer - FRA, FEDE, ANG
Jerskin Fendrix - Povere Creature!

Migliore canzone originale
I'm Just Ken (musiche e testo di Mark Ronson e Andrew Wyatt) - Barbie
What Was I Made For? (musiche e testo di Billie Eilish e Finneas O'Connell) - Barbie - FRA, FEDE, ANG
It Never Went Away (musiche e testo di Jon Batiste e Dan Wilson) - American Symphony
Wahzhazhe (A Song for my People) (musiche e testo di Scott George) - Killers of the Flower Moon
The Fire Inside (musiche e testo di Diane Warren) - Flamin' Hot

Miglior montaggio
Laurent Sénéchal - Anatomia di una Caduta
Kevin Tent - The Holdovers (Lezioni di Vita)
Thelma Schoonmaker - Killers of the Flower Moon
Jennifer Lame - Oppenheimer - FRA, FEDE, ANG
Yorgos Mavropsaridis - Povere Creature!

Miglior scenografia
Sarah Greenwood e Katie Spencer - Barbie - FEDE, ANG
Jack Fisk e Adam Willis - Killers of the Flower Moon
Arthur Max e Elli Griff - Napoleon
Ruth de Jong e Claire Kaufmann - Oppenheimer
James Price, Shona Heath e Zsuzsa Mihalek - Povere Creature!- FRA

Miglior fotografia
Edward Lachman - El Conde
Rodrigo Prieto - Killers of the Flower Moon
Matthew Libatique - Maestro
Hoyte van Hoytema - Oppenheimer - FRA, FEDE
Robbie Ryan - Povere Creature! - ANG

Migliori costumi
Jacqueline Durran - Barbie
Jacqueline West - Killers of the Flower Moon
Janty Yates e Dave Crossman - Napoleon - ANG
Ellen Mirojnick - Oppenheimer
Holly Waddington - Povere Creature! - FRA, FEDE

Miglior trucco e acconciatura
Karen Hartley Thomas, Suzi Battersby e Ashra Kelly-Blue - Golda
Kazu Hiro, Kay Georgiou e Lori McCoy-Bell - Maestro - FRA
Luisa Abel - Oppenheimer
Nadia Stacey, Mark Coulier e Josh Weston - Povere Creature! - FEDE, ANG
Ana López-Puigcerver, David Martí e Montse Ribé - La Società della Neve

Migliori effetti speciali
Jay Cooper, Ian Comley, Andrew Roberts e Neil Corbould - The Creator - FRA
Takashi Yamazaki, Kiyoko Shibuya, Masaki Takahashi e Tatsuji Nojima - Godzilla: Minus One - FEDE
Stephane Ceretti, Alexis Wajsbrot, Guy Williams e Theo Bialek - Guardiani della Galassia Vol. 3
Alex Wuttke, Simone Coco, Jeff Sutherland e Neil Corbould - Mission: Impossible - Dead Reckoning Parte Uno
Charley Henley, Luc Ewen, Martin Fenouillet, Simone Coco e Neil Corbould - Napoleon - ANG

Miglior sonoro
Ian Voigt, Erik Aadahl, Ethan Van Der Ryn, Tom Ozanich e Dean Zupancic - The Creator
Steven A. Morrow, Richard King, Jason Ruder, Tom Ozanich e Dean Zupancic - Maestro
Chris Munro, James H. Mather, Chris Burdon e Mark Taylor - Mission: Impossible - Dead Reckoning Parte Uno
Willie Burton, Richard King, Gary A. Rizzo e Kevin O'Connell - Oppenheimer - FRA, FEDE, ANG
Tarn Willers e Johnnie Burn - La Zona d'Interesse

Miglior documentario
Bobi Wine: The People's President, regia di Moses Bwayo e Christopher Sharp
The Eternal Memory, regia di Maite Alberdi
Four Daughters (Les Filles d'Olfa), regia di Kaouther Ben Hania
To Kill a Tiger, regia di Nisha Pahuja - ANG
20 Days in Mariupol, regia di Mstyslav Černov - FRA, FEDE

Miglior cortometraggio documentario
The ABCs of Book Banning, regia di Trish Adlesic, Nazenet Habtezghi e Sheila Nevins
The Barber of Little Rock, regia di John Hoffman e Christine Turner
Island in Between, regia di S. Leo Chiang
The Last Repair Shop, regia di Kris Bowers e Ben Proudfoot - FRA, FEDE
Nǎi Nai & Wài Pó, regia di Sean Wang - ANG

Miglior cortometraggio
The After, regia di Misan Harriman
Invincible, regia di Vincent René-Lortie e Samuel Caron
Knight of Fortune, regia di Lasse Lyskjær Noer
Red, White and Blue, regia di Nazrin Choudhury e Sara McFarlane
La Meravigliosa Storia di Henry Sugar (The Wonderful Story of Henry Sugar), regia di Wes Anderson - FRA, FEDE, ANG

Miglior cortometraggio d'animazione
Letter to a Pig, regia di Tal Kantor
Ninety-Five Senses, regia di Jared Hess e Jerusha Hess - ANG
Our Uniform, regia di Yegane Moghaddam
Pachyderme, regia di Stéphanie Clément
War is over! Inspired by the Music of John & Yoko, regia di Dave Mullins - FRA, FEDE


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lunedì 4 marzo 2024

OSCAR 2024. NOMINATION: FILM E REGIA



Finalmente potrebbe vincere il film migliore dell'anno!

Se questa affermazione vi sembra scontata, risalendo indietro solo di 10 anni, diamo un'occhiata a chi ha vinto l'Oscar più importante e a chi, secondo noi, avrebbe dovuto vincere e vi accorgerete che no, non sempre dalla Notte delle Stelle è uscita trionfante la pellicola più meritevole.

2014: 12 anni schiavo non era male, ma The Wolf of Wall Street è riuscito a resistere meglio allo scorrere del tempo.
2015: Birdman in un anno che poteva contare sulla presenza di American Sniper, Boyhood, Grand Budapest Hotel, Whiplash: esito non scandaloso, però....
2016: il dimenticato Spotlight si è imposto sul cult Mad Max: Fury Road e sugli ottimi Revenant, Il ponte delle spie.
2017: il pasticcio Moonlight - La La Land è cosa nota.
2018: Tre Manifesti a Ebbing, Missouri e Dunkirk erano davvero peggiori di The Shape of Water?
2019: Green Book che batte Roma (ma anche A Star is Born) è un verdetto che grida ancora vendetta.
2020: Parasite, C'era una volta a... Hollywood, 1917 e Joker: ha vinto il primo, ma gli altri probabilmente verranno ricordati più a lungo.
2021: Nomadland si è imposto facilmente in un'edizione dominata dallo spettro Covid e comunque senza titoli di spicco.
2022: chi si ricorda che solo due anni fa CODA si è imposto su Dune e su Il potere del cane?
2023: possibile che quel pastrocchio inguardabile di Everything Everywhere All At Once sia stato considerato più meritevole di Avatar-La Via dell'Acqua e soprattutto di Gli Spiriti dell'Isola e The Fabelmans?

Quest'anno il successo potrebbe arridere a Oppenheimer e al suo regista: finalmente anche l'Academy riconoscerebbe ciò che il pubblico sa già da tempo - che Christopher Nolan è il cineasta che meglio di tutti, negli ultimi anni, ha saputo coniugare successo al botteghino e cinema d'autore.

Non ce ne voglia il buon Martin Scorsese: il suo Killers of the Flower Moon è potente e incisivo nel raccontarci la storia del capitalismo in America; ma pensiamo che la vittoria del collega stavolta sarebbe sacrosanta.

E non ce ne vogliano le tre registe candidate per il miglior film: Justine Triet è già favorita per la sceneggiatura originale, Greta Gerwig non è riuscita ad ottenere la nomina per la regia per la sua Barbie e quindi parte azzoppata nella categoria più prestigiosa, mentre a Justine Song e al suo Past Lives potrebbe essere stato riservato il triste ruolo della comparsa.

Jonathan Glazer dovrebbe far suo l'Oscar per il miglior film internazionale con The zone of interest, The Holdovers di Alexander Payne probabilmente sarà la sorpresa della serata (ma non nelle due categorie che stiamo esaminando in questo post), mentre pensiamo che l'Academy non sia ancora pronta a premiare un regista dissacrante come Lanthimos - soprattutto per un'opera controversa come Poor Things.

Bradley Cooper non sembra avere molte possibilità con il suo Maestro, mentre pochi si sanno spiegare la presenza di American Fiction nella top ten.

Insomma, che vinca il migliore!

Che vinca quindi Oppenheimer: Christopher Nolan se lo meriterebbe.


Miglior film

American Fiction, regia di Cord Jefferson
Anatomia di una caduta (Anatomie d'une chute), regia di Justine Triet
Barbie, regia di Greta Gerwig
The Holdovers - Lezioni di vita (The Holdovers), regia di Alexander Payne
Killers of the Flower Moon, regia di Martin Scorsese
Maestro, regia di Bradley Cooper
Oppenheimer, regia di Christopher Nolan
Past Lives, regia di Celine Song
Povere creature! (Poor Things), regia di Yorgos Lanthimos
La zona d'interesse (The zone of interest), regia di Jonathan Glazer


Miglior regista

Christopher Nolan - Oppenheimer


Jonathan Glazer - The zone of interest


Yorgos Lanthimos - Povere creature! (Poor Things)


Justine Triet - Anatomia di una caduta (Anatomie d'une chute)

Martin Scorsese - Killers of the Flower Moon


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martedì 27 febbraio 2024

OSCAR 2024. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI

(Dall'alto: i candidati e le candidate in lizza rispettivamente per l'Oscar come miglior attore e attrice protagonista).


Una delle domande che ci si pone più frequentemente in attesa della Notte delle Stelle è: l'Academy confermerà il risultato dei Golden Globe?

Ma non c'è una risposta: sia perché i premi assegnati dalla stampa estera non sono - come qualcuno continua a credere - un'anteprima degli Oscar (basti vedere quante volte negli scorsi anni i verdetti siano stati ribaltati), sia perché le regole sono diverse.

Ad esempio, qui non si fa distinzione tra film drammatici e commedie, sicché per attrici e attori le categorie - e di conseguenza le possibilità di essere premiati - si riducono da 6 a 4.
Il che ovviamente rende la competizione tra le star più agguerrita, specie tra i protagonisti.

In questo ambito, la sfida è soprattutto tra l'affermata Emma Stone di Povere Creature (già premiata nel 2017 grazie al bellissimo La La Land) e la rivelazione Lily Gladstone del western politico Killers of the Flower Moon, con la prima favorita.
Le altre - se i bookmaker non cambiano idea - rimangono più indietro nella corsa, con Carey Mulligan di Maestro nelle vesti di outsider.

Tra le non protagoniste l'esito è meno scontato: l'Academy concederà il solito contentino al politicamente corretto o stavolta farà scelte più coraggiose?
Chi vivrà vedrà, ma se dovessimo sbilanciarci, punteremmo su una tra Da'Vine Joy Randolph di The Holdovers e Emily Blunt di Oppenheimer.

Ed è proprio il nuovo capolavoro di Christopher Nolan a monopolizzare la corsa in ambito maschile.
Cillian Murphy e Robert Downey Jr. - in lizza rispettivamente come protagonista e come attore di supporto - non sembrano davvero avere rivali.

Certo, l'apprezzato Bradley Cooper di Maestro potrebbe impensierire il primo (ma non è da sottovalutare nemmeno il Paul Giamatti di The Holdovers) e il divertente Ryan Gosling di Barbie potrebbe avere qualche chance contro il secondo, ma ci resta molto difficile crederlo.

Tuttavia, c'è ancora tempo prima di stabilire dei pronostici ufficiali e ancora di più per scoprire chi si porterà a casa le ambite statuette dorate.
Nell'attesa potete leggere il sottostante elenco dei candidati e cliccare sui link che trovate per saperne di più.

Rimanete sintonizzate/i, il nostro Speciale Oscar continua!


Miglior attrice protagonista
Annette Bening - Oltre l'Oceano (Nyad)
Lily Gladstone - Killers of the Flower Moon
Sandra Hüller - Anatomia di una Caduta
Carey Mulligan - Maestro
Emma Stone - Povere Creature! (Poor Things!)

Miglior attore protagonista
Bradley Cooper - Maestro
Colman Domingo - Rustin
Paul Giamatti - Lezioni di Vita (The Holdovers)
Cillian Murphy - Oppenheimer
Jeffrey Wright - American Fiction

Miglior attrice non protagonista
Emily Blunt - Oppenheimer
Danielle Brooks - Il Colore Viola
America Ferrera - Barbie
Jodie Foster - Oltre l'Oceano (Nyad)
Da'Vine Joy Randolph - Lezioni di Vita (The Holdovers)

Miglior attore non protagonista
Sterling K. Brown - American Fiction
Robert De Niro - Killers of the Flower Moon
Robert Downey Jr. - Oppenheimer
Ryan Gosling - Barbie
Mark Ruffalo - Povere Creature! (Poor Things!)


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giovedì 22 febbraio 2024

OSCAR 2024. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, FILM INTERNAZIONALE, SCENEGGIATURE

Dall'alto, scene da: Spider-Man: Across the Spider-Verse; Il ragazzo e l'airone; Anatomie d'une chute; The zone of interest; Io capitano



Fughiamo ogni dubbio: le possibilità che Io capitano di Matteo Garrone possa vincere l'Oscar come miglior film straniero sono davvero poche.

Il superfavorito è il britannico (ma girato in lingua tedesca) The zone of interest di Jonathan Glazer, con lo spagnolo La sociedad de la nieve di Juan Antonio Bayona a seguire, mentre il nostro, il nipponico (girato dal celebre Wim Wenders, germanico) Perfect days e il tedesco (ma quanta Germania c'è, quest'anno!) The Teachers' Lounge di İlker Çatak (di evidenti origini turche) sembrano avere molte meno chance.

Nella categoria manca il vincitore della Palma d'Oro a Cannes Anatomie d'une chute, clamorosamente non scelto dalla Francia come proprio rappresentante.

Ma la sua regista Justine Triet parte in pole position per la migliore sceneggiatura originale: solo David Hemingson dell'apprezzatissimo The Holdovers può impensierirla.

Per la migliore sceneggiatura non originale la candidatura di Barbie è un'assurdità (scusate, ma da che cosa sarebbe tratto lo script di Gerwig e Baumbach? Nessuno lo sa), mentre l'esclusione di Killers of the flower moon è una bestialità.

Se la giocheranno probabilmente Oppenheimer e il vincitore del Leone d'Oro Poor Things, con il già citato The zone of interest nel ruolo dell'outsider.

Nel campo del miglior film d'animazione Il ragazzo e l'airone del sempiterno Hayao Miyazaki, dopo la vittoria ai Golden Globe, questa volta dovrebbe soccombere contro Spider-Man: Across the Spider-Verse, che così bisserebbe il successo del suo predecessore.

Qui di seguito, tutti i film candidati a queste importanti categorie.


Migliore sceneggiatura originale

Justine Triet e Arthur Harari - Anatomia di una caduta (Anatomie d'une chute)
David Hemingson - The Holdovers - Lezioni di vita (The Holdovers)
Bradley Cooper e Josh Singer - Maestro
Samy Burch e Alex Mechanik - May December
Celine Song - Past Lives


Migliore sceneggiatura non originale

Cord Jefferson - American Fiction
Greta Gerwig e Noah Baumbach - Barbie
Christopher Nolan - Oppenheimer
Tony McNamara - Povere creature! (Poor Things)
Jonathan Glazer - La zona d'interesse (The zone of interest)


Miglior film internazionale

Io capitano, regia di Matteo Garrone (Italia)
Perfect Days, regia di Wim Wenders (Giappone)
La società della neve (La sociedad de la nieve), regia di Juan Antonio Bayona (Spagna)
The Teachers' Lounge, regia di İlker Çatak (Germania)
La zona d'interesse (The zone of interest), regia di Jonathan Glazer (Regno Unito)


Miglior film d'animazione

Spider-Man: Across the Spider-Verse, regia di Joaquim Dos Santos, Kemp Powers e Justin K. Thompson
Il ragazzo e l'airone (君たちはどう生きるか), regia di Hayao Miyazaki
Elemental, regia di Peter Sohn
Nimona, regia di Nick Bruno e Troy Quane
Robot Dreams, regia di Pablo Berger


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