CINEMA A BOMBA!

martedì 27 febbraio 2024

OSCAR 2024. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI

(Dall'alto: i candidati e le candidate in lizza rispettivamente per l'Oscar come miglior attore e attrice protagonista).


Una delle domande che ci si pone più frequentemente in attesa della Notte delle Stelle è: l'Academy confermerà il risultato dei Golden Globe?

Ma non c'è una risposta: sia perché i premi assegnati dalla stampa estera non sono - come qualcuno continua a credere - un'anteprima degli Oscar (basti vedere quante volte negli scorsi anni i verdetti siano stati ribaltati), sia perché le regole sono diverse.

Ad esempio, qui non si fa distinzione tra film drammatici e commedie, sicché per attrici e attori le categorie - e di conseguenza le possibilità di essere premiati - si riducono da 6 a 4.
Il che ovviamente rende la competizione tra le star più agguerrita, specie tra i protagonisti.

In questo ambito, la sfida è soprattutto tra l'affermata Emma Stone di Povere Creature (già premiata nel 2017 grazie al bellissimo La La Land) e la rivelazione Lily Gladstone del western politico Killers of the Flower Moon, con la prima favorita.
Le altre - se i bookmaker non cambiano idea - rimangono più indietro nella corsa, con Carey Mulligan di Maestro nelle vesti di outsider.

Tra le non protagoniste l'esito è meno scontato: l'Academy concederà il solito contentino al politicamente corretto o stavolta farà scelte più coraggiose?
Chi vivrà vedrà, ma se dovessimo sbilanciarci, punteremmo su una tra Da'Vine Joy Randolph di The Holdovers e Emily Blunt di Oppenheimer.

Ed è proprio il nuovo capolavoro di Christopher Nolan a monopolizzare la corsa in ambito maschile.
Cillian Murphy e Robert Downey Jr. - in lizza rispettivamente come protagonista e come attore di supporto - non sembrano davvero avere rivali.

Certo, l'apprezzato Bradley Cooper di Maestro potrebbe impensierire il primo (ma non è da sottovalutare nemmeno il Paul Giamatti di The Holdovers) e il divertente Ryan Gosling di Barbie potrebbe avere qualche chance contro il secondo, ma ci resta molto difficile crederlo.

Tuttavia, c'è ancora tempo prima di stabilire dei pronostici ufficiali e ancora di più per scoprire chi si porterà a casa le ambite statuette dorate.
Nell'attesa potete leggere il sottostante elenco dei candidati e cliccare sui link che trovate per saperne di più.

Rimanete sintonizzate/i, il nostro Speciale Oscar continua!


Miglior attrice protagonista
Annette Bening - Oltre l'Oceano (Nyad)
Lily Gladstone - Killers of the Flower Moon
Sandra Hüller - Anatomia di una Caduta
Carey Mulligan - Maestro
Emma Stone - Povere Creature! (Poor Things!)

Miglior attore protagonista
Bradley Cooper - Maestro
Colman Domingo - Rustin
Paul Giamatti - Lezioni di Vita (The Holdovers)
Cillian Murphy - Oppenheimer
Jeffrey Wright - American Fiction

Miglior attrice non protagonista
Emily Blunt - Oppenheimer
Danielle Brooks - Il Colore Viola
America Ferrera - Barbie
Jodie Foster - Oltre l'Oceano (Nyad)
Da'Vine Joy Randolph - Lezioni di Vita (The Holdovers)

Miglior attore non protagonista
Sterling K. Brown - American Fiction
Robert De Niro - Killers of the Flower Moon
Robert Downey Jr. - Oppenheimer
Ryan Gosling - Barbie
Mark Ruffalo - Povere Creature! (Poor Things!)


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lunedì 1 marzo 2021

GOLDEN GLOBE 2021. UN' EDIZIONE VIRTUALE

Un momento della cerimonia. 


Una regista cinese specializzata in western moderni e un comico britannico irriverente e provocatorio.
Sono questi due i principali vincitori della 78a edizione dei Golden Globe, gli Oscar assegnati dalla stampa estera.

Un'edizione insolita, quella di quest'anno: causa Pandemia è stata la prima virtuale nella storia della kermesse, con ospiti e premiati in diretta streaming (nel 2020 era stato ancora possibile svolgerla in presenza).

Come da previsioni, Nomadland ha vinto come miglior film drammatico e miglior regista, mentre la protagonista Frances McDormand - favoritissima alla vigilia - ha dovuto cedere ad Andra Day il premio per la miglior attrice.

I due globi dorati a Borat - Seguito di film cinema sono stati invece una sorpresa: miglior film e miglior attore nella categoria commedia/musical (a differenza di quanto fa l'Academy, qui vengono distinte le pellicole in base al genere), una bella soddisfazione per il poliedrico Sacha Baron Cohen, in corsa anche come non protagonista con Il Processo ai Chicago 7.

Il legal drama del drammaturgo-regista Aaron Sorkin si è dovuto "accontentare" del premio per la miglior sceneggiatura.
Scelta insolita, considerate le varie accuse di inaccuratezza storica che il film ha subìto.
Forse, più dello script in sé si è voluto incensarne l'autore (lo stesso Sorkin, il cui talento in ambito di scrittura è indubbio).



Il momento più commovente della serata è stato quando a Chadwick Boseman è stato riconosciuto postumo il Globe come miglior attore drammatico.
L'indimenticato Black Panther offre in Ma Rainey's Black Bottom una prova sofferta, estrema, definitiva; un po' Heath Ledger de Il Cavaliere Oscuro e un po' Massimo Troisi de Il Postino.

A proposito di Italia, un po' di gloria è arrivata pure al Belpaese!
Io Sì, canzone-traino di La vita davanti a sé con Sophia Loren ha vinto come migliore canzone.
Laura Pausini detentrice di un Golden Globe?!? Ebbene sì.

Altri musicisti che hanno potuto portarsi a casa un riconoscimento sono Trent Reznor e Atticus Ross, ossia i Nine Inch Nails, che insieme a Jon Batiste sono stati premiati per le musiche di Soul.
L'ennesima, blasonatissima produzione Disney-Pixar ha vinto ovviamente anche come miglior film d'animazione, ed è proiettata come un razzo verso gli Oscar.

Per quanto concerne le altre categorie, segnaliamo almeno i globi d'oro conquistati come non protagonisti da Jodie Foster (quanto tempo è passato da Taxi Driver!) e da Daniel Kaluuya (ve lo ricordate in Scappa-Get Out?).

E gli sconfitti? Ce n'è soprattutto uno: Mank.
Forte del maggior numero di nomination (ben 6), il biopic di David Fincher è sorprendentemente tornato a casa con le pive nel sacco.
Anche Tenet di Christopher Nolan - per molti il film dell'anno - è rimasto a secco, ma era candidato solo per la miglior colonna sonora.

Riusciranno queste due pellicole a rifarsi con gli Oscar?
Lo scopriremo insieme, il mese prossimo.


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giovedì 3 ottobre 2019

I CLASSICI: TAXI DRIVER, GIUSTIZIERE CHE NON DORME MAI NELLA CITTA' CHE NON DORME MAI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1976
113'
Regia: Martin Scorsese
Interpreti: Robert De Niro, Cybill Shepherd, Peter Boyle, Albert Brooks, Jodie Foster, Harvey Keitel, Leonard Harris, Martin Scorsese.


Travis Bickle (De Niro) è un reduce del Vietnam insonne e dipendente dagli psicofarmaci che per campare decide di fare il tassista di notte.

Durante il turno gira lungo le strade più malfamate di New York, covo di spacciatori, prostitute, teppisti, rapinatori; quando non lavora se ne sta rintanato in casa e occasionalmente va nei cinema a luci rosse o esce coi colleghi.

L'unico raggio di luce in tutto questo squallore è rappresentato dalla bella Betsy (Shepherd), che lavora nello staff elettorale del senatore Palantine (Harris), ambizioso politico che vuole diventare presidente degli Stati Uniti.

Travis, però, non sa come trattare le donne e, dopo un appuntamento disastroso, viene rifiutato dalla ragazza.

Preso dalla frustrazione e dalla rabbia, matura la decisione di fare giustizia di tutte le storture che sta vivendo: decide così di compiere un gesto eclatante e di salvare anche una baby prostituta (una giovanissima Jodie Foster) dalle grinfie del suo protettore (Keitel).





La vittoria del Leone d'Oro del Joker di Todd Phillips all'ultima Mostra del Cinema di Venezia ha ridestato l'interesse su uno dei capolavori della storia del cinema presi a riferimento dal film del regista di Una Notte Da Leoni: Taxi Driver di Martin Scorsese.

L'Arthur Fleck di Joaquin Phoenix, che da reietto della società si prende la sua folle rivincita sul mondo con la violenza, è ispirato proprio all'iconico Travis Bickle di Robert De Niro.

Costui, per calarsi nel ruolo, frequentò per un po' di tempo dei tassisti (e prese addirittura la licenza per guidare!), si informò presso militari e veterani circa la loro vita e raccolse notizie a proposito di Arthur Bremer, che nel 1972 attentò alla vita del candidato democratico alla presidenza George Wallace.

E ci mise anche del suo - come nella celeberrima scena davanti allo specchio, improvvisata - dimostrando, oltre all'adesione maniacale al Metodo Stanislavskij, un formidabile intuito recitativo.

De Niro, che aveva già vinto il suo primo Oscar nel 1975 per Il Padrino - Parte Seconda e che proprio in quel periodo stava lavorando pure in Italia per Novecento di Bernardo Bertolucci facendo avanti e indietro da un set all'altro, si dimostrò uno dei talenti più brillanti della sua generazione e perfetto per incarnare un personaggio così complesso.

A rendere l'interpretazione dell'italo-americano indimenticabile è ovviamente anche una storia piuttosto incisiva: la sceneggiatura di Paul Schrader è potente e la regia di Martin Scorsese è piena di invenzioni - spesso si è discusso della scena dello specchio, della sparatoria e del finale ambiguo; ma tutto il film sarebbe da rivedere fotogramma per fotogramma per apprezzare meglio le scelte del cineasta.

Taxi Driver è un film cupo, pessimista, un noir - impreziosito dalla colonna sonora del grande Bernard Herrmann (quello delle pellicole di Hitchcock; qui al suo ultimo lavoro)- che accompagna il protagonista verso una vera e propria discesa agli inferi in un climax di paranoia e delirio e trascina lo spettatore nel cuore di tenebra di una civiltà corrotta e brutale.

È un ritratto impietoso di un'America uscita distrutta dalla guerra in Vietnam, con i reduci abbandonati a se stessi e in preda a disturbi da stress post traumatico, non in grado di riambientarsi nel mondo civile né di intrattenere rapporti normali con le persone.

È un ritratto crudo di una New York senza legge né ordine, una città da Far West con giustiziere annesso.

È un'opera che smaschera il mito del "Sogno Americano", trasformato in un incubo metropolitano nel quale la violenza assume una valenza catartica, liberatoria e viene persino giustificata dai mass media.

Così, mentre Travis probabilmente riesce solo a placare temporaneamente i propri demoni interiori, per l'opinione pubblica egli diventa una sorta di cavaliere dell'Apocalisse, un angelo vendicatore, un San Giorgio che uccide il drago e salva la fanciulla in pericolo.

Ma ben diverso sarebbe stato il giudizio, se avesse assassinato il potente uomo politico anziché il pappone e i suoi compiacenti sodali: sarebbe stato considerato come un pericoloso criminale dalla gloria sinistra.

Scorsese svela quindi anche l'ipocrisia dei mezzi di comunicazione di massa, che non si fanno scrupoli di influenzare l'opinione pubblica, offrendole in pasto "il mostro" o "l'eroe", a seconda dei casi, e di soffiare sul fuoco fino a quando la storia perde interesse.

Manifesto e rappresentazione di un'epoca, Taxi Driver è un film che non perde smalto con gli anni e che riesce ancora ad essere un punto di riferimento per chi vuole fare cinema - proprio come i veri capolavori.



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martedì 10 maggio 2016

CANNES 2016. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: Kristen Stewart e Jesse Eisenberg in Café Society, il film di Woody Allen che aprirà il Festival; George Clooney in Money Monster di Jodie Foster; una scena da Il Gigante Gentile di Steven Spielberg. 


2011: l'anno di The Tree of Life di Terrence Malick, The Artist di Michael Hazanavicius (trionfatore agli Oscar 2012), Drive di Nicolas Winding Refn, Holy Motors di Leos Carax, Take Shelter di Jeff Nichols.

2012: è stata la volta di Moonrise Kingdom di Wes Anderson, On The Road di Walter Salles, Re della Terra Selvaggia di Benh Zeitlin, No-I Giorni dell'Arcobaleno di Pablo Larraín.

2013: La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, All Is Lost di J.C. Chandor su tutti.

2014: Whiplash di Damien Chazelle, una rivelazione.

2015: Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone, Mia Madre di Nanni Moretti, Inside Out della Pixar, Mad Max:Fury Road di George Miller, presidente nel prossimo Festival di Cannes di una Giuria che comprende anche la nostra Valeria Golino, l'americana Kirsten Dunst (vista in On The Road), il danese Mads Mikkelsen, il canadese Donald Sutherland.

Questi i film passati per la kermesse rivierasca negli ultimi anni e dei quali si è occupata CINEMA A BOMBA!

E quest'anno, a chi toccherà?

Tante le pellicole potenzialmente interessanti - ma di questo parleremo nel prossimo post.

Dall'11 al 22 Maggio tutti i riflettori saranno quindi puntati sulla Croisette, il palcoscenico più glamour del panorama cinematografico primaverile.

Il vostro blog preferito vi presenta qui di seguito tutti i film in concorso e quelli che noi consideriamo più interessanti nelle sezioni collaterali.

Et voilà!

CONCORSO
Toni Erdmann, regia di Maren Ade (Germania, Austria)
Julieta, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)
Personal Shopper, regia di Olivier Assayas (Francia), con Kristen Stewart
American Honey, regia di Andrea Arnold (USA, Regno Unito), con Shia LaBeouf
La Fille Inconnue-The Unknown Girl, regia di Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne (Belgio)
Juste la fin du monde-It's only the end of the world, regia di Xavier Dolan (Canada, Francia), con Marion Cotillard, Léa Seydoux, Vincent Cassel
Ma Loute, regia di Bruno Dumont (Francia, Germania), con Juliette Binoche, Fabrice Luchini, Valeria Bruni Tedeschi
Paterson, regia di Jim Jarmusch (USA), con Adam Driver
Rester Vertical, regia di Alain Guiraudie (Francia)
Aquarius, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile), con Sonia Braga
From the Land of the Moon, regia di Nicole Garcia (Francia), con Marion Cotillard, Louis Garrel
I, Daniel Blake, regia di Ken Loach (Regno Unito, Francia)
Ma'Rosa, regia di Brillante Mendoza (Filippine)
Bacalaureat, regia di Cristian Mungiu (Romania, Francia)
Loving, regia di Jeff Nichols (USA, Regno Unito), con Joel Edgerton, Michael Shannon
The Handmaiden, regia di Park Chan-Wook (Corea del Sud)
The Last Face, regia di Sean Penn (USA), con Charlize Theron, Javier Bardem, Adèle Exarchopoulos, Jean Reno
Sieranevada, regia di Cristi Puiu (Romania, Francia, Bosnia Herzegovina, Croazia, Macedonia)
Elle, regia di Paul Verhoeven (Francia, Germania, Belgio), con Isabelle Huppert
The Neon Demon, regia di Nicolas Winding Refn (USA, Francia, Danimarca), con Elle Fanning, Keanu Reeves, Christina Hendricks, Jena Malone, Alessandro Nivola
Forushande, regia di Asghar Farhadi

FUORI CONCORSO
Il Gigante Gentile (The BFG), regia di Steven Spielberg (USA), con Mark Rylance, Bill Hader, Rebecca Hall
Café Society, regia di Woody Allen (USA), con Kristen Stewart, Jesse Eisenberg, Blake Lively, Steve Carell, Corey Stoll [FILM D'APERTURA]
Goksung-The Strangers, regia di Na Hong-jin (Corea del Sud)
Money Monster - L'altra faccia del denaro (Money Monster), regia di Jodie Foster (USA), con George Clooney, Julia Roberts, Jake O'Connell, Dominic West
The Nice Guys, regia di Shane Black (USA), con Russell Crowe, Ryan Gosling, Matt Bomer, Kim Basinger
Hands of Stone, regia di Jonathan Jakubowicz (USA, Panama), con Robert De Niro, Édgar Ramírez, Usher, Ellen Barkin, John >Turturro

UN CERTAIN REGARD
La Tortue Rouge, regia di Michael Dubok de Wit (Paesi Bassi), cartoon con la collaborazione dello Studio Ghibli
La large noche de Francisco Sanctis, regia di Francisco Marquez e Andrea Testa (Argentina)
Pericle il nero, regia di Stefano Mordini (Italia), con Riccardo Scamarcio
Captain Fantastic, regia di Matt Ross (USA), con Viggo Mortensen, Frank Langella
The Transfiguration, regia di Michael O'Shea (USA)
Hell or High Water, regia di David Mackenzie (USA), con Jeff Bridges, Chris Pine, Ben Foster

PROIEZIONI SPECIALI
Gimme Danger, regia di Jim Jarmusch (USA), con Iggy Pop e The Stooges

PROIEZIONI DI MEZZANOTTE
La mort de Louis XIV, regia di Albert Serra (Spagna)
L'ultima spiaggia, regia di Thanos Anastopoulous e Davide Del Degan (Italia)

QUINZAINE DES RÉALISATEURS
Poesía Sin Fin, regia di Alejandro Jodorowsky (Cile, Giappone, Francia)
Fiore, regia di Claudio Giovannesi (Italia, Francia), con Valerio Mastandrea
La pazza gioia, regia di Paolo Virzì (Italia, Francia), con Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti
Mean Dreams, regia di Nathan Morlando (Canada), con Bill Paxton
Neruda, regia di Pablo Larraín (Argentina, Cile, Spagna, Francia), con Gael García Bernal, Alfredo Castro
Risk, regia di Laura Poitras (USA, Germania)
Tour de France, regia di Rachid Djaidani (Francia), con Gérard Depardieu
Two Lovers and a Bear, regia di Kim Nguyen (Canada)

PROIEZIONI SPECIALI
Fai bei sogni, regia di Marco Bellocchio (Italia), con Valerio Mastandrea, Bérénice Bejo
Dog Eat Dog, regia di Paul Schrader (USA), con Nicolas Cage, Willem Dafoe

SEMAINE DE LA CRITIQUE - PROIEZIONI SPECIALI
En moi, regia di Laetitia Casta (Francia)

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