CINEMA A BOMBA!

martedì 18 novembre 2025

I CLASSICI: AQUAMAN E IL REGNO PERDUTO, IL DCEU DORME COI PESCI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2023
124'
Regia: James Wan
Interpreti: Jason Momoa, Patrick Wilson, Nicole Kidman, Yahya Abdul-Mateen II, Randall Park, Temuera Morrison, Dolph Lundgren, Amber Heard.


Qualche anno dopo gli eventi del primo film, Aquaman (Momoa) è Re di Atlantide, si è sposato con Mera (Heard) e ha avuto un figlio.
Ma l'attacco improvviso del suo acerrimo nemico Black Manta rischia di danneggiare seriamente l'ecosistema marino.

Al nostro non resta quindi che far evadere di prigione il fratellastro Orm (Wilson) per convincerlo a diventare suo alleato.
In gioco c'è l'esistenza stessa del loro regno...


L'Uomo d'Acciaio (2013).
Batman v Superman: Dawn of Justice (2016).
Suicide Squad (2016).
Wonder Woman (2017).
Justice League (2017).
Aquaman (2018).
Wonder Woman 1984 (2020).
Zack Snyder's Justice League (2021).
The Flash (2023).

Dopo un decennio, si è concluso due anni fa il ciclo di pellicole del DC Extended Universe (in breve DCEU), di cui riportiamo qui sopra i capitoli per noi più significativi.
Più che concluso sarebbe meglio dire che è stato terminato: quest'ultimo film è uscito infatti quando ormai il reboot affidato a James Gunn era già in cantiere (il nuovo DC Universe è poi iniziato lo scorso luglio col brillante Superman).

Il Regno Perduto ha avuto quindi l'onere di mettere fine a una delle serie cine-eroistiche più apprezzate e controverse, tanto visceralmente odiata (specie dalla critica) quanto amata alla follia (specie dal pubblico), terzium non datur.
Peccato, sia perché il di poco precedente The Flash funge da più consona chiusura del cerchio, sia perché il primo Aquaman era stato uno degli articoli migliori del lotto.

Questo tardivo e superfluo sequel ha alcuni meriti: un'esplicita morale ecologista, effetti speciali e scene d'azione di buon livello, la promozione di Momoa a co-soggettista e di Wilson a co-protagonista (le interazioni tra i due fratelli sono la parte migliore dell'opera).
Per contro, risulta un po' sconnesso: le scenette umoristiche, non tutte di buon gusto (tipo la gag degli scarafaggi, inspiegabilmente ripresa post-credits), non si incastrano bene con le parti drammatiche.

La colpa è facilmente dei continui reshoot che hanno piagato la produzione e che sono tristemente diventati un marchio di fabbrica del DCEU.
A farne le spese, oltre al flusso della storia, sono stati i personaggi femminili (Kidman appare meno del dovuto, Heard è sostanzialmente una comparsa) e... Batman.

L'Uomo Pipistrello avrebbe dovuto fare capolino verso la fine, interpretato alternativamente da Ben Affleck (versione Snyder-verso) o da Michael Keaton (versione Burton-verso, sulla scia di The Flash).
Entrambi gli attori hanno girato alcune scene, ma alla fine la Warner ha scelto di tagliarle in fase di montaggio, eliminando così quel che sarebbe stato uno dei pochi veri motivi di interesse di questa pellicola.

Ciò che è rimasto è un film dimenticabile, senza infamia e - ahimé - senza lode, già datato prima ancora di esordire nelle sale.

Al contrario dei suoi colleghi Affleck, Gadot e Cavill (quest'ultimo fatto fuori senza troppi complimenti dopo l'inutile cameo in Black Adam), rivedremo Momoa nel DCU nei panni dell'alieno Lobo, a partire da Supergirl (il prossimo lungometraggio con Milly Alcock, non la vecchia serie tv con Melissa Benoist).

Buon per lui, ma il suo Aquaman avrebbe meritato un finale migliore.
Anche il DCEU.


[PS: per chi non lo sapesse, quella del precedente Aquaman è ancora oggi la recensione in assoluto più letta del nostro blog! Vi avevamo anche dedicato una delle migliori puntate del nostro podcast, il famigerato BOMBCAST. Andatevele a rileggere/risentire!]


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mercoledì 18 settembre 2024

I CLASSICI: THE FLASH, THU BAT IS MEGL CHE UAN

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2023
144'
Regia: Andy Muschietti
Interpreti: Michael Keaton, Ezra Miller, Ben Affleck, Sasha Calle, Michael Shannon, Jeremy Irons, Gal Gadot, Jason Momoa, George Clooney, Nicolas Cage.


Dopo aver aiutato Batman (Affleck) e Wonder Woman (Gadot) a sventare una rapina, Flash (Miller) decide di usare la propria velocità per tornare indietro nel tempo ed evitare così l'omicidio della propria madre, avvenuto quando era un ragazzino.

Le cose non vanno però esattamente come sperato e il giovane velocista si ritrova in un presente alternativo con un doppio di se stesso e il generale Zod (Shannon) che minaccia nuovamente la Terra.

Per rimettere a posto il pasticcio combinato, la sua unica possibilità è quindi chiedere aiuto al Batman di questa dimensione (Keaton)...


L'Uomo d'Acciaio (2013)
Batman v Superman: Dawn of Justice (2016)
Suicide Squad (2016)
Wonder Woman (2017)
Aquaman (2018)
Wonder Woman 1984 (2020)
Zack Snyder's Justice League (2021)

Dopo 10 anni si è conclusa la parabola del DC Extended Universe (per gli amici DCEU), l'universo interconnesso dei supereroi della DC Comics che avrebbe dovuto fare concorrenza al Marvel Cinematic Universe (per gli amici MCU).

Certo, dovremmo citare anche altri lungometraggi usciti nel decennio: i due Shazam!, Josstice League (ossia la Justice League originariamente rovinata da Joss Wheadon), Birds of Prey, The Suicide Squad (il semi-reboot operato da James Gunn), Black Adam e Blue Beetle.
Ma non siamo sicuri che siano canonici, per cui siamo propensi a non considerarli tali.

Comunque sia, la festa è finita e il lungamente sospirato capitolo solista dedicato al velocista rosso è la fine del ciclo (benché cronologicamente dopo di esso sia ancora uscito il secondo Aquaman, nell'indifferenza generale).
Non solo: questo lungometraggio funge anche da chiusura del... Burton-verse!

Ebbene sì, la mossa geniale della Warner Bros. è stata quella di aver sfruttato l'inflazionato "multiverso" per far tornare l'Uomo Pipistrello originale, quello del dittico diretto da Tim Burton: Batman (1989) e Batman-Il Ritorno (1992).
Incontenibile l'entusiasmo dei fan - noi tra questi, ovviamente - che possono vedere il grande Michael Keaton rivestire, a 70 anni suonati(!), i panni del personaggio che lo aveva reso famoso.

The Flash è dunque lo Spider-Man: No Way Home della Distinta Concorrenza?
Non esattamente, ma certo poter vedere nella stessa pellicola due versioni cult del Cavaliere Oscuro - più un cammeo a sorpresa nell'ultima scena - è un evento inedito ed eccitante per gli appassionati del personaggio, oltre che probabilmente un'occasione irripetibile.

Peccato solo che i frutti della travagliatissima lavorazione - cambi continui di regista, scene scartate e rigirate ex-novo, un budget cresciuto tanto esponenzialmente da aver reso il film uno dei maggiori flop della storia del cinema recente - traspaiano anche troppo.
Ad effetti speciali altamente realistici si alternano inserti di IA incredibilmente dozzinali, la storia è un po' convulsa, i momenti umoristici mal si amalgamano col tono complessivamente serio della pellicola.

Stretta tra un incipit troppo lungo (la scena di Flash che salva i neonati in caduta libera è superflua e vagamente creepy; inoltre, la sua ripresa nei titoli di coda risulta anche divertente, ma del tutto incongrua) e un terzo atto esagerato (ma con una sorpresa che riguarda un film supereroistico scritto da Kevin Smith e mai realizzato), la parte migliore è quella centrale, specie dopo che entra in campo Bat-Keaton.

Il protagonista di Beetlejuice e Birdman è in forma smagliante e vale da solo la visione dell'opera.
Peccato solo che il suo insperato ritorno sotto cappa e mantello sia finito qua: il nostro ha fatto ancora in tempo a girare Batgirl e il seguito di Aquaman, ma il primo è stato inspiegabilmente cancellato a riprese praticamente ultimate (con una perdita netta di 90 milioni di dollari!) e nel secondo il suo cammeo è finito sul pavimento della sala di montaggio.

Nel complesso, The Flash risulta comunque uno dei capitoli migliori del DCEU, e rivedere un'ultima volta Wonder Gadot e Batfleck è di per sè una goduria pazzesca.
Tuttavia rimane l'amaro in bocca per quel che il franchise avrebbe potuto essere se gli executive della Warner avessero lasciato mano libera a Zack Snyder, principale artefice dei lungometraggi più riusciti della serie, anziché rovinare il suo lavoro con disastrose scelte produttive.

Probabilmente non vedremo mai i due seguiti di Justice League che il regista di 300 e Rebel Moon aveva pianificato, nonostante il miracoloso precedente dello Snyder's Cut.
Ora la palla è passata a James Gunn - autore della trilogia dei Guardiani della Galassia - che ha deciso di ripartire da zero con un ennesimo, mastodontico reboot.

Gli (e ci) auguriamo ogni bene, ma diciamocela tutta: lo Snyderverso ci mancherà.


[PS: per approfondire l'argomento DCEU, (ri)ascoltatevi l'episodio 8 (Aquaman) e l'episodio 14 (Zack Snyder's Justice League + Wonder Woman 1984) del BOMBCAST, il podcast ufficiale di CINEMA A BOMBA!]


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venerdì 16 settembre 2022

DC LEAGUE OF SUPER-PETS, IL CANE È IL MIGLIOR AMICO DEL (SUPER)UOMO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/Australia, 2022
105'
Regia: Jared Stern
Voci originali: Dwayne "The Rock" Johnson, Kevin Hart, John Krasinski, Olivia Wilde, Diego Luna, Keith David, Alfred Molina, Lana Headey, Keanu Reeves.


Krypto (Johnson) è il fedele cane di Superman (Krasinski) fin dalla più tenera età, ma è geloso del fidanzamento del suo padrone con la giornalista Lois Lane (Wilde).

Quando l'Uomo d'Acciaio viene rapito dal perfido Lex Luthor, al quadrupede non resta che allearsi con un improvvisato team di animali abbandonati, guidato dal disilluso Asso (Hart)...


Avete presente la Justice League, ossia la supersquadra composta da Batman, Superman, Wonder Woman, Flash, Cyborg, Aquaman e - in alcuni casi, come questo - Lanterna Verde (di fatto gli Avengers della DC Comics)?
Ecco, ora immaginatevela in versione... semi-canina!

Supereroi e cani: una combo perfetta per entusiasmare il pubblico più giovane, come gli incassi registrati finora confermano!
Ma anche un'occasione piacevole per gli adulti, considerata la quantità di riferimenti meta-cinematografici e meta-fumettistici che solo chi non è più bambino può cogliere.

Se questo lungometeaggio funziona è merito soprattutto di un ritmo serrato che non concede momenti di noia, una sceneggiatura adeguatamente brillante e un cast vocale di prim'ordine.

A tal proposito, ci permettiamo di consigliarne la versione originale: sia perché abbiamo avuto l'impressione che alcune battute siano andate perse nella traduzione, sia perché il doppiaggio italiano - benché meno osceno di quello che ci si potrebbe aspettare - risulta appena sufficiente.

Vedendo il film in lingua inglese si possono invece apprezzare le performance di un nutrito gruppo di attori di serie A: dall'ex wrestler The Rock (Jumanji, Red Notice) al novello Mr. Fantastic Krasinski, dal messicano Luna (ve lo ricordate in Star wars: Rogue One?) alla bellissima Wilde già apprezzata in Her-Lei e nel recente Ghostbusters: Legacy.

Che dire poi di Keanu Reeves?
Il divo di Point Break e Matrix se la cava inaspettatamente bene nei panni (virtuali) dell'Uomo Pipistrello, al punto che quasi non si rimpiangono né Ben Affleck né Michael Keaton.

Occhio infine alla spassosa scena post-credits: viene introdotto un personaggio che presto avrà una pellicola in live action dedicata e compare un altro adorabile supercanide, Anubi (anch'esso con la voce originale di Johnson).

DC League of Super-Pets è un film per tutta la famiglia, uno di quelli che si rivede volentieri più volte e di cui ci si ritrova già ad attendere il seguito.
È proprio vero quel che si dice: il cane è il miglior amico dell'uomo.
Di più: anche del super-uomo.


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lunedì 13 dicembre 2021

I CLASSICI: L'UOMO SUL TRENO, LA DURA VITA DEL PENDOLARE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2018
105'
Regia: Jaume Collet-Serra
Con: Liam Neeson, Patrick Wilson, Florence Pugh, Vera Farmiga, Elizabeth McGovern, Sam Neill.


New York. Michael (Neeson), ex poliziotto diventato agente assicurativo, si reca ogni giorno al lavoro facendo il pendolare sullo stesso treno.

Proprio nel giorno in cui viene licenziato, durante il viaggio di ritorno viene avvicinato da una misteriosa sconosciuta (Farmiga) che gli propone uno scambio: 100.000 dollari (25.000 in anticipo) se lui troverà la persona che - a detta della donna - non dovrebbe trovarsi su quel treno.

Il tempo stringe e il nostro dovrà ingegnarsi per venire a capo della faccenda, specie dopo essere stato minacciato di ritorsioni contro la propria famiglia nel caso dovesse rinunciare o fallire...



La carriera recente di Liam Neeson si può riassumere in due fasi: prima di Taken e dopo.

Prima, l'attore nordirlandese era un divo in declino, ormai lontano dai fasti delle pellicole che lo avevano consacrato (Schindler's List e Michael Collins, su tutte).
Dopo, il nostro ha iniziato a vivere una seconda giovinezza artistica come interprete di lungometraggi d'azione.

Uno dei migliori - se non proprio il migliore - del pacchetto è questo, un thriller con tutti gli ingredienti al posto giusto, diretto da un regista spagnolo che ha studiato a fondo i film di genere hollywoodiani.

Dall'alto della propria statura (non solo professionale) e di 66 anni portati benissimo, il protagonista di Star Wars Ep.I e La Ballata di Buster Scruggs regge il peso della pellicola sulle spalle, coadiuvato da una manciata di comprimari ben scelti.



Tra questi segnaliamo Florence Pugh, in un'apparizione pre- Black Widow, e Patrick Wilson, già visto in Aquaman.
Mentre Vera Farmiga (The Departed, Tra le Nuvole), nonostante abbia un ruolo fondamentale nell'intreccio e sia ampiamente presente nel trailer, compare di persona solo per 6 minuti.

I bibliofili possono sbizzarrirsi a scovare i vari riferimenti letterari: da La Lettera Scarlatta (il personaggio chiamato "Prynne") a Il Conte di Montecristo (nella scena finale).
Ma la cosa più divertente del film è scoprire che nessuna sequenza è stata davvero girata su un treno: tutti gli interni che si vedono sullo schermo sono in realtà un set!

Vi piacciono i mezzi di locomozione? Siete fan di Liam Neeson? Fate i pendolari?
L'Uomo sul Treno è un action movie che potrebbe farvi trascorrere una serata piacevole.
Forse piacevolissima.


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venerdì 18 dicembre 2020

BOMBCAST: EP. 014 - INTO THE SNYDERVERSE! JUSTICE LEAGUE + WONDER WOMAN 1984 (TRAILER)

Zack Snyder dirige Batfleck e Wonder Gadot (clicca sull'immagine per ascoltare/scaricare il file). 


BACK TO DA BOMB!!!
Dopo una lunga pausa, ecco il ritorno del BOMBCAST, il podcast associato al nostro blog!

In questo nuovo episodio parliamo delle prossime uscite del DC Extended Universe (per gli amici DCEU), l'universo cinematografico dedicato a Batman, Superman e compagnia, nonché Diretto Concorrente del Marvel Cinematic Universe).

Per la precisione, recensiamo i trailer di:
- Zack Snyder's Justice League, chiaccheratissimo director's cut del controverso - ma non disprezzabile - Justice League;
- Wonder Woman 1984, secondo capitolo "solista" dedicato alla mitica eroina amazzone Wonder Woman.

Volete saperne di più? Scaricate e/o ascoltate il file audio cliccando sulla foto in alto!
Buon divertimento e alla prossima puntata!


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giovedì 5 dicembre 2019

I CLASSICI: L'UOMO D'ACCIAIO, IL RITORNO DEL CAVALIERE SUPER

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/Regno Unito, 2013
143'
Regia: Zack Snyder
Interpreti: Henry Cavill, Amy Adams, Kevin Costner, Michael Shannon, Diane Lane, Laurence Fishburne, Russell Crowe.


Su Krypton succede il finimondo: il pianeta sta collassando a causa dell'esaurimento delle risorse naturali, mentre il fanatico generale Zod (Shannon) tenta un colpo di stato militare.
Prima di morire, lo scienziato Jor-El (Crowe) e sua moglie infondono il codice genetico nel loro figlio neonato Kal-El e lo spediscono sulla Terra con una navetta spaziale.

Sul nostro pianeta Kal-El viene adottato da una coppia di agricoltori (Costner e Lane) e cresce - ignaro delle proprie origini - col nome di Clark Kent.
Con l'arrivo dell'adolescenza si accorge però di avere poteri e abilità non comuni agli altri esseri umani e, dopo la morte di uno dei genitori, si mette a viaggiare per il mondo.

Arrivato nell'Artide, scopre la verità sulle proprie origini e conosce la tenace giornalista Lois Lane (Adams).
Peccato che Zod e i suoi sgherri siano arrivati anch'essi sulla Terra con l'idea di trasformarla in una nuova Krypton, sterminandone la popolazione.

C'è bisogno di un "super extraterrestre" per salvare gli esseri umani e il loro piccolo pianeta...






2018: Aquaman e Shazam!
2017: Justice League e Wonder Woman.
2016: Suicide Squad e Batman v Superman.
2013: L'Uomo d'Acciaio.

Andando a ritroso, si potrebbe affermare che il DC Extended Universe - la risposta della Distinta Concorrenza al Marvel Cinematic Universe - abbia avuto origine con la pellicola di rilancio del "superuomo" per eccellenza.

E se invece vi dicessimo che tutto ebbe inizio dalla saga del Cavaliere Oscuro?
Bene, facciamo qualche passo indietro.

Le tappe della storia dell'Alieno di Krypton sul grande schermo sono note: negli anni 70-80 la tetralogia con protagonista il compianto Christopher Reeve; quindi la lunga pausa degli anni 90, dovuta in parte al successo del "cugino" Batman (il dittico di Tim Burton in primis) e in parte al naufragio di Superman Lives, reboot scritto da Kevin Smith (trovate qui il riassunto della vicenda); infine lo sfortunato Superman Returns, tardivo seguito a firma di Bryan Singer (regista di 4 film degli X-Men).






Il successo della trilogia dell'Uomo Pipistrello ideata dal geniale Christopher Nolan accende una scintilla nella mente di qualche produttore: perché non rilanciare anche l'Uomo d'Acciaio e successivamente far interagire i due iconici personaggi in pellicole crossover, sul modello Marvel?

Questo spiega il ruolo dell'autore di Interstellar e Dunkirk come produttore/co-soggettista, oltre alla partecipazione di alcuni suoi collaboratori, tra i quali David S. Goyer (sceneggiatura) e Hans Zimmer (musiche).

Badate bene, però: le somiglianze finiscono praticamente qui.
L'Uomo d'Acciaio non è un film di Nolan, è in tutto e per tutto un film di Zack Snyder.

Il che può essere tanto un bene quanto un male: il regista di Watchmen e 300 è famoso per dividere i cinefili tra chi lo idolatra apertamente e chi lo detesta senza pietà.
Inevitabilmente, anche questa pellicola ha polarizzato l'opinione di critici e pubblico.

Per quanto ci riguarda, siamo schierati tra coloro che difendono l'ambizioso cineasta del Wisconsin.
Un Superman così epico, tragico e appassionante non l'avevamo ancora visto.

Ispirandosi visivamente all'aggiornamento fumettistico operato dal disegnatore Jim Lee (WildC.A.T.s, X-Men), Snyder fa del protagonista un personaggio tormentato e messianico, immergendolo in una cornice che più spettacolare e grandiosa non si può.






Gli effetti speciali e le scene d'azione si sprecano, ma è nelle pause d'introspezione che il film prende il volo, merito anche di un cast da leccarsi i baffi.

Il britannico Henry Cavill ha quello che si dice il phisique du role e si rivela un attore tutt'altro che monocorde, mentre Amy Adams è una Lois Lane piacevolmente insolita, lontana dal modello di giovane pin-up che ci si poteva aspettare per il ruolo e di cui purtroppo abbonda la cinematografia contemporanea.

Nei ruoli di contorno, se nella parte del cattivo Michael Shannon - apprezzatissimo in Bug e Take Shelter - risulta un po' sopra le righe, come Signor Kent Kevin Costner sforna una delle sue migliori interpretazioni recenti.

Nonostante l'ottimo risultato al botteghino, L'Uomo d'Acciaio è stato aspramente criticato dalla maggior parte della critica specializzata, così come i film che l'hanno seguito (uniche eccezioni: Wonder Woman e l'acclamato Joker, fresco Leone d'Oro a Venezia).

Tant'è che, mentre scriviamo, non è ancora chiaro se Henry Cavill tornerà a indossare il costume di Superman (un discorso simile vale per Ben Affleck, che nel frattempo aveva efficacemente sostituito Christian Bale come Batman).

Noi speriamo di sì.
Ma l'unico modo per scoprirlo è ovviamente attendere il prossimo capitolo della Justice League.




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martedì 15 ottobre 2019

JOKER, SIAMO TUTTI CLOWN?

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
123'
Regia: Todd Phillips
Interpreti: Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz, Frances Conroy, Brett Cullen, Douglas Hodge, Dante Pereira-Olson, Shea Whigham, Bill Camp, Marc Maron, Bryan Callen


A Gotham City le profonde e durature disparità economiche hanno incattivito le persone: la criminalità dilaga indisturbata, i ricchi arroganti e strafottenti palesemente disprezzano e discriminano i più bisognosi, le periferie sono abbandonate al degrado e alla sporcizia.

Arthur Fleck (Phoenix) è un poveraccio con problemi psichici (che lo fanno ridere in modo parossistico e involontario) che vive con la madre (Conroy), anch'essa poco lucida, in uno squallido appartamentino in un edificio mal tenuto - dove vive anche la comprensiva ragazza-madre Sophie (Beetz) - e che guadagna qualche soldo facendo il clown in strada e in ospedale.

Il suo desiderio sarebbe quello di diventare un cabarettista - su modello del brillante conduttore televisivo Murray Franklin (De Niro) - ma la sua condizione mette a disagio le persone e in pubblico egli appare goffo e poco buffo.

La sua vita, poi, non è di certo una commedia: maltrattato da bambino, pure da adulto subisce ogni sorta di angheria e prepotenza.

Finché un giorno riesce a reagire all'ennesimo sopruso, scatenando un effetto domino sulla sua vita e su quella della città.






Preannunciato dalla clamorosa vittoria del prestigiosissimo Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia, da un nugolo di polemiche per un presunto incitamento alla violenza e dal timore di atti emulativi (soprattutto negli Stati Uniti), è arrivato come una bomba Joker, film sulla genesi del principale antagonista di Batman.

Grossi incassi finora al botteghino in tutto il mondo, fiumi di inchiostro sui giornali, in tendenza in tutti i social network, pubblico in visibilio, critici sommersi di...critiche in caso di recensioni non entustiastiche e comunque molto divisi (soprattutto in patria; in Italia invece il consenso è stato quasi unanime): poche opere riescono a suscitare reazioni così viscerali - ed il cinema, in crisi, ha un gran bisogno di ritrovare passione e idee, schiacciato com'è dalla concorrenza spietata delle Tv e delle piattaforme di streaming (si veda il caso Netflix, capace di sfornare ottimi lavori quali Roma di Alfonso Cuarón, La Ballata di Buster Scruggs dei fratelli Coen e il prossimo e già acclamato The Irishman di Martin Scorsese).

È vero, pochi mesi fa Avengers: Endgame ha spinto milioni di persone nelle sale ed è divenuto il film che ha incassato di più nella storia del cinema; ma si tratta del frutto di una programmazione attenta alla fidelizzazione degli spettatori (e quindi finalizzata soprattutto a fare profitti): prodotto rassicurante per i fan, molto gradevole, fatto molto bene, ricco di effetti speciali, con attori belli e scanzonati.

Recentemente Scorsese ha definito le pellicole Marvel come un parco divertimenti, come un puro intrattenimento senza alcuna pretesa artistica.
Si può essere d'accordo o meno con il pensiero di un cineasta così illustre - un vero appassionato, comunque, della Settima Arte - ma non si può non notare la penuria di "cose nuove" e di progetti audaci in campo cinematografico.

Ecco che allora Joker rappresenta una novità, un qualcosa di visto pochissime altre volte (e mai in modo così efficace): il tentativo di proporre un film d'autore, un film di denuncia a basso budget, camuffandolo da cinecomics, da film popolare.

Come si fa a rendere interessante ad un ampio pubblico la storia di un uomo solo e con problemi psichici in balia della violenza, dell'indifferenza, del disprezzo?
Sarebbero in pochi quelli disposti a vedere una pellicola che tratta un argomento così duro e crudo.

Ma se quest'uomo così disgraziato diventasse poi un personaggio iconico e carismatico, principale antagonista di uno dei supereroi più celebri del mondo...

La rivincita di Arthur Fleck - avete notato che "A. Fleck" richiama il cognome del celebre attore che impersona l'Uomo Pipistrello nel ciclo della Justice League? - sulla società che lo ha così maltrattato, proprio in virtù del suo destino (da perdente sappiamo che diverrà un numero uno - sebbene del crimine), rappresenta allora un più potente megafono della protesta degli ultimi.

Chi, preoccupandosi, ha interpretato Joker come una chiamata alle armi rivolta a disagiati, però a nostro avviso non ha centrato il punto: con il pretesto del racconto delle origini di un cattivo, si affrontano i temi della malattia mentale, dell'emarginazione, della sopraffazione in un modo che possa arrivare diritto come un pugno agli stomaci degli spettatori.

Chi entra in sala convinto di vedere lo spin-off di un film di supereroi, si ritrova invece catapultato nella vita disgraziata di un pover'uomo e viene portato a trovare comprensione, rispetto, tenerezza per lui.

Il deflagrare della violenza, così, diventa la goccia che fa traboccare un vaso pieno di frustazione e, lungi dal giustificarne gli atti, diviene un urlo di rivolta liberatorio nei confronti di un mondo ingiusto in cui gli ultimi sono abbandonati a se stessi e i ricchi si permettono di deriderli o di liquidare le loro istanze come pretese irrealizzabili e comunque non prioritarie, se non addirittura come pericolose.

Joker ci avvisa: il mondo è in fermento, guai a far finta di nulla.






Todd Phillips non sbaglia niente, nella rappresentazione della sua visione: lasciati da parte Una Notte da Leoni e i suoi seguiti, ispirandosi a due classici del calibro di Taxi Driver e Re Per Una Notte di Scorsese, egli opta per un ritratto cupo, crudo, pessimistico della società.

La regia è grezza e realistica, ben lontana dalle esagerazioni dei cinecomics - apprezzabili, in questo contesto, la mancanza di effetti speciali fracassoni e invadenti e la fotografia "sporca" di Lawrence Sher.

La straordinaria colonna sonora composta dall'islandese Hildur Guðnadóttir è eterea e straniante; le canzoni That's Life e Send In The Clowns, rese universalmente note da Frank Sinatra, e Smile di Charlie Chaplin offrono un contrappunto ironico, mentre Rock & Roll Part 2 del molto discusso Gary Glitter e White Room dei Cream sono in sottofondo a due scene divenute iconiche - rispettivamente, quella della scalinata e quella dell'insurrezione.

Il trucco di Nicki Ledermann e Kay Georgiou e i costumi di Mark Bridges dovevano discostarsi in modo significativo da quelli delle personificazioni precedenti del personaggio: missione compiuta, sono stati apprezzati dal pubblico e sono divenuti riconoscibili e popolari.

Bravissimi gli attori "di contorno": Robert De Niro, quando vuole, sa essere straordinario (questa è la conferma); Zazie Beetz (già vista in Deadpool 2) ha una faccia che funziona; Frances Conroy (la madre di Arthur) e Brett Cullen (Thomas Wayne) sono convincenti.

Ma Joker, volenti o nolenti, è il film "di" Joaquin Phoenix.

Che fosse un interprete eccellente lo sapevamo già - è a dir poco strepitoso in Lei-Her di Spike Jonze e in The Master di Paul Thomas Anderson, giusto per fare due esempi.

Ma che fosse così bravo...

Non è molto corretto fare accostamenti con Jack Nicholson e col rimpianto Heath Ledger, che avevano già portato sullo schermo il personaggio, rispettivamente in Batman di Tim Burton e Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, anche perché i due erano co-protagonisti (sebbene molto carismatici e incisivi), mentre Phoenix è il fulcro dell'intero film, capace di reggerne il peso dalla prima all'ultima scena.

Scheletrico, nevrotico, sofferto, sgraziato, ferito, deformato, il corpo di Joaquin Phoenix si fa rappresentazione del dolore e dell'ingiustizia, così come il suo volto dolente è una smorfia di una sofferenza anche interiore e non un sorriso o un ghigno.

L'attore nato a Porto Rico dà un'interpretazione viscerale e totalmente immersiva, tanto da diventare lui stesso il personaggio che porta in scena, in una trasformazione che è impressionante: non si tratta di un semplice gigioneggiare in modo istrionico, né di un'adesione totale al Metodo Stanislavskij di immedesimazione maniacale.

È come se trasferisse tutti suoi demoni interiori, il suo vissuto, nel dolore, nella maschera, nella risata terrificante e straziante di Arthur Fleck.

Praticamente tutti quelli che hanno visto il film concordano sul fatto che egli meriterebbe ampiamente l'Oscar come miglior attore protagonista, ma indipendentemente dalla sua vittoria o dalla sua sconfitta sappiamo già che la sua magistrale prova attoriale sarà ricordata a lungo, tanto è incisiva, disperata, viva e sconvolgente.

Sicuramente la sua recitazione è l'asso vincente di un film che non esitiamo a definire un capolavoro incendiario - tanto è potente e in grado di generare discussioni.

Certo la scelta dei produttori di discostarsi dalla travagliata serie DC Extended Universe (L'Uomo d'Acciaio, Batman v Superman, Suicide Squad, Wonder Woman, Justice League, Aquaman, Shazam!) si è già rivelata un azzardo vincente.

Solo tra qualche anno vedremo se Joker resterà un caso isolato o se assumerà il titolo di precursore di un nuovo modo di intendere i cinecomics.

Noi tifiamo per quest'ultima ipotesi.




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lunedì 28 gennaio 2019

AQUAMAN, TAMARRO FORZA 9

(Clicca sulla locandina per sentire il nostro podcast e per vedere il trailer). 

USA/Australia, 2018
143'
Regia: James Wan
Interpreti: Jason Momoa, Amber Heard, Nicole Kidman, Willem Dafoe, Dolph Lundgren, Patrick Wilson, Yahya Abdul-Mateen II, Temuera Morrison, Djimon Hounsou; voci (in originale) di Julie Andrews e John Rhys-Davies.


Arthur Curry (Momoa) vive in un piccolo villaggio di pescatori del Maine.

Egli è figlio di Atlanna (Kidman), regina di Atlantide che gli ha trasmesso poteri sovrumani ma che è stata riportata negli abissi marini dai suoi simili appena nato, e del locale guardiano del faro (Morrison).

Ogni tanto si diletta a compiere imprese eroiche, ma il compito che lo attende è veramente tosto: fermare una guerra dagli esiti potenzialmente disastrosi che i popoli del mare vogliono muovere contro gli umani, accusati di inquinare le acque e di minacciare la pace e la prosperità delle civiltà sottomarine.

Ad aiutarlo, l'intrepida Mera (Heard) e il saggio Nuidis Vulko (Dafoe).






Tamarri di tutto il mondo, è arrivato il vostro (super)eroe!

Accantonati per un attimo lo stiloso Bruce Wayne/Batman e il normoelegante ma prestante Clark Kent/Superman - in attesa anche di trovare i nuovi attori che re-interpreteranno le due icone fumettare dopo l'addio di Ben Affleck e Henry Cavill - il DC Extended Universe si è focalizzato su un personaggio che nelle strip non ha mai raggiunto il livello di popolarità dei colleghi, ma che al contrario, nella trasposizione cinematografica, ha subito incontrato il gradimento del pubblico.

Apparso in un cameo in Batman v Superman: Dawn Of Justice, Aquaman ha avuto buono spazio in Justice League e ora ha addirittura il suo film solista, che nel mondo finora ha superato l'incasso di un miliardo di dollari.

Finalmente un successo commerciale per la DC - da sempre in lotta (finora persa) con la Marvel - che la ripaga dei risultati deludenti delle pellicole precedentemente citate e del mediocre Suicide Squad e che, nonostante le difficoltà, fa bene sperare per il prosieguo della serie, visto anche l'esito del fortunato Wonder Woman.

Sulla scia di quest'ultimo, il DCEU ha confermato di aver trovato un buon equilibrio tra azione e momenti brillanti, ha migliorato gli effetti speciali e investito sui cosiddetti contributi tecnici (montaggio, fotografia, sonoro...), e ha posto maggiore attenzione ai dialoghi (sulla trama, diciamo che ci sono molti margini di miglioramento).

Però il motivo principale del successo probabilmente va rintracciato nella scelta dell'attore protagonista.

L'ex modello hawaiiano Jason Momoa, già Khal Drogo nella serie Tv Il Trono di Spade e (non memorabilissimo) Conan il Barbaro nel remake omonimo del 2011, ha fatto breccia nei cuori di spettatori e spettatrici.

Grande e grosso, muscoloso, depilato, tautato, capelli e barba lunghi e mossi, vestiti fintamente trasandati, egli rappresenta un unicuum nel panorama supereroistico: mai si era visto un personaggio così "ignorante" (nel senso gergale del termine), tamarro.

Il nostro è perfetto per il ruolo, con il suo fisico imponente e il sorriso marpione e sardonico, e risulta sufficientemente casinaro, fracassone ed esagerato da risultare simpatico.

È lui il centro del film, con buona pace del resto del cast (al quale non sono stati affidati personaggi memorabili, ad essere sinceri), che pur vanta vecchie conoscenze di CINEMA A BOMBA!: dalla superdiva Nicole Kidman a Willem Dafoe (vincitore della Coppa Volpi a Venezia 2018), passando per Dolph Lundgren, la controversa ex di Johnny Depp Amber Heard ( The Rum Diary), il caratterista di origini maori Temuera Morrison (il Jango Fett di L'Attacco dei Cloni e La Vendetta dei Sith) e l'emergente Yahya Abdul-Mateen II (già visto in The Greatest Showman e prossimamente in Us, nuova opera di Jordan Peele dopo le acclamazioni per Get Out).

La sua affermazione ha oscurato anche il lavoro del regista malaysiano-australiano James Wan, già autore delle fortunate serie horror Saw e The Conjuring, che nonostante una sceneggiatura e una trama non propriamente esaltanti e qualche caduta di stile (perché ricostruire quasi interamente e reinventare con particolari inesistenti il bel borgo siciliano di Erice in studio e con effetti speciali? Non sarebbe stato meglio girare direttamente in loco?) è riuscito a confezionare un prodotto gradevole e divertente.

Un prodotto senza tante pretese (se non quella di intrattenere e fare cassa), che risponde alle aspettative della vigilia, che ci eravamo fatto anche noi nella nostra puntata del Bombcast dedicata al trailer del film: quelle di un film veramente "ignorante".

Siamo stati accontentati, e ora speriamo di rivedere presto Aquaman in azione: fossimo nella DC, per evitare un mare di problemi e gli scogli di una critica generalmente ostile alle pellicole della DC Comics, sfrutteremmo il più possibile l'onda lunga del successo del Protettore degli Oceani...




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lunedì 24 settembre 2018

BOMBCAST: EP. 008 - DC EXTENDED UNIVERSE, AQUAMAN (TRAILER)

(Clicca sulla locandina per ascoltare/scaricare il file). 


Cosa succederà al DC Extended Universe - la serie cinematografica dedicata ai supereroi dei fumetti DC Comics che finora comprende L'Uomo di Acciaio, Batman v Superman: Dawn of Justice, Suicide Squad, Wonder Woman e Justice League - dopo gli addii eccellenti annunciati negli scorsi giorni?

Ne parliamo in questo nuovo episodio del BOMBCAST, il podcast di CINEMA A BOMBA!

E già che ci siamo, commentiamo anche il trailer del prossimo film del franchise, quell'Aquaman che si preannuncia ad alto tasso di zarrismo.

Ovviamente non vediamo l'ora di vederlo.

Pronti a farvi travolgere da un'ondata di tamarraggine?


Il trailer di Aquaman





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