CINEMA A BOMBA!

lunedì 9 giugno 2025

WALLACE E GROMIT - LE PIUME DELLA VENDETTA, GNOMI PINGUINI E GUAI-A.I.-A.I.


(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



Regno Unito, 2024
79'
Regia: Nick Park, Merlin Crossingham


L'inventivo ma tontolone Wallace costruisce Norbot, uno gnomo da giardino robot in grado di svolgere lavori di giardinaggio e bricolage con un'efficienza ed una velocità incredibili.

Il suo saggio cane Gromit è un po' seccato dall'invadenza dell'automa, ma sono molti i vicini favorevolmente impressionati dalle capacità di quest'ultimo che ne ordinano una copia.

E molto interessato alle sue potenzialità è un malvagio pinguino, rinchiuso in un carcere per animali (in realtà uno zoo) e desideroso di rivalsa nei confronti di Wallace e Gromit, che anni prima avevano sventato un suo progetto criminoso e lo avevano fatto arrestare.

Il perfido pennuto escogita così un piano per evadere e per vendicarsi dei suoi avversari.

Creati da Nick Park (quello di Galline in fuga e Shaun, Vita da pecora, altri fortunati prodotti della sua Aardman Animations), realizzati in plastilina e animati con la tecnica dello stop motion, Wallace e Gromit sono un fenomeno globale.

Protagonisti di quattro cortometraggi (più una serie di clip) e di un lungometraggio vincitore dell'Oscar nel 2006 (La Maledizione del Coniglio Mannaro), essi sono sempre stati accompagnati dal favore della critica e da un successo di pubblico che ha travalicato senza troppi problemi i confini della natia Inghilterra.

C'era molta attesa tra i fan quindi per l'uscita della nuova avventura dela strana coppia (al cinema e su Netflix) - attesa che è stata ripagata.

Ricordate il corto I Pantaloni Sbagliati?

Beh, questo Le Piume della Vendetta ne rappresenta una sorta di seguito, non solo nel recupero dei personaggi, ma anche nelle tematiche, aggiornate all'attualità.

Oltre alla critica ad una tecnologia troppo invadente presente in entrambi, non si può non riscontrare stavolta anche una certa diffidenza nei confronti di un'intelligenza artificiale che rischia di prendere il posto dell'uomo e di portare allo stesso tempo ad una società sempre più disumanizzata.

Oltre ad essere molto divertente e adatto a tutta la famiglia, questo film tratta quindi argomenti tutt'altro che banali, come l'uso che facciamo dei mezzi a nostra disposizione e i potenziali rischi che un affidamento esagerato ad essi comporta.

Lo stile è leggero, il ritmo è sostenuto, le animazioni sono accattivanti, i contenuti ci sono, lo humour molto british non manca...

Peccato che le candidature a Golden Globe e Oscar non si siano concretizzate, ma le aspettative sono state comunque mantenute e Le Piume della Vendetta mantiene alto il livello dell'universo della Aardman.

Bentornati, Wallace e Gromit!


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domenica 16 febbraio 2025

OSCAR 2025. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, INTERNAZIONALE, SCENEGGIATURE

(Wallace & Gromit: Le Piume della Vendetta).  


(Flow).  


(The Wild Robot).  


(Inside Out 2).  



Quella del miglior film d'animazione è decisamente la categoria più familiare al grande pubblico - da tutti i punti di vista.

Per chi ha figli o semplicemente per chi vuole divertirsi (e, alle volte, anche riflettere) è più facile andare al cinema a vedere un cartoon piuttosto che un film d'autore.

Si può fare il tifo per l'uno o per l'altro candidato, ma alla fine è difficile che il vincitore scontenti troppa gente - anche perché le opere selezionate sono mediamente molto valide e apprezzate da critica e pubblico.

Non fa eccezione quest'anno: chiunque potrebbe vincere tra il lettone (!) Flow (vincitore del Golden Globe e nominato anche come miglior film straniero), il seguito di Inside Out (grande successo al botteghino), l'outsider (ma ben quotato) The Wild Robot e il nuovo film di Wallace & Gromit (con il ritorno del cattivo pinguino di I pantaloni sbagliati).

Maggiormente "snob" (e tendenzialmente non troppo considerata), per gli statunitensi, è la categoria del miglior film internazionale (fino a pochi anni fa "miglior film straniero", giusto per rendere meglio l'idea).

Qui poche settimane fa il vincitore annunciato era Emilia Perez di Jacques Audiard (13 nomination totali), ma la recente tempesta mediatica che ha investito la sua protagonista trans e le polemiche da parte dei Messicani e dei Latino-americani in genere lo hanno reso talmente odiato e odioso che sarà difficile portare a casa qualcosa dalla Notte delle Stelle.

A questo punto potrebbe spuntarla Io sono ancora qui del brasiliano Walter Salles, trascinato dall'interpretazione di Fernanda Torres.

Il crollo mediatico del film francese riapre i giochi anche per la sceneggiatura non originale, con James Mangold ( A Complete Unknown) e Peter Straughan (Conclave) che a questo punto sono i front runner.

Del tutto imprevedibile la lotta per la migliore sceneggiatura originale: ricordiamo che a Cannes 2024 Anora di Sean Baker ha vinto la Palma d'Oro, mentre Coralie Fargeat (The Substance) si è presa il premio proprio per il miglior script, mentre qualche mese dopo a Venezia Brady Corbet è stato proclamato miglior regista per The Brutalist.

A Hollywood, poi, sono molto benevoli nei confronti dei propri attori che passano dietro alla macchina da presa: Jesse Eisenberg (il Lex Luthor di Batman v Superman), al suo secondo film da regista, a quanto pare è piaciuto...

Insomma, i vincitori di queste quattro categorie sono ancora tutti da scrivere.


Miglior sceneggiatura non originale

Jacques Audiard, Thomas Bidegain, Léa Mysius e Nicolas Livecchi – Emilia Pérez

Greg Kwedar, Clint Bentley, Clarence Maclin e John "Divine G" Whitfield – Sing Sing

James Mangold e Jay Cocks – A Complete Unknown

RaMell Ross e Joslyn Barnes – Nickel Boys

Peter Straughan – Conclave


Miglior sceneggiatura originale

Sean Baker – Anora

Moritz Binder, Tim Fehlbaum e Alex David – September 5 - La diretta che cambiò la storia (September 5)

Brady Corbet e Mona Fastvold – The Brutalist

Jesse Eisenberg – A Real Pain

Coralie Fargeat – The Substance


Miglior film internazionale

Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia)

Flow - Un mondo da salvare (Straume), regia di Gints Zilbalodis (Lettonia)

Io sono ancora qui (Ainda estou aqui), regia di Walter Salles (Brasile)

Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Danimarca)

Il seme del fico sacro (Dāne-ye anjīr-e ma'ābed), regia di Mohammad Rasoulof (Germania)


Miglior film d'animazione

Flow - Un mondo da salvare (Straume), regia di Gints Zilbalodis

Inside Out 2, regia di Kelsey Mann

Memoir of a Snail, regia di Adam Elliot

Il robot selvaggio (The Wild Robot), regia di Chris Sanders

Wallace & Gromit - Le piume della vendetta (Wallace & Gromit: Vengeance Most Fowl), regia di Nick Park e Merlin Crossingham



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mercoledì 8 gennaio 2025

GOLDEN GLOBE 2025. I VINCITORI

(Da sinistra: Demi Moore, Kieran Culkin e Adrien Brody). 


Una delle domande che ritornano, con frequenza annuale, nel grande mondo del cinema è: i Golden Globe sono un'anticipazione degli Oscar?

Un tempo avremmo risposto di sì, ma negli ultimi anni c'è stata una sorta di inversione di tendenza, col risultato che quella dei premi assegnati dalla stampa estera è diventata una competizione a sé stante, piuttosto slegata dalle logiche politiche/economiche dell'Academy.

Ed è un bene: a giovarne sono infatti le pellicole stesse, che qui vengono premiate - l'impressione è questa, almeno - per meriti essenzialmente qualitativi.

Dalla serata è uscito vincitore il drammatico The Brutalist, racconto di un architetto scampato all'Olocausto, che si è aggiudicato i 3 premi più "pesanti": miglior film, regista e attore protagonista.

A tallonarlo troviamo Emilia Pérez, bizzarro musical che di globi se n'é portato a casa ben 4: miglior commedia, film straniero, attrice non protagonista e canzone.

Peccato che non abbiano trovato spazio film come A Complete Unknown (biopic su Bob Dylan diretto dal regista di Logan e Indiana Jones 5) e l'ottimo Dune - Parte 2 di Denis Villeneuve.
Anche il geniale Deadpool & Wolverine è rimasto a bocca asciutta, nonostante l'hype che l'accompagna.

Chi invece ha lasciato la cerimonia con un bel sorriso stampato in faccia è una coppia di interpreti che erano un po' finiti nel dimenticatoio: la rediviva Demi Moore, benché lasci perplessi la categoria in cui è stata incensata (miglior attrice in una commedia? Che cosa ci sarebbe di divertente nell'orrorifico The Substance?) e lo spilungone Adrien Brody, che oltre 20 anni fa vinse l'Oscar con The Pianist (in un ruolo molto simile a questo).

Gloria anche per due "supereroi": Zoe Saldana altri non è che Gamora dei Guardiani della Galassia, mentre conosciamo Sebastian Stan soprattutto come il Soldato d'Inverno degli Avengers.
Una bella soddisfazione per entrambi, che finalmente vengono riconosciuti come professionisti "seri", non solo interpreti di fumettosi blockbuster (una cosa simile era capitata l'anno scorso a Robert Downey Jr.).

E se stupisce positivamente la vittoria del cartone muto Flow (ma riuscirà a confermarsi agli Academy Awards contro la corazzata Disney?), la sconfitta dell'unica opera italiana in gara - l'acclamata Vermiglio - lascia un po' l'amaro in bocca.

Ma la strada verso gli Oscar è ancora lunga; nel frattempo, leggete qui sotto l'elenco dei vincitori e cliccate sui link che trovate!


Miglior film drammatico
The Brutalist, regia di Brady Corbet
A Complete Unknown, regia di James Mangold
Conclave, regia di Edward Berger
Dune - Parte 2, regia di Denis Villeneuve
Nickel Boys, regia di RaMell Ross
September 5, regia di Tim Fehlbaum

Miglior film commedia o musicale
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard
Anora, regia di Sean Baker
Challengers, regia di Luca Guadagnino
A Real Pain, regia di Jesse Eisenberg
The Substance, regia di Coralie Fargeat
Wicked, regia di Jon M. Chu

Miglior regista
Brady Corbet – The Brutalist
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora
Edward Berger – Conclave
Coralie Fargeat – The Substance
Payal Kapadiya – Amore a Mumbai

Migliore attore in un film drammatico
Adrien Brody – The Brutalist
Timothée Chalamet – A Complete Unknown
Daniel Craig – Queer
Colman Domingo – Sing Sing
Ralph Fiennes – Conclave
Sebastian Stan – The Apprentice

Migliore attrice in un film drammatico
Fernanda Torres – Ainda estou aqui
Pamela Anderson – The Last Showgirl
Angelina Jolie – Maria
Nicole Kidman – Babygirl
Tilda Swinton – La Stanza Accanto (The Room Next Door)
Kate Winslet – Lee

Migliore attore in un film commedia o musicale
Sebastian Stan – A Different Man
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Hugh Grant – Heretic
Gabriel LaBelle – Saturday Night
Jesse Plemons – Kinds of Kindness
Glen Powell – Hit Man

Migliore attrice in un film commedia o musicale
Demi Moore – The Substance
Amy Adams – Nightbitch
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez
Mikey Madison – Anora
Zendaya – Challengers

Migliore attore non protagonista
Kieran Culkin – A Real Pain
Jurij Borisov – Anora
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist
Jeremy Strong – The Apprentice
Denzel Washington – Il Gladiatore II

Migliore attrice non protagonista
Zoe Saldana – Emilia Pérez
Selena Gomez – Emilia Pérez
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Margaret Qualley – The Substance
Isabella Rossellini – Conclave

Miglior film in lingua straniera
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia)
Amore a Mumbai, regia di Payal Kapadiya (USA/Francia/India)
Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Polonia/Svezia/Danimarca)
Ainda estou aqui, regia di Walter Salles (Brasile)
Dāne-ye anjīr-e ma'ābed, regia di Mohammad Rasoulof (USA/Germania)
Vermiglio, regia di Maura Delpero (Italia)

Miglior film d'animazione
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Memoir of a Snail, regia di Adam Elliot
Oceania 2, regia di Dave G. Derrick Jr., Jason Hand e Dana Ledoux Miller
Wallace & Gromit: Le Piume della Vendetta, regia di Nick Park e Merlin Grossingham
Il Robot Selvaggio, regia di Chris Sanders

Migliore sceneggiatura
Peter Straughan – Conclave
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora
Brady Corbet e Mona Fastvold – The Brutalist
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Coralie Fargeat – The Substance

Migliore colonna sonora originale
Trent Reznor e Atticus Ross – Challengers
Volker Bertelmann – Conclave
Daniel Blumberg – The Brutalist
Kris Bowers – Il Robot Selvaggio
Clément Ducol e Camille – Emilia Pérez
Hans Zimmer – Dune - Parte 2

Migliore canzone originale
El mal (Clément Ducol, Camille e Jacques Audiard) – Emilia Pérez
Beautiful That Way (Andrew Wyatt, Miley Cyrus e Lykke Li) – The Last Showgirl
Compress / Repress (Trent Reznor, Atticus Ross e Luca Guadagnino) – Challengers
Forbidden Road (Robbie Williams, Freddy Wexler e Sacha Skarbek) – Better Man
Kiss the Sky (Delacey, Jordan K. Johnson, Stefan Johnson, Maren Morris, Michael Pollack e Ali Tamposi) – Il Robot Selvaggio
Mi camino (Clément Ducol e Camille) – Emilia Pérez

Miglior risultato al cinema e al box office
Wicked, regia di Jon M. Chu
Alien: Romulus, regia di Fede Álvarez
Beetlejuice Beetlejuice, regia di Tim Burton
Deadpool & Wolverine, regia di Shawn Levy
Il Gladiatore II, regia di Ridley Scott
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Twisters, regia di Lee Isaac Chung
Il Robot Selvaggio, regia di Chris Sanders


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martedì 6 gennaio 2015

I CORTI: WALLACE E GROMIT-I PANTALONI SBAGLIATI, OCCHIO AL PINGUINO

(Clicca sulla locandina per vedere il corto) 

Gran Bretagna, 1993
30'
Regia: Nick Park


Come regalo di compleanno, il cane Gromit riceve dal padrone Wallace dei pantaloni robotici con comandi a distanza.
Nel frattempo lo stesso Wallace, causa problemi economici, ha affittato la stanza di Gromit a un misterioso e antipatico pinguino...

L'animazione tramite plastilina - la cosiddetta stop motion - è una tecnica antica, alternativa a quella tradizionale dei "cartoni" (benché col tempo entrambe siano state superate, ma non sostituite, dalla grafica computerizzata).
Ne sono maestri indiscussi il britannico Nick Park e i suoi collaboratori (tra cui i co-registi e animatori Peter Lord e Steve Box), autori tra le altre cose dello spassoso lungometraggio Galline in Fuga.

Wallace & Gromit è una serie di corti popolarissimi Oltremanica che ogni tanto fanno capolino anche nelle televisioni italiane, di solito in concomitanza con le festività natalizie o pasquali.
Tra questi forse il più famoso è proprio I Pantaloni Sbagliati, vincitore di un Oscar come miglior cortometraggio e il preferito da Park.

Gromit è un cane muto, a tratti antropomorfo: legge il giornale, sveglia e veste il padrone con un complicato sistema di carrucole e ingranaggi, prepara la colazione; è intelligente e coraggioso.
Per contro, Wallace è un borghese un po' scemotto, amante del formaggio e delle fette biscottate, affezionato al proprio cane ma ingenuo e fifone.
Che ci sia tra le righe una sottile critica alla razza umana?

Satira a parte, consigliamo il film per le sue qualità tecniche e di intrattenimento: nonostante il doppiaggio un po' tirato via (ma CINEMA A BOMBA! vi permette una visione per intero e in lingua originale), offre 30 minuti di divertimento condito di un classico umorismo british.

PS: Park e soci vinceranno in seguito altre 2 statuette grazie a Wallace & Gromit, nel 1995 col breve Una Tostatura Perfetta e nel 2005 col lungometraggio La Maledizione del Coniglio Mannaro... Chissà che prima o poi non ci sia tempo e spazio er recensirli...

PPS: buona Epifania da tutta la redazione di CINEMA A BOMBA!

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