CINEMA A BOMBA!

giovedì 23 luglio 2026

I CLASSICI: JAY KELLY, LUCI DELLA RIBALTA SU CLOONEY (E SANDLER)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2025
132'
Regia: Noah Baumbach
Interpreti: George Clooney, Adam Sandler, Laura Dern, Billy Crudup, Jim Broadbent, Patrick Wilson, Isla Fisher, Greta Gerwig, Emily Mortimer, Sadie Sandler.


Il personaggio del titolo è un attore famoso, ma in piena crisi esistenziale (Clooney): il suo mentore (Broadbent) è morto, il suo manager storico (Sandler) fatica a stargli dietro e pure la sua publicist (Dern) dà segni di insofferenza.

Nel tentativo di non perdere anche il rapporto con la figlia adolescente, Jay la segue in Europa, prima in Francia e poi in Italia, con la scusa di una rassegna organizzata in suo onore...


Presentata in anteprima alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, questa pellicola è stata ampiamente strombazzata come la prima collaborazione tra due dei divi più amati e conosciuti di Hollywood: George Clooney e Adam Sandler.

Una mossa che non sembra aver scaldato i critici più di tanto: dal Lido è tornata a mani vuote, dai più recenti Golden Globe pure e degli Oscar è meglio tacere (zero candidature).

Eppure, un duetto formato dall'attore-regista di Le Idi di Marzo e dal comico di Un Tipo Imprevedibile poteva funzionare. E infatti - a nostro parere, almeno - funziona.
Anzi, le performance del cast sono il fiore all'occhiello di un'opera altrimenti un po' trascurabile.

Baumbach è uno sceneggiatore di qualche merito (vedere i copioni che ha firmato per Wes Anderson), ma un regista di comprovata medietà.
Il fatto che qui abbia firmato forse il proprio capolavoro è dovuto principalmente ad un gruppo di attori in grande spolvero.

Clooney è sempre Clooney: dà l'impressione di interpretare un protagonista molto diverso dal reale se stesso, ma infondendogli quell'irresistibile simpatia canagliesca che è il proprio marchio di fabbrica e che rende il personaggio molto meno sgradevole di quanto avrebbe potuto risultare.

Però Sandler, che negli ultimi anni si sta reinventando attore drammatico, lo batte ai punti con una prova ammirevolmente intensa e misurata.
Questa è la sua migliore interpretazione da Hustle ad oggi.

Gli altri sono poco più che comprimari, ma di lusso: dalla Laura Dern di Jurassic Park alla Emily Mortimer - anche co-sceneggiatrice - che ricordiamo in Notting Hill, benché probabilmente il cammeo più efficace sia quello di Jim Broadbent che imita il compianto filmmaker Peter Bogdanovich.

Al netto delle incertezze registiche sul tono, Jay Kelly è un film che affronta con un certo garbo temi delicati e attuali: l'egocentrismo della società contemporanea, gli effetti collaterali della fama, l'instabilità affettiva, l'impossibilità di cambiare il passato.

Una commedia drammatica in cui il sostantivo pesa meno dell'aggettivo, ma che si chiude con una nota se non positiva quantomeno di speranza.
E il regista dovrebbe fare una statua a George e Adam.


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domenica 15 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, INTERNAZIONALE, SCENEGGIATURE

Dall'alto: i protagonisti di Zootropolis 2; una scena de L'Agente Segreto.


Una delle sfide più appassionanti di questa edizione degli Academy Awards è quella tra film stranieri... ops, volevamo dire film internazionali!
A contendere la vittoria al thriller politico brasiliano L'Agente Segreto, fresco vincitore del Golden Globe, sono in particolare due lungometraggi coraggiosi che hanno fatto discutere e sono stati molto apprezzati.

La Voce di Hind Rajab - che utilizza la vera registrazione audio di una bambina palestinese alla Croce Rossa, prima di venire barbaramente uccisa dall'esercito israeliano - è stato premiato dalla Giuria alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia.
Un Semplice Incidente, amara critica al regime iraniano, aveva conquistato addirittura la Palma d'Oro all'ultimo Festival di Cannes.

Quest'ultimo - sorpresa - compete anche per la miglior sceneggiatura originale.
Pure qui la concorrenza è agguerrita, con il record di candidature I Peccatori come frontrunner e l'indipendente Marty Supreme come outsider.

Passando invece agli adattamenti, il plurioscarizzato Guillermo del Toro ci prova con Frankenstein, ma a sbarrargli la strada c'è il favorito P.T. Anderson con il suo "magnum opus" Una Battaglia dopo l'Altra.
Il copione di Hamnet co-approntato da Chloé Zhao, regista di Nomadland ed Eternals, potrebbe fungere da terzo incomodo.

E i film d'animazione?
Non ce li siamo dimenticati: la potente Disney si presenta con l'atteso seguito di Zootropolis e trova come principale contendente il lungometraggio Netflix KPop Demon Hunters (ricordate il precedente post sui premi musicali?).

In attesa di capire chi vincerà e chi no, non resta che leggere i candidati nell'elenco qui sotto e sbizzarrirsi coi pronostici (cliccate sui link per maggiori approfondimenti).


Miglior sceneggiatura non originale
Will Tracy – Bugonia
Guillermo del Toro – Frankenstein
Chloé Zhao e Maggie O'Farrell – Hamnet
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra
Greg Kwedar e Clint Bentley – Train Dreams

Miglior sceneggiatura originale
Robert Kaplow – Blue Moon
Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saivar e Mehdi Mahmudiyan – Un Semplice Incidente
Ronald Bronstein e Josh Safdie – Marty Supreme
Eskil Vogt e Joachim Trier – Sentimental Value
Ryan Coogler – I Peccatori (Sinners)

Miglior film internazionale
L'Agente Segreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile)
Un Semplice Incidente, regia di Jafar Panahi (Francia)
Sentimental Value, regia di Joachim Trier (Norvegia)
Sirāt, regia di Óliver Laxe (Spagna)
La voce di Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia)

Miglior film d'animazione
Zootropolis 2, regia di Byron Howard e Jared Bush
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
La piccola Amélie, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Elio, regia di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
Arco-Un'Amicizia per Salvare il Futuro, regia di Ugo Bienvenu


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martedì 16 dicembre 2025

FRANKENSTEIN, IL MOSTRO CHE ARRIVA DALLA MOSTRA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2025
150'
Regia: Guillermo del Toro
Interpreti: Oscar Isaac, Jacob Elordi, Mia Goth, Charles Dance, Ralph Ineson, Christoph Waltz.


Dal romanzo immortale di Mary Shelley, la storia del Dott. Victor Frankenstein (Isaac), che assembla pezzi di cadaveri e cerca di dar loro vita tramite l'energia elettrica.

Ci riesce, ma l'essere (Elordi) si ribella al proprio creatore e si allontana per cercare un senso alla propria esistenza...


Presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, il nuovo opus di Guillermo del Toro è l'ideale continuazione del percorso intrapreso nel 2022 con il suo controverso Pinocchio in stop motion (che gli fece vincere l'Oscar per la seconda volta, in questo caso per il miglior film d'animazione: è l'unico regista nella storia ad averlo conquistato in entrambe le categorie).

Adattare un classico della letteratura al proprio gusto e al proprio stile è sempre una scelta rischiosa, ma non si può certo dire che al cineasta messicano manchi il coraggio.
Naturalmente, Frankenstein è un'opera che si prestava bene, perché ha molto in comune con i topoi "deltoriani".

Il riscatto dei "diversi", la condanna dell'autoritarismo, la contrapposizione tra "mostro" presunto e mostri veri sono temi rintracciabili anche in altre pellicole del regista; su tutte, l'osannata e plurioscarizzata The Shape of Water.

Non mancano alcuni difetti storici dell'autore di Hellboy e Il Labirinto del Fauno: prolissità, esplosioni un po' gratuite di violenza, un eccesso di rigore ideologico.
Tuttavia, a bilanciarli troviamo - come di consueto - ottime performance attoriali e innegabili virtù formali.

Il cast si avvale del sempre ottimo Isaac - il suo protagonista è più rockstar che scienziato - e di un sorprendente Elordi (lo avevamo già visto in Deep Water, ricordate?), ma in ruoli di supporto si fanno notare pure l'austro-tedesco Waltz (Bastardi Senza Gloria, Django Unchained) e il britannico Ineson (Galactus nel recente I Fantastici Quattro-Gli Inizi).

GdT è un regista con un'idea artistica molto definita, che predilige i set costruiti concretamente in studio alle facili scorciatoie della CGI o - peggio ancora! - dell'AI, la profondità dei personaggi ai protagonisti bidimensionali, l'onestà etica all'intrattenimento puramente spensierato.

Frankenstein è un film che parla di paternità disfunzionale, di hubris e dei confini morali della scienza: può piacere o meno, ma è indubbiamente l'opera di un autore sincero e visionario, che si è accasato ad Hollywood senza perdere se stesso.
Un esempio di autentico cinema contemporaneo: non è mica poco.


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martedì 9 settembre 2025

VENEZIA 2025. MA IL CORAGGIO DOV'È?

(Dall'alto: Jim Jarmusch con la Palma d'Oro; la regista Kawthar ibn Haniyya mentre mostra la foto della piccola Hind Rajab; Werner Herzog premiato alla carriera dal collega Francis Ford Coppola)


Alla fine, il Leone d'Oro della 82a Mostra del Cinema di Venezia è andato a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch (qui trovate l'elenco completo dei vincitori).

L'autore di Daunbailò, Mystery Train e The Limits of Control ha realizzato una dramedy in 3 atti girata tra New Jersey, Dublino e Parigi, che ha conquistato la Giuria capitanata dal collega Alexander Payne (quello di The Descendants, Golden Globe nel 2012).

Un cineasta americano indie che premia un cineasta americano indie... non sembra proprio essere una coincidenza, considerando che anche il Leone d'Argento per la miglior regia è stato assegnato ad un cineasta americano indie (Benny Sadfie per The Smashing Machine).

A farne sostanzialmente le spese è stata la pellicola favorita alla vigilia: Ṣawt al-Hind Rajab (letteralmente: "la voce di Hind Rajab") della regista tunisina Kawthar ibn Haniyya, che documenta l'omicidio di una bambina palestinese di 5 anni da parte dell'esercito israeliano nei primi mesi dell'invasione della Striscia di Gaza.

Un'opera forte, che si avvale della registrazione originale della bimba quando - intrappolata in auto con la cugina - chiamò gli operatori della Croce Rossa, che non poterono però far nulla per impedire l'uccisione della piccola e della sua intera famiglia (papà, mamma e tre fratelli).
Al film è andato il Gran Premio della Giuria: un po' poco.

Possono invece ritenersi soddisfatti i padroni di casa: l'Italia ha ottenuto ben 2 riconoscimenti, la Coppa Volpi al solito Toni Servillo (con La Grazia, del solito Paolo Sorrentino) e il Premio speciale della Giuria per Sotto le Nuvole di Gianfranco Rosi (documentarista che aveva già vinto il Leone d'Oro nel 2013, come ricorderete).

Tornano in patria con le pive nel sacco tanto Jay Kelly (con l'inedito duetto tra George Clooney e Adam Sandler) quanto Il Mago del Cremlino di Olivier Assayas (con un sulfureo Jude Law in versione Vladimir Putin), ma soprattutto due pellicole che avevano raccolto i favori della critica.

Guillermo del Toro col suo Frankenstein e l'acclamatissima Kathryn Bigelow con l'apocalittico A House of Dynamite sono i grandi delusi della kermesse, ma chissà che non si prendano una rivincita ai prossimi Oscar.

In definitiva, questa edizione della Mostra verrà ricordata per le scelte non esattamente felici della Giuria e per le polemiche da esse scaturite, con i contestatori che ora accusano Payne e compagnia - tra i giurati anche l'italiana Maura Delpero - di non aver avuto il fegato di condannare Israele.

Qualcuno dirà che non vanno messe insieme arte e politica; d'accordo, ma arte e coraggio sì.
E quest'ultimo davvero non si è visto.


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domenica 7 settembre 2025

VENEZIA 2025. I VINCITORI

Un serissimo Jim Jarmush col Leone d'Oro. 


Jim Jarmusch con Father Mother Sister Brother ha vinto l'edizione numero 82 della Mostra del Cinema di Venezia.

La Giuria, presieduta del regista americano indie Alexander Payne (Paradiso Amaro), ha dunque premiato un altro regista americano indie.

Regista americano indie - coincidenza? - anche Benny Safdie (Diamanti Grezzi), premiato per il biopic sportivo The Smashing Machine.

L'Italia può festeggiare con la Coppa Volpi a Toni Servillo e il premio speciale della Giuria a Gianfranco Rosi.

Prossimamente arriverà il nostro consueto post di commento, nel frattempo leggete qui sotto l'elenco dei vincitori principali!


Leone d'oro al miglior film: Father Mother Sister Brother, regia di Jim Jarmusch
Leone d'argento (miglior regia): Benny Safdie per The Smashing Machine
Leone d'argento (Gran premio della Giuria): Ṣawt al-Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya
Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Xin Zhilei per Rì guà zhōngtiān
Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Toni Servillo per La Grazia
Leone d'argento per la migliore sceneggiatura: Valérie Donzelli e Gilles Marchand per À pied d'œuvre
Premio speciale della Giuria: Sotto le Nuvole, regia di Gianfranco Rosi
Premio Marcello Mastroianni: Luna Wedler per Stille Freundin


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martedì 26 agosto 2025

VENEZIA 2025. I FILM IN E FUORI CONCORSO











Dall'alto, scene da: Frankenstein di Guillermo del Toro, con Oscar Isaac e Jaboc Elordi; The Smashing Machine, con Dwayne Johnson; A house of dynamite di Kathryn Bigelow; La Grazia di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo; After the hunt di Luca Guadagnino, con Julia Roberts e Andrew Garfield.


Il Frankenstein di Guillermo del Toro.

E ancora: La grazia di Paolo Sorrentino, film di apertura; After the hunt di Luca Guadagnino, con Julia Roberts e Andrew Garfield; un inedito Dwayne Johnson in The Smashing Machine; Valeria Bruni Tedeschi nei panni della divina Eleonora Duse; il ritorno delle straordinarie coppie Yorgos Lanthimos-Emma Stone e Jim Jarmusch-Tom Waits; l'omaggio di Franco Maresco a Carmelo Bene; i nuovi film di Kathryn Bigelow, Gus Van Sant, Julian Schnabel, László Nemes, Ildikó Enyedi, Gianfranco Rosi, Werner Herzog, Sofia Coppola; la strana coppia George Clooney-Adam Sandler; le serie Tv firmate Stefano Sollima (sul mostro di Firenze) e Marco Bellocchio (sul caso Enzo Tortora)...

Anche questa edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica (la ottantaduesima!), che si terrà dal 27 agosto al 6 settembre 2025, promette faville.

Tanti e potenzialmente di alta qualità i titoli portati al Lido da Alberto Barbera, - in tabellone, tra gli altri, registi che hanno già vinto il Leone d'Oro: del Toro con The Shape of Water, Lanthimos con Poor Things!, Sokurov con Faust, Sofia Coppola (quella di Lost in Translation) con Somewhere, Gianfranco Rosi con Sacro GRA, Laura Poitras con All the Beauty and the Bloodshed - tante le star attese, tanta la curiosità intorno ad alcuni tra i più grandi nomi dell'industria cinematografica.

Chi solleverà quest'anno l'ambito felino aureo?

Quali film faranno breccia nel cuore di cinefili e pubblico?

Non ci resta che dare un'occhiata al programma e aspettare i responsi della giuria guidata da Alexander Payne - magari per far partire le consuete polemiche su vincitori e vinti.


In concorso


À pied d'œuvre, regia di Valérie Donzelli (Francia), con Virginie Ledoyen

Árva, regia di László Nemes (Ungheria, Regno Unito, Francia, Germania)

Bugonia, regia di Yorgos Lanthimos (Irlanda, Stati Uniti d'America, Corea del Sud), con Emma Stone, Jesse Plemons, Alicia Silverstone

Duse, regia di Pietro Marcello (Italia, Francia), con Valeria Bruni Tedeschi

Elisa, regia di Leonardo Di Costanzo (Italia, Svizzera), con Barbara Ronchi, Valeria Golino

L'Étranger, regia di François Ozon (Francia), con Denis Lavant

Father Mother Sister Brother, regia di Jim Jarmusch (Stati Uniti d'America, Italia, Francia, Irlanda), con Tom Waits, Adam Driver, Mayim Bialik, Charlotte Rampling, Cate Blanchett, Vicky Krieps

Un film fatto per Bene, regia di Franco Maresco (Italia)

Frankenstein, regia di Guillermo del Toro (Stati Uniti d'America), con Oscar Isaac, Jacob Elordi, Christoph Waltz, Mia Goth, Charles Dance

La grazia, regia di Paolo Sorrentino (Italia), con Toni Servillo, Anna Ferzetti - film d'apertura

A House of Dynamite, regia di Kathryn Bigelow (Stati Uniti d'America), con Idris Elba, Rebecca Ferguson, Jared Harris, Tracy Letts, Jason Clarke

Jay Kelly, regia di Noah Baumbach (Stati Uniti d'America, Regno Unito, Italia), con George Clooney, Adam Sandler, Laura Dern, Billy Crudup, Riley Keough, Stacy Keach, Jim Broadbent, Patrick Wilson, Eve Hewson, Greta Gerwig, Alba Rohrwacher, Emily Mortimer, Isla Fisher

Il mago del Cremlino (Le Mage du Kremlin), regia di Olivier Assayas (Francia), con Paul Dano, Jude Law, Alicia Vikander, Tom Sturridge, Jeffrey Wright

No Other Choice (Eojjeol suga eopda), regia di Park Chan-wook (Corea del Sud, Francia)

Nǚhái, regia di Shu Qi (Taiwan)

Rì guà zhōngtiān, regia di Cai Shangjun (Cina)

Silent Friend, regia di Ildikó Enyedi (Germania, Francia, Ungheria), con Tony Leung Chiu-wai, Léa Seydoux

The Smashing Machine, regia di Benny Safdie (Stati Uniti d'America), con Dwayne "The Rock" Johnson, Emily Blunt

Sotto le nuvole, regia di Gianfranco Rosi (Italia)

The Testament of Ann Lee, regia di Mona Fastvold (Stati Uniti d'America), con Amanda Seyfried, Thomasin McKenzie, Stacy Martin, Tim Blake Nelson

The Voice of Hind Rajab, regia di Kaouther Ben Hania (Tunisia, Francia)


Fuori concorso

Fiction

After the Hunt - Dopo la caccia (After the Hunt), regia di Luca Guadagnino (Stati Uniti d'America, Italia), con Julia Roberts, Ayo Edebiri, Andrew Garfield, Michael Stuhlbarg, Chloë Sevigny

Boşluğa xütbə, regia di Hilal Baydarov (Azerbaigian, Messico, Turchia)

Chien 51, regia di Cédric Jimenez (Francia) - film di chiusura - con Adèle Exarchopoulos, Louis Garrel, Romain Duris, Valeria Bruni Tedeschi

Dead Man's Wire, regia di Gus Van Sant (Stati Uniti d'America), con Bill Skarsgård, Dacre Montgomery, Colman Domingo, Cary Elwes, Al Pacino

Hateshinaki Scarlet, regia di Mamoru Hosoda (Giappone)

In the Hand of Dante, regia di Julian Schnabel (Stati Uniti d'America, Italia), con Oscar Isaac, Gal Gadot, Gerard Butler, Al Pacino, John Malkovich, Martin Scorsese, Jason Momoa, Franco Nero, Sabrina Impacciatore

L'isola di Andrea, regia di Antonio Capuano (Italia), con Teresa Saponangelo, Vinicio Marchioni

Il maestro, regia di Andrea Di Stefano (Italia), con Pierfrancesco Favino

Orfeo, regia di Virgilio Villoresi (Italia)

Den sidste viking, regia di Anders Thomas Jensen (Danimarca, Svezia), con Mads Mikkelsen

La valle dei sorrisi, regia di Paolo Strippoli (Italia, Slovenia), con Michele Riondino, Romana Maggiora Vergano


Non fiction

Broken English, regia di Jane Pollard e Iain Forsyth (Regno Unito)

Cover Up, regia di Laura Poitras e Mark Obenhaus (Stati Uniti d'America)

I diari di Angela - Noi due cineasti. Capitolo terzo, regia di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi (Italia)

Director's Diary, regia di Aleksandr Sokurov (Russia, Italia)

My Father and Qaddafi, regia di Jihan Kikhia (Stati Uniti d'America)

Ferdinando Scianna - Il fotografo dell'ombra, regia di Roberto Andò (Italia)

Ghost Elephants, regia di Werner Herzog (Stati Uniti d'America)

Huí jiā, regia di Tsai Ming-liang (Taiwan)

Kabul: Between Prayers, regia di Abuzar Amini (Paesi Bassi, Belgio)

Kim Novak's Vertigo, regia di Alexandre Philippe (Stati Uniti d'America)

Marc by Sofia, regia di Sofia Coppola (Stati Uniti d'America)

Nuestra tierra, regia di Lucrecia Martel (Argentina, Stati Uniti d'America, Messico, Francia, Paesi Bassi, Danimarca)

The Tale of Sylian, regia di Tamara Kotevska (Macedonia del Nord)

Remake, regia di Ross McElwee (Stati Uniti d'America)

Zapiski nastojaščego prestupnika, regia di Oleksandr Rodnjans'kyj e Andrij Alferov (Ucraina, Stati Uniti d'America)


Speciale "Cinema & Musica"

Francesco De Gregori - Nevergreen, regia di Stefano Pistolini (Italia)

Newport & the Great Folk Dream, regia di Robert Gordon (Stati Uniti d'America)

Nino - 18 giorni, regia di Toni D'Angelo (Italia)

Piero Pelù - Rumore dentro, regia di Francesco Fei (Italia)


Cortometraggi

Boomerang Atomic, regia di Rachid Bouchareb (Francia)

How to Shoot a Ghost, regia di Charlie Kaufman (Stati Uniti d'America, Grecia)

Origin, regia di Yann Arthus-Bertrand (Italia)


Serie

Etty, regia di Hagai Levi – miniserie TV, 6 puntate (Francia, Germania, Paesi Bassi)

Il mostro, regia di Stefano Sollima – serie TV, 4 episodi (Italia)

Portobello, regia di Marco Bellocchio – miniserie TV, puntate 1-2 (Italia, Francia)

Un prophète - La série, regia di Enrico Maria Artale – serie TV, 8 episodi (Francia)


Orizzonti

Lungometraggi

Un anno di scuola, regia di Laura Samani (Italia)

Barrio triste, regia di Stillz (Colombia)

Dinții de lapte, regia di Mihai Mincan (Romania, Francia, Danimarca, Grecia, Bulgaria)

En el camino, regia di David Pablos (Messico, Francia)

Estrany riu, regia di Jaume Claret Muxart (Spagna, Germania)

Funeral Casino Blues, regia di Roderick Warich (Germania)

Grand Ciel, regia di Akihiro Hata (Francia, Lussemburgo)

Harà Watan, regia di Akio Fujimoto (Giappone, Francia, Malesia, Germania)

Hiendra, regia di Ana Cristina Barragán (Ecuador, Messico, Francia, Spagna)

Human Resource, regia di Nawapol Thamrongrattanarit (Thailandia)

Komedi-e elāhi, regia di Ali Asgari (Iran, Italia, Francia, Germania, Turchia)

Late Fame, regia di Kent Jones (Stati Uniti d'America)

Mother, regia di Teona Strugar Mitevska (Macedonia del Nord, Belgio, Svezia, Danimarca, Bosnia ed Erzegovina)

Otec, regia di Tereza Nvotová (Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia)

Pin de fartie, regia di Alejo Moguillansky (Argentina)

Il rapimento di Arabella, regia di Carolina Cavalli (Italia)

Rose of Nevada, regia di Mark Jenkin (Regno Unito)

Songs of Forgotten Trees, regia di Anuparna Roy (India)

The Souffleur, regia di Gastón Solnicki (Austria, Argentina)


Cortometraggi

Coyotes, regia di Said Zagha (Palestina, Francia, Giordania)

The Curfew, regia di Shehrezad Maher (USA)

Je crois entendre encore, regia di Constance Bonnot (Francia)

Kushta Mayn - La mia Costantinopoli, regia di Nicolò Folin (Italia)

La Ligne de vie, regia di Hugo Becker (Francia)

Lion Rock, regia di Nick Mayow e Prisca Bouchet (Nuova Zelanda)

Merrimundi, regia di Niles Atallah (Cile)

Nedostupni, regia di Kyrylo Zemljanyj (Ucraina, Francia, Belgio, Bulgaria, Paesi Bassi)

Norheimsund, regia di Ana A. Alpízar (Cuba, Stati Uniti d'America)

El origen del mundo, regia di Jazmin Lopez (Argentina)

Rukeli, regia di Alessandro Rak (Italia, Svezia) - fuori concorso

Saint Simeon, regia di Olubunmi Ogunsola (Nigeria)

Tángláng, regia di Joe Hsieh e Yonfan (Taiwan, Hong Kong)

Utan Kelly, regia di Lovisa Sirén (Svezia)

Yòu jiàn chuīyān, regia di Viv Li (Germania, Belgio, Cina)


Venice Spotlight

À bras-le-corps, regia di Marie-Elsa Sgualdo (Svizzera, Francia, Belgio)

Ammazzare stanca, regia di Daniele Vicari (Italia)

Un cabo suelto, regia di Daniel Hendler (Uruguay, Argentina, Spagna)

Calle Malaga, regia di Maryam Touzani (Marocco, Francia, Spagna, Germania, Belgio)

La hija de la española, regia di Mariana Rondón e Marité Ugás (Venezuela, Messico)

Hijra, regia di Shahad Amin (Arabia Saudita, Iraq, Egitto, Regno Unito)

Made in EU, regia di Stephan Komandarev (Bulgaria, Germania, Repubblica Ceca)

Motor City, regia di Potsy Ponciroli (Stati Uniti d'America)


Venezia Classici

Restauri

Amaro destino (House of Strangers), regia di Joseph L. Mankiewicz (Stati Uniti d'America, 1949)

Aniki Bóbó, regia di Manoel de Oliveira (Portogallo, 1942)

Bashù - Il piccolo straniero (Bāshu gharibe-ye kuchak), regia di Bahram Beyzai (Iran, 1986)

Il delinquente delicato (The Delicate Delinquent), regia di Don McGuire (Stati Uniti d'America, 1957)

Destino cieco (Przypadek), regia di Krzysztof Kieślowski (Polonia, 1981)

Due ettari di terra (Do bīghā zamīn), regia di Bimal Roy (India, 1953)

Kagi, regia di Kon Ichikawa (Giappone, 1959)

Kwaidan (Kaidan), regia di Masaki Kobayashi (Giappone, 1965)

Lolita, regia di Stanley Kubrick (Stati Uniti d'America, 1962)

Il magnifico cornuto, regia di Antonio Pietrangeli (Italia, Francia, 1964)

Il marchio del rinnegato (Mark of the Renegade), regia di Hugo Fregonese (Stati Uniti d'America, 1951)

Matador, regia di Pedro Almodóvar (Spagna, 1986)

Il porto delle nebbie (Le Quai des brumes), regia di Marcel Carné (Francia, 1938)

Quel treno per Yuma (3:10 to Yuma), regia di Delmer Daves (Stati Uniti d'America, 1957)

Roma ore 11, regia di Giuseppe De Santis (Italia, 1952)

Lo spettro, regia di Riccardo Freda (Italia, 1963)

Ti ho sposato per allegria, regia di Luciano Salce (Italia, 1967)

Vive l'amour (Àiqíng wànsuì), regia di Tsai Ming-liang (Taiwan, 1994)


Documentari sul cinema

Boorman and the Devil, regia di David Kittredge (Stati Uniti d'America)

Elvira Notari - Oltre il silenzio, regia di Valerio Ciofani (Italia)

Holofiction, regia di Michal Kosakowski (Polonia)

Louis Malle, le révolté, regia di Claire Duguet (Francia)

Mata Hari, regia di Joe Beshenkovsky e James A. Smith (Stati Uniti d'America)

Megadoc, regia di Mike Figgis (Stati Uniti d'America)

Memoria de los olvidados, regia di Javier Espada (Spagna)

The Ozu Diaries, regia di Daniel Raim (Stati Uniti d'America)

Sangre del Toro, regia di Yves Montmayeur (Messico)


Venezia Final Cut (Final Cut in Venice)

Fiction

House of the wind (La maison du vent), regia di Kouemo Yanghu Auguste Bernard (Camerun, Benin, Francia, Belgio)

Mi sembra (Meu semba), regia di Hugo Salvaterra (Angola)

Standing at the ruins (Al woqoof ala el atlal), regia di Saeed Taji Farouky (Egitto, Regno Unito) – Focus on the United Kingdom

The station (Al mahattah), regia di Sara Ishaq (Yemen, Giordania, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Qatar)

Yesterday the eye didn't sleep, regia di Rakan Mayasi (Belgio, Libano, Palestina)


Documentari

Legacy (Soleil, lune, étoiles), regia di Mamadou Dia (Senegal, Francia)

Progetto senza titolo dallo Yemen, regia di Mariam Al-Dhubhani (Yemen, Qatar, Norvegia, Francia)

Out of school (La cour des grands), regia di Hind Bensari (Danimarca, Marocco) – Focus on Morocc


Sezioni autonome e parallele


Settimana internazionale della critica

In concorso

AGON, regia di Giulio Bertelli (Italia, Stati Uniti d'America, Francia)

Cotton queen, regia di Suzannah Mirghani (Germania, Francia, Palestina, Egitto, Qatar, Arabia Saudita)

Gorgonà, regia di Evi Kalogiropoulou (Grecia, Francia)

Ish, regia di Imran Perretta (Regno Unito)

Roqia, regia di Yanis Koussim (Algeria, Francia, Qatar, Arabia Saudita)

Straight circle, regia di Oliver Hudson (Regno Unito)

Waking hours, regia di Federico Cammarata e Filippo Foscarini (Italia)


Fuori concorso

Les immortelles, regia di Caroline Deruas Perano (Francia, Canada) - film d'apertura

100 nights of Hero, regia di Julia Jackman (Regno Unito) - film di chiusura




Cortometraggi in concorso

ARCA, regia di Lorenzo Quagliozzi (Italia)

Festa di famiglia, regia di Nadir Taji (Italia)

Marina, regia di Paoli de Luca (Italia)

La moto, regia di Matteo Giampetruzzi (Italia, Danimarca, Spagna)

El pütì pèrs, regia di Paolo Baiguera (Italia)

The Pørnøgraphər, regia di HARIEL (Italia)

Sante, regia di Valeria Gaudieri (Italia)


Cortometraggi fuori concorso

Restare, regia di Fabio Bobbio (Italia) - film d'apertura

Confini, canti, regia di Simone Massi (Italia) - film di chiusura



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