CINEMA A BOMBA!

giovedì 16 luglio 2026

GLI INEDITI: BUSBOYS, IL RITORNO DELLA COMMEDIA (IDIOTA)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2026
97'
Regia: Jonah Feingold
Interpreti: David Spade, Theo Von, Charlotte McKinney, Tim Dillon, Jay Pharoah, Chris Elliott.


Due idioti sfaccendati - uno di mezza età (Von), l'altro più vecchiotto (Spade) - diventano migliori amici e cercano di trovare insieme un modo per sbancare il lunario.

Il loro sogno è diventare camerieri(?!), dopo aver fatto la gavetta come inservienti (i busboys del titolo) in una trattoria/bettola al confine col Messico...


Curioso esperimento di cinema (semi)indipendente: anziché da uno studio o da una piattaforma di streaming, questa pellicola è stata interamente finanziata dalla coppia protagonista, che ha speso di tasca propria circa 3 milioni di dollari.

Il più noto dei due è il comico David Spade, paggetto della corte di Adam Sandler fin dai tempi del celebre programma tv Saturday Night Live e che i lettori del nostro blog conoscono per Joe Dirt.
L'altro, Theo Von, è un podcaster noto per aver ospitato Donald Trump.

Distribuita in modo limitato sfruttando il passaparola, l'opera dei due attori/sceneggiatori dovrebbe essere - nelle loro intenzioni, almeno - il ritorno alle "commedie di una volta".
Ossia, in verità, a quei lungometraggi pecorecci e politicamente scorretti in voga tra gli anni 90 e i primi 2000.

L'obiettivo era probabilmente realizzare qualcosa di simile a Scemo e + Scemo e American Pie, tuttavia il risultato è - ahinoi - più vicino a Freddy Got Fingered (ma senza l'irriverenza dadaista di Tom Green) e... Scemo e + Scemo 2.

La struttura narrativa è fatiscente, come uno sketch tirato a elastico o un mosaico di gag scollegate tra loro, ma soprattutto l'umorismo è di livello veramente basso: ci sono così pochi episodi spiritosi che persino gli utenti di bocca buona potrebbero rimanere delusi.

A parte i protagonisti, che fanno quel che possono pur non essendo - per dire - dei Norm Macdonald, gli unici altri del cast che forse si salvano sono Elliott e McKinney.
Il primo ha fatto di meglio (tipo Ricomincio da Capo) e la seconda è quantomeno un bel vedere, ma entrambi sono praticamente delle mere comparse.

Busboys è facilmente uno di quei film più divertenti da girare che da guardare e di certo più interessanti per come sono stati fatti che per il risultato in sé (niente di tanto diverso dal recentissimo Backrooms).

Teoricamente indirizzato ad un pubblico adolescente, è consigliabile semmai a spettatori almeno cinquantenni, di scarsa istruzione e ancor meno pretese, preferibilmente MAGA.


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domenica 21 settembre 2025

I CLASSICI: LE AVVENTURE DI JOE DIRT, ZOTICO È CHI LO ZOTICO FA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2001
91'
Regia: Dennie Gordon
Interpreti: David Spade, Brittany Daniel, Dennis Miller, Rosanna Arquette, Christopher Walken, Jaime Pressly, Kevin Nealon, Kid Rock.


Inserviente in apparenza rozzo e sempliciotto, Joe (Spade) racconta in diretta la propria vita al DJ (Miller) della stazione radio in cui lavora.
Inizia così un lungo flashback che ripercorre la travagliata ricerca dei sui genitori e gli incontri, lungo la strada, che gli hanno cambiato la vita.


Membro del cosidetto "Clan Sandler" (gruppo di amici e colleghi che ruota intorno al comico di successo Adam Sandler e spesso e volentieri girano film con/per lui), David Spade è il George Clooney del gruppo, essendo noto più per la quantità di attrici/modelle frequentate che per la qualità del proprio umorismo.

Cresciuto come spalla dello strabordante Chris Farley al Saturday Night Live (celebre programma tv che lanciò gente come Chevy Chase, Bill Murray, John Belushi, Dan Aykroyd, Eddie Murphy...) e in lungometraggi come Tommy Boy, dopo la tragica morte del partner si è messo in proprio realizzando pellicole come quella che vi stiamo recensendo.

Joe Dirt sta a David come Dirty Work stava a Norm Macdonald: è scritta dal protagonista stesso ed è la sua opera più rappresentativa (almeno in ambito cinematografico); oltre ad essere stata un modesto successo commerciale, diventando di culto solo in seguito grazie al passaparola.

Una commedia grossolana e prevedibile, che mette alla berlina la comunità redneck (gli americani degli stati meridionali, considerati ignoranti e di scarso intelletto), benché non abbastanza da poter essere classificata come satira, e - nonostante l'umorismo scatologico e immaturo - riesce a mettere a segno qualche colpo.

Alcune battute sono diventate a posteriori dei tormentoni sui social (in lingua originale: l'adattamento italiano dei dialoghi è come minimo superficiale); inoltre i personaggi principali sono ritratti con sincero affetto: oltre a Spade in un ruolo che ricorda Forrest Gump, dal cast emergono Arquette (ce la ricordiamo in Pulp Fiction?) e un autoironico Walken (visto recentemente in Dune-Parte 2).

Consigliabile a spettatori di bocca buona, Le Avventure di Joe Dirt è una possibilità per conoscere un comedian poco noto nel Belpaese e per passare un'ora e mezza senza troppi pensieri.
C'è chiaramente di meglio, ma rispetto - ad esempio - ai cinepanettoni nostrani sembra quasi un film di Chaplin.


[PS: ammesso che le due pellicole condividano lo stesso universo, non potrebbe essere che l'alligatore con cui lotta il protagonista sia lo stesso di Un Tipo Imprevedibile?!?]

[PPS: David ha realizzato anni dopo un seguito, Joe Dirt 2-Sfigati si Nasce; forse un giorno vi recensiremo anche quello... o forse no, chissà.]


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giovedì 18 settembre 2025

I CLASSICI: DIRTY WORK, IL GENIO "VENDICATIVO" DI NORM MACDONALD

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1998
82'
Regia: Bob Saget
Interpreti: Norm Macdonald, Artie Lange, Chevy Chase, Traylor Howard, Christopher McDonald, Jack Warden, Rebecca Romijn, John Goodman, Gary Coleman, Ken Norton, Chris Farley, Adam Sandler.


Uno spiantato (Macdonald) e il suo miglior amico (Large) devono trovare i soldi per poter far operare il padre del secondo (Warden), malato di cuore, da un chirurgo ludopatico (Chase).

I due mettono così in piedi un'agenzia di "lavori sporchi" dedita a vendicare clienti che hanno subito dei torti, ma finiscono per scontrarsi con un imprenditore senza scrupoli (McDonald)...


Della generazione di comici emersi negli anni 90 dalla trasmissione di culto Saturday Night Live, Adam Sandler era il "leader" (o almeno quello di maggior successo), Rob Schneider il "selvaggio", David Spade il "playboy", Chris Farley la "forza della natura".
Norm Macdonald, dal canto suo, era il "genio".

L'attore canadese - purtroppo scomparso prematuramente qualche anno fa - era famoso per l'umorismo asciutto e sarcastico, nè fisico (tipo Jim Carrey) nè verbale (à la Robin Williams), piuttosto basato sulla cadenza delle battute e i tempi dilatati.
Per molti è stato il degno erede di Andy Kaufman e Chevy Chase.

Proprio quest'ultimo - in grande spolvero! - compare in uno dei ruoli più spassosi della pellicola, passando idealmente il testimone al più giovane collega, a sua volta circondato da una pletora di amici e caratteristi ispirati.

Tra questi, fanno macchia il "cattivo" McDonald di Un Tipo Imprevedibile e la statuaria Romijn (Mystica dei primi X-Men).
Qua e là spuntano anche altri reduci del SNL: Farley - alla sua ultima apparizione prima della tragica morte per overdose - e Sandler in persona che fa il diavolo.

Sono infatti le performance degli attori - oltre ad una manciata di battute effettivamente divertenti - il punto forte di questa commedia politicamente scorretta, che nonostante un successo limitato al box office è diventata col tempo un vero cult.
Ragion per cui andrebbe vista in lingua originale per essere apprezzata al meglio, benché il doppiaggio sia dignitoso.

Tra i difetti va segnalata una regia a tratti non troppo vispa; per contro, ci sono almeno due gag ricorrenti memorabili: gli appunti vocali di Norm su un registratore portatile e Chevy progressivamente menomato dai creditori.

Dirty Work-Agenzia Lavori Sporchi è nel complesso il migliore e più significativo contributo cinematografico di Macdonald, che avrebbe poi continuato la carriera come stand-up comedian e soprattutto come brillante ospite/conduttore di talk show televisivi.

Un'occasione per (ri)scoprire e apprezzare uno dei comici più sottovalutati dell'era moderna.


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