CINEMA A BOMBA!

mercoledì 17 maggio 2017

CANNES 2017. SETTANTA MI DÀ TANTO...

Il poster del 70° Festival di Cannes ritrae una giovane Claudia Cardinale.  


Il Festival di Cannes è giunto alla settantesima edizione.
Un bel traguardo per questa rassegna e un'altra bella occasione per i suoi organizzatori.

Gilles Jacob e Thierry Frémaux - rispettivamente presidente e direttore artistico - quest'anno hanno puntato su una miscela apparentemente equilibrata di opere d'autore e pellicole che strizzano l'occhio al grande pubblico.
Ma soprattutto hanno scelto di dare ampio spazio all'altra metà del cielo.

Tantissime le donne, tutte bellissime e/o bravissime: da Monica Bellucci madrina del festival a Nicole Kidman con ben 4 interpretazioni differenti (3 film + 1 serie tv), passando per Jessica Chastain nella Giuria principale - capitanata da Pedro Almodóvar e composta, tra gli altri, anche da Will Smith e dal regista di La Grande Bellezza, Paolo Sorrentino - e Uma Thurman "presidenta" di quella della sezione Un Certain Regard.
Non è neppure un caso che nella locandina dell'evento campeggi una foto giovanile della nostra Claudia Cardinale.

Scorrendo l'elenco delle pellicole in programma, si nota purtroppo anche la totale assenza di italiani nella selezione ufficiale, benché qualcuno sia riuscito a spuntare in quelle "secondarie".






Beh, almeno c'è un'italo-americana: Sofia Coppola, figlia del famoso Francis Ford (ricordate Twixt?) che sulla Croisette aveva già portato The Bling Ring nel 2013.
Stavolta ha adattato The Beguiled, romanzo già portato sul grande schermo da Don Siegel nel 1971 con protagonista Clint Eastwood (La Notte Brava del Soldato Jonathan): riuscirà a uscire dalla crisi professionale degli ultimi anni?

Ritroviamo anche l'austriaco barbuto Michael Haneke: insieme al greco Yorgos Lanthimos (candidato quest'anno agli Oscar per la sceneggiatura di The Lobster, stavolta presenta The Killing of a Sacred Deer, che ripropone la coppia di The Beguiled: Colin Farrell e Nicole Kidman) e all'americano Todd Haynes (Wonderstruck, con Julianne Moore e Michelle Williams; sulla Croisette c'era già stato nel 2015 con Carol) è il favorito per la Palma d'Oro.
Non c'è da stupirsi: Haneke è un beniamino del Festival e ha già vinto 2 volte (l'ultima nel 2012 con Amour).

Meno quotati ma potenzialmente competitivi ci sono anche Michel Hazanavicius e Noah Baumbach.
Il cineasta Premio Oscar nel 2012 per The Artist presenta Le Redoutable (su Jean-Luc Godard), con la moglie/musa Bérénice Bejo; Baumbach è più famoso come co-sceneggiatore di Wes Anderson (sì, quello di Moonrise Kingdom e Grand Budapest Hotel) che come regista, ma il suo The Meyerowitz Stories è trainato da un cast da paura: Adam Sandler, Emma Thompson, Ben Stiller, Dustin Hoffman...

Quest'ultimo e Okja, pellicola diretta dal regista coreano di Snowpiercer, sono insolitamente targati Netflix - che comunque già a Venezia 2015 aveva piazzato in cartellone Beasts of No Nation.
La famosa rete televisiva li presenta dopo i dissidi avuti alla vigilia con gli organizzatori, che vorrebbero che fossero trasmessi anche nelle sale cinematografiche francesi (Netflix non ne ha intenzione).

E proprio la presenza di serie Tv è la grande novità di quest'anno.
In un'era in cui il confine tra grande e piccolo schermo è venuto a mancare, troviamo in cartellone anche opere d'autore come Top of The Lake, a firma della pluripremiata regista Jane Campion (un'altra donna...).
Ma il vero colpaccio di Frémaux è stato assicurarsi la proiezione delle prime due puntate di Twin Peaks, il serial di culto tornato dopo oltre 25 anni per mano di quel geniaccio di David Lynch, che avevamo lasciato alle prese coi suoi estemporanei cortometraggi.

Ma sono molte le cose interessanti che fanno capolino dal programma generale: molto atteso è ad esempio Wind River di Taylor Sheridan, già sceneggiatore di Sicario di Denis Villeneuve (recentemente nominato agli Academy Award per la regia di Arrival) e di Hell or High Water, candidato quest'anno a ben 5 Oscar (miglior film, Jeff Bridges attore non protagonista, sceneggiatura originale per lo stesso Sheridan, montaggio).

Occhio anche ai documentari, categoria sottovalutata: c'è quello di esordio di Vanessa Redgrave sui migranti e quello del più che novantenne Claude Lanzmann, già protagonista di un cortometraggio documentario candidato agli Oscar 2016.
Soprattutto troviamo An Inconvenient Sequel, atteso seguito del bellissimo e spaventoso Una Scomoda Verità, ancora con l'ex vicepresidente USA Al Gore sugli scudi.

I più raffinati potrebbero invece appassionarsi a Carne y Arena, progetto in realtà virtuale del bi-oscarizzato Alejandro G. Iñárritu (nel 2015 per Birdman e nel 2016 per The Revenant), assieme al fido direttore della fotografia Emmanuel Lubezki, che di statuette ne ha vinte 3 di fila (nel 2014, nel 2015 e nel 2016).

Infine, siete fumettari indefessi? Allora How To Talk to Girls at Parties - con Nicole Kidman e Elle Fanning (entrambe già nel film della Coppola) - potrebbe fare per voi: è tratto da una graphic novel di Neil Gaiman, il quotatissimo creatore di Sandman.

Belle donne, Nicole Kidman ubiqua, serie tv che conquistano la stessa dignità delle opere cinematografiche, pellicole intriganti o addirittura innovative...
Ci sono tutte le carte in regola per un Festival di Cannes davvero memorabile.




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martedì 16 maggio 2017

CANNES 2017. I FILM IN E FUORI CONCORSO

La protagonista di Cannes 2017, Nicole Kidman, dall'alto: in L'Inganno (al centro) di Sofia Coppola, con Kirsten Dunst (seconda da sinistra), Colin Farrell ed Elle Fanning (accanto all'attore); in una scena di The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos di nuovo con Colin Farrell; in versione punk (o David Bowie in Labirinth o Ivana Spagna anni Ottanta) in Hot to talk to Girls at Parties; nella miniserie Tv diretta da Jane Campion Top of the Lake: China Girl.  


Anniversario "tondo" per il Festival di Cannes, quest'anno: l'edizione numero 70 avrà luogo sulla Croisette dal 17 al 28 Maggio.

La kermesse francese riesce sempre ad attirare la nostra attenzione, grazie ad un (solitamente) buon dosaggio tra glamour e impegno e alla presenza di tanti divi e registi talentuosi.

Ora, non sempre le pellicole presentate si sono dimostrate all'altezza delle nostre aspettative; però in passato ci siamo occupati di alcune di queste.

Dall'edizione del 2012 venivano Moonrise Kingdom di Wes Anderson, Mud di Jeff Nichols, Re della Terra Selvaggia di Benh Zeitlin, No-I Giorni dell'Arcobaleno di Pablo Larraín e i brutti On The Road di Walter Salles e Holy Motors di Leos Carax.

Del 2013 erano La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino e All Is Lost di J.C. Chandor.

Del 2014 avevamo considerato The Disappearance of Eleanor Rigby di Ned Benson e Whiplash di Damien Chazelle, mentre del 2015 gli italiani Mia Madre di Nanni Moretti e il deludente Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone, insieme al cartone animato della Pixar Inside Out e a Mad Max: Fury Road di George Miller.

Nessuna opera uscita da Cannes 2016 è stata da noi recensita finora - ma già l'anno scorso ci eravamo lamentati per un' edizione sottotono.

E quella di quest'anno come sarà?

Un primo commento arriverà con il prossimo post, ma possiamo subito individuare una protagonista: Nicole Kidman.

L'avevamo lasciata qualche mese fa candidata a Golden Globe e Oscar per la sua commovente interpretazione in Lion di Garth Davis.

Qui sulla Croisette è ultrapresente con ben 3 film - due, quello di Sofia Coppola e quello di Lanthimos, molto attesi - e una serie Tv (diretta nientemeno che da Jane Campion).

Aria di rilancio in grande stile per la talentuosa diva australiana - e ne saremmo lieti.

Di seguito riportiamo l'elenco completo dei film in competizione e di quelli che, secondo noi, sono più interessanti.
A presto per il post di commento!






CONCORSO

120 battements par minute, regia di Robin Campillo (Francia)
In the fade (Aus dem Nichts), regia di Fatih Akın (Germania), con Diane Kruger
The Meyerowitz Stories, regia di Noah Baumbach (Stati Uniti d'America), con Adam Sandler, Emma Thompson, Ben Stiller, Dustin Hoffman
L'inganno (The Beguiled), regia di Sofia Coppola (Stati Uniti d'America), con Nicole Kidman, Colin Farrell, Elle Fanning, Kirsten Dunst
Rodin, regia di Jacques Doillon (Francia), con Vincent Lindon
Happy End, regia di Michael Haneke (Austria), con Isabelle Huppert, Jean-Louis Trintignant, Mathieu Kassovitz
Wonderstruck, regia di Todd Haynes (Stati Uniti d'America), con Julianne Moore, Michelle Williams
Le Redoutable, regia di Michel Hazanavicius (Francia), con Louis Garrel, Bérénice Bejo
Okja, regia di Bong Joon-ho (Corea del Sud), con Tilda Swinton, Jake Gyllenhaal, Paul Dano, Giancarlo Esposito
Hikari, regia di Naomi Kawase (Giappone)
The Killing of a Sacred Deer, regia di Yorgos Lanthimos (Grecia), con Colin Farrell, Nicole Kidman, Alicia Silverstone
A Gentle Creature, regia di Sergei Loznitsa (Ucraina)
Jupiter's Moon, regia di Kornél Mundruczó (Ungheria)
L'amant double, regia di François Ozon (Francia), con Jacqueline Bisset
You Were Never Really Here, regia di Lynne Ramsay (Regno Unito), con Joaquin Phoenix
Good Time, regia di Joshua Safdie e Ben Safdie (Stati Uniti d'America), con Robert Pattinson, Jennifer Jason Leigh, Barkhad Abdi
The Day After (Geu-Hu), regia di Hong Sang-soo (Corea del Sud)
Loveless (Nelyubov), regia di Andreï Zvyagintsev (Russia)
The Square, regia di Ruben Östlund (Svezia, Danimarca, Francia, Stati Uniti d'America), con Dominic West






Un Certain Regard
Barbara, regia di Mathieu Amalric (Francia)
L'Atelier, regia di Laurent Cantet (Francia)
Fortunata, regia di Sergio Castellitto (Italia)
Las hijas de Abril, regia di Michel Franco (Messico)
Wind River, regia di Taylor Sheridan (Stati Uniti d'America, Canada, Regno Unito), con Jeremy Renner, Elizabeth Olsen
Dopo la guerra (Après la guerre), regia di Annarita Zambrano (Francia), con Barbora Bobulova, Giuseppe Battiston

Fuori concorso
Les fantômes d'Ismaël, regia di Arnaud Desplechin (Francia), con Mathieu Amalric, Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg - [FILM D'APERTURA]
Blade of the Immortal (Mugen Non Junin), regia di Takashi Miike (Giappone, Regno Unito)
How to Talk to Girls at Parties, regia di John Cameron Mitchell (Regno Unito, Stati Uniti d'America), con Elle Fanning, Nicole Kidman
Visages, villages, regia di Agnès Varda e JR (Francia)
D'après une histoire vraie, regia di Roman Polanski (Francia, Belgio), con Eva Green, Emmanuelle Seigner

Proiezioni di mezzanotte
Sans pitié (Bulhandang), regia di Byun Sung-Hyun (Corea del Sud)

Proiezioni speciali
An Inconvenient Sequel, regia di Bonni Cohen e Jon Shenk (Stati Uniti d'America), con Al Gore [Documentario]
Promised Land, regia di Eugene Jarecki (Stati Uniti d'America) [Documentario]
Napalm, regia di Claude Lanzmann (Francia) [Documentario]
Sea Sorrow, regia di Vanessa Redgrave (Regno Unito), con Ralph Fiennes, Emma Thompson [Documentario]






Virtual Reality Film
Carne y Arena, regia di Alejandro González Iñárritu e fotografia di Emmanuel Lubezki (Stati Uniti d'America)

Eventi del 70º anniversario
Top of the Lake: China Girl, regia di Jane Campion e Ariel Kleiman (Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti d'America), serie Tv con Nicole Kidman
24 Frames, regia di Abbas Kiarostami (Iran)
Twin Peaks (2 episodi), regia di David Lynch (Stati Uniti d'America), serie Tv con Kyle MacLachlan, Laura Dern, Monica Bellucci, Jennifer Jason Leigh, Sheryl Lee, Amanda Seyfried, Naomi Watts, Ashley Judd, Robert Forster, Tom Sizemore
Come Swim, regia di Kristen Stewart (Stati Uniti d'America) [Cortometraggio]

Quinzaine des Réalisateurs
A Ciambra, regia di Jonas Carpignano (Italia, Francia, Germania)
Bushwick, regia di Cary Murnion e Jonathan Milott (Stati Uniti d'America) con Dave Bautista
Patti Cake$, regia di Geremy Jasper (Stati Uniti d'America)
L'amant d'un jour, regia di Philippe Garrel (Francia)
Cuori puri, regia di Roberto De Paolis (Italia), con Barbora Bobulova
The Florida Project, regia di Sean Baker (Stati Uniti d'America) con Willem Dafoe
I Am Not a Witch, regia di Rungano Nyoni (Regno Unito, Francia)
Jeannette: The Childhood of Joan of Arc, regia di Bruno Dumont (Francia)
L'intrusa, regia di Leonardo Di Costanzo (Italia)
Nothingwood, regia di Sonia Kronlund (Francia, Germania) [Documentario]
West of the Jordan River (Field Diary Revisited), regia di Amos Gitai (Israele)

Settimana Internazionale della Critica
Sicilian Ghost Story, regia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (Italia)
Brigsby Bear, regia di Dave McCary (Stati Uniti d'America), con Claire Danes, Mark Hamill, Greg Kinnear





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domenica 6 gennaio 2013

I CLASSICI: PULP FICTION, LA RIVOLUZIONE TARANTINO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1994
154'
Regia: Quentin Tarantino
Interpreti: John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Bruce Willis, Ving Rhames, Harvey Keitel, Tim Roth, Eric Stoltz, Rosanna Arquette, Angela Jones, Christopher Walken, Quentin Tarantino.


Due killer nerovestiti - uno eroinomane e imbranato (Travolta), l'altro colto da un'epifania religiosa (Jackson) - alle prese con una giornata di "lavoro"; un pugile (Willis) fugge da un incontro truccato e se la vede col boss che ha tradito (Rhames); la moglie del boss (Thurman) va in overdose e viene portata a casa di uno spacciatore (Stoltz) per essere rianimata; un "risolutore di problemi" (Keitel) deve far sparire un'auto imbrattata di sangue; un balordo (Roth) e la sua compagna decidono di rapinare una tavola calda.

Il 1994 è l'anno in cui l'universo cinematografico, quantomeno quello moderno, cambiò: uscì Pulp Fiction, opus n.2 di un giovane ed entusiasta regista semi-dilettante, e a Hollywood nulla fu più lo stesso.
Dopo aver vinto una clamorosa Palma d'Oro al Festival di Cannes e un meritato Oscar per la miglior sceneggiatura originale, la rivista Esquire arrivò a definirlo - non senza esagerazione - "Il miglior film della storia del cinema".

Ma che cosa aveva fatto di così innovativo questo longilineo trentenne del Tennessee, ex commesso di un videonoleggio?
Apparentemente non molto: la cronologia destrutturata, i bruschi cambi di tono e di genere, persino le vicende e i personaggi descritti non sono nuovi, è possibile ritrovarli in diversi film noir e nelle vecchie riviste pulp cui Quentin chiaramente - e dichiaratamente - si ispira.

Le cose che risultano davvero all'avanguardia sono sostanzialmente due: lo stile visivo insistentemente cool, ricco di particolari e citazioni provenienti dalla cultura pop (aspetto che gli imitatori ripeteranno alla nausea, con scarsissimi risultati), e l'uso innovativo del piano sequenza, che viene destituito del proprio "ruolo" - quello di evidenziare una scena particolarmente nobile o importante - e piegato alle esigenze (o alla volontà) dei personaggi (e dell'autore).

Tarantino si diverte quindi a giocare con la messinscena come un burattinaio, rompendo il legame, fino ad allora molto stretto, tra "segno" e "senso" cinematografico, e dimostrando che un film di genere può benissimo essere anche un film d'autore (e viceversa, ma questo solo nella fase più recente della sua carriera).

Il significato di Pulp Fiction come emblema del postmodernismo è tutto qui.
Se il cinema moderno è stato in grado di rinnovarsi dal proprio interno, rivelando una nuova linfa cui attingere, lo dobbiamo anche e soprattutto a questo stralunato regista di origine italiana.
Lunga vita a San Quentin!

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