CINEMA A BOMBA!

mercoledì 29 marzo 2017

OSCAR 2017. SILENCE, PARLA SCORSESE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2016
161'
Regia: Martin Scorsese
Interpreti: Andrew Garfield, Adam Driver, Liam Neeson, Ciarán Hinds, Issei Ogata, Yōsuke Kubozuka, Tadanobu Asano, Shinya Tsukamoto, Yoshi Oida


Giappone, XVII secolo.
Gli shogun (la casta dominante,) stanno perseguendo i Cristiani presenti nel Paese, per la maggior parte contadini di villaggi remoti: li torturano e li obbligano ad abiurare, pena una morte lenta e tra mille tormenti (fisici e psicologici).

Due giovani gesuiti, padre Rodrigues (Garfield) e padre Garupe (Driver), decidono di andare a cercare il loro mentore, padre Ferreira (Neeson), del quale sanno poco o nulla.
È vero, come dicono, che abbia rinnegato la propria fede? È ancora vivo?

Affronteranno una realtà ancora più dura di quanto pensassero.






Il 24° lungometraggio di Martin Scorsese è la realizzazione di un progetto dalla gestazione pluridecennale: l'adattamento di un romanzo storico nipponico del 1966 scritto dal cattolico Shūsaku Endō (da molti considerato il Graham Greene del Sol Levante per affinità stilistiche, tematiche e biografiche).

In forma epistolare, in esso vengono trattati i tormenti di uomini che devono scegliere se venire meno alla propria fede e salvare vite umane (anche le proprie), oppure scegliere di essere coerenti e condannare di conseguenza altre persone al martirio e alla gloria di Dio.

Bella sfida per il cineasta italo-americano, che riguardo al Cattolicesimo ha sempre avuto un rapporto contrastato e ambivalente: in molte sue opere si sente una fascinazione per il sacro, per il bene; ma nello stesso tempo si avverte una presa di distanza e una posizione critica.

L'aver voluto presentare questa pellicola in anteprima ai Gesuiti e a Papa Francesco è forse segno, però, che certe rigidità e diffidenze sono venute meno e che si tratti di un ulteriore passo verso la riscoperta della propria fede.

Non sfugge il fatto che questa pare essere un'opera molto personale, pensata più per sé e per un pubblico che ha più dimestichezza di concetti quali "peccato", "colpa", "misericordia", "martirio", che per una platea più ampia.

Scarso il successo al botteghino, mentre la critica, più benevola, si è soffermata maggiormente sulla maestria registica, sulla splendida fotografia di Rodrigo Prieto ( Argo, The Wolf of Wall Street, The Audition) - non per niente candidata all'Oscar, ingiustamente unica nomination per la pellicola - , sulle scenografie e costumi dei sempre ottimi Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (coppia da ben tre Oscar, di cui l'ultimo nel 2012), sul montaggio di Thelma Schoonmaker (Leone d'oro alla carriera a Venezia 2014), piuttosto che sulla storia in sé - decisamente drammatica.

Il fatto è che Silence è impegnativo e talmente ricco di temi da prestarsi a numerose letture: è un pugno nello stomaco che fa riflettere, che lascia mille interrogativi, mille dubbi sull'interpretazione di ciò che viene narrato - non propriamente un film d'intrattenimento, quindi.

A titolo di esempio, il personaggio di Kichijiro (il malpresissimo accompagnatore dei due giovani Gesuiti interpretato da Kubozuka, che era nel cast di Himizu, in concorso alla Mostra di Venezia 2011) - senza spoilerare nulla - è davvero un disgraziato da disprezzare? O è un uomo che, pur conscio dei propri (tanti) limiti, ciononostante (e forse proprio per questo) ha bisogno del conforto della fede?
Può essere ridotto a macchietta uno che si chiede umilmente "Dov'è il posto per un debole come me in un mondo come questo?", domanda che può fornire in fondo una delle chiavi di lettura per comprendere ciò che vuole esprimere il regista?

In realtà, nessuno dei personaggi principali è monodimensionale.
Affidarli ad attori che potessero coglierne le sfumature era pertanto una necessità.

Nella parte dei due giovani sono stati scelti due interpreti che sono tra i più apprezzati della loro generazione.

Andrew Garfield, oltre ai due The Amazing Spider-Man, si è fatto notare in The Social Network (nomina come non protagonista ai Golden Globe 2011) e, più recentemente, in La Battaglia di Hacksaw Ridge (presentato a Venezia 2016, gli è valso la seconda nomination ai Globes quest'anno e la candidatura ai recenti Academy Award come attore protagonista).
Offre una prova convincente e matura, riuscendo così a incarnare efficacemente i tormenti del suo personaggio.

Adam Driver, per molti, è l'odiato Kylo Ren di Star Wars: Il Risveglio della Forza, ma noi lo ricordiamo anche come vincitore della Coppa Volpi come miglior attore alla Mostra di Venezia nel 2014 per Hungry Heart di Saverio Costanzo.
Qui conferma le sue doti recitative.

Stesso riconoscimento lo aveva vinto anche Liam Neeson (nel 1996, per il Michael Collins di Neil Jordan che si era aggiudicato anche il Leone d'Oro).
Finalmente il divo irlandese si ricorda di essere un buon attore: tra un film d'azione e l'altro ci eravamo scordati delle sue 3 nomine ai globi d'oro e della candidatura all'Oscar (per Schindler's List).

Per quel che riguarda l'adeguato cast nipponico, se vi state chiedendo dove avete già visto Tadanobu Asano la risposta è... in Thor e Thor: The Dark World; Issei Ogata e Yoshi Oida sono attori noti in patria, mentre Shinya Tsukamoto è un regista famoso in Giappone per film di genere cyberpunk.

Ma ciò che più emerge nel film è il silenzio, che non è solo reso da una colonna sonora ridotta ai minimi termini, ma anche da un senso di attesa, di sospensione, che permea tutto il film.

Un silenzio che rappresenta il silenzio di Dio di fronte alle sofferenze dei suoi fedeli, ma non una Sua assenza: è il dolore e il pianto senza voce di un padre che vede i propri figli sofferenti a causa dei fratelli, una muta condivisione dei loro strazi e tormenti,

E in silenzio è l'atteggiamento nel quale mettersi per cercare di rispondere ai tanti interrogativi che il film di Scorsese pone.

Il Padre pronunciò una parola, che fu suo Figlio, e sempre la ripete in un eterno silenzio; perciò in silenzio essa deve essere ascoltata dall'anima. [San Giovanni della Croce]





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domenica 4 marzo 2012

OSCAR 2012. I VINCITORI

La premiazione di The Artist come Miglior Film.

Michel Hazanavicius con la statuetta per la Miglior Regia.

Gli attori premiati: Meryl Streep-Migliore Attrice Protagonista, Jean Dujardin-Migliore Attore Protagonista, Christopher Plummer-Miglior Attore Non Protagonista, Octavia Spencer-Migliore Attrice Non Protagonista.

Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, vincitori dell'Oscar per la Migliore Scenografia per Hugo Cabret.


Lo sappiamo che, letto il titolo di questo articolo, vi siete subito chiesti chi, della redazione di CINEMA A BOMBA!, sia riuscito ad azzeccare il maggior numero di Oscar vinti (vedi post precedente).
Ah, non ci avete neanche pensato? Pazienza, ve lo diciamo lo stesso.
Con 17 premi indovinati (pura fortuna) the winner is... Fe!
Il premio? La soddisfazione di aver vinto (e ci sembra già abbastanza).
A titolo di cronaca, comunque, bisogna aggiungere che noi tre della redazione abbiamo pronosticato correttamente 21 Oscar su 24: mica male...

E dopo questi momenti di autoreferenzialità, veniamo finalmente all'elenco dei vincitori di tutti i premi Oscar di quest'anno (cliccando sui link potrete vedere i video delle premiazioni: non perdeteveli!).

AND THE OSCAR GOES TO...


MIGLIOR FILM
The Artist, di Michel Hazanavicius. La premiazione.

MIGLIOR REGIA
Michel Hazanavicius per The Artist. La premiazione.

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Jean Dujardin per The Artist. La premiazione.

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Meryl Streep per The Iron Lady. La premiazione.

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Christopher Plummer per Beginners. La premiazione.

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Octavia Spencer per The Help. La premiazione.

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Woody Allen per Midnight in Paris. La premiazione.

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Alexander Payne, Nat Faxon & Jim Rash per Paradiso Amaro (The Descendants). La premiazione.

MIGLIOR FILM STRANIERO
Una Separazione, di Asghar Farhadi. La premiazione.

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Rango, di Gore Verbinski. La premiazione.

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Robert Richardson per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR MONTAGGIO
Kirk Baxter e Angus Wall per Millennium-Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo). La premiazione.

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Dante Ferretti & Francesca Lo Schiavo per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR TRUCCO
Mark Coulier & Roy Helland per The Iron Lady. La premiazione.

MIGLIORI COSTUMI
Mark Bridges per The Artist. La premiazione.

MIGLIOR EFFETTI SPECIALI
Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman & Alex Henning per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR COLONNA SONORA
Ludovic Bource per The Artist. La premiazione.

MIGLIOR CANZONE
Man or Muppet, di Bret McKenzie per I Muppet. La premiazione.

MIGLIOR SONORO
Tom Fleishman & John Midgley per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Philip Stockton & Eugene Gearty per Hugo Cabret. La premiazione.

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Undefeated, di TJ Martin, Dan Lindsay & Richard Middlemas. La premiazione.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Saving Face, di Daniel Junge & Sharmeen Obaid-Chinoy. La premiazione.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
The Shore, di Terry & Oorlagh George. La premiazione.

MIGLIOR CORTO D'ANIMAZIONE
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore, di William Joyce e Brandon Oldenburg. La premiazione.

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venerdì 3 febbraio 2012

OSCAR 2012. NOMINATION: PREMI TECNICI

Come potrebbero registi e sceneggiatori dar vita alle proprie idee e visioni senza il fondamentale apporto di specialisti degli effetti speciali, truccatori, scenografi, cineoperatori, montatori, costumisti, fonici?

Per questo noi di CINEMA A BOMBA! vi offriamo scorci di quel che succede dietro alla macchina da presa, approfittando della presentazione degli Oscar tecnici.

Infatti, pensando ad artisti come, per esempio, i candidati alla migliore scenografia Francesca Loschiavo e Dante Ferretti (a proposito, una considerazione: i film italiani attualmente non riscuotono grandi consensi all'estero ma, fortunatamente, è grazie a professionisti come questa coppia di coniugi che lavorano spesso insieme che il prestigio dell'Italia cinematografica continua a restare alto), cosa sarebbe della magia del cinema senza il contributo di tecnici?



Dietro le quinte di The Artist

Migliore fotografia
Guillaume Schiffman - The Artist
Jeff Cronenweth - Millennium - Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo)
Robert Richardson - Hugo Cabret (Hugo)
Emmanuel Lubezki - The Tree of Life
Janusz Kaminski - War Horse


Dietro le quinte di Hugo Cabret

Miglior montaggio
Anne-Sophie Bion e Michel Hazanavicius - The Artist
Kirk Baxter e Angus Wall - Millennium - Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo)
Thelma Schoonmaker - Hugo Cabret (Hugo)
Christopher Tellefsen - L'arte di vincere (Moneyball)
Kevin Tent - Paradiso amaro (The Descendants)


Dietro le quinte di Harry Potter e i Doni della Morte: Parte II

Migliore scenografia
Laurence Bennett e Robert Gould - The Artist
Stuart Craig e Stephenie McMillan - Harry Potter e i Doni della Morte: Parte II (Harry Potter and the Deathly Hallows: Part II)
Dante Ferretti e Francesca Loschiavo - Hugo Cabret (Hugo)
Anne Seibel e Hélène Dubreuil - Midnight in Paris
Rick Carter e Lee Sandales - War Horse


Dietro le quinte di The Iron Lady

Miglior trucco
Martial Corneville, Lynn Johnston e Matthew W. Mungle - Albert Nobbs
Nick Dudman, Amanda Knight e Lisa Tomblin - Harry Potter e i Doni della Morte: Parte II (Harry Potter and the Deathly Hallows: Part II)
Mark Coulier e J. Roy Helland - The Iron Lady


Dietro le quinte di Jane Eyre

Migliori costumi
Lisy Christl - Anonymous
Mark Bridges - The Artist
Sandy Powell - Hugo Cabret (Hugo)
Michael O'Connor - Jane Eyre
Arianne Phillips - W.E. - Edoardo e Wallis (W.E.)


Dietro le quinte di Real Steel (Hugh Jackman è allenato dal grande Sugar Ray Leonard!)

Migliori effetti speciali
Tim Burke, David Vickery, Greg Butler e John Richardson - Harry Potter e i Doni della Morte: Parte II (Harry Potter and the Deathly Hallows: Part II)
Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman e Alex Henning - Hugo Cabret (Hugo)
Erik Nash, John Rosengrant, Dan Taylor e Swen Gillberg - Real Steel
Joe Letteri, Dan Lemmon, R. Christopher White e Daniel Barrett - L'alba del pianeta delle scimmie (Rise of the Planet of the Apes)
Scott Farrar, Scott Benza, Matthew Butler e John Frazier - Transformers 3 (Transformers: Dark of the Moon)


Dietro le quinte di L'arte di vincere (Moneyball)

Miglior sonoro
David Parker, Michael Semanick, Ren Klyce e Bo Persson - Millennium - Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo)
Tom Fleischman e John Midgley - Hugo Cabret (Hugo)
Deb Adair, Ron Bochar, Dave Giammarco e Ed Novick - L'arte di vincere (Moneyball)
Greg P. Russell, Gary Summers, Jeffrey J. Haboush e Peter J. Devlin - Transformers 3 (Transformers: Dark of the Moon)
Gary Rydstrom, Andy Nelson, Tom Johnson e Stuart Wilson - War Horse


Dietro le quinte di War Horse

Miglior montaggio sonoro
Lon Bender e Victor Ray Ennis - Drive
Ren Klyce - Millennium - Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo)
Philip Stockton e Eugene Gearty - Hugo Cabret (Hugo)
Ethan Van der Ryn e Erik Aadahl - Transformers 3 (Transformers: Dark of the Moon)
Richard Hymns e Gary Rydstrom - War Horse

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