CINEMA A BOMBA!

mercoledì 13 settembre 2023

VENEZIA 2023. LA MOSTRA COGLIE LANTHIMOS

Dall'alto: Yorgos Lanthimos ritira il Leone d'Oro; Matteo Garrone premiato come miglior regista; Cailee Spaeny con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile; Peter Sarsgaard con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. 




Leone d'oro al miglior film: Povere creature! (Poor Things), regia di Yorgos Lanthimos

Leone d'argento - Gran Premio della giuria: Aku wa sonzai shinai-Il male non esiste, regia di Ryūsuke Hamaguchi

Leone d'argento - Premio speciale per la regia: Matteo Garrone per Io capitano

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Peter Sarsgaard per Memory

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Cailee Spaeny per Priscilla

Premio Osella per la migliore sceneggiatura: Guillermo Calderón e Pablo Larraín per El Conde

Premio speciale della giuria: Zielona granica, regia di Agnieszka Holland

Premio Marcello Mastroianni: Seydou Sarr per Io capitano


Questi sono i premi assegnati nella selezione ufficiale dell'80a edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

La giuria capitanata da Damien Chazelle ha voluto omaggiare con il riconoscimento più ambito un autore che in pochi anni si è imposto come una delle voci più originali e controverse del panorama cinematografico mondiale.

Nel 2011 il suo Dogtooth era stato a sorpresa candidato come miglior film straniero agli Oscar; nello stesso anno si era presentato al Lido con il drammatico Alps.

La consacrazione internazionale si è avuta con la candidatura agli Oscar 2017 per la sceneggiatura di The Lobster, con Colin Farrell e Rachel Weisz, mentre nello stesso anno Il Sacrificio del Cervo Sacro aveva creato scalpore a Cannes.

Del 2018 è il pluripremiato La Favorita, con un trio di interpreti in stato di grazia: Olivia Colman, Rachel Weisz (di nuovo) ed Emma Stone.

E infine è arrivato il gradino più alto: il Leone d'Oro con Poor Things-Povere Creature!, con protagonista proprio quest'ultima.

Il greco Yorgos Lanthimos è un regista divisivo: chi lo apprezza lo trova corrosivo, acuto, indagatore, profondo, mai banale; chi si è riproposto di non vedere mai più le sue pellicole lo trova disturbante, inquietante, cupo, crudele.

Di sicuro non lascia indifferente, così come non ha lasciato indifferenti giuria, critica e pubblico questo suo racconto dark su una sorta di mostro di Frankenstein al femminile in cerca di libertà ed emancipazione.

Vedremo se la Mostra gli porterà bene nella lunga e tortuosa strada verso gli Oscar.

A tal proposito, il palmarès ha lasciato quasi a mani vuote gli attesi cineasti a stelle e strisce: Sofia Coppola ha visto la protagonista della sua Priscilla prendersi la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile; ma Michael Mann, David Fincher, Bradley Cooper, Ada DuVernay sono tornati a casa con le pive nel sacco.

Attenzione però ai prossimi mesi...

Hanno invece trovato gloria a Venezia un giapponese (Ryūsuke Hamaguchi non vi dice nulla? Beh, l' anno scorso ha trionfato agli Oscar nella categoria del miglior film internazionale per Drive my car), una polacca (l'inossidabile Agnieszka Holland), due cileni (uno è Pablo Larraín: ricordate No?), un attore senegalese esordiente e uno statunitense di origini danesi (il caratterista Peter Sarsgaard, vincitore inaspettato).

E gli italiani?

Pur presenti in forze (ma l'assenza all'ultimo minuto di Luca Guadagnino è stata pesante), i nostri rappresentanti non hanno raccolto gli allori sperati.

Si salva solo Matteo Garrone, ricompensato con il riconoscimento per la migliore regia per il suo epico Io capitano.

Ma per gli altri solo pacche sulle spalle o peggio.

Cosa resterà di questa edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica?

I kolossal come Maestro di Bradley Cooper, The Killer di David Fincher e Ferrari di Michael Mann continueranno la loro rotta verso la California nel bel mezzo dei marosi degli scioperi che stanno scuotendo Hollywood, mentre i film indipendenti statunitensi cercheranno di rimanere a galla.

Ci ricorderemo certamente del triste commiato a quel geniaccio di William Friedkin, dell'ultimo film della carriera gloriosa e controversa di Woody Allen (ma sarà davvero così?), dell'accoglienza tutt'altro che trionfale all'ultimo lavoro di Roman Polański, dell'emozione di Priscilla Presley a fianco di Sofia Coppola, dello sconclusionato pastiche di Harmony Korine con il cantante Travis Scott, del corto di Wes Anderson, del Leone d'Oro alla carriera a Tony Leung e soprattutto a Liliana Cavani.

E rimarrà senz'altro un'altra edizione terminata in modo soddisfacente dal capace direttore artistico Alberto Barbera.

Vediamo cosa proporrà il prossimo anno.



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mercoledì 29 agosto 2012

VENEZIA 2012. I FILM FUORI CONCORSO

Dall'alto: la locandina di The Iceman; Robert Redford in The Company You Keep; un'immagine da The Reluctant Fundamentalist; Carlo Mazzacurati (a sinistra) durante le riprese di Medici con l'Africa; una scena di Convitto Falcone.


Detto dei titoli della sezione principale della Mostra nel post precedente, ora diamo un'occhiata ai film fuori concorso.

Se il tabellone dei primi promette scintille, l'elenco di questi, a prima vista, sembra essere ugualmente di buon livello: certo l'anno scorso c'erano Wilde Salomé di Al Pacino, Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi, Contagion di Steven Soderbergh e la rivelazione Alois Nebel di Tomás Lunák, pellicole che avrebbero potuto tranquillamente concorrere.

Ma quest'anno The Iceman (con un cast stellare: il protagonista di Take Shelter Michael Shannon, Wynona Ryder, Chris Evans, Ray Liotta, James Franco, Davis Schwimmer di Friends, Stephen Dorff), The Company You Keep di Robert Redford, il film di apertura della Mostra The Reluctant Fundamentalist di Mira Nair dimostrano la bontà delle scelte di Barbera.

Da notare anche la presenza di due registi pluripremiati con documentari a tema musicale: mentre Spike Lee ricorda i 25 anni dello storico album Bad di Michael Jackson, Jonathan Demme (Oscar per Il silenzio degli innocenti) ha preparato un tributo al musicista partenopeo Enzo Avitabile.

Controcorrente e all'insegna dell'impegno la nutrita rappresentativa italiana: si va dall'indagine di Liliana Cavani sulle suore di clausura alla testimonianza di Carlo Mazzacurati sull'operato dei medici volontari del CUAMM in Africa, dall'omaggio a Giovanni Falcone alle testimonianze dei giovani in cerca di futuro, dal viaggio della disperazione degli Albanesi verso l'Italia a quello in giro per l'Italia del grande Francesco De Gregori. Senza dimenticare la versione a cartoni animati di Pinocchio frutto della collaborazione Enzo D'Alò-Lucio Dalla.

Ecco, dunque, l'elenco dei film fuori concorso che più ci paiono interessanti (clicca sui link per vedere informazioni, curiosità, trailer):


The Reluctant Fundamentalist di Mira Nair (USA) - film di apertura
Love Is All You Need di Susanne Bier (Danimarca / Svezia)
Clarisse di Liliana Cavani (Italia) - Proiezioni speciali
Enzo Avitabile Music Life di Jonathan Demme (Italia / USA)
Lullaby To My Father di Amos Gitai (Francia) - Proiezioni speciali
Bad 25 di Spike Lee (USA)
Medici con l'Africa di Carlo Mazzacurati (Italia) - Proiezioni speciali
Gebo et l'ombre di Manoel de Oliveira (Portogallo / Francia)
The Company You Keep di Robert Redford (USA)
La nave dolce di Daniele Vicari (Italia / Albania)
The Iceman di Ariel Vromen (USA)
Come voglio che sia il mio futuro? di Maurizio Zaccaro - Ermanno Olmi (Italia) - Proiezioni speciali
Convitto Falcone di Pasquale Scimeca
Carta Bianca a Enrico Ghezzi di Enrico Ghezzi [Giornate degli Autori]
Francesco De Gregori, Finestre Rotte di Stefano Pistolini [Giornate degli Autori]
Pinocchio di Enzo D'Alò [Giornate degli Autori]



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