CINEMA A BOMBA!

domenica 15 marzo 2015

BOYHOOD, UN FILM LUNGO UNA VITA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2014
165'
Regia: Richard Linklater
Interpreti: Ellar Coltrane, Ethan Hawke, Patricia Arquette, Lorelei Linklater, Jenni Tooley, Charlie Sexton.


E' stato il vincitore degli ultimi Golden Globe (miglior film drammatico, regia e attrice non protagonista) e al contempo il grande sconfitto agli Academy Awards (solo 1 Oscar su 6 nomination).
Segno che Richard Linklater rimane un autore apprezzato soprattutto all'estero, troppo lontano dai canoni commerciali per fare breccia ad Hollywood.

Amico fraterno di Quentin Tarantino e fonte d'ispirazione per Kevin Smith, il regista-sceneggiatore texano è in effetti influenzato da uno stile più europeo che americano: gli interessa soprattutto filmare lo scorrere del tempo, la crescita, la maturazione, lo sviluppo dei suoi personaggi e delle loro storie.

Si prenda ad esempio la sua Before Trilogy (Before Sunrise, 1995; Before Sunset, 2004; Before Midnight, 2013), con protagonisti Ethan Hawke - attore feticcio e grande amico del regista - e la francese Julie Delpy, dove si vedono gli attori invecchiare come i propri alter ego dello schermo e il rapporto della coppia evolversi col passare del tempo.

Con Boyhood, Linklater ha tentato un'impresa ancora più ambiziosa: cercare di catturare lo scorrere del tempo e mostrare il passaggio dall'infanzia all'adolescenza all'età adulta di un personaggio che cresce fisicamente e caratterialmente.
E questo senza la rapida e facile scorciatoia di dover utilizzare interpreti diversi - uno per il bambino, uno per l'adolescente, uno per il giovane uomo.

Coraggiosa l'idea del regista, allora, di utilizzare lo stesso attore - ripreso in un arco di tempo piuttosto lungo - e di documentarne i cambiamenti via via che passa il tempo.
E lo stesso fa con gli altri personaggi, che invecchiano a mano a mano che il film procede.

Una bella sfida, vinta grazie all'idea di realizzare la pellicola cucendo insieme cortometraggi di 14 minuti circa ciascuno, girati con gli stessi attori nell'arco di una dozzina d'anni.
Il sapiente e indispensabile lavoro di legarli tra loro per dare al tutto un flusso fluido e coerente è stato affidato alla montatrice Sandra Adair: un Oscar sarebbe stato un riconoscimento più che legittimo (la statuetta relativa a quest categoria è invece andata a Whiplash).

Ecco quindi che vediamo dipanarsi 12 anni nella vita di Mason (Ellar Coltrane): prima bambino, poi adolescente, poi giovane uomo.
Il rapporto con i genitori, separati: lei (Patricia Arquette, indimenticata nel tarantiniano Una Vita al Massimo e qui meritatamente oscarizzata come miglior attrice non protagonista), madre sempre preoccupata di far quadrare i conti e incapace di scegliersi gli uomini giusti; lui (Ethan Hawke), velleitario e bambinone, padre poco presente ma amorevole e pieno di buoni consigli.
Una sorella, Samantha (la figlia del regista Lorelei Linklater), dapprima bambina petulante, poi via via più complice col fratello.

E poi i continui trasferimenti di casa, le amicizie, la scuola, la scoperta dell'altro sesso, le delusioni, le piccole trasgressioni, i primi lavoretti.

Tutto qui: 12 anni di vita normale di un una persona normale che fa cose normali.
Niente colpi di scena, niente effetti speciali, niente storie d'amore tumultuose.
E niente flashback: l'intreccio si svolge in ordine cronologico, con naturale continuità.

Una piccola e intima storia quindi, nata dalla costanza e dalla pazienza di tutti coloro che sono stati coinvolti nella realizzazione del film.
Ne è valsa la pena: al di là dell'acclamazione unanime della critica e dei tanti riconoscimenti ottenuti, Boyhood riesce ad emozionare e a creare un'empatia tra i protagonisti e lo spettatore.
E questo nonostante la pellicola sia lunga - 2 ore e 45 minuti.

Di certo, per il giovane Ellar Coltrane rappresenta un'esperienza che forse non gli aprirà le porte del divismo, ma rimarrà unica e indimenticabile.
Perché, si sa, la vita non è un film.
Ma a volte un film può essere lungo una vita.

Etichette: , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 25 febbraio 2015

OSCAR 2015. MAI CON QUESTA ACADEMY, SEMMAI COL KEATON

Dall'alto: Michael Keaton omaggia Alejandro G. Iñárritu, regista di Birdman; Julianne Moore con l'Oscar come miglior attrice protagonista; J.K. Simmons, miglior non protagonista.


Una Notte degli Oscar può essere ricordata più per gli esclusi e gli sconfitti che per coloro che hanno vinto?
Sembrerebbe di sì: l'uomo-simbolo di questa edizione - Micheal Keaton, mai così bravo - è rimasto clamorosamente a bocca asciutta, sorpassato a destra da Eddie Redmayne.
Un colpo di scena che ha scatenato subito furiose polemiche.

Chiariamo subito: il giovane britannico (miglior attore protagonista) non ha affatto demeritato; la sua interpretazione in La Teoria del Tutto è straordinaria, ma si ha l'impressione che sulla sua vittoria abbia pesato soprattutto l'appoggio pubblico dello scienziato Stephen Hawking, che Redmayne impersona nel film.

E non dimentichiamo che Hollywood ha da sempre un debole per le "prove dell'handicap", quando cioè il protagonista di una pellicola è un personaggio affetto da una qualsiasi infermità o malattia che induca spettatori e critici alla compassione.
Questo potrebbe spiegare anche il trionfo annunciato della Julianne Moore di Still Alice, che ha dovuto calarsi nei panni di un'insegnante affetta da morbo di Alzheimer per potersi finalmente aggiudicare la statuetta come migliore attrice protagonista dopo 4 nomination andate a vuoto.

Ma l'ex Batman non è l'unico sconfitto: tra i delusi vanno annoverati anche gli esclusi eccellenti.

Neppure nominato lo spassoso The LEGO Movie nella categoria del miglior film d'animazione: al suo posto è stato premiato Big Hero 6, probabilmente perché prodotto dalla potente Disney; mentre quello che secondo noi è il migliore e più divertente cartoon dell'anno si è dovuto accontentare solo di una nomina per la migliore canzone.

Analogo destino per la superdiva Jessica Chastain: suvvia, neanche una nomination per la sua pluripremiata interpretazione in A Most Violent Year?!

Numerosi anche gli sconfitti.
Boyhood, 6 candidature e un solo Oscar vinto da Patricia Arquette come non protagonista (non male per l'indimenticata Alabama del tarantiniano Una Vita al Massimo), ha patito la lunga distanza: presentata in anteprima al Sundance Film Festival - la festa del cinema indie organizzata da Robert Redford - nel Gennaio 2014, la pellicola di Richard Linklater non è riuscita a replicare il successo degli ultimi Golden Globe.

Anche il campione di incassi American Sniper (ha incassato più di tutti i suoi rivali messi insieme), nonostante 6 nomination, ha avuto solo un premio per il miglior montaggio sonoro, proprio com'era successo al memorabile Zero Dark Thirty nel 2013.

Per tacere di Foxcatcher (5 nomine e nessun Oscar, nonostante il premio alla regia strappato a Cannes 2014), del divertente Guardiani della Galassia e soprattutto del capolavoro Interstellar (solo un riconoscimento per gli effetti speciali visivi).

Ma allora chi ha vinto?
Anzitutto Alejandro G. Iñárritu, che grazie a Birdman si è portato a casa 3 delle 4 statuette conquistate dal film con Michael Keaton: miglior film, regia e sceneggiatura (l'ultima è andata al grande Emmanuel Lubezki: secondo Oscar consecutivo per il direttore di fotografia caro a Terrence Malick).
L'autore messicano ha dimostrato un talento e un'immaginazione notevoli, bissando il trionfo dello scorso anno del connazionale Alfonso Cuarón (miglior regia per Gravity).

Altrettanti Oscar, ma meno pesanti, per Grand Budapest Hotel: colonna sonora (Alexandre Desplat era doppiamente candidato, anche per The Imitation Game. 8 candidature e finalmente prima vittoria), scenografia, trucco e acconciatura, ma soprattutto costumi.
9 nomination e ben 4 riconoscimenti - dopo Barry Lyndon, Momenti di Gloria e Marie Antoinettte - per la costumista torinese Milena Canonero, una delle più eleganti signore della cerimonia e unico orgoglio nostrano della serata.
Bravissima!

La vera rivelazione è stata Whiplash di Damien Chazelle (un regista da tenere d'occhio): 3 Oscar su 5 nomine.
Oltre a quelli per montaggio e sonoro, spicca il premio come attore non protagonista al caratterista J.K. Simmons: nella parte di un direttore di conservatorio stile sergente di Full Metal Jacket, il J.J. Jameson dello Spider-Man di Sam Raimi aveva l'occasione della vita ed è stato in grado di sfruttarla.

Poche sorprese - o nessuna - nelle categorie cosiddette minori.
Paweł Pawlikowski è riuscito, con Ida, laddove non sono arrivati suoi connazionali più blasonati come Andrzej Wajda, Krzysztof Kieślowski e Krzysztof Zanussi: portare in Polonia l'Oscar per il miglior film straniero.
Ma l'Academy, premiando Leviathan - critica alla società russa ai tempi di Putin - o Timbuktu - dove si mette alla berlina il fondamentalismo islamico - avrebbe dimostrato più coraggio e un maggiore aggancio all'attualità di questi giorni.

Se a Citizenfour, miglior documentario, ha giovato il nome del regista Steven Soderbergh nell'elenco dei produttori esecutivi, a Selma non sono bastate le polemiche politiche delle scorse settimane: premiata solo la canzone cantata da John Legend e dal rapper Common, dopo che erano stati snobbati sia il protagonista David Oyelowo (ma almeno una nomination poteva starci) sia la regista Ava DuVernay.

Meritati infine gli Oscar alla carriera all'attrice Maureen O'Hara e allo sceneggiatore francese Jean-Claude Carrière, mentre è sacrosanto quello assegnato al maestro dell'animazione giapponese Hayao Miyazaki, che con opere quali Porco Rosso (al quale proprio Michael Keaton aveva prestato la voce nella versione in inglese: ma guarda un po' che coincidenza...), La Città Incantata, Il Castello Errante di Howl e Si Alza il Vento ha ridefinito il modo di fare cinema d'animazione.
Lui va in pensione, ma il suo Studio Ghibli - che già aveva prodotto il bellissimo La Collina dei Papaveri - continuerà a divulgare nel mondo la sua sensibilità artistica.

Speciale finito, quindi?
Sì e no: per quanto riguarda strettamente gli Oscar 2015 abbiamo concluso, ma alle porte c'è un nuovo Speciale, dedicato al vincitore morale di questa edizione.
Ormai avrete capito di chi si tratti...proprio lui, Michael Keaton.

Lo avevamo in programma già dall'estate scorsa, ma ora più che mai è divenuto attuale.
Rimanete con noi, quindi: c'è da rendere giustizia all'attore dell'anno.

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

domenica 22 febbraio 2015

OSCAR 2015. LE NOSTRE PREVISIONI



Molto difficile ripetere l'exploit dell'anno scorso: nelle nostre previsioni abbiamo azzeccato 23 Premi Oscar su 24 (FRA ne ha presi ben 19!), mentre sono stati 17 (14 FRA) nel 2013 e 21 (FEDE 17) nel 2012.

Difficile, perché quest'anno un favorito certo non c'è; anzi, sono ben tre i contendenti alla posta più alta: Boyhood, Birdman e Grand Budapest Hotel.

Tre pellicole che rappresentano le punte di diamante di quel cinema indie che sembra essersi preso una bella rivincita sui grandi blockbuster.
Anche se, va detto, i grandi nomi di Hollywood non hanno fatto uscire film nel 2014 - ad eccezione di Clint Eastwood con il suo coinvolgente American Sniper, che non per niente è stato l'unico tra i candidati al premio più ambito ad aver fatto accorrere gente nelle sale.

Qualunque sia l'esito finale, abbiamo l'impressione che questa edizione degli Academy Awards non passerà alla storia come una delle più memorabili.
A meno che non rappresenti una svolta nelle premiazioni cinematografiche, dando visibilità a quegli autori indipendenti che, non potendosi permettere grandi budget e quindi un grande pubblico, puntano su originalità, narrazione e passaparola.

Chi saranno comunque i vincitori?
Consigliamo di dare un'occhiata al nostro Speciale Oscar 2015 per conoscere nel dettaglio tutti i candidati.

Per noi della redazione di CINEMA A BOMBA! le stelle che brilleranno nella notte più attesa dell'anno cinematografico saranno...


MIGLIOR FILM
Birdman, regia di Alejandro González Iñárritu (FEDE, FRA)
Boyhood, regia di Richard Linklater (ANG)

MIGLIOR REGIA
Alejandro González Iñárritu - Birdman (FEDE, ANG)
Richard Linklater - Boyhood (FRA)

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Michael Keaton - Birdman (FEDE, ANG)
Eddie Redmayne - La Teoria del Tutto (FRA)

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Julianne Moore - Still Alice (FEDE, FRA)
Reese Witherspoon - Wild (ANG)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Ethan Hawke - Boyhood (ANG)
J. K. Simmons - Whiplash (FEDE, FRA)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Patricia Arquette - Boyhood (FEDE, FRA)
Laura Dern - Wild (ANG)

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris e Armando Bo - Birdman (FEDE)
Richard Linklater - Boyhood (ANG)
Wes Anderson - Grand Budapest Hotel (FRA)

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Jason Hall - American Sniper (ANG)
Damien Chazelle - Whiplash (FEDE, FRA)

MIGLIOR FILM STRANIERO
Ida, regia di Paweł Pawlikowski (Polonia) (FRA)
Leviathan, regia di Andrej Petrovič Zvjagincev (Russia) (FEDE)
Storie pazzesche, regia di Damián Szifrón (Argentina) (ANG)

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Boxtrolls, regia di Graham Annable e Anthony Stacchi (ANG)
Dragon Trainer 2, regia di Dean DeBlois (FEDE, FRA)

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Emmanuel Lubezki - Birdman (FEDE)
Robert Yeoman - Grand Budapest Hotel (FRA)
Roger Deakins - Unbroken (ANG)

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Adam Stockhausen - Grand Budapest Hotel (FEDE, FRA)
Nathan Crowley - Interstellar (ANG)

MIGLIOR MONTAGGIO
Joel Cox e Gary D. Roach - American Sniper (ANG)
Sandra Adair - Boyhood (FEDE, FRA)

MIGLIOR COLONNA SONORA
Alexandre Desplat - Grand Budapest Hotel (FEDE, FRA, ANG)

MIGLIOR CANZONE
Everything Is Awesome, musica e parole di Shawn Patterson - The LEGO Movie (ANG)
Glory, musica e parole di John Stephens e Lonnie Lynn - Selma (FRA)
I'm Not Gonna Miss You, musica e parole di Glen Campbell e Julian Raymond - Glen Campbell: I'll Be Me (FEDE)

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher - Interstellar (FEDE, FRA, ANG)

MIGLIOR SONORO
John Reitz, Gregg Rudloff e Walt Martin - American Sniper (FEDE, FRA)
Gary A. Rizzo, Gregg Landaker e Mark Weingarten - Interstellar (ANG)

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Alan Robert Murray e Bub Asman - American Sniper (FRA)
Martin Hernández e Aaron Glascock - Birdman (FEDE)
Richard King - Interstellar (ANG)

MIGLIORI COSTUMI
Milena Canonero - Grand Budapest Hotel (FEDE, FRA)
Anna B. Sheppard e Jane Clive - Maleficent (ANG)

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Bill Corso e Dennis Liddiard - Foxcatcher (ANG)
Frances Hannon e Mark Coulier - Grand Budapest Hotel (FEDE)
Elizabeth Yianni-Georgiou e David White - Guardiani della Galassia (FRA)

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Citizenfour, regia di Laura Poitras (FEDE, FRA)
Il Sale della Terra, regia di Juliano Ribeiro Salgado e Wim Wenders (ANG)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Crisis Hotline: Veterans Press 1, regia di Ellen Goosenberg Kent (FRA)
Joanna, regia di Aneta Kopacz (ANG)
White Earth, regia di Christian Jensen (FEDE)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Parvaneh, regia di Jon Milano (ANG)
The Phone Call, regia di Mat Kirkby (FEDE, FRA)

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI ANIMAZIONE
The Bigger Picture, regia di Daisy Jacobs (ANG)
Winston (Feast), regia di Patrick Osborne (FEDE, FRA)

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

giovedì 29 gennaio 2015

OSCAR 2015. NOMINATION: FILM E REGIA



L'Oscar è una faccenda...a tre.
E' stato così l'anno scorso (12 Anni Schiavo contro Gravity contro American Hustle), ma anche l'anno prima (Argo contro Lincoln contro Vita di Pi) e quello prima ancora (The Artist contro Hugo Cabret contro Paradiso Amaro).

Nel 2014 e nel 2013 la statuetta più ambita andò rispettivamente a 12 Anni Schiavo e Argo, che però dovettero condividere parte della gloria con Gravity e Vita di Pi (entrambi premiati per la miglior regia).
Bisogna tornare al 2012 per registrare l'ultima vittoria "piena": quella del bellissimo The Artist.

E nel 2015?
Se è vero che i Golden Globe anticipano in approssimazione le scelte dell'Academy, allora la sfida è tra Birdman (9 nomine), Grand Budapest Hotel (9 nomine) e Boyhood (6 nomine, ma "pesanti").
Competizione mai così incerta: nessuno dei tre, sulla carta, è abbastanza hollywoodiano da poterlo considerare favorito.

Birdman è un cosiddetto "film d'attori" - anzi, d'attore: il grande Michael Keaton - girato come un unico piano sequenza da un regista messicano (ma l'Oscar vinto dal collega e connazionale Alfonso Cuarón lo scorso anno è un precedente incoraggiante per il talentuoso Alejandro G. Iñárritu).
Grand Budapest Hotel è l'ultimo fiore all'occhiello nella filmografia di Wes Anderson, uno degli autori più eccentrici, barocchi e personalisti degli ultimi 20 anni, per nulla commerciale e difficilmente "vendibile" se non si è già suoi fan.
Boyhood è infine un'opera iper-sperimentale diretta da Richard Linklater, un regista che più snob e di nicchia non si può.

Hollywood si sta forse aprendo al cinema indipendente?
Lo scopriremo il 22 febbraio.

Per adesso gustiamoci i video e le altre sorprese che si possono trovare qui di seguito, cliccando semplicemente sui link.
Buona visione!


MIGLIOR FILM


American Sniper, regia di Clint Eastwood


Birdman, regia di Alejandro González Iñárritu


Boyhood, regia di Richard Linklater


Grand Budapest Hotel (The Grand Budapest Hotel), regia di Wes Anderson


The Imitation Game, regia di Morten Tyldum


Selma - La strada per la libertà (Selma), regia di Ava DuVernay


La teoria del tutto (The Theory of Everything), regia di James Marsh


Whiplash, regia di Damien Chazelle




MIGLIOR REGIA

Dall'alto: Alejandro González Iñárritu con Birdman; Richard Linklater (a sinistra) con Ellar Coltrane, Ethan Hawke e Patricia Arquette, protagonisti di Boyhood; Bennett Miller (a sinistra) con Steve Carell sul set di Foxcatcher; Wes Anderson (a destra) dirige Ralph Fiennes in Grand Budapest Hotel; Morten Tyldum (a destra) e Benedict Cumberbatch insieme per The Imitation Game.


Alejandro González Iñárritu – Birdman

Richard Linklater – Boyhood

Bennett Miller - Foxcatcher

Wes Anderson – Grand Budapest Hotel (The Grand Budapest Hotel)

Morten Tyldum - The Imitation Game

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

domenica 25 gennaio 2015

OSCAR 2015. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, FILM STRANIERI, SCENEGGIATURE

Dall'alto: locandina di Dragon Trainer 2; un'immagine da Big Hero 6; una scena da Ida


È ancora calda la delusione per il responso dei nominati per il miglior film di animazione.
Iniziamo pertanto la presentazione delle categorie di questo post proprio da quella che ha riservato una delle maggiori sorprese (in negativo).

Non riusciamo proprio a farci una ragione dell'esclusione di The LEGO Movie: passino il naïf Song of the Sea o il delicato La Storia della Principessa Splendente firmato Studio Ghibli - quello del grande Hayao Miyazaki, recentemente ritiratosi dopo aver presentato in anteprima alla Mostra di Venezia 2013 il suo ultimo capolavoro Si Alza il Vento; e anche quello del delizioso La Collina dei Papaveri - ma i membri dell'Academy vogliono davvero farci credere che Dragon Trainer 2, Big Hero 6 o Boxtrolls siano migliori della pellicola sui mattoncini assemblabili?

Le roventi polemiche seguite a questo verdetto e le proteste sui social network dei numerosi fan - ricordiamolo: il film snobbato è stato uno dei più clamorosi successi cinematografici del 2014 a livello globale - la dicono lunga sullo scollamento tra giurati e pubblico pagante e rischiano di avere pesanti ripercussioni sull'autorevolezza stessa degli Oscar di quest'anno.
Chiunque verrà premiato entrerà nelle statistiche, quindi, ma non certo nella storia.

Come film straniero, chi sarà il successore di La Grande Bellezza, trionfatore della scorsa edizione?
Lo strafavorito è polacco, così come polacchi sono due candidati per il miglior cortometraggio documentario (che anno, questo, per la cinematografia del Paese europeo centro-orientale!)
Ida, storia di una novizia che prima di prendere i voti scopre di essere figlia di due Ebrei uccisi durante la Seconda Guerra Mondiale, è quotatissimo anche grazie ai notevoli contributi tecnici (concorre anche per la migliore fotografia).

A darle filo da torcere saranno tre pellicole presentate in anteprima al Festival di Cannes 2014: il russo Leviathan (aperta critica al putinismo), l'argentino Storie Pazzesche (grottesco collage di vicende surreali) e il mauritano Timbuktu (ironica denuncia del fondamentalismo islamico).
Mandariinid (che vuol dire "mandarini") è invece una storia pacifista ambientata durante la Guerra di Abkhazia del 1992-3 ed è un'inusuale produzione dell'Estonia e della Georgia (!).

Passando alle migliori sceneggiature originali, si propone lo scontro tra i tre big maggiormente accreditati ad aggiudicarsi l'Oscar più prestigioso: Boyhood contro Birdman contro Grand Budapest Hotel.
Che sfida!

Per ciò che concerne invece le sceneggiature non originali, la sorpresa potrebbe arrivare dal film che ha ricevuto meno nomination complessive.
Se infatti The Imitation Game, American Sniper, The Theory of Everything e Whiplash hanno ottenuto rispettivamente 8, 6, 5 e 5 menzioni, Inherent Vice ne ha ricevute solo due (l'altra è per i migliori costumi).

Perché potrebbe farcela? Perché a scrivere l'adattamento del romanzo Vizio di Forma di Thomas Pynchon non è stato uno qualsiasi, bensì Paul Thomas Anderson, talentuoso regista, produttore e sceneggiatore di Magnolia, Il Petroliere e The Master.
Chissà se riuscirà a vincere la sua prima statuetta (siamo già alla sua sesta nomina...).

E ora che ne dite di dare un'occhiata ai link qui sotto?
Potete vedere i trailer e consultare le sceneggiature dei film in concorso.
Non ci resta che augurarvi buona visione e buona lettura!


MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Big Hero 6, regia di Don Hall e Chris Williams
Boxtrolls - Le scatole magiche (The Boxtrolls), regia di Graham Annable e Anthony Stacchi
Dragon Trainer 2 (How to Train a Dragon 2), regia di Dean DeBlois
Song of the Sea, regia di Tomm Moore
La Storia della Principessa Splendente, regia di Isao Takahata

MIGLIOR FILM STRANIERO
Ida, regia di Paweł Pawlikowski (Polonia)
Mandariinid (Tangerines), regia di Zaza Urushadze (Estonia/Georgia)
Leviathan, regia di Andrej Petrovič Zvjagincev (Russia)
Timbuktu, regia di Abderrahmane Sissako (Mauritania)
Storie Pazzesche (Relatos Salvajes), regia di Damián Szifrón (Argentina)

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Birdman - Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris e Armando Bo
Boyhood - Richard Linklater
Foxcatcher - Dan Futterman e E. Max Frye
Grand Budapest Hotel (The Grand Budapest Hotel) - Wes Anderson
Lo Sciacallo - Nightcrawler (Nightcrawler) - Dan Gilroy

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
American Sniper -Jason Hall
The Imitation Game - Graham Moore
Vizio di forma (Inherent Vice) - Paul Thomas Anderson
La teoria del tutto (The Theory of Everything) - Anthony McCarten
Whiplash - Damien Chazelle

Etichette: , , , , , , , , , , , ,

giovedì 15 gennaio 2015

OSCAR 2015. SCUSATE, MA VI SIETE DIMENTICATI DI JESSICA CHASTAIN...

Oscar. Oscar. E ancora Oscar... 


Incredibile, amici: l'Academy si è dimenticata di Jessica Chastain!
Eh sì, sono state annunciate le nomination per l'edizione numero 87 della cerimonia di consegna degli Oscar e tra i grandi assenti c'è proprio lei, la nostra beniamina.

Su questa esclusione ritorneremo tra non molto, nel corso del consueto Speciale sui premi cinematografici più importanti del mondo - Speciale che parte proprio con il post che state leggendo.

A sangue freddo e mente lucida, scorrendo l'elenco dei film nominati, notiamo subito una tendenza, già segnalata in occasione della consegna dei Golden Globe 2015 di qualche giorno fa: a farla da padrona quest'anno non sono tanto le grandi produzioni dai grandi incassi, quanto piuttosto pellicole indipendenti dal budget e dal successo al botteghino piuttosto limitati.

Nel primo caso rientra Interstellar, per esempio: cinque nomination - ma tutte in categorie tecniche - per l'ambizioso lavoro di Christopher Nolan, acclamato dal pubblico ma ancora una volta in cerca di una consacrazione ufficiale da parte della Hollywood che assegna statuette.

Nel secondo caso troviamo i tre film che, non a caso, hanno trionfato ai recenti "Globi d'oro" e che stanno facendo incetta di premi: con 9 nomine a testa ci sono infatti Grand Budapest Hotel dell'eccentrico Wes Anderson e Birdman di Alejandro González Iñárritu.
Dopo la vittoria di Alfonso Cuarón per Gravity, secondo successo consecutivo per un cineasta messicano?

A proposito del film del regista latino-americano, ci urge l'obbligo di ricordare che esso ha aperto la scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia: pochissime le pellicole interessanti, ma quella di punta ha proprio spaccato.
Questa volta, bravo Alberto Barbera!

E bravo Michael Keaton, che di Birdman è il mattatore: il Globe conquistato pochi giorni or sono è stato sacrosanto, ma solo un Oscar può rendere giustizia a uno dei migliori attori sulla piazza, per troppi anni sottovalutato e considerato "bollito".

A quota 6, invece, il terzo incomodo: Boyhood di Richard Linklater - presentato in anteprima nel 2014 al Sundance Film Festival di Robert Redford, la rassegna per antonomasia del cinema indie.
Resta tra i super favoriti, ma ha avuto meno menzioni dei suoi diretti competitori e di The Imitation Game (8).

A 6 è anche American Sniper di Clint Eastwood, unica concessione al grande pubblico e alla Hollywood dei registi noti - sebbene l'ex sodale di Sergio Leone non sia riuscito ad entrare in lizza per la migliore regia: a fregargli il posto gli autori delle tre pellicole in pole position e, a sorpresa, il Bennett Miller di Foxcatcher (ma suoi sono anche i precedenti Truman Capote-A Sangue Freddo e Moneyball-L'Arte di Vincere) e il norvegese Morten Tyldum (The Imitation Game).

Per quel che riguarda le sorprese, la storia di un batterista jazz tiranneggiato da un dispotico direttore d'orchestra è stata la vera rivelazione: Whiplash del giovane Damien Chazelle ha ottenuto 5 candidature - tra le quali quella per il miglior film, il miglior attore non protagonista (J.K. Simmons, il J.J. Jameson di Spider-Man) e la migliore sceneggiatura non originale.
Un exploit che ci ricorda quello di Re della Terra Selvaggia.

Ma altri motivi di stupore sono stati la presenza di Marion Cotillard, della musa lynchiana Laura Dern e dell'eterna Meryl Streep (e siamo a 19 nomination e 3 Oscar vinti finora! Straordinaria) nelle categorie dedicate alle attrici e l'assenza di The Lego Movie tra le migliori pellicole di animazione (uno scandalo!).

Insomma, delle nomination che ci lasciano alquanto perplessi.

In attesa di digerire le delusioni per Jessica Chastain e per il film sui mattoncini più celebri del mondo, ci consoliamo parzialmente: l'italiana Milena Canonero - già trioscarizzata - è in competizione per i migliori costumi (Grand Budapest Hotel).
Speriamo ce la faccia, sennò di questa edizione degli Oscar ci sarà ben poco da ricordare - se non il nostro Speciale!

Continuate a seguirci e ne vedrete delle belle!

Etichette: , , , , , , , , , ,

mercoledì 14 gennaio 2015

GOLDEN GLOBE 2015. BATMAN...IL RITORNO!

Da sinistra: Amy Adams, Michael Keaton e Julianne Moore. 


È stata la vittoria del cinema indipendente.
Sembrava il Sundance Film Festival e invece era la rassegna dei "globi d'oro", considerata - non sempre a ragione - un'anteprima della Notte degli Oscar, l'evento più atteso e glamour di Hollywood.

I due premi principali, quelli per miglior film drammatico e commedia - ricordiamo che, diversamente dall'Academy, la stampa estera distingue tra le due categorie - sono andati a due autori che più lontani dall'establishment non si può: Richard Linklater e Wes Anderson (vedi i vincitori nel nostro post precedente).

Il primo, amico fraterno di Quentin Tarantino e "maestro" di Kevin Smith, con lo sperimentale Boyhood si è portato a casa anche il premio per la miglior regia (un terzo Globe è andato alla non protagonista Patricia Arquette). Non male per l'artefice di Before Midnight e altre pellicole di nicchia.
Il secondo, noto per Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou e Moonrise Kingdom, è un autore eccentrico capace di convincere schiere di divi a lavorare per lui, ma non certo un regista "hollywoodiano".

Ma, soprattutto, la cerimonia di quest'anno ha avuto come vero mattatore...Batman!
Michael Keaton, celeberrimo come Uomo Pipistrello nei film di Tim Burton dedicati al personaggio dei fumetti, si è preso una rivincita non da poco col quasi autobiografico Birdman, che il messicano Alejandro G. Iñárritu - a sua volta omaggiato col premio per la miglior sceneggiatura - gli ha praticamente cucito addosso.
Un riconoscimento meritatissimo, come sarebbe l'Oscar fra qualche settimana (forse a Venezia 2014 ci abbiamo visto giusto?).
Di certo c'è l'annunciato Speciale che prossimamente gli dedicherà CINEMA A BOMBA!

Passando al reparto femminile, niente da eccepire sulle due protagoniste.
Amy Adams arriverà agli Oscar portando in dote 2 globi consecutivi e 5 nomination in 10 anni, ma la favorita rimane Julianne Moore: forte anche del premio conquistato a Cannes in primavera, la rossa attrice newyorkese sta vivendo il suo momento d'oro.

Tutto già deciso, in vista delle statuette? Non proprio: l'anno scorso la lotta è stata incerta; quest'anno ancora di più.
Non bisogna sottovalutare i due Globe vinti - miglior attore drammatico e colonna sonora - da The Theory of Everything, con la sorpresa Eddie Redmayne (già visto in Les Misérables).

Come sempre, neppure le delusioni sono mancate: a bocca asciutta The Imitation Game, Selma e Foxcatcher.
Ma che dire del memorabile The LEGO Movie? Quello dedicato ai famosi mattoncini è il miglior film d'animazione che abbiamo visto quest'anno: difficile immaginare l'Oscar della categoria assegnato ad un'altra pellicola.

Clamorose le esclusioni, già al momento delle "nomine", dell'ambizioso Interstellar di Christopher Nolan (a nostro modesto giudizio il film dell'anno) e di due campioni d'incassi come l'atteso Unbroken di Angelina Jolie e l'acclamato American Sniper di Clint Eastwood.
Sospetta l'ennesima sconfitta dell'ottima Jessica Chastain, in concorso con A Most Violent Year: perché non candidarla per Interstellar o The Disappearance of Eleanor Rigby, due pellicole con le quali avrebbe avuto di certo più chance? Mistero...

Ma la strada verso le statuette è ancora lunga.
Per ora, chi può si gode un bel globo dorato...

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 12 gennaio 2015

GOLDEN GLOBE 2015. I VINCITORI

Dall'alto: Michael Keaton col Golden Globe per il miglior attore; Richard Linklater vincitore con Boyhood; Julianne Moore miglior attrice protagonista. 


Alla fine l'ha spuntata Boyhood.
L'opera sperimentale dell'indipendente Richard Linklater (quello di Before Midnight) si è aggiudicata 3 Golden Globe che pesano: miglior film drammatico, miglior regista e miglior attrice non protagonista (Patricia Arquette).

A ruota seguono Grand Budapest Hotel dell'eccentrico Wes Anderson di Moonrise Kingdom (miglior commedia) e Birdman del messicano Alejandro G. Iñárritu (miglior attore il grande Michael Keaton e miglior sceneggiatura), presentato a Venezia 2014.

Da segnalare anche i premi conquistati da due dive sulla cresta dell'onda: Julianne Moore (già omaggiata all'ultimo Festival di Cannes) e Amy Adams (secondo Globe consecutivo dopo quello dello scorso anno).

Per considerazioni più approfondite vi rimandiamo al prossimo post.
Al momento gustatevi l'elenco dei principali "globodorati": cliccate sui link per accedere a trailer, interviste, canzoni e clip!


MIGLIOR FILM DRAMMATICO
- Boyhood, regia di Richard Linklater

MIGLIOR COMMEDIA
- Grand Budapest Hotel, regia di Wes Anderson

MIGLIOR REGIA
- Richard Linklater, Boyhood

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA IN UN FILM DRAMMATICO
- Eddie Redmayne, La Teoria del Tutto

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA IN UN FILM DRAMMATICO
- Julianne Moore, Still Alice

MIGLIOR ATTORE IN COMMEDIA O MUSICAL
- Michael Keaton, Birdman

MIGLIORE ATTRICE IN COMMEDIA O MUSICAL
- Amy Adams, Big Eyes

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
- J. K. Simmons, Whiplash

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
- Patricia Arquette, Boyhood

MIGLIORE SCENEGGIATURA
- Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo, Birdman

MIGLIORE COLONNA SONORA
- Jóhann Jóhannsson, La Teoria del Tutto

MIGLIOR CANZONE
- Glory (John Legend e Common), Selma-La Strada per la Libertà

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
- Dragon Trainer 2, regia di Dean DeBlois

MIGLIOR FILM STRANIERO
- Leviathan, regia di Andrej Petrovič Zvjaginsev (Russia)

Etichette: , , , , , , , , , , ,