CINEMA A BOMBA!

giovedì 23 ottobre 2025

I CLASSICI: MIRAL, IL CONFLITTO DI RULA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/Francia/Italia/Palestina, 2010
112'
Regia: Julian Schnabel
Interpreti: Freida Pinto, Yasmine Al Masri, Ruba Blal, Vanessa Redgrave, Stella Schnabel, Willem Dafoe.


La storia di Miral (Pinto), ragazzina palestinese ospite di un istituto adibito alla cura di bambini orfani o feriti dagli attacchi isrealiani.

La sua vita giunge ad un bivio quando deve decidere se unirsi alla resistenza o lasciare il paese per proseguire gli studi e avere una vita migliore.


Co-produzione internazionale, è il 4° lungometraggio diretto dal celebre pittore newyorkese Julian Schnabel; ma più che a lui appartiene alla giornalista italo-palestinese Rula Jebreal, che l'ha sceneggiato adattando il proprio romanzo omonimo e semi-autobiografico.

Ai tempi i due avevano una relazione: il fatto che lei sia araba e lui ebreo la rende ancora più peculiare dell'ampia differenza d'età (22 anni) e dice qualcosa sulla complessità dei rapporti umani.

Ma anche sul loro coraggio nel realizzare un'opera che non guarda in faccia nessuno e cerca di trovare una posizione equidistante tra il terrorismo "di stato" isrealiano e quello "tradizionale" di Hamas.

Intenzioni lodevoli, ma il risultato lascia sinceramente un po' a desiderare: i dialoghi sono spesso didascalici, il tono affettato, la scelta della protagonista discutibile.

Pinto (che avremmo poi rivisto in Knight of Cups di Terrence Malick) se la cava, ma c'era bisogno di affidare ad un'attrice indiana il ruolo di una ragazza araba?

Julian come regista ha fatto film più riusciti, Rula come sceneggiatrice se la cava meno bene che in veste di giornalista.
Sarà per questo che nel bel documentario di Pappi Corsicato sul primo la seconda non viene neppure nominata?

La risposta non è importante, e neppure il fatto che Miral non sia un capolavoro.
È un film che parla di pace, accettazione e speranza; e di questi tempi - 15 anni più tardi - è comunque meglio di niente.


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venerdì 27 maggio 2022

I DOC: JULIAN SCHNABEL-A PRIVATE PORTRAIT, MA DOV'È RULA?

Rula (a sinistra) e Julian al Museo Correr di Venezia nel 2011 (clicca sulla foto per vedere il trailer). 

USA/Italia, 2017
84'
Regia: Pappi Corsicato
Con: Julian Schnabel, Jeff Koons, Mary Boone, Hector Babenco, Bono, Willem Dafoe, Al Pacino, Lou Reed (immagini di repertorio).


La vita e la carriera, i quadri e i film, i colleghi e gli amici, le mogli e i figli di colui che molti considerano il più grande artista vivente oltre a Banksy.
Parliamo naturalmente di Julian Schnabel.

Il primo contatto che abbiamo avuto con questo voluminoso pittore/regista newyorkese è stato nel 2011 durante la Mostra del Cinema di Venezia.
Ma non per una delle sue opere in celluloide: Julian aveva da poco inaugurato una sua personale al Museo Correr e, in attesa delle proiezioni serali al Lido, vi ci eravamo recati.

Per chi scrive, l'incontro coi suoi lavori fu una rivelazione.
Schnabel dipinge (principalmente) con un senso molto cinematografico e dirige (occasionalmente) con un senso molto pittorico: i due media si intersecano e si bilanciano, creando qualcosa di unico che rispecchia la sensibilità del suo autore.

Questa caratteristica dei suoi lavori è ben descritta in questo documentario, co-prodotto dalla RAI e diretto da un cineasta napoletano caro ai fratelli Coen (il proprietario del locale in A Proposito di Davis si chiama come lui, ci avevate mai fatto caso?).

Pappi ha messo insieme immagini di repertorio, filmati amatoriali, spezzoni di pellicole, interviste a familiari e conoscenti.
Ne emerge il ritratto di un personaggio larger than life, generoso e narciso, ambizioso e sempre disposto a mettersi in gioco, a sparigliare le carte, a cercare nuove vie di espressione.

Nel corso della pellicola compaiono diversi volti noti: artisti come Jeff Koons, cantanti come Bono degli U2 e il defunto Lou Reed (per il quale Schnabel aveva diretto il film-concerto Berlin), attori come Willem Dafoe (protagonista del suo ultimo lavoro cinematografico, At the Eternity's Gate, con cui l'interprete di Spider-Man ha vinto la Coppa Volpi a Venezia 2018) e Al Pacino.

Viene dato molto spazio ad amici, collaboratori e congiunti, ma in questo gruppo ci sono alcune assenze notevoli.
Non si fa ad esempio riferimento alla modella danese May Andersen né soprattutto al figlio da lei avuto nel 2013 (il 6° per Julian).

Cosa ancora più curiosa: non appare né viene mai nominata Rula Jebreal, la bella giornalista italo-palestinese che è stata compagna del pittore per 4 anni.

Corsicato passa in rassegna tutti i lungometraggi girati da Schnabel fino a quel momento, ma stranamente si dimentica di Miral, film del 2010 sul conflitto arabo-israeliano scritto proprio dall'ex volto di La7.

Omissioni a parte, A Private Portrait rende comunque giustizia all'ormai anziano autore di Basquiat e alla sua complessità come uomo e come artista, ricordandoci come la pittura e il cinema abbiano ancora bisogno di lui.
Per nostra fortuna.


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giovedì 23 agosto 2018

I CLASSICI: BASQUIAT, (AUTO)BIOGRAFIA DI UN GENIO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1995
106'
Regia: Julian Schnabel
Interpreti: Jeffrey Wright, David Bowie, Gary Oldman, Dennis Hopper, Claire Forlani, Michael Wincott, Benicio del Toro, Courtney Love, Christopher Walken, Willem Dafoe.


La vita (breve) e l'opera (immortale) di uno degli artisti più geniali degli ultimi 40 anni: Jean-Michel Basquiat, creolo newyorkese che dai bassifondi arrivò fino ai salotti più chic grazie ai suoi disegni originali e innovativi, ma rimase schiacciato dal successo al punto da morire giovanissimo di overdose.

Solo un altro pittore poteva raccontare la sua storia al cinema con adeguata competenza: il coevo Julian Schnabel, qui al suo esordio dietro la cinepresa.

Ma si tratta davvero di un biopic?
O tra le righe si cela qualcosa di diverso?






Ultrasessantenne ed ex compagno della bellissima giornalista italo-palestinese Rula Jebreal (per la quale qualche anno fa ha diretto il dramma politico Miral), Schnabel è caro a CINEMA A BOMBA! fin dagli albori, essendoci recati ad una sua personale tenutasi al Museo Correr durante la Mostra del Cinema di Venezia nel 2011 (ne avevamo accennato brevemente qui, ricordate?).

Ora il pittore/cineasta della Grande Mela è tornato al Lido per presentare At Eternity's Gate, film sulla vita di Vincent van Gogh con Willem Dafoe - che qui fa una fugace comparsata - nel ruolo protagonista.
Ma quanto sarà fedele alla vita dell'artista olandese?

Domanda lecita, perché Basquiat non è tanto una biografia quanto una... autobiografia.

Con malcelato egocentrismo e invidiabile faccia tosta, Julian ha scritto e girato una pellicola su un suo collega per poter in realtà raccontare se stesso e mettersi in buona luce.

Nel film il regista compare tra i personaggi principali: si chiama Albert Milo, è interpretato dal recente Premio Oscar Gary Oldman (i genitori e la figlia di Milo sono i veri genitori e la figlia maggiore di Schnabel) e appare come amico/mentore del protagonista.

In verità sembra che i due, pur frequentando lo stesso ambiente, si conoscessero appena.
Inoltre ai tempi in cui è ambientata la pellicola Basquiat era già una star, mentre l'altro era ancora un talento in lotta per emergere.

Che dire poi della continua presenza di pigiami e immagini di surfisti, note ossessioni del regista (non certo di Jean-Michel)?






A livello stilistico, possiamo affermare che non sempre quello che funziona nella pittura funziona anche al cinema: ciò che su tela può essere estro e invenzione, su pellicola può risultare ridondante e kitsch.

Eppure questa eccessiva, inaccurata e (auto)indulgente pellicola rimane ad oggi il vertice di Schnabel regista.
Pur fatta la tara delle libertà storiche e dell'ego del suo autore, Basquiat è a suo modo un documento della fervida vita artistica della New York di quegli anni, raccontato da chi l'ha conosciuta e vissuta.

Un'epoca probabilmente irripetibile, così come irripetibile è il supercast messo insieme da Julian per l'occasione (la direzione degli attori è forse il vero talento del voluminoso pittore in ambito cinematografico).
Segnaliamo almeno il Warhol di Bowie e il sarcastico giornalista interpretato da Walken.

In attesa che At Eternity's Gate esca nelle sale, vale la pena riscoprire questo film, specialmente per chi ancora non conosce il genio che ne è il soggetto.

Ma, secondo voi, di quale dei due artisti stiamo parlando?




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