CINEMA A BOMBA!

mercoledì 18 ottobre 2023

I DOC: IL MISTERO PICASSO, SHH... L'ARTISTA STA CREANDO!

Pablo Picasso in azione (clicca sull'immagine per vedere il documentario). 



Francia, 1956
78'
Regia: Henri-Georges Clouzot
Con: Pablo Picasso, Henri-Georges Clouzot, Claude Renoir.


Pagheremmo qualsiasi cosa per sapere cosa pensava Rimbaud metre scriveva "Il Battello Ebbro"; cosa pensava Mozart mentre componeva la "Sinfonia Jupiter"; per conoscere quel meccanismo segreto che guida il creatore nella sua pericolosa avventura.

Grazie a Dio, ciò che non è possibile con la poesia e la musica è realizzabile con la pittura.

Per sapere cosa succede nella testa di un pittore, basta seguire la sua mano.

Forse non in molti lo sapranno ma Malaga, la vivace "capitale" della Costa del Sol, ha dato i natali ad uno dei più grandi geni della storia dell'arte: nella bella città andalusa, una delle tappe del viaggio di nozze di Fran e Deb nel 2022 (che abbiamo ricordato con The Limits of Control e con la pietra miliare surrealista Un Chien Andalou), nel 1881 è infatti nato Pablo Picasso, figlio del pittore José Ruiz Blasco e di una donna di origini liguri (nella sua carriera artistica abbandonerà il cognome del padre ma conserverà quello della madre, considerato più "esotico" e inusuale).

Pablo lascerà Malaga all'età di 10 anni, ma non vi farà più ritorno; nel 1936 dirà anzi addio definitivamente alla Spagna a causa della guerra civile, essendo un convinto antifranchista.

La città natale però non l'ha dimenticato: a lui sono stati dedicati, tra le altre cose, l'aeroporto internazionale (uno dei più trafficati della penisola iberica), una statua, un museo (molto visitato, è uno dei soli quattro musei intitolati a Picasso nel mondo, insieme a quello di Barcellona, Parigi e Antibes).

Morirà in Francia nel 1973, cioè 50 anni fa.

Per ricordarlo abbiamo scelto un documentario molto particolare.

L'incipit di questo post lo abbiamo preso proprio da lì.

Ed è lo stesso regista a declamarlo - e non è un regista qualsiasi.

Maestro del genere noir, Henri-Georges Clouzot è autore di veri e propri capolavori della storia del cinema, quali Les Diaboliques (oggetto di diversi remake, tra i quali uno del 1996 con Sharon Stone, Isabelle Adjani, Kathy Bates e Chazz Palminteri) e soprattutto Vite Vendute-Le Salaire de la Peur (dal quale il compianto William Friedkin trarrà il memorabile e maledetto Il Salario della Paura).

Ma come conciliare gli stilemi del thriller con la descrizione di un processo creativo?

Non certo con una semplice intervista: la scelta di Clouzot è quella di lasciare mano libera (è il caso di dirlo) al suo interlocutore.

Imprevedibilità, colpi di scena, svolte inaspettate, scenari spiazzanti sono tipici del genere padroneggiato dal cineasta francese, ma sono sempre stati nelle corde anche di Picasso.

E allora perché non affidarsi allo stesso pittore, lasciando che questi si prenda la scena con la sua abilità, il suo carisma, la sua presenza?

Egli viene pertanto ripreso mentre crea in tempo reale, ed è impressionante vedere come, da pochi tratti e nel giro di pochi minuti, egli riesca a dar vita ad immagini inimmaginabili fino a poco prima.

E così ecco comparire dal nulla figure femminili, una corrida, un torero incornato da un toro, una pianta che diventa un pesce che diventa un gallo che diventa una misteriosa figura, disegni che da nitidi si fanno forme astratte, affollate scene estive che cambiano con poche pennellate...

L'artista gigioneggia, si presta alle sfide postegli dal regista, gioca con lo spettatore.

Il risultato?

Una divertente esibizione di uno degli artisti più geniali e originali del Novecento, una guasconata in pieno stile Picasso che lascia intravedere il suo metodo di lavoro e le potenzialità del suo grande talento, senza spiegazioni e interpretazioni.

Ma attenzione agli ultimi fotogrammi: il regista alla fine, con una sorta di coup de théâtre e per pochi secondi, trasforma di fatto Picasso in un personaggio dei suoi film, un personaggio da poliziesco, e si riprende così il film alla sua maniera.

A la Clouzot.


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giovedì 5 luglio 2012

I CORTI: BOAT + LADY BLUE SHANGHAI + 3RS, CHE FINE HA FATTO LYNCH?

(Clicca sulla foto per vedere BOAT) 

(Clicca sulla foto per vedere LADY BLUE SHANGHAI) 

(Clicca sulla foto per vedere 3RS) 

BOAT
USA, 2007
7'
Regia: David Lynch
Interpreti: David Lynch, Emily Stofle.

LADY BLUE SHANGHAI
USA, 2010
15'
Regia: David Lynch
Interpreti: Marion Cotillard, Gong Tao.

3RS
USA, 2011
1'
Regia: David Lynch


Che fine ha fatto David Lynch?
Sono passati ormai 6 anni dal suo ultimo lungometraggio, l'intrigante e ostico INLAND EMPIRE, e di colui che molti considerano il più geniale regista vivente si sono quasi perse le tracce.

Non che in questi anni se ne sia stato con le mani in mano, anzi, ma l'impressione è che il nostro abbia voluto allontanarsi dall'universo cinematografico per sperimentare altri campi: ha allestito una mostra dei suoi quadri, doppiato cartoni animati, aperto un esclusivo club parigino, inciso un (notevole) album da cantautore avanguardista e persino curato l'allestimento di un concerto dei Duran Duran.

Sul fronte prettamente filmico, invece, gli unici lavori sono stati i tre corti che CINEMA A BOMBA! ha visto per voi.

Boat, girato con luci naturali e una camera digitale, è un giro in barca attraverso la notte, commentato da una voce femminile fuori campo.
Quello che all'inizio sembra una gita di piacere si trasforma in un viaggio nel cuore di tenebra che c'è in ognuno di noi, con King David in persona nel ruolo di un novello Caronte.

Lady Blue Shanghai nasce invece come un commercial per Dior, ma diventa presto un vero e proprio corto.
La parte iniziale è la migliore: in un'atmosfera un po' alla Mulholland Drive, una donna (la Cotillard, che entra così a far parte del già nutrito gruppo delle lynchettes, ossia le attrici predilette da Lynch) trova nella propria camera d'albergo a Shanghai una misteriosa borsetta blu.
E' avvertibile in certe scene l'influenza dei quadri di Francis Bacon che avevamo già notato nelle incursioni pittoriche del regista, mentre la rosa azzurra che si vede nel finale è una palese autocitazione da Twin Peaks - Fuoco cammina con me.

3RS è stato infine creato come trailer della scorsa Viennale, il principale festival del cinema austriaco, e ricorda da vicino i primi corti sperimentali con cui il maestro di Missoula si esercitava a inizio carriera.
Tra rimandi surrealisti ed ermetiche visioni (la paperella decapitata non è forse un omaggio al Buñuel di Un chien andalou?), si può trovare una summa dell'ideale cinematografico lynchano: un universo in cui le emozioni e la fantasia prevalgono sulla razionalità del reale.

Insomma, Lynch si diverte. Fa piacere per lui, ma noi attendiamo da tempo il suo prossimo "vero" film.
Quando, David?

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