CINEMA A BOMBA!

sabato 4 marzo 2023

OSCAR 2023. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI

(Dall'alto: i candidati e le candidate in lizza rispettivamente per l'Oscar come miglior attore e attrice protagonista).


Entriamo nel vivo dello Speciale Oscar di quest'anno con quello che è tradizionalmente uno dei post più letti e apprezzati dalle/dai nostre/i lettrici/lettori!

Quando si parla delle candidature legate alla recitazione, la domanda che in genere ci si pone è: gli Oscar confermeranno i risultati dei Golden Globe?

Se è vero che - nel complesso - i secondi sono una sorta di anticamera dei primi, è però vero anche che l'Academy distingue solo tra protagoniste/i e non, mentre i Globi raddoppiano le categorie seprando le performance drammatiche da quelle "leggere".

Insomma, alla Notte delle Stelle ci sono meno premi in palio e la sfida tra le/i contendenti è pertanto più dura.
Ciò non significa ovviamente che non ci siano favorite/i.

La già due volte oscarizzata Cate Blanchett parte leggermente in vantaggio rispetto alla sua principale concorrente, Michelle Yeoh.
Le altre colleghe presumibilmente resteranno a guardare, compresa la pur brava Ana de Armas di Blonde, se non altro in virtù della regola non scritta per cui un'attrice (attore) deve imbruttirsi per poter vincere l'Oscar.

Secondo questo principio, il Brendan Fraser di The Whale non dovrebbe avere rivali.
Invece la sfida tra gli uomini sembra tutta tra la rivelazione Austin Butler di Elvis (biopic con colonna sonora anche dei Maneskin) e il versatile Colin Farrell de Gli Spiriti dell'Isola.

Il divo irlandese di Animali Fantastici trova parallelamente in competizione tra loro altri due colleghi della medesima pellicola: il veterano Brendan Gleeson e l'emergente Barry Keoghan (il Joker di The Batman, visto anche nel "marvelliano" Eternals) sono infatti in gara tra i non protagonisti.

Tra i due litiganti il terzo gode?
Se così fosse, i due dovrebbero guardarsi dal redivivo Ke Huy Quan, indimenticato Shorty di Indiana Jones e il Tempio Maledetto.

L'ex attore-bambino fa parte del cast di quello che è considerato il film outsider di questa edizione: Everything Everywhere All at Once, che vede pure la partecipazione di Jamie Lee Curtis e Stephanie Hsu, anch'esse impegnate in un "derby" all'ultimo sangue nella categoria riservata ai ruoli di supporto femminili.

In questo ambito la terza incomoda (e favorita) è la regale Angela Bassett, grazie alla sua presenza austera e autorevole in Black Panther: Wakanda Forever.

Per scoprire chi di loro si porterà a casa il premio cinematografico più ambito del mondo, bisognerà attendere ancora qualche giorno.
Intanto - come sempre - leggete qui sotto l'elenco completo delle candidature e cliccate sui link!


Migliore attrice protagonista
Cate Blanchett - Tár
Ana de Armas - Blonde
Andrea Riseborough - To Leslie
Michelle Williams - The Fabelmans
Michelle Yeoh - Everything Everywhere All at Once

Migliore attore protagonista
Austin Butler - Elvis
Colin Farrell - Gli Spiriti dell'Isola
Brendan Fraser - The Whale
Paul Mescal - Aftersun
Bill Nighy - Living

Migliore attrice non protagonista
Angela Bassett - Black Panther: Wakanda Forever
Hong Chau - The Whale
Kerry Condon - Gli Spiriti dell'Isola
Jamie Lee Curtis - Everything Everywhere All at Once
Stephanie Hsu - Everything Everywhere All at Once

Migliore attore non protagonista
Brendan Gleeson - Gli Spiriti dell'Isola
Barry Keoghan - Gli Spiriti dell'Isola
Brian Tyree Henry - Causeway
Judd Hirsch - The Fabelmans
Ke Huy Quan - Everything Everywhere All at Once


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venerdì 26 novembre 2021

GLI INEDITI: THE GREEN KNIGHT-SIR GAWAIN E IL CAVALIERE VERDE, SIAMO FUORI DI TESTA (MA DIVERSI DA LORD)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



USA, 2021
120'
Regia: David Lowery
Interpreti: Dev Patel, Joel Edgerton, Alicia Vikander, Barry Keoghan, Ralph Ineson, Sean Harris, Sarita Choudhury, Kate Dickie


Nel giorno di Natale Re Artù (Harris) e la sua corte sono riuniti attorno alla Tavola Rotonda.

All'improvviso irrompe nella sala del trono un misterioso e gigantesco cavaliere (Ineson) tutto verde - verde la pelle (sembra quasi un albero), verdi i capelli, verde l'armatura - che propone un gioco di coraggio agli astanti: chi riuscirà a colpirlo e ferirlo riceverà dopo un anno la stessa ferita, nello stesso punto.

Fra tutti i prodi presenti e pronti a raccogliere la sfida si fa avanti il giovane e dissoluto Gawain (Patel), aspirante cavaliere ansioso di dimostrare il proprio valore, che con un colpo di ascia decapita l'avversario.

Tra lo sgomento di tutti, però, lo sconosciuto si rialza, prende la propria testa mozzata e si allontana, dando appuntamento a Gawain per l'anno venturo per onorare la promessa.

Il tempo passa e arriva il momento di partire; il tragico destino del ragazzo sembra segnato.

Ma all'appuntamento con il Cavaliere Verde Gawain arriverà cambiato, dopo un viaggio pieno di insidie.



Il romanzo Sir Gawain e il Cavaliere Verde è un esempio di letteratura cavalleresca scritto da un anonimo nel XIV secolo ed è uno dei più celebri racconti del ciclo arturiano.

In esso sono presenti la classica impresa di un cavaliere che cerca di dimostrare il proprio valore e i temi del coraggio e dell'onore; ma il finale sospeso lo apre a diverse interpretazioni.

E lo rende "moderno".

David Lowery - regista di pellicole acclamate quali Senza Santi In Paradiso (Ain't Them Bodies Saints) e A Ghost Story e di altre "su commissione" come il remake Disney di Il Drago Invisibile e Old Man & The Gun con Robert Redford - lo ha trasposto adattandolo in parte alla sensibilità del tempo presente ma intelligentemente senza snaturarlo.

Così, se all'inizio può spiazzare la scelta di un attore di origine indiana per impersonificare un cavaliere del ciclo arturiano, presto la bravura di Dev Patel (già in passato ampiamente dimostrata, per esempio in Lion-La Strada Verso Casa), una regia immaginifica e la meravigliosa fotografia di Andrew Droz Palermo ci fanno immergere in una storia di mistero e suggestioni, affascinante, ipnotica, piena di simboli e simbologie.

Era dai tempi di Excalibur di John Boorman (del 1981) che non vedevamo un Medioevo così cupo, magico, dove convivono e si compenetrano miti pagani e cristiani, dove i valori cavallereschi dell'onore e del coraggio sono decostruiti e demitizzati.

Lowery, così come aveva fatto Boorman, si prende delle libertà circa l'aderenza al materiale letterario originale; ma il fatto di aver conservato intatto lo spirito del romanzo è decisamente un fattore positivo.

The Green Knight, soprattutto, però, è un film ammaliante, se ci si abbandona al flusso di immagini, colori, suoni, silenzi che accompagna e spesso sostituisce la sceneggiatura.

Ma se ci si immerge nel suo simbolismo esso diventa qualcosa di più: un labirinto, un racconto onirico, filosofico, ecologista, cristologico, iniziatico.

Ci ricorda un po' il controverso Madre! di Aronofsky, il Destino disneyano di Dalì o il Dune di Jodorowsky, sebbene in un'ambientazione medioevale e con uno stile registico diverso.

Ed è un complimento.

Insomma, The Green Knight è uno di quei film da vedere assolutamente, per ricchezza di immagini, suggestioni, temi; ma anche perché è un bel film epico, avventuroso, pieno di colpi di scena.

Ci sarebbe da sfidare a singolar tenzone chi non lo ha fatto uscire al cinema...



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