CINEMA A BOMBA!

sabato 11 marzo 2023

OSCAR 2023. LE NOSTRE PREVISIONI



La Notte delle Stelle è ormai prossima: domenica avrà infatti luogo la 95a edizione degli Academy Awards, meglio conosciuti come premi Oscar.

Volete provare a indovinare chi vincerà e chi no?
Noi lo facciamo ogni anno e di solito - modestamente - ci prendiamo... provate anche voi!

Qui sotto trovate l'elenco COMPLETO delle candidature: leggetelo e cliccate sui link per ulteriori approfondimenti!


Miglior film
Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale, regia di Edward Berger
Avatar-La Via dell'Acqua, regia di James Cameron
Gli Spiriti dell'Isola, regia di Martin McDonagh
Elvis, regia di Baz Luhrmann
Everything Everywhere All at Once, regia di Daniel Kwan & Daniel Scheinert - FEDE, FRA
Tár, regia di Todd Field
Top Gun: Maverick, regia di Joseph Kosinski
Triangle of Sadness, regia di Ruben Östlund
Women Talking, regia di Sarah Polley
The Fabelmans, regia di Steven Spielberg

Miglior regia
Martin McDonagh - Gli Spiriti dell'Isola
Daniel Kwan e Daniel Scheinert - Everything Everywhere All at Once - FRA
Todd Field - Tár
Ruben Östlund - Triangle of Sadness
Steven Spielberg - The Fabelmans - FEDE

Migliore attrice protagonista
Cate Blanchett - Tár - FRA
Ana de Armas - Blonde
Andrea Riseborough - To Leslie
Michelle Williams - The Fabelmans
Michelle Yeoh - Everything Everywhere All at Once - FEDE

Migliore attore protagonista
Austin Butler - Elvis - FEDE, FRA
Colin Farrell - Gli Spiriti dell'Isola
Brendan Fraser - The Whale
Paul Mescal - Aftersun
Bill Nighy - Living

Migliore attrice non protagonista
Angela Bassett - Black Panther: Wakanda Forever - FEDE, FRA
Hong Chau - The Whale
Kerry Condon - Gli Spiriti dell'Isola
Jamie Lee Curtis - Everything Everywhere All at Once
Stephanie Hsu - Everything Everywhere All at Once

Migliore attore non protagonista
Brendan Gleeson - Gli Spiriti dell'Isola
Barry Keoghan - Gli Spiriti dell'Isola - FEDE
Brian Tyree Henry - Causeway
Judd Hirsch - The Fabelmans
Ke Huy Quan - Everything Everywhere All at Once - FRA

Migliore sceneggiatura originale
Martin McDonagh - Gli Spiriti dell'Isola - FEDE, FRA
Daniel Kwan e Daniel Scheinert - Everything Everywhere All at Once
Steven Spielberg e Tony Kushner - The Fabelmans
Todd Field - Tár
Ruben Östlund - Triangle of Sadness

Migliore sceneggiatura non originale
Edward Berger, Lesley Paterson e Ian Stokell - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale
Rian Johnson - Knives Out: Glass Onion - FEDE
Kazuo Ishiguro - Living
Ehren Kruger, Eric Warren Singer e Christopher McQuarrie - Top Gun: Maverick
Sarah Polley - Women Talking - FRA

Miglior film d'animazione
Pinocchio, regia di Guillermo del Toro e Mark Gustafson - FEDE, FRA
Marcel the Shell, regia di Dean Fleischer-Camp
Il Gatto con gli Stivali 2 - L'Ultimo Desiderio, regia di Joel Crawford
Il Mostro dei Mari, regia di Chris Williams
Red, regia di Domee Shi

Miglior film internazionale
Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale, regia di Edward Berger (Germania) - FEDE, FRA
Argentina 1985, regia di Santiago Mitre (Argentina)
Close, regia di Lukas Dhont (Belgio)
EO, regia di Jerzy Skolimowski (Polonia)
The Quiet Girl, regia di Colm Bairéad (Irlanda)

Migliore colonna sonora
Volker Bertelmann - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale - FRA
Justin Hurwitz - Babylon - FEDE
Carter Burwell - Gli Spiriti dell'Isola
Son Lux - Everything Everywhere All at Once
John Williams - The Fabelmans

Migliore canzone
Applause (musiche e testo di Diane Warren) - Tell It Like a Woman
Hold My Hand (musiche e testo di Lady Gaga e BloodPop) - Top Gun: Maverick
Lift Me Up (musiche di Tems, Rihanna, Ryan Coogler e Ludwig Göransson; testo di Tems e Ryan Coogler) - Black Panther: Wakanda Forever - FEDE
Naatu Naatu (musiche di M. M. Keeravani; testo di Chandrabose) - RRR - FRA
This Is a Life (musiche di Ryan Lott, David Byrne e Mitski; testo di Ryan Lott e David Byrne) - Everything Everywhere All at Once

Migliore fotografia
James Friend - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale - FRA
Darius Khondji - Bardo
Mandy Walker - Elvis
Roger Deakins - Empire of Light
Florian Hoffmeister - Tár - FEDE

Migliore scenografia
Christian M. Goldbeck ed Ernestine Hipper - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale
Dylan Cole, Ben Procter e Vanessa Cole - Avatar: La Via dell'Acqua
Florencia Martin e Anthony Carlino - Babylon - FRA
Catherine Martin, Karen Murphy e Bev Dunn - Elvis
Rick Carter e Karen O'Hara - The Fabelmans - FEDE

Miglior montaggio
Mikkel E. G. Nielsen - Gli Spiriti dell'Isola
Matt Villa e Jonathan Redmond - Elvis
Paul Rogers - Everything Everywhere All at Once - FRA
Monika Willi - Tár
Eddie Hamilton - Top Gun: Maverick - FEDE

Migliori effetti speciali
Frank Petzold, Viktor Müller, Markus Frank e Kamil Jafar - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett - Avatar: La Via dell'Acqua - FEDE, FRA
Dan Lemmon, Russell Earl, Anders Langlands e Dominic Tuohy - The Batman
Geoffrey Baumann, Craig Hammack, R. Christopher White e Dan Sudick - Black Panther: Wakanda Forever
Ryan Tudhope, Seth Hill, Bryan Litson e Scott R. Fisher - Top Gun: Maverick

Miglior sonoro
Victor Prasil, Frank Kruse, Markus Stemler, Lars Ginzel e Stefan Korte - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale
Julian Howarth, Gwendolin Yates Whittle, Dick Bernstein, Christopher Boyes, Gary Summers e Michael Hedges - Avatar: La Via dell'Acqua
Stuart Wilson, William Files, Douglas Murray e Andy Nelson - The Batman - FEDE
David Lee, Wayne Pashley, Andy Nelson e Michael Keller - Elvis
Mark Weingarten, James H. Mather, Al Nelson, Chris Burdon e Mark Taylor - Top Gun: Maverick - FRA

Migliori costumi
Mary Zophres - Babylon - FEDE
Ruth E. Carter - Black Panther: Wakanda Forever
Catherine Martin - Elvis - FRA
Shirley Jurata - Everything Everywhere All at Once
Jenny Beavan - La Signora Harris va a Parigi

Miglior trucco e acconciatura
Heike Merker e Linda Eisenhamerová - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale
Naomi Donne, Mike Marino e Mike Fontaine - The Batman
Camille Friend e Joel Harlow - Black Panther: Wakanda Forever
Mark Coulier, Jason Baird e Aldo Signoretti - Elvis - FRA
Adrien Morot, Judy Chin e Anne Marie Bradley - The Whale - FEDE

Miglior documentario
All That Breathes, regia di Shaunak Sen, Aman Mann e Teddy Leifer
Tutta la Bellezza e il Dolore, regia di Laura Poitras, Howard Gertler, John Lyons, Nan Goldin e Yoni Golijov
Fire of Love, regia di Sara Dosa, Shane Boris e Ina Fichman
A House Made of Splinters, regia di Simon Lereng Wilmont e Monica Hellstrom - FEDE
Navalny, regia di Daniel Roher, Odessa Rae, Diane Becker, Melanie Miller e Shane Boris - FRA

Miglior cortometraggio documentario
Raghu, il Piccolo Elefante, regia di Kartiki Gonsalves e Guneet Monga - FRA
Haulout, regia di Evgenia Arbugaeva e Maxim Arbugaev
How Do You Measure a Year?, regia di Jay Rosenblatt - FEDE
The Martha Mitchell Effect, regia di Anne Alvergue e Beth Levison
Stranger at the Gate, regia di Joshua Seftel e Conall Jones

Miglior cortometraggio
An Irish Goodbye, regia di Tom Berkely e Ross White
Ivalu, regia di Anders Walter e Rebecca Pruzan
Le Pupille, regia di Alice Rohrwacher - FEDE, FRA
Nattriken, regia di Eirik Tveiten e Gaute Lid Larssen
The Red Suitcase, regia di Cyrus Neshvad

Miglior cortometraggio d'animazione
Il Bambino, la Talpa, la Volpe e il Cavallo, regia di Charlie Mackesy e Matthew Freud - FEDE, FRA
The Flying Sailor, regia di Amanda Forbis e Wendy Tilby
Ice Merchants, regia di João Gonzalez e Bruno Caetano
My Year of Dicks, regia di Sara Gunnarsdottir e Pamela Ribbon
An Ostrich Told Me the World Is Fake and I Think I Believe It, regia di Lachlan Pendragon


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sabato 4 marzo 2023

OSCAR 2023. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI

(Dall'alto: i candidati e le candidate in lizza rispettivamente per l'Oscar come miglior attore e attrice protagonista).


Entriamo nel vivo dello Speciale Oscar di quest'anno con quello che è tradizionalmente uno dei post più letti e apprezzati dalle/dai nostre/i lettrici/lettori!

Quando si parla delle candidature legate alla recitazione, la domanda che in genere ci si pone è: gli Oscar confermeranno i risultati dei Golden Globe?

Se è vero che - nel complesso - i secondi sono una sorta di anticamera dei primi, è però vero anche che l'Academy distingue solo tra protagoniste/i e non, mentre i Globi raddoppiano le categorie seprando le performance drammatiche da quelle "leggere".

Insomma, alla Notte delle Stelle ci sono meno premi in palio e la sfida tra le/i contendenti è pertanto più dura.
Ciò non significa ovviamente che non ci siano favorite/i.

La già due volte oscarizzata Cate Blanchett parte leggermente in vantaggio rispetto alla sua principale concorrente, Michelle Yeoh.
Le altre colleghe presumibilmente resteranno a guardare, compresa la pur brava Ana de Armas di Blonde, se non altro in virtù della regola non scritta per cui un'attrice (attore) deve imbruttirsi per poter vincere l'Oscar.

Secondo questo principio, il Brendan Fraser di The Whale non dovrebbe avere rivali.
Invece la sfida tra gli uomini sembra tutta tra la rivelazione Austin Butler di Elvis (biopic con colonna sonora anche dei Maneskin) e il versatile Colin Farrell de Gli Spiriti dell'Isola.

Il divo irlandese di Animali Fantastici trova parallelamente in competizione tra loro altri due colleghi della medesima pellicola: il veterano Brendan Gleeson e l'emergente Barry Keoghan (il Joker di The Batman, visto anche nel "marvelliano" Eternals) sono infatti in gara tra i non protagonisti.

Tra i due litiganti il terzo gode?
Se così fosse, i due dovrebbero guardarsi dal redivivo Ke Huy Quan, indimenticato Shorty di Indiana Jones e il Tempio Maledetto.

L'ex attore-bambino fa parte del cast di quello che è considerato il film outsider di questa edizione: Everything Everywhere All at Once, che vede pure la partecipazione di Jamie Lee Curtis e Stephanie Hsu, anch'esse impegnate in un "derby" all'ultimo sangue nella categoria riservata ai ruoli di supporto femminili.

In questo ambito la terza incomoda (e favorita) è la regale Angela Bassett, grazie alla sua presenza austera e autorevole in Black Panther: Wakanda Forever.

Per scoprire chi di loro si porterà a casa il premio cinematografico più ambito del mondo, bisognerà attendere ancora qualche giorno.
Intanto - come sempre - leggete qui sotto l'elenco completo delle candidature e cliccate sui link!


Migliore attrice protagonista
Cate Blanchett - Tár
Ana de Armas - Blonde
Andrea Riseborough - To Leslie
Michelle Williams - The Fabelmans
Michelle Yeoh - Everything Everywhere All at Once

Migliore attore protagonista
Austin Butler - Elvis
Colin Farrell - Gli Spiriti dell'Isola
Brendan Fraser - The Whale
Paul Mescal - Aftersun
Bill Nighy - Living

Migliore attrice non protagonista
Angela Bassett - Black Panther: Wakanda Forever
Hong Chau - The Whale
Kerry Condon - Gli Spiriti dell'Isola
Jamie Lee Curtis - Everything Everywhere All at Once
Stephanie Hsu - Everything Everywhere All at Once

Migliore attore non protagonista
Brendan Gleeson - Gli Spiriti dell'Isola
Barry Keoghan - Gli Spiriti dell'Isola
Brian Tyree Henry - Causeway
Judd Hirsch - The Fabelmans
Ke Huy Quan - Everything Everywhere All at Once


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giovedì 12 gennaio 2023

GOLDEN GLOBE 2023. PREMIO CINEMATOGRAFICO DI RIPRESA E RESILIENZA

Steven Spielberg con i suoi 2 Globi. 



Dopo gli scandali e la crisi di identità degli ultimi anni, i Golden Globe hanno provato quest'anno a risalire la china.

Molte le star che hanno sfilato sul tappeto rosso, molti i flash, molte le polemiche che ci sono state (una su tutte: l'assenza di Brendan Fraser, pur candidato come miglior attore in un ruolo drammatico)...

Insomma, si è ricominciato a parlare della manifestazione organizzata dalla Hollywood Foreign Press Association dopo la sordina alle scorse edizioni.

E si è ricominciato a parlare di cinema: in un periodo in cui - a parte il fenomeno Avatar-La Via dell'Acqua (nessun premio) e i soliti cinefumettoni Marvel (contentino a Black Panther-Wakanda Forever con Angela Bassett migliore attrice non protagonista) - i film "da sala" non hanno più quel richiamo che avevano una volta, questa è già una buona notizia.

Merito anche del palmarès di quest'anno (vedi qui): tra gli insigniti, volti e nomi noti, emergenti, recuperati, apprezzati dalla critica, rassicuranti anche per i guardiani del politicamente corretto.

Il primo nome che salta agli occhi è quello di Steven Spielberg: il celeberrimo regista di innumerevoli capolavori (citiamo qui, volutamente, alcuni di quelli meno celebri e vi invitiamo a riscoprirli tramite i nostri precedenti post: Le avventure di Tintin, Lincoln, Il Ponte delle spie, Ready Player One), ad un solo anno dalla vittoria della sua versione di West Side Story ( miglior musical) questa volta si aggiudica i riconoscimenti per il miglior film drammatico e la migliore regia per The Fabelmans.

Un altro nome è quello di Guillermo del Toro: la sua versione di Pinocchio è stata votata come migliore pellicola di animazione, battendo la concorrenza dei colossi targati Disney.

Una vittoria meno banale di quanto sembri.

Ma tra i trionfatori c'è stato anche una persona che non ha ricevuto neppure un premio: Alberto Barbera.

Il direttore della Mostra del Cinema di Venezia può vantarsi però del fatto che, tra le 14 categorie cinematografiche dell'evento, ben 5 sono state vinte da film presentati in anteprima al Lido: un colpaccio, sia per il lustro della kermesse lagunare che per il cinema d'autore tout court.

E non categorie di secondo piano: The Banshees of Inisherin di Martin McDonagh (che nel 2018 aveva sbancato i Golden Globe con Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) ha conquistato le statuette per la migliore commedia, il miglior attore protagonista in una commedia (bentornato Colin Farrell! Quindi The Batman ha veramente contribuito a rilanciarlo), la migliore sceneggiatura (lo stesso McDonagh, che ormai si starà abituando a questo tipo di riconoscimento); la sempre superba Cate Blanchett è la migliore attrice drammatica per Tár di Todd Field (a bocca asciutta, invece, Ana de Armas con Blonde); Argentina 1985 è stato invece riconosciuto meritatamente come miglior film internazionale.

Molta gloria anche per gli outsider.

L'immaginifico Everything Everywhere All at Once ha dato un'ottima ribalta a Michelle Yeoh (migliore attrice per una commedia) e soprattutto a Jonathan Ke Quan (miglior attore non protagonista. Il nome non vi dice niente? Beh, e se vi dicessimo che stiamo parlando di Shorty di Indiana Jones e il Tempio Maledetto di Steven Spielberg - combinazione! - e di Data di I Goonies? Un gradito ritorno per i nostalgici degli Anni Ottanta).

Austin Butler, come miglior attore drammatico, è stato una delle sorprese della serata: molti si aspettavano il nome di Brendan Fraser, che aveva commosso Venezia con The Whale di Darren Aronofsky, ma la sua interpretazione di Elvis nell'omonimo biopic di Baz Luhrmann ha convinto un maggior numero di giurati (premio comunque difficilmente contestabile).

La migliore canzone se l'è aggiudicata un film indiano (!) e non, come ci si aspettava, una tra Lady Gaga, Taylor Swift e Rihanna.

La statuetta per la migliore colonna sonora è invece il contentino che hanno dato a Babylon, ambizioso progetto di Damien Chazelle che ha diviso critica e pubblico.

L'ottantesima edizione dei Golden Globe è terminata, ma già si scaldano i motori per i prossimi Oscar.

La stagione dei premi cinematografici è appena iniziata e si prevedono scintille - e soprattutto segnali di ripresa per la Settima Arte.


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lunedì 10 ottobre 2022

BLONDE, NORMA JEANE VS. MARILYN

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



USA, 2022
167'
Regia: Andrew Dominik
Interpreti: Ana de Armas, Bobby Cannavale, Adrien Brody, Julianne Nicholson, Xavier Samuel.


Marilyn Monroe è bellissima, è sexy, ha successo, ha un bel sorriso, è ingenua, è svampita, ha una voce flautata; è una perfetta superdiva del cinema, amata, invidiata, desiderata.

Norma Jeane Baker è bellissima, ha avuto un'infanzia infelice, ha subito abusi, ha avuto aborti, è triste, è depressa, è considerata alla stregua di un oggetto, è terribilmente sola, non ha mai ricevuto affetto.

Norma Jeane vede la stella di Marilyn brillare, ma la sua luce non le arriva.

Norma Jeane Baker per tutti è Marilyn Monroe.

Per tutti, tranne che per se stessa.


Tratto dall'omonimo romanzo della prolifica scrittrice americana Joyce Carol Oates, Blonde è stato presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha ricevuto una lunga standing ovation e apprezzamenti per la sua protagonista, Ana de Armas (brava, in effetti, pur se non somigliantissima), già affermatasi grazie a titoli quali Blade Runner 2049, Knives Out, Acque profonde.

Sfavillante, il red carpet del Lido, dove ha sfilato, oltre al regista Andrew Dominik, a de Armas e Brody, anche uno dei produttori, Brad Pitt, che in questa veste sa il fatto suo (ha vinto l'Oscar per il miglior film per 12 Anni Schiavo ed ha finanziato, tra gli altri, The Tree Of Life).

Il glamour, i flash, le luci, le urla dei fan, gli abiti eleganti, il poter vedere da vicino i divi del grande schermo... è parte del fascino effimero dello star system, a Venezia come a Cannes, a Toronto come a Hollywood o a Mumbay.

Ma dopo aver visto questo film l'effetto è davvero straniante.

Blonde è l'angosciosa, cupa, claustrofobica discesa agli inferi di una donna che è stata vittima degli uomini che ha conosciuto, che non ha trovato nessuno disposto ad ascoltare i suoi tormenti.

Una donna che, pur circondata da molta gente e baciata dalla fama, ha vissuto ed è morta da sola, fragile e vulnerabile, tormentata.

La vita di Marilyn Monroe è già stata tragica di per sé; ma Oates - e Dominik, sulla scia - ha calcato la mano, prendendosi delle libertà, al fine di rendere ancora più drammatica la sua vicenda: il triangolo amoroso con i figli di Edward G. Robinson e Charlie Chaplin, molto probabilmente un'invenzione; il dialogo con il feto parlante; alcune parti della sua vita omesse; il mancato riconoscimento del suo talento recitativo...

Il film, una volta approdato su Netflix, è stato bersaglio di numerosissime critiche, accusato di sfruttare l'immagine di Marilyn, di essere morboso, troppo disturbante, addirittura di essere antiabortista e maschilista - considerazioni che sono state ribattute punto su punto dall'autrice e dal regista.

Fatto sta che l'immagine della diva di Gli uomini preferiscono le bionde, Come sposare un milionario, Quando la moglie è in vacanza e A qualcuno piace caldo perde quella patina dorata di successo, bellezza, perfezione, felicità con la quale Hollywood l'aveva ricoperta e fa intravedere sotto la superficie il volto triste di Norma Jeane.

Se considerassimo Blonde come una biografia sicuramente ne vedremmo i tanti difetti: il montaggio a scatti, a scapito della linearità della trama; le invenzioni sulla vita dell'attrice; la negatività di tutti i personaggi maschili rappresentati; la presenza di scene forti che scadono a volte nel grottesco; il ridurre la vita di una persona ad una sequenza di drammi, traumi...

E valuteremmo che Marilyn/Norma Jeane avrebbe meritato maggior rispetto, maggior senso del pudore e un ritratto più veritiero: quella di Joyce Carol Oates e Andrew Dominik non è la Marilyn complicata, sfaccettata che traspare dai suoi appunti, dalle sue lettere, dalle sue poesie.

Ma cosa c'è dietro alla luce abbagliante dei riflettori e dei flash?

Cosa c'è dietro ai sorrisi smaglianti dei divi?

Se ci soffermassimo su quegli aspetti di critica feroce dell'ipocrisia e della violenza della nostra società (soprattutto nei confronti delle donne), non potremmo non riconoscere che, al netto di scelte discutibili, Blonde coglie nel segno e colpisce duro.

E ci ammonisce che il mondo delle stelle dello spettacolo non è poi così scintillante come appare, anzi.


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