CINEMA A BOMBA!

lunedì 12 maggio 2025

I CLASSICI: VENOM-THE LAST DANCE, NELLA BUONA SORTE E NELLE AVVERSITÀ

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2024
109'
Regia: Kelly Marcel
Interpreti: Tom Hardy, Juno Temple, Chiwetel Ejiofor, Rhys Ifans, Stephen Graham, Andy Serkis.


Ritornati nel proprio universo dopo una capatina nel Marvel Cinematic Universe, il simbionte Venom e il suo "ospite" umano Eddie (Hardy) si ritrovano ad affrontare degli Xenophage, mostruosi alieni al servizio del loro creatore cosmico, il malvagio Knull (Serkis).

Dopo un lungo road trip, convergeranno nella famigerata Area 51, base di un'operazione governativa impegnata nello studio dei simbionti: qui un militare (Ejiofor) e una scienziata (Temple) hanno idee diverse su come gestire i soggetti...


Venom.
Venom: La Furia di Carnage.
Spider-Man: No Way Home.

Questa è la ufficialmente la 4a apparizione di Tom Hardy nel doppio ruolo dell'extraterrestre linguacciuto per eccellenza e del suo buddy umano.
L'attore britannico viene confermato anche co-autore del soggetto insieme a Kelly Marcel, sceneggiatrice dei capitoli precedenti qui promossa alla regia.

Dietro la macchina da presa la signora se la cava egregiamente, per essere un'esordiente, e l'ennesimo cambio al comando - già la volta scorsa Andy Serkis aveva sostituito il collega Ruben Fleischer - non inficia la continuità stilistica complessiva della trilogia.

A proposito dell'Alfred di The Batman, questi ritorna in realtà per dare voce al cattivo principale (nonostante lo scarso screen time: appare praticamente in due sole scene), mentre tra i nuovi ingressi si segnalano Ejiofor di Doctor Strange e soprattutto l'indimenticata Temple di Killer Joe.

Ma la parte migliore è - come sempre - l'interazione tra i due protagonisti, tra battibecchi e reciproche dichiarazioni d'affetto che avvicinano il trittico più alle commedie romantiche che ai fanta-horror.
Ma stavolta Venom è meno icona LGBTQIA+ (specie rispetto al film precedente) e sempre più idolo dei bambini: espunte le scene violente o paurose, potrebbe stare benissimo tra Paw Patrol e Tartarughe Ninja.

La sequenza probabilmente più divertente - nell'accezione camp dell'aggettivo - è quella del ballo tra il protagonista e la Sig.ra Chen già comparsa nei capitoli precedenti, mentre tra le novità la più significativa è l'esordio di una Venom-femmina che potrebbe essere una risposta ironica al gender-switch di Thor 4 e Black Panther 2.

Che ne sarà del nostro ora che la sua serie pare essersi conclusa?
Sembra essere giunto al capolinea l'intero cine-universo di cui l'antieroe alieno faceva parte: dopo una fila di pellicole ridicole e ridicolizzate (vi basti Morbius), gli executive della Sony apparentemente hanno deciso di smettere di perdere soldi facendo lungometraggi ambientati nel mondo di Spider-Man (ma senza Spider-Man), che molti odiano e pochi vanno a vedere.

Ma quelli di Venom sono stati un'eccezione, e ci piacerebbe davvero scoprire un giorno che l'indizio suggerito nella sequenza post-credits di The Last Dance ha avuto un seguito.
Magari, una volta tanto, in coppia con il Ragnetto...


[PS: come forse ricorderete, al trailer del primo film avevamo dedicato anche un episodio del nostro podcast, il mitico BOMBCAST! Andatevelo a (ri)ascoltare!]


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mercoledì 3 maggio 2023

I CLASSICI: NOTTING HILL, PERDINDIRINDINA!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

UK/USA, 1999
124'
Regia: Roger Michell
Con: Julia Roberts, Hugh Grant, Rhys Ifans, Hugh Bonneville, Micha Burton, Emily Mortimer, Alec Baldwin (non accreditato).


Notting Hill, quartiere residenziale di Londra.
Qui Will (Grant) gestisce una libreria e condivide un appartamento con uno squinternato coinquilino (Ifans).

La routine di tutti i giorni cambia quando un giorno irrompe nella sua vita la superdiva hollywoodiana Anna Scott (Roberts).
Tra i due scocca la scintilla, ma è davvero possibile una relazione sentimentale tra due persone tanto diverse?


I due protagonisti provano ad entrare in un giardino, di notte: lui, cercando di scavalcare il cancello, inciampa e d'istinto esclama "Perdindirindina!" (in originale dice "Whoopsidaisies!").
Se non avete presente questa scena probabilmente non avete mai visto Notting Hill.

Commedia romantica tra le più famose della storia del cinema moderno, è opera soprattutto dello sceneggiatore Richard Curtis, co-creatore di Mr. Bean e già autore del copione di Quattro Matrimoni e un Funerale (un altro lungometraggio di successo per certi versi simile a questo).

Con quest'ultimo condivide l'inserimento di una protagonista femminile americana in un contesto al 100% inglese e la partecipazione di Hugh Grant.
L'attore londinese - rivisto recentemente in Glass Onion - offre in questo film la migliore interpretazione della propria carriera, un delicato equilibrio di goffaggine e humour britannico.

A contendergli la scena c'è una Julia Roberts in splendida forma.
L'ex Pretty Woman infonde al proprio personaggio una grazia elegante e una vulnerabilità rara, rendendolo credibile e riaffermando una verità di cui spesso ci dimentichiamo: anche i VIP sono esseri umani e - in molti casi, almeno - persone normalissime, come tutti noi.

L'alchimia tra i due protagonisti mette in ombra il resto del cast, ma ci sono almeno un paio di comprimari che riescono a lasciare il segno: Bonneville, che anni dopo avremmo rivisto nel dittico dedicato all'orso Paddington (a proposito, un giorno ve lo recensiremo), e soprattutto Ifans (il Dr. Lizard del primo Amazing Spider-Man), qui nel ruolo della vita.

Attori in stato di grazia, dialoghi brillanti, una regia "leggera" e la ballata When You Say Nothing At All di Ronan Keating a trainare la colonna sonora: pezzi di un puzzle che vanno a comporre l'immagine di un'opera, nel suo genere, memorabile.

Una pellicola imperdibile per chi è stato almeno una volta a Londra (e a Notting Hill, chiaro).


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giovedì 30 luglio 2020

I DOC: EXIT THROUGH THE GIFT SHOP, LA GRANDE TRUFFA DELLA STREET ART

(Clicca sulla locandina per vedere il documentario in italiano). 

USA/Regno Unito, 2010
87'
Regia: Banksy
Con: Banksy, Thierry Guetta (Mr. Brainwash), Shepard Fairey (Obey), Invader, Rhys Ifans (voce narrante).


Chi è Banksy?
Di certo, il più importante "graffitaro" della storia dopo Jean-Michel Basquiat e Keith Haring.
Probabilmente, il più grande artista vivente insieme a Julian Schnabel.

Per il resto si sa poco o niente di lui, a cominciare dalla sua vera identità.
Qualcuno dice che sia tale Robin Cunningham, street artist di Bristol; altri che dietro lo pseudonimo si celi addirittura Robert "3D" Del Naja, cantante del gruppo elettro-rock Massive Attack.






10 anni or sono questo Robin Hood dell'arte ha aggiunto mistero al mistero improvvisandosi... regista!
Banksy, per prendere ispirazione, ha passato un anno - ipse dixit - a guardare filmati di vari "colleghi" all'opera, dopo di che ha sfornato un film su se stesso che in realtà è (forse) un film su Mr. Brainwash che in realtà (forse) non è nessuna delle due cose.

Jeannette Catsoulis del New York Times l'ha brillantemente definito un "prankumentary", ossia un documentario-burla, una pellicola farlocca, uno scherzo goliardico.

Exit Through The Gift Shop illustra la trasformazione di Guetta - descritto come un venditore di abiti francese trapiantato negli USA - da videoamatore ossessivo ad acclamato artista concettuale.
La storia è talmente surreale e improbabile da sembrare effettivamente costruita a tavolino (anche il tono impresso dal regista, sarcastico e beffardo, pare avvalorare questa ipotesi).






E' invece assodato che la squadra di montatori abbia dovuto visionare oltre 10.000 ore di filmati di Mr. Brainwash per avere pochi minuti di materiale utile per il film (il resto si è rivelato inutilizzabile) e che la première sia stata decisamente sui generis.

La proiezione si è svolta infatti in un tunnel abbandonato della metropolitana di Londra, con un red carpet colorato - anzi, dipinto - per l'occasione.
Al termine, ad ognuno dei fortunati spettatori è stata donata una lattina di vernice spray.

Solo una trovata pubblicitaria per veicolare un truffa videoludica?
La risposta non ha importanza: ETtGS è divertente di per sé, a prescindere dalla veridicità del contenuto, e conferma l'ineffabile Banksy come il più originale, irriverente e imprevedibile artista del nostro tempo.




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