CINEMA A BOMBA!

giovedì 30 luglio 2026

I CLASSICI: UN'OTTIMA ANNATA, IL VINO FA BUON SANGUE (MA NON PER FORZA UN BUON FILM)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

UK/USA, 2006
118'
Regia: Ridley Scott
Interpreti: Russell Crowe, Marion Cotillard, Abbie Cornish, Albert Finney.


Un trader londinese senza scrupoli (Crowe) eredita una vasta proprietà vinicola in Provenza.

Arrivato in loco, in poco tempo si ambienta, insegna ai Francesi come piantare una vigna, produce un vino migliore del loro e trova anche l'amore di una bella ragazza del posto (Cotillard).

Il tutto con immotivata arroganza.


20 anni fa: l'inglese Ridley Scott e il neozelandese Russell Crowe, reduci dal successo planetario de Il Gladiatore (5 Oscar, compresi miglior film e miglior attore), tornano a lavorare insieme.
Ma anziché dedicarsi a Il Gladiatore II (uscirà solo l'anno scorso: diretto ancora da Scott, ma senza Crowe), il duo decide di girare una commedia leggera.

Almeno questa era probabilmente l'intenzione: il genere non si addice proprio allo stile del regista di House of Gucci e Napoleon, sicché il risultato è una pellicola fiacca, piaciona, oggi decisamente datata.

L'estetica patinata che il film promuove è al contempo il suo punto debole e il suo punto forte: è puramente una cornice, ma alcune delle cose che si vedono all'interno sono molto belle.
Il merito è principalmente del direttore di fotografia Philippe Le Sourd e della scenografa Sonja Klaus.

I due tecnici riescono almeno in parte a riscattare la trama improbabile e alcuni dialoghi risibili, elevendo a vera protagonista la bellissima campagna provenzale (noi l'abbiamo visitata di recente, compreso il villaggio di Gordes, dove sono state girate le scene del ristorante in cui lavora il personaggio di Cotillard).

Marion è una presenza luminosa e salvifica come sarà anni dopo in Midnight in Paris, Russell sembra essersi divertito (però lo preferiamo in cose tipo L'Esorcista del Papa), Ridley forse non c'era e se c'era dormiva, e alla fine il lungometraggio è il miglior spot turistico mai realizzato per la Francia meridionale (è un caso che il regista venga dalla pubblicità?).

Un' Ottima Annata non è proprio invecchiato come il vino buono, ma potrebbe quantomeno aiutarvi... a scegliere la meta della prossima vacanza!


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venerdì 2 agosto 2024

I CLASSICI: L'ESORCISTA DEL PAPA, AL MIO SEGNALE... SPAVENTATE L'INFERNO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/UK/Spagna, 2023
103'
Regia: Julius Avery
Interpreti: Russell Crowe, Daniel Zovatto, Alex Essoe, Franco Nero.


1987. Padre Gabriele Amorth (Crowe), ex partigiano diventato presbitero e poi esorcista ufficiale del Vaticano, viene mandato dal papa (Nero) in Spagna per risolvere un caso di possessione demoniaca.

La vittima da liberare è un bambino che si è da poco trasferito in un antico maniero insieme alla madre e alla sorella maggiore.
Ma la location non è casuale, come Gabriele scoprirà trovando l'accesso alle segrete...


Chissà che cosa avrebbe pensato il vero Gabriele Amorth di questo film, liberamente ispirato ad alcuni suoi libri autobiografici.
E chissà quale sarebbe stato il giudizio di William "Maestro" Friedkin, essendo palese la derivazione stilistica dal suo lungometraggio più noto, L'Esorcista.

I due, massimi esperti sull'argomento (uno nella realtà, l'altro nella finzione), si conobbero e divennero amici in tarda età, realizzarono insieme il documentario The Devil and Father Amorth, ma morirono entrambi prima di poter vedere questo biopic, uscito appena un anno fa.

Il primo, noto anche per alcune bizzarre esternazioni (arrivò ad affermare che Maurizio Crozza, lo yoga e Harry Potter sono emanazioni del Maligno!), era dotato di un certo senso dell'umorismo e avrebbe potuto trovare divertente questa narrazione romanzata della propria vita.
Il secondo, che abbiamo conosciuto e non era sempre tenero nei giudizi sulle altrui opere, probabilmente no.

La pellicola parte bene con un prologo a Tropea e un setting interessante, ma si sfilaccia strada facendo in un crescendo di cliché e inverosimiglianze che la fanno sprofondare a tratti nel ridicolo (involontario?) e - per quanto la durata sia contenuta - nella noia.
La convenzionalità della messa in scena viene però in parte riscattata dalla performance di due membri del cast.

Russell Crowe sembra preso benissimo e il suo divertimento è contagioso.
Imperdibile vederlo girare su una lambretta che sembra minuscola rispetto alla sua stazza e recitare con un fortissimo accento italiano, o addirittura direttamente in un italiano un po' stentato (il doppiaggio è buono, cosa purtroppo sempre più rara, ma per apprezzare al meglio la dimensione camp dell'opera è consigliata caldamente la versione originale).

Benché poco più di una comparsa, anche Franco Nero risulta incisivo: il suo personaggio, che forse è Giovanni Paolo II o forse no, si concede almeno un momento cult nel finale.
C'è da chiedersi piuttosto come mai, nonostante la sua lunghissima relazione con l'attrice brittanica Vanessa Redgrave, l'ex Django non abbia ancora imparato a parlare bene l'inglese.

Un po' Il Gladiatore (c'è pure un momento in cui il protagonista si staglia sul Colosseo) e un po' il succitato L'Esorcista, questo lungometraggio dovrebbe piacere molto ai fan di Crowe, che gigioneggia, fa battute ("Il Diavolo odia l'umorismo", dice il suo personaggio ad un certo punto), offre una recitazione a tratti anche intensa e in definitiva dà un senso ad una produzione che altrimenti non avrebbe molto di interessante da offrire.
È forse la sua migliore interpretazione da Les Misérables.

Occhio alla scena finale: suggerisce che L'Esorcista del Papa possa avere un seguito o addirittura trasformarsi in un franchise.
Non sarebbe spassoso vedere Russell mentre combatte i diavoli in giro per il mondo, magari stavolta brandendo un gladius insieme alla croce?

Ecco, a questa idea balzana il vero Padre Amorth nell'Aldilà potrebbe davvero farsi una grassa risata.


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