CINEMA A BOMBA!

venerdì 7 febbraio 2025

OSCAR 2025. NOMINATION: PREMI TECNICI

Timothée Chalamet (a destra), Rebecca Ferguson e un operatore durante le riprese di Dune: Parte 2.  


Se le nomination per cortometraggi e documentari non sono certo tra quelle che ricevono più attenzione da parte dei media, che dire di quelle tecniche?
Eppure anche queste non sono affatto candidature di serie B.

Il cinema non è fatto soltanto di registi geniali e divi adorati: gli onesti artigiani che lavorano dietro le quinte sono altrettanto fondamentali per la realizzazione dei film, né più né meno.

In questo ambito, l'Academy ha selezionato quest'anno alcune opere di grande presa spettacolare, ma pure alcuni lungometraggi d'autore: dal plurinominato Emilia Perez al concorrente The Brutalist (le due pellicole che si sono praticamente spartite gli ultimi Golden Globe), dal "disneyano" Wicked al remake di Nosferatu.

Ci fa inoltre piacere ritrovare qui due film che ci sono piaciuti molto.
A Complete Unknown è giustamente candidato per costumi e sonoro, ma clamorosamente non per le scenografie; Dune-Parte Due raccoglie qui 4 delle sue 5 nomine complessive, ma avrebbe meritato di più.

Comunque sia e sarà, leggete qui sotto l'elenco dei papabili vincitori e cliccate sui link per accedere a ulteriori approfondimenti.


Migliore fotografia
Jarin Blaschke – Nosferatu
Lol Crawley – The Brutalist
Greig Fraser – Dune: Parte 2
Paul Guilhaume – Emilia Pérez
Edward Lachman – Maria

Migliore scenografia
Judy Becker (scenografia) e Patricia Cuccia (arredamento) – The Brutalist
Nathan Crowley (scenografia) e Lee Sandales (arredamento) – Wicked
Suzie Davies (scenografia) e Cynthia Sleiter (arredamento) – Conclave
Craig Lathrop (scenografia) e Beatrice Brentnerová (arredamento) – Nosferatu
Patrice Vermette (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Dune: Parte 2

Miglior montaggio
Sean Baker – Anora
Dávid Jancsó – The Brutalist
Nick Emerson – Conclave
Myron Kerstein – Wicked
Juliette Welfling – Emilia Pérez

Migliori effetti speciali
Eric Barba, Nelson Sepúlveda-Fauser, Daniel Macarin e Shane Mahan – Alien: Romulus
Pablo Helman, Jonathan Fawkner, David Shirk e Paul Corbould – Wicked
Paul Lambert, Stephen James, Rhys Salcombe e Gerd Nefzer – Dune: Parte 2
Luke Millar, David Clayton, Keith Herft e Peter Stubbs – Better Man
Erik Winquist, Stephen Unterfranz, Paul Story e Rodney Burke – Il Regno del Pianeta delle Scimmie

Miglior sonoro
Simon Hayes, Nancy Nugent Title, Jack Dolman, Andy Nelson e John Marquis – Wicked
Gareth John, Richard King, Ron Bartlett e Doug Hemphill – Dune: Parte 2
Erwan Kerzanet, Aymeric Devoldère, Maxence Dussère, Cyril Holtz e Niels Barletta – Emilia Pérez
Tod A. Maitland, Donald Sylvester, Ted Caplan, Paul Massey e David Giammarco – A Complete Unknown
Randy Thom, Brian Chumney, Gary A. Rizzo e Leff Lefferts – Il Robot Selvaggio

Migliori costumi
Lisy Christl – Conclave
Linda Muir – Nosferatu
Arianne Phillips – A Complete Unknown
Paul Tazewell – Wicked
Janty Yates e Dave Crossman – Il Gladiatore II

Miglior trucco e acconciatura
Julia Floch Carbonel, Emmanuel Janvier e Jean-Christophe Spadaccini – Emilia Pérez
Frances Hannon, Laura Blount e Sarah Nuth – Wicked
Mike Marino, David Presto e Crystal Jurado – A Different Man
Pierre-Oliver Persin, Stéphanie Guillon e Marilyne Scarselli – The Substance
David White, Traci Loader e Suzanne Stokes-Munton – Nosferatu


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sabato 7 ottobre 2023

EL CONDE, IL VAMPIRO FA CILE...CCA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



Cile, 2023
110'
Regia: Pablo Larraín
Interpreti: Jaime Vadell, Alfredo Castro, Gloria Münchmeyer, Paula Luchsinger, Stella Gonet, Clemente Rodríguez


E se il sanguinario dittatore cileno Augusto Pinochet (Vadell) non fosse in realtà deceduto ma fosse invece un vampiro di 250 anni che si trascina in un'esistenza fatta di disincanto e delusione nutrendosi del sangue e dei cuori delle sue vittime e che non riesce a morire?

Un bel guaio per i figli e la moglie, che vorrebbero ereditarne le fortune e che assoldano pertanto una suora esperta in contabilità per scovare le ricchezze del generale e nel frattempo per esorcizzarlo e ucciderlo.

I familiari e la religiosa, tuttavia, non hanno fatto i conti con Margaret Thatcher.


Pablo Larraín è uno dei registi sudamericani più talentuosi degli ultimi anni, noto soprattutto per i suoi ritratti di celebri personaggi del Novecento.

Con Neruda (sul grande poeta; in lizza come miglior film straniero ai Golden Globe 2017), Jackie (su Jacqueline Bouvier, vedova di John Fitzgerald Kennedy; 3 nomination agli Oscar 2017, tra le quali quella per Natalie Portman come attrice protagonista), Spencer (su Lady Diana; candidatura agli Oscar 2022 per Kristen Stewart, ad oggi la sua unica) egli mette a nudo e umanizza delle vere e proprie icone, mostrandone debolezze e fragilità.

Meno noti al grande pubblico sono invece i film dedicati al suo Paese, il Cile, e in particolare quelli ambientati durante la dittatura di Augusto Pinochet: in Tony Manero (il personaggio interpretato da John Travolta in La febbre del sabato sera è l'ossessione del protagonista, un uomo senza tante remore morali), in Post Mortem (ambientato durante il golpe che rovesciò Salvador Allende nel settembre 1973) e in No (che invece parla della mobilitazione popolare per il ritorno alla democrazia) aleggia in modo opprimente e minaccioso, pur senza apparire, la figura del militare, quasi come se fosse un'entità maligna e malevola.

In El Conde (tra i film più attesi dell'ultima Mostra del Cinema di Venezia e vincitore del riconoscimento per la migliore sceneggiatura), però, Pinochet finalmente fa la sua comparsa: addirittura come protagonista.

Abbandonati i toni drammatici ma pacati dei precedenti lavori, Larraín si dà al grottesco e all'horror in bianco e nero, immaginando il despota come un vampiro vecchio, emarginato, odiato, triste, ma ancora crudele e portatore di morte per il suo popolo.

Scene truculente, momenti surreali, continui rimandi e omaggi al Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau e a La passione di Giovanna d'Arco di Carl Theodor Dreyer (in particolare alla sua iconica attrice, Renée Falconetti), satira politica piuttosto esplicita...: il regista questa volta usa l'arma dell'assurdo e dello sberleffo per prendere di mira, certo, il tiranno, ma anche chi lo ha sostenuto e chi ancora lo rimpiange.

El Conde è un po' discontinuo, pecca di qualche esagerazione di troppo e di qualche inciampo, fa ogni tanto dei giri a vuoto; e forse si può affermare che nonostante l'ottimo spunto iniziale e un finale interessante ci troviamo di fronte ad un'occasione andata sprecata.

Ma rappresenta comunque un j'accuse duro e tutto sommato efficace, un monito affinché la Storia non si ripeta.

E affinché a certi vampiri non venga più permesso di nutrirsi del cuore e del sangue del popolo.



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venerdì 29 ottobre 2021

I CLASSICI: NOSFERATU IL VAMPIRO, L'OMBRA ESPRESSIONISTA DEL TERRORE

(Clicca sulla locandina per vedere il film). 



Germania, 1922
84'
Regia: Friedrich Wilhelm Murnau
Interpreti: Max Schreck, Gustav von Wangenheim, Greta Schröder, Alexander Granach, John Gottowt.


Il giovane Hutter (von Wangenheim), sposato con la trepida Ellen (Schröder), viene incaricato dal suo capo, l'agente immobiliare Knock (Granach), di occuparsi di una compravendita molto importante, per la quale dovrà recarsi nei Carpazi.

Qui incontra l'acquirente, il ricco conte Orlok (Schreck), per fargli firmare i documenti per l'acquisto di una casa nel suo stesso paese, in Germania.

Ma il nobile altri non è che il temibile vampiro Nosferatu, che si nutre del sangue delle sue vittime e che porta epidemie e morte ovunque vada.

Chi potrà fermarlo?



La trama vi suona famigliare?

Eh già, Nosferatu Il Vampiro è praticamente la trasposizione cinematografica (con qualche libertà) del celeberrimo romanzo di Bram Stoker Dracula del 1897.

I nomi sono diversi e la trama non è proprio aderentissima poiché la piccola casa di produzione che finanziò la realizzazione della pellicola non ne aveva ottenuto i diritti legali dalla vedova dello scrittore, che così intentò una causa che portò alla bancarotta della casa di produzione, alla quale fu ordinato pure di distruggere tutte le copie della pellicola.

Fortunatamente una copia clandestina fu salvata da Murnau e se oggi possiamo parlare di una delle pietre miliari della storia del cinema lo dobbiamo alla disobbedienza del geniale regista tedesco.

Nosferatu Il Vampiro è una pellicola che dopo un secolo circa fa ancora fa parlare di sé.

Capolavoro dell'espressionismo (caratterizzato da visioni distorte e allucinatorie, ottenute da architetture scenografiche geometriche spesso spigolose, uso dei contrasti chiaro-scuro, primi piani di attori pesantemente truccati e dalla marcata espressività...), essa riuscì, a differenza delle altre opere collegate a tale corrente, a portare le riprese fuori dai teatri di posa: molte scene furono infatti girate in esterni, sfruttando elementi architettonici esistenti (come gli iconici magazzini del sale a Lubecca, in mattoni e con i caratteristici tetti molto spioventi; come il Castello di Orava in Slovacchia), luci e paesaggi naturali.

Qui la natura non è benigna e rassicurante - vengono mostrati selve oscure, iene, ratti che portano la peste, cavalli impetuosi, piante carnivore, mari agitati - e rispecchia più il conte-vampiro o il folle Knock che la giovane e romantica coppia.

Gli elementi realistici contrastano però con la figura di Nosferatu - allampanato, dai movimenti a scatti, calvo, con le orecchie a punta e lunghissime unghie (veri e propri artigli), con denti affilati - che ingegnosi trucchi del montaggio rendono ancora più irreale, come una figura emersa da un incubo.

Particolarmente impressionante è il pesante trucco che copre la faccia di Max Schreck.

A proposito di questo, egli era un oscuro attore teatrale; tanto oscuro che molti pensarono che si trattasse dello stesso Murnau camuffato o addirittura di un vero vampiro (!) - teoria fantasiosa che è alla base del film del 2000 L'Ombra del Vampiro con John Malcovich e Willem Dafoe.

D'altra parte il nome Max Schreck in tedesco vuol dire "massimo spavento" ed ha dato il nome al cattivo interpretato da Christopher Walken in Batman-Il Ritorno.

La figura di Nosferatu col temmpo è servita da fonte di ispirazione per diversi film - dal fedele remake di Werner Herzog Nosferatu, Il Principe Della Notte del 1979 con Klaus Kinski all'italiano Nosferatu a Venezia, sempre con Kinski, del 1988, senza scordare il Freddy Kruger di Nightmare e il mostro del più recente Babadook.

Alla fama sinistra della pellicola contribuirono, oltre alla trama, oltre alle traversie produttive e distributive, anche i continui riferimenti all'esoterismo (lo sceneggiatore Alin Grau ne era affascinato), le successive letture ex post in chiave politica - siamo nel 1922, in piena Repubblica di Weimar: la Germania era reduce dalla disastrosa sconfitta della Prima Guerrra Mondiale e stava vivendo una gravissima crisi economica e sociale, mentre si stava affacciando sulla scena politica un tale Adolf Hitler (il putsch di Monaco è del 1923) - ma anche la prematura morte in un incidente stradale nel 1931 all'età di 43 anni dello stesso regista Murnau e la profanazione della sua tomba nel 2015 (ignoti ne trafugarono la testa, da allora mai più recuperata).

Il bianco e nero, gli effetti di luce ed ombra, la costruzione delle scene, il senso di minaccia che grava su tutto il film, la figura spettrale di Max Schreck/conte Orlok/Nosferatu: a circa 100 anni dalla sua uscita, Nosferatu Il Vampiro riesce ancora ad affascinare e a inquietare.

Per Halloween, negli scorsi anni, vi abbiamo spaventato in modi diversi, con horror che vanno da Halloween a Nightmare, da Venerdì 13 - Jason X a Plan 9 From Outer Space, da Lo Squalo a Auguri per la tua Morte, da Dal Tramonto all'Alba a Bubba Ho-Tep.

Questa volta tenete al riparo il vostro collo: non si sa mai...



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domenica 24 novembre 2013

I DOC: CAVE OF FORGOTTEN DREAMS, ANDIAM-ANDIAM-ANDIAM AD ESPLORAR!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

Germania/USA/Francia/Canada/Regno Unito, 2010
95'
Regia: Werner Herzog


Dicembre 1994. Tre speleologi, nel Sud della Francia, fanno una scoperta sensazionale: una grotta - che successivamente prenderà il nome di uno di loro, tal Chauvet - ricca di numerose pitture ed incisioni rupestri preistoriche perfettamente conservate e di suggestiva bellezza: gli animali raffigurati - da soli o in branco - lungi dall'essere ritratti in modo statico, sono resi con estremo realismo e con grande forza espressiva anche nei loro movimenti.

Spostando le luci, inoltre, si vengono a creare effetti visivi inaspettati, segno di una sofisticatezza e di una perizia che solitamente non attribuiremmo ad artisti di decine di migliaia di anni fa (per essere precisi, sarebbero uomini di Cro-Magnon, vissuti nel Paleolitico Superiore all'incirca 32.000 anni fa).
Immaginatevi la meraviglia di coloro che videro per primi tali capolavori.

Un'idea possiamo farcela anche noi, grazie a questa superlativa pellicola del geniale ed eccentrico regista tedesco Werner Herzog, autore da sempre diviso tra monumentali opere di fiction (Aguirre, Nosferatu, Fitzcarraldo, solo per dirne alcune) e documentari non convenzionali.

Narrato in prima persona dallo stesso Herzog col suo inconfondibile inglese dal marcato accento teutonico, Cave of Forgotten Dreams si segnala soprattutto per l'utilizzo della tecnica 3D, scelta alquanto insolita per un documentario, ma che al cinema garantiva allo spettatore la sensazione di trovarsi egli stesso all'interno della caverna.

In attivo anche gli episodi di alleggerimento umoristico (lo scienziato anziano che cerca di dimostrare l'efficacia e la potenza di una lancia preistorica, con risultati poco impressionanti) e ovviamente gli immancabili inserti zoologici, vero marchio di fabbrica del regista (i coccodrilli nel finale).

Consigliabile a chi ama i documentari, ma ancor più a chi non li ama.

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