CINEMA A BOMBA!

martedì 15 settembre 2026

VENEZIA 2026. UN'ALTRA EDIZIONE PAVIDA

(Dall'alto: la regista danese Mayy al-Tukhi col Leone d'Oro; John Malkovich accetta la Coppa Volpi in collegamento video; i registi israeliani di NAZA col Premio speciale della Giuria).


Come già saprete avendo letto il nostro post procedente, il Leone d'Oro della 83a edizione della Mostra del Cinema di Venezia è stato assegnato al danese Woman Unknown.

Era l'unico film in concorso diretto (in solitaria) da una donna: un gesto politico da parte della presidente della Giuria, Maggie Gyllenhall?
Forse, ma se avesse voluto farne uno più forte, allora avrebbe potuto premiare NAZA, anch'esso diretto (per metà) da una donna.

Il documentario battente bandiera isrealiana era l'opera più impegnata - i registi sono gli stessi del premio Oscar No Other Land - e meritava piu attenzione di un semplice Premio Speciale.
Alla fine si è ripetuto il verdetto pavido dello scorso anno, quando La Voce di Hind Rajab si era dovuto accontentare del Gran Premio.

Ma le polemiche che hanno investito la Giuria non sono state tanto politiche quanto di principio.
Fino a sabato nel regolamento della kermesse c'era il divieto di assegnare un altro riconoscimento alla stessa pellicola vincitrice del premio più importante, ma Woman Unknown si è accapparrata anche la Colpa Volpi per la migliore attrice.

Quindi adesso si può fare? Ricordiamo che nel 2012 questa regola era costata il Leone d'Oro al meritevole The Master di PT Anderson.
Sarebbe interessante leggere una nota uffciale che spieghi la ragione di questo cambio in corsa.

Ulteriore perplessità l'ha generata la sconfitta di The Echo Chamber, adattamento dell'ultimo script firmato dallo scomparso Bernardo Bertolucci.
Era il film più accreditato, ma è rimasto a bocca asciutta, così come tutto il cinema italiano (unico contentino: Riccardo Scamarcio miglior attore nella sezione Orizzonti).

Chi può ritenersi soddisfatto è il veterano John Malkovich: dopo questa Coppa Volpi come migliore attore può iniziare la cavalcata verso l'Oscar!
White Horse Nine del quotatissimo Martin McDonagh potrà dire la sua nella stagione dei premi, schierando proprio il buon John come punta di diamante.

In questa ottica potrebbero ritagliarsi uno spazio tanto Ink, film d'apertura del britannico Danny Boyle, quanto le sorelle Rooney e Kate Mara, che si sono distinte nel bizzarro Bucking Fastard di Werner Herzog.
Ma il geniale regista tedesco, Leone d'Oro alla carriera solo un anno fa, non è proprio un beniamino a Hollywood, e ciò potrebbe penalizzarle.

Nel complesso è stata un'edizione sottotono, specie mettendo a confronto la qualità delle opere in programma con le scelte della Giuria.
Tra qualche anno la ricorderemo probabilmente solo per il premio a Malkovich. Un po' poco, no?


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domenica 13 settembre 2026

VENEZIA 2026. I VINCITORI

L'attrice (a sinistra) e la regista di Woman Unknown coi rispettivi premi. 


La 83a Mostra del Cinema di Venezia è stata vinta da Woman Unknown, dramma ambientato nella Danimarca appena reduce dalla Seconda Guerra Mondiale.

Verdetto che ha fatto e farà mugugnare: un po' perché la pellicola non era tra le favorite, ma soprattutto perché si è accaparrata anche la Coppa Volpi per la migliore attrice, contravvenendo alle regole della Mostra (in teoria non si possono assegnare due premi allo stesso film).

La Giuria guidata dall'americana Maggie Gyllenhaal ha assegnato anche riconoscimenti al veterano John Malkovich (Coppa Volpi maschile per Wild Horse Nine) e al documentario isrealiano anti-sionista NAZA (premio speciale, un po' poco).

Qui in basso trovate i principali vincitori.
Per le nostre consuete considerazioni finali, vi rimandiamo invece al prossimo post!


Leone d'oro al miglior film: Woman Unknown, regia di Mayy al-Tukhi
Leone d'argento (miglior regia): Il'ja Chržanovskij per DAU
Leone d'argento (Gran premio della Giuria): Possible Love, regia di Lee Chang-dong
Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Mathilde Arcel per Woman Unknown
Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: John Malkovich per Wild Horse Nine
Leone d'argento per la migliore sceneggiatura: Coraline Amedeo, Oliver Groce e Stéphane Brizé per A Good Little Soldier
Premio speciale della Giuria: NAZA, regia di Yuval Abraham e Rachel Szor
Premio Marcello Mastroianni: Malou Khebizi per 15/18


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mercoledì 2 settembre 2026

VENEZIA 2026. FILM IN E FUORI CONCORSO

(La locandina ufficiale di Venezia 2026). 


La 83a edizione di quella che è ormai universalmente riconosciuta come la migliore e più importante kermesse cinematografica europea è ormai alle porte (alla faccia tua, Festival di Cannes!).

Quest'anno la Giuria capitanata dall'attrice americana Maggie Gyllenhaal (Il Cavaliere Oscuro) - e comprendente, tra gli altri, il regista Johnnie To (ehi, ricordate Life Without Principle?) - avrà un bel da fare nell'assegnare i premi, considerate le aspettative generate da diverse opere in concorso.

Si comincia con un biopic firmato Danny Boyle (Trainspotting) con Guy Pearce di L.A. Confidential che fa Rupert Murdoch, poi a seguire: il ritorno del maestro tedesco Werner Herzog; un pulp dell'apprezzato anglo-irlandese Martin McDonagh; uno psycho-thriller con la bellissima coppia - anche nella vita - composta da Penelope Cruz e Javier Bardem; un dramma che Nanni Moretti è riuscito a finire e iscrivere, nonostante i problemi di salute; un mystery da camera diretto dall'attore Casey Affleck...

Una delle pellicole più attese è NAZA, seguito spirituale dell'acclamato e oscarizzato No Other Land, in cui i registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor tornano a denunciare le atrocità compiute dal regime sionista ai danni della popolazione inerme nella striscia di Gaza.
Tra le favorite per il Leone d'Oro.

E tutto ciò solo tra i film in concorso!
Fuori dalla competizione c'è altro pane per i denti cinefili: un action movie scritto da Luc Besson con Kiefer Sutherland e Al Pacino; l'iraniano No Paradise If You Are Killed by a Woman, che qualcuno ha già descritto come un American Sniper in salsa persiana; documentari firmati da Wim Wenders, Takashi Miike e... Russell Crowe(!); un corto diretto dall'attrice Saoirse Ronan; proiezioni di classici come Viaggio in Italia di Rossellini e Minnie & Moskowitz di Cassavetes...

Una bel programma anche quest'anno, la cui ciliegina sulla torta sarà l'omaggio a George Clooney ed Ellen Burstyn con i rispettivi Leoni alla carriera.
Ma chi sarà ad alzare il felino aureo e gli altri ambiti premi di questa nuova, intrigante Mostra del Cinema? In attesa di scoprirlo, qui sotto trovate l'elenco completo dei film.


In concorso
15/18, regia di Cédric Kahn (Francia)
Un bon petit soldat, regia di Stéphane Brizé (Francia)
Bucking Fastard, regia di Werner Herzog (Stati Uniti d'America)
Bunker, regia di Florian Zeller (Stati Uniti d'America, Spagna)
Company, regia di Casey Affleck (Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti d'America, Canada, Romania, Italia)
Dau, regia di Il'ja Chržanovskij (Germania, Francia, Ucraina, Svezia)
The Echo Chamber, regia di Andrea Pallaoro (Italia, Belgio)
L'estranea, regia di Paolo Strippoli (Italia, Francia, Belgio)
Kamī-e nūr, regia di Ali Asgari (Iran, Svizzera, Italia, Canada, Turchia, Francia)
Kvinde ukendt, regia di Mayy al-Tukhi (Danimarca, Svezia, Lettonia)
Il fuoco che ti porti dentro, regia di Edoardo De Angelis (Italia)
Ganeunghan sarang, regia di Lee Chang-dong (Corea del Sud)
Ink, regia di Danny Boyle (Regno Unito) - film d'apertura
Look Back, regia di Hirokazu Kore'eda (Giappone)
Naza, regia di Yuval Abraham e Rachel Szor (Regno Unito)
Nelson-san, anata wa hito o koroshimashita ka, regia di Shin'ya Tsukamoto (Giappone, Stati Uniti d'America, Thailandia, Vietnam)
Un peu avant minuit, regia di Nicolas Pariser (Francia)
Primetime, regia di Lance Oppenheim (Stati Uniti d'America)
Ritorno a Buenos Aires, regia di Marco Bechis (Italia, Brasile)
Succederà questa notte, regia di Nanni Moretti (Italia, Francia, Spagna)
Wild Horse Nine, regia di Martin McDonagh (Regno Unito)


Fuori concorso

Fiction
Arrested Memory, regia di Sabu (Giappone, Taiwan)
The Basics of Philosophy, regia di Paul Schrader (Stati Uniti d'America)
Un bon avocat, regia di Tristan Séguéla (Francia)
Dio ride, regia di Giovanni Veronesi (Italia) - film di chiusura
Father Joe, regia di Barthélémy Grossmann (Francia)
Jupiter, regia di Alexandre Smia (Francia)
Makikiraan po, regia di Lav Diaz (Filippine)
Nessun dolore, regia di Gianni Amelio (Italia)
No Paradise If You Are Killed by a Woman, regia di Halkawt Mustafa (Norvegia, Iraq, Svezia)
Place to Be, regia di Kornél Mundruczó (Australia)
Scherzetto, regia di Mario Martone (Italia)

Non fiction
Be Brave, regia di Francesco Carrozzini (Italia)
Biografía de Jorge Luis Borges, regia di Mariano Llinás (Argentina)
Boatbuilders, regia di Luke Lorentzen (Stati Uniti d'America)
Burgundy, regia di Michael Dweck e Gregory Kershaw (Francia)
Everest: The Other Side, regia di Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin (Stati Uniti d'America, Cina, Nepal)
From Inside Out: The Architecture of Peter Zumthor, regia di Wim Wenders (Germania, Svizzera)
Holy Wood Dust, regia di Viktor Kosakovskij (Italia, Spagna, Germania)
Imperium, regia di Serhij Loznycja (Germania, Italia, Francia, Lituania)
Listy, regia di Andrei Kutsila (Polonia, Germania, Lituania)
Musk, regia di Alex Gibney (Stati Uniti d'America)
Al-Muwāṭin Usāma, regia di Ahmed Hassouna (Palestina)
My Undesirable Friends: Part II - Exile, regia di Julia Loktev (Stati Uniti d'America)
Oasis: Don't Look Back in Anger, regia di Will Lovelace e Dylan Southern (Regno Unito)
Queer Edward II, regia di Theo Rollason (Regno Unito)
The Road to Jericho, regia di Amos Gitai (Francia, Regno Unito, Israele)
Shumei: The Living Legacy of Kabuki, regia di Takashi Miike (Giappone)
Union Town, regia di Barbara Kopple (Stati Uniti d'America)
Wěichén, regia di Tsai Ming-liang (Taiwan)
What Love Builds, regia di Russell Crowe (Australia)

Documentari sul Cinema
Intermission, regia di Yonfan (Hong Kong)
Joie de vivre, regia di Luca Guadagnino (Italia)
Juso per ferie, regia di Karen Di Porto (Italia)
Nino - Un film su Nino Rota, regia di Walter Fasano (Italia)
The Pervert's Guide to Utopias, regia di Sophie Fiennes (Irlanda, Regno Unito, Slovenia, Paesi Bassi, Norvegia)
Twist & Shoot Mister Suzuki, regia di Yves Montmayeur (Francia)

Cortometraggi
Flesh Impact, regia di Maggie Gyllenhaal (Stati Uniti d'America)
Halayon, regia di Avi Mograbi – documentario (Portogallo, Francia)
They're Here, regia di Laura Poitras e Rachel Lauren Mueller – documentario (Stati Uniti d'America)


Orizzonti

Lungometraggi
La città dei vivi, regia di Edoardo Gabbriellini (Ungheria, Italia)
The Color of the Sun, regia di Xavier Tera (Canada, Italia, Giappone)
Cudze rzeczy, regia di Grzegorz Dębowski (Polonia)
Un détour par Diane, regia di Ann Sirot e Raphaël Balboni (Belgio, Francia)
The Difficult Bride, regia di Rubaiyat Hosen (Bangladesh, Francia, Portogallo, Norvegia, Germania)
Do kraja dana, regia di Jelena Maksimović (Serbia, Bulgaria, Slovenia, Montenegro)
Eklipse, regia di Manuel Wetscher (Austria)
I figli della scimmia, regia di Tommaso Landucci (Italia)
Huángyán shēnghuó, regia di Michelle Zhou (Hong Kong, Stati Uniti d'America)
Lovers in the Blue Night, regia di Anuparna Roy (India)
La Maison du vent, regia di Auguste Bernard Kouemo Yanghu (Camerun, Francia, Belgio, Benin, Arabia Saudita)
Mia mera stī zōī tīs Tzo: Kefalaio Faidra, regia di Jacqueline Lentzou (Grecia, Germania, Francia)
Morāgheb, regia di Mohsen Gharei (Iran, Stati Uniti d'America, Germania)
La Moula, regia di Jérôme Pierrat (Francia)
Oase, regia di Jannis Lenz (Germania, Austria)
La ragazza con la Leica, regia di Alina Marazzi (Italia, Germania)
Una storia, regia di Anna Foglietta (Italia)
Too Much Sugar, regia di Robert Greene (Stati Uniti d'America)
Yak mai, regia di Phuttiphong Aroonpheng (Thailandia, Francia, Singapore, Taiwan, Paesi Bassi)

Cortometraggi
Angelo azzurro, regia di Tommaso Acquarone (Italia)
Bleu au loin, regia di Amir Houshang Moein – animazione (Francia)
Una fortaleza, regia di Alba Gaviraghi (Cile)
Head of a Camel, regia di Shannon Lee – animazione (Stati Uniti d'America)
Mothmama, regia di Jessica Di Costa (Australia)
Paper Plane, regia di Saoirse Ronan (Irlanda, Regno Unito)
Los poderes, regia di Salim Jaller (Colombia, Francia)
Quelques instants de bonheur, regia di Shaden Safieddine Tazi – documentario (Francia, Regno Unito)
Réngōnghú, regia di Annie Ning (Cina, Stati Uniti d'America)
Sasso, carta, forbici, regia di Virginia Mori – animazione (Italia, Francia)
Il senso della terra, regia di Alessandro Ingaria e Simone Massi (Italia)
Sounds From Home, regia di Nathan Silver – documentario (Francia, Stati Uniti d'America)
Tesztpálya, regia di Lydia Cornett (Ungheria, Regno Unito, Stati Uniti d'America)
Tropikos tou thrīnoutos nkeko, regia di Stauros Markoulakīs (Grecia, Francia, Paesi Bassi)

Venice Spotlight
Eu contez, regia di Alina Șerban (Romania, Germania, Belgio)
Földszint, regia di Gábor Reisz (Ungheria, Italia)
Furies, regia di Rami Kodeih (Brasile, Libano)
Guria, regia di Levan Koguashvili (Georgia, Svizzera, Lussemburgo, Bulgaria, Turchia, Norvegia, Arabia Saudita)
Ḥiwār maʻa al-baḥr, regia di Muyad Alayan (Palestina, Paesi Bassi, Arabia Saudita)
Hombre al agua, regia di Gael García Bernal (Messico)
Serpenti, regia di Roberto De Paolis (Italia)
Sumo: Spirit Weighs Nothing, regia di Erik Shirai – documentario (Giappone, Stati Uniti d'America, Danimarca, Regno Unito)

Venezia Classici
Brutti, sporchi e cattivi, regia di Ettore Scola (Italia, 1976)
Cenere e diamanti (Popiół i diament), regia di Andrzej Wajda (Polonia, 1958)
Col cuore in gola, regia di Tinto Brass (Italia, Francia, 1967)
Cul-de-sac, regia di Roman Polański (Regno Unito, 1966)
English, August, regia di Dev Benegal (India, 1994)
Los de la mesa 10, regia di Simón Feldman (Argentina, 1960)
Gyoei no mure, regia di Shinji Sōmai (Giappone, 1983)
Fantasie di una tredicenne (Valerie a týden divů), regia di Jaromil Jireš (Cecoslovacchia, 1970)
Hú Yuè de gùshì, regia di Ann Hui (Hong Kong, 1981)
L'illusione viaggia in tranvai (La ilusión viaja en tranvía), regia di Luis Buñuel (Messico, 1954)
La lunga notte del '43, regia di Florestano Vancini (Italia, 1960)
Mínjǐng gùshì, regia di Ning Ying (Cina, 1995)
Minnie and Moskowitz, regia di John Cassavetes (Stati Uniti d'America, 1971)
La ragazza senza storia (Abschied von gestern), regia di Alexander Kluge (Germania Ovest, 1966)
I selvaggi (The Wild Angels), regia di Roger Corman (Stati Uniti d'America, 1966)
Udju azul di Yonta, regia di Flora Gomes (Guinea-Bissau, Portogallo, Francia, Regno Unito, 1992)
Viaggio in Italia, regia di Roberto Rossellini (Italia, Francia, 1954)
Vogliamo vivere! (To Be or Not to Be), regia di Ernst Lubitsch (Stati Uniti d'America, 1942)
Lo zio di Brooklyn, regia di Ciprì e Maresco (Italia, 1995)

Premi onorari
Leone d'oro alla carriera: Ellen Burstyn e George Clooney
Premio Cartier Glory to the Filmmaker: Luca Guadagnino


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