CINEMA A BOMBA!

martedì 29 settembre 2020

I CLASSICI: BABE + LA TELA DI CARLOTTA, MAIALINI ALLA RISCOSSA

(Clicca sulle locandine per vedere i due trailer) 

BABE, MAIALINO CORRAGGIOSO
USA/Australia, 1995
92'
Regia: Chris Noonan
Interpreti: James Cromwell, Magda Szubanski.
Voci originali: Christine Cavanaugh, Hugo Weaving.

LA TELA DI CARLOTTA
USA, 2006
96'
Regia: Gary Winick
Interpreti: Dakota Fanning, Kevin Anderson, Essie Davis, Beau Bridges.
Voci originali: Dominic Scott Kay, Julia Roberts, Steve Buscemi, John Cleese, Oprah Winfrey, Sam Shepard, Robert Redford.


Due film diversi, eppure strettamente imparentati.
Da vedere con tutta la famiglia, specie coi bambini, che potrebbero ricavarne preziosi insegnamenti.

Di seguito trovate entrambe le nostre recensioni.
Fateci sapere nei commenti che cosa ne pensate!






Babe Maialino Coraggioso

Nato in un allevamento intensivo e presto separato dalla madre e dai fratellini, il maialino Babe finisce in una fattoria.
Qui, grazie alla propria intelligenza e ad un'innata capacità di farsi ben volere, stringe amicizia con tutti gli altri animali (eccetto l'odiosa gatta) e impara a... pascolare gli ovini.

Il contadino (Cromwell) si accorge di avere a che fare con un suino speciale e comincia ad accarezzare l'idea di iscriverlo a un concorso per cani pastori...

Poche altre pellicole per famiglie hanno avuto un impatto culturale e politico (!) come Babe Maialino Coraggioso.
Prodotta e co-sceneggiata da George Miller, creatore di Mad Max, è considerata una pietra miliare per il movimento dei diritti degli animali.

Molti attivisti, anche radicali, ne parlano spesso come del film che ha cambiato il loro stile di vita.

Lo stesso protagonista James Cromwell, che iniziò da qui un'onesta carriera hollywoodiana (da L.A. Confidential a The Artist), divenne un vegano militante proprio durante le riprese.

Nonostante qualche momento un po' forte (l'uccisione della pecora da parte dei cani randagi), è adatto anche agli spettatori più piccoli.

Curiosità per cinefili: nella versione originale la voce del cane Rex è dell'indimenticato Re Elrond della saga della Terra di Mezzo.






La Tela di Carlotta

Appena nato, il maialino Wilbur viene preso in cura dalla piccola e amorevole Fern (Fanning) e trasferito nella fattoria dello zio.
Qui riesce un po' alla volta a farsi accettare da tutti gli altri animali, grazie anche al buon cuore dell'aracnide Carlotta.

Il giovane suino rischia ancora di diventare un prosciutto affumicato, ma Carlotta ha un'idea: sfruttare la propria abilità nel tessere le tele per attirare l'interesse dei contadini su di lui e salvargli la vita una volta per tutte...

Prodotto sulla scia di Babe, questo film sembra quasi un remake apocrifo.
Eppure non ha nulla da invidiare al predecessore: anzi, nel complesso risulta persino più piacevole.

Maggiormente orientato verso un pubblico di più piccini, La Tela di Carlotta si basa su un romanzo infantile popolarissimo nei paesi anglofoni e vanta un cast - fisico e vocale - di tutto rispetto.

Tra gli interpreti in carne ed ossa si distinguono Essie Davis (futura mattatrice dell'ottimo horror Babadook) e la giovane Dakota Fanning, rivista recentemente in C'era una Volta... a Hollywood.

Ma il meglio è nel doppiaggio (originale, chiaramente): si va dall'estrosa Julia Roberts - che presta la voce a Carlotta - all'influente Oprah Winfrey, dall'italo-americano Steve Buscemi all'ex Monty Python John Cleese, senza considerare il drammaturgo Sam Shepard (il narratore) e il sempreverde Robert Redford.

Curiosità per cinefili: il compositore Danny Elfman rinunciò alla colonna sonora di Spider-Man 3 (ingaggio ben più remunerato) per lavorare alle musiche di questo film.




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mercoledì 15 luglio 2015

BABADOOK, MOSTRO NERO DISAGIO VERO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Australia, 2014
89'
Regia: Jennifer Kent
Interpreti: Essie Davis, Noah Wieseman, Daniel Henshall, Hayley McElhinney, Barbara West, Benjamin Winspear.


I've never seen a more terrifying movie than The Babadook. It will scare the hell out of you as it did me.
[Non ho mai visto un film più terrificante di The Babadook. Vi spaventerà a morte come ha fatto con me - William Friedkin]

Che cosa ha spinto il Maestro - uno che se ne intende, avendo diretto cult quali L'Esorcista, Il Salario della Paura e Bug - ad una dichiarazione così entusiastica?
La stessa ragione che ha portato una diva del calibro di Jessica Chastain a scrivere sui social network:
This film owned me. I highly recommend every brilliant, terrifying second. ‪‎Jennifer Kent‬ and ‪Essie Davis‬ are on my list of dream collaborators. [Questo film si è impossessato di me. Ne consiglio caldamente ogni geniale e terrificante secondo. Jennifer Kent e Essie Davis sono nella mia lista dei collaboratori ideali.]
E' una piacevole sorpresa, questo prodotto a basso costo (finanziato in gran parte grazie al crowd-funding tramite la piattaforma Kickstarter), opera prima - se si escludono alcuni corti precedenti, tra i quali Monster del 2005, al quale questo film si ispira - di una regista australiana, la succitata Jennifer Kent.

Passato al Sundance Film Festival del 2014, dopo un successo di passaparola, recensioni lusinghiere, plausi importanti (ricordiamo anche quello di Stephen King), Babadook è uscito finalmente anche in Italia.

Ma veniamo alla trama: dopo sei anni, la povera Amelia non riesce ancora a riprendersi dalla morte dell'amato marito - deceduto in un incidente stradale mentre l'accompagnava in ospedale per partorire - e ha difficoltà a gestire il figlio, che ha seri problemi comportamentali.

Una sera, per farlo addormentare, gli legge un libro pop-up trovato misteriosamente in casa che parla di un mostro spaventoso e minaccioso, Mister Babadook (lo avete notato? L'anagramma di "Babadook" è "a bad book"...).
Da quel momento le vite della madre e del bambino non saranno più le stesse.

Attenzione: non si tratta del solito horror pieno di effettacci, colpi di scena che vi fanno balzare dalla sedia, sangue, morti, immagini crude.

È vero, il mostro c'è.
E sembra uscito da un vecchio film in bianco e nero: infatti ha una faccia che sembra quella di Conrad Veidt in L'Uomo Che Ride di Paul Leni del 1928 e un corpo simile a quello allampanato di Max Schreck nel Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau del 1922 (già preso a modello da Tim Burton in Batman-Il Ritorno).
Insomma, un uomo nero insidioso che vive e si muove nell'oscurità, un babau che nessun bambino vorrebbe trovare sotto il letto o dentro ad un armadio.

Ed è vero: la tensione è resa (benissimo) in modo classico da un montaggio e da inquadrature che costruiscono un senso di attesa, da contrasti luce/ombra molto suggestivi che ricordano quelli utilizzati dai maestri dell'espressionismo tedesco (citati in più occasioni), da scricchiolii e rumori inquietanti.

Ma l'aver immesso questi elementi nel contesto di una vicenda già di per sé drammatica è ciò che distingue questa dalle altre pellicole di genere.
Una vicenda trattata con tatto e sensibilità, non in modo superficiale, che parla di abbandono, solitudine, rapporti tra una madre esaurita ed il figlio problematico, difficile elaborazione di un lutto terribile e sempre vivo, emarginazione, disagio.
E probabilmente non è un caso che regista e protagonista siano due donne.

Il risultato è quello di suscitare un senso di inquietudine profonda nello spettatore, grazie alle atmosfere e al coinvolgimento emotivo della storia, accentuato da sequenze oniriche e orrorifiche (come quella dello zapping in Tv, dove tra l'altro appaiono sequenze di I Tre Volti della Paura di Mario Bava) e da primi piani dell'espressiva e bravissima attrice teatrale Essie Davis.

Insomma, Jennifer Kent ha fatto un'opera notevole e originale, spiazzante perfino nell'insolito finale.
Speriamo che il suo talento e la sua immaginazione non vadano dispersi in futuro.

Nel frattempo, merita di godersi i complimenti.

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