CINEMA A BOMBA!

mercoledì 5 febbraio 2020

OSCAR 2020. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI



Le candidature che, in genere, interessano di più al pubblico sono quelle relative alle interpretazioni.
Attrici e attori sono in grado, con la propria bravura o il proprio carisma, di cambiare le sorti di un film.

Dopo i recenti Golden Globe, quest'anno i verdetti paiono già scritti (a scanso di sorprese clamorose).

Renée Zellweger porterà a casa il suo secondo Oscar, anni dopo quello ottenuto come non protagonista per Ritorno a Cold Mountain?
A Hollywood (e all'Academy) piacciono i biopic: la sua interpretazione della leggendaria Judy Garland - madre di Liza Minnelli e piccola star di Il Mago di Oz - è già data per vincente.

Un peccato per le altre attrici in lizza: la cantante Cynthia Erivo è l'unica "quota black", mentre Saoirse Ronan conquista la sua nomina numero 4 a poco meno di 26 anni.
Scarlett Johansson (presente in due categorie!) e Charlize Theron hanno dimostrato di non essere soltanto belle.

A proposito, tra i ruoli di supporto spicca un'altra bellissima: Margot Robbie.
Guai a liquidarla come una bambolina: la critica si è finalmente accorta delle qualità recitative della bionda di The Wolf of Wall Street e Suicide Squad.

Anche lei però rimarrà probabilmente a bocca asciutta: la strafavorita in questa categoria è Laura Dern.
Forse solo la sottovalutata Kathy Bates potrebbe essere capace di contendere il premio alla musa di David Lynch.
Occhio comunque alla stella in super ascesa Florence Pugh: la nomination le farà da trampolino definitivo?






In ambito maschile, solo un grosso dispetto potrebbe far perdere l'Oscar allo strepitoso Joaquin Phoenix di Joker.
In alternativa, una chance potrebbe averla il nasuto Adam Driver (sì, proprio Kylo Ren/Ben Solo di Star Wars).

Più difficile che la statuetta vada a DiCaprio (7a candidatura per lui: 6 da attore + 1 da produttore), Pryce o Banderas.
E pensare che quest'ultimo è - incredibilmente - solo alla sua prima nomina, dopo una carriera piena di soddisfazioni e successi.

Pochissimi dubbi anche sul trionfo di Brad Pitt nella categoria relativa ai non protagonisti.
In C'era una Volta... a Hollywood Quentin Tarantino gli ha cucito addosso il ruolo della vita: non assegnargli l'Oscar - potenzialmente il suo secondo, dopo quello conquistato come produttore di 12 Anni Schiavo - sarebbe sacrilego.

Eppure la concorrenza è da leccarsi i baffi: da Anthony Hopkins (Papa Benedetto XVI per un film Netflix che è tra le rivelazioni di questa edizione) a Tom Hanks (6 nomination in carriera, di cui 2 andate a segno; ne avrebbe meritate di più), passando per la coppia di The Irishman, Al Pacino (nei panni del controverso sindacalista Jimmy Hoffa, scomparso misteriosamente) e il redivivo Joe Pesci (terza nomina per lui; aveva vinto per Quei Bravi Ragazzi).

In attesa di scoprire quali stelle riusciranno a brillare nella Notte degli Oscar, cliccate sui link che trovate qui sotto e godetevi lo spettacolo!






Migliore attrice protagonista


Cynthia Erivo – Harriet
Scarlett Johansson – Storia di un matrimonio (Marriage Story)
Saoirse Ronan – Piccole donne (Little Women)
Charlize Theron – Bombshell
Renée Zellweger – Judy

Migliore attore protagonista


Antonio Banderas – Dolor y gloria
Leonardo DiCaprio – C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)
Adam Driver – Storia di un matrimonio (Marriage Story)
Joaquin Phoenix Joker
Jonathan Pryce – I due papi (The Two Popes)

Migliore attrice non protagonista


Kathy Bates – Richard Jewell
Laura Dern – Storia di un matrimonio (Marriage Story)
Scarlett Johansson - Jojo Rabbit
Florence Pugh - Piccole donne (Little Women)
Margot Robbie – Bombshell

Migliore attore non protagonista


Tom Hanks – Un amico straordinario (A Beautiful Day in the Neighborhood)
Anthony Hopkins – I due papi (The Two Popes)
Al Pacino – The Irishman
Joe Pesci – The Irishman
Brad Pitt – C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)




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lunedì 26 febbraio 2018

OSCAR 2018. NOMINATION: ATTRICI ED ATTORI



Se attrici e attori sono il "cuore" di un film, allora la loro recitazione è l'ossigeno che permette di portare "sangue" a tutto il "corpo".

Quest'anno, la competizione per assicurarsi quello che è ancora il premio cinematografico più ambito (non necessariamente il più importante) è serratissima, specie in ambito femminile.

Tra le protagoniste, Frances McDormand è superfavorita, ma si trova a fronteggiare avversarie agguerritissime.
Sally Hawkins e soprattutto Saoirse Ronan sono state incensate dalla critica e potrebbero dare del filo da torcere alla Signora Coen.

Margot Robbie e Meryl Streep sulla carta hanno meno chance, tuttavia non vanno sottovalutate.
La statuaria bionda di The Wolf of Wall Street e Suicide Squad sta dimostrando di non possedere soltanto doti fisiche, mentre l'immarcescibile diva del New Jersey è giunta alla 21a candidatura in 40 anni: un mito, prima ancora che un'attrice.

Per quanto concerne i ruoli di contorno, la competizione è più incerta.
La poco nota Allison Janney parte in pole position, anche in virtù del Golden Globe conquistato poche settimane fa, però occhio a Mary J. Blige e Octavia Spencer, fiere rappresentanti della comunità afroamericana per la quale l'Academy negli ultimi anni sembra avere un debole.






Passando agli uomini, l'unico in grado di impensierire Gary Oldman - l'ex Commissario Gordon ha mandato in visibilio la critica nei panni dello statista britannico Winston Churchill - è Daniel Day-Lewis.

La star irlandese è il solo attore nella storia del cinema ad aver vinto 3 Oscar come protagonista; quella de Il Filo Nascosto sarà - lo ha annunciato egli stesso da tempo - la sua ultima interpretazione: riuscirà a convincere l'Academy a concedergli la quarta statuetta?

La sorpresa è rappresentata da Timothée Chalamet: a 22 anni è uno degli interpreti più giovani nella storia di Hollywood ad aver ricevuto una nomina.

Infine, tra i non protagonisti tiene banco il "derby" tra Sam Rockwell e Woody Harrelson: entrambi sono candidati per Tre Manifesti del regista Martin McDonagh (quello di Six Shooter e In Bruges), ma sarà probabilmente il primo a portare a casa l'ambito riconoscimento.

Degna di nota è anche la presenza, nella categoria, di Christopher Plummer: con i suoi 88 anni (portati benissimo) è l'attore più anziano mai candidato ad una statuetta.

Comunque andrà, potete attendere i verdetti sollazzandovi con le clip che trovate qui sotto.
Cliccate sui link e... rimanete incantati.






Da sinistra: Sally Hawkins, Frances Mc Dormand, Margot Robbie, Saoirse Ronan, Meryl Streep.  

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Sally Hawkins - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)
Frances McDormand - Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)
Margot Robbie - I, Tonya
Saoirse Ronan - Lady Bird
Meryl Streep - The Post

Da sinistra: Timothée Chalamet, Daniel Day-Lewis, Daniel Kaluuya, Gary Oldman, Denzel Washington.  

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Timothée Chalamet - Chiamami col tuo nome (Call Me by Your Name)
Daniel Day-Lewis - Il filo nascosto (Phantom Thread)
Daniel Kaluuya - Scappa - Get Out (Get Out)
Gary Oldman - L'ora più buia (Darkest Hour)
Denzel Washington - Roman J. Israel, Esq.

Da sinistra: Mary J. Blige, Allison Janney, Lesley Manville, Laurie Metcalf, Octavia Spencer.  

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Mary J. Blige - Mudbound
Allison Janney - I, Tonya
Lesley Manville - Il filo nascosto (Phantom Thread)
Laurie Metcalf - Lady Bird
Octavia Spencer - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)

Da sinistra: Willem Dafoe, Woody Harrelson, Richard Jenkins, Christopher Plummer, Sam Rockwell.  

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Willem Dafoe - The Florida Project
Woody Harrelson - Tre Manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)
Richard Jenkins - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)
Christopher Plummer - Tutti i soldi del mondo (All the Money in the World)
Sam Rockwell - Tre Manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)




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mercoledì 10 gennaio 2018

GOLDEN GLOBE. 3 MANIFESTI PER 4 GLOBI

Dall'alto: Martin McDonagh, Sam Rockwell e Frances McDormand con i Golden Globe vinti per Three Billboards Outside Ebbing, Missouri; Greta Gerwig (al centro) con Saoirse Ronan (a destra); Guillermo del Toro, miglior regista per The Shape of Water; da destra, Dave Franco, James Franco (Tommy Wiseau nel film The Disaster Artist) e il vero Tommy Wiseau. 


Come abbiamo anticipato nel post precedente, la settantacinquesima edizione dei Golden Globe è stata dominata dalle donne.

A seguito delle iniziative #MeToo e Time's Up contro le molestie sessuali e le disparità di trattamento nei posti di lavoro (non solo nel mondo del cinema) le attrici si sono presentate vestite di nero alla cerimonia di consegna dei premi assegnati dalla stampa estera, molte accompagnate da attiviste dei diritti civili, e negli interventi si sono scagliate contro le discriminazioni di genere.

Se l'anno scorso Meryl Streep aveva fatto scalpore attaccando duramente il neo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, questa volta a prendersi la ribalta è stata Oprah Winfrey con un discorso appassionato - qualcuno la immagina già candidata alla presidenza nel 2020 -, sebbene la battuta più incisiva sia stata quella fulminante di Natalie Portman al momento della presentazione dei candidati per la migliore regia (And here are the all-male nominees..., E questi sono i nominati, tutti uomini), battuta che da una parte mette in luce l'assenza di registe nella categorie - e quest'anno non avrebbero sfigurato, per esempio, né Patty Jenkins per Wonder Woman né Greta Gerwig per Lady Bird - ma dall'altro sminuisce un po' la vittoria molto meritata di Guillermo del Toro.

Il suo The Shape Of Water si è aggiudicato altresì il riconoscimento per la migliore colonna sonora (di Alexandre Desplat), ma soprattutto, dopo il Leone d'Oro conquistato a Venezia 2017, lascia l'impressione di essere molto competitivo anche in ottica Oscar.

Il vero trionfatore della serata (a sorpresa) è stato però un altro film passato al Lido nella scorsa edizione: Three Billboards Outside Ebbing, Missouri (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri).






La pellicola diretta dal Premio Oscar Martin McDonagh (per il corto Six Shooter, che potete rivedere per intero cliccando sul link) ha conquistato ben quattro premi, per il miglior film drammatico, la sceneggiatura (dello stesso McDonagh, già premiata a Venezia) e i due attori Frances McDormand (straordinaria protagonista) e Sam Rockwell (non protagonista).

Ve lo diciamo già da un po': fare una première alla Mostra del Cinema porta bene (restando ai Golden Globe, ricordiamo che il film di apertura nel 2016, il bellissimo La La Land, aveva poi sbancato vincendo 7 premi su 7 nomination, un record!).

Vedremo all'annuncio delle nomine degli Academy Awards, ma incrociamo le dita per il drammaturgo/regista irlandese.

Se la dovrà vedere, oltre che con il già citato cineasta messicano, con Steven Spielberg (The Post, un film storico-giornalistico sul modello di Spotlight, che solo 2 anni fa aveva vinto l'Oscar come miglior film) e con il Christopher Nolan di Dunkirk, i grandi sconfitti della serata.

Però occhio anche a Greta Gerwig: il suo Lady Bird ha avuto un consenso quasi unanime dalla critica, ma soprattutto ha vinto i premi per la migliore commedia e la migliore attrice in una commedia (Saoirse Ronan, già vista in Grand Budapest Hotel di Wes Anderson).

La stessa regista (che è anche apprezzata interprete cinematografica), dopo le polemiche per la mancata nomina nella categoria potrebbe a furor di popolo prendersi la sua rivincita.






A Hollywood, d'altra parte, le cose stanno cambiando: rappresentanti del genere femminile ora sono protagoniste persino di pellicole supereroistiche (che prima sembravano appannaggio dei soli uomini) e gli stessi film vincitori di questa edizione dei Golden Globe - Three Billboards, The Shape of Water, Lady Bird, ma anche la migliore opera straniera (Oltre la Notte di Fatih Akin con Diane Kruger) - hanno donne forti come personaggi principali.

E probabilmente non è un caso che pure I, Tonya, tratto da un fattaccio di cronaca nera/sportiva al femminile che ha visto coinvolte le due pattinatrici Tonya Harding e Nancy Kerrigan, abbia trovato posto nel palmarès con il riconoscimento ad Allison Janney come migliore interprete non protagonista.

In un contesto così fortemente orientato, sono passate un po' in secondo piano le vittorie tra gli attori protagonisti di Gary Oldman e James Franco, premiati per le interpretazioni, rispettivamente, di Winston Churchill in Darkest Hour e di Tommy Wiseau (una sorta di Ed Wood dei giorni nostri, che è salito sul palco assieme al divo al momento della premiazione regalando al pubblico il momento più surreale di tutta la serata) in The Disaster Artist.

A fare le spese del nuovo corso hollywoodiano, però, sono state soprattutto pellicole che pure hanno toccato tematiche di forte attualità: e così Dunkirk di Nolan (il dramma lacerante e straniante della guerra), The Post di Spielberg (la libertà di stampa), Call Me By Your Name di Luca Guadagnino (l'amore omosessuale), Get Out di Jordan Peele (la questione degli Afroamericani) sono tornate a casa a mani vuote dopo aver cullato a lungo sogni di gloria.

Niente da fare: quest'anno l'ondata rosa ha travolto tutto.




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lunedì 8 gennaio 2018

GOLDEN GLOBE 2018. I VINCITORI

(I Golden Globe) 


E così sono stati assegnati i Golden Globe numero 75.

Tra grandi sorprese, conferme della vigilia, colpi di scena, possiamo anticipare che questo è stato l'anno delle donne: vestite di nero per protestare contro la situazione femminile nel mondo del cinema, protagoniste dei film più acclamati, si sono vendicate per la mancanza di proprie rappresentanti nella categoria dei migliori registi e si sono prese la scena.

Qui di seguito riportiamo tutti i vincitori cinematografici.

Nel prossimo post parleremo più approfonditamente di questa sorprendente e memorabile edizione.






MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri), regia di Martin McDonagh

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE
Lady Bird, regia di Greta Gerwig

MIGLIOR REGISTA
Guillermo del Toro - La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Frances McDormand - Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Gary Oldman - L'ora più buia (Darkest Hour)

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Saoirse Ronan - Lady Bird

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
James Franco - The Disaster Artist

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
Coco, regia di Lee Unkrich e Adrian Molina

MIGLIOR FILM STRANIERO
Oltre la notte (Aus dem Nichts), regia di Fatih Akın (Germania)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Allison Janney - I, Tonya

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Sam Rockwell - Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Martin McDonagh - Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri)

MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE
Alexandre Desplat – La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water)

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
This Is Me - The Greatest Showman (Keala Settle)




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martedì 2 febbraio 2016

OSCAR 2016. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI



Una delle leggende più popolari e persistenti di Hollywood vuole che l'Academy - per ragioni non chiare - abbia posto il veto su un eventuale Oscar a Leonardo DiCaprio.
Vero o falso che sia, l'ex Lupo di Wall Street è alla quinta nomination, dopo quattro occasioni andate a vuoto.

Per The Revenant - Redivivo, l'attore italo-americano si è fatto crescere barba e capelli lunghi, ha lavorato in condizioni climatiche estreme ed è arrivato - lui che è vegetariano - a mangiare vero fegato crudo durante le riprese.
Solo per questi sforzi si meriterebbe un premio.
Che questa prova sia finalmente quella buona?

C'è da dire che i suoi avversari sembrano effettivamente partire tutti qualche passo più indietro, compreso Matt Damon (che pure ha vinto il Golden Globe per Sopravvissuto - The Martian).
Ma se i detrattori dell'italo-americano dovessero coalizzarsi, Michael Fassbender potrebbe avere la sua occasione: dopo la Coppa Volpi nell'ultima Mostra di Venezia memorabile del 2011 e la nomination per 12 Anni Schiavo nel 2014, la statuetta potrebbe essere sua.
Quasi nulle le possibilità di Bryan Cranston (già protagonista della serie Tv Breaking Bad) ed Eddie Redmayne (che già si era imposto su Michael Keaton lo scorso anno per La Teoria del Tutto).

Tra i non protagonisti svetta invece un altro divo di origine italiana: l'immarcescibile Sylvester Stallone, che grazie a Creed - Nato per Combattere ha potuto interpretare il mitico pugile Rocky per la settima volta (!) conquistando a sorpresa il Golden Globe e finalmente anche i favori di quella critica che per troppi anni lo aveva snobbato.
Comunque vada, noi facciamo il tifo per lui.
L'altro italo-americano Mark Ruffalo - già nominato nel 2011 e nel 2015 - sembra avere meno possibilità, così come il già premiato Christian Bale.
Le sorprese potrebbero essere Tom Hardy - protagonista di Bronson, nel cast di Tinker Tailor Soldier Spy, avversario di Batman in Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno e personaggio principale di Mad Max: Fury Road - e soprattutto il sorprendente Mark Rylance, attore inglese di estrazione teatrale che nello spielberghiano Il Ponte delle Spie ha interpretato il ruolo della vita.

In ambito femminile i pronostici sono più incerti.
Alla quarta nomina, Jennifer Lawrence è una delle attrici più coccolate dall'Academy e a soli 25 anni potrebbe vincere per la seconda volta (la prima era stata tre anni fa per Il Lato Positivo).
Non è la favorita della vigilia, però: deve stare attenta alla "globizzata" rivelazione Brie Larson (con un passato da cantautrice pop) e alla veterana Cate Blanchett (già sette candidature e due statuette portate a casa, l'ultima nel 2014).
Ma occhio a Saoirse (da pronunciare, più o meno, come "ser-sce"; è un nome che in gaelico significa "libertà") Ronan: l'irlandese ventunenne - nominata già otto anni fa come non protagonista per Espiazione e già nel cast stellare di Grand Budapest Hotel - ha convinto molti per il suo ruolo in Brooklyn.
A zero le chance della britannica Charlotte Rampling (ve la ricordate in I Colori Della Passione?)

Tra i ruoli di supporto la situazione pare ancora più equilibrata: ai Globes, come sappiamo, l'ha spuntata Kate Winslet (non sarebbe bello che la coppia di Titanic vincesse un Oscar nello stesso anno?), ma non è detto che alla fine non salti fuori il nome di Jennifer Jason Leigh per The Hateful Eight (Tarantino porta bene ai propri attori: pensate a Christoph Waltz bi-vincitore nel 2010 per Bastardi Senza Gloria e nel 2013 per Django Unchained) o quello di Rooney Mara per Carol (già premiata a Cannes l'anno scorso, per lo stesso ruolo).
Ma meglio non sottovalutare la svedese Alicia Vikander e Rachel McAdams.

Volete farvi un'idea delle interpretazioni di tutti i candidati?
Beh, non vi resta che cliccare sui link che trovate qui sotto.

E che vincano i migliori!



MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Bryan Cranston – L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo (Trumbo)
Matt Damon – Sopravvissuto - The Martian (The Martian)
Leonardo DiCaprio – Revenant - Redivivo (The Revenant)
Michael Fassbender – Steve Jobs
Eddie Redmayne – The Danish Girl



MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Cate Blanchett – Carol
Brie Larson – Room
Jennifer Lawrence – Joy
Charlotte Rampling - 45 anni (45 Years)
Saoirse Ronan – Brooklyn



MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Christian Bale – La grande scommessa (The Big Short)
Tom Hardy - Revenant - Redivivo (The Revenant)
Mark Ruffalo - Il caso Spotlight (Spotlight)
Mark Rylance – Il ponte delle spie (Bridge of Spies)
Sylvester Stallone – Creed - Nato per combattere (Creed)



MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jennifer Jason Leigh – The Hateful Eight
Rooney Mara – Carol
Rachel McAdams - Il caso Spotlight (Spotlight)
Alicia Vikander – The Danish Girl
Kate Winslet – Steve Jobs

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