CINEMA A BOMBA!

mercoledì 28 maggio 2025

CANNES 2025. SIC TRANSIT GLORIA?

Dall'alto: Jafar Panahi con la Palma d'Oro; la sempre splendida Juliette Binoche, Presidente della Giuria; Robert De Niro mentre riceve il premio alla carriera da Leonardo DiCaprio.


La 78a edizione del Festival di Cannes, come visto sabato, è stata vinta dall'iraniano Yek tasādof-e sāde, che tradotto significa "un semplice incidente" (per l'elenco completo dei premiati cliccate qui).

Un'opera coraggiosa in cui il regista Jafar Panahi denuncia le atrocità del regime di Teheran, e che è arrivata alla Palma d'Oro battendo pellicole più in vista come quelle di Wes Anderson (la commedia spionistica La Trama Fenicia) e Richard Linklater (Nouvelle Vague, tributo meta e un po' ruffiano al cinema transalpino).

Basterà per conquistare anche... gli Oscar?
Domanda apparentemente fuori contesto, ma in effetti legittima: da qualche anno a questa parte l'Academy sembra guardare (anche) alle grandi kermesse europee.

Proprio a Cannes un anno fa Anora di Sean Baker conquistò la Croisette, per poi trionfare alla Notte delle Stelle lo scorso febbraio; alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2021 Jane Campion venne premiata per la miglior regia con Il Potere del Cane e ottenne pochi mesi dopo la statuetta nella medesima categoria; il coreano Bong Joon-ho vinse l'Oscar nel 2020 con Parasite dopo essersi accaparrato la Palma d'Oro l'anno precedente; idem Guillermo del Toro, che grazie a The Shape of Water prima si portò a casa il Leone d'Oro e dopo l'Oscar (2017-2018).

Succederà la stessa cosa quest'anno? Improbabile, ma non impossibile, dati i precedenti.
Dopo un'edizione in cui gli Stati Uniti sono rimasti un po' ai margini (nessun premio, tranne quelli alla carriera per Denzel Washington e Robert De Niro) chissà che al prossimo giro non sia un film persiano a sbancare gli Academy Award.

E se la gloria di Hollywood passasse di nuovo da un festival?


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domenica 25 maggio 2025

CANNES 2025. I VINCITORI

Il regista Jafar Panahi con la Palma d'Oro. 


A vincere la 78a edizione del Festival di Cannes è stato il regista iraniano Jafar Panahi col suo film clandestino Yek tasādof-e sāde (traduzione letterale: "un semplice incidente").

Premiati dalla giuria capitanata da Juliette Binoche troviamo anche - tra gli altri - il divo brasiliano Wagner Moura (sì, quello di Tropa de Elite e Civil War) e gli immancabili fratelli belgi Dardenne.

In attesa del nostro consueto post di commento, leggete qui sotto l'elenco completo dei vincitori e fateci sapere che cosa ne pensate!


Palma d'Oro: Yek tasādof-e sāde, regia di Jafar Panahi (Iran)

Grand Prix Speciale della Giuria (premio per l'opera più originale o innovativa): Affeksjonsverdi, regia di Joachim Trier (Norvegia, Francia, Germania, Danimarca, Svezia)

Prix de la mise en scène (premio per la migliore regia): O agente secreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile, Francia)

Prix du scénario (premio per la migliore sceneggiatura): Jean-Pierre e Luc Dardenne per Jeunes Mères (Belgio)

Prix d'interprétation féminine (premio per la migliore attrice): Nadia Melliti per La Petite Dernière (Francia)

Prix d'interprétation masculine (premio per il migliore attore): Wagner Moura per O agente secreto (Brasile, Francia)

Premio della Giuria: In die Sonne schauen, regia di Mascha Schilinski (Germania) ex aequo con Ṣirāṭ, regia di Óliver Laxe (Spagna)

Palma d'Oro onoraria: Denzel Washington e Robert De Niro.


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mercoledì 14 settembre 2022

VENEZIA 2022. I VINCITORI AL LIDO (CON VISTA SU HOLLYWOOD)

Dall'alto: la regista Laura Poitras (a destra) con la fotografa e attivista Nan Goldin, protagonista del documentario vincitore del Leone d'Oro, All the Beauty and the Bloodshed; Luca Guadagnino con il Leone d'Argento per la migliore regia; Cate Blanchett con la Coppa Volpi per la migliore attrice; Martin McDonagh con il premio per la migliore sceneggiatura. 



Leone d'oro al miglior film: All the Beauty and the Bloodshed, regia di Laura Poitras
Leone d'argento - Gran premio della giuria: Saint-Omer, regia di Alice Diop
Leone d'argento per la miglior regia: Luca Guadagnino per Bones and All
Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Cate Blanchett per Tár
Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Colin Farrell per Gli spiriti dell'isola (The Banshees of Inisherin)
Premio Osella per la migliore sceneggiatura: Martin McDonagh per Gli spiriti dell'isola (The Banshees of Inisherin)
Premio speciale della giuria: Gli orsi non esistono (Khers nist), regia di Jafar Panahi
Premio Marcello Mastroianni ad un attore o attrice emergente: Taylor Russell per Bones and All

Questi i responsi della 79a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

Che offrono interessanti spunti di riflessione.

Innanzitutto il feeling che la Mostra di Venezia ha con le opere non di finzione, soprattutto nell'era Barbera.

Molti sono sempre i documentari presenti in cartellone - qualcuno anche "promosso" nella selezione ufficiale, come quest'anno è successo a All the Beauty and the Bloodshed di Laura Poitras (già Premio Oscar nel 2015 per Citizenfour, su Edward Snowden).

E proprio questo omaggio alla vita della fotografa e attivista Nan Goldin ha convinto la giuria capitanata da Julianne Moore a tal punto da portarsi a casa il riconoscimento più ambito, quel Leone d'Oro che solo un'altra volta in precedenza era andato ad un documentario (nel 2013 a Sacro GRA del nostro Gianfranco Rosi, che quest'anno invece era fuori concorso con In viaggio, su Papa Francesco).

Chissà se riuscirà a convincere anche i membri dell'Academy Award...

Eh sì, perché dall'altra parte dell'Oceano si guarda sempre con molto interesse alle pellicole presentate come in odore di Oscar e si analizzano le reazioni del pubblico a questo o a quel titolo.

Il palmarès può fornire qualche indicazione per individuare un papabile almeno a qualche nomination, anche se le scelte delle giurie da festival, così eterogenee e cosmopolite, quasi mai coincidono con i gusti dell'Academy.

Ma quest'anno, oltre al Leone d'Oro, consiglieremmo di dare un'occhiata a chi ha vinto le Coppe Volpi: due pesi massimi di Hollywood.

Cate Blanchett ha convinto tutti in Tár di Todd Field e ha sbaragliato un'agguerrita concorrenza, che comprendeva, tra le altre, le acclamate Ana de Armas (nei panni di Marilyn Monroe nel discusso Blonde), la camaleontica Tilda Swinton e - attenzione! - la transgender Trace Lysette.

Colin Farrell, invece, ha vinto una sfida che potrebbe riproporsi al momento degli Oscar: quella col rilanciato Brendan Fraser, irriconoscibile in The Whale di Darren Aronofsky.

Il film per il quale è stato premiato, The Banshees of Inisherin, è uno di quelli che ha maggiormente messo d'accordo critica e pubblico e non dubitiamo del fatto che nei prossimi mesi se ne sentirà ancora parlare.

D'altra parte il regista non è altro che Martin McDonagh, il brillante autore di veri e propri cult quali Six Shooter, In Bruges (anche questo con la coppia Colin Farrell - Brendan Gleeson), 7 Psicopatici e soprattutto Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, che gli valse proprio a Venezia il riconoscimento per la migliore sceneggiatura, bissato quest'anno.

Difficile che in America si guardi con molto interesse ai prestigiosi premi andati pur meritatamente alla giovane franco-senegalese Alice Diop e al cineasta iraniano dissidente e perseguitato Jafar Panahi.

Molto interesse hanno al contrario suscitato quelle pellicole che hanno portato al Lido orde di fan, il non-così-eccezionale Don't worry darling, con il suo stucchevole codazzo di polemiche e gossip che hanno coinvolto a diverso titolo la regista Olivia Wilde e gli attori Harry Styles, Florence Pugh, Chris Pine, Shia LaBeouf, ma soprattutto il molto più lodato Bones and all, con la superstar Timothée Chalamet.

Questa atipica (così definita per non vi spoilerarvi la trama) storia d'amore si è portata a casa due riconoscimenti: la Coppa Mastroianni per la migliore attrice emergente a Taylor Russell (nel passato se l'erano aggiudicata attori del calibro di, in ordine sparso, Jennifer Lawrence, Gael Garcìa Bernal, Diego Luna, Mila Kunis, Tye Sheridan, Charlie Plummer. Che le sia di buon auspicio) e il Leone d'Argento per la migliore regia a Luca Guadagnino.

La precedente collaborazione tra il cineasta siciliano e il protagonista di Dune, Chiamami col tuo nome, aveva portato parecchia notorietà a entrambi ed aveva guadagnato 4 nomination agli Oscar (film, attore protagonista, canzone, sceneggiatura - poi vinta da James Ivory).

Chissà se il successo si ripeterà; ma noi tifiamo comunque per questo regista così poco considerato in patria (si veda la tiepida accoglienza riservata agli altri suoi lavori, Io sono l'amore, A bigger splash, Suspiria, tutti e tre con un'attrice del calibro di Tilda Swinton) quanto apprezzato negli Stati Uniti.

Il premio per la migliore regia è meritato ed è una bella rivincita nei confronti di chi nell'industria e nella critica cinematografica italiana lo ha liquidato con troppa sufficienza e gli ha preferito autori che al di fuori dei confini nazionali solo pochissimi conoscono.

Insomma, anche quest'anno la Mostra di Venezia ha saputo suscitare interesse e curiosità all'estero, ha portato molto pubblico al Lido, ha fatto parlare di sé e dei suoi film, ha creato aspettative, ha cercato di rilanciare un cinema sempre più in crisi.

Il direttore Alberto Barbera ha fatto di nuovo un ottimo lavoro.

E noi non vediamo già l'ora di conoscere il programma della prossima edizione.


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mercoledì 31 agosto 2022

VENEZIA 2022. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: Ana de Armas è Marilyn Monroe in Blonde; Colin Farrell e Brendan Gleeson in The Banshees of Inisherin; una scena di Bardo di Alejandro González Iñárritu; un irriconoscibile Brendan Fraser in The Whale; Harry Styles e Florence Pugh in Don't worry darling

Ci siamo!

La 79a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (dal 31 agosto al 10 settembre) si svela al mondo.

Fortunatamente al timone del festival cinematografico più atteso del mondo (non ce ne voglia Cannes...) c'è di nuovo il bravissimo Alberto Barbera, direttore per la tredicesima volta (decima consecutiva).

E fortunatamente ecco il nostro Speciale Venezia n. 11.

Parlare della Mostra del Cinema per noi è sempre un'emozione, dato che il nostro blog è nato proprio per seguire l'edizione del 2011.

Attendavamo con impazienza l'annuncio dei film in cartellone, come ogni anno.

E come da qualche anno a questa parte non siamo rimasti delusi.

La Giuria, capitanata stavolta dalla grande Julianne Moore, con presenza, tra gli altri, anche di un Premio Nobel per la Letteratura, Kazuo Ishiguro, e di Audrey Diwan, regista del Leone d'Oro uscente (il già dimenticato L'Evénement), dovrà valutare parecchi film interessanti e attesi.

A cominciare da White Noise di Noah Baumbach, tratto dall'omonimo romanzo di Don DeLillo, con la coppia Adam Driver-Greta Gerwig, che avrà il difficile compito di aprire la kermesse.

Il cartellone può vantare opere che alla vigilia suscitano molta curiosità, come il biopic su Santa Chiara d'Assisi firmato dalla talentuosa Susanna Nicchiarelli, la finta biografia Tár del redivivo Todd Filed con Cate Blanchett protagonista, The Eternal Daughter della coppia Joanna Hogg-Tilda Swinton, L'Immensità con la superstar Penélope Cruz diretta dal nostro Emanuele Crialese, il nuovo film del cineasta iranianao perseguitato Jafar Panahi, Il Signore delle formiche di Gianni Amelio con Luigi Lo Cascio ed Elio Germano su un fatto di cronaca che fece molto discutere.

Ma i pezzi forti, a nostro avviso, sono i seguenti:

- la biografia di Marilyn Monroe Blonde, di Andrew Dominik e con la lanciatissima Ana de Armas (quella di Knives Out e Deep Water);

- The Banshees of Inisherin del'irriverente e geniale Martin McDonagh ( Six Shooter, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), con i fidi Colin Farrell e Brendan Gleeson;

- Bones and All, atipica e violenta storia d'amore che vede nuovamente la collaborazione tra Luca Guadagnino e Timothée Chalamet dopo l'acclamato Call Me By Your Name;

- Bardo, ritorno in Messico di Alejandro González Iñárritu dopo i trionfi di Birdman e The Revenant;

- The Son con un cast eccezionale diretto da Florian Zeller, sorta di seguito di The Father, che guadagnò due Oscar nel 2021 (per la migliore sceneggiatura non originale e per Anthony Hopkins miglior attore protagonista);

- The Whale, il film di Darren Aronofsky (in cerca di riscatto dopo il controverso e sfortunato Madre!) che potrebbe rilanciare la carriera di Brendan Fraser.

Qui di seguito ecco comunque le pellicole in competizione.

All The Beauty and The Bloodshed, regia di Laura Poitras (Stati Uniti d'America)
Argentina, 1985, regia di Santiago Mitre (Argentina), con Ricardo Darín
Athena, regia di Romain Gavras (Francia)
Gli spiriti dell'isola (The Banshees of Inisherin), regia di Martin McDonagh (Regno Unito, Stati Uniti d'America, Irlanda), con Colin Farrell, Brendan Gleeson,Barry Keoghan
Bardo, falsa crónica de unas cuantas verdades, regia di Alejandro González Iñárritu (Messico)
Bones and All, regia di Luca Guadagnino (Italia, Stati Uniti d'America), con Taylor Russell, Timothée Chalamet, Mark Rylance,Chloë Sevigny, David Gordon Green, Michael Stuhlbarg
Blonde, regia di Andrew Dominik (Stati Uniti d'America), con Ana de Armas, Adrien Brody, Bobby Cannavale
Un couple, regia di Frederick Wiseman (Stati Uniti d'America)
Chiara, regia di Susanna Nicchiarelli (Italia), con Margherita Mazzucco, Carlotta Natoli, Luigi Lo Cascio
Les Enfants des autres, regia di Rebecca Zlotowski (Francia), con Chiara Mastroianni
The Eternal Daughter, regia di Joanna Hogg (Regno Unito), con Tilda Swinton
L'immensità, regia di Emanuele Crialese (Italia), con Penélope Cruz
Khers nist, regia di Jafar Panahi (Iran)
Love Life, regia di Kōji Fukada (Giappone, Francia)
Les Miens, regia di Roschdy Zem (Francia), con Maïwenn
Monica, regia di Andrea Pallaoro (Italia, Stati Uniti d'America), con Patricia Clarkson
Šab, dākheli, divār, regia di Vahid Jalilvand (Iran)
Saint-Omer, regia di Alice Diop (Francia)
Il signore delle formiche, regia di Gianni Amelio (Italia), con Luigi Lo Cascio, Elio Germano
The Son, regia di Florian Zeller (Regno Unito, Francia), con Hugh Jackman, Laura Dern, Vanessa Kirby, Anthony Hopkins
Tár, regia di Todd Field (Stati Uniti d'America), con Cate Blanchett
The Whale, regia di Darren Aronofsky (Stati Uniti d'America), con Brendan Fraser, Sadie Sink, Samantha Morton
White Noise, regia di Noah Baumbach (Stati Uniti d'America), con Adam Driver, Greta Gerwig, Don Cheadle [FILM D'APERTURA]


Tra i film fuori concorso, il più atteso è senza dubbio Don't worry darling, accompagnato dalle polemiche riguardanti la regista Olivia Wilde, i protagonisti Harry Styles e Florence Pugh, il licenziamento di Shia LaBeouf (che invece sarà al Lido per il biopic su Padre Pio di Abel Ferrara) - materiale interessante per un sito di gossip, non per il nostro blog.

Noi siamo al momento più interessati dalla presenza di registi di un certo livello, quali Walter Hill (con un nuovo western!), Paul Schrader (che riceverà il Leone d'Oro alla carriera assieme a Catherine Deneuve), Kim Ki-duk (con un film postumo), Paolo Virzì, di documentari di sicuro impatto (di Gianfranco Rosi, di Oliver Stone, di Enrico Ghezzi; ma anche sulla guerra in Ucraina), di cortometraggi (sulla carta) non banali.

Ecco il resto del programma: come potete vedere ce n'è per tutti i gusti.

Buona Mostra del Cinema a tutti!


Fuori concorso
Fiction

Dead For a Dollar, regia di Walter Hill (Stati Uniti d'America), con Christoph Waltz, Willem Dafoe, Rachel Brosnahan, Warren Burke, Benjamin Bratt
Don't Worry Darling, regia di Olivia Wilde (Stati Uniti d'America), con Florence Pugh, Harry Styles, Chris Pine, Gemma Chan, Olivia Wilde
Dreamin' Wild, regia di Bill Pohlad (Stati Uniti d'America), con Casey Affleck, Zooey Deschanel, Beau Bridges
The Hanging Sun, regia di Francesco Carrozzini (Italia, Regno Unito) - film di chiusura - con Alessandro Borghi
Kapag wala nang mga alon, regia di Lav Diaz (Filippine, Francia, Portogallo, Danimarca)
Kõne taevast, regia di Kim Ki-duk (Estonia, Kirghizistan, Lettonia)
Living, regia di Oliver Hermanus (Regno Unito), con Bill Nighy
Master Gardener, regia di Paul Schrader (Stati Uniti d'America), con Joel Edgerton, Sigourney Weaver
Pearl, regia di Ti West (Stati Uniti d'America), con Mia Goth
Siccità, regia di Paolo Virzì (Italia), con Silvio Orlando. Valerio Mastandrea, Claudia Pandolfi, Vinicio Marchioni, Monica Bellucci, Max Tortora, Emanuela Fanelli

Non fiction
Bobi Wine Ghetto President, regia di Christopher Sharp e Moses Bwayo (Uganda)
A Compassionate Spy, regia di Steve James (Stati Uniti d'America)
Freedom on Fire: Ukraine's Fight For Freedom, regia di Evgenij Afineevskij (Ucraina, Regno Unito, Stati Uniti d'America)
In viaggio, regia di Gianfranco Rosi (Italia)
The Kiev Trial, regia di Serhij Loznycja (Paesi Bassi, Ucraina)
The Matchmaker, regia di Benedetta Argentieri (Italia) Music For Black Pigeons, regia di Jørgen Leth e Andreas Koefoed (Danimarca)
Nuclear, regia di Oliver Stone (Stati Uniti d'America)
Gli ultimi giorni dell'umanità, regia di Enrico Ghezzi e Alessandro Gagliardo (Italia)

Cortometraggi
A guerra finita, regia di Simone Massi (Italia), corto di animazione con voce di Gino Strada
Camarera de piso, regia di Lucrecia Martel (Argentina)
In quanto a noi, regia di Simone Massi (Italia), corto di animazione con voce di Wim Wenders
Look at Me, regia di Sally Potter (Regno Unito), con Javier Bardem, Chris Rock

Serie
Copenhagen Cowboy, regia di Nicolas Winding Refn – miniserie TV, 6 puntate (Danimarca)
Riget: Exodus, regia di Lars von Trier – miniserie TV, 5 puntate (Danimarca)

Orizzonti
Lungometraggi

Aru otoko, regia di Kei Ishikawa (Giappone)
Autobiography, regia di Makbul Mubarak (Indonesia, Francia, Germania, Polonia, Singapore, Filippine, Qatar)
Blanquita, regia di Fernando Guzzoni (Cile, Messico)
Chleb i sól, regia di Damian Kocur (Polonia)
En los márgenes, regia di Juan Diego Botto (Spagna, Regno Unito)
Jang-e jahāni sevvom, regia di Houman Seyyedi (Iran)
Innocence, regia di Guy Davidi (Danimarca, Israele, Finlandia, Islanda)
Ljuksemburg, Ljuksemburg, regia di Antonio Lukič (Ucraina)
Najsrekniot čovek na svetot, regia di Teona Strugar Mitevska (Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina, Belgio, Croazia, Danimarca, Slovenia)
A noiva, regia di Sérgio Tréfaut (Portogallo)
Obet', regia di Michal Blaško (Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania)
Pour la France, regia di Rachid Hami (Francia)
Princess, regia di Roberto De Paolis (Italia) - film d'apertura
Spre nord, regia di Mihai Mincan (Romania, Francia, Grecia, Bulgaria, Repubblica Ceca)
Le Syndicaliste, regia di Jean-Paul Salomé (Francia, Germania)
Ti mangio il cuore, regia di Pippo Mezzapesa (Italia), con Elodie
Trenque Lauquen, regia di Laura Citarella (Argentina, Germania)
Vera, regia di Tizza Covi e Rainer Frimmel (Austria)

Cortometraggi in concorso
III, regia di Salomé Villeneuve (Canada)
Alt på en gang, regia di Henrik Dyb Zwart (Norvegia)
Christopher at Sea, regia di Tom CJ Brown (Francia, Stati Uniti d'America)
The Fruit Tree, regia di Isabelle Tollenaere (Belgio)
Love Forever, regia di Clare Young (Australia)
Manuale di cinematografia per dilettanti - Vol. I, regia di Federico Di Corato (Italia)
My Girlfriend, regia di Kawthar Younis (Egitto)
Nocomodo, regia di Lola Halifa-Legrand (Francia)
Please Hold the Line, regia di Ce Ding Tan (Malesia)
Rutubet, regia di Turan Haste (Turchia)
Snow in September, regia di Lkhagvadulam Purev-Ochir (Francia, Mongolia)
Tria - Del sentimento del tradire, regia di Giulia Grandinetti (Italia)

Orizzonti Extra
Amanda, regia di Carolina Cavalli (Italia)
Bi-ro'yā, regia di Arian Vazirdaftari (Iran)
Goliath, regia di Ádilhan Erjanov (Kazakistan, Russia)
Janāʾin muʿallaqa, regia di Ahmed Yassin Al Daradji (Iraq, Palestina, Arabia Saudita, Egitto, Regno Unito)
Nezouh, regia di Soudade Kaadan (Regno Unito, Siria, Francia)
Notte fantasma, regia di Fulvio Risuleo (Italia)
L'Origine du mal, regia di Sébastien Marnier (Francia, Canada)
Valeria mithatenet, regia di Michal Vinik (Israele, Francia)
Zapatos rojos, regia di Carlos Eichelmann Kaiser (Messico, Italia)


Sezioni autonome e parallele
Settimana internazionale della critica
In concorso

Anhell69, regia di Theo Montoya (Colombia)
Aus meiner Haut, regia di Alex Schaad (Germania)
Da li ste videli ovu ženu?, regia di Dušan Zorić e Matija Gluščević (Serbia, Croazia)
Dogborn, regia di Isabella Carbonell (Svezia)
Eismayer, regia di David Wagner (Austria)
Margini, regia di Niccolò Falsetti (Italia)
Tant que le soleil frappe, regia di Philippe Petit (Francia)

Fuori concorso
Malikates, regia di Yasmine Benkiran (Marocco) - film di chiusura
O sangue, regia di Pedro Costa (Portogallo, 1989)
Trois nuits par semaine, regia di Florent Gouëlou (Francia) - film d'apertura

Giornate degli autori
In concorso

Bentu, regia di Salvatore Mereu (Italia)
Běžná selhání, regia di Cristina Groşan (Repubblica Ceca, Ungheria, Italia, Slovacchia)
Blue Jean, regia di Georgia Oakley (Regno Unito)
Les damnés ne pleurent pas, regia di Fyzal Boulifa (Francia, Belgio, Marocco)
Dirty, Difficult, Dangerous, regia di Wissam Charaf (Francia, Italia, Libano) - film d'apertura
El Akhira, la dernière reine, regia di Adila Bendimerad e Damien Ounouri (Algeria, Francia, Arabia Saudita, Qatar, Taiwan)
Lobo e Cão, regia di Cláudia Varejão (Portogallo, Francia)
The Maiden, regia di Graham Foy (Stati Uniti d'America)
Padre Pio, regia di Abel Ferrara (Italia, Germania, Regno Unito), con Shia LaBeouf
Shimen, regia di Huang Ji e Ryuji Otsuka (Giappone)

Fuori concorso
The Listener, regia di Steve Buscemi (Stati Uniti d'America) - film di chiusura

Eventi speciali
Acqua e anice, regia di Corrado Ceron (Italia)
Alone, regia di Jafar Najafi (Italia)
Cara Susanna, regia di Sébastien Lifshitz (Francia, Stati Uniti d'America, Regno Unito)
Marcia su Roma, regia di Mark Cousins (Italia)
Siamo qui per provare, regia di Greta De Lazzaris e Jacopo Quadri (Italia)

Miu Miu Women's Tales
#23. House Comes With a Bird, regia di Janicza Bravo (Italia, Stati Uniti d'America)
#24. Carta de mi madre para mi hijo, regia di Carla Simón (Italia, Spagna)

Notti veneziane
Le favolose, regia di Roberta Torre (Italia, Francia)
Kristos, the Last Child, regia di Giulia Amati (Italia, Francia, Grecia)
Las leonas, regia di Isabel Achával e Chiara Bondì (Italia)
Un nemico invisibile, regia di Riccardo Campagna e Federico Savonitto (Italia)
Pablo di Neanderthal, regia di Antonello Matarazzo (Italia)
Il paese delle persone integre, regia di Christian Carmosino Mereu (Italia, Burkina Faso)
Se fate i bravi, regia di Stefano Collizzolli e Daniele Gaglianone (Italia Belgio)
Spaccaossa, regia di Vincenzo Pirrotta (Italia)
La timidezza delle chiome, regia di Valentina Bertani (Italia, Israele)


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domenica 20 maggio 2018

CANNES 2018. I VINCITORI

Dall'alto: il regista giapponese Hirozaku Kore'eda con la Palma d'Oro vinta per Shoplifters; Spike Lee con il Grand Prix Speciale della Giuria; Roberto Benigni premia Marcello Fonte come migliore attore; Alice Rohrwacher con il riconoscimento per la migliore sceneggiatura.  


In un'edizione che probabilmente non passerà alla storia (vedi il nostro post precedente), la giuria capitanata da Cate Blanchett - e comprendente i registi Ava DuVernay, Denis Villeneuve, Robert Guédiguian, Andreï Zviaguintsev, la cantante Khadja Nin e gli attori Kristen Stewart, Léa Seydoux, Chang Chen - è comunque riuscita a salvare capra e cavoli con verdetti che non hanno scontentato nessuno.

Premesso che in una rassegna cinematografica - piccola o grande che sia - è difficile trovare tutte opere brutte, bisogna dire che quest'anno da Cannes ci si aspettava di più: non che il programma fosse tutto da buttare; però stentiamo a segnalare lavori che possano suscitare vasto interesse al di fuori della Croisette.

L'Italia può tuttavia ritenersi soddisfatta.

Sebbene la Palma d'Oro sia andata ad un delicato film giapponese sulle disuguaglianze sociali - Shoplifters di Hirozaku Kore'eda - parla infatti molto italiano il palmarès del settantunesimo Festival di Cannes.

Il premio per la migliore interpretazione maschile è andato infatti al protagonista di Dogman di Matteo Garrone, Marcello Fonte - già visto in serie Tv (Don Matteo, La mafia uccide solo d'estate) e lungometraggi (in una piccola parte è comparso pure in Gangs of New York di Martin Scorsese!) -, che ha ricevuto il trofeo dalle mani di Roberto Benigni.

Alice Rohrwacher, invece, si è aggiudicata il riconoscimento per la sceneggiatura per Lazzaro felice, assieme a Nader Saeivar e Jafar Panahi (quest'ultimo, anche regista di Trois Visages).

Bella soddisfazione per i nostri due connazionali, che tra l'altro avevano lavorato insieme in Corpo Celeste, esordio dietro alla macchina da presa della cineasta toscana.

Tra le pellicole in competizione, quelle delle quali sentiremo probabilmente ancora parlare in un futuro prossimo sono BlacKkKlansman di Spike Lee e Cold War di Paweł Pawlikowski.

Forse un po' scaltramente, sono state premiate entrambe: la prima ha avuto il Grand Prix Speciale della Giuria e potrebbe rilanciare la carriera di uno degli autori più politicamente schierati degli USA; la seconda, con il premio per la regia, conferma il talento del cineasta polacco dopo l' Oscar a Ida nel 2015.

Dopo tanti proclami sulla parità dei sessi e vista la massiccia presenza muliebre in giuria, ci si aspettava più riconoscimenti per le donne: a parte la gratificazione nell'apposita sezione per l'attrice kazaka Samal Yeslyamova, le vittorie della Rohrwacher e della libanese Nadine Labaki sanno tanto di premio "di consolazione".

Come sa di "contentino" ai Francesi la Palma d'Oro Speciale assegnata all'eterno sperimentatore Jean-Luc Godard.

Qui di seguito vi facciamo conoscere i vincitori.

Speriamo che la prossima edizione del Festival possa suscitare maggiore entusiasmo.






Palma d'Oro: Shoplifters (Manbiki kazoku), regia di Hirokazu Kore'eda (Giappone)

Grand Prix Speciale della Giuria (premio per l'opera più originale o innovativa): BlacKkKlansman, regia di Spike Lee (Stati Uniti d'America)

Prix de la mise en scène (premio per la migliore regia): Paweł Pawlikowski per Cold War (Zimna wojna)

Prix du scénario (premio per la migliore sceneggiatura): Alice Rohrwacher per Lazzaro felice, regia di Alice Rohrwacher (Italia), ex-aequo con Nader Saeivar e Jafar Panahi per Trois Visages, regia di Jafar Panahi (Iran)

Prix d'interprétation féminine (premio per la migliore attrice): Samal Yeslyamova per My little one (Ayka), regia di Sergei Dvortsevoy (Kazakistan)

Prix d'interprétation masculine (premio per il miglior attore): Marcello Fonte per Dogman, regia di Matteo Garrone (Italia, Francia)

Premio della giuria (premio assegnato dalla Giuria): Capharnaüm, regia di Nadine Labaki (Libano)

Palma d'Oro Speciale: Le livre d'image, regia di Jean-Luc Godard (Svizzera)





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