CINEMA A BOMBA!

giovedì 21 agosto 2014

ROBIN WILLIAMS. I PRIMI ANNI

Robin Williams sul set di Mork & Mindy con Pam Dawber 


Robin Williams nasce a Chicago il 21 luglio 1951.
A 16 anni si trasferisce a San Francisco con la famiglia, ma la sua innata abilità espressiva lo porta prima a New York, dove frequenta la prestigiosa Juilliard School, poi di nuovo in California, dove inizia a tenere i primi spettacoli teatrali.

La svolta avviene nel 1977, quando si sottopone a un provino per la parte dell'extraterrestre Mork nel popolarissimo telefilm Happy Days.
Quando il produttore Garry Marshall lo fa entrare in sala e gli chiede di accomodarsi, il nostro si inginocchia per terra poggiando la testa sulla sedia... Un vero alieno!

Viene quindi assunto, e la sua apparizione nella serie riscuote tanto successo da permettergli di riprendere il personaggio in una sitcom tutta sua: Mork & Mindy, che dura quattro stagioni.
In questi anni Robin perfeziona quelli che diverranno da quel momento in poi i suoi marchi di fabbrica: improvvisazioni fulminee e battute a mitraglia.

Ma la TV va stretta a questo giovane comico da capelli arruffati.
Senza abbandonare le stand-up comedy (ossia i monologhi teatrali umoristici) - attività che porterà avanti fino agli ultimi anni - Williams approda al cinema.
Il suo debutto avviene già in un ruolo da protagonista: Popeye, sbrindellata versione filmica di Braccio di Ferro diretta da Robert Altman ("Se lo si guarda al contrario, ha una trama", dirà il nostro in un'intervista).

La gavetta continua con una manciata di pellicole di medio livello, dalle quali non sempre riesce a emergere appieno il talento buffonesco di Robin.
Tra queste ricordiamo Il Mondo Secondo Garp, diretto dal Premio Oscar George Roy Hill, e Come Ti Ammazzo un Killer, in cui fa coppia col grande Walter Matthau.

Ma l'incontro decisivo avviene soltanto nel 1987, con un onesto regista del Maryland: Barry Levinson.
Ma questa storia ve la racconteremo dettagliatamente nel prossimo articolo!

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domenica 4 novembre 2012

GLI INEDITI: UP IN SMOKE, IN VIAGGIO CON CHEECH & CHONG

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1978
85'
Regia: Lou Adler, Tommy Chong (non accreditato)
Interpreti: Cheech Marin, Tommy Chong, Stacy Keach, Tom Skerritt.


Avete presente Cheech Marin?
Gli appassionati di serie TV di certo lo ricordano come il tenente Dominguez di Nash Bridges, dove era il braccio destro del protagonista, impersonato da Don Johnson.
I cinefili invece lo conoscono solitamente come spalla di Kevin Costner nel golfistico Tin Cup o come abitué dei film del "gemello" di Tarantino, Robert Rodriguez.
Pochi però sanno che un tempo questo simpatico attore californiano formava col collega cinocanadese Tommy Chong una delle coppie comiche più famose dell'epoca: Cheech & Chong, per l'appunto.

Nati artisticamente a fine anni 60 come stand-up comedian, i due hanno rapidamente guadagnato popolarità grazie ad una serie di dischi di grande successo (ebbene sì: una volta si ascoltavano i comici su vinile...).
Ma, come spesso accade, è stato il cinema a consacrarli come oggetti di culto.
Cheech & Chong's Up In Smoke è il primo - e solitamente il più amato, almeno dai fan - di una lunga serie di fortunati lungometraggi, tutti inediti in Italia.

La trama - poco più di un pretesto - segue le vicende di due scoppiati che viaggiano in auto consumando generose dosi di marijuana, diretti verso un concorso tra band musicali e costantemente braccati da agenti della narcotici.
Più che di un intreccio coeso bisognerebbe parlare di una serie di siparietti appiccicati l'uno all'altro, che evidenziano la comicità surreale e stralunata dello strafumatissimo duo.

Sembra che Jack Nicholson - cui apparteneva la bizzarra auto che guida Chong nelle prime scene - si fosse fatto proiettare privatamente il film mentre era convalescente per un incidente stradale.
L'attore ricorda l'esperienza come una delle più dolorose della sua vita: la spalla slogata gli faceva male ogni volta che rideva, cioè continuamente.

Se siete fan di stretta osservanza, vi mancherà il tormentone che li ha resi celebri (lo storico sketch Dave's not here).
Se siete cinefili duri e puri, riuscirete a scovare le influenze registiche del Robert Altman più sconclusionato.
Se invece non rientrate in queste categorie girate al largo, altrimenti accendete (lo schermo) e fate girare (il film. Ma cosa avevate capito?!).
E buon viaggio.

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