CINEMA A BOMBA!

venerdì 27 gennaio 2023

I DOC: THE FANTASY LIFE OF POETRY & CRIME, LA SECONDA VITA DI PETE DOHERTY

(Clicca sulla foto per vedere il documentario). 

Francia, 2022
61'
Con: Peter Doherty, Frédéric Lo.


Cantautore punk e poeta maledetto, edonista bohémien e irridemibile junkie.
Pete Doherty è stato, nel primo decennio del nuovo millennio, il sogno incarnato dei tabloid britannici, che hanno vivisezionato ogni aspetto della sua immagine pubblica e privata.

La turbolenta relazione con la supermodella Kate Moss, i continui dentro-e-fuori da carceri e rehab, le attività extracurriculari (una distastrosa mostra da improvvisato pittore concettuale, un film in costume da attore protagonista) hanno finito per mettere in ombra ciò che più lo definisce: la sua carriera musicale.

Vent'anni dopo, l'irrequieto Pete - o Peter, come gli piace farsi chiamare quando vuole essere preso sul serio - ha cambiato completamente vita.
Si è disintossicato, continua a suonare con la sua band storica (i Libertines, che per un po' sono stati considerati gli eredi dei Clash) e soprattutto ha lasciato la perfida Albione per trasferirsi Oltremanica, insieme a moglie e cani.

Qui ha conosciuto il polistrumentista Frédéric Lo e in coppia con lui ha registrato un album intimista da chansonnier franco-anglofono (uno dei migliori usciti nel 2022): The Fantasy Life of Poetry and Crime, da cui prende il titolo il documentario che vi stiamo recensendo.

Prodotta e trasmessa dal website transalpino Arte Concert, la pellicola è stata girata integralmente a Értetat (Normandia), in un'enorme e splendida villa di campagna del XIX secolo adibita a sala prove, la stessa location in cui la "strana coppia" ha registrato il proprio lavoro.

Accompagnati da un gruppo di session musician, il trasandato Doherty - imbolsito da una dieta a base di toast al formaggio - e l'azzimato Lo si esibiscono in tutte le 12 tracce del disco, suonate e riprese integralmente e dal vivo.

Un film-concerto dunque, utilissimo a conoscere le nuove canzoni, ma che ha i momenti di maggior interesse negli intermezzi in cui i nostri osservano il mare o sono semplicemente seduti in cucina.
Divertente la scena in cui Frédéric accenna English Rose dei Jam con la chitarra e Pete cerca di cantare il ritornello, di cui non sa o non ricorda le parole.

Consigliabile alle/ai fan di Doherty oppure agli appassionati del cantautorato raffinato e un po' naïf.


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mercoledì 11 maggio 2022

GLI INEDITI: CONFESSION OF A CHILD OF THE CENTURY, I DOLORI DEL GIOVANE PETER

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

UK/Francia/Germania, 2012
125'
Regia: Sylvie Verheyde
Con: Peter Doherty, Charlotte Gainsbourg, August Diehl, Lily Cole.


In depressione dopo la rottura con l'infedele fidanzata Elise (Cole), il giovane benestante Octave (Doherty) si immerge sempre più in un'esistenza dissoluta e apatica.
Un giorno incontra per caso Brigitte (Gainsbourg), donna più matura e single.

Tra i due nasce un'amicizia che si evolve rapidamente in un sentimento più profondo.
Basterà a salvare l'irrequieto libertino dal famigerato "male del secolo"?


L'Inghilterra ha una discreta tradizione di rocker prestati al cinema.
Si pensi ad esempio a Sting dei Police in Dune (l'originale di David Lynch, non il fresco rifacimento di Denis Villeneuve) oppure a Joe Strummer dei Clash in Straight to Hell e Mystery Train.

Ispirato all'omonima opera autobiografica scritta da Alfred de Musset nel 1836, il dramma storico che vi stiamo recensendo è il primo e finora unico excursus in ambito recitativo di Pete Doherty dei Libertines.
Purtroppo questo è anche l'unico vero motivo di interesse del film.

Poeta punk e bohémien, ex compagno della modella Kate Moss e idolo dei tabloid britannici, Pete - accreditato nei titoli come "Peter", con quella "r" finale che sa tanto di vezzeggiativo - sembra nato per interpretare questo ruolo.

Per essere un attore esordiente e dilettante, se la cava meglio di quanto si potrebbe pensare: difettando di tecnica, si appoggia al proprio carisma, adottando una strategia minimalista e infondendo al protagonista una credibile vulnerabilità.

Più brava, ma costretta in un personaggio un po' sfocato, Charlotte Gainsbourg - figlia del cantautore francese Serge e dell'attrice britannica Jane Birkin - con cui Doherty ha avuto una breve e strombazzata liaison proprio durante le riprese.

L'interprete di Independence Day: Rigenerazione compare solo dopo mezz'ora, ma ha almeno il merito di alzare il tono della pellicola.

Quello che, purtroppo, non si alza mai è il livello della regia, che rimane piatto e didascalico, con un abuso della cinepresa a spalla che dovrebbe conferire alle immagini un'idea di naturalezza e invece provoca agli spettatori un fastidioso senso di nausea.

Peccato, perché la prova complessiva del cast (tra i comprimari segnaliamo August Diehl, che era uno dei nazisti di Bastardi senza Gloria di Tarantino) e alcuni contributi tecnici (specie i costumi d'epoca) sono apprezzabili.

Presentato in concorso a Cannes 2012 nella sezione Un Certain Regard, Confession of a Child of the Century è stato massacrato dalla critica, al punto che in Italia non è uscito nelle sale, mentre in USA si è distinto solo per il fatto di essere stato il film che ha incassato di meno quell'anno (74 dollari in totale!).

Piaccia o meno, lo spleen di Pete Doherty rende meglio in musica che al cinema.


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