CINEMA A BOMBA!

lunedì 7 luglio 2025

I CLASSICI: FLETCH, IO SONO CHEVY CHASE E VOI NO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 1985
98'
Regia: Michael Ritchie
Interpreti: Chevy Chase, Tim Matheson, Dana Wheeler-Nicholson, Geena Davis, Joe Don Baker, M. Emmet Walsh, James Avery, Kareem Abdul-Jabbar.


Los Angeles: il giornalista investigativo Irwin "Fletch" Fletcher (Chase) indaga sullo spaccio di droga nelle spiagge e su un miliardario (Matheson) che vorrebbe essere ucciso da lui per instascare i soldi dell'assicurazione.

Maestro dei travestimenti, il nostro conosce l'affascinante Gail (Wheeler-Nicholson) e scopre pian piano che le due piste che sta seguendo sono in realtà collegate...


Per chi non lo sapesse, 50 anni fa Chevy Chase era il comico più famoso e apprezzato d'America.

Star del leggenario show televisivo Saturday Night Live - vera e propria fucina di talenti da cui sono emersi, tra gli altri, John Belushi, Dan Aykroyd, Eddie Murphy, Billy Crystal, Bill Murray... - lasciò la trasmissione al massimo della notorietà per dedicarsi al cinema.

Purtroppo per lui, il successo si è rivelato effimero: dopo un paio di commedie romantiche con Goldie Hawn e la serie demenziale Vacation, Chase ha preso una china discendente che lo ha portato a girare pellicole di serie B, riciclandosi di tanto in tanto in tv (in anni recenti, nella simpatica sit-com Community).

I suoi lungometraggi migliori sono circostanziati essenzialmente agli anni 80, e quello che vi stiamo recensendo è facilmente il più riuscito e spassoso.

Chevy interpreta praticamente se stesso, sfornando un campionario di one-liner, smorfie, gag verbali e (soprattutto) visive che rappresentano il suo marchio di fabbrica.

Molte battute della versione originale - ahimé - si perdono per colpa di una traduzione dei dialoghi a dir poco superficiale; al contrario, il doppiaggio è piuttosto buono (la voce del protagonista è del bravo Michele Gammino).

Nel cast di supporto si segnalano Matheson (Animal House) una giovane Davis (prima di Beetlejuice), Avery (zio Phil di Willy, il Principe di Bel-Air) e il cestista dei Lakers Abdul-Jabbar (L'Aereo più Pazzo del Mondo).

In occasione del 40° anniversario dalla sua uscita nelle sale, potrebbe essere una buona idea riscoprire uno dei classici più sottovalutati della comicità americana.
E con esso, l'ex divo della risata la cui battuta più famosa è rimasta: "I'm Chevy Chase... and you're not!".


[PS: pochi anni dopo Chase e Ritchie ripresero il personaggio in un seguito, Fletch-Cronista d'Assalto. Sempre divertente, ma nel complesso inferiore all'originale. Un giorno forse ve lo recensiremo!]


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lunedì 27 aprile 2015

MICHAEL KEATON. BEETLEJUICE, BATTUTE DI SPIRITO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1988
92'
Regia: Tim Burton
Interpreti: Michael Keaton, Geena Davis, Alec Baldwin, Winona Ryder, Jeffrey Jones, Catherine O'Hara, Sylvia Sidney.


I vostri amici fantasmi sono appena deceduti e vogliono liberare la loro casa dalla presenza fastidiosa di una famiglia di vivi insopportabile?
Metteteli in guardia: i due sposini Barbara e Adam (Davis e Baldwin), convinti dalla pubblicità in Tv, si sono rivolti ad uno spirito maligno piuttosto logorroico e invadente (Keaton), e ora non sanno più come liberarsene.

P.s.: evitate di pronunciare il suo nome per tre volte di seguito...

È il 1988 ed esplode come un petardo il fenomeno Beetlejuice, campione d'incassi che rivela al mondo intero il talento recitativo comico di Michael Keaton - i precedenti Night Shift-Turno di Notte e Mister Mamma, successi in patria, non erano stati altrettanto eclatanti nel mercato internazionale - e quello registico di Tim Burton, alla sua opera seconda.
Il connubio tra i due non poteva che far scintille.

Da una parte un attore dai tempi comici infallibili, capace di improvvisare lunghi monologhi e battute spiritose con la velocità di una mitraglietta e di impossessarsi con carisma e personalità del film, nonostante compaia in tutto solo 17 minuti sui 92 complessivi.
Il trucco - premiato con un Oscar - lo rende irriconoscibile, ma l'istrionica buffoneria e la mimica sono tutte sue.
Non è un caso che Keaton abbia più volte affermato che il ruolo preferito di tutta la sua lunga carriera sia proprio questo.

Dall'altra un giovane cineasta che riesce a mettere insieme gothic novel (Edgar Allan Poe è da sempre un suo modello conclamato), sub-cultura pop, pellicole degli espressionisti tedeschi (ad un certo punto, l'omaggio al capolavoro muto e in bianco e nero del 1920 Das Cabinet des Dr. Caligari di Robert Wiene è spudorato) e del genere horror di serie B (Roger Corman, ma anche il Tobe Hooper di Poltergeist del 1982), quadri di Edward Hopper e Salvador Dalì...

Il risultato? Un'allegra fanfara, un guazzabuglio circense inventivo ed originale che ha come colonna sonora la musica sperimentale di Danny Elfman (ex leader del gruppo New Wave Oingo Boingo), le canzoni calypso di Harry Belafonte e brani di Chopin, Wagner e Donizetti.

A posteriori, lo si può vedere come una sorta di prova generale dell'immortale Batman, che uscirà l'anno successivo rivoluzionando la mitologia fumettistica del personaggio e forse anche l'estetica cinematografica.
Non a caso regista, protagonista, compositore e co-sceneggiatiore (Warren Skaaren) sono gli stessi.

E se il celebre Uomo Pipistrello ha avuto più di un seguito - il primo dei quali di nuovo a firma Burton-Keaton - perché non rivedere sullo schermo anche il nostro Betelgeuse (eh già: il personaggio si chiama proprio così, come una stella della costellazione di Orione. Si pronuncia come il titolo del film), magari sfruttando la rinnovata giovinezza artistica di Michael dopo Birdman?

E pensare che, dopo una serie tv a cartoni animati, si era pensato ad un sequel già a partire dagli anni Novanta: Beetlejuice goes Hawaiian - di ambientazione esotica - la cui sceneggiatura era stata proposta, ad un certo punto, pure a Kevin Smith.
Idea suggestiva, ma non se n'è fatto niente. Peccato.

Più recentemente, sempre più insistenti invece si sono fatte le voci su un probabile Beetlejuice 2: a sentire Tim Burton e Michael Keaton sarebbe già deciso e la sceneggiatura dovrebbe essere già a buon punto.

Allora, fan dello spiritello porcello, volete che il vostro eroe ricompaia nuovamente?
Non vi resta che dire: "Betelgeuse! Betelgeuse! Betelgeuse!".
Chissà che questa volta...

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