CINEMA A BOMBA!

lunedì 6 novembre 2017

HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI, ANIMALI FANTASTICI E CONVITATI DI PIETRA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

Regno Unito/USA, 2002
161' - 174 (versione estesa)
Regia: Chris Columbus
Interpreti: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Richard Harris, Kenneth Branagh, John Cleese, Robbie Coltrane, Richard Griffiths, Jason Isaacs, Alan Rickman, Maggie Smith, Fiona Shaw, Julie Walters, Tom Felton, Bonnie Wright, Warwick Davis.


Ignorando l'avvertimento di un elfo domestico, che gli aveva intimato di non tornare a scuola a causa di un non precisato pericolo, Harry (Radcliffe) sale a bordo di un auto volante insieme a Ron (Grint) e raggiunge Hogwarts.
Qui si verificano strani incidenti: alcuni studenti vengono trovati pietrificati e si sparge la voce che la misteriosa Camera dei Segreti sia stata aperta.

Nel frattempo, i ragazzi sono alle prese con un nuovo professore - il famoso e vanesio Allock (Branagh), per cui Hermione (Watson) stravede - e Harry trova un vecchio diario...
E se in quelle pagine si trovasse la chiave per risolvere il mistero?






Squadra che vince non si cambia: confermati il regista Chris Columbus (Mamma Ho Perso l'Aereo, Mrs. Doubtfire), lo sceneggiatore Steven Kloves (che adatterà tutti i capitoli della serie, tranne L'Ordine della Fenice), l'intero cast (cui si aggiunge un divertente e divertito Kenneth Branagh) e in sostanza la troupe del precedente Harry Potter e la Pietra Filosofale, grande successo al botteghino solo un anno prima.

Quel che cambia è l'approccio: pur trattandosi ancora di un prodotto destinato a giovani e giovanissimi, si possono notare gli inserimenti di maggiori elementi dark e orrorifici: si pensi soprattutto alla sequenza nel bosco coi ragni giganti e alla lotta tra Harry e il serpentone.

Insomma, il pubblico del primo film è un po' cresciuto e questo secondo capitolo sembra adattarsi all'età degli spettatori.
Questa peculiarità - pensiamo voluta - si ripeterà nelle pellicole successive, ed è probabilmente una delle ragioni della loro enorme popolarità.






Siamo di fronte, purtroppo, anche all'ultima apparizione di Sir Richard Harris sul grande schermo.
Il grande attore britannico - interprete, tra le altre cose, di Un Uomo Chiamato Cavallo e Il Gladiatore - lascerà a Michael Gambon i panni del saggio preside Albus Silente a cominciare dal terzo film, ma qui si concede una grande uscita di scena.

Tra gli altri attori fanno macchia Jason Isaac (i cui suggerimenti hanno contribuito non poco a delineare l'aspetto e il comportamento di Lucius Malfoy), il sempre ottimo Alan Rickman e il giovane Tom Felton, che abbiamo rivisto adulto nella serie tv The Flash.

La Camera dei Segreti forse non è il capitolo più entusiasmante della saga dedicata al maghetto occhialuto, ma resta uno dei più importanti per lo sviluppo della storia.

Fate attenzione allo scontro conclusivo: come i lettori più affezionati sanno bene, c'è almeno un dettaglio che si rivelerà fondamentale nel finale della serie...




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lunedì 20 aprile 2015

MICHAEL KEATON. MISTER MAMMA, CASALINGO DISPERATO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1983
91'
Regia: Stan Dragoti
Interpreti: Michael Keaton, Teri Garr, Martin Mull, Jeffrey Tambor, Christopher Lloyd.


Jack (Keaton) - una moglie e tre figli piccoli a carico - perde da un giorno all'altro il lavoro.
La consorte, nel frattempo, trova un ottimo impiego che però la impegna molto, cosicché l'uomo dovrà reinventarsi come casalingo.
Alle prese coi bambini, con la spesa, con le faccende domestiche, si accorgerà presto che il mestiere di "mammo" non è poi così leggero.

Un anno dopo Night Shift-Turno di Notte, altro successo in patria per l'ormai lanciato Michael Keaton, ancora una volta a suo agio nel genere commedia.
Il nostro se la cava ancora egregiamente e la sua verve contribuisce non poco ad ad sollevare questa pellicola che, pur partendo con brio, si affloscia un po' e lascia alla fine un senso di déja vu.

Le parti più brillanti sono infatti le sue: particolarmente divertente e memorabile la scena in cui cerca di mostrarsi uomo di casa virile e duro quando il capo della moglie viene a trovarli, ma sono altrettanto riuscite certe sequenze di ordinaria follia domestica e quelle dei tentativi di seduzione della vicina maliarda.

Comunque a fargli da (ottima) spalla c'è Teri Garr, interprete il cui nome forse non dirà molto ai più: allora era reduce dalla nomination all'Oscar come attrice non protagonista per Tootsie e già interprete di film del calibro di La Conversazione di Francis Ford Coppola, Frankenstein Junior (la ricordate? È Inga!) di Mel Brooks, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo di Steven Spielberg.
Successivamente prenderà parte a Fuori Orario di Martin Scorsese, Scemo & + Scemo dei fratelli Farrelly e Prêt-à-Porter di Robert Altman.
Un curriculum veramente impressionante: speriamo di vederla ancora al cinema, valorizzata come meriterebbe.

Del cast fa parte anche, in un piccolo ruolo, Christopher Lloyd: due anni dopo sarà Doc Brown in Ritorno al Futuro, nel 1988 il Giudice Morton in Chi ha incastrato Roger Rabbit, nel 1991 lo zio Fester in La Famiglia Addams.
Qui purtroppo fa solo una comparsata.

E occhio allo sceneggiatore, qui alle prime armi: è quel John Hughes che nello stesso decennio sarebbe divenuto regista di culto di commedie giovanilistiche (Sixteen Candles, The Breakfast Club, La Donna Esplosiva) e autore di serie comiche di successo come Vacation.

Certamente Mister Mamma non è Mrs. Doubtfire, ma può essere una piacevole ora e mezza per tutta la famiglia.
Specialmente se si è fan di Michael Keaton.

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mercoledì 29 ottobre 2014

ROBIN WILLIAMS. L'UOMO DELL'ANNO, UN "GRILLO" PER PRESIDENTE

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USA, 2006
115'
Regia: Barry Levinson
Con: Robin Williams, Laura Linney, Christopher Walken, Jeff Goldblum, Amy Poehler, Tina Fey.


Tom Dobbs (Williams) è un popolare comico televisivo di satira politica che un giorno, solleticato dalla proposta un po' faceta di una sua fan, decide di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti come indipendente, in polemica sia coi Repubblicani sia coi Democratici.
Ma proprio mentre la sua popolarità politica è all'apice, una zelante impiegata informatica (Linney) scopre che il sistema di voto elettronico è difettoso...

Per omaggiare il grande Robin Williams, deceduto in circostanze tragiche l'11 Agosto di quest'anno, abbiamo proposto una selezione delle pellicole per noi più significative delle quali è il protagonista: abbiamo iniziato con Good Morning Vietnam e ora terminiamo con L'Uomo dell'Anno, entrambe dirette da Barry Levinson.

Non è un caso: il sodalizio è stato fondamentale per tutti e due.
Infatti, l'autore ha trovato in Williams un attore brillante e versatile, capace di reggere da solo il peso di due film; il comico ha trovato in Levinson un regista che gli ha dato la possibilità di esprimersi in registri diversi da quelli per i quali è divenuto famoso.

Eppure, nonostante qualche divertente sprazzo della proverbiale verve del nostro mattatore, L'Uomo dell'Anno non è del tutto riuscito.
Principale indiziato? Il cineasta di Baltimora, anche responsabile del copione, che sembra faticare a trovare un equilibrio o una sintesi tra le due anime della sua pellicola: commedia satirica (nella prima parte) e thriller politico (nella seconda).

La componente di denuncia sociale è comprensibile per un liberal come Levinson - l'invadenza della tecnologia e la conseguente spersonalizzazione perfino nel processo di selezione dei propri rappresentanti politici; la scelta/non scelta tra i due schieramenti principali, con programmi pressoché uguali; l'influenza dei mezzi di comunicazione nella vita di tutti i giorni; la dicotomia capitalismo/democrazia; il dibattito politico ridotto a triti slogan e frasi fatte - ma alla lunga finisce per appesantire il film.

Risultato: episodi drammatici troppo cupi, non sufficientemente stemperati da alleggerimenti umoristici; momenti farseschi troppo slegati dalla storia (più sketch che battute vere e proprie); montaggio tirato un po' via.
Purtroppo anche l'interpretazione di Robin Williams - nonostante lo sforzo profuso nel doppiaggio dal solito Carlo Valli - ne risente: peccato, con un miglior supporto avrebbe fatto faville.

Un'annotazione.
Allo spettatore italiano non saranno sfuggite analogie tra il protagonista di questo film e Beppe Grillo.
Entrambi comici noti al grande pubblico, entrambi schierati contro il vetusto sistema politico e capaci di utilizzare i mass media in modo efficace, entrambi paladini dell'uomo qualunque e dotati di un eloquio trascinante.

Ora, la pellicola è uscita nel 2006.
L'anno prima la rivista Time si era occupata diffusamente del rapido affermarsi del blog gestito dallo showman genovese, che denunciava le tante magagne italiche.
Il primo V-Day si è svolto nel 2007, il Movimento 5 Stelle è nato due anni dopo.

Ci saranno state influenze (o ispirazioni) reciproche?
Noi non lo escludiamo a priori, anche perché Levinson & C. sembrano preparati sulla politica nostrana: imperdibile la scena in cui Tom Dobbs cita l'elezione al Parlamento italiano di una pornostar (per la cronaca: Ilona Staller, in arte Cicciolina, nel 1987).

Comunque sia, una battuta come "I politici somigliano ai pannolini: bisogna cambiarli spesso e per lo stesso motivo", che sia stata ispirata da qualche comico o che sia farina del sacco di uno sceneggiatore o ancora il frutto di un'improvvisazione - e il protagonista di Mrs. Doubtfire, lo ricordiamo, era un fuoriclasse in questo campo - pensiamo sia spassosa.
E universalmente condivisibile.

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venerdì 24 ottobre 2014

ROBIN WILLIAMS. PATCH ADAMS, FACCE RIDE DOTTO'!

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

(Il vero Patch in visita al Gaslini) 

USA, 1998
115'
Regia: Tom Shadyac
Con: Robin Williams, Daniel London, Monica Potter, Philip Seymour Hoffman, Bob Gunton, Irma P. Hall, Peter Coyote.


Per noi guarire non è solo prescrivere medicine e terapie ma lavorare insieme condividendo tutto in uno spirito di gioia e cooperazione.
La salute si basa sulla felicità - dall'abbracciarsi e fare il pagliaccio al trovare la gioia nella famiglia e negli amici, la soddisfazione nel lavoro e l'estasi nella natura delle arti
.

Questa è da sempre la filosofia di Hunter Doherty "Patch" Adams, un medico non esattamente sui generis.
Urtato dall'eccessivo distacco e dalla seriosità dell'ambiente ospedaliero, egli, ad un' impeccabile conoscenza del mestiere, cercò di unire umanità e una sana dose di umorismo e risate per far sentire i pazienti più a loro agio, inventando di fatto quella che oggi è nota come "clownterapia".

Non pago, trasformò la casa in cui viveva in una clinica aperta a chi soffre e insieme a un gruppo di volontari riuscì, nel corso degli anni, a prestare cure gratuite a numerosi pazienti senza chiedere denaro in cambio, convinto che la guarigione dovesse essere un un arricchente scambio umano reciproco basato su empatia, compassione e generosità, anziché una mera transazione economica.

Questo film narra la sua storia (in modo piuttosto romanzato, a dire il vero) e ha contribuito a renderlo universalmente noto.
Merito di un Robin Williams in ottima vena, brillante e incontenibile, capace di suscitare simpatia e di strappare risate genuine come ai tempi di Good Morning, Vietnam e Mrs. Doubtfire.
Da notare che, tra quelli che qui affiancano il nostro, c'è anche un altro talentuoso attore scomparso prematuramente quest'anno: Philip Seymour Hoffman. Che impressione vederli insieme...

I punti deboli sono invece rappresentati dalla sceneggiatura di Steve Oedekerk e dalla regia di Tom Shadyac, già co-autori della serie di Ace Ventura e di Una Settimana da Dio (il primo è anche l'artefice dello stracult Kung Pow!).
Abituati più alla comicità demenziale di Jim Carrey che a quella vulcanica e "battutara" del nostro Robin, i due sembrano a disagio alle prese con una commedia dai risvolti drammatici e sentimentali.

Infatti, nonostante la prova di Williams e l'ottimo riscontro al botteghino, il vero Patch (che in inglese, ricordiamolo, vuol dire "cerotto") è rimasto deluso dal risultato finale: a suo dire, il ritratto che esce dal film è quello di un medico buffo che fa cose strampalate (però la scena della vecchietta che fa il bagno in una vasca piena di spaghetti è veramente accaduta!), al punto che la sua missione di forte valenza umanitaria/sociale e il suo messaggio di pace/giustizia finiscono per essere messi un po' in secondo piano.

Non proprio il protagonista sensibile e melenso di una pellicola per famiglie, quindi, ma un attivista tenace e consapevole.
E divertente, come ha potuto provare chi lo ha incontrato: lo scorso 1 ottobre il nostro è venuto in Italia, in visita all'Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova.
In alto, sotto la locandina, abbiamo pubblicato una foto dell'incontro (grazie mille alla mitica Gloria Vignone che ci ha permesso di utilizzarla!).
Impossibile non apprezzare quest'uomo!

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lunedì 6 ottobre 2014

ROBIN WILLIAMS. MRS. DOUBTFIRE, TATA...SUO PADRE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1993
144'
Regia: Chris Columbus
Con: Robin Williams, Sally Field, Pierce Brosnan, Lisa Jakub, Matthew Lawrence, Mara Wilson, Harvey Fierstein.


Daniel Hillard (il grande Robin Williams) è sposato e ha tre figli, ma nonostante tutto è ancora un uomo piuttosto immaturo, incapace di tenersi un lavoro e completamente inaffidabile.
La moglie (il due volte Premio Oscar Sally Field), una donna in carriera attratta da un fascinoso bellimbusto pieno di soldi (l'ex 007 Pierce Brosnan) decide di divorziare, esasperata dall'ennesimo casino combinato dal marito, e ottiene l'affidamento della prole.

Per stare più tempo con i suoi amati ragazzi, Daniel sarà costretto a trasformarsi...nella loro governante: la Mrs. Doubtfire del titolo, anziana signora inglese con maniere british e comportamenti piuttosto stravaganti.

Che ironia! Nella vita reale, il mattatore di Good Morning, Vietnam divorziò dalla moglie per sposare la tata dei suoi figli. In questo film, divorzia dalla moglie e...diventa la tata!
Figuratevi: Robin Williams in un ruolo en travesti...

Al momento di affidargli la parte, i produttori non potevano certo pretendere che uno dei comici più esuberanti al mondo potesse seguire pedissequamente quella che in origine era la storia triste di un perdente che fa di tutto per riunire la propria famiglia.
Infatti, la sceneggiatura venne completamente stravolta dalle improvvisazioni di Williams, tenuto a briglia sciolta e di conseguenza libero di gigioneggiare a ruota libera.

Robin si impadronisce completamente del film, trasformandolo in una delle commedie di maggior successo degli Anni Novanta, riuscendo a strappare non poche risate pur affrontando un tema - quello dei padri separati e dei loro diritti - assolutamente serissimo.

Tra le tante situazioni spassose, andrebbero annotate in generale tutte quelle in cui Mrs.Doubtfire mette in imbarazzo il playboy che gli insidia moglie e famiglia (un Pierce Brosnan bravo a smussare l'antipatia del personaggio), ma ci sono alcune scene che sono davvero strepitose.

Tra queste: le trasformazioni operate sul protagonista dal fratello truccatore gay (Harvey Fierstein, divertentissimo comico ebreo), tra le quali un'irresistibile imitazione di Barbra Streisand che canta "Don't rain on my parade"; le gag con le voci (ricordiamo che Robin è stato un notevole doppiatore di cartoni animati: la voce del Genio di Aladdin in originale era proprio la sua!); la visita dell'assistente sociale a Daniel; le avance dell'arzillo conducente di autobus all'anziana tata; l'imperdibile sequenza finale al ristorante.

Ci sbilanciamo?
Se L'Attimo Fuggente è nel complesso la miglior performance di Williams in ambito drammatico, Mrs.Doubtfire è il suo vertice assoluto nel registro comico.
Da riscoprire.

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martedì 12 agosto 2014

ROBIN WILLIAMS. ADDIO CAPITANO, MIO CAPITANO!

Robin Williams sul set de L'Attimo Fuggente


Il più grande comico del mondo è morto.
Il corpo dell'incomparabile Robin Williams è stato trovato senza vita questa mattina.

Poco importa di cause e circostanze (suicidio, depressione, alcool, droghe, problemi economici...): la sola cosa che conta è il vuoto che la sua mancanza ha lasciato e lascerà.
Con Robin se ne va uno dei migliori attori di sempre, uno dei pochissimi a eccellere sia nel registro comico che in quello drammatico.

Per questa ragione CINEMA A BOMBA! ha scelto di rimandare lo "Speciale Michael Keaton" (un altro grande con un percorso in qualche modo simile a quello di Williams, a proposito) per dedicarne uno al mattatore che con le sue improvvisazioni, le sue espressioni, le sue inflessioni vocali (un plauso in questo senso va tributato anche al suo doppiatore storico, Carlo Valli) ci ha fatto ridere per tutti questi anni.

Il ruolo del carismatico e non ortodosso professor Keating de L'Attimo Fuggente è stato forse l'apice della sua carriera, ma come dimenticare Hook, Mrs. Doubtfire, Will Hunting (che gli valse il premio Oscar), Patch Adams, L'Uomo dell'Anno?

In attesa di cominciare con una carrellata scelta delle sue pellicole più significative, CINEMA A BOMBA! vuole ricordare il grande Robin Williams con il video - sottotitolato in italiano - della sua ultima intervista al David Letterman Show.
Gustatevelo e fatevi due risate insieme a noi.

Già ci manchi, Capitano.
Non sai quanto.






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