CINEMA A BOMBA!

lunedì 11 luglio 2016

I CLASSICI: ... ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO, TOGLIETECI TUTTO MA NON LA DUNE BUGGY

Clicca sulla locandina per vedere una delle scene più famose (indovina quale). 

Italia/Spagna, 1974
98'
Regia: Marcello Fondato
Interpreti: Bud Spencer (doppiato da Glauco Onorato), Terence Hill (doppiato da Pino Locchi), John Sharp, Donald Pleasence, Deogratias Huerta (doppiato da Michele Gammino), Patty Shepard, Manuel de Blas.


Il Capo (Sharp), speculatore edilizio perfidello (mal) consigliato da uno psicologo freudiano tedesco (Pleasence. Proprio il Donald Pleasence che sarà il protagonista di Halloween di John Carpenter nel 1978), vuole far sloggiare un luna park da un'area nella quale vuol costruire un grattacielo.

Si affida agli atti intimidatori dei suoi scagnozzi che, però, fanno l'errore di bruciare la "dune buggy rossa con cappottina gialla" che lo sveglio Kid (Hill) e il burbero Ben (Spencer) si stanno contendendo dopo aver vinto ex aequo una gara automobilistica.

I due si arrabbieranno.
E saranno botte da orbi per tutti i cattivoni.

Per commemorare la scomparsa del grande (non solo per la stazza) Bud Spencer, noi della redazione di CINEMA A BOMBA! abbiamo deciso di parlare di due sue pellicole, entrambe col compare ed amico Terence Hill.

Insieme, la coppia d'oro della comicità italiana ha fatto ben 18 film, 16 dei quali come coppia buddy-buddy).
Ve li elenchiamo.

- Annibale (1959), dove compaiono con i loro veri nomi (Carlo Pedersoli e Mario Girotti);
- Dio perdona... io no! (1967);
- I Quattro dell'Ave Maria (1968);
- La Collina degli Stivali (1969);
- Lo chiamavano Trinità (1970);
- Il Corsaro Nero (1971);
- Continuavano a chiamarlo Trinità (1971);
- ... più forte ragazzi (1972);
- ... altrimenti ci arrabbiamo (1974);
- Porgi l'altra guancia (1974);
- I due superpiedi quasi piatti (1977);
- Pari e dispari (1978);
- Io sto con gli ippopotami (1979);
- Chi trova un amico, trova un tesoro (1981);
- Nati con la camicia (1983);
- Non c'è due senza quattro (1984);
- Miami Supercops-I Poliziotti dell'8a Strada (1985);
- Botte di Natale (1994).

Il primo che vi presentiamo è uno dei più famosi, giustamente: ... altrimenti ci arrabbiamo, il numero 9.

E chi non lo conosce?!
Grande successo di pubblico al momento dell'uscita, riproposto ciclicamente in televisione (con share sempre alti), oggetto di cult di tanti appassionati che ne ripetono le battute a memoria, fonte sempre di divertimento per tutti (riduttivo classificarlo solo "per famiglie").

E poi scene azzeccatissime, scattanti e vivaci, dai tempi comici perfetti - ne citiamo solo alcune:

- la gara di lippa;
- la sfida a "birra & salsiccia" nel locale che gli sgherri stanno distruggendo;
- i due che vanno dal boss per riavere indietro la loro "dune buggy" (è in questa occasione che pronunciano la frase di cui al titolo);
- i due che seguono, e puntualmente umiliano, il capo dei bravacci al luna park;
- la scazzottata nella palestra (uno dei momenti migliori, anche dal punto di vista coreografico);
- i due contro la banda di motociclisti;
- il coro dei pompieri (da antologia! E infatti lo conoscono tutti);
- la scazzottata finale tra i palloncini.

Si ride, e si ride sano; senza volgarità, violenza (le botte del duo sono solo a fin di bene e fanno male solo ai cattivi), cattiveria.
Ma con allegria, buonumore, buoni sentimenti.

Merito, naturalmente, di Bud & Terence.

La formula vincente della loro perfetta alchimia - formula già rodata nelle pellicole precedenti e ripetuta anche nelle successive - combina le diversità fisiche e caratteriali in modo tale da renderle complementari: tanto Terence è una simpatica canaglia, sbarbato, guascone, agile, svelto, estroverso; quanto Bud, al contrario, è brontolone, barbuto, prudente, goffo e lento ma super forzuto.

Ciò che li unisce è il cuore d'oro e un debole per i più deboli, soprattutto quando essi sono vessati da ricchi prepotenti, puntualmente sconfitti dopo affollate baruffe due-contro-tutti.

Perché i due continuano a piacere da così tanto tempo?

Non è solo per il fatto che molti di noi sono cresciuti con i loro film trasmessi in Tv.
Non è solo per le loro famigliari facce - sorridente e marpiona quella di Terence, seria e "scazzata" quella di Bud.
Non è solo per i loro sketch divertenti.

Pensiamo che sia anche perché in noi del pubblico si è creata una sorta di immedesimazione nei personaggi che essi incarnano.

Chi non vorrebbe essere bello e fortunato con le donne come Terence e malmenare i cattivi con un sorriso sardonico?
Chi non vorrebbe essere forte come Bud e tramortire i nemici con un solo e potentissimo pugno in testa?

Chi non vorrebbe risolvere le ingiustizie della vita a suon di benevoli ma risolutivi cazzotti?

Ma ciò, nella vita reale, quasi mai è possibile.

Anche per questo, Bud, ci manchi e ci mancherai tanto.







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giovedì 31 ottobre 2013

I CLASSICI: HALLOWEEN, L'ASSASSINO DELLA PORTA ACCANTO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 1978
91'
Regia: John Carpenter
Interpreti: Donald Pleasence, Jamie Lee Curtis, P.J. Soles, Nick Castle.


Il cosiddetto "horror moderno" deve il suo rinnovamento a...Star Trek!
Non ci credete? Allora sappiate che la celebre maschera inespressiva del folle killer di Halloween – divenuta istantaneamente un’ icona del genere – era stata ricavata da una maschera del Capitano Kirk, acquistata con un dollaro in un negozio di periferia e opportunamente dipinta di bianco.
La cosa verrà scoperta solo anni dopo, per il divertimento di un lusingato William Shatner.

Ma andiamo con ordine.
Alla fine degli anni 70 John Carpenter è un giovane regista di belle speranze, che ha esordito con una bizzarra opera di fantascienza a budget minimo (Dark Star) e si è fatto notare per un violento western metropolitano (Distretto 13).
Eclettico e poliedrico (oltre che regista, è sceneggiatore e autore dell’inquietante colonna sonora), il nostro cambia ancora genere e firma così uno dei film di paura più riusciti della sua carriera.
E della storia del cinema.

Con un virtuoso incipit da antologia, girato in soggettiva giocando con le percezioni degli spettatori (occhio ai particolari!), scopriamo la storia di Michael Myers, psicotico in fuga dal manicomio nel quale era stato rinchiuso da bambino 15 anni prima, per aver massacrato la sorella con un coltello da cucina.
Tornato nella sua cittadina natale alla vigilia di Ognissanti, il nostro vorrebbe fare una strage di teenager, ma la giovane Laurie (Curtis) e il saggio Dott. Loomis (Pleasence) gli danno filo da torcere.

Un vero cult movie, da cui scaturì una lunghissima serie (ma i seguiti oscillano tutti tra il medio e il mediocre) e che fu in seguito imitato fino alla nausea da altri franchise di genere, come Nightmare e Venerdì 13, solo per citare i più noti.
Gli ingredienti sono pochi ma ben assortiti: trama lineare, ritmo incalzante, tensione palpabile, interpreti adeguati, poche (o nessuna) concessioni allo splatter e pure un minimo di approfondimento psico-sociale.

Il talentuoso regista scombina le carte, affidando ad un caratterista specializzato in ruoli da cattivo – il grande Pleasence – la parte dell’eroe buono, e all’amico Nick Castle (futuro co-sceneggiatore di 1997: Fuga da New York, poi divenuto a sua volta regista) quella dello spaventoso protagonista.
Ma soprattutto costringendo lo spettatore ad identificarsi col killer piuttosto che con le vittime, attraverso l’uso di virtuose soggettive di chiara derivazione hitchcockiana.

Una curiosità per chiudere: Halloween è stato anche il film che ha dato il via alla stagione dei cosiddetti "horror moralistici" degli anni 80!
Sarà anche una coincidenza - come da sempre sostiene lo stesso Carpenter - ma sta di fatto che tutte le vittime dell’omicida vengono uccise dopo aver fatto sesso, mentre a salvarsi è l’unica vergine...

Sessuofobia a parte, resta una pellicola magistrale nel suo genere.
Una pietra miliare nella carriera di un autore sottovalutato e fuori dagli schemi.

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