CINEMA A BOMBA!

mercoledì 20 marzo 2019

OSCAR 2019. GREEN BOOK, A SPASSO CON SHIRLEY

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2018
130'
Regia: Peter Farrelly
Con: Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini, Don Stark, Sebastian Maniscalco, Tom Virtue.


1962. Tony Lip (Mortensen) è un buttafuori italoamericano dalla spiccata abilità oratoria.
Rimasto temporaneamente senza lavoro, accetta di fare da autista-guardia del corpo al jazzista black Don Shirley (Ali).

Il suo compito è portare il musicista in tour per una serie di concerti.
Peccato che le date siano tutte nel sud del Paese, ossia negli Stati a più alta tensione razziale.

Con sé ha però il "Green Book", una sorta di manuale dove sono elencati gli alberghi e i ristoranti in cui gli afroamericani sono ben accetti...






La vera notizia non è che Green Book abbia vinto 3 Oscar (miglior film, sceneggiatura originale, attore non protagonista), soffiando un po' a sorpresa il riconoscimento più ambito al favoritissimo Roma.
E neppure che alla premiazione il regista (afroamericano) Spike Lee abbia manifestato il proprio disaccordo con una protesta plateale.

Non lo è neppure che Nick Vallelonga - figlio di quel Frank Anthony Vallelonga che ha ispirato il personaggio protagonista - sia stato premiato come sceneggiatore, nonostante la polemica esplosa alla vigilia per un suo precedente tweet anti-islamico (ironia suprema: il co-protagonista Mahershala Ali, a sua volta oscarizzato, è di religione musulmana).

La vera notizia è che 2 delle suddette statuette siano finite nelle mani dell'autore di... Scemo e + Scemo.

Sì, avete letto bene. No, non è un errore.
Peter Farrelly è stato, insieme al fratello Bobby, regista di opere miliari del filone comico-demenziale: oltre alla pellicola con Jim Carrey e Jeff Daniels, ricordiamo anche Tutti Pazzi per Mary, Kingpin e Io, me e Irene.

Che cosa lo abbia spinto a lavorare da "solista", scrivendo, dirigendo e producendo un film agli antipodi dei suoi lavori precedenti rimarrà forse un mistero, ma di certo gli ha procurato un riconoscimento che altrimenti non avrebbe mai avuto.

Green Book è una commedia on the road forse sopravvalutata, ma chiaramente riuscita.
Chi tra i critici l'ha malignamente paragonata ad A Spasso con Daisy ha esagerato: fatta eccezione per la somiglianza dello spunto iniziale (là un autista afro portava in giro una distinta signora bianca, qui un autista bianco porta in giro un raffinato musicista afro), la pellicola vincitrice nel 1990 di una delle edizioni più contestate degli Academy Awards ha poco a che fare con questa.






Mahershala Ali si conferma l'attore black del momento: 2 oscar in 3 anni (nel 2017 era stato premiato per Moonlight, un altro "miglior film" rimasto oscurato dai propri avversari, La La Land in primis).
Con la sua interpretazione asciutta e tormentata ha convinto tutti, meritatamente.

Che cosa non torna è perché non abbia vinto un Oscar pure Viggo Mortensen: senza nulla togliere ad Ali, è lui il vero motore del film.
Dimenticate Il Signore degli Anelli: inevitabilmente invecchiato e visibilmente ingrassato per il ruolo, l'attore ruba quasi sempre la scena al blasonato collega.

Il suo Tony è un personaggio che non si dimentica: Viggo gli conferisce una simpatia e uno spessore rari, grazie a un'interpretazione istrionica e sottile che avrebbe meritato ben più di una semplice nomination.
Che ridere, poi, sentirlo parlare in italiano!

A proposito: consigliamo assolutamente la visione del film in lingua originale.
La versione italiana è purtroppo inficiata da un doppiaggio goffo che non riesce a rendere le sfumature verbali dell'originale.

Tra i ruoli di supporto, vale la pensa menzionare la sempre bella Linda Cardellini (E.R.-Medici in Prima Linea, Avengers: Age of Ultron).
La sua prova, breve ma incisiva, si dice abbia mosso Nick Vallelonga fino alle lacrime.

Green Book forse non è il miglior film del 2018, ma le ragioni per vederlo - e apprezzarlo - non mancano di certo.
Sedetevi sul retro dell'auto insieme a Don e lasciatevi portare da Tony attraverso l'America.

Le storie che potrebbe raccontarvi e le avventure che potrebbe farvi vivere sono davvero singolari.




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lunedì 18 febbraio 2019

OSCAR 2019. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, FILM STRANIERO, SCENEGGIATURE

Dall'alto: inquadratura da Roma; i protagonisti di Cold War; una scena da Spider-Man: Into the Spider-Verse; gli Incredibili in azione.  


Qualcosa negli Oscar sta cambiando.

Ce ne accorgiamo considerando la categoria del miglior film straniero: mai come quest'anno i film esteri che concorrono sono competitivi anche in altre categorie, e di un certo peso.

Addirittura Roma, opera del regista messicano premio Oscar (per Gravity) Alfonso Cuarón, come vedremo, è addirittura il film (ex aequo con The Favourite) ad aver ricevuto il maggior numero di nomination.

Ma non pensate che il fatto sia isolato: il tedesco Werk Ohne Autor-Opera Senza Autore di Florian Henckel von Donnersmarck è candidato anche per la migliore fotografia, così come il film precedentemente citato e il polacco Cold War, che può vantare anche la prestigiosissima nomina quale miglior regista per Paweł Pawlikowski.

Dopo il predominio dei messicani degli scorsi anni per la migliore regia, sembra proprio che il processo di apertura internazionale dell'Academy stia dando i suoi buoni frutti - e non possiamo che rallegrarcene.

Tra i film di animazione, la lotta è piuttosto incerta e sembrerebbe limitata a due titoli: Gli Incredibili 2 e Spider-Man: Into the Spider-Verse (uscito in Italia come Spider-Man: Un Nuovo Universo).

Fino a non molto tempo fa il primo, della Pixar, non sembrava avere rivali; ma il secondo, forte anche del successo agli ultimi Golden Globe, sta raggranellando riconoscimenti e un entusiasmo sempre maggiore - la sua vittoria sarebbe una bella rivincita per la coppia Phil Lord-Christopher Miller, autori dello snobbato The LEGO Movie, registi licenziati di Solo: A Star Wars Story e qui nella veste di produttori.

Come al solito, i film che si contendono le statuette più prestigiose - quelle per la migliore pellicola e la migliore regia - li ritroviamo nelle categorie dedicate alle sceneggiature.

Lasciate perdere favoriti e non, e leggetevi gli script di tutti i candidati: come ogni anno ve li proponiamo in lettura (basta cliccare sul link).
Buona lettura!






MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Gli Incredibili 2 (Incredibles 2), regia di Brad Bird
Ralph spacca Internet (Ralph Breaks the Internet), regia di Phil Johnston e Rich Moore
Mirai (Mirai no Mirai), regia di Mamoru Hosoda
L'isola dei cani (Isle of Dogs), regia di Wes Anderson
Spider-Man - Un nuovo universo (Spider-Man: Into the Spider-Verse), regia di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman

MIGLIOR FILM STRANIERO
Capharnaüm (Cafarnaúm), regia di Nadine Labaki (Libano)
Cold War (Zimna wojna), regia di Paweł Pawlikowski (Polonia)
Opera senza autore (Werk ohne Autor), regia di Florian Henckel von Donnersmarck (Germania)
Roma, regia di Alfonso Cuarón (Messico)
Shoplifters-Un affare di famiglia (Manbiki kazoku), regia di Hirokazu Kore'eda (Giappone)






MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Deborah Davis e Tony McNamara – La favorita (The Favourite)
Paul Schrader – First Reformed - La creazione a rischio (First Reformed)
Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly – Green Book
Alfonso Cuarón – Roma
Adam McKay – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Joel ed Ethan Coen – La ballata di Buster Scruggs (The Ballad of Buster Scruggs)
Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott e Spike Lee – BlacKkKlansman
Nicole Holofcener e Jeff Whitty – Copia originale (Can You Ever Forgive Me?)
Barry Jenkins – Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk)
Eric Roth, Bradley Cooper e Will Fetters – A Star Is Born




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