CINEMA A BOMBA!

martedì 13 maggio 2025

CANNES 2025. FILM IN E FUORI CONCORSO

(La locandina ufficiale del 78° Festival di Cannes). 


È di nuovo periodo di festival!
O meglio: è di nuovo il periodo del Festival per eccellenza, la seconda kermesse cinematografica più importante d'Europa.

Surclassato ormai da tempo dalla Mostra del Cinema di Venezia firmata Antonio Barbera, l'evento gestito dall'eterno direttore artistico Thierry Frémaux tenterà anche quest'anno di riprendersi la scena.

Quantomeno potrebbe rivelarsi di nuovo profetico: 12 mesi fa vennero incensati due film - Anora (Palma d'Oro) e Emilia Pérez (Premio della Giuria) - che poi sarebbero stati tra i protagonisti degli ultimi Oscar (in positivo e in negativo, rispettivamente).

Quest'anno sarà di nuovo così?
Presto per dirlo, ma scorrendo l'elenco delle opere in concorso ne troviamo alcune piuttosto interessanti (sulla carta).

In ordine sparso, ci sono: il western contemporaneo Eddington, con l'ex Joker Joaquin Phoenix contro il "romano" Pedro Pascal; il thriller Die My Love con l'inedita coppia formata da Jennifer Lawrence (Mystica degli X-Men) e Robert Pattinson (alias The Batman); il drammatico Alpha diretto dalla bionda Julia Ducournau (già palmadorata nel 2021 grazie al controverso Titane).

Soprattutto, sono presenti le ultime fatiche di due dei più grandi cineasti indipendenti contemporanei: Nouvelle Vague di Richard Linklater e La Trama Fenicia di Wes Anderson.
La prima è un metafilm sulla lavorazione dell'immortale Fino all'Ultimo Respiro di Godard; la seconda è una commedia di spionaggio con protagonisti - tra gli altri - Benicio del Toro, Bill Murray e Scarlett Johansson.

E a proposito dell'ex Vedova Nera, il suo esordio alla regia Eleonor the Great guida la selezione di Un Certain Regard.
Ma occhio ad un'altra esordiente, ovvero l'ex vampira Kristen Stewart che dirige il biografico The Chronology of Water.

Nelle altre categorie spuntano il nuovo Mission Impossible con l'immarcescibile Tom Cruise e il premio Oscar Spike Lee che in Highest 2 Lowest torna a lavorare con Denzel Washington, oltre ad Ethan Coen che con la commedia Honey Don't! sarà "orfano" del fratello Joel.

In attesa di scoprire chi verrà premiato e/o farà più scalpore, trovarte qui sotto l'elenco completo dei film in programma!


CONCORSO
Affeksjonsverdi, regia di Joachim Trier (Norvegia, Francia, Germania, Danimarca, Svezia)
O agente secreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile, Francia)
Alpha, regia di Julia Ducournau (Francia)
Die, My Love, regia di Lynne Ramsay (Stati Uniti d'America)
Dossier 137, regia di Dominik Moll (Francia)
Dva prokourora, regia di Serhij Loznycja (Paesi Bassi, Francia, Lettonia, Romania, Lituania)
Eagles of the Republic, regia di Tarik Saleh (Svezia, Danimarca, Francia)
Eddington, regia di Ari Aster (Stati Uniti d'America)
In die Sonne schauen, regia di Mascha Schilinski (Germania)
Fuori, regia di Mario Martone (Italia, Francia)
The History of Sound, regia di Oliver Hermanus (Regno Unito, Stati Uniti d'America)
Jeunes Mères, regia di Jean-Pierre e Luc Dardenne (Belgio)
Kuángyě shídài, regia di Bi Gan (Cina, Francia)
The Mastermind, regia di Kelly Reichardt (Stati Uniti d'America)
Nouvelle Vague, regia di Richard Linklater (Francia)
La Petite Dernière, regia di Hafsia Herzi (Francia)
Renoir, regia di Chie Hayakawa (Giappone, Indonesia, Filippine)
Romería, regia di Carla Simón (Spagna, Germania)
Ṣirāṭ, regia di Óliver Laxe (Spagna)
La Trama Fenicia (The Phoenician Scheme), regia di Wes Anderson (Stati Uniti d'America)
Yek tasādof-e sāde, regia di Jafar Panahi (Iran)
Zan o bačče, regia di Sa'id Rustayi (Iran)

UN CERTAIN REGARD
ʿĀʾisha lam taod qādira ʿalā al-ṭayarān, regia di Morad Mostafa (Egitto, Tunisia)
The Chronology of Water, regia di Kristen Stewart (Francia, Lettonia, Stati Uniti d'America)
La città di pianura, regia di Francesco Sossai (Italia)
Eleanor the Great, regia di Scarlett Johansson (Stati Uniti d'America)
Homebound, regia di Niraj Ghevan (India)
L'Inconnu de la Grande Arche, regia di Stéphane Demoustier (Francia, Danimarca)
Kāna yāmā kān fī Ghazza, regia di Arab e Tarzan Nasser (Palestina, Francia, Germania, Portogallo, Giordania)
Karavan, regia di Zuzana Kirchnerová (Repubblica Ceca, Slovacchia, Italia)
Love Me Tender, regia di Anna Cazavena Cambet (Francia)
Météors, regia di Hubert Charuel (Francia)
La misteriosa mirada del flamenco, regia di Diego Céspedes (Cile, Francia, Germania, Belgio)
My Father's Shadow, regia di Akinola Davies Jr. (Nigeria, Irlanda, Regno Unito)
Pillion, regia di Harry Lighton (Regno Unito)
The Plague, regia di Charlie Polinger (Stati Uniti d'America)
Un poeta, regia di Simón Mesa Soto (Colombia, Germania, Svezia)
O riso e a faca, regia di Pedro Pinho (Portogallo, Brasile, Francia, Romania)
Samāʾ bilā ʾarḍ, regia di Erige Sehiri (Tunisia, Francia, Egitto)
Testa o croce, regia di Matteo Zoppis e Alessio Rigo de Righi (Italia, Francia)
Tōi yama-nami no hikari, regia di Kei Ishikawa (Giappone)
Urchin, regia di Harris Dickinson (Regno Unito)

FUORI CONCORSO
13 jours, 13 nuits, regia di Martin Bourboulon (Francia)
La Femme la plus riche du monde, regia di Thierry Klifa (Francia, Belgio)
Highest 2 Lowest, regia di Spike Lee (Stati Uniti d'America)
Mission: Impossible-The Final Reckoning, regia di Christopher McQuarrie (Stati Uniti d'America)
Partir un jour, regia di Amélie Bonnin (Francia) - film d'apertura
La Venue de l'avenir, regia di Cédric Klapisch (Francia, Belgio)
Vie privée, regia di Rebecca Zlotowski (Francia)

CANNES PREMIÈRE
Amrum, regia di Fatih Akın (Germania)
Ástin sem eftir er, regia di Hlynur Pálmason (Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Svezia)
Connemara, regia di Alex Lutz (Francia)
Ma Frère, regia di Lise Akoka e Romane Guéret (Francia)
Magalhães, regia di Lav Diaz (Filippine, Spagna, Portogallo)
La ola, regia di Sebastián Lelio – documentario (Cile)
Orwell: 2+2=5, regia di Raoul Peck – documentario (Belgio, Stati Uniti)
Ren'ai saiban, regia di Kōji Fukada (Giappone, Francia)
Splitsville, regia di Michael Angelo Covino (Stati Uniti d'America)
Das Verschwinden des Josef Mengele, regia di Kirill Serebrennikov (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna)

PROIEZIONI SPECIALI
Amélie et la Métaphysique des tubes, regia di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han Jin Kuang (Francia)
Arco, regia di Ugo Bienvenu (Francia)
Bono: Stories of Surrender, regia di Andrew Dominik – documentario (Stati Uniti d'America)
Dites-lui que je l'aime, regia di Romane Bohringer (Francia)
Mama, regia di Or Sinai (Israele, Polonia, Italia)
Marcel et Monsieur Pagnol, regia di Sylvain Chomet (Francia)
Qui brille au combat, regia di Joséphine Japy (Francia)
The Six Billion Dollar Man, regia di Eugene Jarecki – documentario (Stati Uniti d'America, Germania, Francia)

PROIEZIONI DI MEZZANOTTE
Dalloway, regia di Yann Gozlan (Francia)
Exit 8, regia di Genki Kawamura (Giappone)
Fēnglín huǒshān, regia di Juno Mak (Hong Kong)
Honey Don't!, regia di Ethan Coen (Stati Uniti, Regno Unito)
Le Roi Soleil, regia di Vincent Maël Cardona (Francia)


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venerdì 27 maggio 2022

I DOC: JULIAN SCHNABEL-A PRIVATE PORTRAIT, MA DOV'È RULA?

Rula (a sinistra) e Julian al Museo Correr di Venezia nel 2011 (clicca sulla foto per vedere il trailer). 

USA/Italia, 2017
84'
Regia: Pappi Corsicato
Con: Julian Schnabel, Jeff Koons, Mary Boone, Hector Babenco, Bono, Willem Dafoe, Al Pacino, Lou Reed (immagini di repertorio).


La vita e la carriera, i quadri e i film, i colleghi e gli amici, le mogli e i figli di colui che molti considerano il più grande artista vivente oltre a Banksy.
Parliamo naturalmente di Julian Schnabel.

Il primo contatto che abbiamo avuto con questo voluminoso pittore/regista newyorkese è stato nel 2011 durante la Mostra del Cinema di Venezia.
Ma non per una delle sue opere in celluloide: Julian aveva da poco inaugurato una sua personale al Museo Correr e, in attesa delle proiezioni serali al Lido, vi ci eravamo recati.

Per chi scrive, l'incontro coi suoi lavori fu una rivelazione.
Schnabel dipinge (principalmente) con un senso molto cinematografico e dirige (occasionalmente) con un senso molto pittorico: i due media si intersecano e si bilanciano, creando qualcosa di unico che rispecchia la sensibilità del suo autore.

Questa caratteristica dei suoi lavori è ben descritta in questo documentario, co-prodotto dalla RAI e diretto da un cineasta napoletano caro ai fratelli Coen (il proprietario del locale in A Proposito di Davis si chiama come lui, ci avevate mai fatto caso?).

Pappi ha messo insieme immagini di repertorio, filmati amatoriali, spezzoni di pellicole, interviste a familiari e conoscenti.
Ne emerge il ritratto di un personaggio larger than life, generoso e narciso, ambizioso e sempre disposto a mettersi in gioco, a sparigliare le carte, a cercare nuove vie di espressione.

Nel corso della pellicola compaiono diversi volti noti: artisti come Jeff Koons, cantanti come Bono degli U2 e il defunto Lou Reed (per il quale Schnabel aveva diretto il film-concerto Berlin), attori come Willem Dafoe (protagonista del suo ultimo lavoro cinematografico, At the Eternity's Gate, con cui l'interprete di Spider-Man ha vinto la Coppa Volpi a Venezia 2018) e Al Pacino.

Viene dato molto spazio ad amici, collaboratori e congiunti, ma in questo gruppo ci sono alcune assenze notevoli.
Non si fa ad esempio riferimento alla modella danese May Andersen né soprattutto al figlio da lei avuto nel 2013 (il 6° per Julian).

Cosa ancora più curiosa: non appare né viene mai nominata Rula Jebreal, la bella giornalista italo-palestinese che è stata compagna del pittore per 4 anni.

Corsicato passa in rassegna tutti i lungometraggi girati da Schnabel fino a quel momento, ma stranamente si dimentica di Miral, film del 2010 sul conflitto arabo-israeliano scritto proprio dall'ex volto di La7.

Omissioni a parte, A Private Portrait rende comunque giustizia all'ormai anziano autore di Basquiat e alla sua complessità come uomo e come artista, ricordandoci come la pittura e il cinema abbiano ancora bisogno di lui.
Per nostra fortuna.


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lunedì 16 maggio 2022

CANNES 2022. I FILM IN E FUORI CONCORSO

(La locandina del 75° Festival di Cannes). 


Siamo finalmente arrivati alla 75a edizione della kermesse più blasonata del grande mondo della celluloide.
Non necessariamente la migliore, però, essendo che da qualche tempo viene puntualmente surclassata - in termini di qualità della proposta - dalla concorrente Mostra del Cinema di Venezia.

Lo storico direttore artistico Thierry Frémaux quest'anno ha fatto una scelta tanto coraggiosa quanto rischiosa: puntare principalmente sulle pellicole d'autore, rinunciando in larga parte ai blockbuster hollywoodiani che hanno sempre contraddistinto la sua gestione (con qualche eccezione: si veda ad esempio la presenza in tabellone del tardivo seguito di Top Gun).

Tra i film in concorso, i riflettori sono puntati soprattutto su Žena Čajkovskogo di Kirill Serebrennikov, cineasta russo anti-Putin autoesiliatosi a Parigi.
Anche il virtù dell'attuale guerra in Ucraina, è uno dei favoriti per l'ambita Palma d'Oro.

C'è inoltre grande attesa per Crimes of the Future, che segna il ritorno del maestro canadese del body horror David Cronenberg a 8 anni di distanza dal precedente Maps to the Stars, presentato in anteprima proprio a Cannes nel 2014.

Molte aspettative sono riposte anche in Armageddon Time del regista indipendente James Gray, con protagonista una coppia di attori letteralmente da Oscar: la splendida Anne Hathaway (ricordate Les Misérables?) e l'immarcescibile Anthony Hopkins (Il Silenzio degli Innocenti, The Father).

Fuori concorso, tra il ritorno dell'australiano George Miller di Mad Max e il biopic dedicato a Elvis Presley firmato Baz Luhrmann, ritroviamo con piacere il premio Oscar Michel Hazanavicious, di cui avevamo perso un po' le tracce.
L'autore del bellissimo The Artist presenta una commedia interpretata come di consueto dalla moglie-musa Bérénice Bejo.

L'Italia è rappresentata essenzialmente da Mario Martone col drammatico Nostalgia e da Valeria Bruni Tedeschi con un'opera che, tuttavia, batte bandiera francese.
E potevano mancare beniamini del Festival come Olivier Assayas e i fratelli Dardenne? Ovviamente no, ma almeno il primo è relegato in una sezione "minore".

Nelle retrovie anche l'anziano Marco Bellocchio - da noi incontrato a Venezia qualche anno or sono - con una serie tv sul sequestro Moro.
Un tema che al regista piacentino interessa molto, avendovi già dedicato un lungometraggio nel 2003 (il controverso Buongiorno Notte).

Resta da dire delle Proiezioni Speciali, da cui emergono il documentario su Jerry Lee Lewis ad opera di Ethan Coen - clamorosamente senza il fratello Joel - e l'esordio alla regia della "morettiana" Jasmine Trinca.

In attesa di scoprire i vincitori nelle varie categorie, trovate qui sotto l'elenco completo dei candidati.
E buon Festival a tutte/i!


CONCORSO
Les Amandiers, regia di Valeria Bruni Tedeschi (Francia)
Armageddon Time, regia di James Gray, con Anne Hathaway e Anthony Hopkins (Stati Uniti d'America)
Barādarān Leylā, regia di Saeed Roustayi (Iran)
Boy From Heaven, regia di Tarik Saleh (Svezia, Finlandia, Danimarca, Francia)
Broker, regia di Hirokazu Kore'eda (Corea del Sud)
Close, regia di Lukas Dhont (Belgio, Francia, Paesi Bassi)
Crimes of the Future, regia di David Cronenberg, con Léa Seydoux e Viggo Mortensen (Canada, Grecia)
Eo, regia di Jerzy Skolimowski (Polonia, Italia)
Frère et Sœur, regia di Arnaud Desplechin (Francia)
Heeojil gyeolsim, regia di Park Chan-wook (Corea del Sud)
Holy Spider, regia di Ali Abbasi (Danimarca, Germania, Svezia, Francia)
Nostalgia, regia di Mario Martone (Italia)
Le otto montagne, regia di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch (Italia, Francia, Belgio, Regno Unito)
Un petit frère, regia di Léonor Serraille (Francia)
RMN, regia di Cristian Mungiu (Romania)
Showing Up, regia di Kelly Reichardt (Stati Uniti d'America)
The Stars at Noon, regia di Claire Denis (Francia, Brasile)
Tori et Lokita, regia di Jean-Pierre e Luc Dardenne (Belgio, Francia)
Tourment sur les îles, regia di Albert Serra (Spagna)
Triangle of Sadness, regia di Ruben Östlund (Svezia, Francia, Stati Uniti d'America, Regno Unito)
Žena Čajkovskogo, regia di Kirill Serebrennikov (Russia, Francia)

UN CERTAIN REGARD
Bačennja metelyka, regia di Maksym Nakonečnyj (Ucraina)
Beast, regia di Riley Keough e Gina Gammell (Stati Uniti d'America)
Le Bleu du caftan, regia di Maryam Touzani (Marocco, Francia)
Corsage, regia di Marie Kreutzer (Austria)
Domingo y la niebla, regia di Ariel Escalante Meza (Costa Rica)
Harka, regia di Lotfy Nathan (Francia, Germania, Stati Uniti d'America, Tunisia)
Kurak Günler, regia di Emin Alper (Turchia)
Joyland, regia di Saim Sadiq (Pakistan)
Mediterranean Fever, regia di Maha Haj (Palestina, Francia, Germania, Cipro)
Metronom, regia di Alexandru Belc (Romania)
Les Pires, regia di Lise Akora e Romane Gueret (Francia)
Plan 75, regia di Chie Hayakawa (Giappone)
Plus que jamais, regia di Emily Atef (Francia, Germania, Lussemburgo, Norvegia)
Retour à Séoul, regia di Davy Chou (Cambogia, Francia)
Rodéo, regia di Lola Quivoron (Francia)
Silent Twins, regia di Agnieszka Smoczyńska (Polonia, Regno Unito, Stati Uniti d'America)
Syk Pike, regia di Kristoffer Borgli (Norvegia)
The Stranger, regia di Thomas M. Wright (Australia, Regno Unito)
Volaða land, regia di Hlynur Pálmason (Danimarca, Islanda, Svezia, Finlandia)

FUORI CONCORSO
Elvis, regia di Baz Luhrmann (Australia, Stati Uniti d'America)
L'Innocent, regia di Louis Garrel (Francia)
Masquerade, regia di Nicolas Bedos (Francia)
Novembre, regia di Cédric Jimenez (Francia, Belgio)
Three Thousand Years of Longing, regia di George Miller (Australia)
Top Gun: Maverick, regia di Joseph Kosinski, con Tom Cruise e Val Kilmer (Stati Uniti d'America)
Coupez!, regia di Michel Hazanavicius (Francia)

CANNES PREMIERE
Chronique d'une liaison passagère, regia di Emmanuel Mouret (Francia)
Dodo, regia di Panos H. Koutras (Grecia, Francia, Belgio)
Don Juan, regia di Serge Bozon (Francia, Belgio)
Esterno notte, regia di Marco Bellocchio – miniserie TV (Italia)
Irma Vep, regia di Olivier Assayas – serie TV (Stati Uniti d'America)
Nos frangins, regia di Rachid Bouchareb (Francia)
La Nuit du 12, regia di Dominik Moll (Francia, Belgio)

PROIEZIONI SPECIALI
All That Breathes, regia di Shaunak Sen – documentario (India, Regno Unito, Stati Uniti)
Jerry Lee Lewis: Trouble In Mind, regia di Ethan Coen – documentario (Stati Uniti d'America)
Mi país imaginario, regia di Patricio Guzmán – documentario (Cile)
The Natural History of Destruction, regia di Serhij Loznycja – documentario (Ucraina)
Marcel!, regia di Jasmine Trinca (Italia)
Le Petit Nicolas - Qu'est-ce qu'on attend pour être heureux?, regia di Amandine Fredon e Benjamin Massoubre (Francia)
Restos do vento, regia di Tiago Guedes (Portogallo)
Riposte féministe, regia di Marie Perennès e Simon Depardon – documentario (Francia)
The Vagabonds, regia di Doroteya Droumeva (Germania)

PROIEZIONI DI MEZZANOTTE
Fumer fait tousser, regia di Quentin Dupieux (Francia)
Hunt, regia di Lee Jung-jae (Corea del Sud)
Moonage Daydream, regia di Brett Morgen – documentario (Stati Uniti d'America)
Rebel, regia di Adil El Arbi e Bilall Fallah (Stati Uniti, Belgio, Lussemburgo, Francia)


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venerdì 9 agosto 2019

I CORTI: LA BALLATA DI BUSTER SCRUGGS, 6 SCENETTE IN CERCA DI AUTORI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2018
133'
Regia: Joel & Ethan Coen


Che cos'è La Ballata di Buster Scruggs?
Un tentativo fallito di (mini)serie tv rimontato come un lungometraggio?
Oppure un film vero e proprio suddiviso in capitoli?

La produzione targata Netflix e la mancanza di connessioni tra i vari episodi - eccetto l'ambientazione e un paio di tematiche che ricorrono - farebbero propendere per la prima ipotesi.

I fratelli Coen hanno tuttavia giurato e spergiurato che si tratta del secondo caso e hanno tirato in ballo, come fonte di ispirazione, i film italiani ad episodi in voga negli anni Sessanta e Settanta.

Noi di CINEMA A BOMBA!, nel dubbio, li abbiamo considerati come 6 cortometraggi, ognuno a sé stante, e come tali ve li presentiamo.

Comunque sia, il risultato è complessivamente un'opera diseguale e incompiuta.
I registi di Fargo, Il Grande Lebowski e Non è un Paese per Vecchi sinceramente hanno fatto di meglio, in passato.

Il western rimane un genere affascinante e versatile, che il duo affronta in parte con riverito rispetto e in parte con impietosa dissacrazione.

Ecco allora un bizzarro incrocio di musical, film di cowboy e commedia nera, che ha al proprio attivo la fotografia satura del francese Bruno Delbonnel (già artefice dei cromatismi "fiamminghi" del Faust di Sokurov, ricordate?), una sceneggiatura che è valsa l' Osella alla Mostra di Venezia (dove l'opera è stata presentata in anteprima, fiore all'occhiello della piattaforma di streaming online alla kermesse lagunare insieme al capolavoro Roma di Alfonso Cuarón) e la nomination agli Oscar, e i costumi di Mary Zophres (al suo attivo, pellicole quali Il Grande Lebowski, Iron Man 2, Interstellar, La La Land, First Man), anch'essi gratificati con una candidatura agli Academy Award.

Dei 6 capitoli che lo compongono, alcuni sono più riusciti, altri meno.
Di seguito li analizziamo in dettaglio.
Buona lettura!






Tim Blake Nelson nei panni di Buster Scruggs. 

1.1 The Ballad of Buster Scruggs
Con: Tim Blake Nelson, Willie Watson, Tom Proctor, Clancy Brown.

Un pistolero canterino tutto vestito di bianco affronta diversa gente in duello, finché incontra un pistolero armonicista tutto vestito di nero.
Il corto più pulp e grottesco. La conclusiva When a Cowboy Trades His Spurs for Wings è stata candidata all'Oscar per la miglior canzone (ma alla fine ha vinto Shallow, da A Star is Born).


James Franco in Near Algodones

1.2 Near Algodones
Con: James Franco, Stephen Root, Ralph Ineson, Jesse Luken.

Un bandito cerca di rapinare una banca in mezzo al deserto, ma si ritrova due volte con il cappio al collo.
Interessante lo spunto di partenza (specie l'idea del vecchio ricoperto di padelle), ma l'intreccio è un po' inconcludente.
Il protagonista James Franco è una vecchia conoscenza del nostro blog; Stephen Root era apparso in Red State di Kevin Smith.


Liam Neeson in Meal Ticket

1.3 Meal Ticket
Con: Liam Neeson, Harry Melling.

Un vecchio impresario porta in giro per l'America un teatrino in cui fa recitare un giovane senza braccia né gambe.
Il capitolo più cinico e amaro, con un co-protagonista che ricorda da vicino quello de Il Circo della Farfalla.
Liam Neeson lo avevamo recentemente intercettato in Silence di Martin Scorsese, mentre Harry Melling - quasi irriconoscibile - era il cugino Dudley Dursley di Harry Potter.






Tom Waits in All Gold Canyon

1.4 All Gold Canyon
Con: Tom Waits, Sam Dillon.

Un anziano cercatore d'oro trova finalmente un filone, ma un giovane opportunista cerca di portarglielo via.
Ispirato a un racconto di Jack London, è forse il migliore dei 6 corti, merito soprattutto di un grande Tom Waits.
Il celebre "cantattore" californiano esordisce come protagonista, immortalando il personaggio più classico e memorabile del film.


Una scena di The Gal Who Got Rattled

1.5 The Gal Who Got Rattled
Con: Zoe Kazan, Bill Heck, Jefferson Mays, Grainger Hines.

Una ragazza in viaggio con una carovana perde il fratello per colpa del colera, ma quello sarà solo il primo dei suoi problemi.
L'episodio più lirico e tragico, vale essenzialmente per la scena della sparatoria con gli indiani.


Una scena tratta da The Mortal Remains

1.6 The Mortal Remains
Con: Tyne Daly, Brendan Gleeson, Saul Rubinek, Chelcie Ross.

Quattro uomini e una donna su una diligenza guidata da un cocchiere misterioso, diretti verso un albergo immerso nella nebbia.
Conclusione scopertamente allegorica e metafisica.
L'ambientazione western è superflua: la vicenda poteva essere raccontata in qualunque periodo storico, anche in epoca moderna.
Brendan Gleeson è quello del cortometraggio Six Shooter.




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lunedì 18 febbraio 2019

OSCAR 2019. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, FILM STRANIERO, SCENEGGIATURE

Dall'alto: inquadratura da Roma; i protagonisti di Cold War; una scena da Spider-Man: Into the Spider-Verse; gli Incredibili in azione.  


Qualcosa negli Oscar sta cambiando.

Ce ne accorgiamo considerando la categoria del miglior film straniero: mai come quest'anno i film esteri che concorrono sono competitivi anche in altre categorie, e di un certo peso.

Addirittura Roma, opera del regista messicano premio Oscar (per Gravity) Alfonso Cuarón, come vedremo, è addirittura il film (ex aequo con The Favourite) ad aver ricevuto il maggior numero di nomination.

Ma non pensate che il fatto sia isolato: il tedesco Werk Ohne Autor-Opera Senza Autore di Florian Henckel von Donnersmarck è candidato anche per la migliore fotografia, così come il film precedentemente citato e il polacco Cold War, che può vantare anche la prestigiosissima nomina quale miglior regista per Paweł Pawlikowski.

Dopo il predominio dei messicani degli scorsi anni per la migliore regia, sembra proprio che il processo di apertura internazionale dell'Academy stia dando i suoi buoni frutti - e non possiamo che rallegrarcene.

Tra i film di animazione, la lotta è piuttosto incerta e sembrerebbe limitata a due titoli: Gli Incredibili 2 e Spider-Man: Into the Spider-Verse (uscito in Italia come Spider-Man: Un Nuovo Universo).

Fino a non molto tempo fa il primo, della Pixar, non sembrava avere rivali; ma il secondo, forte anche del successo agli ultimi Golden Globe, sta raggranellando riconoscimenti e un entusiasmo sempre maggiore - la sua vittoria sarebbe una bella rivincita per la coppia Phil Lord-Christopher Miller, autori dello snobbato The LEGO Movie, registi licenziati di Solo: A Star Wars Story e qui nella veste di produttori.

Come al solito, i film che si contendono le statuette più prestigiose - quelle per la migliore pellicola e la migliore regia - li ritroviamo nelle categorie dedicate alle sceneggiature.

Lasciate perdere favoriti e non, e leggetevi gli script di tutti i candidati: come ogni anno ve li proponiamo in lettura (basta cliccare sul link).
Buona lettura!






MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Gli Incredibili 2 (Incredibles 2), regia di Brad Bird
Ralph spacca Internet (Ralph Breaks the Internet), regia di Phil Johnston e Rich Moore
Mirai (Mirai no Mirai), regia di Mamoru Hosoda
L'isola dei cani (Isle of Dogs), regia di Wes Anderson
Spider-Man - Un nuovo universo (Spider-Man: Into the Spider-Verse), regia di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman

MIGLIOR FILM STRANIERO
Capharnaüm (Cafarnaúm), regia di Nadine Labaki (Libano)
Cold War (Zimna wojna), regia di Paweł Pawlikowski (Polonia)
Opera senza autore (Werk ohne Autor), regia di Florian Henckel von Donnersmarck (Germania)
Roma, regia di Alfonso Cuarón (Messico)
Shoplifters-Un affare di famiglia (Manbiki kazoku), regia di Hirokazu Kore'eda (Giappone)






MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Deborah Davis e Tony McNamara – La favorita (The Favourite)
Paul Schrader – First Reformed - La creazione a rischio (First Reformed)
Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly – Green Book
Alfonso Cuarón – Roma
Adam McKay – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Joel ed Ethan Coen – La ballata di Buster Scruggs (The Ballad of Buster Scruggs)
Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott e Spike Lee – BlacKkKlansman
Nicole Holofcener e Jeff Whitty – Copia originale (Can You Ever Forgive Me?)
Barry Jenkins – Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk)
Eric Roth, Bradley Cooper e Will Fetters – A Star Is Born




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lunedì 10 settembre 2018

VENEZIA 2018. NETFLIX PUO' DIRE "GRAZIE ROMA!"

Dall'alto: Alfonso Cuarón con il Leone d'Oro ricevuto per Roma; Willem Dafoe con la Coppa Volpi vinta per il ruolo di Vincent Van Gogh in At Eternity's Gate di Julian Schnabel; Olivia Colman (The Favourite) con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile; il regista greco di The Favourite Yorgos Lanthimos con il Leone d'Argento Gran Premio della Giuria. 


Guillermo del Toro non si è fatto influenzare dai mugugni che avrebbero potuto piovergli addosso nel caso avesse fatto vincere un suo amico.

E così il Leone d'Oro della settantacinquesima edizione della Mostra del Cinema è andato al film che, a detta di critica e pubblico, avrebbe maggiormente meritato di aggiudicarsi il riconoscimento più prestigioso: Roma, intensa opera semi-autobiografica in bianco e nero diretta da Alfonso Cuarón (che a Venezia aveva già portato Gravity nel 2013, che gli aveva fruttato un Oscar per la migliore regia - primo messicano nella storia dell'Academy - nel 2014).

La vittoria della pellicola ambientata a Città del Messico va tuttavia al di là delle mere statistiche e si pone ad uno snodo cruciale nella storia del cinema.

È infatti la prima volta in assoluto che ad aggiudicarsi il riconoscimento più importante di un festival cinematografico prestigioso è un film prodotto dalla piattaforma digitale Netflix e pensato per lo streaming e per una fruizione a pagamento e in abbonamento piuttosto che per una distribuzione nelle sale cinematografiche.

Il colosso dell'intrattenimento via Internet, bisogna dire, è stato molto coraggioso ad investire anche su prodotti di altissima qualità e la tenacia degli scorsi anni è stata ora ripagata.

Chissà se l'Academy (che decide i Premi Oscar) farà cadere l'ormai anacronistico bando sulle produzioni Netflix - finora rilegate in categorie "minori" - per dar modo a Roma e agli altri di poter concorrere ad armi pari con i rivali delle major hollywoodiane.

Bando che finora resiste invece per il Festival di Cannes; con effetti boomerang, vista la penuria di titoli di richiamo quest'anno e in quelli scorsi.

Un bello smacco per Frémaux & C., arroccati su posizioni ormai conservatrici e in questo caso indifendibili, visto che Netflix si è mostrata disponibile a proiettare nelle sale i suoi film in concorso al Lido - Roma, appunto, 22 July di Paul Greengrass (sulla strage di Utøya) e The Ballad of Buster Scruggs.






Quest'ultimo è un altro fiore all'occhiello della piattaforma: nato come serie in streaming, è diventato un film a episodi - tipo quelli che si facevano in Italia negli anni dai Cinquanta ai Settanta - composto da cortometraggi legati tra loro dall'ambientazione western e diretto nientemeno che dai fratelli Joel e Ethan Coen, che proprio per questo lavoro si sono aggiudicati il premio per la migliore sceneggiatura, battendo una concorrenza piuttosto agguerrita.

Accanto a Cuarón e ai fratelli Coen, altri tre ottimi registi hanno lasciato il Lido con grandi soddisfazioni.

Jennifer Kent, oggetto di vergognose offese sessiste al momento della presentazione del suo The Nightingale, si è portata a casa il Premio speciale della giuria, mentre il suo attore Baykali Ganambarr si è aggiudicato il Premio Mastroianni come migliore attore emergente.

Molti hanno letto queste aggiudicazioni come un atto dovuto nei confronti dell'unica regista donna in competizione, a scapito del reale valore della pellicola; ma noi di CINEMA A BOMBA!, che abbiamo molto apprezzato il suo precedente Babadook, le lasciamo almeno il beneficio del dubbio.

Jacques Audiard ha vinto il Leone d'Argento per la migliore regia per il suo atipico western The Sisters Brothers: un'altra bella soddisfazione per l'autore francese, che nel 2015 aveva avuto la Palma d'Oro al Festival di Cannes.

Uno che un premio se lo aggiudica sempre è Yorgos Lanthimos: dopo Alps, The Lobster e The Killing of a Sacred Deer - rispettivamente migliore sceneggiatura a Venezia 2011, Premio della Giuria a Cannes 2015 e nomina agli Oscar 2017, migliore sceneggiatura a Cannes 2017 - il greco fa centro anche con The Favourite, Leone d'Argento (Gran Premio della Giuria), e Coppa Volpi a una delle sue straordinarie protagoniste (non le dive Emma Stone e Rachel Weisz, bensì la meno nota ma non meno brava Olivia Colman).

Noi della redazione siamo entusiasti della Coppa Volpi assegnata per la migliore interpretazione maschile.






Ad aggiudicarsela è stato Willem Dafoe ( Vivere e Morire a Los Angeles, Basquiat, Spider-Man, Grand Budapest Hotel, tra gli altri), che ha convinto tutti nella parte di Vincent Van Gogh in At Eternity's Gate di Julian Schnabel.
Finalmente qualcuno ha riconosciuto il suo grande talento!

Sono rimasti a bocca asciutta anche quest'anno i film italiani - ma tra What You Gonna Do When The World's On Fire di Roberto Minervini, Capri-Revolution di Mario Martone e Suspiria di Luca Guadagnino, solo quest'ultimo ha suscitato interesse fuori dai confini patrii.

Nessun riconoscimento neppure per First Man-Il Primo Uomo di Damien Chazelle, ma solitamente i film che aprono la Mostra non vengono premiati, avendo già ricevuto questo grande onore e una notevole attenzione mediatica.

Ne sentiremo comunque parlare anche nei prossimi mesi, così come di A Star Is Born con Bradley Cooper (anche regista, all'esordio) e Lady Gaga, che però era fuori concorso.

Eh sì, perché come insegnano gli ultimi anni, la corsa verso gli Oscar ormai parte da Venezia.

Nel frattempo da Venezia è partita anche la rivoluzione (targata Netflix) che potrebbe cambiare la storia del cinema.

Gli autori e gli esercenti cinematografici sono molto preoccupati per il futuro delle sale e il trionfo di Netflix ha già suscitato un'alzata di scudi.

Vedremo cosa succederà.

E noi che pensavamo che questa fosse solo un'ottima (e tranquilla) edizione della Mostra del Cinema...




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sabato 8 settembre 2018

VENEZIA 2018. I VINCITORI

Il Leone d'Oro. 


La giuria - guidata da Guillermo del Toro ( Leone d'Oro l'anno scorso per The Shape of Water, che poi si era aggiudicato pure Golden Globe e Oscar) e comprendente anche Sylvia Chang, Trine Dyrholm (protagonista di Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli, vincitore della scorsa sezione Orizzonti), Nicole Garcia, Paolo Genovese, Małgorzata Szumowska, Taika Waititi (il regista di Thor: Ragnarok), Christoph Waltz (bi-oscarizzato per Bastardi Senza Gloria e Django Unchained), Naomi Watts (che - ricordate? - ha recitato anche in Birdman, film che aveva aperto la Mostra nel 2014 e che poi aveva trionfato agli Oscar) - ha emesso i suoi verdetti.

Il Leone d'Oro della 75a edizione della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia è andato a...

Beh, la risposta è qui sotto.

A presto i nostri commenti sul palmarès.






Leone d'Oro al miglior film: Roma, regia di Alfonso Cuarón (Messico)

Leone d'Argento per la miglior regia: Jacques Audiard - The Sisters Brothers (Stati Uniti d'America, Francia, Romania, Spagna)

Leone d'Argento - Gran premio della giuria: The Favourite, regia di Yorgos Lanthimos (Stati Uniti d'America)

Premio speciale della giuria: The Nightingale, regia di Jennifer Kent (Australia)

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Willem Dafoe - At Eternity's Gate, regia di Julian Schnabel (Stati Uniti d'America, Francia)

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Olivia Colman - The Favourite, regia di Yorgos Lanthimos (Stati Uniti d'America)

Premio Osella per la migliore sceneggiatura: Joel e Ethan Coen - The Ballad of Buster Scruggs, regia di Joel ed Ethan Coen (Stati Uniti d'America)

Premio Marcello Mastroianni ad un attore o attrice emergente: Baykali Ganambarr - The Nightingale, regia di Jennifer Kent (Australia)

Leone d'oro alla carriera: David Cronenberg e Vanessa Redgrave

Premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker: a Zhang Yimou




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martedì 28 agosto 2018

VENEZIA 2018. I FILM IN E FUORI CONCORSO

Dall'alto: Ryan Gosling (in primo piano) in First Man-Il Primo Uomo; Dakota Johnson in Suspiria di Luca Guadagnino; Bradley Cooper e Lady Gaga in A Star is Born


Nel Bombcast (il podcast di CINEMA A BOMBA!) avevamo già espresso il nostro entusiasmo per questa 75a edizione della Mostra del Cinema di Venezia che si terrà dal 29 Agosto all'8 Settembre 2018 e che si preannuncia memorabile.

Tanti i titoli interessanti, tanti i nomi di registi e attori attesi al Lido per presentare in concorso, fuori concorso e nelle sezioni collaterali i loro lavori, scelti con cura dal direttore della kermesse Alberto Barbera e dal suo staff.

Tante le cose da dire - ci sono già polemiche, come quella relativa alla scarsissima presenza di cineaste donne nel cartellone (ma che colpa hanno i selezionatori se gli studios non danno fiducia alle donne che si mettono dietro alla macchina da presa?) - ma in attesa che a parlare siano i film, vi abbiamo preparato come ogni anno una piccola ma esaustiva guida sulle opere che potrebbero destare maggiore interesse.

Troverete trailer, trame, curiosità, interviste, niente spoiler e - sorpresa! - la presenza di una nostra vecchia e cara conoscenza.

Pronti a farvi sorprendere?

Ecco a voi il programma!






IN CONCORSO

Il primo uomo (First Man), regia di Damien Chazelle (Stati Uniti d'America) [FILM D'APERTURA], con Ryan Gosling, Claire Foy, Jason Clarke
The Mountain, regia di Rick Alverson (Stati Uniti d'America), con Tye Sheridan, Jeff Goldblum
Doubles Vies, regia di Olivier Assayas (Francia), con Guillaume Canet, Juliette Binoche
The Sisters Brothers, regia di Jacques Audiard (Stati Uniti d'America, Francia, Romania, Spagna), con Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed
The Ballad of Buster Scruggs, regia di Joel ed Ethan Coen (Stati Uniti d'America), con Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson, Tom Waits, Zoe Kazan, Brendan Gleeson
Vox Lux, regia di Brady Corbet (Stati Uniti d'America), con Natalie Portman, Jude Law
Roma, regia di Alfonso Cuarón (Messico)
22 July, regia di Paul Greengrass (Norvegia, Irlanda)
Suspiria, regia di Luca Guadagnino (Italia), con Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth, Chloë Grace Moretz
Werk ohne Autor, regia di Florian Henckel von Donnersmarck (Germania), con Tom Schilling, Paula Beer
The Nightingale, regia di Jennifer Kent (Australia), con Aisling Franciosi, Sam Claflin
The Favourite, regia di Yorgos Lanthimos (Stati Uniti d'America), con Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn
Peterloo, regia di Mike Leigh (Regno Unito), con Rory Kinnear
Capri-Revolution, regia di Mario Martone (Italia, Francia), con Marianna Fontana, Eduardo Scarpetta, Donatella Finocchiaro
What You Gonna Do When the World's on Fire?, regia di Roberto Minervini (Italia, Stati Uniti d'America)
Napszállta (Sunset), regia di László Nemes (Ungheria)
Frères Ennemis, regia di David Oelhoffen (Francia, Belgio), con Matthias Schoenaerts
Nuestro tiempo, regia di Carlos Reygadas (Messico, Francia, Germania, Danimarca, Svezia)
At Eternity's Gate, regia di Julian Schnabel (Stati Uniti d'America, Francia), con Willem Dafoe, Rupert Friend, Oscar Isaac, Mads Mikkelsen, Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Niels Arestrup
Acusada, regia di Gonzalo Tobal (Argentina, Messico)
Zan (Killing), regia di Shin'ya Tsukamoto (Giappone)






FUORI CONCORSO
Lungometraggi

A Star Is Born, regia di Bradley Cooper (Stati Uniti d'America), con Lady Gaga, Bradley Cooper, Sam Elliott
Una storia senza nome, regia di Roberto Andò (Italia, Francia), con Micaela Ramazzotti, Renato Carpentieri, Laura Morante, Alessandro Gassmann
Les Estivants, regia di Valeria Bruni Tedeschi (Francia, Italia), con Valeria Bruni Tedeschi, Pierre Arditi, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio
Mi obra maestra, regia di Gastón Duprat (Argentina, Spagna)
A Tramway in Jerusalem, regia di Amos Gitai (Israele, Francia), con Mathieu Amalric, Pippo Delbono
Un peuple et son roi, regia di Pierre Schoeller (Francia, Belgio), con Gaspar Ulliel, Louis Garrel
La quietud, regia di Pablo Trapero (Argentina), con Bérénice Béjo, Edgar Ramirez
Dragged Across Concrete, regia di S. Craig Zahler (Canda, Stati Uniti d'America), con Mel Gibson, Vince Vaughn
Ying (Shadow), regia di Zhang Yimou (Cina)

Documentari

A Letter To A Friend In Gaza, regia di Amos Gitai (Israele)
Aquarela, regia di Victor Kossakovsky (Regno Unito, Germania)
El Pepe, una vida suprema, regia di Emir Kusturica (Argentina, Uruguay, Serbia), con Pepe Mujica
Process, regia di Sergei Loznitsa (Paesi Bassi)
Carmine Street Guitars, regia di Ron Mann (Canada)
ISIS, Tomorrow - The Lost Souls of Mosul, regia di Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi (Italia, Germania)
American Dharma, regia di Errol Morris (Stati Uniti d'America, Regno Unito), con Stephen K. Bannon
Introduzione all'oscuro, regia di Gastón Solnicki (Argentina, Austria)
1938 Diversi, regia di Giorgio Treves (Italia)
Ni De Lian (Your Face), regia di Tsai Ming-liang (Taipei Cinese)
Monrovia, Indiana, regia di Frederick Wiseman (Stati Uniti d'America)

EVENTI SPECIALI

The Other Side Of The Wind, regia di Orson Welles (Stati Uniti d'America), con John Huston, Peter Bogdanovich, Oja Kodar, Norman Foster
They'll Love Me When I'm Dead, regia di Morgan Neville (Stati Uniti d'America)

PROIEZIONI SPECIALI

L'amica geniale, regia di Saverio Costanzo (Italia, Belgio)
Il diario di Angela - Noi due cineasti, regia di Yervant Gianikian (Italia)






ORIZZONTI

Sulla mia pelle, regia di Alessio Cremonini (Italia), con Alessandro Borghi, Jasmine Trinca, Max Tortora
Manta Ray, regia di Phuttiphong Aroonpheng (Thailandia, Francia, Cina)
Soni, regia di Ivan Ayr (India)
Ozen, regia di Emir Baigazin (Kazakistan, Polonia, Norvegia)
La noche de 12 años, regia di Alvaro Brechner (Spagna, Argentina, Francia)
Deslembro, regia di Flavia Castro (Brasile, Francia, Qatar)
Anons, regia di Mahmut Fazil Coşkun (Tuchia, Bulgaria)
Un giorno all'improvviso, regia di Ciro D'Emilio (Italia), con Anna Foglietta
Charlie Says, regia di Mary Harron (Stati Uniti d'America), con Carla Gugino
Amanda, regia di Mikhaël Hers (Francia), con Greta Scacchi
Yom adaatou zouli, regia di Soudade Kaadan (Siria, Libano, Francia, Qatar)
L'Enkas, regia di Sarah Marx (Francia), con Sandrine Bonnaire
Tchelovek kotorij udivil vseht, regia di Natasha Merkulova e Aleksy Chupov (Russia, Estonia, Francia)
Kuvumbu tubuh indahku, regia di Garin Nugroho (Indonesia)
Hamchenan ke mimordam, regia di Mostafa Sayyari (Iran)
La profezia dell'armadillo, regia di Emanuele Scaringi (Italia), con Simone Liberati, Laura Morante, Diana Del Bufalo, Claudia Pandolfi, Kasia Smutniak, Adriano Panatta, Vincent Candela [Dalle strisce di Zerocalcare]
Tel Aviv On Fire, regia di Sameh Zoabi (Lussemburgo, Francia, Israele, Belgio)
Jinpa, regia di Pema Tseden (Cina)
Erom, regia di Yaron Shani (Israele, Germania)

SCONFINI

Blood Kin, regia di Ramin Bahrani (Stati Uniti d'America)
Il banchiere anarchico, regia di Giulio Base (Italia)
Il ragazzo più felice del mondo, regia di Gipi (Italia)
Arrivederci Saigon, regia di Wilma Labate (Italia)
The tree of life (Extended cut), regia di Terrence Malick, con Brad Pitt, Jessica Chastain, Sean Penn, Tye Sheridan, Fiona Shaw (Stati Uniti d'America)
L'heure de la sortie, regia di Sébastien Marnier (Francia)
Magic lantern, regia di Amir Naderi (Stati Uniti d'America), con Jacqueline Bisset
Camorra, regia di Francesco Patierno






VENICE VIRTUAL REALITY
In concorso - interattivo

Make noise, regia di May Abdalla (Gran Bretagna)
The unknown patient, regia di Michael Beets (Australia)
Buddy VR, regia di Chuck Chae (Corea del Sud)
Umami, regia di Landia Egal, Thomas Pons (Francia)
Eclipse, regia di Astruc Jonathan, Favre Aymeric (Francia)
The horrifically real virtuality, regia di Marie Jourdren (Francia)
Speres, regia di Eliza McNitt (Stati Uniti d'America, Francia)
A discovery of witches - Hiding in plain sight, regia di Kim-Leigh Pontin (Gran Bretagna), con Teresa Palmer, Matthew Goode
The roaming - Wetlands, regia di Mathieu Pradat (Francia, Gran Bretagna, Belgio)
Kobod, regia di Max Sacker, Ioulia Isserlis (Germania)
Awavena, regia di Lynette Wallworth (Stati Uniti d'America, Brasile, Australia)

In concorso - lineare

Even in the rain, regia di Lindsay Branham (Stati Uniti d'America, Repubblica Centrafricana)
Angelu takais - Trail of Angels, regia di Kristina Buozyte (Lituania, Bielorussia)
X-ray fashion, regia di Francesco Carrozzini (Stati Uniti d'America, Danimarca, India)
Crow: The Legend, regia di Eric Darnell (Stati Uniti d'America), con John Legend, Tye Sheridan, Diego Luna, Oprah Winfrey
Age of sail, regia di John Kahrs (Stati Uniti d'America), con Ian McShane
Mindpalace, regia di Carl Krause, Dominik Stockhausen (Germania)
Ballavita, regia di Gerda Leopold (Austria, Germania)
Borderline, regia di Assaf Machnes (Israele, Gran Bretagna)
Shennong. Taste of illusion, regia di Li Mi, Zheng Wang (Cina)
The great C, regia di Steve Miller (Canada)
L'Île des morts, regia di Benjamin Nuel (Francia)
Home after war, regia di Gayatri Parameswaran, Felix Gaedtke (Iraq, Germania, Stati Uniti d'America)
Made this way: Redifining masculinity, regia di Elli Raynai, Irem Harnak (Francia)
Lucid, regia di Pete Short (Gran Bretagna, Australia)
Wu zhu zhi cheng VR (The last one standing VR), regia di Jiwen Wang, Yang Liu (Cina)
Fresh out, regia di Sam Wey, Fangchao Tao (Cina, Stati Uniti d'America)
1943: Berlin Blitz, regia di David Whelan (Irlanda, Gran Bretagna)
Rooms, regia di Christian Zipfel (Germania)

Fuori concorso

VR_I, regia di Gilles Jobin, Caecilia Charbonnier, Sylvain Chagué (Svizzera)
Battlescar, reia di Nico Casavecchia, Martín Allais (Francia, Stati Uniti d'America), con Rosario Dawson
Arden's wake: Tide's fall, regia di Eugene YK Chung (Stati Uniti d'America), con Alicia Vikander, Richard Armitage
Ghost in the shell: Virtual reality diver, regia di Higashi Hiroaki (Giappone)
Isle of dogs: Behind the scenes (in virtual reality), regia di Paul Raphaël, Félix Lajeunesse (Canada, Gran Bretagna, Stati Uniti d'America), con Bryan Cranston, Bill Murray, Edward Norton, Liev Schreiber, Jeff Goldblum, Scarlett Johansson, Tilda Swinton, Bob Balaban
Kekkon yubiwa monogatary VR (Tales of wedding rings), regia di Sou Kaei (Giappone)
In the cave, regia di Ivan Gergolet (Italia)
Elegy, regia di Marc Guidoni (Francia)
Metro veinte: Cita ciega, regia di Maria Belen Poncio (Argentina)
Selyatagi (Floodplain), regia di Deniz Tortum (Turchia)






SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA
In concorso

The Roundup, regia di Hajooj Kuka (Sudan, Sudafrica, Qatar, Germania)
Adam & Evelyne, regia di Andreas Goldstein (Germania)
Blonde Animals, regia di Alexia Walther e Maxime Matray (Francia)
Still Recording, regia di Saaed Al Batal e Ghiath Ayoub (Siria, Libano, Qatar, Francia)
M, regia di Anna Eriksson (Finlandia)
Saremo giovani e bellissimi, regia di Letizia Lamartire (Italia)
You Have the Night, regia di Ivan Salatic (Montenegro, Serbia)

Eventi speciali fuori concorso

Tumbbad, regia di Rahi Anil Barve e Adesh Prasad (India, Svezia)
Dachra, regia di Abdelhamid Bouchnak (Tunisia)

GIORNATE DEGLI AUTORI
In concorso

Les tombeaux sans noms, regia di Rithy Panh (Francia, Cambogia)
C'est ça l'amour, regia di Claire Burger (Francia)
Continuer, regia di Joachim Lafosse (Belgio, Francia)
Domingo, regia di Clara Linhart e Felipe Barbosa (Brasile, Francia)
Joy, regia di Sudabeh Mortezai (Austria)
José, regia di Li Cheng (Guatemala)
Mafax, regia di Bassam Jarbawi (Palestina, Stati Uniti d'America, Qatar)
Pearl, regia di Elisa Amiel (Svizzera, Francia)
Ricordi?, regia di Valerio Mieli (Italia, Francia)
Three Adventures of Brooke, regia di Yuan Qing (Cina, Malaysia)
Ville Neuve, regia di Felix Oufour-Laperrière (Canada)
Emma Peeters, regia di Nicole Palo (Belgio, Canada)

MIU MIU WOMEN'S TALES

Hello Apartment, regia di Dakota Fanning (Italia, Stati Uniti d'America)
The Wedding Singer's Daughter, regia di Haifaa Al-Mansour (Italia, Stati Uniti d'America)

EVENTI SPECIALI

As We Were Tuna, regia di Francesco Zizola
Dead Women Walking, regia di Hagar Ben-Asher (Stati Uniti d'America)
Goodbye Marilyn, regia di Maria Di Razza (Italia)
Happy Lamento, regia di Alexander Kluge (Germania)
Il bene mio, regia di Pippo Mezzapesa (Italia)
The Ghost of Peter Sellers, regia di Peter Medak (Cipro)
Why Are We Creative?, regia di Hermann Vaske (Germania)

NOTTI VENEZIANE

One Ocean, regia di Anne de Carbuccia (Italia)
I villani, regia di Danieli De Michele (Italia)
L'unica lezione, regia di Peter Marcias (Italia)
Il teatro al lavoro, regia di Massimiliano Pacifico (Italia)

PREMIO LUX

Kona fer í stríð, regia di Benedikt Erlingsson (Islanda, Francia, Ucraina)
Styx, regia di Wolfgang Fischer (Germania, Austria)
Druga strana svega, regia di Mila Turajilić (Serbia, Francia, Qatar)

VENEZIA CLASSICI

Adieu Philippine, regia di Jacques Rozier (Francia, 1962)
L'ascesa (Voskhozhdeniye), regia di Larisa Shepitko (URSS, 1976)
Khesht va Ayeneh, regia di Ebrahim Golestan (Iran,1965)
Morte a Venezia, regia di Luchino Visconti (Italia, Francia, Stati Uniti d'America, 1971)
Il posto, regia di Ermanno Olmi (Italia, 1962)
I gangsters (The Killers), regia di Robert Siodmak (Stati Uniti d'America, 1946)
Contratto per uccidere (The Killers), regia di Don Siegel (Stati Uniti d'America, 1964)
L'anno scorso a Marienbad (L'Année dernière à Marienbad), regia di Alain Resnais (Francia, 1961)
La volpe folle (Koiya koi nasuna koi), regia di Tomu Uchida (Giappone, 1962)
La città nuda (The Naked City), regia di Jules Dassin (Stati Uniti d'America, 1948)
La notte di San Lorenzo, regia dei fratelli Taviani (Italia, 1982)
Il portiere di notte, regia di Liliana Cavani (Italia, 1974)
Nulla sul serio (Nothing Sacred), regia di William A. Wellman (Stati Uniti d'America, 1937)
El lugar sin límites, regia di Arturo Ripstein (Messico, 1978)
A qualcuno piace caldo (Some Like It Hot), regia di Billy Wilder (Stati Uniti d'America, 1959)
La strada della vergogna (赤線地帯, Akasen chitai), regia di Kenji Mizoguchi (Giappone, 1956)
Essi vivono (They Live), regia di John Carpenter (Stati Uniti d'America, 1988)

DOCUMENTARI

The Great Buster, regia di Peter Bogdanovich (Stati Uniti d'America)
Women Making Films: A New Road Movie Through Cinema, regia di Mark Cousins (Regno Unito)
Humberto Mauro, regia di André Di Mauro (Brasile)
Living The Light - Robby Muller, regia di Claire Pijman (Paesi Bassi, Germania)
24/25 il fotogramma in più, regia di Giancarlo Rolandi e Federico Pontiggia (Italia)
Nice Girls Don't Stay For Breakfast, regia di Bruce Weber (Stati Uniti d'America)
Friedkin Uncut, regia di Francesco Zippel (Italia)




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