CINEMA A BOMBA!

mercoledì 8 ottobre 2025

GLI INEDITI: NIGHT MOVES, SE LA DIGA DILAGA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2013
113'
Regia: Kelly Reichardt
Interpreti: Jesse Eisenberg, Peter Sarsgaard, Dakota Fanning, James LeGros.


Un trio di ambientalisti radicali si incontra per progettare e compiere un'azione di sabotaggio: l'obiettivo è far saltare in aria una diga che sta danneggiando l'ecosistema.

Il gruppo compra così una barca e del fertilizzante per assemblare una bomba artigianale, ma le cose non vanno esattamente come avevano immaginato...


Questo è uno di quei casi in cui è lecito dubitare dell'effettiva competenza dei distributori cinematografici italiani.

Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2013, Night Moves non è mai uscito nelle nostre sale, rimanendo un inedito non facilmente fruibile neppure in versione originale sulle piattaforme di streaming.

Inspiegabile, specie considerato che tratta temi - l'ecologismo militante, la salvaguardia di ambiente e paesaggio, l'acqua come bene pubblico... - decisamente attuali in quegli anni (anche adesso, a dire il vero).

La regista adotta un approccio piuttosto distaccato, prediligendo la dimensione umana a quella ideologica.
Prima ancora che una parabola morale, è uno studio di personaggi, tre "ribelli con una causa" la cui etica senza compromessi li porta a compiere azioni estreme.

Del trio protagonista i più bravi sono Sarsgaard (futuro vincitore della Coppa Volpi dieci anni dopo) e Fanning (vista in La Tela di Carlotta e succesivamente in C'era una Volta... a Hollywood).

Eisenberg (To Rome with Love, Batman v Superman) appare invece un po' fuori parte in un ruolo più adatto, ad esempio, a Paul Dano (l'Enigmista di The Batman), mentre in una particina si rivede anche James LeGros (era uno dei surfisti-rapinatori di Point Break, ricordate?).

Cupo, ma non pessimista, con un finale aperto che lascia spazio al dibattito, Night Moves sembra un adattamento non ufficiale di The Monkeywrench Gang di Edward Abbey (storico romanzo di propaganda "verde" degli anni 70) o una versione fiction del documentario If a Tree Falls.

Un film da vedere - anche in scuole (superiori) e università - e di cui discutere, non da relegare a festival e home video.


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giovedì 30 gennaio 2025

A COMPLETE UNKNOWN, BOB DYLAN DA PROFETA A GIUDA

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2024
140'
Regia: James Mangold
Interpreti: Timothée Chalamet, Edward Norton, Monica Barbaro, Elle Fanning, Dan Fogler, Boyd Holbrook.


Si racconta la prima parte della carriera di Bob Dylan, all'inizio degli anni 60: dagli esordi folk nel Greenwich Village, passando per la rapidissima ascesa a (riluttante) "voce di una generazione", fino alla controversa svolta rock di Newport che divise i suoi fan.

In mezzo ci sono le sue burrascose relazioni: con colleghi, manager, ragazze (l'italoamericana Suze Rotolo, che qui si chiama Sylvie Russo, e la cantautrice Joan Baez) e il proprio pubblico.


A James Mangold devono piacere i biopic sui musicisti famosi: anni fa girò Walk the Line su Johnny Cash, stavolta ha alzato il tiro occupandosi addirittura di un mostro sacro come Bob Dylan.
Cash - amico di Dylan - compare anche qui, ma anziché dal premio Oscar Joaquin Phoenix stavolta è interpretato - piuttosto bene - da Boyd Holbrook.

L'attore di The Sandman non è l'unico a meritare elogi: complici trucco e costumi, l'abilità mimetica del cast è stupefacente.
E se le interpreti femminili - per quanto brave - in verità non assomigliano moltissimo alle loro controparti reali (specie Fanning/Rotolo), Norton nei panni di Pete Seeger e Chalamet come Dylan lasciano a bocca aperta.

Il protagonista di Dune e Wonka non solo ha una buona somiglianza con Bob da giovane, ma si capisce che lo ha studiato a fondo: imita alla perfezione il suo modo di parlare e camminare, la sua postura, le sue espressioni facciali.
E canta esattamente come lui.

Qui sta il bello: gli attori nel film non solo cantano davvero, ma riecono pure a farlo copiando lo stile vocale dei personaggi!
Le canzoni, benché in versioni un po' scorciate, vengono proposte per intero e sono così frequenti che la pellicola potrebbe quasi essere catalogata come un musical.

Il regista di Logan e di Indiana Jones 5, anche co-sceneggiatore, si concentra sulla parte personale e artistica di Bob, trascurando quella socio-politica: si vede il protagonista diventare il riferimento della scena folk, ma non - come nella realtà - anche del contiguo movimento dei diritti civili.

Grazie anche ad un'accurata ricostruzione storica (ottimi costumi e scenografie), ci troviamo di fronte a uno dei film dell'anno, con un Chamalet magistrale che ha già le mani sull'Oscar, al netto della proverbiale miopia dell'Academy.

Rimane intatto il "mistero Dylan" che il film non cerca neppure di scalfire molto: un personaggio contraddittorio ed enigmatico, amato e odiato in maniera altrettanto esagerata, capace però col proprio genio compositivo di cambiare la storia della musica (e non solo: è l'unica persona ad aver vinto il premio Oscar, il premio Pulitzer e persino il premio Nobel alla letteratura!).

Un uomo che, nonostante la fama e il valore del proprio contributo artistico, per il grande pubblico risulta ancora oggi - come esplicitato dal titolo - "un completo sconosciuto".


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