CINEMA A BOMBA!

venerdì 27 febbraio 2026

OSCAR 2026. NOMINATION: FILM E REGIA

Dall'alto: Steven Spielberg con la collega Chloé Zhao; P.T. Anderson dirige Leonardo diCaprio; Ryan Coogler (a destra) sul set de I Peccatori.


Ci sono anni in cui la Notte delle Stelle regala sorprese (a volte non proprio gradite) e altri in cui il verdetto è praticamente scontato.
Il 2026 sembra appartenere al secondo caso.

Tutto fa credere che Una Battaglia dopo l'Altra - "magnum opus" di P.T. Anderson, degno erede di Robert Altman - non avrà problemi ad aggiudicarsi né l'Oscar per il miglior film né quello per la miglior regia, ma la concorrenza rimane agguerrita.

I Peccatori è stato un caso, avendo diviso nettamente la critica tra estimatori adoranti e severi detrattori, terzium non datur.
Resta difficile immaginare che l'Academy voglia incensare un horror in costume con più di qualche debito da Dal Tramonto all'Alba.

Hamnet è un drammone sulla vita di William Shakespeare con regista l'oscarizzata Chloé Zhao, oltre a Sam Mendes (American Beauty, Spectre) e il mitico Steven Spielberg come produttori.
Troppa grazia: basterà a convincere i giurati?

Gli altri concorrenti paiono avere meno chance, dal Frankenstein targato Guillermo del Toro (niente nomina alla regia, sul serio?) allo sportivo Marty Supreme diretto dal cineasta indie Josh Safdie (fratello di quel Bennie Safdie che avevamo visto l'estate scorsa come cattivo di Un Tipo Imprevedibile 2).

Non resta che provare a scommettere - senza soldi, eh - su chi vincerà il 15 marzo, ricordandovi che il prossimo post è... proprio quello con i nostri pronostici!
Nel frattempo, leggete qui sotto i candidati di queste ultime categorie e cliccate sui link per approfondire un po'.


Miglior film
Bugonia, prodotto da Ed Guiney, Lars Knudsen, Yorgos Lanthimos, Andrew Lowe ed Emma Stone
F1-Il film, prodotto da Jerry Bruckheimer, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Joseph Kosinski, Chad Oman e Brad Pitt
Frankenstein, prodotto da J. Miles Dale, Guillermo del Toro e Scott Stuber
Hamnet, prodotto da Nicolas Gonda, Pippa Harris, Liza Marshall, Sam Mendes e Steven Spielberg
Marty Supreme, prodotto da Eli Bush, Ronald Bronstein, Timothée Chalamet, Anthony Katagas e Josh Safdie
Una Battaglia dopo l'Altra, prodotto da Paul Thomas Anderson, Sara Murphy e Adam Somner
L'Agente Segreto, prodotto da Emilie Lesclaux
Sentimental Value, prodotto da Maria Ekerhovd e Andrea Berentsen Ottmar
I Peccatori (Sinners), prodotto da Ryan Coogler, Zinzi Coogler e Sev Ohanian
Train Dreams, prodotto da Michael Heimler, Will Janowitz, Marissa McMahon, Ashley Schlaifer e Teddy Schwarzman

Miglior regista
Paul Thomas Anderson – Una Battaglia dopo l'Altra
Ryan Coogler – I Peccatori
Josh Safdie – Marty Supreme
Joachim Trier – Sentimental Value
Chloé Zhao – Hamnet


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martedì 9 settembre 2025

VENEZIA 2025. MA IL CORAGGIO DOV'È?

(Dall'alto: Jim Jarmusch con la Palma d'Oro; la regista Kawthar ibn Haniyya mentre mostra la foto della piccola Hind Rajab; Werner Herzog premiato alla carriera dal collega Francis Ford Coppola)


Alla fine, il Leone d'Oro della 82a Mostra del Cinema di Venezia è andato a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch (qui trovate l'elenco completo dei vincitori).

L'autore di Daunbailò, Mystery Train e The Limits of Control ha realizzato una dramedy in 3 atti girata tra New Jersey, Dublino e Parigi, che ha conquistato la Giuria capitanata dal collega Alexander Payne (quello di The Descendants, Golden Globe nel 2012).

Un cineasta americano indie che premia un cineasta americano indie... non sembra proprio essere una coincidenza, considerando che anche il Leone d'Argento per la miglior regia è stato assegnato ad un cineasta americano indie (Benny Sadfie per The Smashing Machine).

A farne sostanzialmente le spese è stata la pellicola favorita alla vigilia: Ṣawt al-Hind Rajab (letteralmente: "la voce di Hind Rajab") della regista tunisina Kawthar ibn Haniyya, che documenta l'omicidio di una bambina palestinese di 5 anni da parte dell'esercito israeliano nei primi mesi dell'invasione della Striscia di Gaza.

Un'opera forte, che si avvale della registrazione originale della bimba quando - intrappolata in auto con la cugina - chiamò gli operatori della Croce Rossa, che non poterono però far nulla per impedire l'uccisione della piccola e della sua intera famiglia (papà, mamma e tre fratelli).
Al film è andato il Gran Premio della Giuria: un po' poco.

Possono invece ritenersi soddisfatti i padroni di casa: l'Italia ha ottenuto ben 2 riconoscimenti, la Coppa Volpi al solito Toni Servillo (con La Grazia, del solito Paolo Sorrentino) e il Premio speciale della Giuria per Sotto le Nuvole di Gianfranco Rosi (documentarista che aveva già vinto il Leone d'Oro nel 2013, come ricorderete).

Tornano in patria con le pive nel sacco tanto Jay Kelly (con l'inedito duetto tra George Clooney e Adam Sandler) quanto Il Mago del Cremlino di Olivier Assayas (con un sulfureo Jude Law in versione Vladimir Putin), ma soprattutto due pellicole che avevano raccolto i favori della critica.

Guillermo del Toro col suo Frankenstein e l'acclamatissima Kathryn Bigelow con l'apocalittico A House of Dynamite sono i grandi delusi della kermesse, ma chissà che non si prendano una rivincita ai prossimi Oscar.

In definitiva, questa edizione della Mostra verrà ricordata per le scelte non esattamente felici della Giuria e per le polemiche da esse scaturite, con i contestatori che ora accusano Payne e compagnia - tra i giurati anche l'italiana Maura Delpero - di non aver avuto il fegato di condannare Israele.

Qualcuno dirà che non vanno messe insieme arte e politica; d'accordo, ma arte e coraggio sì.
E quest'ultimo davvero non si è visto.


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domenica 7 settembre 2025

VENEZIA 2025. I VINCITORI

Un serissimo Jim Jarmush col Leone d'Oro. 


Jim Jarmusch con Father Mother Sister Brother ha vinto l'edizione numero 82 della Mostra del Cinema di Venezia.

La Giuria, presieduta del regista americano indie Alexander Payne (Paradiso Amaro), ha dunque premiato un altro regista americano indie.

Regista americano indie - coincidenza? - anche Benny Safdie (Diamanti Grezzi), premiato per il biopic sportivo The Smashing Machine.

L'Italia può festeggiare con la Coppa Volpi a Toni Servillo e il premio speciale della Giuria a Gianfranco Rosi.

Prossimamente arriverà il nostro consueto post di commento, nel frattempo leggete qui sotto l'elenco dei vincitori principali!


Leone d'oro al miglior film: Father Mother Sister Brother, regia di Jim Jarmusch
Leone d'argento (miglior regia): Benny Safdie per The Smashing Machine
Leone d'argento (Gran premio della Giuria): Ṣawt al-Hind Rajab, regia di Kawthar ibn Haniyya
Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Xin Zhilei per Rì guà zhōngtiān
Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Toni Servillo per La Grazia
Leone d'argento per la migliore sceneggiatura: Valérie Donzelli e Gilles Marchand per À pied d'œuvre
Premio speciale della Giuria: Sotto le Nuvole, regia di Gianfranco Rosi
Premio Marcello Mastroianni: Luna Wedler per Stille Freundin


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