CINEMA A BOMBA!

giovedì 22 gennaio 2026

STRANGER THINGS-THE FINALE, CONTATE FINO A UNDICI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2026
128'
Regia: The Duffer Brothers
Interpreti: Millie Bobbie Brown, Sadie Sink, Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Noah Schnapp, Jamie Campbell Bower, Natalia Dyer, Charlie Heaton, Joe Keery, Maya Hawke, Winona Ryder, David Harbour, Linda Hamilton.


Autunno 1987: Eleven (Brown) e i suoi amici sono alla resa dei conti col mostruoso Vecna (Bowen), ma a complicare le cose ci sono gli stolti militari guidati dalla dottoressa Kay (Hamilton).
Riusciranno i nostri eroi a salvare il mondo?


Se vi state chiedendo perché stiamo recensendo il finale di una serie tv su un blog che si chiama CINEMA A BOMBA, sappiate che quest'ultima puntata è stata proiettata eccezionalmente sul grande schermo (negli USA e in Canada), rendendola di fatto la prima e unica pellicola di Stranger Things.

Lo spettatore occasionale potrebbe avere qualche problema a seguire l'intreccio, essendo questo sviluppatosi nel corso di 5 stagioni spalmate in quasi 10 anni, ma per i fan della prima ora è un appuntamento imperdibile e una degna chiusura del cerchio (al netto di qualche polemica montata ad arte per alimentare l'hype).

ST si conferma il serial nostalgico per eccellenza: è di fatto un unico, lungo omaggio agli anni 80 e alla cultura pop di quel decennio; una ghiottoneria per i cinefili che possono sbizzarrirsi ad individuare tutti i riferimenti, le citazioni, gli ammiccamenti più o meno nascosti.

Può piacere o meno, ma è indubbio che si tratti dell'esempio più puro di post-modernismo manierista contemporaneo.

La sorte di uno dei protagonisti è sufficientemente ambigua da lasciare la porta aperta ad un eventuale seguito (improbabile, non impossibile), ma nel complesso la conclusione - per quanto prevedibile - può soddisfare anche il palato del fan più esigente.
E chi non si commuove durante la scena finale nello scantinato forse ha avuto un'infanzia infelice.

Che ne sarà dei giovani attori cresciuti letteralmente sotto i nostri occhi in questi anni?
Di Millie Bobby Brown (alias Enola Holmes) e Sadie Sink (la ricordate in All Too Well?) facilmente sentiremo ancora ancora parlare; scommetteremmo anche su Maya Hawke e Joe Keery, meno sugli altri (compreso Finn Wolfhard, Ghostbusters a parte).

Dal canto loro i fratelli Duffer, forti di aver confezionato il miglior prodotto dell'éra Netflix, sono pronti a fare il salto dal piccolo schermo alle grandi sale.
Quanto passerà prima di vedere la loro firma su qualche blockbuster hollywoodiano?

È iniziato il conto alla rovescia.
A partire da... 11.


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sabato 26 agosto 2023

I DOC: MISS AMERICANA, A PROPOSITO DI TAYLOR

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2020
85'
Regia: Lana Wilson
Con: Taylor Swift, Jack Antonoff, Joe Alwyn, Dixie Chicks, Brandon Urie, Tom Hiddleston, Kanye West, Donald Trump.


Taylor Swift è probabilmente l'artista - anzi, la donna - americana più influente e di successo dell'ultimo ventennio.
Unica cantante nella storia ad aver venduto oltre un milione di copie per 5 dei suoi album solo nel proprio paese, detiene il record globale di streaming su Spotify, oltre a 12 Grammy, innumerevoli altri premi e - attualmente - 101 menzioni nel Guinness dei Primati.

Ovvio che prima o poi qualcuno le dedicasse un documentario: Miss Americana (titolo preso in prestito da una delle sue canzoni) ripercorre le tappe principali della carriera della bionda cantautrice, dagli esordi country quando era ancora adolescente fino all'anno prima della Pandemia, soffermandosi in particolare sul biennio 2018-2019.

Sorvolando (fortunatamente) quasi del tutto sulle sue gossipatissime relazioni sentimentali (tra i suoi numerosi e brevi flirt ce n'è stato uno anche con l'attore inglese Tom Hiddleston, il Loki degli Avengers), la regista Wilson è riuscita a offrire un ritratto intimo e delicato di Taylor, bilanciando la sua sfera privata con la sua attività musicale in maniera più efficace di altri docufilm simili come Life in Pink.

Ne emerge l'immagine di una ragazza fragile e determinata, insicura e sincera, capace di sfidare tanto l'establishment discografico quanto l'allora presidente Trump.
Una giovane donna che non si spaventa né di prendere posizione a favore dei diritti civili - in un mondo dove esprimere le proprie idee politiche può compromettere seriamente una carriera - né di parlare dei propri problemi personali.

I disturbi alimentari, il processo per molestie (vinto il primo dopo aver subìto le seconde), la pressione dei media, gli insulti sessisti del web e di alcuni colleghi famosi (tipo il volgare rapper Kanye West), la difficoltà di farsi strada - come donna e come musicista - in un ambiente ancora fortemente patriarcale: tutti ostacoli che Swift ha superato grazie al proprio carattere e sopratutto al proprio songwriting.

Le sue canzoni diventano quindi una valvola di sfogo, il proprio diario personale che la nostra canta con accorato trasporto, accompagnata da folle di fan adoranti che conoscono a memoria ogni singolo verso e lo gridano a squarciagola insieme a lei, in una sorta di rito catartico collettivo.

È il punto di forza di un'artista dalle molte sfaccettature, capace di spaziare - con ottimi risultati, peraltro - anche in altri campi, come la regia cinematografica: (ri)vedasi il cortometraggio All Too Well.

Miss Americana non offre - questo è il limite di tutte le monografie - un ritratto completo di Taylor Swift, ma è sufficientemente esauriente sia per chi vorrebbe conoscere questo affascinante personaggio sia per gli "swifties" più devoti.


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sabato 20 novembre 2021

I CORTI: ALL TOO WELL, KANYE CHE ABBAIA NON MORDE

(Clicca sulla locandina per vedere il corto). 

USA, 2021
15'
Regia: Taylor Swift
Interpreti: Sadie Sink, Dylan O'Brien, Shawn Levy, Jake Lyon, Taylor Swift.


La storia di due giovani attraverso le varie fasi di un rapporto di coppia: innamoramento, appagamento, crisi, separazione, rimpianto.

Taylor Swift, la cantautrice più in voga dell'ultimo quindicennio, ha esordito nella settima arte e ha fatto di nuovo centro.

Alla faccia tua, Kanye West!



Il Sig. Kardashian, acerrimo nemico della bionda collega, in questo momento sta probabilmente abbaiando al vento: All Too Well è stato accolto positivamente da pubblico e critica alla "prima" di New York.

Adattamento visivo di una canzone che la neo-regista incise nel 2012 per il suo album Red, ri-registrata per l'occasione in una versione estesa (10 minuti), questo cortometraggio musicale si dice sia stato ispirato dalla relazione della stessa Swift con l'attore Jake Gyllenhaal (quello di Animali Notturni e Spider-Man: Far From Home), ma questa voce non è mai stata confermata.

Girato "all'antica", su pellicola (Kodak 35mm e Vision3 Film), è un break-up tale sul modello di lungometraggi come il bellissimo The Disappearance of Eleanor Rigby o l'oscarizzato Storia di un Matrimonio: intenso e strappalacrime, può piacere assai agli spettatori molto romantici o molto depressi.

Taylor si è affidata a due interpreti di fama televisiva: Sink ha avuto un ruolo di supporto in Stranger Things, O'Brien era il co-protagonista di Teen Wolf insieme al "cantattore" Tyler Posey.
Entrambi se la cavano piuttosto bene, specie la prima, e c'è da chiedersi quanta improvvisazione ci sia nella loro performance, data la naturalezza che trasmettono allo spettatore.

Alla fine resta la sensazione che questa bella e giovane cantante, che a livello musicale ha vinto ogni premio possibile (tra gli altri, 11 Grammy Awards e 49 Guinness World Records), potrebbe avere un futuro radioso anche nel cinema.
A quando un lungometraggio firmato Taylor Swift?



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