CINEMA A BOMBA!

venerdì 2 maggio 2025

GLI INEDITI: GOOD MOURNING, STRAFUMATI ON THE ROCK

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
93'
Regia: Machine Gun Kelly, Mod Sun
Interpreti: Machine Gun Kelly, Mod Sun, Megan Fox, Becky G, Dove Cameron, Danny Trejo, Dennis Rodman, Avril Lavigne.


L'attore London Clash (MGK) - un chiaro omaggio al leggendario gruppo inglese guidato da Joe Strummer - è in lizza per un ruolo nel prossimo film di Batman.

Ma un ambiguo sms arrivatogli dalla propria fidanzata (Becky G) metterà in moto una serie di eventi che metterà a rischio il loro rapporto e la di lui carriera...


Avete presente MGK e Mod Sun?
Il primo (al secolo Colson Baker) è uno dei cantanti di maggior successo degli ultimi anni e abbiamo già recensito un documentario su di lui; il secondo (vero nome Derek Smith) è il suo miglior amico e 2/3 della nostra Redazione è andata a vederlo in concerto un paio di anni fa...

I due punk-rapper hanno anche l'ambizione di fare cinema: qualche anno fa avevano realizzato il cortometraggio Downfalls High (il cui principale merito è stato quello di aver lanciato l'attrice Sydney Sweeney), ma è questo il loro esordio ufficiale come registi e sceneggiatori.

Buona la prima?
Non proprio: su Rotten Tomatoes - popolare aggregatore online di recensioni - detiene una strabiliante percentuale dello 0% ed è stato pure "premiato" per la peggior regia ai Golden Raspberry Awards (delle specie di premi Oscar al contrario, assegnati ai film più brutti dell'anno).

In effetti il lungometraggio, che nelle intenzioni degli autori voleva probabilmente essere una commedia degli equivoci, sembra un film di Cheech & Chong in salsa punk-rock e fuori tempo massimo.
La "comicità" dello script e la sua esecuzione sono talmente grossolane che il tutto pare uno sketch stirato per un'ora e mezza.

Lo spunto di partenza è dichiaratamente ispirato ad un incidente realmente accaduto a Baker, ma questo non lo rende né più vero né più interessante.
Tutte le persone coinvolte nel progetto sembrano essersi divertite a girarlo, ma l'euforia non arriva allo spettatore.

L'unico elemento di curiosità potrebbe risiedere nei numerosi cammei, ma la statuaria Megan Fox (Transformers, Tartarughe Ninja) e la popstar canadese Avril Lavigne compaiono solo in quanto compagne dei due improvvisati registi.
Si segnala anche l'apparizione di Dove Cameron, attuale fidanzata dell'italico Damiano David dei Manekskin.

Tutto il resto è una stoner comedy con l'accento sul primo termine, spessa come la carta velina e facilmente dimenticabile.
Un po' poco, anche per i fan più accaniti.


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sabato 26 agosto 2023

I DOC: MISS AMERICANA, A PROPOSITO DI TAYLOR

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2020
85'
Regia: Lana Wilson
Con: Taylor Swift, Jack Antonoff, Joe Alwyn, Dixie Chicks, Brandon Urie, Tom Hiddleston, Kanye West, Donald Trump.


Taylor Swift è probabilmente l'artista - anzi, la donna - americana più influente e di successo dell'ultimo ventennio.
Unica cantante nella storia ad aver venduto oltre un milione di copie per 5 dei suoi album solo nel proprio paese, detiene il record globale di streaming su Spotify, oltre a 12 Grammy, innumerevoli altri premi e - attualmente - 101 menzioni nel Guinness dei Primati.

Ovvio che prima o poi qualcuno le dedicasse un documentario: Miss Americana (titolo preso in prestito da una delle sue canzoni) ripercorre le tappe principali della carriera della bionda cantautrice, dagli esordi country quando era ancora adolescente fino all'anno prima della Pandemia, soffermandosi in particolare sul biennio 2018-2019.

Sorvolando (fortunatamente) quasi del tutto sulle sue gossipatissime relazioni sentimentali (tra i suoi numerosi e brevi flirt ce n'è stato uno anche con l'attore inglese Tom Hiddleston, il Loki degli Avengers), la regista Wilson è riuscita a offrire un ritratto intimo e delicato di Taylor, bilanciando la sua sfera privata con la sua attività musicale in maniera più efficace di altri docufilm simili come Life in Pink.

Ne emerge l'immagine di una ragazza fragile e determinata, insicura e sincera, capace di sfidare tanto l'establishment discografico quanto l'allora presidente Trump.
Una giovane donna che non si spaventa né di prendere posizione a favore dei diritti civili - in un mondo dove esprimere le proprie idee politiche può compromettere seriamente una carriera - né di parlare dei propri problemi personali.

I disturbi alimentari, il processo per molestie (vinto il primo dopo aver subìto le seconde), la pressione dei media, gli insulti sessisti del web e di alcuni colleghi famosi (tipo il volgare rapper Kanye West), la difficoltà di farsi strada - come donna e come musicista - in un ambiente ancora fortemente patriarcale: tutti ostacoli che Swift ha superato grazie al proprio carattere e sopratutto al proprio songwriting.

Le sue canzoni diventano quindi una valvola di sfogo, il proprio diario personale che la nostra canta con accorato trasporto, accompagnata da folle di fan adoranti che conoscono a memoria ogni singolo verso e lo gridano a squarciagola insieme a lei, in una sorta di rito catartico collettivo.

È il punto di forza di un'artista dalle molte sfaccettature, capace di spaziare - con ottimi risultati, peraltro - anche in altri campi, come la regia cinematografica: (ri)vedasi il cortometraggio All Too Well.

Miss Americana non offre - questo è il limite di tutte le monografie - un ritratto completo di Taylor Swift, ma è sufficientemente esauriente sia per chi vorrebbe conoscere questo affascinante personaggio sia per gli "swifties" più devoti.


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venerdì 9 giugno 2023

I DOC: LIFE IN PINK, STORIA DELL' ULTIMO PUNK

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USA, 2022
101'
Regia: Sam Cahill
Con: Machine Gun Kelly, Casie Baker, Megan Fox, Travis Barker, Halsey, Trippie Redd, Jxdn, Mod Sun.


Machine Gun Kelly (al secolo Colson Baker) è un rapper bianco di Cleveland che qualche anno fa, folgorato dal pop-punk sulla via di Los Angeles, ha cambiato genere musicale e ottenuto uno strabiliante successo commerciale.

Musicista che non disdegna qualche incursione nel mondo del cinema (tra le altre cose, è stato il co-regista di Downfalls High), MGK ha realizzato in tempi recenti due album assai influenti: Tickets to my Downfall (2020) e Mainstream Sellout (2022), entrambi tanto adorati dai suoi fan quanto odiati dai critici.

Life in Pink si concentra proprio su questi ultimi anni, seguendo incessantemente il suo protagonista e cercando di trovare un equilibrio tra la sua immagine pubblica e quella privata.
Con poche eccezioni - la figlia pre-adolescente Casie, il produttore/mentore Travis Barker (batterista degli storici Blink-182) e qualche membro del suo entourage - non viene intervistato nessun'altro oltre a lui.

L'obiettivo del regista è probabilmente quello di far emergere Kells come una figura fragile e insicura, sincera e simpatetica.
Il risultato è però un po' agiografico e vagamente contraddittorio: fa piacere ad esempio che il nostro affermi di aver smesso con le droghe, però poi lo si vede fumare o bere drink - analcolici? - in quasi ogni scena.

In termini tecnici, specie per ciò che concerne montaggio e aspetto visivo, Cahill - videomaker piuttosto quotato - se la cava bene, ma al suo documentario avrebbero giovato un po' di concisione e qualche punto di vista più esterno.
Molti colleghi di Colson sono solo comparse e persino la sua (ex?) fidanzata - la bellissima attrice Megan Fox, ossia April dell'ultimo dittico delle Tartarughe Ninja - rimane sullo sfondo.

Trattasi di un documentario che è sostanzialmente una predica ai convertiti: non aggiunge nulla di nuovo né all'immagine né alla storia del suo soggetto.
Per capire l'influenza avuta sulla scena rock degli ultimi anni da Machine Gun Kelly e dalla sua svolta punk, è più utile ascoltare i suoi album che vedere questo film.


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