CINEMA A BOMBA!

mercoledì 6 agosto 2025

I FANTASTICI QUATTRO-GLI INIZI, NON C'È DUE SENZA... QUATTRO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2025
114'
Regia: Matt Shakman
Interpreti: Pedro Pascal, Vanessa Kirby, Joseph Quinn, Ebon Moss-Bachrach, Julia Garner, Ralph Inerson, Paul Walter Hauser, Robert Downey Jr. (non accreditato)


In un universo retro-futuristico che sembra una versione steampunk degli anni 60, i Fantastici Quattro sono gli idoli dell'umanità.
Reed "Mr. Fantastic" (Pascal) e Susan "la Donna Invisibile" (Kirby) stanno per avere un bambino: Johnny "la Torcia Umana" (Quinn), fratello della futura mamma, e Ben "la Cosa" (Moss-Bachrach), bestie del futuro papà, condividono con loro la gioia per il nuovo arrivo.

L'idillio è interrotto da Silver Surfer (Garner), aliena metallica che arriva sulla Terra per annunciarne la distruzione prossima ventura ad opera del suo padrone, il gigantesco e famelico Galactus (Inerson).
Come possono affrontarlo i nostri eroi? E soprattutto: che cosa sono disposti a fare per salvare il mondo?


Quello dei Fantastici 4 è uno dei fumetti più vecchi della cosiddetta Casa delle Idee e in questa monografia avevamo già parlato dei tre precedenti adattamenti cinematografici.
A 20 anni esatti dal primo e a 10 anni esatti dall'ultimo, è finalmente uscita la versione che si suppone definitiva, la prima a fare parte dell'ufficiale Marvel Cinematic Universe.

Era ora, considerato che il MCU esiste dal 2008, e meno male, trattandosi di uno dei migliori capitoli recenti della serie.
A parte quella parentesi sui generis che è stata Deadpool & Wolverine l'estate scorsa, quello che vi stiamo recensendo è il miglior lungometraggio Marvel degli ultimi tre anni, ossia dai tempi di Doctor Strange nel Multiverso della Follia.

Il merito risiede nella fedeltà ai personaggi (l'unica eccezione è il gender-switch di Silver Surfer: non necessario, ma sensato ai fini della trama), in un'ambientazione accattivante (costumi e scenografie di alto livello) e in un cast ben scelto.

Pedro Pascal (The Mandalorian, Wonder Woman 1984) ritrova Joseph Quinn (Stranger Things) con cui aveva condiviso il set de Il Gladiatore II, ma è il secondo a rubare la scena.
La sua caratterizzazione di Johnny Storm, molto diversa da quella storica di Chris Evans, è la migliore del film.

Se la cavano bene anche Ebon Moss-Bachrach e Vanessa Kirby; soprattutto la seconda, che ricordiamo in Napoleon.
Nei ruoli più defilati, un Uomo Talpa in versione René Ferretti(!) strappa la risata più grassa, mentre delude il tanto strombazzato cammeo dell'ex Iron Man Robert Downey Jr. come Doctor Doom (a proposito: è la prima volta che viene rivelata in anticipo una scena mid/post-credits).

Gli Inizi - sfocata traduzione dell'originale First Steps, ossia "primi passi", che allude sia all'introduzione del quartetto nel MCU sia al figlio neonato di Reed e Susan - affronta temi impegnativi e alterna con intelligenza alleggerimenti umoristici e momenti drammatici (ma non tragici: è un film per famiglie).

In attesa di rivedere il gruppo nell'atteso e annunciato prossimo film degli Avengers (titolo ufficiale Avengers: Doomsday, che fa intendere chi sarà il nuovo cattivo dopo la fuoriuscita del ridicolo Kang di Ant-Man 3), possiamo affermare con sollievo: per questi Fantastici Quattro è buona la prima.


[PS: chi ama rimanere in sala fino all'ultimo sappia che al termine dei titoli di coda c'è una breve sequenza animata che abbiamo trovato piuttosto divertente, ma che ovviamente non sveliamo!]


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lunedì 29 maggio 2017

TWIN PEAKS-THE RETURN, LAURA VIVE (E LOTTA INSIEME A NOI)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
111'
Regia: David Lynch
Interpreti: Kyle MacLachlan, Mädchen Amick, Jennifer Jason Leigh, Richard Beymer, Michael Horse, Al Strobel, Carl Struycken, Ashley Judd, Matthew Lillard, David Patrick Kelly, Russ Tamblyn, Balthazar Getty, James Marshall, Grace Zabriskie, Catherine E. Coulson, Ray Wise, Sheryl Lee.


Chi l'avrebbe detto.
David Lynch ha negato per due decenni e mezzo di voler riprendere i personaggi e il mondo di Twin Peaks, poi ha ricontattato il co-creatore Mark Frost (sceneggiatore dei due film dei Fantastici Quattro), ha chiamato a raccolta tutti i membri del vecchio cast ancora in vita (hanno risposto all'appello in 39) e - con sorpresa unanime - ha annunciato la venuta dell'attesissima terza stagione.

La storia riprende esattamente 25 anni dopo a quando l'avevamo lasciata, con l'Agente Cooper (il grande MacLachlan, con qualche ruga e i capelli tinti) ancora intrappolato nella Loggia Nera e il suo sosia malvagio (sempre MacLachlan, ma con un look da rockettaro in pensione) a fare l'assassino a pagamento in giro per gli USA.

Per evitare spoiler si può aggiungere poco o nient'altro, anche perché la trama - come da tradizione lynchiana - è ingarbugliatissima e a tratti incomprensibile.
Basti dire che l'azione si svolge - questa è una delle novità principali - in più città e in più stati, quasi sempre al di fuori della cittadina che dà il titolo alla serie.

Ci sono, tra le altre cose: una scatola di vetro monitorata 24 ore su 24 da un sistema di telecamere, il ritrovamento del cadavere di una donna decapitata in un letto (un'auto-citazione del regista da Mulholland Drive?), un arbusto fluorescente che parla, il preside di una scuola accusato di un omicidio che ricorda solo di aver sognato, un essere mostruoso che vibra (?) e uccide contemporaneamente...






I primi due episodi finora trasmessi - gli stessi proiettati in questi giorni al Festival di Cannes - non hanno tra loro uno "stacco" evidente, sembrano semmai un unico lungometraggio di quasi 2 ore.
Lynch e Frost si sono infatti approcciati al copione pensandolo come un lungo film, dividendolo in capitoli solo in fase di post-produzione.

Il cineasta settantunenne, in particolare, si è prodigato come non mai: oltre ad aver diretto e scritto tutte le nuove puntate, figura anche come attore (prossimamente riprenderà il ruolo dell'eccentrico agente Gordon Cole), produttore, co-montatore e sound designer.
Come direttore di fotografia ha invece richiamato in servizio il "tenebroso" Peter Deming, già DP di due dei massimi capolavori del maestro di Missoula: Strade Perdute e il succitato Mulholland Drive.

La lunga attesa dei fan - 26 anni dalla fine della serie, 11 dall'ultima pellicola firmata dal regista (l'impegnativo INLAND EMPIRE) - è stata ben ripagata: King David è in splendida forma e The Return ripresenta quasi tutti gli elementi che hanno fatto grande Twin Peaks.
La componente gialla-misteriosa è ovviamente dominante, mentre quella comica-surreale rimane un po' in secondo piano; c'è pure una punta di erotismo che riporta al controverso film-prequel Fuoco Cammina con Me.

Il cast è ampio e ingloba molti volti nuovi, benché i più noti - quelli di Ashley Judd, già protagonista di Bug, e della candidata all'Oscar Jennifer Jason Leigh - appaiano molto fugacemente.
Tra le attrici storiche della serie, in grande spolvero soprattutto Laura Palmer in persona (ossia Sheryl Lee, che invece avevamo faticato a riconoscere in Texas Killing Field) e la sempreverde Mädchen Amick, che riprende nel finale i panni di Shelly.

I punti rimasti aperti in questi due episodi saranno forse risolti in quelli successivi; di certo l'aspettativa era molto alta e non è stata delusa.
Di più: questa serie è l'esempio definitivo di come non esistano più confini tra cinema e televisione.

Bentornato David.
Bentornato Twin Peaks.




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domenica 15 gennaio 2017

MARVEL. CAPITAN AMERICA, L'EROE CHE COMBATTE I BULLI

Dall'alto: Cap ne Il Primo Vendicatore, The Winter Soldier e Civil War.  


Steve Rogers è un ragazzo di corporatura esile che vorrebbe entrare nell'esercito per spirito di servizio e per una naturale antipatia verso i bulli.
Siamo durante la Seconda Guerra Mondiale e l'eco degli orrori del Nazismo in Europa è arrivata anche negli USA.

Un siero sperimentale lo rende un energumeno dotato di una forza straordinaria: da questo momento - vestito con un costume a stelle e strisce che lo copre da capo a piedi, e armato di uno scudo indistruttibile - il nostro diventa Capitan America, successivamente membro fondativo e leader degli Avengers.

Tra i personaggi storici della Marvel, Cap è di sicuro il più vecchio, uno dei pochi a essere stati sviluppati ma non ideati dal vulcanico Stan Lee (il personaggio è nato nei lontani anni 40 dalla fantasia di Joe Simon e Jack Kirby).

Controverso per il patriottismo ostentato e l'ideologia manichea, questo supersoldato non ha avuto vita facile né sulla carta stampata né sullo schermo (qualcuno ricorda un terribile film tv negli anni 80), almeno fino a pochi anni fa.

A livello prettamente fumettistico, l'unico che sia riuscito a rendere davvero interessante il personaggio è lo scrittore Fabian Nicieza (creatore di Deadpool e firma di prestigio degli X-Men), che insieme al disegnatore Kevin Maguire ne ha narrato le origini nella bella miniserie Avventure di Capitan America.

La storia non dev'essere sfuggita alla Paramount, che con i Marvel Studios ha messo in cantiere il primo vero lungometraggio dedicato al nostro eroe...






Captain America: Il Primo Vendicatore (2011)


Il trailer di Captain America: Il Primo Vendicatore.

Spudoratamente ispirata alla miniserie di Nicieza e Maguire (non accreditati), la pellicola è diretta da Joe Johnston (Jumanji, Jurassic Park III), un allievo di Steven Spielberg che anni fa aveva firmato un film per la Disney con ambientazione e atmosfere molto simili: The Rocketeer.

Inusuale la scelta del protagonista: anziché puntare su un attore di grido o su un volto "nuovo", la produzione affida il ruolo a Chris Evans, ex Torcia Umana nel dittico dedicato ai Fantastici 4.
Del cast fanno parte anche Tommy Lee Jones, Hayley Atwell, Sebastian Stan, Stanley Tucci e Hugo Weaving.

La storia segue le origini di Cap, da mingherlino a supersoldato, il legame con l'amico di infanzia Bucky, l'addestramento da parte dell'esercito e lo scontro con l'Hydra, organizzazione filo-nazista guidata dal temibile Teschio Rosso.

Nel ricalcare lo stile dei vecchi film di avventura, Il Primo Vendicatore risulta piuttosto godibile ed Evans si rivela perfetto per la parte.
Comparse eccellenti: Samuel L. Jackson nel ruolo di Nick Fury (lo rivedremo in Avengers) e Stan Lee in quello di un generale.


Captain America: The Winter Soldier (2014)


Il trailer di Captain America: The Winter Soldier.

Steve si è lentamente adattato a vivere nel presente ed è entrato a far parte degli Avengers, insieme ad Iron Man, Hulk e altri supereroi.
Ma si presenta una nuova minaccia: il Soldato d'Inverno, killer con una faccia molto familiare...

Cambio in cabina di regia: fuori Johnston, dentro - a sorpresa - Anthony e Joe Russo, noti principalmente per la serie tv comica Community.
Confermati Evans (ovvio), Jackson e Stan, nel cast troviamo anche Anthony Mackie, la bombastica Scarlett Johansson e nientemeno che Robert Redford.

La presenza del grande attore californiano non è casuale: The Winter Soldier si ispira stilisticamente ai film di spionaggio degli anni 70 come I 3 Giorni del Condor, di cui il nostro era protagonista.

Rispetto al precedente, questo secondo capitolo è narrativamente più intricato e visivamente più spettacolare.
Occhio alla scena tra i titoli di coda (introduce Avengers - Age of Ultron) e alla consueta apparizione di Stan Lee (la guardia del museo Smithsonian).


Captain America: Civil War (2016)


Il trailer di Captain America: Civil War.

Per maggiori particolari, rimandiamo alla nostra recensione, ma non vi sono dubbi che Civil War sia il miglior capitolo della trilogia.

Data la densità di personaggi, si tratta praticamente di un Avengers 2 e 1/2 (mancano solo Hulk e Thor) e il tono epico della storia lo rende uno dei capitoli più preziosi del Marvel Cinematic Universe.

Tra gli ospiti d'onore figurano Ant-Man (anche lui avrà una monografia) e sopratutto il nuovo Uomo Ragno interpretato da Tom Holland che ha entusiasmato, tra gli altri, anche il regista del concorrente The Flash, Kevin Smith.

Geniale la campagna promozionale attraverso i social (sei #TeamCap o #TeamIronMan?), così come l'ennesimo cammeo del sempreverde Stan Lee (il postino, quasi lo stesso ruolo che ricopriva in Fantastici 4).


Rivedremo Cap e la sua squadra nel 2018, quando uscirà nelle sale l'attesissimo Avengers: Infinity War, che dovrebbe includere tutti - ma proprio tutti? - i principali eroi Marvel.
Nel frattempo, continuate a seguirci: lo Speciale non è ancora finito!




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domenica 18 dicembre 2016

MARVEL. I FANTASTICI QUATTRO, NON C'È DUE SENZA TRE

Il cast dei primi film (in alto) e del remake (in basso).  


I Fantastici 4 sono tra i personaggi più longevi della Marvel, la prima creazione - nel lontano 1961 - del mitico duo composto da Stan "The Man" Lee e Jack Kirby.

Sono anche il gruppo più insolito: a numero ridotto (solo... 4! X-Men e
Avengers sono ben di più), a formazione fissa (non ci sono mai stati membri diversi da quelli originali) e a composizione familiare (eccetto la Cosa, sono imparentati fra loro).

Le origini sono note: il secchione Reed Richards, il nerboruto Ben Grimm, la bellissima Susan Storm e il suo fratellino ribelle Johnny Storm si ritrovano per una serie di circostanze nello spazio, dove vengono colpiti da una pioggia di meteoriti.

Tornati roccambolescamente sulla Terra, scoprono di avere poteri sovrannaturali: Reed può allungare il proprio copro a dismisura (Mr. Fantastic), Ben ha il corpo fatto di roccia e una forza paragonabile a quella di Hulk (la Cosa), Susan diventa invisibile (la Donna Invisibile, appunto) e Johnny può ricoprirsi di fiamme e volare (la Torcia Umana).

Diventano così una squadra di eroi disposta a difendere l'umanità da cattivoni come il diabolico scienziato Dottor Destino e l'arrogante divinità spaziale Galactus, in una serie di storie a fumetti che appassionano i fan ancora oggi (il ciclo più interessante è probabilmente il revival operato dal disegnatore Jim Lee negli anni 90).

Essendo i FQ il team "fantascientifico" della Casa delle Idee, era ovvio che Hollywood prima o poi si interessasse a loro.
Con quali esiti, però?






I Fantastici Quattro (2005)


Il trailer di I Fantastici Quattro.

"Un vero capolavoro: la cosa migliore che Michael abbia mai scritto."

Con queste lusinghiere parole, Avi Arad - responsabile Marvel per le produzioni Fox - commentava lo script approntato dallo sceneggiatore Michael France (Cliffangher, 007: Goldeneye) a metà degli anni 90.

Il copione venne poi rimaneggiato da altri (tra cui Mark Frost, co-creatore con David Lynch della serie tv di culto Twin Peaks) e la pellicola uscì nelle sale solo 10 anni più tardi, diretta dallo sconosciuto Tim Story.

Benché non sia annoverato tra i capolavori del cinema supereroistico, I Fantastici 4 è un film simpatico e nel complesso divertente, che racconta le origini del gruppo e il primo scontro con l'arcinemico Destino.
Peccato per gli effetti non troppo speciali (la Cosa ha un costume di gommapiuma) e per la regia un po' troppo anonima.

All'attivo sicuramente il cast: Ioan Gruffudd (Hornblower) come Reed Richards è una scelta insolita ma riuscita; ottima quella di Jessica Alba come Susan Storm.
Chris Evans è uno dei pochissimi a potersi vantare di aver impersonato due eroi della Marvel: qui è la Torcia Umana, ma pochi anni dopo sarebbe stato promosso a Capitan America.

Per la prima volta Stan Lee compare in un ruolo preciso: Willie Lumpkin, il postino del quartetto.
Il suo breve scambio di battute con Reed è improvvisato, come attesta l'espressione un po' stranita di Gruffudd.


I Fantastici Quattro e Silver Surfer (2007)


Il trailer di I Fantastici Quattro e Silver Surfer.

Squadra che vince non si cambia: confermati Story (regia) e Frost (sceneggiatura), così come l'intero cast della pellicola precedente.
La novità principale è il personaggio di Silver Surfer, interpretato dal mimo Doug Jones (già visto in Batman-Il Ritorno e Il Circo della Farfalla): un co-protagonista che, aggiunto al titolo, fa sembrare il film quasi più uno spin-off che un seguito.

Il problema probabilmente è proprio questo: come sequel si discosta ben poco dall'originale e come pellicola a sé stante non aggiunge nulla all'universo cinematico marveliano.
I magri incassi costringeranno i produttori ad un ripensamento.

Da salvare c'è uno dei più divertenti cameo di Stan Lee, che interpreta se stesso mentre tenta - invano - di imbucarsi al matrimonio di Susan e Reed.


Fantastic 4 (2015)


Il trailer di Fantastic 4.

Che ci si trovi nell'era cinematografica del rifacimento continuo è cosa nota.
Che ci fosse effettivamente bisogno di far ripartire da capo la serie del quartetto è invece discutibile.

L'idea dei produttori era raccontare nuovamente le origini del team strizzando l'occhio al pubblico degli adolescenti, tramite un cast composto da volti giovani e non troppo noti.
Mal gliene incolse: il risultato è stato un vero fiasco, sia in termini di giudizi che di incassi.

Il giudizio severo della critica è stato pressoché unanime: effetti speciali mediocri, dialoghi ridicoli e soprattutto assenza quasi totale di ritmo e azione.
Per tacere degli attori, inadeguati se non addirittura fuori parte (su tutti, il Miles Teller di Whiplash).
Per la cronaca, Stan Lee non appare neanche.

I Fantastici Quattro non hanno avuto troppa fortuna al cinema, ma chissà che un giorno - modello Spider-Man - la loro serie non riparta per la terza volta, magari come parte integrante del Marvel Cinematic Universe.

Non ce li vedreste a salvare il mondo al fianco degli Avengers?




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lunedì 7 novembre 2016

MARVEL. PERCHÉ UNO SPECIALE

Dall'alto: i personaggi dell'universo Marvel; Stan Lee in uno dei suoi cammei; un fumettizzato Jack Kirby con alcune delle sue creazioni.  


Il fumetto - o comic book, come dicono gli anglosassoni - è stata la forma di letteratura più sottovalutata del 900.
Lo sanno bene persone come Stan Lee, che ci hanno costruito sopra una carriera.

Insieme a disegnatori quali Jack Kirby e Steve Ditko, "The Man" - così lo chiamano i suoi fan - ha creato personaggi come Spider-Man, Hulk, Thor, Iron Man, e gruppi come Fantastici Quattro, Avengers e X-Men, facendo della Marvel Comics un impero finanziario e un punto di riferimento per tutti gli appassionati di storie a matita.

Negli ultimi anni ha poi allargato gli affari al mondo del cinema, prima appoggiandosi a grandi major, poi per conto proprio attraverso i Marvel Studios (dal 2012, però, controllati dalla The Walt Disney Company), ricavandone incassi stratosferici e ritrovando di fatto una vera e propria miniera d'oro di storie e personaggi da sfruttare in modo intensivo.






Una caratteristica fondamentale di questa produzione sono i ritmi esagerati, che ormai hanno portato a far uscire negli ultimi tempi almeno due film da grosso budget all'anno.
Difficile star dietro a un tale bombardamento narrativo, in particolare perché le pellicole sono interconnesse: basta perderne una per rimanere sufficientemente spaesati guardando quella successiva.

Il mondo Marvel ha portato infatti ad una rivoluzione nel modo di far cinema d'azione, con una pianificazione a lungo periodo e un conseguente proliferare di seguiti, spin-off e reboot potenzialmente infinito che non ha precedenti:
- c'è il Marvel Cinematic Universe, ossia i film prodotti e distribuiti dai Marvel Studios (Avengers e dintorni), che dal 2012 sono controllati da The Walt Disney Company;
- i primi Iron Man, Thor e Captain America, prodotti da Marvel Studios ma distribuiti da Paramount Pictures;
- X-Men, Fantastici 4 e Deadpool, prodotti dalla 20th Century Fox;
- L'Incredibile Hulk (2008), distribuito da Universal Pictures come il precedente del 2003;
- la serie di Spider-Man è stata infine distribuita da Columbia Pictures, che ne detiene i diritti.

Nei mesi scorsi vi avevamo già recensito alcune pellicole della serie: Deadpool, X-Men: Apocalisse e Captain America: Civil War.

Ora cercheremo di fare un po' di ordine, ripartendo dall'inizio - ossia dal 2000 - attraverso un serie di monografie dedicate a quelli che ci sembrano i personaggi e i gruppi più rilevanti.
Siete pronti a cominciare?






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domenica 19 giugno 2016

I CORTI: STAN LEE CAMEO SCHOOL, A SCUOLA DI COMPARSATE

Una scena con Stan Lee e Kevin Smith (clicca sulla foto per vedere il corto). 

USA, 2015
2'
Regia: Kevin Smith
Interpreti: Stan Lee, Michael Rooker, Tara Reid, Lou Ferrigno, Jason Mewes, Kevin Smith.


Stan "The Man" Lee è più di un uomo.
È una leggenda vivente.

Questo simpatico vecchietto classe 1922 è il fondatore, il presidente e la guida spirituale di una delle case fumettistiche più famose del mondo: la Marvel Comics.
È lui il "papà" di Spider-Man, degli X-Men, dei Fantastici Quattro, degli Avengers... Insomma, di tutti i personaggi di punta del gruppo editoriale.

Da qualche anno - più precisamente dal 2000, quando X-Men, diretto da Bryan Singer, diede il via a una lunga e fortunatissima serie di adattamenti cinematografici - il nostro si sta divertendo ad apparire brevemente nelle pellicole dedicate ai supereroi da lui creati, con delizia dei fan.

Il valore comico e iconico di questa tradizione non è sfuggito ad un'altra figura unica nel panorama hollywoodiano: il filmmaker e sceneggiatore di fumetti Kevin Smith.
In concomitanza con l'uscita di Avengers-Age of Ultron e in occasione della pre-produzione di MallBrats (il seguito dello storico Mallrats, che Smith aveva girato proprio con Lee), il regista di Clerks e Dogma ha raccolto un piccolo cast e realizzato un cortometraggio che è un vero spasso.






Ci si immagina che il vecchio Stan, dall'alto della propria ormai quindicennale esperienza, abbia fondato una scuola di recitazione orientata esclusivamente alle comparsate.
Eccolo quindi insegnare ai propri studenti la differenza fra un orgoglioso cameo acting e un banale acting-acting: perché interpretare un ruolo da protagonista quando si può essere un passante, un venditore di giornali o uno che porta a spasso il cane?

Tra i momenti clou segnaliamo: la fugace apparizione di un incavolato Lou "Hulk" Ferrigno; il dilemma di Michael Rooker che, guardando il maestro sorseggiare un caffè, si chiede "Is he drinking coffee or is he CAMEO-drinking coffee?"; il "colpo di scena" finale nella limousine.

L'umorismo intelligente di Kevin Smith è qui al meglio, come sempre quando mette la sordina alla propria proverbiale coprolalia (vedere ad esempio la sua puntata di The Flash).
E Stan Lee sfodera ancor più che in passato un'autoironia che gli fa onore.

Insieme sono una coppia che funziona: aspettiamo volentieri di rivederli sul grande schermo.
Al prossimo film, allora!
Anzi, alla prossima... comparsata!




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martedì 24 aprile 2012

I CORTI: IL CIRCO DELLA FARFALLA, LA RIVINCITA DEI FREAK

(Clicca sulla locandina per vedere il film completo) 

USA, 2009
22'
Regia: Joshua Weigel
Interpreti: Nick Vujicic, Doug Jones, Eduardo Verastegui.


Scoperto dopo un segnalazione, abbiamo scelto questo breve film per dare il via alla nuova sezione I CORTI DI CINEMA A BOMBA!

La vicenda ruota intorno al giovane Will, nato senza braccia nè gambe (a interpretarlo lo straordinario Nick Vujicic, attore realmente menomato) e per questo sfruttato come fenomeno da baraccone da un laido sfruttatore.
Almeno finchè non viene arruolato dal signor Mendez per far parte di un circo di artisti dove potrà finalmente esprimere il proprio talento.

Una storia semplice e commovente, delicata come una favola, con un cast di ottimi sconosciuti (il più noto è il mimo Doug Jones, che faceva il fauno ne Il Labirinto del Fauno e Silver Surfer in I Fantastici Quattro e Silver Surfer) e una direzione impeccabile.

Ribaltando lo storico Freaks di Tod Browning del 1932, Il Circo della Farfalla diventa un apologo sul riscatto dei "diversi" e sulla valorizzazione dei propri talenti.

Un inno alla tolleranza e al rispetto degli altri che siamo certi toccherà anche voi.

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