CINEMA A BOMBA!

domenica 20 febbraio 2022

OSCAR 2022. NOMINATION: DOCUMENTARI E CORTOMETRAGGI

(Una sequenza del corto animato Robin Robin).  


Domanda: quali sono le categorie tradizionalmente più snobbate dall'Academy (e pure dai mass media)?
Risposta: ma ovviamente cortometraggi e documentari!

A nostro modesto parere, decisamente a torto: ci sono molte pellicole decisamente interessanti, anche quest'anno.

Ad esempio Attica, che racconta un tema già affrontato oltre 40 anni fa da Quel Pomeriggio di un Giorno da Cani con Al Pacino.
Oppure Flee, prodotto dal rapper-attore Riz Ahmed già visto in Rogue One: a Star Wars Story.

Questi ha firmato pure The Long Goodbye, corto girato per promuovere il proprio nuovo, omonimo disco, che vede tra gli altri la partecipazione del due volte premio Oscar Mahershala Ali.

L'universo femminista (e non solo quello) non potrà non apprezzare The Queen of Basketball, sulla storia vera di Lusia Harris, la prima - e finora unica - donna a guidare la NBA.

Tra i corti animati spicca invece Robin Robin, con un cast vocale di cui fanno parte anche Richard E. Grant (Shakespeare a Colazione, Star wars: L'Ascesa di Skywalker) e Gillian Anderson (X-Files).

Volete l'elenco dei nominati in queste categorie?
Eccovi accontentate/i, lo trovate qui sotto!


Miglior documentario
Ascension, regia di Jessica Kingdon, Kira Simon-Kennedy e Nathan Truesdell
Attica, regia di Stanley Nelson e Traci A. Curry
Flee, regia di Jonas Poher Rasmussen, Monica Hellström, Signe Byrge Sørensen e Charlotte De La Gournerie
Summer of Soul, regia di Questlove, Joseph Patel, Robert Fyvolent e David Dinerstein
Writing with Fire, regia di Rintu Thomas e Sushmit Ghosh

Miglior cortometraggio documentario
Audible, regia di Matthew Ogens e Geoff McLean
Lead Me Home, regia di Pedro Kos e Jon Shenk
The Queen of Basketball, regia di Ben Proudfoot
Three Songs for Benazir, regia di Elizabeth Mirzaei e Gulistan Mirzaei
When We Were Bullies, regia di Jay Rosenblatt

Miglior cortometraggio
Ala Kachuu - Take and Run, regia di Maria Brendle e Nadine Lüchinger
The Dress, regia di Tadeusz Łysiak e Maciej Ślesicki
The Long Goodbye, regia di Aneil Karia e Riz Ahmed
On My Mind, regia di Martin Strange-Hansen e Kim Magnusson
Please Hold, regia di K.D. Dávila e Levin Menekse

Miglior cortometraggio d'animazione
Affairs of the Art, regia di Joanna Quinn e Les Mills
Bestia, regia di Hugo Covarrubias e Tevo Díaz
Boxballet, regia di Anton Dyakov
Robin Robin, regia di Dan Ojari e Mikey Please
The Windshield Wiper, regia di Alberto Mielgo e Leo Sanchez


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giovedì 30 gennaio 2020

OSCAR 2020. NOMINATION: PREMI MUSICALI

Dall'alto: John Williams (a destra) e J.J. Abrams sul set di Star Wars: L'Ascesa di Skywalker; la violoncellista Hildur Guðnadóttir; una scena tratta da Frozen II.


52.
Questo il numero delle nomination collezionate negli anni dal grande compositore John Williams.
Ben 5 di esse si sono trasformate in statuette, compresa quella del 1978 per Guerre Stellari.

Il cerchio si chiude, 42 anni più tardi: la candidatura di quest'anno è infatti per l'ultimo capitolo della saga di Star Wars, il controverso L'Ascesa di Skywalker.

Ce la farà persino stavolta?
Certo è che la concorrenza non gli manca: tiene banco il derby in famiglia tra i cugini Newman, ma a spuntarla potrebbe essere la violoncellista islandese Hildur Guðnadóttir, forte della fresca vittoria ai Golden Globe per le musiche di Joker.

Da non sottovalutare neppure il francese Alexandre Desplat, già vincitore di 2 Oscar recenti: nel 2015 per Grand Budapest Hotel e nel 2018 per The Shape of Water.






Per quanto concerne invece le canzoni originali, la sfida potrebbe essere tra due "perdenti" d'eccezione.

Il primo è Rocketman: pur essendo stato tra i vincitori dei Golden Globe, è stato relegato alla sola nomina per Elton John.

Il secondo è Frozen II, al quale è stato preferito Toy Story 4 nella categoria dedicata ai film d'animazione: i due si sfideranno solo per la migliore canzone.
E chissà se, spinto dagli incassi stellari (è il cartone animato che ha incassato di più nella storia del cinema, battendo il precedente record di... Frozen), non riesca a prevalere almeno qui.

Quantomeno è rimasto fuori il super flop Cats, grottesco cinemusical diretto da Tom Hooper (regista di Les Misérables) con un cast eccezionale, ma con non altrettanto eccezionali effetti speciali.

Nell'attesa di scoprire chi la spunterà alla Notte degli Oscar, cliccate sui link che trovate di seguito, chiudete gli occhi e lasciatevi incantare.
La vista non è l'unico senso con cui potersi godere un bel film!






Migliore colonna sonora
Alexandre Desplat – Piccole donne (Little Women)
Hildur Guðnadóttir – Joker
Randy Newman – Storia di un matrimonio (Marriage Story)
Thomas Newman – 1917
John Williams - Star Wars: L'ascesa di Skywalker (Star Wars: The Rise of Skywalker)

Migliore canzone
I Can’t Let You Throw Yourself Away (Randy Newman) - Toy Story 4
(I'm Gonna) Love Me Again (Elton John, Taron Egerton) – Rocketman
I'm Standing With You (Diane Warren) - Atto di fede (Breakthrough)
Into the Unknown (Idina Menzel, Aurora) – Frozen II - Il segreto di Arendelle (Frozen II)
Stand Up (Cynthia Erivo) – Harriet




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domenica 26 gennaio 2020

OSCAR 2020. NOMINATION: PREMI TECNICI



Chi mastica un po' di cinema sa bene come questo sia essenzialmente un lavoro di squadra.

Dietro a divi e registi di grido si nasconde infatti un'ampia gamma di professionisti e artigiani, senza i quali i film che amiamo non sarebbero gli stessi.

L'Academy li omaggia annualmente con diverse categorie "tecniche" e noi di CINEMA A BOMBA! non manchiamo mai l'occasione di parlarne.

Pronti a scoprire che cosa succede dietro le quinte di un set e come lavorano gli artisti della Settima Arte?
Cliccate sui link che trovate qui sotto!







Dietro le quinte di 1917.

Migliore fotografia

Jarin Blaschke - The Lighthouse
Roger Deakins - 1917
Rodrigo Prieto - The Irishman
Robert Richardson - C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)
Lawrence Sher - Joker


La scenografia costruita per Parasite.

Migliore scenografia

Dennis Gassner e Lee Sandales - 1917
Lee Ha-jun e Cho Won-woo - Parasite (Gisaengchung)
Barbara Ling e Nancy Haigh - C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)
Bob Shaw e Regina Graves - The Irishman
Ra Vincent e Nora Sopková - Jojo Rabbit


Dietro le quinte di The Irishman.

Miglior montaggio

Andrew Buckland e Michael McCusker - Le Mans '66 - La grande sfida (Ford v Ferrari)
Tom Eagles - Jojo Rabbit
Jeff Groth - Joker
Thelma Schoonmaker - The Irishman
Yang Jin-mo - Parasite (Gisaengchung)


Dietro le quinte di Avengers: Endgame.

Migliori effetti speciali

Matt Aitken, Dan DeLeeuw, Russell Earl e Daniel Sudick - Avengers: Endgame
Greg Butler, Dominic Tuohy e Guillaume Rocheron - 1917
Leandro Estebecorena, Nelson Sepulveda-Fauser e Stephane Grabli e Pablo Helman - The Irishman
Roger Guyett, Neal Scanlan, Patrick Tubach e Dominic Tuohy – Star Wars: L'ascesa di Skywalker (Star Wars: The Rise of Skywalker)
Andrew R. Jones, Robert Legato, Elliot Newman e Adam Valdez - Il re leone (The Lion King)







Dietro le quinte di C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)

Miglior sonoro

David Giammarco, Paul Massey e Steven A. Morrow - Le Mans '66 - La grande sfida (Ford v Ferrari)
Tom Johnson, Gary Rydstrom e Mark Ulano - Ad Astra
Todd Maitland, Tom Ozanich e Dean Zupancic - Joker
Christian P. Minkler, Michael Minkler e Mark Ulano - C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)
Mark Taylor e Stuart Wilson - 1917


Dietro le quinte di Star Wars: The Rise of Skywalker.

Miglior montaggio sonoro

David Acord e Matthew Wood - Star Wars: L'ascesa di Skywalker (Star Wars: The Rise of Skywalker)
Alan Robert Murray - Joker
Wylie Stateman - C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)
Donald Sylvester - Le Mans '66 - La grande sfida (Ford v Ferrari)
Oliver Tarney e Rachael Tate - 1917

I costumi di Piccole Donne

Migliori costumi

Mark Bridges – Joker
Jacqueline Durran – Piccole donne (Little Women)
Arianne Phillips – C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)
Sandy Powell e Christopher Peterson – The Irishman
Mayes C. Rubeo – Jojo Rabbit


Il trucco da Joker di Joaquin Phoenix.

Miglior trucco e acconciatura

Vivian Baker, Anne Morgan e Kazuhiro Tsuji - Bombshell
Rebecca Cole, Naomi Donne e Tristan Versluis - 1917
Kay Georgiou e Nicki Ledermann - Joker
Paul Gooch, Arjen Tuiten e David White - Maleficent - Signora del male (Maleficent: Mistress of Evil)
Jeremy Woodhead - Judy




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giovedì 2 gennaio 2020

STAR WARS: EP. IX - L'ASCESA DI SKYWALKER, LA FINE (?) DELLE GUERRE STELLARI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2019
141'
Regia: J.J. Abrams
Interpreti: Daisy Ridley, Adam Driver, Oscar Isaac, John Boyega, Carrie Fisher, Mark Hamill, Anthony Daniels, Billy Dee Williams, Ian McDiarmid, Naomi Ackie, Lupita Nyong'o, Domhnall Gleeson, Richard E. Grant, Keri Russell, Joonas Suotamo, Kelly Marie Tran, Dominic Monaghan, Harrison Ford, Greg Grunberg, Kevin Smith.


Una terribile minaccia riemerge dal passato.

Per trovare e sconfiggere l'antico nemico Rey (Ridley), ora istruita dalla Principessa Leia (Fisher), dovrà intraprendere un lungo e insidiosissimo viaggio con i suoi compagni Finn (Boyega), Poe Dameron (Isaac), Chewbecca (Suotamo) e i droidi C-3PO (Daniels) e BB-8 che la porterà a scoprire le proprie radici.

E mentre si infittiscono le connessioni tra la giovane apprendista Jedi e il Leader Supremo del Primo Ordine, il tormentato Kylo Ren (Driver), ci si prepara allo scontro finale tra la sempre più sparuta Resistenza e le apparentemente irresistibili forze del male.






È arrivata la fine.

L'Ascesa di Skywalker dovrebbe - il condizionale è d'obbligo quando si parla della Disney, il colosso dell'intrattenimento che nel 2012 ha acquisito la casa di produzione Lucasfilm di George Lucas - rappresentare il capitolo conclusivo di una delle saghe più iconiche e di successo della storia del cinema.

Una storia iniziata 42 anni fa, con l'uscita del rivoluzionario Star Wars: Ep. IV - Una Nuova Speranza (Guerre Stellari).

C'è un po' di comprensibile tristezza per la conclusione, anche perché questo film ha scontentato molti fan e diviso gli spettatori.

Noi di CINEMA A BOMBA! abbiamo molto apprezzato la trilogia originale (senza dubbio e di gran lunga la migliore): Star Wars: Ep. IV - Una Nuova Speranza (Guerre Stellari), appunto, Star Wars: Ep. V - L'Impero Colpisce Ancora (che filmone!), Star Wars: Ep. VI - Il Ritorno dello Jedi.

La trilogia prequel è stata riscattata alla grande con l'episodio finale, l'epico Star Wars: Ep. III - La Vendetta dei Sith, mentre Star Wars: Ep. I - La Minaccia Fantasma e Star Wars: Ep. II - L'Attacco dei Cloni non si può certo dire che siano stati dei capolavori.

Per quanto riguarda la trilogia sequel, la "degeorgelucasizzazione" e la conseguente "disneyzzazione" hanno avuto come conseguenza un maggior orientamento verso le famiglie e il politicamente corretto, cosa alquanto stucchevole, in realtà.

La paura di non scontentare nessuno ha portato inoltre a ripescare quasi tutti i personaggi storici, mettendoli a confronto con quelli nuovi.

La scelta, forse, non è stata delle migliori: il pubblico è troppo affezionato a Luke, Leia e Han Solo per considerare sufficientemente accattivanti i vari Rey, Kylo Ren, Finn, Poe Dameron...

E questo nonostante alcuni momenti imbarazzanti, presenti soprattutto in Star Wars: Ep. VIII - Gli Ultimi Jedi (col senno di poi uno dei punti più bassi della saga): vedere Carrie Fisher in versione Befana e Mark Hamill come Jedi capriccioso è stato sconcertante.

Certo, quest'ultimo episodio e ancor più il precedente Star Wars: Ep. VII - Il Risveglio della Forza avevano fatto vedere anche cose interessanti, ma aspettavamo la conclusione della trilogia per farcene un'idea più completa.






Ora possiamo dire che la nuova trilogia è stata tutto sommato gradevole, ma nel complesso superflua.
L'Ascesa di Skywalker, purtroppo, esacerba i difetti più gravi dei predecessori: la confusione e la mancanza di coraggio.

Riguardo al primo punto, per esempio, né il blasonato J.J. Abrams (regista del primo e del terzo episodio) né il carneade Rian Johnson (regista del secondo) sembrano essersi fatti un'idea abbastanza chiara di che cosa sia la Forza e ognuno ne dà una propria interpretazione, causando un certo disordine.

Per ciò che concerne il secondo punto, il film viaggia su binari sicuri, strizzando l'occhio ai fan al limite del tic nervoso.
Niente di originalissimo neppure nella scelta del cattivo, un ripescaggio del quale pochi probabilmente sentivano la mancanza.

Le comparsate dei vecchi personaggi (a proposito: bentornato, Lando!) erano funzionali per chiudere il cerchio, ma la rimpatriata ci fa ancora più rimpiangere la prima trilogia.

Tra i nuovi protagonisti, ne escono bene Rey e Poe; si riscatta Kylo (ma nessuno in fondo gli perdonerà di aver ammazzato a tradimento il personaggio migliore della saga, cosa che continuerà anche in futuro a renderlo uno dei personaggi meno amati della storia di Star Wars); male il Generale Hux (Gleeson) e Finn; i personaggi di contorno risultano irrilevanti (molto ridimensionata Rose Tico, con somma soddisfazione degli haters della povera Kelly Marie Tran, vittima due anni fa di odioso cyber-bullismo).

Occhio pure ai cammei più o meno nascosti: i fan di lunga data apprezzeranno il recupero vintage di Wedge Antilles, mentre i più nerd faticheranno a trovare l'apparizione-lampo dell'onnipresente cineasta-fumettista Kevin Smith.

Capiamo quelli (tanti) che sono rimasti delusi da L'Ascesa di Skywalker; tuttavia, non ci sentiamo di dire che non ci sia piaciuto.
Anzi, troviamo che in fondo sia una conclusione dignitosa per una saga così avvincente: il finale, per esempio, è accettabile - se e solo se la Disney non avrà la malaugurata idea di continuare ad accanirsi con ulteriori seguiti.

Il fatto che Rey - un personaggio femminile, quindi - assuma un ruolo centrale all'interno dell'universo Star Wars non è poi una cosa così malvagia, considerando anche che, nonostante la non molto azzeccata scoperta delle sue origini, è alla fine il personaggio di gran lunga più rappresentativo della nuova trilogia.






Certo, ci si aspettava che la Forza potesse trovare un equilibrio diverso; ma alla fine la soluzione adottata ha cercato (se poi c'è riuscita, è un altro discorso) di essere un buon compromesso per i fan della prima ora e per quelli più recenti.

E poi non dimentichiamo lo spettacolo, il ritmo e le scene suggestive (come quella del combattimento in mezzo alle onde gigantesche), cose che in fondo non sono mai mancate in tutti i film della serie.

Una parte del merito è sicuramente di Chris Terrio (lo stesso di Argo, con cui ha vinto l'Oscar, Batman v Superman e Justice League), che ha sostituito il veterano Lawrence Kasdan come co-sceneggiatore di Abrams.

La conclusione poteva essere migliore?
Certo che sì.
Ma poteva anche essere peggiore.

George Lucas avrebbe fatto meglio?
Dal suo ranch milionario, il creatore ostenta indifferenza verso le nuove avventure ambientate nel suo universo coi suoi personaggi, sicché è difficile dirlo.

Alla fine siamo convinti che, arrivati a questo punto, qualsiasi soluzione avrebbe scontentato molte persone.

Tanto vale accontentarsi e mettersi il cuore in pace: la Disney, d'altro canto, non è diventata padrona dello show business puntando su storie innovative (gradevoli, fatte bene: sì; innovative: no) ed era difficile immaginarsi un finale in chiaroscuro.

Resta una gran voglia di rivedersi i film meno recenti, anche se ormai li conosciamo quasi a memoria - e chissà se un giorno rimpiangeremo pure la terza trilogia.

I progetti collaterali - per adesso siamo a Rogue One, Solo, la serie Tv The Mandalorian - forse continueranno, giusto per sfruttare ambientazioni, personaggi, brand.

Ma per noi la saga è definitivamente finita.

Star Wars è morto.
Viva Star Wars!

E che la Forza sia sempre con noi.




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