CINEMA A BOMBA!

mercoledì 28 aprile 2021

OSCAR 2021. LA NOTTE DEI GUASTAFESTE




Dall'alto: Frances McDormand e Chloé Zhao; Joaquin Phoenix in procinto di annunciare l'Oscar per il miglior attore protagonista; Emerald Fennell con la statuetta per la migliore sceneggiatura originale.


L'Academy of Motion Picture Arts And Sciences, l'organizzazione professionale che attribuisce ogni anno i Premi Oscar, non è nuova a figuracce epiche.

Nel 2017 l'Oscar come miglior film venne attribuito prima al bellissimo La La Land poi, con un clamoroso e imbarazzato dietrofront, a Moonlight.

Quest'anno, dalle parti di Hollywood, ci si aspettava l'Oscar a Chadwick Boseman, per la sua ultima interpretazione (in Ma Rainey's Black Bottom), e tutto era stato predisposto per un tributo postumo al popolare protagonista di Black Panther: dalla chiusura del filmato dedicato ai morti del mondo del cinema degli ultimi mesi - ricordiamo soltanto Ennio Morricone, Giuseppe, Rotunno, Sean Connery, Max von Sydow, Ian Holm, Olivia de Havilland, Christopher Plummer, Carl Reiner, Kim Ki-duk, Michel Piccoli, Michael Apted - alla chiusura della stessa cerimonia, con la premiazione del miglior attore protagonista (categoria dov'era candidato Boseman) anziché del miglior film (come vuole la tradizione).

La narrazione strappalacrime del giovane nero che riesce a vincere una meritata statuetta dopo la sua tragica morte si è però schiantata contro Sir Anthony Hopkins.



Il grande interprete gallese, bianco di pelle e di capelli, ha sbaragliato la concorrenza e a 83 anni è diventato l'attore più anziano ad aggiudicarsi una statuetta, grazie alla sua magistrale prova in The Father.

Non essendo egli presente a ritirare il premio, la regia della cerimonia ha tagliato corto immediatamente dopo la proclamazione e non si è neppure collegata a distanza con il vincitore - che con molto fair play il giorno successivo ha risposto allo sgarbo con un video di ringraziamento rivolto all'Academy e di apprezzamento per Boseman.

Subito prima di Hopkins una scarmigliata Frances McDormand si era aggiudicata la categoria della migliore attrice (per Nomadland), vanificando già in parte quello che avrebbe dovuto essere il trionfo della nuova Hollywood più inclusiva: si ha avuto il sospetto (fondato) che la scaletta fosse stata pensata per far terminare il tutto con la premiazione di ben 3 attori neri - Daniel Kaluuya (dato per certo tra i non protagonisti - e infatti alla fine è stato premiato), Viola Davis (tra le favorite come attrice protagonista) e il rimpianto Boseman (anche in questo caso, vincitore molto probabile).

La coreana Yoon Yeo-jeong, poi in effetti migliore attrice non protagonista, sarebbe stata la classica ciliegina sulla torta.

Le vittorie - pur strameritate - di Hopkins e McDormand hanno quindi rovinato la festa agli organizzatori della cerimonia, che avevano in mente un finale, un climax e un pathos ben diversi.

L'impressione che ha lasciato la serata è stata di un pasticcio, di un patetico tentativo di far vedere quanto il mondo del cinema stia cambiando e migliorando (?), dopo le accuse di pochissimi anni fa in merito ai cosiddetti Oscars so white, cioè di snobbare attrici, attori, registi non bianchi e non di lingua inglese.

L'affermazione dei due antidivi ci ha quindi evitato, almeno per quest'anno (ma non siamo tanto ottimisti sui prossimi), un profluvio di melassa e di stucchevole politamente corretto.

Questo sgradevole senso di ipocrisia ha rovinato una premiazione che comunque ha mostrato spunti interessanti.



Detto di attrici e attori, i due riconoscimenti più importanti se li è aggiudicati (e ne siamo contenti) Nomadland, che già aveva vinto Leone d'Oro a Venezia (come The Shape of Water. Non smetteremo di ripeterlo: la Mostra porta bene a chi ha ambizioni da Oscar!) e Golden Globe, opera seconda della sino-americana Chloé Zhao, che è diventata (solo) la seconda donna ad essersi aggiudicata la statuetta per la migliore regia (dopo Kathryn Bigelow, nel 2010, per The Hurt Locker).

Curiosità: la statuetta per il miglior film è andata anche a McDormand, produttrice, che così, aggiunge i due Oscar vinti nella serata agli altri due che ha già in casa (per Fargo nel 1997 e per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri nel 2018) ed eguaglia quindi il marito Joel (uno dei fratelli Coen).

Una coppia da 8 Oscar!

Due esordienti si sono invece aggiudicati i riconoscimenti per le sceneggiature.

Emerald Fennell, nota al pubblico televisivo come Camilla Parker Bowles nella serie Tv The Crown, si è imposta per quella originale con Promising Young Woman-Una Donna Promettente, divisiva sua opera d'esordio dietro alla macchina da presa; anche il francese Florian Zeller è alla sua prima regia e all'adattamento in lingua inglese della sua opera teatrale The Father ha lavorato fianco a fianco con il veterano Christopher Hampton.

Sfumato il premio a Viola Davis e Chadwick Boseman, Ma Rainey's Black Bottom si è dovuto accontentare di due riconoscimenti, per costumi e trucco (in entrambi i casi ha battuto il Pinocchio di Matteo Garrone), così come Sound of Metal (montaggio e sonoro), Mank (partito con ben 10 nomine, ha preso solo scenografia e fotografia), Judas and the Black Messiah (Kaluuya non protagonista e migliore canzone, categoria nella quale ha battuto la nostra Laura Pausini), Soul (film d'animazione e colonna sonora).

Il danese Un Altro Giro di Thomas Vinterberg è il miglior film internazionale; Tenet ha i migliori effetti speciali; My Octopus Teacher è il miglior documentario, mentre il corto documentario dell'anno è Colette; lo struggente If Anything Happens, I Love You è il miglior corto animato, mentre il miglior cortometraggio è l'angosciante Two Distant Strangers.

Sono rimasti purtroppo a bocca asciutta, tra gli altri, One Night in Miami (3 nomination, era dato in piena corsa per la migliore canzone), News of The World (western con Tom Hanks da 4 nomine) e soprattutto Il Processo ai Chicago 7 di Aaron Sorkin (6 candidature, neppure un riconoscimento).

Ma in una cerimonia così disastrosa (anche dal punto di vista dello share televisivo, mai così basso) quasi nessuno se n'è accorto - e forse è meglio così.



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lunedì 26 aprile 2021

OSCAR 2021. I VINCITORI

Chloe Zhao con 1 dei 3 Oscar vinti da Nomadland.  


Come volevasi dimostrare: Nomadland ha vinto la 93a edizione degli Academy Awards, conquistando 3 statuette.

Noi di CINEMA A BOMBA! abbiamo complessivamente azzeccato 18 previsioni su 23!
FRAN di più di tutti: 16 su 23!

Presto, come ogni anno, commenteremo vincitori e vinti in un successivo post dedicato (e ponderato).
Per il momento, leggete di deguito TUTTI gli oscarizzati di quest'anno!



Miglior film

Nomadland, regia di Chloé Zhao

Miglior regia
Chloé Zhao - Nomadland

Migliore attrice protagonista
Frances McDormand - Nomadland

Migliore attore protagonista
Anthony Hopkins - The Father

Migliore attrice non protagonista
Yoon Yeo-jeong - Minari

Migliore attore non protagonista
Daniel Kaluuya - Judas and the Black Messiah

Miglior film d'animazione
Soul, regia di Pete Docter

Miglior film internazionale
Un Altro Giro, regia di Thomas Vinterberg (Danimarca)

Migliore sceneggiatura originale
Emerald Fennell - Promising young woman-Una Donna Promettente

Migliore sceneggiatura non originale
Christopher Hampton e Florian Zeller - The Father - Nulla è come sembra

Migliore colonna sonora
Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste - Soul

Migliore canzone
Fight For You (musiche di H.E.R. e Dernst Emile II, testo di H.E.R. e Tiara Thomas) - Judas and the Black Messiah

Migliore fotografia
Erik Messerschmidt - Mank

Migliore scenografia
Donald Graham Burt e Jan Pascale - Mank

Miglior montaggio
Mikkel E. G. Nielsen - Sound of Metal

Migliori effetti speciali
Andrew Jackson, David Lee, Andrew Lockley e Scott Fisher - Tenet

Miglior sonoro
Nicolas Becker, Jaime Baksht, Michelle Couttolenc, Carlos Cortés e Phillip Bladh - Sound of Metal

Migliori costumi
Ann Roth - Ma Rainey's Black Bottom

Miglior trucco e acconciatura
Sergio Lopez-Rivera, Mia Neal e Jamika Wilson - Ma Rainey's Black Bottom

Miglior documentario
Il mio amico in fondo al mare (My Octopus Teacher), regia di Pippa Ehrlich e James Reed

Miglior cortometraggio documentario
Colette, regia di Anthony Giacchino

Miglior cortometraggio
Two Distant Strangers, regia di Travon Free e Martin Desmond Roe

Miglior cortometraggio d'animazione
Se succede qualcosa, vi voglio bene (If Anything Happens I Love You), regia di Michael Govier e Will McCormack


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martedì 20 aprile 2021

OSCAR 2021. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI



Come dimostrano le statistiche di questo blog, le candidature relative alle interpretazioni sono quelle più apprezzate dai nostri lettori!

Non c'è da stupirsi: attrici e attori sono coloro che, in base alla propia bravura o al proprio carisma, sono in grado di trasformare un buon film in un grande successo.

Quest'anno la corsa alle statuette per queste categorie è particolarmente interessante: nonostante le consuete "anticipazioni" dei Golden Globe, i verdetti non paiono affatto scontati.

Frances McDormand si porterà a casa un altro Oscar, dopo i due conquistati in precedenza per Fargo e Tre Manifesti a Ebbing, Missouri?
Assai probabile, eppure la giuria dei Globes le aveva preferito Andra Day.

Anche le altre contendenti non scherzano, specie la voluminosa Viola Davis di Ma Rainey's Black Bottom.

Tra le non protagoniste, la disfida è - se possibile - ancora più incerta.
Glenn Close e l'emergente Yoon Yeo-jeong sono molto quotate, ma la già oscarizzata Olivia Colman potrebbe batterle al fotofinish.

E se Amanda Seyfried scalpita perché sia concesso un riconoscimento al discusso Mank, la vera sorpresa potrebbe essere Maria Bakalova.

La giovanissima attrice bulgara è stata la rivelazione di Borat - Seguito di Film Cinema: non ci soprenderemmo se alla fine l'Academy scegliesse proprio lei.



Per quanto concerne gli uomini, la domanda sulla bocca di tutti è se verrà concessa o meno una gratifica postuma a Sua Maestà Black Panther, ossia il compianto Chadwick Boseman.

L'ex Avenger è in lizza con la sua sofferta, ultima interpretazione, quella del tormentato trombettista di Ma Rainey's Black Bottom.
Il finale sarà simile a quello di Heath Ledger con Il Cavaliere Oscuro o a quello di Massimo Troisi con Il Postino?

In alternativa, i voti potrebbero confluire sul veterano Anthony Hopkins (struggente in The Father) o sul poliedrico Gary Oldman (istrionico in Mank), ma attenzione a non sottovalutare l'outsider Riz Ahmed di Sound of Metal.

Nei ruoli di supporto, tra i sue litiganti - ovvero Daniel Kaluuya (lo ricordate in Get Out?) e Lakeith Stanfield, entrambi per la medesima pellicola - potrebbe godere il terzo: l'irriverente comico ebreo Sacha Baron Cohen si rifarebbe con Il Processo ai Chicago 7 della mancata candidatura come attore protagonista di Borat - Seguito di Film Cinema.

Ma è facile che anche quest'anno l'Academy voglia premiare ad ogni costo un attore afro: ma allora - anziché i due suddetti interpreti di Judas and the Black Messiah - perché non Leslie Odom Jr., distintosi brillantemente in Quella notte a Miami...?

Tuttavia, c'è ancora tempo per scoprire quali stelle brilleranno nella Notte degli Oscar.
Nell'attesa, leggete qui di seguito l'elenco completo dei candidati e cliccate sui link che trovate.
Ne vedrete delle belle!




Migliore attrice protagonista
Viola Davis - Ma Rainey's Black Bottom
Andra Day - The United States vs. Billie Holiday
Vanessa Kirby - Pieces of a Woman
Frances McDormand - Nomadland
Carey Mulligan - Una Donna Promettente


Migliore attore protagonista
Riz Ahmed - Sound of Metal
Chadwick Boseman - Ma Rainey's Black Bottom
Anthony Hopkins - The Father
Gary Oldman - Mank
Steven Yeun - Minari


Migliore attrice non protagonista
Maria Bakalova - Borat - Seguito di Film Cinema
Glenn Close - Elegia Americana
Olivia Colman - The Father
Amanda Seyfried - Mank
Yoon Yeo-jeong - Minari


Migliore attore non protagonista
Sacha Baron Cohen - Il Processo ai Chicago 7
Daniel Kaluuya - Judas and the Black Messiah
Leslie Odom Jr. - Quella notte a Miami...
Paul Raci - Sound of Metal
Lakeith Stanfield - Judas and the Black Messiah


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domenica 21 marzo 2021

OSCAR 2021. NOMINATION: PREMI TECNICI

(Dietro le quinte de Il Processo ai Chicago 7).  


Il cinema è uno sport individuale o di squadra?

Noi siamo fermamente convinti della seconda ipotesi: non bastano una diva di richiamo o un regista virtuoso per fare un grande film.
C'è bisogno (anche) di artigiani, professionisti, tecnici.

Sono le persone che lavorano dietro le quinte, i cui nomi talora non compaiono nemmeno nell'opera finita.
O se compaiono si possono scorgere solo nei titoli di coda, scritti a caratteri piccoli.

Eppure il loro apporto è determinante!
L'Academy lo sa e per fortuna li omaggia annualmente con un'ampia gamma di categorie.

Noi di CINEMA A BOMBA! non perdiamo mai l'occasione per parlarne e accendere un po' i riflettori su questo angolo di arte un po' sottovalutato.

Pronte/i per la prima parte del nostro Speciale?
Cliccate sui link che trovate in basso!



Migliore fotografia
Sean Bobbitt - Judas and the Black Messiah
Erik Messerschmidt - Mank
Phedon Papamichael - Il Processo ai Chicago 7
Joshua James Richards - Nomadland
Dariusz Wolski - Notizie dal Mondo (News of the World)

Migliore scenografia
Donald Graham Burt e Jan Pascale - Mank
David Crank ed Elizabeth Keenan - Notizie dal Mondo
Nathan Crowley e Kathy Lucas - Tenet
Peter Francis e Cathy Featherstone - The Father
Mark Ricker, Karen O'Hara e Diana Stoughton - Ma Rainey's Black Bottom

Miglior montaggio
Alan Baumgarten - Il Processo ai Chicago 7
Giōrgos Lamprinos - The Father
Mikkel E. G. Nielsen - Sound of Metal
Frédéric Thoraval - Una Donna Promettente (Promising Young Woman)
Chloé Zhao - Nomadland



Migliori effetti speciali
Nick Davis, Greg Fisher, Ben Jones e Santiago Colomo Martinez - L'unico e insuperabile Ivan
Sean Faden, Anders Langlands, Seth Maury e Steve Ingram - Mulan
Andrew Jackson, David Lee, Andrew Lockley e Scott Fisher - Tenet
Matthew Kasmir, Christopher Lawrence, Max Solomon e David Watkins - The Midnight Sky
Matt Sloan, Genevieve Camilleri, Matt Everitt e Brian Cox - Love and Monsters

Miglior sonoro
Nicolas Becker, Jaime Baksht, Michelle Couttolenc, Carlos Cortés e Phillip Bladh - Sound of Metal
Ren Klyce, Coya Elliott e David Parker - Soul
Ren Klyce, Jeremy Molod, David Parker, Nathan Nance e Drew Kunin - Mank
Warren Shaw, Michael Minkler, Beau Borders e David Wyman - Greyhound
Oliver Tarney, Mike Prestwood Smith, William Miller e John Pritchett - Notizie dal Mondo

Migliori costumi
Alexandra Byrne - Emma
Massimo Cantini Parrini - Pinocchio
Bina Daigeler - Mulan
Ann Roth - Ma Rainey's Black Bottom
Trish Summerville - Mank

Miglior trucco e acconciatura
Mark Coulier, Dalia Colli e Francesco Pegoretti - Pinocchio
Eryn Krueger Mekash, Matthew Mungle e Patricia Dehaney - Elegia Americana
Marese Langan, Laura Allen e Claudia Stolze - Emma
Sergio Lopez-Rivera, Mia Neal e Jamika Wilson - Ma Rainey's Black Bottom
Gigi Williams, Kimberley Spiteri e Colleen LaBaff - Mank


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lunedì 1 marzo 2021

GOLDEN GLOBE 2021. UN' EDIZIONE VIRTUALE

Un momento della cerimonia. 


Una regista cinese specializzata in western moderni e un comico britannico irriverente e provocatorio.
Sono questi due i principali vincitori della 78a edizione dei Golden Globe, gli Oscar assegnati dalla stampa estera.

Un'edizione insolita, quella di quest'anno: causa Pandemia è stata la prima virtuale nella storia della kermesse, con ospiti e premiati in diretta streaming (nel 2020 era stato ancora possibile svolgerla in presenza).

Come da previsioni, Nomadland ha vinto come miglior film drammatico e miglior regista, mentre la protagonista Frances McDormand - favoritissima alla vigilia - ha dovuto cedere ad Andra Day il premio per la miglior attrice.

I due globi dorati a Borat - Seguito di film cinema sono stati invece una sorpresa: miglior film e miglior attore nella categoria commedia/musical (a differenza di quanto fa l'Academy, qui vengono distinte le pellicole in base al genere), una bella soddisfazione per il poliedrico Sacha Baron Cohen, in corsa anche come non protagonista con Il Processo ai Chicago 7.

Il legal drama del drammaturgo-regista Aaron Sorkin si è dovuto "accontentare" del premio per la miglior sceneggiatura.
Scelta insolita, considerate le varie accuse di inaccuratezza storica che il film ha subìto.
Forse, più dello script in sé si è voluto incensarne l'autore (lo stesso Sorkin, il cui talento in ambito di scrittura è indubbio).



Il momento più commovente della serata è stato quando a Chadwick Boseman è stato riconosciuto postumo il Globe come miglior attore drammatico.
L'indimenticato Black Panther offre in Ma Rainey's Black Bottom una prova sofferta, estrema, definitiva; un po' Heath Ledger de Il Cavaliere Oscuro e un po' Massimo Troisi de Il Postino.

A proposito di Italia, un po' di gloria è arrivata pure al Belpaese!
Io Sì, canzone-traino di La vita davanti a sé con Sophia Loren ha vinto come migliore canzone.
Laura Pausini detentrice di un Golden Globe?!? Ebbene sì.

Altri musicisti che hanno potuto portarsi a casa un riconoscimento sono Trent Reznor e Atticus Ross, ossia i Nine Inch Nails, che insieme a Jon Batiste sono stati premiati per le musiche di Soul.
L'ennesima, blasonatissima produzione Disney-Pixar ha vinto ovviamente anche come miglior film d'animazione, ed è proiettata come un razzo verso gli Oscar.

Per quanto concerne le altre categorie, segnaliamo almeno i globi d'oro conquistati come non protagonisti da Jodie Foster (quanto tempo è passato da Taxi Driver!) e da Daniel Kaluuya (ve lo ricordate in Scappa-Get Out?).

E gli sconfitti? Ce n'è soprattutto uno: Mank.
Forte del maggior numero di nomination (ben 6), il biopic di David Fincher è sorprendentemente tornato a casa con le pive nel sacco.
Anche Tenet di Christopher Nolan - per molti il film dell'anno - è rimasto a secco, ma era candidato solo per la miglior colonna sonora.

Riusciranno queste due pellicole a rifarsi con gli Oscar?
Lo scopriremo insieme, il mese prossimo.


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GOLDEN GLOBE 2021. I VINCITORI

Chloe Zhao (a destra) e Sacha Baron Cohen (a sinistra) visibilmente emozionati. 


Nomadland e Borat - Seguito di film cinema sono i più evidenti vincitori della 78a edizione - la prima virtuale - dei Golden Globe.

Gloria anche al compianto Black Panther Chadwick Boseman, al "pixeriano" Soul e ad altri.

A breve, come sempre, seguirà un approfondito post di commento.
Per ora godetevi i vincitori: l'elenco completo è qui sotto!

Cliccate sui link per maggiori approfondimenti, curiosità e... recensioni!



MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Nomadland, regia di Chloé Zhao

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE
Borat - Seguito di film cinema, regia di Jason Woliner

MIGLIOR REGISTA
Chloé Zhao – Nomadland

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Andra Day – The United States vs. Billie Holiday

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Chadwick Boseman – Ma Rainey's Black Bottom

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Rosamund Pike – I Care a Lot

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Sacha Baron Cohen – Borat-Seguito di film cinema

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jodie Foster – The Mauritanian

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Daniel Kaluuya – Judas and the Black Messiah

MIGLIOR FILM STRANIERO
Minari, regia di Lee Isaac Chung (Stati Uniti d'America)

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Soul, regia di Pete Docter e Kemp Powers

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Aaron Sorkin – Il Processo ai Chicago 7

MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE
Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste – Soul

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Io sì (Seen) (Diane Warren, Laura Pausini e Niccolò Agliardi) – La vita davanti a sé


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giovedì 25 febbraio 2021

GOLDEN GLOBE 2021. LE NOMINATION



Come saprete, mancano pochi giorni all'assegnazione dei Golden Globe, ossia gli Oscar assegnati dalla stampa estera.
Una competizione che ci appassiona e che negli anni siamo arrivati a ritenere qualitativamente superiore ai blasonati Academy Awards.

Quella di quest'anno è anche un'edizione sui generis, essendo la prima a svolgersi nel corso della Pandemia che ha cambiato, tra le altre cose, il nostro modo di concepire la settima arte.

Ovviamente la domanda sulla bocca di tutti i cinefili rimane la stessa di sempre: chi vincerà?
I pronostici abbondano, ma avremo il responso soltanto domenica 28.

Nel frattempo scoprite qui sotto tutti i candidati.
Per maggiori approfondimenti cliccate sui link!



MIGLIOR FILM DRAMMATICO
The Father, regia di Florian Zeller
Mank, regia di David Fincher
Nomadland, regia di Chloé Zhao
Una Donna Promettente (Promising Young Woman), regia di Emerald Fennell
Il Processo ai Chicago 7 (The Trial of the Chicago 7), regia di Aaron Sorkin

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE
Borat - Seguito di film cinema, regia di Jason Woliner
Hamilton, regia di Thomas Kail
Music, regia di Sia
Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani, regia di Max Barbakow
The Prom, regia di Ryan Murphy

MIGLIOR REGISTA
Emerald Fennell – Una Donna Promettente
David Fincher – Mank
Regina King – Quella notte a Miami... (One night in Miami...)
Aaron Sorkin – Il Processo ai Chicago 7
Chloé Zhao – Nomadland

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Viola Davis – Ma Rainey's Black Bottom
Andra Day – The United States vs. Billie Holiday
Vanessa Kirby – Pieces of a Woman
Frances McDormand – Nomadland
Carey Mulligan – Una Donna Promettente

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Riz Ahmed – Sound of Metal
Chadwick Boseman – Ma Rainey's Black Bottom
Anthony Hopkins – The Father
Gary Oldman – Mank
Tahar Rahim – The Mauritanian

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Marija Bakalova – Borat-Seguito di film cinema
Kate Hudson – Music
Michelle Pfeiffer – French Exit
Rosamund Pike – I Care a Lot
Anya Taylor-Joy – Emma

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Sacha Baron Cohen – Borat-Seguito di film cinema
James Corden – The Prom
Lin-Manuel Miranda – Hamilton
Dev Patel – La vita straordinaria di David Copperfield
Andy Samberg – Palm Springs

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Glenn Close – Elegia americana (Hillbilly Elegy)
Olivia Colman – The Father
Jodie Foster – The Mauritanian
Amanda Seyfried – Mank
Helena Zengel – Notizie dal Mondo (News of the World)

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Sacha Baron Cohen – Il Processo ai Chicago 7
Daniel Kaluuya – Judas and the Black Messiah
Jared Leto – Fino all'ultimo indizio (The Little Things)
Bill Murray – On the Rocks
Leslie Odom Jr. – Quella notte a Miami...



MIGLIOR FILM STRANIERO
Un altro giro (Druk), regia di Thomas Vinterberg (Danimarca)
La llorona, regia di Jayro Bustamante (Guatemala)
La vita davanti a sé (The Life Ahead), regia di Edoardo Ponti (Italia)
Minari, regia di Lee Isaac Chung (Stati Uniti d'America)
Due (Deux), regia di Filippo Meneghetti (Francia)

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
I Croods 2 - Una nuova era, regia di Joel Crawford
Onward - Oltre la magia, regia di Dan Scanlon
Over the Moon - Il fantastico mondo di Lunaria, regia di Glen Keane
Soul, regia di Pete Docter e Kemp Powers
Wolfwalkers - Il popolo dei lupi, regia di Tomm Moore e Ross Stewart

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Emerald Fennell – Una Donna Promettente
Jack Fincher – Mank
Aaron Sorkin – Il Processo ai Chicago 7
Florian Zeller e Christopher Hampton – The Father
Chloé Zhao – Nomadland

MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE
Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste – Soul
Trent Reznor e Atticus Ross – Mank
James Newton Howard – Notizie dal Mondo
Alexandre Desplat – The Midnight Sky
Ludwig Göransson – Tenet

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Fight for You (H.E.R., D'Mile e Tiara Thomas) – Judas and the Black Messiah
Hear My Voice (Daniel Pemberton e Celeste) – Il Processo ai Chicago 7
Io sì (Seen) (Diane Warren, Laura Pausini e Niccolò Agliardi) – La vita davanti a sé
Speak Now (Leslie Odom Jr. e Sam Ashworth) – Quella notte a Miami...
Tigress & Tweed (Andra Day e Raphael Saadiq) – The United States vs. Billie Holiday


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sabato 6 febbraio 2021

MA RAINEY'S BLACK BOTTOM, L'ULTIMO ATTO DI CHADWICK BOSEMAN

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



USA, 2020
93'
Regia: George C. Wolfe
Interpreti: Chadwick Boseman, Viola Davis, Glynn Turman, Colman Domingo, Michael Potts.


Chicago, anni Venti del XX Secolo.

Ma Rainey (Davis) è un'affermata cantante blues, matronale, capricciosa e testarda.

Arriva in ritardo alla registrazione del suo nuovo album e porta con sé una civettuola ragazzina e il balbuziente nipote, suoi protetti.

Nel frattempo nella sua band di supporto, composta da tre veterani professionali, placidi, accomodanti e dal giovane trombettista Levee (Boseman), talentuoso ma arrogante e ambizioso, le divergenze si fanno sempre più marcate e aspre tanto più si attende l'arrivo della diva.

Le differenze si trasformeranno presto in uno scontro generazionale e la tensione che si verrà a creare porterà ad esiti distruttivi.




Tratto dalla omonima pièce di August Wilson, vincitore di due Premi Pulitzer e considerato il più influente e apprezzato drammaturgo afro-americano, Ma Rainey's Black Bottom è uscito su Netflix alla fine del 2020, più o meno in contemporanea con One Night In Miami, trasmesso in anteprima su Amazon Prime Video.

I due, pur diversi nell'ambientazione storica, sono trasposizioni filmiche di opere teatrali di autori accclamati - e si vede in entrambi la matrice di provenienza, che li condiziona e limita - nei quali è centrale la situazione della gente di colore.

Ma se nel film di Regina King i quattro protagonisti (Malcolm X, Muhammad Ali, Sam Cooke, Jim Brown) sono uomini di successo che sgomitano per trovare il proprio posto nel mondo sfruttando i talenti a propria disposizione, in quello diretto da Wolfe Ma Rainey è costretta quasi suo malgrado a recitare la parte della diva bizzosa per non farsi mettere i piedi in testa dai produttori discografici bianchi, Levee prova ad emergere per riscattare un drammatico passato e i suoi anziani colleghi sono rassegnati ad una vita di compromessi e quieto vivere che ne mortifica però il talento.

Se il primo è intriso di malinconia, nostalgia e di rimpianto per un evento che non ha avuto forse il tempo di accadere, il secondo è invece carico di amarezza, disperazione ed è opprimente come lo scantinato nel quale i musicisti fanno le prove.

Inoltre, se da una parte brilla l'abilità registica di King, dall'altra a risaltare è l'accuratezza dell'ambientazione e dei costumi e le canzoni di Ma Rainey (sì, la "Madre del Blues" è esistita davvero).

Il vero punto di forza di entrambe le pellicole risiede tuttavia nella recitazione.

Se One Night In Miami si affida ad un quartetti di attori bravissimi ma non molto noti, Ma Rainey's Black Bottom può contare sulla presenza di tre buoni caratteristi (Turman, Domingo, Potts, cioè i tre attempati musicisti) e soprattutto di due divi del calibro di Viola Davis e Chadwick Boseman.

L'apprezzatissima vincitrice dell' Oscar nel 2017 (per Fences, adattamento cinematografico di un'altra opera di August Wilson) è coperta da un pesantissimo trucco e da vestiti larghi e sgraziati, ma sprizza carisma e magnetismo da ogni poro.

Fa male invece vedere Chadwick Boseman, alla sua ultima interpretazione.

Dimenticatevi i muscoli guizzanti del supereroe marveliano Black Panther: qui i segni della malattia che lo porterà a morte prematura nell'agosto 2020 si notano in un volto scavato e in un corpo magrissimo - uno schiaffo in pieno volto a chi pensa che gli attori hollywoodiani debbano sempre essere perfetti, sani e in forma.

Ecco allora che il dramma personale e vero dell'attore si fonde con il dramma del personaggio e gli dà una forza che travalica la finzione.

Se Ma Rainey's Black Bottom sarà ricordato ancora in futuro sarà solo per merito suo.




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