CINEMA A BOMBA!

giovedì 15 luglio 2021

LUCA, PORTOROSSO NON AVRAI IL MIO SCAMPO

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2021
95'
Regia: Enrico Casarosa
Voci originali: Jacob Tremblay, Jack Dylan Grazer, Maya Rudolph, Giacomo Gianniotti, Sacha Baron Cohen.


Italia, anni 50.
Luca (Tremblay), un anfibio teenager che vive nel Mar Ligure, disobbidisce ai propri genitori ed esce dall'acqua insieme al coetaneo Alberto (Grazer).

Scopre così che i mostri marini come loro si trasformano, una volta asciutti, in esseri umani.

Passano quindi le proprie giornate nel villaggio di Portorosso, dove conoscono il bullo Ercole e la simpatica Giulia.

Tutti e 4 decidono di partecipare alla Portorosso Cup, una specie di triathlon durante il quale bisogna nuotare, mangiare un piatto di pasta e compiere una corsa in bicicletta.

Nei giorni successivi - complice la rivalità con l'odioso Ercole - l'amicizia tra Luca, Alberto e Giulia verrà messa a dura prova...



Per chi non lo conoscesse, Enrico Casarosa è un genovese emigrato in California per realizzare il proprio sogno: lavorare per i big dell'animazione.

Dopo una lunga gavetta da storyboard artist in pellicole come Cars (Disney-Pixar) e L'Era Glaciale (Dreamworks), il nostro conterraneo si fece notare qualche anno fa con il delizioso cortometraggio La Luna, candidato all'Oscar nel 2012.

Come sappiamo, la statuetta venne poi assegnata a The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore, ma la nomination gli diede abbastanza visibilità da permettergli un avanzamento di carriera.
Luca è il suo primo lungometraggio da regista.

L'ambientazione è ovviamente ispirata alle coste della Liguria - in particolare alla Riviera di Ponente (provincia di Savona) e alle Cinque Terre - e quella che vi viene rappresentata è un'Italia idealizzata: il Belpaese del Neorealismo post-bellico e del primo Fellini, che tanto piace agli Americani.



Graficamente, si notino un paio di tocchi di (auto)citazionismo, col paesino marittimo di Portorosso che ricorda un po' quello di Porto Corsa visto in Cars 2 e il papà di Giulia che assomiglia molto a quello de La Luna, benché l'influenza del maestro nipponico Hayao Miyazaki e del suo Studio Ghibli sia la più lampante (Portorosso è anche un riferimento/omaggio a Porco Rosso).

Uditivamente, consigliamo convinti la visione in lingua originale: col doppiaggio - non eccelso, oltretutto - si perde almeno metà del divertimento.
E si perde inoltre la possibilità di ascoltare Sacha Baron Cohen - il comico inglese di Borat, visto anche in Les Misérables e Il Processo ai Chicago 7 - in un suo raro excursus nel cinema per famiglie.

Luca è un film d'animazione piacevolmente fresco ed estivo: non un'opera memorabile (come Toy Story, Cars ed Inside Out, ad esempio), ma neppure "l'ennesima prova dell'involuzione artistica della Pixar", come l'ha definito una parte della critica oltreoceanica (in patria l'accoglienza è stata nel complesso tiepida).

Consigliato ovviamente a tutti i Liguri e in generale agli appassionati di spiagge e mare.
Che siano già in vacanza oppure no.



Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

martedì 4 maggio 2021

IL PROCESSO AI CHICAGO 7, I MAGNIFICI SETTE (DEI DIRITTI CIVILI)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2020
130'
Regia: Aaron Sorkin
Con: Sacha Baron Cohen, Eddie Redmayne, Mark Rylance, Joseph Gordon-Levitt, Frank Langella, Yahya Abdul-Mateen II, John Carroll Lynch, Michael Keaton.


Chicago, estate 1968.
Un gruppo di attivisti dei diritti civili, tra cui Abbie Hoffman (Baron Cohen) e Tom Hayden (Redmayne), parteciparono ad una manifestazione contro la guerra nel Vietnam che sfociò in uno scontro tra i manifestanti e la Guardia Nazionale.

Cinque mesi dopo, 7 (+1) di loro vennero arrestati con le accuse di cospirazione e incitamento alla sommossa.
Il processo che ne seguì ottenne un'ampia eco mediatica ed ebbe un forte impatto sull'opinione pubblica.



Chi è Aaron Sorkin?
Per molti è uno sceneggiatore di lungo corso che vinse l'Oscar un decennio or sono grazie a The Social Network di David Fincher (sì, proprio l'autore di Se7en e Mank).

Non tutti sanno però che questo ex drammaturgo di mezza età è pure un valido regista.
Dopo l'esordio dietro la cinepresa nel 2017 con Molly's Game (protagonista l'affascinante Jessica Chastain), il nostro ha firmato la propria opera seconda, che in tanti avevano dato tra le favorite nella corsa a Golden Globe e Oscar.

Sappiamo com'è finita: dopo il Globo per la miglior sceneggiatura, tutte e 6 le nomination per gli Academy Awards sono andate a vuoto.
Peccato: nonostante qualche difetto, Il Processo ai Chicago 7 è una pellicola che merita almeno una visione.

La forza principale di questo legal drama risiede nella sua attualità: racconta un episodio degli anni 60, ma chiaramente parla dell'America di oggi.
Difficile non vedere un parallelo - benché ideologicamente agli antipodi - tra i Chiacago 7 di allora e i Proud Boys di oggi.

Chiariamo: non c'è alcuna volontà di concedere pari dignità ai due movimenti o di giustificare le azioni dei facinorosi che, aizzati da Donald Trump, a inizio anno hanno assaltato Capitol Hill tentando - e fallendo - un colpo di stato.

Anzi, Sorkin non nasconde la propria fede democratica e strizza l'occhio anche a Black Lives Matter.
In definitiva, la sua tesi è: gli Stati Uniti hanno sempre avuto una storia violenta, anche recente, di insurrezioni civili e sociali, però c'è protesta e protesta.

A fare la differenza non è da quale parte della barricata si combatte (quella del popolo o quella delle istituzioni), ma per quale causa, per quale ideale.



Il regista esponde questo pensiero per mezzo di numerose libertà storiche e licenze artistiche che gli hanno attirato diverse critiche (e probabilmente precluso la conquista di una statuetta).
Si tratta tuttavia di un film, non di un documentario.

Come ha detto lo stesso Sorkin in un'intervista: "I personaggi non sono impersonificati, sono interpretati".
E se a farlo è un cast di grande caratura, allora c'è di che accontantarsi.

Si noti che molti dei protagonisti, pur recitando il ruolo di Americani, sono in effetti di nazionalità britannica!
Mark Rylance (già premio Oscar per Il Ponte delle Spie e visto successivamente nel sottovalutatissimo Ready Player One), Eddie Redmayne (anch'egli oscarizzato grazie a La Teoria del Tutto e poi protagonista della serie Animali Fantastici) e Sacha Baron Cohen (che proprio con Redmayne aveva condiviso il set di Les Misérables) sono straordinariamente credibili ed efficiaci.

Proprio quest'ultimo svetta su tutti: in uno dei suoi rari ruoli seri, il comico inglese ha dovuto recitare con un accento yankee per interpretare Abbie Hoffman, un nativo del Massachusetts trapiantato in California.
C'è riuscito così bene da essere stato candidato agli Academy Awards come miglior attore non protagonista.

Come purtroppo sappiamo, la sua nomination - così come quella per la miglior sceneggiatura non originale, ottenuta grazie a Borat 2
- è rimasta tale.
Senza nulla togliere a Daniel Kaluuya (il protagonista di Scappa-Get Out è stato premiato al suo posto per Judas and the Black Messiah, un altro biopic ambientato più o meno nello stesso periodo storico), Sacha non avrebbe affatto demeritato.

Nei ruoli di contorno, tra il giovane Joseph Gordon-Levitt (lo ricordate in Inception e Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno?) e l'anziano Frank Langella (grande attore di formazione teatrale, specializzato in ruoli di cattivo), emerge - tanto per cambiare! - Michael Keaton.

Come sappiamo, l'ex Batman (a proposito: è di questi giorni la clamorosa conferma che rivestirà i panni dell'Uomo Pipistrello nel film "solista" di Flash della Justice League!) sta vivendo negli ultimi anni una seconda giovinezza artistica, iniziata col plurioscarizzato Birdman.
Qui fa poco più di una comparsa, ma la sua performance ricorda da vicino quella - ottima - di un altro recente lungometraggio di impegno civile, Il Caso Spotlight.

Con uno script forse più consono al palcoscenico che al grande/piccolo schermo, Il Processo ai Chicago 7 resta una pellicola da vedere, su cui riflettere e di cui discutere.
Anche senza il blasone portato dagli Oscar.


Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

martedì 20 aprile 2021

OSCAR 2021. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI



Come dimostrano le statistiche di questo blog, le candidature relative alle interpretazioni sono quelle più apprezzate dai nostri lettori!

Non c'è da stupirsi: attrici e attori sono coloro che, in base alla propia bravura o al proprio carisma, sono in grado di trasformare un buon film in un grande successo.

Quest'anno la corsa alle statuette per queste categorie è particolarmente interessante: nonostante le consuete "anticipazioni" dei Golden Globe, i verdetti non paiono affatto scontati.

Frances McDormand si porterà a casa un altro Oscar, dopo i due conquistati in precedenza per Fargo e Tre Manifesti a Ebbing, Missouri?
Assai probabile, eppure la giuria dei Globes le aveva preferito Andra Day.

Anche le altre contendenti non scherzano, specie la voluminosa Viola Davis di Ma Rainey's Black Bottom.

Tra le non protagoniste, la disfida è - se possibile - ancora più incerta.
Glenn Close e l'emergente Yoon Yeo-jeong sono molto quotate, ma la già oscarizzata Olivia Colman potrebbe batterle al fotofinish.

E se Amanda Seyfried scalpita perché sia concesso un riconoscimento al discusso Mank, la vera sorpresa potrebbe essere Maria Bakalova.

La giovanissima attrice bulgara è stata la rivelazione di Borat - Seguito di Film Cinema: non ci soprenderemmo se alla fine l'Academy scegliesse proprio lei.



Per quanto concerne gli uomini, la domanda sulla bocca di tutti è se verrà concessa o meno una gratifica postuma a Sua Maestà Black Panther, ossia il compianto Chadwick Boseman.

L'ex Avenger è in lizza con la sua sofferta, ultima interpretazione, quella del tormentato trombettista di Ma Rainey's Black Bottom.
Il finale sarà simile a quello di Heath Ledger con Il Cavaliere Oscuro o a quello di Massimo Troisi con Il Postino?

In alternativa, i voti potrebbero confluire sul veterano Anthony Hopkins (struggente in The Father) o sul poliedrico Gary Oldman (istrionico in Mank), ma attenzione a non sottovalutare l'outsider Riz Ahmed di Sound of Metal.

Nei ruoli di supporto, tra i sue litiganti - ovvero Daniel Kaluuya (lo ricordate in Get Out?) e Lakeith Stanfield, entrambi per la medesima pellicola - potrebbe godere il terzo: l'irriverente comico ebreo Sacha Baron Cohen si rifarebbe con Il Processo ai Chicago 7 della mancata candidatura come attore protagonista di Borat - Seguito di Film Cinema.

Ma è facile che anche quest'anno l'Academy voglia premiare ad ogni costo un attore afro: ma allora - anziché i due suddetti interpreti di Judas and the Black Messiah - perché non Leslie Odom Jr., distintosi brillantemente in Quella notte a Miami...?

Tuttavia, c'è ancora tempo per scoprire quali stelle brilleranno nella Notte degli Oscar.
Nell'attesa, leggete qui di seguito l'elenco completo dei candidati e cliccate sui link che trovate.
Ne vedrete delle belle!




Migliore attrice protagonista
Viola Davis - Ma Rainey's Black Bottom
Andra Day - The United States vs. Billie Holiday
Vanessa Kirby - Pieces of a Woman
Frances McDormand - Nomadland
Carey Mulligan - Una Donna Promettente


Migliore attore protagonista
Riz Ahmed - Sound of Metal
Chadwick Boseman - Ma Rainey's Black Bottom
Anthony Hopkins - The Father
Gary Oldman - Mank
Steven Yeun - Minari


Migliore attrice non protagonista
Maria Bakalova - Borat - Seguito di Film Cinema
Glenn Close - Elegia Americana
Olivia Colman - The Father
Amanda Seyfried - Mank
Yoon Yeo-jeong - Minari


Migliore attore non protagonista
Sacha Baron Cohen - Il Processo ai Chicago 7
Daniel Kaluuya - Judas and the Black Messiah
Leslie Odom Jr. - Quella notte a Miami...
Paul Raci - Sound of Metal
Lakeith Stanfield - Judas and the Black Messiah


Etichette: , , , , , , , , , , , ,

domenica 18 aprile 2021

OSCAR 2021. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, FILM INTERNAZIONALE, SCENEGGIATURE

Dall'alto: una scena di Soul; Mads Mikkelsen in Un Altro Giro; Sacha Baron Cohen (a destra) sul set di Borat-Seguito di Film Cinema.


Chi vincerà la statuetta per il miglior film di animazione, quest'anno?
Domanda oziosa: forte anche del recente Golden Globe, Soul - il più recente tra i capolavori firmati Disney-Pixar - non sembra avere rivali.

Gli unici avversari in grado di impensierire il favorito potrebbero essere Onward (anch'essa un'opera Disney-Pixar) e Shaun: Farmageddon (lungometraggio con protagonista la pecora di una famosa serie in stop-motion britannica, ideata dagli stessi autori di Wallace & Gromit e Galline in Fuga).

Gli altri due titoli in gara dovrebbero avere ancora meno chance di successo.
Insomma, in questo ambito il dado sembra già tratto.

Anche per il miglior film internazionale - fino a un paio di anni fa la categoria si chiamava "miglior film straniero" - non sembra esserci storia.

Il danese Un Altro Giro, con protagonista l'hollywoodiano tornato in patria Mads Mikkelsen (lo ricorderete in Dottor Strange e Rogue One; presto lo vedremo al posto di Johnny Depp nel prossimo capitolo di Animali Fantastici), segue le tracce di alcuni suoi illustri predecessori, come Roma e Parasite: un Oscar assegnato praticamente a tavolino.



Più combattuta è la competizione nelle due sezioni riservate alla scrittura: miglior sceneggiatura originale e miglior adattamento.

Nella prima, Il Processo ai Chicago 7 del drammaturgo-regista Aaron Sorkin - apparentemente in vantaggio - se la vedrà con un paio di contendenti di alto livello: in particolare, Sound of Metal e Una Donna Promettente.

Nella seconda, la sfida è ancora più incerta.
Il dissacrante comico inglese Sacha Baron Cohen, anch'egli fresco vincitore ai Golden Globe, potrebbe fare la storia con Borat - Seguito di Film Cinema, ma sulla sua strada troverà l'emergentissima Chloé Zhao.

Col suo osannato Nomadland la regista cinese potrebbe fare incetta di statuette, compresa quella per la miglior sceneggiatura non originale, spegnendo le speranze di SBC e degli altri contendenti al premio.

Tra questi, segnaliamo almeno Quella Notte a Miami..., che parte da outsider e potrebbe rivelarsi una sorpresa.

Comunque andrà, vi consigliamo di leggere qui sotto l'elenco completo dei candidati e di cliccare sui link per ulteriori approfondimenti!



Miglior film d'animazione
Onward - Oltre la Magia, regia di Dan Scanlon
Over the Moon - Il Fantastico Mondo di Lunaria, regia di Glen Keane
Shaun, Vita da Pecora: Farmageddon - Il film, regia di Will Becher e Richard Phelan
Soul, regia di Pete Docter
Wolfwalkers - Il Popolo dei Lupi, regia di Tomm Moore e Ross Stewart

Miglior film internazionale
Un Altro Giro, regia di Thomas Vinterberg (Danimarca)
Collective, regia di Alexander Nanau (Romania)
The Man Who Sold His Skin, regia di Kaouther Ben Hania (Tunisia)
Quo vadis, Aida?, regia di Jasmila Žbanić (Bosnia ed Erzegovina)
Shàonián de nǐ, regia di Derek Tsang (Hong Kong)

Migliore sceneggiatura originale
Will Berson, Shaka King, Kenny Lucas e Keith Lucas - Judas and the Black Messiah
Lee Isaac Chung - Minari
Emerald Fennell - Promising young woman-Una Donna Promettente
Darius Marder, Abraham Marder e Derek Cianfrance - Sound of Metal
Aaron Sorkin - Il Processo ai Chicago 7

Migliore sceneggiatura non originale
Ramin Bahrani - The White Tiger-La Tigre Bianca
Sacha Baron Cohen, Anthony Hines, Dan Swimer, Peter Baynham, Erica Rivinoja, Dan Mazer, Jena Friedman, Lee Kern e Nina Pedrad - Borat - Seguito di Film Cinema
Christopher Hampton e Florian Zeller - The Father - Nulla è come sembra
Kemp Powers - Quella Notte a Miami... (One Night in Miami...)
Chloé Zhao - Nomadland


Etichette: , , , , , , , , , , ,

lunedì 1 marzo 2021

GOLDEN GLOBE 2021. UN' EDIZIONE VIRTUALE

Un momento della cerimonia. 


Una regista cinese specializzata in western moderni e un comico britannico irriverente e provocatorio.
Sono questi due i principali vincitori della 78a edizione dei Golden Globe, gli Oscar assegnati dalla stampa estera.

Un'edizione insolita, quella di quest'anno: causa Pandemia è stata la prima virtuale nella storia della kermesse, con ospiti e premiati in diretta streaming (nel 2020 era stato ancora possibile svolgerla in presenza).

Come da previsioni, Nomadland ha vinto come miglior film drammatico e miglior regista, mentre la protagonista Frances McDormand - favoritissima alla vigilia - ha dovuto cedere ad Andra Day il premio per la miglior attrice.

I due globi dorati a Borat - Seguito di film cinema sono stati invece una sorpresa: miglior film e miglior attore nella categoria commedia/musical (a differenza di quanto fa l'Academy, qui vengono distinte le pellicole in base al genere), una bella soddisfazione per il poliedrico Sacha Baron Cohen, in corsa anche come non protagonista con Il Processo ai Chicago 7.

Il legal drama del drammaturgo-regista Aaron Sorkin si è dovuto "accontentare" del premio per la miglior sceneggiatura.
Scelta insolita, considerate le varie accuse di inaccuratezza storica che il film ha subìto.
Forse, più dello script in sé si è voluto incensarne l'autore (lo stesso Sorkin, il cui talento in ambito di scrittura è indubbio).



Il momento più commovente della serata è stato quando a Chadwick Boseman è stato riconosciuto postumo il Globe come miglior attore drammatico.
L'indimenticato Black Panther offre in Ma Rainey's Black Bottom una prova sofferta, estrema, definitiva; un po' Heath Ledger de Il Cavaliere Oscuro e un po' Massimo Troisi de Il Postino.

A proposito di Italia, un po' di gloria è arrivata pure al Belpaese!
Io Sì, canzone-traino di La vita davanti a sé con Sophia Loren ha vinto come migliore canzone.
Laura Pausini detentrice di un Golden Globe?!? Ebbene sì.

Altri musicisti che hanno potuto portarsi a casa un riconoscimento sono Trent Reznor e Atticus Ross, ossia i Nine Inch Nails, che insieme a Jon Batiste sono stati premiati per le musiche di Soul.
L'ennesima, blasonatissima produzione Disney-Pixar ha vinto ovviamente anche come miglior film d'animazione, ed è proiettata come un razzo verso gli Oscar.

Per quanto concerne le altre categorie, segnaliamo almeno i globi d'oro conquistati come non protagonisti da Jodie Foster (quanto tempo è passato da Taxi Driver!) e da Daniel Kaluuya (ve lo ricordate in Scappa-Get Out?).

E gli sconfitti? Ce n'è soprattutto uno: Mank.
Forte del maggior numero di nomination (ben 6), il biopic di David Fincher è sorprendentemente tornato a casa con le pive nel sacco.
Anche Tenet di Christopher Nolan - per molti il film dell'anno - è rimasto a secco, ma era candidato solo per la miglior colonna sonora.

Riusciranno queste due pellicole a rifarsi con gli Oscar?
Lo scopriremo insieme, il mese prossimo.


Etichette: , , , , , , , , , , ,

GOLDEN GLOBE 2021. I VINCITORI

Chloe Zhao (a destra) e Sacha Baron Cohen (a sinistra) visibilmente emozionati. 


Nomadland e Borat - Seguito di film cinema sono i più evidenti vincitori della 78a edizione - la prima virtuale - dei Golden Globe.

Gloria anche al compianto Black Panther Chadwick Boseman, al "pixeriano" Soul e ad altri.

A breve, come sempre, seguirà un approfondito post di commento.
Per ora godetevi i vincitori: l'elenco completo è qui sotto!

Cliccate sui link per maggiori approfondimenti, curiosità e... recensioni!



MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Nomadland, regia di Chloé Zhao

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE
Borat - Seguito di film cinema, regia di Jason Woliner

MIGLIOR REGISTA
Chloé Zhao – Nomadland

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Andra Day – The United States vs. Billie Holiday

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Chadwick Boseman – Ma Rainey's Black Bottom

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Rosamund Pike – I Care a Lot

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Sacha Baron Cohen – Borat-Seguito di film cinema

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jodie Foster – The Mauritanian

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Daniel Kaluuya – Judas and the Black Messiah

MIGLIOR FILM STRANIERO
Minari, regia di Lee Isaac Chung (Stati Uniti d'America)

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Soul, regia di Pete Docter e Kemp Powers

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Aaron Sorkin – Il Processo ai Chicago 7

MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE
Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste – Soul

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Io sì (Seen) (Diane Warren, Laura Pausini e Niccolò Agliardi) – La vita davanti a sé


Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

giovedì 25 febbraio 2021

GOLDEN GLOBE 2021. LE NOMINATION



Come saprete, mancano pochi giorni all'assegnazione dei Golden Globe, ossia gli Oscar assegnati dalla stampa estera.
Una competizione che ci appassiona e che negli anni siamo arrivati a ritenere qualitativamente superiore ai blasonati Academy Awards.

Quella di quest'anno è anche un'edizione sui generis, essendo la prima a svolgersi nel corso della Pandemia che ha cambiato, tra le altre cose, il nostro modo di concepire la settima arte.

Ovviamente la domanda sulla bocca di tutti i cinefili rimane la stessa di sempre: chi vincerà?
I pronostici abbondano, ma avremo il responso soltanto domenica 28.

Nel frattempo scoprite qui sotto tutti i candidati.
Per maggiori approfondimenti cliccate sui link!



MIGLIOR FILM DRAMMATICO
The Father, regia di Florian Zeller
Mank, regia di David Fincher
Nomadland, regia di Chloé Zhao
Una Donna Promettente (Promising Young Woman), regia di Emerald Fennell
Il Processo ai Chicago 7 (The Trial of the Chicago 7), regia di Aaron Sorkin

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE
Borat - Seguito di film cinema, regia di Jason Woliner
Hamilton, regia di Thomas Kail
Music, regia di Sia
Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani, regia di Max Barbakow
The Prom, regia di Ryan Murphy

MIGLIOR REGISTA
Emerald Fennell – Una Donna Promettente
David Fincher – Mank
Regina King – Quella notte a Miami... (One night in Miami...)
Aaron Sorkin – Il Processo ai Chicago 7
Chloé Zhao – Nomadland

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Viola Davis – Ma Rainey's Black Bottom
Andra Day – The United States vs. Billie Holiday
Vanessa Kirby – Pieces of a Woman
Frances McDormand – Nomadland
Carey Mulligan – Una Donna Promettente

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Riz Ahmed – Sound of Metal
Chadwick Boseman – Ma Rainey's Black Bottom
Anthony Hopkins – The Father
Gary Oldman – Mank
Tahar Rahim – The Mauritanian

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Marija Bakalova – Borat-Seguito di film cinema
Kate Hudson – Music
Michelle Pfeiffer – French Exit
Rosamund Pike – I Care a Lot
Anya Taylor-Joy – Emma

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Sacha Baron Cohen – Borat-Seguito di film cinema
James Corden – The Prom
Lin-Manuel Miranda – Hamilton
Dev Patel – La vita straordinaria di David Copperfield
Andy Samberg – Palm Springs

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Glenn Close – Elegia americana (Hillbilly Elegy)
Olivia Colman – The Father
Jodie Foster – The Mauritanian
Amanda Seyfried – Mank
Helena Zengel – Notizie dal Mondo (News of the World)

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Sacha Baron Cohen – Il Processo ai Chicago 7
Daniel Kaluuya – Judas and the Black Messiah
Jared Leto – Fino all'ultimo indizio (The Little Things)
Bill Murray – On the Rocks
Leslie Odom Jr. – Quella notte a Miami...



MIGLIOR FILM STRANIERO
Un altro giro (Druk), regia di Thomas Vinterberg (Danimarca)
La llorona, regia di Jayro Bustamante (Guatemala)
La vita davanti a sé (The Life Ahead), regia di Edoardo Ponti (Italia)
Minari, regia di Lee Isaac Chung (Stati Uniti d'America)
Due (Deux), regia di Filippo Meneghetti (Francia)

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
I Croods 2 - Una nuova era, regia di Joel Crawford
Onward - Oltre la magia, regia di Dan Scanlon
Over the Moon - Il fantastico mondo di Lunaria, regia di Glen Keane
Soul, regia di Pete Docter e Kemp Powers
Wolfwalkers - Il popolo dei lupi, regia di Tomm Moore e Ross Stewart

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Emerald Fennell – Una Donna Promettente
Jack Fincher – Mank
Aaron Sorkin – Il Processo ai Chicago 7
Florian Zeller e Christopher Hampton – The Father
Chloé Zhao – Nomadland

MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE
Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste – Soul
Trent Reznor e Atticus Ross – Mank
James Newton Howard – Notizie dal Mondo
Alexandre Desplat – The Midnight Sky
Ludwig Göransson – Tenet

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Fight for You (H.E.R., D'Mile e Tiara Thomas) – Judas and the Black Messiah
Hear My Voice (Daniel Pemberton e Celeste) – Il Processo ai Chicago 7
Io sì (Seen) (Diane Warren, Laura Pausini e Niccolò Agliardi) – La vita davanti a sé
Speak Now (Leslie Odom Jr. e Sam Ashworth) – Quella notte a Miami...
Tigress & Tweed (Andra Day e Raphael Saadiq) – The United States vs. Billie Holiday


Etichette: , , , , , , , ,

mercoledì 18 novembre 2020

BORAT-SEGUITO DI FILM CINEMA, OFFRESI FIGLIA DISPERATAMENTE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



Regno Unito/USA, 2020
96'
Regia: Jason Woliner
Interpreti: Sacha Baron Cohen, Maria Bakalova, Rudolph Giuliani, Michael Pence, Dani Popescu, Tom Hanks


Anni dopo il suo reportage dagli USA, il giornalista kazako Borat Sagdiyev è caduto in disgrazia: il suo Paese ha attirato insulti e derisione, mettendo in imbarazzo i pezzi grossi del regime.

Il presidente del Kazakistan gli offre però un'occasione per redimersi: portare un prezioso dono a Trump o a qualcuno del suo entourage per ingraziarsi i favori degli Stati Uniti. 

All'arrivo in America, Borat scopre che sua figlia (Bakalova) si è imbucata clandestinamente. E così gli viene in mente un'idea. 


A ben 14 anni dall'uscita del primo film, è tornato Borat, con un seguito giunto a sorpresa, girato in gran segreto.

E a pochi giorni dalle elezioni presidenziali americane, che a distanza di settimane non hanno ancora un risultato definitivo - sebbene sembri certa la sconfitta di Trump e l'affermazione di Joe Biden.

Sacha Baron Cohen, dopo aver irriso l'american way of life, qui mette nel mirino il trumpismo e la risposta USA all'emergenza epidemiologica legata al Covid-19.

Il metodo è simile a quello del predecessore - una sorta di candid camera che coinvolge gente ignara, con scene montate nel contesto di una narrazione cinematografica - ma con risultati diversi.

E discontinui: sebbene le parti con gente comune risultino meno credibili e spontanee, rimangono più impresse invece quelle che vedono protagonisti loro malgrado Michael Pence e Rudolph Giuliani.

Il vicepresidente è quello che ha avuto meno problemi, essendo stato vittima di un'incursione, durante un comizio, del comico inglese vestito da Trump, con in spalla la brava e simpatica Bakalova, pronta per essergli offerta in dono.

Il servizio di sicurezza, in questo caso, è riuscito a sventare la boutade

L'ex sindaco di New York, invece, è finito nei guai.

Ha iniziato una finta intervista in una stanza d'albergo con la Bakalova nei panni della figlia di Borat, mentre questa cercava di sedurlo (pur dichiarando di essere minorenne), e l'ha continuata nella stanza da letto; qui si è sdraiato e ha cominciato a trafficare dentro i pantaloni. 

A questo punto ha fatto irruzione Baron Cohen impersonando Borat, e gli ha offerto la ragazza.

Giuliani si è poi difeso affermando di aver agito così per togliersi il microfono, ma non sono in pochi a non aver creduto a questa versione - a noi la mente è andata a un film come Bombshell.

Fatto sta che l'avvocato personale di Trump è stato sommerso dalle polemiche, proprio a pochi giorni dal voto, scatenando anche le ire del tycoon, che si è sentito attaccato, seppure indirettamente. 

Non sappiamo quanto il clamore dello scandalo abbia danneggiato The Donald, ma di certo è servito come pubblicità per il film, che è andato direttamente in streaming su Amazon Prime Video e che sta riscuotendo un ottimo successo sia di critica che di pubblico.

Qualcuno parla anche di chance di Oscar, ma sinceramente la cosa ci sembra un tantino esagerata: rispetto all'originale, questo seguito è  inferiore per mordente, ritmo, originalità e irriverenza.

Tuttavia l'aver osato contaminare farsa cinematografica e politica reale rappresenta una presa di posizione militante molto coraggiosa e sicuramente più efficace di tanti discorsi di star hollywoodiane. 

Da questo punto di vista, Borat-Seguito di Film Cinema potrebbe aprire la strada ad un nuovo e più aggressivo modo di fare satira.

Chissà se Baron Cohen tra qualche anno sarà considerato un pioniere o solo un caso isolato.

O peggio.

Etichette: , , , , , ,