CINEMA A BOMBA!

mercoledì 28 maggio 2025

CANNES 2025. SIC TRANSIT GLORIA?

Dall'alto: Jafar Panahi con la Palma d'Oro; la sempre splendida Juliette Binoche, Presidente della Giuria; Robert De Niro mentre riceve il premio alla carriera da Leonardo DiCaprio.


La 78a edizione del Festival di Cannes, come visto sabato, è stata vinta dall'iraniano Yek tasādof-e sāde, che tradotto significa "un semplice incidente" (per l'elenco completo dei premiati cliccate qui).

Un'opera coraggiosa in cui il regista Jafar Panahi denuncia le atrocità del regime di Teheran, e che è arrivata alla Palma d'Oro battendo pellicole più in vista come quelle di Wes Anderson (la commedia spionistica La Trama Fenicia) e Richard Linklater (Nouvelle Vague, tributo meta e un po' ruffiano al cinema transalpino).

Basterà per conquistare anche... gli Oscar?
Domanda apparentemente fuori contesto, ma in effetti legittima: da qualche anno a questa parte l'Academy sembra guardare (anche) alle grandi kermesse europee.

Proprio a Cannes un anno fa Anora di Sean Baker conquistò la Croisette, per poi trionfare alla Notte delle Stelle lo scorso febbraio; alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2021 Jane Campion venne premiata per la miglior regia con Il Potere del Cane e ottenne pochi mesi dopo la statuetta nella medesima categoria; il coreano Bong Joon-ho vinse l'Oscar nel 2020 con Parasite dopo essersi accaparrato la Palma d'Oro l'anno precedente; idem Guillermo del Toro, che grazie a The Shape of Water prima si portò a casa il Leone d'Oro e dopo l'Oscar (2017-2018).

Succederà la stessa cosa quest'anno? Improbabile, ma non impossibile, dati i precedenti.
Dopo un'edizione in cui gli Stati Uniti sono rimasti un po' ai margini (nessun premio, tranne quelli alla carriera per Denzel Washington e Robert De Niro) chissà che al prossimo giro non sia un film persiano a sbancare gli Academy Award.

E se la gloria di Hollywood passasse di nuovo da un festival?


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domenica 25 maggio 2025

CANNES 2025. I VINCITORI

Il regista Jafar Panahi con la Palma d'Oro. 


A vincere la 78a edizione del Festival di Cannes è stato il regista iraniano Jafar Panahi col suo film clandestino Yek tasādof-e sāde (traduzione letterale: "un semplice incidente").

Premiati dalla giuria capitanata da Juliette Binoche troviamo anche - tra gli altri - il divo brasiliano Wagner Moura (sì, quello di Tropa de Elite e Civil War) e gli immancabili fratelli belgi Dardenne.

In attesa del nostro consueto post di commento, leggete qui sotto l'elenco completo dei vincitori e fateci sapere che cosa ne pensate!


Palma d'Oro: Yek tasādof-e sāde, regia di Jafar Panahi (Iran)

Grand Prix Speciale della Giuria (premio per l'opera più originale o innovativa): Affeksjonsverdi, regia di Joachim Trier (Norvegia, Francia, Germania, Danimarca, Svezia)

Prix de la mise en scène (premio per la migliore regia): O agente secreto, regia di Kleber Mendonça Filho (Brasile, Francia)

Prix du scénario (premio per la migliore sceneggiatura): Jean-Pierre e Luc Dardenne per Jeunes Mères (Belgio)

Prix d'interprétation féminine (premio per la migliore attrice): Nadia Melliti per La Petite Dernière (Francia)

Prix d'interprétation masculine (premio per il migliore attore): Wagner Moura per O agente secreto (Brasile, Francia)

Premio della Giuria: In die Sonne schauen, regia di Mascha Schilinski (Germania) ex aequo con Ṣirāṭ, regia di Óliver Laxe (Spagna)

Palma d'Oro onoraria: Denzel Washington e Robert De Niro.


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lunedì 30 novembre 2020

I CORTI: C'È UN MOSTRO NELLA MIA CUCINA, SALVATE IL GIAGUARO

(Clicca sull'immagine per vedere il cortometraggio)  

Irlanda/Regno Unito, 2020
2'
Voce narrante originale: Wagner Moura.


Un bambino si sveglia di notte con un po' di appetito.
Scende le scale, si reca in cucina, apre il frigo e alle sue spalle compare... un giaguaro!?!

Che cosa ci fa questo animale in cucina?
Non dovrebbe essere nella giungla?



Finanziato da Greenpeace UK e realizzato dall’agenzia Mother, C'è un Mostro nella mia Cucina! è un cortometraggio prodotto dall'emergente Cartoon Saloon.

Quest'ultimo è uno studio di animazione irlandese che negli scorsi anni è stato nominato all'Oscar in ben 4 occasioni: nel 2010 con The Secret of Kells, nel 2015 con Song of the Sea, nel 2018 con The Breadwinner e lo scorso anno con Late Afternoon.

Narrato da Wagner Moura, ossia il Pablo Escobar di Narcos e il Capitano Nascimento dei due Tropa de Elite (nel doppiaggio italiano la voce è di Giobbe Covatta), questo brevissimo video è una riflessione sull'impatto che l'agricoltura industriale e l'eccessiva produzione di carne hanno sugli ecosistemi e la biodiversità.

Scopriamo così che ben l'80% della deforestazione globale è causato dalla volontà di fare spazio all'agricoltura destinata alla mangimistica degli allevamenti intensivi, che a loro volta rappresentano una bella fetta dell'inquinamento mondiale e sono tra i principali responsabili della crisi climatica in atto.



Il giaguaro, felino autoctono della giungla sudamericana, non è un predatore pericoloso da cui guardarsi: è un essere vivente da difendere e preservare.

Per aiutarlo - questa è la tesi del corto - basterebbe cambiare le nostre abitudini alimentari, riducendo il consumo di carne e aumentando quello di verdure e legumi.

Per questo, C'è un Mostro nella mia Cucina! potrebbe piacere a chi ha apprezzato documentari "ecologici" come If a Tree Falls, Una Scomoda Verità e The Smog of the Sea, ma anche reportage animalisti e cruelty-free come Behind the Mask.

Con un piccolo sforzo, possiamo contribuire tutti a salvare il nostro pianeta e la sua fauna.
Parafrasando il titolo di un vecchio film con Jack Lemmon... Salvate il giaguaro!


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lunedì 20 luglio 2015

MICHAEL KEATON. ROBOCOP (2014), ANIMA BIO (TORNA A CASA SUA?)

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2014
121'
Regia: José Padilha
Interpreti: Michael Keaton, Gary Oldman, Joel Kinnaman, Samuel L. Jackson, Abbie Cornish, Jay Baruchel, Jackie Earle Haley, Jennifer Ehle.


L'unica speranza di sopravvivere per Alex Murphy (Kinnaman) - vittima di un terribile attentato che gli ha devastato quasi tutto il corpo, ma non la testa - è quella di sottoporsi agli esperimenti di uno scienziato geniale (Oldman) che lavora per uno spregiudicato imprenditore (Keaton).
Questi vuole testare un prototipo di poliziotto robot - il RoboCop del titolo - che non abbia solo una tecnologia all'avanguardia ma anche un'anima, al fine di produrlo in serie e immetterlo sul mercato.

Il povero agente, diventato una sorta di cyborg, si trasformerà in una macchina senza sentimenti o riuscirà a conservare la propria umanità?

Senza dubbio il 2014 è stato un anno di svolta per Michael Keaton.
L'uscita di pellicole attese come questo RoboCop e Need for Speed (tratto dall'omonimo popolare videogioco) - ripagate con buoni incassi - ha infatti riportato sotto i riflettori il protagonista del nostro Speciale, che di questi film è il mattatore, dopo troppi anni di immeritato oblio.

Per non parlare di Birdman, acclamato dalla sua prima mondiale a Venezia e quindi trionfatore all'ultima edizione dei Premi Oscar

Come abbiamo già visto, il nostro dà il meglio di sé nell'opera del messicano Alejandro González Iñárritu; ma se la cava egregiamente anche in questo reboot fracassone del cult di Paul Verhoeven.

Anche perché a fargli da contraltare c'è praticamente il solo Gary Oldman.
Grazie ad una recitazione sobria e asciutta stile Tinker, Tailor, Soldier, Spy o Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno, l'attore britannico dimostra nuovamente di avere la stoffa dei grandi.

Samuel L. Jackson è come sempre bravo, ma ha un ruolo marginale e francamente superfluo; Jackie Earle Haley (il Rorschach del Watchmen di Zack Snyder) è anonimo.
Jennifer Ehle - che avevamo già visto in Zero Dark Thirty a fianco di Jessica Chastain - e Abbie Cornish sono invece sottoutilizzate.

E il protagonista, lo svedese Joel Kinnaman?
Beh, riadattando una celebre battuta di Sergio Leone su Clint Eastwood, si può dire che abbia solo due espressioni: con la visiera da RoboCop e senza.

Il regista brasiliano José Padilha sa il fatto suo e dirige con padronanza del mestiere, ma gli ottimi Tropa de Elite e Tropa de Elite 2 - O Nemigo Agora é Outro erano tutt'altra cosa.

Dell'originale parleremo prossimamente.
Nel frattempo se volete passare due ore di semplice intrattenimento senza impegno (civile e sociale) e troppe pretese, anche questo RoboCop può servire alla bisogna: la storia non è molto originale, ma il ritmo è incalzante e gli effetti speciali sono efficaci e spettacolari, benché tanto invasivi da dare l'impressione più di giocare ad un videogame "spara-tutto" che di assistere alla visione di un film.
Si sta forse avverando la profezia di CINEMA A BOMBA! sui rapporti tra videogiochi e cinema (ne avevamo parlato in questo post)?

Comunque sia, ciò che rimane più impresso della pellicola è il suo "cattivo": Michael vince ancora una volta a mani basse, calandosi nel ruolo con bravura e col carisma acquisito nel tempo.
D'altra parte il nostro è abituato a ruoli di questo tipo: dal perfido truffatore di Uno Sconosciuto alla Porta al genio del male di Soluzione Estrema.

Diavolaccio di un Michael Keaton: riesce sempre a spiazzarci, lasciando ogni volta il segno.

Basti pensare ai ruoli che ha ricoperto nella sua lunga e già gloriosa carriera: l'Uomo Pipistrello di Batman e Batman-Il Ritorno, lo spiritello porcello di Beetlejuice, il giornalista di Cronisti D'Assalto, il poliziotto di Jackie Brown, l'attore in declino nel già citato Birdman.

Senza contare i suoi irresistibili personaggi in commedie spumeggianti come Night Shift-Turno di Notte, Mister Mamma, 4 Pazzi in Libertà, Mi Sdoppio in 4.

Questo Speciale finisce qui.
Abbiamo battuto record su record di visualizzazioni negli ultimi mesi, segno della grande popolarità che il nostro gode anche oggi.
Vi ringraziamo veramente di cuore per tutte le volte che avete letto i nostri post.

E vi promettiamo una cosa: CINEMA A BOMBA! e Michael Keaton si incontreranno ancora.

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domenica 20 novembre 2011

GLI INEDITI: TROPA DE ELITE 2 - O ENEMIGO AGORA E' OUTRO

(clicca sulla locandina per vedere il trailer)

Premessa: il BOPE (Batalhão de Operações Policiais Especiais, cioé Battaglione per le operazioni speciali di polizia) è un'unità della polizia militare specializzata in azioni di guerriglia urbana nelle favelas di Rio de Janeiro e spesso accusata di usare metodi repressivi violenti e brutali contro i narcotrafficanti.
Metodi che sono descritti dettagliatamente dal sociologo Luiz Eduardo Soares, che si è avvalso della collaborazione di due operatori del BOPE, il Maggiore André Batista e il Capitano Rodrigo Pimentel, in un libro uscito nel 2006.
Dalla prima parte di questa pubblicazione è stato tratto il film Tropa de Elite - Gli squadroni della morte, che nel 2008 ha vinto a sorpresa l'Orso d'Oro alla Berlinale, il festival cinematografico di Berlino.

Nel 2010 è uscito il seguito, Tropa de Elite 2 - O enemigo agora é outro (Ora il nemico è un altro), purtroppo ancora inedito in Italia, questa volta ispirato alla seconda parte del libro di Soares.
La trama si svolge alcuni anni dopo i fatti del primo film e vede come protagonista ancora il Capitano Nascimento (Wagner Moura), questa volta alle prese con nemici più subdoli e pericolosi: i poliziotti corrotti e violenti che, sostituiti i narcos nel controllo delle popolose baraccopoli, terrorizzano e sfruttano economicamente gli abitanti attraverso metodi degni della mafia.
Tutto ciò con la connivenza delle alte sfere politiche, che approfittano della situazione per ampliare la propria base elettorale.

Tropa de Elite 2 si sofferma maggiormente sulla critica al sistema rispetto al predecessore, ma sembra voler evitare le accuse (a nostro parere, ingiuste) che erano state mosse a quest'ultimo di essere troppo di destra.
E' un film più politico e programmatico del vincitore dell'Orso d'Oro, ma l'azione c'è, così come l'approfondimento psicologico: non sfigura troppo nel confronto, quindi, e lo dimostra il fatto di essere divenuto il maggior campione d'incassi in patria e di essere stato scelto per rappresentare il Brasile nella categoria Miglior film straniero agli Oscar 2012.
Niente male per un seguito.

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