CINEMA A BOMBA!

venerdì 15 febbraio 2019

OSCAR 2019. NOMINATION: PREMI MUSICALI

Dall'alto: Kendrick Lamar nel video di All the Star (Black Panther); Lady Gaga canta Shallow con Bradley Cooper in A Star Is Born; Emily Blunt nei panni di Mary Poppins canta The Place Where Lost Things Go.  


Il cinema eccita i sensi.
Non soltanto la vista, ma pure - e non poco - l'udito.

Per quanto concerne il sonoro in sé, rimandiamo al nostro post precedente dedicato ai premi tecnici.
Qui si parla invece di musica e canzoni, che in una pellicola a volte possono davvero fare la differenza.

Quest'anno si può notare come solo due film siano candidati in entrambe le categorie dedicate.
E se Il Ritorno di Mary Poppins - in quanto musical - non è certo una sorpresa, la doppia nomina di Black Panther lascia un po' spiazzati.
Forse è la prima volta per un'opera supereroistica, certamente è una novità nell'ambito del Marvel Cinematic Universe.

Da notare l'assenza di cartoni animati: forse la Disney e suoi concorrenti hanno preferito puntare sui live action.
Nessun cartone, quindi, ma in effetti un film d'animazione sì: L'Isola dei Cani è il secondo lungometraggio in stop motion firmato dal regista di culto Wes Anderson (Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou, Moonrise Kingdom, Grand Budapest Hotel).
Il precedente Fantastic Mr. Fox non era andato oltre la nomination; questa volta andrà meglio?

In entrambe le categorie la competizione è equilibrata, nessun risultato è scontato.
Tuttavia è assodato che la nostalgica When a Cowboy Trades his Spurs for Wings (da La Ballata di Buster Scruggs dei fratelli Coen) e la struggente Shallow (già vincitrice del Golden Globe, da A Star is Born) daranno filo da torcere agli altri contendenti per la miglior canzone.

Ma ora è il momento di cliccare sui link che trovate qui di seguito.
Chiudete gli occhi, fate un bel respiro e lasciate che sia la musica a parlare...






MIGLIOR COLONNA SONORA
Ludwig Göransson – Black Panther
Terence Blanchard – BlacKkKlansman
Alexandre Desplat – L'Isola dei Cani (Isle of Dogs)
Marc Shaiman, Scott Wittman – Il Ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Nicholas Britell – Se la Strada Potesse Parlare (If Beale Street Could Talk)

MIGLIOR CANZONE
All The Stars (musica e testi di Kendrick Lamar, SZA, Sounwave e Al Shux) - Black Panther
I'll Fight (musica e testi di Diane Warren) - RBG
The Place Where Lost Things Go (musica di Marc Shaiman, testi di Marc Shaiman e Scott Wittman) - Il Ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Shallow (musica e testi di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt) - A Star Is Born
When a Cowboy Trades His Spurs for Wings (musica e testi di David Rawlings e Gillian Welch) - La Ballata di Buster Scruggs (The Ballad of Buster Scruggs)




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mercoledì 17 maggio 2017

CANNES 2017. SETTANTA MI DÀ TANTO...

Il poster del 70° Festival di Cannes ritrae una giovane Claudia Cardinale.  


Il Festival di Cannes è giunto alla settantesima edizione.
Un bel traguardo per questa rassegna e un'altra bella occasione per i suoi organizzatori.

Gilles Jacob e Thierry Frémaux - rispettivamente presidente e direttore artistico - quest'anno hanno puntato su una miscela apparentemente equilibrata di opere d'autore e pellicole che strizzano l'occhio al grande pubblico.
Ma soprattutto hanno scelto di dare ampio spazio all'altra metà del cielo.

Tantissime le donne, tutte bellissime e/o bravissime: da Monica Bellucci madrina del festival a Nicole Kidman con ben 4 interpretazioni differenti (3 film + 1 serie tv), passando per Jessica Chastain nella Giuria principale - capitanata da Pedro Almodóvar e composta, tra gli altri, anche da Will Smith e dal regista di La Grande Bellezza, Paolo Sorrentino - e Uma Thurman "presidenta" di quella della sezione Un Certain Regard.
Non è neppure un caso che nella locandina dell'evento campeggi una foto giovanile della nostra Claudia Cardinale.

Scorrendo l'elenco delle pellicole in programma, si nota purtroppo anche la totale assenza di italiani nella selezione ufficiale, benché qualcuno sia riuscito a spuntare in quelle "secondarie".






Beh, almeno c'è un'italo-americana: Sofia Coppola, figlia del famoso Francis Ford (ricordate Twixt?) che sulla Croisette aveva già portato The Bling Ring nel 2013.
Stavolta ha adattato The Beguiled, romanzo già portato sul grande schermo da Don Siegel nel 1971 con protagonista Clint Eastwood (La Notte Brava del Soldato Jonathan): riuscirà a uscire dalla crisi professionale degli ultimi anni?

Ritroviamo anche l'austriaco barbuto Michael Haneke: insieme al greco Yorgos Lanthimos (candidato quest'anno agli Oscar per la sceneggiatura di The Lobster, stavolta presenta The Killing of a Sacred Deer, che ripropone la coppia di The Beguiled: Colin Farrell e Nicole Kidman) e all'americano Todd Haynes (Wonderstruck, con Julianne Moore e Michelle Williams; sulla Croisette c'era già stato nel 2015 con Carol) è il favorito per la Palma d'Oro.
Non c'è da stupirsi: Haneke è un beniamino del Festival e ha già vinto 2 volte (l'ultima nel 2012 con Amour).

Meno quotati ma potenzialmente competitivi ci sono anche Michel Hazanavicius e Noah Baumbach.
Il cineasta Premio Oscar nel 2012 per The Artist presenta Le Redoutable (su Jean-Luc Godard), con la moglie/musa Bérénice Bejo; Baumbach è più famoso come co-sceneggiatore di Wes Anderson (sì, quello di Moonrise Kingdom e Grand Budapest Hotel) che come regista, ma il suo The Meyerowitz Stories è trainato da un cast da paura: Adam Sandler, Emma Thompson, Ben Stiller, Dustin Hoffman...

Quest'ultimo e Okja, pellicola diretta dal regista coreano di Snowpiercer, sono insolitamente targati Netflix - che comunque già a Venezia 2015 aveva piazzato in cartellone Beasts of No Nation.
La famosa rete televisiva li presenta dopo i dissidi avuti alla vigilia con gli organizzatori, che vorrebbero che fossero trasmessi anche nelle sale cinematografiche francesi (Netflix non ne ha intenzione).

E proprio la presenza di serie Tv è la grande novità di quest'anno.
In un'era in cui il confine tra grande e piccolo schermo è venuto a mancare, troviamo in cartellone anche opere d'autore come Top of The Lake, a firma della pluripremiata regista Jane Campion (un'altra donna...).
Ma il vero colpaccio di Frémaux è stato assicurarsi la proiezione delle prime due puntate di Twin Peaks, il serial di culto tornato dopo oltre 25 anni per mano di quel geniaccio di David Lynch, che avevamo lasciato alle prese coi suoi estemporanei cortometraggi.

Ma sono molte le cose interessanti che fanno capolino dal programma generale: molto atteso è ad esempio Wind River di Taylor Sheridan, già sceneggiatore di Sicario di Denis Villeneuve (recentemente nominato agli Academy Award per la regia di Arrival) e di Hell or High Water, candidato quest'anno a ben 5 Oscar (miglior film, Jeff Bridges attore non protagonista, sceneggiatura originale per lo stesso Sheridan, montaggio).

Occhio anche ai documentari, categoria sottovalutata: c'è quello di esordio di Vanessa Redgrave sui migranti e quello del più che novantenne Claude Lanzmann, già protagonista di un cortometraggio documentario candidato agli Oscar 2016.
Soprattutto troviamo An Inconvenient Sequel, atteso seguito del bellissimo e spaventoso Una Scomoda Verità, ancora con l'ex vicepresidente USA Al Gore sugli scudi.

I più raffinati potrebbero invece appassionarsi a Carne y Arena, progetto in realtà virtuale del bi-oscarizzato Alejandro G. Iñárritu (nel 2015 per Birdman e nel 2016 per The Revenant), assieme al fido direttore della fotografia Emmanuel Lubezki, che di statuette ne ha vinte 3 di fila (nel 2014, nel 2015 e nel 2016).

Infine, siete fumettari indefessi? Allora How To Talk to Girls at Parties - con Nicole Kidman e Elle Fanning (entrambe già nel film della Coppola) - potrebbe fare per voi: è tratto da una graphic novel di Neil Gaiman, il quotatissimo creatore di Sandman.

Belle donne, Nicole Kidman ubiqua, serie tv che conquistano la stessa dignità delle opere cinematografiche, pellicole intriganti o addirittura innovative...
Ci sono tutte le carte in regola per un Festival di Cannes davvero memorabile.




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lunedì 2 febbraio 2015

I CLASSICI: GRAND BUDAPEST HOTEL, L'UOMO CHE AMAVA LE NONNE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA/Germania/Gran Bretagna, 2014
100'
Regia: Wes Anderson
Interpreti: Ralph Fiennes, Tony Revolori, Willem Dafoe, Edward Norton, Adrien Brody, Saoirse Ronan, Jeff Goldblum, Mathieu Amalric, Harvey Keitel, Tilda Swinton, Owen Wilson, F.Murray Abraham, Jude Law, Tom Wilkinson, Jason Schwartzman, Léa Seydoux, Bob Balaban, Bill Murray.


Oggi: uno scrittore (Wilkinson) racconta dell'incontro avvenuto al Grand Budapest Hotel a metà degli anni 80 tra se stesso giovane e rampante giornalista (Law) e il vecchio proprietario dello stabile (Murray Abraham), che a sua volta rievoca la propria giovinezza come fattorino al servizio di Monsieur Gustave (Fiennes), concierge del rinomato albergo.

A questo punto inizia la storia vera e propria, che ruota intorno all'omicidio dell'anziana e facoltosa Madame D. (Swinton, truccatissima), di cui viene accusato proprio M. Gustave, focoso amante della stessa vegliarda.
Seguono peripezie e colpi di scena a non finire.

Wes Anderson ha una capacità unica: sorprende e convince sia i critici che il vasto pubblico, rimanendo fedele al proprio personalissimo stile.
Non si spiegherebbero altrimenti gli oltre 175 milioni di euro (!) incassati al botteghino né le 9 candidature agli Oscar (tra le quali quelle per miglior film e migliore regia) del suo nuovo capolavoro, Grand Budapest Hotel.

Giunto all'ottava pellicola (la settima consecutiva con Bill Murray nel cast!), il regista texano lascia a casa i suoi abituali co-sceneggiatori e fa tutto da solo, adattando liberamente i libri dello scrittore viennese Stefan Zweig e aggiungendo al proprio stile una punta di spregiudicatezza e un fondo di amarezza in più.

Con il solito cast da capogiro (ma avete letto tutti i nomi?!), Wes non si limita a predicare ai convertiti e firma la propria opera più ambiziosa.
C'è la forma, cioè lo stile e gli straordinari contributi tecnici ( i costumi di Milena Canonero sono meritatamente candidati, così come fotografia e scenografia), ma anche il contenuto.

Grand Budapest Hotel non è più soltanto la classica commedia surreale "alla Anderson" stile Moonrise Kingdom: è anche un film d'azione, una parabola sull'insicurezza umana e sull'avidità, una riflessione malinconica sul tempo che passa.

Rushmore e Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou sono lontani: il film con Ralph Fiennes punta in alto, a una o più statuette, ed è probabile che le aspettative non vengano deluse.

Intanto c'è già il Golden Globe come miglior commedia/musical.
Non male per un regista indipendente.

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mercoledì 14 gennaio 2015

GOLDEN GLOBE 2015. BATMAN...IL RITORNO!

Da sinistra: Amy Adams, Michael Keaton e Julianne Moore. 


È stata la vittoria del cinema indipendente.
Sembrava il Sundance Film Festival e invece era la rassegna dei "globi d'oro", considerata - non sempre a ragione - un'anteprima della Notte degli Oscar, l'evento più atteso e glamour di Hollywood.

I due premi principali, quelli per miglior film drammatico e commedia - ricordiamo che, diversamente dall'Academy, la stampa estera distingue tra le due categorie - sono andati a due autori che più lontani dall'establishment non si può: Richard Linklater e Wes Anderson (vedi i vincitori nel nostro post precedente).

Il primo, amico fraterno di Quentin Tarantino e "maestro" di Kevin Smith, con lo sperimentale Boyhood si è portato a casa anche il premio per la miglior regia (un terzo Globe è andato alla non protagonista Patricia Arquette). Non male per l'artefice di Before Midnight e altre pellicole di nicchia.
Il secondo, noto per Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou e Moonrise Kingdom, è un autore eccentrico capace di convincere schiere di divi a lavorare per lui, ma non certo un regista "hollywoodiano".

Ma, soprattutto, la cerimonia di quest'anno ha avuto come vero mattatore...Batman!
Michael Keaton, celeberrimo come Uomo Pipistrello nei film di Tim Burton dedicati al personaggio dei fumetti, si è preso una rivincita non da poco col quasi autobiografico Birdman, che il messicano Alejandro G. Iñárritu - a sua volta omaggiato col premio per la miglior sceneggiatura - gli ha praticamente cucito addosso.
Un riconoscimento meritatissimo, come sarebbe l'Oscar fra qualche settimana (forse a Venezia 2014 ci abbiamo visto giusto?).
Di certo c'è l'annunciato Speciale che prossimamente gli dedicherà CINEMA A BOMBA!

Passando al reparto femminile, niente da eccepire sulle due protagoniste.
Amy Adams arriverà agli Oscar portando in dote 2 globi consecutivi e 5 nomination in 10 anni, ma la favorita rimane Julianne Moore: forte anche del premio conquistato a Cannes in primavera, la rossa attrice newyorkese sta vivendo il suo momento d'oro.

Tutto già deciso, in vista delle statuette? Non proprio: l'anno scorso la lotta è stata incerta; quest'anno ancora di più.
Non bisogna sottovalutare i due Globe vinti - miglior attore drammatico e colonna sonora - da The Theory of Everything, con la sorpresa Eddie Redmayne (già visto in Les Misérables).

Come sempre, neppure le delusioni sono mancate: a bocca asciutta The Imitation Game, Selma e Foxcatcher.
Ma che dire del memorabile The LEGO Movie? Quello dedicato ai famosi mattoncini è il miglior film d'animazione che abbiamo visto quest'anno: difficile immaginare l'Oscar della categoria assegnato ad un'altra pellicola.

Clamorose le esclusioni, già al momento delle "nomine", dell'ambizioso Interstellar di Christopher Nolan (a nostro modesto giudizio il film dell'anno) e di due campioni d'incassi come l'atteso Unbroken di Angelina Jolie e l'acclamato American Sniper di Clint Eastwood.
Sospetta l'ennesima sconfitta dell'ottima Jessica Chastain, in concorso con A Most Violent Year: perché non candidarla per Interstellar o The Disappearance of Eleanor Rigby, due pellicole con le quali avrebbe avuto di certo più chance? Mistero...

Ma la strada verso le statuette è ancora lunga.
Per ora, chi può si gode un bel globo dorato...

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sabato 19 gennaio 2013

OSCAR 2013. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, FILM STRANIERI, SCENEGGIATURE

Dall'alto: Ribelle-The Brave; Frankenweenie; ParaNorman; Ralph Spaccatutto; Pirati! Briganti da strapazzo.


Giochi aperti nella categoria per il miglior film d'animazione.
Fatto fuori il favorito della vigilia - Le 5 Leggende della DreamWorks - e colpevolmente dimenticato il delizioso La Collina dei Papaveri, i più credibili contendenti per la statuetta sembrano essere tre pellicole targate Disney: Ribelle (frutto della collaborazione con la Pixar), Ralph Spaccatutto e Frankenweenie (di Tim Burton, tratto da un suo omonimo cortometraggio che CINEMA A BOMBA! ha recentemente recensito).
E proprio quest'ultimo potrebbe regalare per la prima volta al regista di Batman, Edward Mani di Forbice, Nightmare Before Christmas e Beetlejuice il tanto atteso riconoscimento dell'Academy.

Forte di cinque pesantissime nomination (quelle per le categorie più importanti), Amour di Michael Haneke, trionfatore già di Cannes 2012, non dovrebbe aver problemi a vincere per la migliore pellicola straniera.
Sarebbe una vera e propria rivincita per il cineasta austriaco, vincitore del Golden Globe 2010 per Il Nastro Bianco, ma poi sconfitto agli Oscar da Il Segreto dei Suoi Occhi.

Meno facile, per Haneke, imporsi per la migliore sceneggiatura originale: è Tarantino il favorito.
Escluso dalle nomination il temibile Paul Thomas Anderson ( The Master), l'italo-americano dovrebbe battere anche l'altro Anderson, Wes - che con Roman Coppola ha scritto il pur apprezzato Moonrise Kingdom - e il Mark Boal del controverso Zero Dark Thirty.

Più equilibrati i giochi per la migliore sceneggiatura non originale, dove non sembra esserci un vero e proprio front-runner: tutte le opere nominate sono in lizza anche per il miglior film e probabilmente a spuntarla sarà lo script del vincitore del premio più prestigioso.

Potete farvi anche voi un'idea della competizione in corso nelle categorie presentate in questo post: i link qui di seguito vi porteranno a conoscere i trailer dei film di animazione e stranieri, oltre che le sceneggiature e gli sceneggiatori delle pellicole candidate.

Allora, secondo voi chi vincerà?


MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Brave (Ribelle-The Brave)
Frankenweenie
ParaNorman
Wreck-It Ralph (Ralph Spaccatutto)
Pirati! Briganti da strapazzo

MIGLIOR FILM STRANIERO
Amour - Austria
No - Cile
War Witch - Canada
A Royal Affair - Danimarca
Kon Tiki - Norvegia

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Amour - Michael Haneke
Django Unchained - Quentin Tarantino
Flight - John Gatins
Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore (Moonrise Kingdom) - Wes Anderson e Roman Coppola
Zero Dark Thirty - Mark Boal

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Argo - Chris Terrio
Beasts of the Southern Wild - Lucy Alibar e Benh Zeitlin
Vita di Pi (Life of Pi) - David Magee
Lincoln - Tony Kushner
Silver Linings Playbook - David O. Russell

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domenica 2 dicembre 2012

MOONRISE KINGDOM, UNA STORIA D'AMORE SCOUT

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer) 

USA, 2012
94'
Regia: Wes Anderson
Interpreti: Bill Murray, Bruce Willis, Edward Norton, Frances McDormand, Tilda Swinton, Jason Schwartzman, Harvey Keitel.


CINEMA A BOMBA! vi presenta una nuova anteprima assoluta: il film uscirà nelle sale italiane solo a partire da mercoledì 5.


New England, anni 60: due adolescenti - lui orfano, lei un po' trascurata - compiono una fuga d'amore.
Per cercarli e riportarli a casa si mobilitano i genitori di lei (Murray e McDormand), uno sceriffo (Willis), un capo scout (Norton) e una perfida assistente sociale (Swinton).

Presentata in apertura allo scorso Festival di Cannes e accompagnata da un corto animato diretto dallo stesso regista, è l'opera n. 7 di uno dei più originali ed eccentrici autori indipendenti americani.

Affiliato al clan Coppola (Roman, figlio del patriarca Francis Ford, risulta qui come co-sceneggiatore), Wes Anderson è un cineasta intellettuale e snob, dotato di uno stile personalissimo e barocco fatto di inquadrature fisse riccamente composite, significative sequenze in slow motion, una fotografia sempre coloratissima e un umorismo surreale e sapido.

In linea coi temi cari al suo autore - nostalgia del passato, incomunicabilità generazionale - e grazie anche all'apporto dei consueti collaboratori del regista (dal fido operatore Robert Yeoman all'incanutito Bill Murray), questa sensibile storia d'amore scout è in grado di conquistare i cuori degli spettatori più romantici.

Moonrise Kingdom forse non raggiunge le vette comiche del geniale Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou (ad oggi il più riuscito film di Anderson), ma possiede comunque una grazia rara nel panorama cinematografico contemporaneo.

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martedì 15 maggio 2012

CANNES 2012. I FILM IN PROGRAMMA


A partire da domani avrà luogo la 65a edizione di quella che negli ultimi anni si è imposta come una delle più importanti rassegne cinematografiche internazionali: il Festival di Cannes.

Dopo il trionfo dell'anno scorso - quando si poteva spaziare dal plurioscarizzato The Artist al palmadorato The Tree of Life, da un film di Kaurismaki a uno di Winding Refn - anche quest'anno i titoli sembrano da pelle d'oca: si comincia alla grande col nuovo lavoro dell'intellettualissimo Wes Anderson (quello del geniale Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou) per proseguire con altri titoli di indubbio interesse.

Si vedranno, tra le altre cose: due pellicole con la sempre divina Nicole Kidman (The Paperboy e Hemingway & Gellhorn) e altre due con l'attrice del momento Jessica Chastain (Lawless, diretto dal regista di Red Dead Redemption John Hillcoat, e Madagascar 3); quindi l'attesissima trasposizione filmica del romanzo stracult di Jack Kerouac On The Road con la "vampirica" Kristen Stewart, mentre l'altro "vampiro" Robert Pattinson sarà protagonista di Cosmopolis, con cui il maestro canadese David Cronenberg sembra proseguire l'intrigante fase "sotterranea" - nel senso di apparentemente normalizzata, ma nascostamente instabile - intrapresa negli ultimi anni.

Altre conferme potrebbero arrivare dagli altri nomi presenti in cartellone: Bertolucci (fuori concorso), Garrone, Haneke, Loach...
Senza dimenticare Brad Pitt che promuoverà Killing Them Softly e Dario Argento che tenterà di recuperare la vena di un tempo con una sua versione di Dracula in 3D.

Di seguito l'elenco delle proiezioni principali (clicca sui link per vedere trailer/info):

In concorso:
Moonrise Kingdom, regia di Wes Anderson (USA)
De Rouille et d'os, regia di Jacques Audiard (Belgio/Francia)
Holy Motors, regia di Leos Carax (Francia)
Cosmopolis, regia di David Cronenberg (Francia/Canada/Portogallo/Italia)
The Paperboy, regia di Lee Daniels (USA)
Killing Them Softly, regia di Andrew Dominik (Nuova Zelanda)
Reality, regia di Matteo Garrone (Italia)
Amour, regia di Michael Haneke (Francia)
Lawless, regia di John Hillcoat (Australia)
In Another Country, regia di Hong Sang-soo (Corea del Sud)
Taste of Money, regia di Im Sang-soo (Corea del Sud)
Like Someone In Love, regia di Abbas Kiarostami (Iran)
The Angels' Share, regia di Ken Loach (Inghilterra)
Beyond The Hills, regia di Cristian Mungiu (Romania)
Baad El Mawkeaa (Apres la bataille), regia di Yousry Nasrallah (Egitto)
Mud, regia di Jeff Nichols (USA)
Vous N'Avez Encore Rien Vu, regia di Alain Resnais (Francia)
Post Tenebras Lux, regia di Carlos Reygadas (Messico)
On The Road, regia di Walter Salles (USA)
Paradies: Liebe, regia di Ulrich Seidl (Austria)
Jagten (The Hunt), regia di Thomas Vinterberg (Danimarca)

Fuori concorso:
Io e te, regia di Bernardo Bertolucci (Italia)
Une Journée Particulière, regia di Gilles Jacob e Samuel Faure (Francia)
Thérèse Desqueiroux, regia di Claude Miller (Francia)
Madagascar 3 - Ricercati in Europa, regia di Eric Darnell e Tom Mcgrath (USA)
Hemingway & Gellhorn, regia di Philip Kaufman (USA)

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