CINEMA A BOMBA!

lunedì 9 settembre 2024

VENEZIA 2024. I VINCITORI




Dall'alto: Pedro Almodóvar con il Leone d'Oro; Vincent Lindon con la Coppa Volpi; Maura Delpero con il Leone d'Argento-Gran Premio della Giuria. 




L' edizione numero 81 della Mostra del Cinema di Venezia verrà ricordata come quella del trionfo di Pedro Almodóvar.

Il regista spagnolo, già premio Oscar per il film straniero nel 1999 con Tutto su mia madre e per la sceneggiatura originale nel 2003 con Parla con lei, per la prima volta in carriera si aggiudica il premio più importante di uno dei principali festival cinematografici del mondo.

E lo fa ancora con una storia al femminile - che parla di eutanasia - tutta girata in inglese (lui che aveva sempre diretto pellicole in lingua spagnola), con protagoniste due attrici strepitose: Julianne Moore e Tilda Swinton.

C'è una regola strana, alla Mostra del Cinema di Venezia: se un film vince un premio per migliore attore o migliore attrice, poi non può essere premiato con il Leone d'Oro (o viceversa) - motivo per il quale, per esempio, nel 2012 The Master, già premiato per le superbe interpretazioni di Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix, non riuscì ad aggiudicarsi quello che sarebbe stato un Leone d'Oro sacrosanto.

Ed è forse che per questo che la Coppa Volpi, anziché al formidabile duo, è andata alla pur bravissima Nicole Kidman, assente alla premiazione solo per un grave lutto in famiglia.

La diva australiana si è imposta su altre star che nei prossimi mesi le daranno filo da torcere in ottica Oscar: Angelina Jolie - Maria Callas nel biopic di Pablo Larraín - e Lady Gaga - Harley Quinn nel seguito di Joker.

Quest'ultima, in realtà, potrebbe avere maggiori chance con i Golden Globe: una sua eventuale vittoria in occasione della cerimonia di consegna dei premi della stampa estera, tuttavia, sarebbe un buon viatico.

Per ciò che riguarda gli attori, la scelta sembrava essere tra Daniel Craig, protagonista di Queer di Luca Guadagnino, e il redivivo Adrien Brody, architetto ebreo in The Brutalist di Brady Corbet; ma la Coppa Volpi è andata invece a Vincent Lindon - ottimo interprete, è vero, ma anche partner in scena in numerosi film della presidente della giuria Isabelle Huppert...

Sfida rimandata, a quanto pare: i due sembrerebbero già seri contendenti per una nomination agli Academy Award, forti di due film che sono stati molto apprezzati.

Ma se Guadagnino gode già di un buon credito a Hollywood, occhio a Corbet: il suo The Brutalist è stato la rivelazione del festival e gli è valso il riconoscimento per la migliore regia - abbiamo vibrazioni da Opera senza autore, pellicola che ci ha entusiasmato.

Un'altra rivelazione è stata l'unica opera italiana finita nel palmarès: Vermiglio, firmata da Maura Delpero e ambientata nell'omonimo paesino del Trentino con attori perlopiù non professionisti, ha conquistato giurati e pubblico e si è portata a casa addirittura un Leone d'Argento.

Speriamo di sentirne ancora parlare.

Tra gli altri premiati, un film georgiano, due sceneggiatori brasiliani (per Ainda estou aqui, considerato uno dei papabili per la vittoria del premio più prestigioso; speriamo che questa attenzione serva comunque a riportare i riflettori su Walter Salles) e il giovane protagonista di Leurs Enfants après eux.

Qui di seguito riportiamo i vincitori del concorso principale.

Con la solita nota a margine: nei prossimi mesi sentiremo parlare ancora solo di pochi film presentati al Lido; molti verranno dimenticati; altri passeranno quasi inosservati.

Ma voi date credito a tutti e amateli: il cinema è fatto sì di grandi nomi e grandi risorse, ma anche di piccole storie, di sacrifici, di budget scarsi e di volti interessanti ma non noti.


Leone d'oro al miglior film: The Room Next Door, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)

Leone d'argento - Gran premio della giuria: Vermiglio, regia di Maura Delpero (Italia, Francia, Belgio)

Leone d'argento - Premio speciale per la regia: Brady Corbet per The Brutalist (Stati Uniti d'America)

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Nicole Kidman per Babygirl, regia di Halina Reijn (Stati Uniti d'America)

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Vincent Lindon per Jouer avec le feu, regia di Delphine e Muriel Coulin (Francia)

Premio Osella per la migliore sceneggiatura: Murilo Hauser ed Heitor Lorega per Ainda estou aqui, regia di Walter Salles (Brasile, Francia)

Premio speciale della giuria: Ap'rili, regia di Dea K'ulumbegashvili (Georgia, Francia, Italia)

Premio Marcello Mastroianni: Paul Kircher per Leurs Enfants après eux, regia di Ludovic e Zoran Boukherma (Francia)


Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 27 febbraio 2023

OSCAR 2023. NOMINATION: PREMI MUSICALI

Dall'alto, due veterani a confronto: la cantante Diane Warren (14 candidature, zero Oscar) e il compositore John Williams (53 candidature, 5 Oscar).


Diane Warren ce la farà, questa volta???

La cantautrice californiana è alla sua 14a nomination, la 4a consecutiva: nel 2020 si era vista sorpassare da Sir Elton John, due anni fa aveva perso per colpa (forse) di Laura Pausini, l'anno scorso era stata nuovamente snobbata.
La statuetta per la miglior canzone sarà finalmente sua oppure non c'è 3 senza 4 (anzi, non c'è 13 senza 14)?

La concorrenza è agguerritissima, con pop star del calibro di Rihanna e della già oscarizzata Lady Gaga - in corsa con due seguiti, rispettivamente quello di Black Panther e quello di Top Gun - pronte a darle filo da torcere.

È della partita anche il redivivo David Byrne, l'ex leader dei Talking Heads insieme al quale - in qualità di giurato della Mostra del Cinema di Venezia - avevamo assisitito alla prima di Wuthering Heights nel 2011.

Attenzione però a sottovalutare l'indiano Naatu Naatu, il brano che si è aggiudicato a sorpresa il premio nella categoria agli ultimi Golden Globe e potrebbe fare il bis con l'Oscar.

Difficili i pronostici anche per quanto concerne la miglior colonna sonora.
Primus inter pares è ovviamente l'eterno John Williams (Indiana Jones, Star Wars), che con The Fabelmans dell'amico e collaboratore di sempre Steven Spielberg ha raggiunto la candidatura numero 53 (il più nominato di tutti i tempi dopo Walt Disney!).
L'anziano compositore porterà a casa il suo 6° Academy Award?

Il principale contendente - anch'egli forte della vittoria ai Globes - è Justin Hurwitz, che si era aggiudicato 2 statuette col bellissimo La La Land di Damien Chazelle e ci riprova quest'anno con Babylon, diretto dallo stesso regista.
Risulta ben quotato anche Carter Burwell, storico collaboratore dei fratelli Coen al servizio dell'irlandese Martin McDonagh con Gli Spiriti dell'Isola.

E se il pianista tedesco Volker Bertelmann (Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale) sembra avere meno chance, la sorpresa potrebbe arrivare dalla band sperimentale Son Lux (Everything Everywhere All at Once).

Per sapere chi di loro la spunterà, continuate a seguire CINEMA A BOMBA!


Migliore colonna sonora
Volker Bertelmann - Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale
Justin Hurwitz - Babylon
Carter Burwell - Gli Spiriti dell'Isola
Son Lux - Everything Everywhere All at Once
John Williams - The Fabelmans

Migliore canzone
Applause (musiche e testo di Diane Warren) - Tell It Like a Woman
Hold My Hand (musiche e testo di Lady Gaga e BloodPop) - Top Gun: Maverick
Lift Me Up (musiche di Tems, Rihanna, Ryan Coogler e Ludwig Göransson; testo di Tems e Ryan Coogler) - Black Panther: Wakanda Forever
Naatu Naatu (musiche di M. M. Keeravani; testo di Chandrabose) - RRR
This Is a Life (musiche di Ryan Lott, David Byrne e Mitski; testo di Ryan Lott e David Byrne) - Everything Everywhere All at Once


Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 19 gennaio 2022

HOUSE OF GUCCI, UNA SFILATA DI LUOGHI COMUNI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



USA, 2021
157'
Regia: Ridley Scott
Interpreti: Lady Gaga, Adam Driver, Al Pacino, Jeremy Irons, Salma Hayek, Jared Leto, Jack Huston, Reeve Carney, Camille Cottin, Vincent Riotta.


I Gucci sono ricchi. I Gucci sono famosi. I Gucci sono a capo di una casa di moda tra le più conosciute e riconoscibili al mondo. I Gucci sono stile.

Ma i Gucci sono anche una famiglia litigiosa, divisa, infelice.

In un mondo molto maschile e maschilista il rampollo Maurizio (Driver), figlio di Rodolfo (Irons), nipote di Aldo (Pacino) e cugino di Paolo (Leto), sposa l'ambiziosa, intrigante, astuta, cinica Patrizia Reggiani (Lady Gaga), figlia di un imprenditore di autotrasporti, che non si fa troppi scrupoli per realizzare i propri disegni.

Sarà costei a causare, direttamente o indirettamente, la caduta della famiglia, fino al tragico epilogo.



Il film è tutt'altro che accurato ed è pieno di stereotipi e cliché nei confronti degli Italiani.

Al Pacino è troppo brutto.

Jared Leto è troppo caricaturale.

Lady Gaga cerca di parlare in lingua italiana, ma la sua sembra una cadenza russa.

E poi rende glamour un'assassina senza scrupoli e, anzi, la fa quasi sembrare una vittima dell'ambiente famigliare.

La pellicola presenta la famiglia Gucci in modo mistificante e offensivo.

Le ambientazioni sono infedeli: Villa Necchi Campiglio come residenza della famiglia Gucci?! Maurizio Gucci ucciso in una zona di Roma per esigenze sceniche (quel giorno a Milano pioveva e il regista non voleva fare riprese con la pioggia)?!

E su tutto il giudizio tranchant di Tom Ford, uno che i personaggi della vicenda li conosceva molto bene (lo stilista e regista - di A Single Man e del notevole Animali Notturni - ai tempi era direttore creativo della maison): L’ho trovato come la soap opera Dynasty, per sottigliezza. Ho spesso riso a crepapelle, ma non dovevo forse farlo? Nella realtà questa storia è a volte assurda, ma pur sempre tragica.

Non si può certo dire che House Of Gucci non abbia fatto parlare di sé - più nel male che nel bene, a dire il vero.

Eppure...

Lasciando da parte le polemiche e le critiche, chiudendo un occhio sull'aderenza ai fatti realmente accaduti, tralasciando le performance imbarazzanti di Al Pacino (esagerata) e di Jared Leto (sono lontani i tempi di Dallas Buyers Club) e Salma Hayek (grottesche), dimenticando che Adam Driver è stato Kylo Ren, considerando sconsolatamente che Jeremy Irons vale un tantinello di più che una comparsata (come Rodolfo Gucci ci ricorda più l'algido Claus von Bülow che gli fece vincere l'Oscar nel 1991 piuttosto che l'Alfred di Batman v Superman e Justice League)... - insomma: concentrandosi praticamente quasi ed esclusivamente su Lady Gaga e lasciandosi trascinare dal suo carisma - possiamo dire che alla fin fine House of Gucci non è poi così male.

Aspettavamo una conferma della bravura della popstar dopo A Star Is Born: ed eccola qua.

L'italo-americana si cala con impegno nella parte e rende credibile la sua trasformazione in Patrizia Reggiani: è lei il fulcro di tutto il film; e non sorprende il fatto che rubi la scena a tutti.

Difficle dire se sia perfetta nel ruolo; di certo è molto funzionale al modo con il quale il regista ha scelto di rappresentare la torbida vicenda.

Gaga, regina degli eccessi e delle provocazioni, ha portato il suo istrionismo nel ruolo della socialite, creando una sorta di femme fatale volgare e pacchiana che sembra uscita più da una sit-com che da una tragedia greca, ma che risulta molto incisiva.

In questo è stata assecondata da Ridley Scott, che non lesina accelerate nel kitsch più grottesco e negli stereotipi più sfrontati.

Ecco: tralasciamo il fatto che noi Italiani avremmo potuto fare un prodotto più dignitoso e più aderente alla realtà dei fatti, visto che la vicenda si svolge in Italia (ma poi: perché il cinema italiano non racconta quasi mai la storia italiana?); sorvoliamo sul fatto che quando Hollywood prova a descrivere il nostro Paese è già tanto se mostra le bellezze artistiche e paesaggistiche (lasciamo perdere ogni considerazione sulla caratterizzazione dei personaggi "nativi"...); facciamo finta di non notare che tra gli interpreti principali non figura neppure un attore nostrano...

Ecco: tutto sommato, senza farci troppe disquisizioni sopra, House of Gucci è un buon prodotto di intrattenimento, senza tante pretese, a tratti divertente (involontariamente? Volontariamente? Chissà...), di certo molto sbrilluccicante e fatuo, tutta apparenza, stracafone.

L'unica luce che riesce varamente a brillare è quella di Stefani Joanne Angelina Germanotta.

Da sola vale il prezzo del biglietto, un biglietto per una sfilata di luoghi comuni che senza di lei risulterebbe piuttosto cheap.



Etichette: , , , , , , , , ,

martedì 12 maggio 2020

I DOC: MARINA ABRAMOVIC:THE ARTIST IS PRESENT, LA VITA COME OPERA D'ARTE

(Clicca sulla locandina per vedere il documentario sottotitolato in italiano). 

USA, 2012
99'
Regia: Matthew Akers
Con: Marina Abramović, Ulay, Klaus Biesenbach.


In balia del pubblico per delle ore, consentendo ad esso di usare degli strumenti di piacere o di dolore sul suo corpo inerme.

In mezzo ad una stella a cinque punte infuocata posata per terra, dove prima aveva bruciato unghie e capelli che si era tagliata.

Intenta a spazzolarsi in capelli in modo sempre più deciso fino a sanguinare e fino a sfregiarsi il volto.

Impegnata a incidere sul proprio corpo nudo, con un rasoio, una stella a cinque punte.

Seduta su una montagna di ossa di bovino, mentre le pulisce maniacalmente per delle ore.

Con il compagno di allora, l'artista tedesco Ulay, azioni estreme come: far passare la gente per una porta stretta, tra loro che sono nudi; stare per delle ore in piedi, di spalle, con i rispettivi capelli intrecciati; prendere la rincorsa e scontrarsi violentemente; spingere a sé un arco mentre lui incocca la freccia: se lui molla, la freccia le colpirà il cuore; attraversare l'una da una parte l'altro dall'altra la Grande Muraglia Cinese, incontrandosi nel mezzo e lasciandosi, ponendo così fine ad una storia d'amore e collaborazione durata 12 anni.

Esibizionismo, autolesionismo, follia?

Una forma di voyeurismo per pseudo-intellettuali snob, come quella descritta dalla famosa scena di La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino?

O arte?

E se parliamo di arte, che senso ha la performance art, della quale la protagonista delle esibizioni succitate, Marina Abramović, è la più famosa rappresentante?






Il documentario che stiamo recensendo, in questo caso, è illuminante per capire la figura di una delle artiste più discusse e controverse degli ultimi 50 anni circa.

Partendo dalla preparazione e dalla realizzazione di quella che è finora una delle sue performance più ambiziose e mainstream, The Artist Is Present, appunto - consistente nello stare seduta su una sedia per delle ore (precisamente 736) e per diversi mesi davanti ad un'altra sedia nella quale di volta in volta si siede qualcuno - che ha avuto luogo al Museum of Modern Arts (familiarmente, MoMA) di New York nel 2010 (tra i visitatori, una nostra vecchia conoscenza), esso ne racconta la vita, le opere, gli amori, le inquietudini, le difficoltà (anche di farsi accettare come artista).

Un vissuto che essa è riuscita a rendere arte con l'utilizzo del proprio corpo, divenuto strumento per veicolare messaggi.

Non che questo sia una novità - basti ricordare gli happening dadaisti di un secolo fa o la "vita come un'opera d'arte" di Gabriele D'Annunzio.

Ma pochi, prima di lei, sono riusciti a trattare la propria fisicità in modo così duro e scioccante per denunciare i mali della società - violenza, guerra, mercificazione femminile...

Nessuno in modo così efficace e viscerale.

Donna dal grande carisma e temperamento, scopriamo così che essa ha vissuto un'infanzia nella quale non si è sentita amata - i suoi genitori, già partigiani jugoslavi titini non le dimostravano molto affetto - ma nella quale è stata educata rigidamente, quasi militarmente.

Cosa che le è servita per sviluppare in seguito un rigore, una forte autodisciplina e una resistenza fisica che sono poi risultati indispensabili per le sue performance, volte spesso a esplorare i limiti del corpo umano e a creare un rapporto anche fisico con lo spettatore, sul quale esse hanno sovente un forte impatto emotivo.

Marina Abramović, col tempo, ha reso le sue esibizioni più scenografiche, più teatraleggianti, è riuscita a travalicare l'ambito artistico e a diventare un'icona pop - tra i suoi tanti fan nello star system, citiamo per esempio Lady Gaga - e un personaggio riconoscibile persino nella mondanità - la ricordiamo come giurata alla Mostra del Cinema di Venezia 2012; nel documentario la si vede in compagnia di Riccardo Tisci, celebre art designer, al tempo direttore creativo della maison Givenchy.

Il suo vecchio sodale Ulay (scomparso lo scorso marzo) l'ha accusata di essere diventata una "diva" - nonostante i momenti con lui siano i più emotivamente intensi del documentario, i due per anni se le sono date di santa ragione a suon di carte bollate: la frecciatina non è nulla in confronto a quello che si sono detti nei tribunali.

Ma è indubbiamente grazie alla sua visibilità che la performance art è divenuta, se non popolare, almeno riconosciuta come una forma d'arte con una propria dignità e ragione d'essere e non una stravaganza fine a se stessa, effimera e destinata a non lasciare traccia.

Se poi i suoi emuli rischiano di sembrare dei personaggi degni di Sorrentino, beh, questo è un altro discorso.




Etichette: , , , , , , , ,

lunedì 25 febbraio 2019

OSCAR 2019. I VINCITORI


Premi un po' per tutti, in questa 91 edizione degli Academy Award.

Il premio più prestigioso, quello per il miglior film, è andato non al film migliore né a quello più popolare, bensì a quello che probabilmente è riuscito a scontentare meno votanti: Green Book, diretto da uno dei fratelli Farrelly (Peter), che si è aggiudicato anche la statuetta per la sceneggiatura originale.

Roma di Alfonso Cuarón si deve "accontentare" dei riconoscimenti per la regia, il film straniero, la fotografia.

Gloria anche per un altro regista: Spike Lee vince la sua prima statuetta, per la sceneggiatura non originale di BlacKkKlansman.

Il tanto vituperato Bohemian Rhapsody si prende attore protagonista (l'effettivamente ottimo Rami Malek), montaggio, sonoro, montaggio sonoro.

Mentre Mahershala Ali e Regina King hanno vinto come migliori non protagonisti, tra le attrici vale il detto "tra i due litiganti, il terzo gode": Olivia Colman (The Favourite) l'ha spuntata su Glenn Close e Lady Gaga, che però può consolarsi con il riconoscimento per la migliore canzone (Shallow, da A Star Is Born).

Il pompatissimo Black Panther ha avuto riconoscimenti per colonna sonora, costumi, scenografia.

Tra i cartoni animati, Spider-Man: Into the Spider-Verse ce l'ha fatta, mentre a sorpresa i migliori effetti speciali sono quelli di First Man - Il primo uomo (First Man).

Per le nostre previsioni, ne ha azzeccate di più FRA (13), seguito subito da FEDE (12). Bravo comunque anche ANG.

In attesa dei nostri commenti, ecco la lista di tutti i vincitori.






MIGLIOR FILM

Green Book - Jim Burke, Charles B. Wessler, Brian Currie, Peter Farrelly e Nick Vallelonga

MIGLIOR REGIA
Alfonso Cuarón – Roma

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Olivia Colman – La favorita (The Favourite)

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Rami Malek Bohemian Rhapsody

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Regina King – Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Mahershala Ali – Green Book

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Spider-Man - Un nuovo universo (Spider-Man: Into the Spider-Verse), regia di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman

MIGLIOR FILM STRANIERO
Roma, regia di Alfonso Cuarón (Messico)

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly – Green Book

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott e Spike Lee – BlacKkKlansman

MIGLIOR COLONNA SONORA
Ludwig Göransson – Black Panther

MIGLIOR CANZONE
Shallow (musica e testi di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt) - A Star Is Born

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Alfonso Cuarón – Roma

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Hannah Beachler e Jay Hart – Black Panther

MIGLIOR MONTAGGIO
John Ottman – Bohemian Rhapsody

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J. D. Schwalm - First Man - Il primo uomo (First Man)

MIGLIOR SONORO
Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali – Bohemian Rhapsody

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
John Warhurst e Nina Hartstone – Bohemian Rhapsody

MIGLIORI COSTUMI
Ruth Carter – Black Panther

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia DeHaney – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Free Solo, regia di Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Period. End of Sentence., regia di Rayka Zehtabchi

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Skin, regia di Guy Nattiv

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D'ANIMAZIONE
Bao, regia di Domee Shi




Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

domenica 24 febbraio 2019

OSCAR 2019. LE NOSTRE PREVISIONI



Chi sarà il vincitore della Notte delle Stelle?

Ecco le nostre previsioni.

Cosa ne pensate?


MIGLIOR FILM

Black Panther - Kevin Feige


BlacKkKlansman - Sean McKittrick, Jason Blum, Raymond Mansfield, Jordan Peele e Spike Lee


Bohemian Rhapsody - Graham King - ANG


La favorita (The Favourite) - Ceci Dempsey, Ed Guiney, Lee Magiday e Yorgos Lanthimos


Green Book - Jim Burke, Charles B. Wessler, Brian Currie, Peter Farrelly e Nick Vallelonga


Roma - Gabriela Rodríguez e Alfonso Cuarón - FRA, FEDE


A Star Is Born - Bill Gerber, Bradley Cooper e Lynette Howell Taylor


Vice - L'uomo nell'ombra (Vice) - Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Adam McKay e Kevin J. Messick






MIGLIOR REGIA
Alfonso Cuarón – Roma - FRA, FEDE

Yorgos Lanthimos – La favorita (The Favourite)

Spike Lee – BlacKkKlansman

Adam McKay – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice) - ANG

Paweł Pawlikowski – Cold War (Zimna wojna)

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Yalitza Aparicio – Roma
Glenn Close – The Wife - Vivere nell'ombra (The Wife) - FRA
Olivia Colman – La favorita (The Favourite) - FEDE
Lady Gaga A Star Is Born - ANG
Melissa McCarthy – Copia originale (Can You Ever Forgive Me?)

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Christian Bale – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)
Bradley Cooper A Star Is Born
Willem Dafoe – Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità (At Eternity's Gate)
Rami Malek Bohemian Rhapsody - FRA, FEDE, ANG
Viggo Mortensen – Green Book

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Amy Adams – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice) - ANG
Marina de Tavira – Roma - FEDE
Regina King – Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk) - FRA
Emma Stone – La favorita (The Favourite)
Rachel Weisz – La favorita (The Favourite)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Mahershala Ali – Green Book - FRA, FEDE
Adam Driver – BlacKkKlansman
Sam Elliott A Star Is Born
Richard E. Grant – Copia originale (Can You Ever Forgive Me?)
Sam Rockwell – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice) - ANG






MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE
Gli Incredibili 2 (Incredibles 2), regia di Brad Bird
Ralph Spacca Internet (Ralph Breaks the Internet), regia di Phil Johnston e Rich Moore - ANG
Mirai (Mirai no Mirai), regia di Mamoru Hosoda
L'isola dei cani (Isle of Dogs), regia di Wes Anderson
Spider-Man - Un nuovo universo (Spider-Man: Into the Spider-Verse), regia di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman - FRA, FEDE

MIGLIOR FILM STRANIERO
Capharnaüm (Cafarnaúm), regia di Nadine Labaki (Libano)
Cold War (Zimna wojna), regia di Paweł Pawlikowski (Polonia) - ANG
Opera senza autore (Werk ohne Autor), regia di Florian Henckel von Donnersmarck (Germania)
Roma, regia di Alfonso Cuarón (Messico) - FRA, FEDE
Shoplifters-Un affare di famiglia (Manbiki kazoku), regia di Hirokazu Kore'eda (Giappone)

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Deborah Davis e Tony McNamara – La favorita (The Favourite) - FRA
Paul Schrader – First Reformed - La creazione a rischio (First Reformed)
Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly – Green Book - FEDE
Alfonso Cuarón – Roma - ANG
Adam McKay – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Joel ed Ethan Coen – La ballata di Buster Scruggs (The Ballad of Buster Scruggs)
Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott e Spike Lee – BlacKkKlansman
Nicole Holofcener e Jeff Whitty – Copia originale (Can You Ever Forgive Me?) - FRA
Barry Jenkins – Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk) - FEDE
Eric Roth, Bradley Cooper e Will Fetters – A Star Is Born - ANG

MIGLIOR COLONNA SONORA
Ludwig Göransson – Black Panther - FRA, ANG
Terence Blanchard – BlacKkKlansman
Alexandre Desplat – L'Isola dei Cani (Isle of Dogs) - FEDE
Marc Shaiman, Scott Wittman – Il Ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Nicholas Britell – Se la Strada Potesse Parlare (If Beale Street Could Talk)

MIGLIOR CANZONE
All The Stars (musica e testi di Kendrick Lamar, SZA, Sounwave e Al Shux) - Black Panther
I'll Fight (musica e testi di Diane Warren) - RBG
The Place Where Lost Things Go (musica di Marc Shaiman, testi di Marc Shaiman e Scott Wittman) - Il Ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Shallow (musica e testi di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt) - A Star Is Born - FRA, FEDE, ANG
When a Cowboy Trades His Spurs for Wings (musica e testi di David Rawlings e Gillian Welch) - La Ballata di Buster Scruggs (The Ballad of Buster Scruggs)

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Łukasz Żal – Cold War (Zimna wojna) - FRA
Robbie Ryan – La favorita (The Favourite) - ANG
Caleb Deschanel – Opera senza autore (Werk ohne Autor)
Alfonso Cuarón – Roma - FEDE
Matthew Libatique – A Star Is Born

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Hannah Beachler e Jay Hart – Black Panther
Fiona Crombie e Alice Felton – La Favorita (The Favourite) - FRA, FEDE, ANG
Nathan Crowley e Kathy Lucas – First Man - Il primo uomo (First Man)
John Myhre e Gordon Sim – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Eugenio Caballero e Barbara Enriquez – Roma

MIGLIOR MONTAGGIO
Barry Alexander Brown – BlacKkKlansman - FRA
John Ottman – Bohemian Rhapsody
Yorgos Mavropsaridis – La Favorita (The Favourite) - ANG
Patrick J. Don Vito – Green Book
Hank Corwin – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice) - FEDE

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Dan DeLeeuw, Kelly Port, Russell Earl e Dan Sudick – Avengers: Infinity War - FRA, FEDE
Christopher Lawrence, Michael Eames, Theo Jones e Chris Corbould – Ritorno al Bosco dei 100 Acri (Christopher Robin)
Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J. D. Schwalm - First Man - Il primo uomo (First Man)
Roger Guyett, Grady Cofer, Matthew E. Butler e David Shirk – Ready Player One
Rob Bredow, Patrick Tubach, Neal Scanlan e Dominic Tuohy – Solo: A Star Wars Story - ANG

MIGLIOR SONORO
Steve Boeddeker, Brandon Proctor e Peter Devlin – Black Panther
Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali – Bohemian Rhapsody - FRA, ANG
Jon Taylor, Frank A. Montaño, Ai-Ling Lee e Mary H. Ellis – First Man - Il primo uomo (First Man)
Skip Lievsay, Craig Henighan e José Antonio García – Roma
Tom Ozanich, Dean Zupancic, Jason Ruder e Steve Morrow – A Star Is Born

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Benjamin A. Burtt e Steve Boeddeker – Black Panther
John Warhurst e Nina Hartstone – Bohemian Rhapsody - FRA
Ai-Ling Lee e Mildred Iatrou Morgan – First Man - Il primo uomo (First Man) - FEDE, ANG
Ethan Van der Ryn e Erik Aadahl – A Quiet Place - Un posto tranquillo (A Quiet Place)
Sergio Díaz e Skip Lievsay – Roma

MIGLIORI COSTUMI
Mary Zophres – La ballata di Buster Scruggs (The Ballad of Buster Scruggs)
Ruth Carter – Black Panther
Sandy Powell – La favorita (The Favourite) - FRA, FEDE
Sandy Powell – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Alexandra Byrne – Maria regina di Scozia (Mary Queen of Scots) - ANG

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Göran Lundström e Pamela Goldammer – Border - Creature di confine (Border) - ANG
Jenny Shircore, Marc Pilcher e Jessica Brooks – Maria regina di Scozia (Mary Queen of Scots)
Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia DeHaney – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice) - FRA, FEDE

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Free Solo, regia di Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi - FRA, ANG
Hale County This Morning, This Evening, regia di RaMell Ross
Minding the Gap, regia di Bing Liu - FEDE
Of Fathers and Sons, regia di Talal Derki
RBG, regia di Betsy West e Julie Cohen

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
Black Sheep, regia di Ed Perkins - FRA, FEDE, ANG
End Game, regia di Rob Epstein e Jeffrey Friedman
Lifeboat, regia di Skye Fitzgerald
A Night at the Garden, regia di Marshall Curry
Period. End of Sentence., regia di Rayka Zehtabchi

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Detainment, regia di Vincent Lambe
Fauve, regia di Jeremy Comte
Marguerite, regia di Marianne Farley - FRA
Madre, regia di Rodrigo Sorogoyen
Skin, regia di Guy Nattiv - FEDE, ANG

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D'ANIMAZIONE
Animal Behaviour>, regia di Alison Snowden, David Fine
Bao, regia di Domee Shi - FRA, FEDE, ANG
Late Afternoon, regia di Louise Bagnall
One Small Step, regia di Andrew Chesworth e Bobby Pontillas
Weekends, regia di Trevor Jimenez




Etichette: , , , , , , , , , , , ,

venerdì 15 febbraio 2019

OSCAR 2019. NOMINATION: PREMI MUSICALI

Dall'alto: Kendrick Lamar nel video di All the Star (Black Panther); Lady Gaga canta Shallow con Bradley Cooper in A Star Is Born; Emily Blunt nei panni di Mary Poppins canta The Place Where Lost Things Go.  


Il cinema eccita i sensi.
Non soltanto la vista, ma pure - e non poco - l'udito.

Per quanto concerne il sonoro in sé, rimandiamo al nostro post precedente dedicato ai premi tecnici.
Qui si parla invece di musica e canzoni, che in una pellicola a volte possono davvero fare la differenza.

Quest'anno si può notare come solo due film siano candidati in entrambe le categorie dedicate.
E se Il Ritorno di Mary Poppins - in quanto musical - non è certo una sorpresa, la doppia nomina di Black Panther lascia un po' spiazzati.
Forse è la prima volta per un'opera supereroistica, certamente è una novità nell'ambito del Marvel Cinematic Universe.

Da notare l'assenza di cartoni animati: forse la Disney e suoi concorrenti hanno preferito puntare sui live action.
Nessun cartone, quindi, ma in effetti un film d'animazione sì: L'Isola dei Cani è il secondo lungometraggio in stop motion firmato dal regista di culto Wes Anderson (Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou, Moonrise Kingdom, Grand Budapest Hotel).
Il precedente Fantastic Mr. Fox non era andato oltre la nomination; questa volta andrà meglio?

In entrambe le categorie la competizione è equilibrata, nessun risultato è scontato.
Tuttavia è assodato che la nostalgica When a Cowboy Trades his Spurs for Wings (da La Ballata di Buster Scruggs dei fratelli Coen) e la struggente Shallow (già vincitrice del Golden Globe, da A Star is Born) daranno filo da torcere agli altri contendenti per la miglior canzone.

Ma ora è il momento di cliccare sui link che trovate qui di seguito.
Chiudete gli occhi, fate un bel respiro e lasciate che sia la musica a parlare...






MIGLIOR COLONNA SONORA
Ludwig Göransson – Black Panther
Terence Blanchard – BlacKkKlansman
Alexandre Desplat – L'Isola dei Cani (Isle of Dogs)
Marc Shaiman, Scott Wittman – Il Ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Nicholas Britell – Se la Strada Potesse Parlare (If Beale Street Could Talk)

MIGLIOR CANZONE
All The Stars (musica e testi di Kendrick Lamar, SZA, Sounwave e Al Shux) - Black Panther
I'll Fight (musica e testi di Diane Warren) - RBG
The Place Where Lost Things Go (musica di Marc Shaiman, testi di Marc Shaiman e Scott Wittman) - Il Ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Shallow (musica e testi di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt) - A Star Is Born
When a Cowboy Trades His Spurs for Wings (musica e testi di David Rawlings e Gillian Welch) - La Ballata di Buster Scruggs (The Ballad of Buster Scruggs)




Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 7 gennaio 2019

GOLDEN GLOBE 2019. I VINCITORI

(La locandina dell'edizione numero 76 dei Golden Globe) 


Sorpresa!
Bohemian Rhapsody trionfa in questa edizione dei Golden Globe.

Il biopic su Freddie Mercury e i Queen si porta a casa i premi per il miglior film drammatico e per il migliore attore (Rami Malek).

A Star Is Born, il grande sconfitto della serata, deve accontentarsi del riconoscimento per la canzone.

Molti davano per certa la vittoria di Lady Gaga come attrice drammatica, ma l'italo-americana è stata battuta dalla veterana Glenn Close.

Il film che ha conquistato il maggior numero di statuette è Green Book di Peter Farrelly (commedia, attore non protagonista, sceneggiatura), mentre Roma porta a casa i riconoscimenti per il film straniero e la regia (Alfonso Cuarón).

Gloria anche per First Man - Il primo uomo (First Man) (colonna sonora), The Favourite (Olivia Colman attrice in una commedia), If Beale Street Could Talk (attrice non protagonista: Regina King), Spider-Man: Into The Spider-Verse (film di animazione), Vice (Christian Bale, attore in una commedia).

In attesa delle nostre considerazioni, vi presentiamo intanto i vincitori.






MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Bohemian Rhapsody, regia di Bryan Singer

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE
Green Book, regia di Peter Farrelly

MIGLIOR REGISTA
Alfonso Cuarón – Roma

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Glenn Close – The Wife - Vivere nell'ombra (The Wife)

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Rami Malek Bohemian Rhapsody

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Olivia Colman – La favorita (The Favourite)

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Christian Bale – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Regina King – Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk)

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Mahershala Ali – Green Book

MIGLIOR FILM STRANIERO
Roma, regia di Alfonso Cuarón (Messico)

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
Spider-Man - Un nuovo universo (Spider-Man: Into the Spider-Verse), regia di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman

MIGIORE SCENEGGIATURA
Brian Hayes, Peter Farrelly e Nick Vallelonga – Green Book

MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE
Justin Hurwitz – First Man - Il primo uomo (First Man)

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Shallow A Star Is Born




Etichette: , , , , , , , , , , , ,

domenica 6 gennaio 2019

GOLDEN GLOBE 2019. LE NOMINATION

(Il Golden Globe) 


Lo sapete: amiamo i Golden Globe.

Tra le altre cose, per le distinzioni per generi di film, in modo tale che le commedie non vengano penalizzate; per il numero di pellicole coinvolte, così che anche quelle "d'autore" possano trovare spazio; per il coraggio di aver fatto negli ultimi anni certe scelte (si veda il caso Deadpool); per essersi piegati meno al "politicamente corretto" rispetto agli Oscar e per essersi dimostrati più equilibrati dei rivali nella distribuzione dei premi.

Però, purtroppo, stiamo assistendo nelle ultime edizioni a giochetti delle major per cercare di raggranellare qualche riconoscimento o per piazzarsi meglio nella corsa agli Academy Award, spostando film da una categoria all'altra a seconda più della convenienza che del genere.

Così, senza andare troppo indietro nel tempo, cosa ci facevano Birdman, Sopravvissuto-The Martian (che ha pure vinto!) e Scappa-Get Out nella categoria "Miglior film commedia o musicale"?

Quest'anno, però, siamo addirittura al paradosso.

A Star Is Born e Bohemian Rhapsody, due dei film musicali più fortunati degli ultimi anni, anziché nella categoria apposita li ritroviamo tra i migliori film drammatici (e il primo manca addirittura per la colonna sonora originale!), così come il pompatissimo Black Panther targato Marvel ("film drammatico": sì, avete letto bene) e BlacKkKlansman di Spike Lee.

Insomma, l'unica pellicola davvero pertinente è If Beale Street Could Talk di Barry Jenkins, il regista di Moonlight.

Non si capisce poi con quale criterio sia stato escluso il vincitore del Leone d'Oro Roma di Alfonso Cuarón, che buona parte della critica considera il film dell'anno ed è stato confinato tra le pellicole straniere.

Tra le commedie, ci lascia perplessi la presenza di Vice (biopic su Dick Cheney) - che con ben 6 nomination è a sorpresa il front-runner di questa edizione - e soprattutto di The Favourite di Yorgos Lanthimos, che una commedia non ci sembra proprio.

Insomma, queste distinzioni ora come ora non hanno senso.

Auspichiamo regole più severe o un ripensamento delle categorie, in futuro, in modo da evitare o limitare il più possibile pasticci e furbate.

Ecco comunque l'elenco dei nominati cinematografici, che presenta comunque elementi interessanti - si veda l'insolita cinquina dei registi, le sfide tra attrici e attori (soprattutto tra le interpreti di film drammatici), l'equilibrata lotta per il miglior cartone animato.

Chissà chi saranno i vincitori di questi confusissimi Golden Globe...






MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Black Panther, regia di Ryan Coogler
BlacKkKlansman, regia di Spike Lee
Bohemian Rhapsody, regia di Bryan Singer
Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk), regia di Barry Jenkins
A Star Is Born, regia di Bradley Cooper

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE
Crazy & Rich (Crazy Rich Asians), regia di Jon M. Chu
La favorita (The Favourite), regia di Yorgos Lanthimos
Green Book, regia di Peter Farrelly
Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns), regia di Rob Marshall
Vice - L'uomo nell'ombra (Vice), regia di Adam McKay

MIGLIOR REGISTA
Bradley Cooper A Star Is Born
Alfonso Cuarón – Roma
Peter Farrelly – Green Book
Spike Lee – BlacKkKlansman
Adam McKay – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)






MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Glenn Close – The Wife - Vivere nell'ombra (The Wife)
Lady Gaga A Star Is Born
Nicole Kidman – Destroyer
Melissa McCarthy – Copia originale (Can You Ever Forgive Me?)
Rosamund Pike – A Private War

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Bradley Cooper A Star Is Born
Willem Dafoe – Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità (At Eternity's Gate)
Lucas Hedges – Boy Erased - Vite cancellate (Boy Erased)
Rami Malek Bohemian Rhapsody
John David Washington – BlacKkKlansman

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Emily Blunt – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Olivia Colman – La favorita (The Favourite)
Elsie Fisher – Eighth Grade
Charlize Theron – Tully
Constance Wu – Crazy & Rich (Crazy Rich Asians)

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE
Christian Bale – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)
Lin-Manuel Miranda – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)
Viggo Mortensen – Green Book
Robert Redford – The Old Man & the Gun
John C. Reilly – Stan & Ollie

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Amy Adams – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)
Claire Foy First Man - Il primo uomo (First Man)
Regina King – Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk)
Emma Stone – La favorita (The Favourite)
Rachel Weisz – La favorita (The Favourite)

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Mahershala Ali – Green Book
Timothée Chalamet – Beautiful Boy
Adam Driver – BlacKkKlansman
Richard E. Grant – Copia originale (Can You Ever Forgive Me?)
Sam Rockwell – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)






MIGLIOR FILM STRANIERO
Capharnaüm (Cafarnaúm), regia di Nadine Labaki (Libano)
Girl, regia di Lukas Dhont (Belgio)
Opera senza autore (Werk ohne Autor), regia di Florian Henckel von Donnersmarck (Germania)
Roma, regia di Alfonso Cuarón (Messico)
Shoplifters-Un affare di famiglia (Manbiki kazoku), regia di Hirokazu Kore'eda (Giappone)

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
Gli Incredibili 2 (Incredibles 2), regia di Brad Bird
L'isola dei cani (Isle of Dogs), regia di Wes Anderson
Mirai (Mirai no Mirai), regia di Mamoru Hosoda
Ralph spacca Internet (Ralph Breaks the Internet), regia di Phil Johnston e Rich Moore
Spider-Man - Un nuovo universo (Spider-Man: Into the Spider-Verse), regia di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman

MIGIORE SCENEGGIATURA
Alfonso Cuarón – Roma
Brian Hayes, Peter Farrelly e Nick Vallelonga – Green Book
Deborah Davis e Tony McNamara – La favorita (The Favourite)
Barry Jenkins – Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk)
Adam McKay – Vice - L'uomo nell'ombra (Vice)

MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE
Marco Beltrami – A Quiet Place - Un posto tranquillo (A Quiet Place)
Alexandre Desplat – L'isola dei cani (Isle of Dogs)
Ludwig Göransson – Black Panther
Justin Hurwitz – First Man - Il primo uomo (First Man)
Marc Shaiman, Scott Wittman – Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns)

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
All the Stars – Black Panther
Girl in the Movies – Dumplin'
Requiem for a Private War – A Private War
Revelation – Boy Erased - Vite cancellate (Boy Erased)
Shallow A Star Is Born




Etichette: , , , , , , , , , , , , ,