CINEMA A BOMBA!

giovedì 7 dicembre 2023

DAMPYR, BENVENUTI NEL BONELLI CINEMATIC UNIVERSE


(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



Italia, 2022
104'
Regia: Riccardo Chemello
Interpreti: Wade Briggs, Stuart Martin, Frida Gustavsson, Sebastian Croft, David Morrissey, Luke Roberts.


Balcani, 1992. Harlan (Briggs), accompagnato dal fido compare Yuri (Croft), gira di villaggio in villaggio spacciandosi per un Dampyr, un potente ammazzavampiri.

Quando gli uomini del comandante Kurjak (Martin) vengono attaccati da spietate creature umanoidi, questo si rivolgerà proprio al ciarlatano, che scoprirà di avere quei poteri tanto millantati.

Ciò attirerà l'attenzione del malvagio vampiro Gorka (Morrissey), disposto a tutto pur di liberarsi del pericoloso rivale.


Dampyr è un caso più unico che raro.

Presentato al Lucca Comics 2022 lo stesso giorno dell'esordio nelle sale, esso è tratto da un omonimo fumetto della Sergio Bonelli Editore.

Tale pellicola doveva lanciare il Bonelli Cinematic Universe, cioè il progetto di trasposizione cinematografica dei personaggi creati dalla celebre casa editrice su modello della Marvel Cinematic Universe e del DC Extended Universe.

Si pensava che il fumetto - invero non uno dei più noti del mazzo, ma pur con uno zoccolo duro di estimatori - si potesse prestare maggiormente rispetto ad altri ad un adattamento cinematografico, anche per i costi non eccessivamente elevati.

E così la Bonelli Entertainment (branca della Sergio Bonelli Editore) decise di stanziare un discreto budget per la sua realizzazione, di girare il film in lingua inglese, di utilizzare effetti speciali a profusione e di buon livello, di scritturare un cast fatto di volti più o meno noti di provenienza soprattutto televisiva, di affidare la regia ad un regista esordiente proveniente dal mondo del parkour (Riccardo Chemello) per dare dinamismo alle scene.

Si sperava, forse, di bissare il successo di un altro film di genere, quel Lo chiamavano Jeeg Robot che era stato un caso mediatico clamoroso qualche anno prima.

Il risultato? Un flop pazzesco.

Errori di valutazione, una promozione sbagliata, fan delusi, un personaggio troppo poco noto, una finestra temporale non particolarmente favorevole... Chissà quali sono stati i motivi, ma sta di fatto che in Italia ben pochi accorsero al cinema per vedere questo fantasy a tinte orrorifiche.

Insomma, appena iniziato il BCU rischiava già di affondare.

Dampyr uscì presto dai radar fino a che...

Fino a che non ricomparve qualche giorno fa dove meno uno si sarebbe aspettato: nella classifica dei film più visti in assoluto su Netflix USA, e per di più nell'affollato fine settimana del Giorno del Ringraziamento!

E davanti al tanto atteso The Killer di David Fincher con Michael Fassbender!

Forse non originalissimo ma tutto sommato ben fatto, Dampyr, pensato soprattutto per il mercato internazionale (anglofono in particolare), ha trovato l'America proprio al di là dell'Oceano Atlantico.

Un successo inaspettato, impronosticabile, clamoroso, che di fatto ha rilanciato le ambizioni della Bonelli in campo cinematografico.

Cosa farà ora la Bonelli Entertainment sull'onda di questo entusiastico risultato? Troverà la sua strada nelle piattaforme di streaming online e nella serialità, ritenterà ancora l'avventura nelle sale oppure adotterà una strategia ibrida?

Per ora sappiamo solo che ha fatto una mossa che ci fa ben sperare: si è ripresa i diritti filmici di Dylan Dog, che era stato portato sul grande schermo già nel 2010 con una libera e infelice trasposizione con protagonista Brandon Routh ( Scott Pilgrim Vs. the World, ma anche Superman per Bryan Singer) e con Sam Worthington ( Avatar e Avatar: La Via dell'Acqua) e Peter Stormare ( Il Grande Lebowski, Educazione Siberiana).

Non ci resta che attendere: se la risposta alla Marvel e alla DC passasse per il rilancio dell'iconico personaggio e per l'irrompere nei cinema di Tex, Zagor, Martin Mystère, Nathan Never..., quella dei cinecomics di produzione nostrana potrebbe rappresentare una prospettiva interessante nel panorama del cinema di genere italiano.


Etichette: , , , , , , , , , ,

venerdì 24 dicembre 2021

GLI INEDITI: A VERY MURRAY CHRISTMAS, PERSO NELLA TRADIZIONE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2015
56'
Regia: Sofia Coppola
Interpreti: Bill Murray, George Clooney, Miley Cyrus, Michael Cera, Jason Schwartzman, Paul Shaffer, Chris Rock, Maya Rudolph, David Johansen, Phoenix.


New York City, 24 dicembre.
Nella propria suite al Carlyle Hotel di Manhattan, Bill Murray (se stesso) aspetta di andare in onda per uno Speciale Natalizio dal vivo.

Peccato però che una tormenta di neve abbia paralizzato la città: col traffico bloccato, ospiti e pubblico non possono arrivare in tempo e lo show viene cancellato.

Frustrato e depresso, Bill scende al bar dell'albergo e fa una serie di incontri che spesso si risolvono in duetti canori...



Vigilia 2012: Una Poltrona per Due.
Vigilia 2013: National Lampoon's Christmas Vacation.
Vigilia 2014: Canto di Natale di Topolino.
Vigilia 2015: Star Wars-Holiday Special.
Pre-Vigilia 2016: Iron Man 3.
Vigilia 2017: Festa in Casa Muppet.
Vigilia 2018: Silent Night, Deadly Night III.
Vigilia 2019: Nightmare Before Christmas.
Pre-Vigilia 2020: Rudolph, il Cucciolo dal Naso Rosso.
Vigilia 2020: Polar Express.

Erano anni che volevamo recensire questa pellicola in occasione del nostro tradizionale post di Natale!
Distribuita su Netflix in edizione originale sottotitolata, segna la seconda collaborazione tra Murray e la regista Sofia Coppola dopo il fortunato Lost in Translation.

Il mattatore di Ricomincio da Capo e Ghostbusters - anche co-sceneggiatore - gigioneggia a tutto spiano, con la faccia tosta di chi fa sfoggio delle proprie (non eccelse) qualità canore senza vergognarsene.



Ad accompagnarlo troviamo uno stuolo di musicisti (l'ex New York Dolls Johansen, i francesi Phoenix, la twerker Cyrus), divi e amici che sembrano divertirsi un mondo alla corte di Re Bill.
Tra questi segnaliamo almeno Cera e Schwartzman, entrambi già visti nel cult Scott Pilgrim vs. the World.

Murray è in gran forma e tra una canzone natalizia e l'altra riesce a far ridere di gusto come non accadeva da tempo.
I siparietti più divertenti? Probabilmente quelli con Chris Rock e George Clooney.

Musical, commedia, film di buoni sentimenti: A Very Murray Christmas (gioco di parole tra il cognome del protagonista e l'aggettivo merry, ossia "felice") è una pellicola concisa e simpatica, adatta a tutti.
Quindi perfetta per le festività appena iniziate.

E anche quest'anno... BUON NATALE dalla Redazione di CINEMA A BOMBA!



Etichette: , , , , , , , , , , ,

martedì 12 gennaio 2021

I CLASSICI: BIRDS OF PREY, UNO SPAZIO ROSA TRA LE PAROLE "CHE FIASCO"

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2020
109'
Regia: Cathy Yan
Con: Margot Robbie, Ewan McGregor, Mary Elizabeth Winstead, Jurnee Smollett-Bell, Ella Jay Basco, Rosie Perez.


Sono passati alcuni anni dagli eventi raccontati in Suicide Squad.

Harley Quinn (il personaggio interpretato da Margot Robbie, non l'omonima figlia di Kevin Smith) è in crisi per essere stata lasciata dal Joker.

Una serie di circostanze la portano ad allearsi con 4 donne di età ed estrazioni diverse: una poliziotta, una vigilante, una guardia del corpo e una borseggiatrice.

Ad accomunarle tutte la (spiacevole) conoscenza di Black Mask, milionario psicopatico e sadico...



2013: L'Uomo d'Acciaio.
2016: Batman v Superman e Suicide Squad.
2017: Wonder Woman e Justice League.
2018: Aquaman e Shazam!

Prima di poter recensire Wonder Woman 1984 e Zack Snyder's Justice League va ricordato che, nel corso dell'anno da poco conclusosi, c'è stato un ulteriore capitolo del DC Extended Universe (per gli amici DCEU), la risposta della Distinta Concorrenza al Marvel Cinematic Universe (per gli amici MCU).

Benché non ce ne fosse la necessità, qualche executive della Warner Bros ha ritenuto opportuno realizzare uno spin-off di Suicide Squad, ma virato in rosa (sono donne la regista, la sceneggiatrice e quasi tutto il cast), così da sfruttare l'onda di movimenti come il #MeToo.

Ma l'universo femminile e femminista merita di più di Birds of Prey.
Si pensi ad esempio a Bombshell o - per rimanere ben più vicini - a Wonder Woman, potenti ed espliciti manifesti sull'emancipazione e il diritto al rispetto del proprio sesso.



Questo film è invece un pastrocchio, tanto da essersi rivelato un fiasco di critica e di pubblico.
Sotto accusa è finita soprattutto l'inconsistente sceneggiatura di Christina Hodson (Bumblebee), ma pure la regia della semi-esordiente Cathy Yan è parsa inadeguata (per dire, Patty Jenkins è un'altra cosa).

Il problema è che il risultato finale assomiglia ad una versione DC di Ghostbusters (il contestatissimo remake al femminile, non il classico originale del 1984): non diverte, tanto meno appassiona, e alla fine ci si chiede perché sia stato girato.

Margot Robbie fa quel che può, ma alla sua Harley Quinn hanno tolto di proposito gran parte del proprio sex appeal, che è un po' come togliere a Superman la capacità di volare o al Joker la risata maniacale.
L'oggettivazione del corpo femminile non c'entra proprio nulla: il potere seduttivo è una caratteristica fondamentale del personaggio, privargliene significa snaturarlo.

La bionda attrice di The Wolf of Wall Street e C'era una Volta... a Hollywood, che negli ultimi anni ha saputo ritagliarsi un posto di rilievo nello star system, risulta qui un po' sprecata.
Speriamo di rivederla presto in ruoli e film maggiormente all'altezza del suo talento.



Protagonista a parte, l'unico altro personaggio con un minimo di spessore e interesse è la Cacciatrice di Mary Elizabeth Winstead, già vista nel "fumettoso" Scott Pilgrim vs. The World.
Il resto del cast annaspa e/o rimane sullo sfondo, compreso il "cattivo" Ewan McGregor.

L'ex Obi-Wan Kenobi ha detto di essersi ispirato a Donald Trump per la sua interpretazione, ma per tutto il tempo sembra invece fare una brutta imitazione di Sam Rockwell in Iron Man 2.
Fuori parte.

Tra un montaggio confusionario e lampi di violenza belluina gratuita, si salvano giusto gli sparuti riferimenti alle precedenti pellicole del DCEU (per tacere della scena in cui la Robbie distrugge la fabbrica di prodotti chimici, che addirittura potrebbe essere un omaggio al primo Batman).

E adesso?
Un seguito di questo film o un'altra pellicola "solista" di Harley Quinn a questo punto sarebbero improbabili e poco auspicabili.
Si sa già che Suicide Squad godrà invece di un soft reboot firmato da James Gunn, il regista-sceneggiatore dei Guardiani della Galassia.

Un'altra "marvellizzazione", simile a quella operata da Joss Wheadon con Justice League, che tante polemiche aveva suscitato tra i fan?

Solo il tempo ce lo dirà.
Nel frattempo, auguriamo al DC Extended Universe un futuro rosa, ma più... roseo.


Etichette: , , , , , , , , , , ,