CINEMA A BOMBA!

lunedì 5 maggio 2025

CONCLAVE - HABEMUS PAPAM, LA SCELTA DEL NUOVO PAPA AL CINEMA




CONCLAVE

Regno Unito/USA, 2024
120'
Regia: Edward Berger
Interpreti: Ralph Fiennes, Stanley Tucci, Isabella Rossellini, Sergio Castellitto, John Lithgow, Lucian Msamati, Carlos Diehz, Roberto Citran.




HABEMUS PAPAM

Italia/Francia, 2011
102'
Regia: Nanni Moretti
Interpreti: Michel Piccoli, Nanni Moretti, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Margherita Buy.


Papa Francesco è morto il 21 aprile 2025, Lunedì dell'Angelo.

La morte di un Pontefice innesca una serie di rituali, cerimonie, commemorazioni che si concluderanno con l'annuncio del nuovo Papa e che non hanno uguali per sfarzo, fascino, suggestioni, coinvolgimento emotivo e religioso (soprattutto se il defunto è stato amato e apprezzato come lo è stato l'argentino Jorge Mario Bergoglio).

Anche il cinema non è rimasto insensibile a questo fenomeno mediatico che unisce in modo così efficace tradizione e modernità, fede e mondanità, speculazioni sui papabili e fiducia nell'azione dello Spirito Santo.

Particolarmente attuale (purtroppo) è risultato uno dei fenomeni cinematografici degli ultimi mesi, quel Conclave che agli Oscar ha vinto "solo" una statuetta per la sceneggiatura non originale (è tratta dall'omonimo romanzo di Robert Harris), pur potendo vantare la bellezza di ben 8 nomination.

Il film diretto dall'austriaco Edward Berger (autore di Niente di nuovo sul fronte occidentale, premiato come miglior film straniero nella Notte delle Stelle 2023) ha ottenuto tuttavia un ottimo successo di pubblico, alimentato in questi giorni anche dall'attualità.

I suoi punti di forza sono da ricercarsi in un cast eccezionale (Ralph Fiennes, Stanley Tucci e Isabella Rossellini meritatamente nominati; ma non possiamo non lodare anche Sergio Castellitto), nello script di Peter Straughan (migliore del materiale originale: apprezzabile, dal nostro punto di vista, il non essersi soffermato troppo sul grande colpo di scena finale, che era il fulcro del romanzo ma che qui rappresenta il tallone di Achille di un thriller comunque molto ben congegnato e avvincente), nelle fastose scenografie (la Cappella Sistina e gli ambienti di Santa Marta sono stati ricostruiti fedelmente a Cinecittà), nelle musiche che danno un senso di inquietudine e di attesa.

Ovviamente è centrale il conclave, visto come manifestazione delle ambizioni, della corruzione, degli intrighi di certi porporati e della fede, dell'umiltà e del dubbio di altri.

Riguardo a quest'ultimo punto non possiamo non citare il seguente intervento del cardinale Lawrence (Fiennes), il decano chiamato a coordinare il lavoro degli altri porporati destreggiandosi tra i progressisti guidati dal cardinale Bellini (Tucci), i tradizionalisti del carismatico cardinale Tedesco (Castellitto), i moderati che hanno nel cardinal Tremblay (Lithgow) il proprio punto di riferimento, il gruppo degli africani:

C’è un peccato che sono arrivato a temere più di ogni altro: la certezza.
Se ci fosse solo la certezza e nessun dubbio, non ci sarebbero misteri.
E quindi nessun bisogno di fede.


Notevole.

Ma Conclave affronta un altro tema spinoso: il ruolo delle donne nella Chiesa.

Relegate a posti di rincalzo, esse invece sono spesso forza trainante nella vita della comunità, occhi e orecchie attenti, amministratrici e organizzatrici concrete ed efficaci.

Qui è la suor Agnes di Isabella Rossellini a rappresentarle (breve ma incisivo ruolo), ma sono tantissime le religiose e le laiche attive a livello parrocchiale e diocesano: la Chiesa ne dovrà tenere sempre più conto.

La scelta del nuovo Papa è stata al centro anche di un film italiano del 2011 di Nanni Moretti.

Se Berger ha prediletto i toni drammatici, più leggeri (ma non per questo più superficiali) sono stati quelli utilizzati dal regista di Mia Madre.

In Habemus Papam i cardinali non sono mossi dall'ambizione di un Magistero più alto ma, al contrario, sperano di non essere eletti e il malcapitato scelto per questo ruolo di così grande responsabilità, il mite cardinal Melville (un encomiabile Michel Piccoli), pur non avendo dubbi sulla propria fede, non si sente degno del compito, si spaventa e fugge via, lasciando la Chiesa nell'incertezza (due anni dopo Papa Benedetto XVI si dimetterà: c'è chi ha considerato questo film come "profetico"...).

Le scene divertenti non mancano (ad esempio, il torneo di pallavolo tra porporati) e il film è attraversato da un'ironia bonaria e rispettosa, ma il finale lascia un senso di malinconia e pessimismo ed è paradossalmente "apocalittico" rispetto a quello di Conclave.

I due film si incontrano nella descrizione dei Cardinali come di esseri umani pieni di difetti, fallibili - la Chiesa è pur sempre fatta di uomini, di peccatori - e nel fascino senza tempo dell'estetica - e perché no, anche dell'etica - del Cattolicesimo.

Tra poche ore risuonerà nella Cappella Sistina l'Extra Omnes e da quel momento tutti gli occhi di credenti e non saranno rivolti ad un comignolo sul Colle Vaticano, in attesa di una fumata bianca.

Confidiamo che lo Spirito Santo venga ascoltato e accolto e auguriamo in anticipo un buon lavoro al nuovo Pontefice.

Non avrà vita facile (e non serve il cinema per rendersene conto).


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lunedì 3 marzo 2025

OSCAR 2025. I VINCITORI



Quest'anno abbiamo azzeccato 21 previsioni su 23: anche quest'anno niente male, vero?

E ad aver pronosticato più premi è stato... Federico! Ben 15.

Il vincitore della serata è stato indubbiamente Sean Baker: il cineasta ha portato a casa personalmente ben quattro statuette.

E che statuette! Film (Anora), regia, sceneggiatura originale, montaggio.

Una serata memorabile per lui.

In attesa del nostro post di commento, ecco i vincitori categoria per categoria.

Miglior film
Anora, regia di Sean Baker - FRA, FEDE
The Brutalist, regia di Brady Corbet
A Complete Unknown, regia di James Mangold - ANG
Dune - Parte due, regia di Denis Villeneuve
Conclave, regia di Edward Berger
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard
Io sono ancora qui, regia di Walter Salles
Nickel Boys, regia di RaMell Ross
The Substance, regia di Coralie Fargeat
Wicked, regia di Jon M. Chu

Miglior regista
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora - FRA, ANG
Brady Corbet – The Brutalist - FEDE
Coralie Fargeat – The Substance
James Mangold – A Complete Unknown

Miglior attrice protagonista
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez - ANG
Mikey Madison – Anora
Demi Moore – The Substance - FRA, FEDE
Fernanda Torres – Io sono ancora qui

Miglior attore protagonista
Adrien Brody – The Brutalist - FRA
Timothée Chalamet – A Complete Unknown - FEDE
Colman Domingo – Sing Sing - ANG
Ralph Fiennes – Conclave
Sebastian Stan – The Apprentice

Miglior attrice non protagonista
Monica Barbaro – A Complete Unknown
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Isabella Rossellini – Conclave
Zoe Saldana – Emilia Pérez - FRA, FEDE, ANG

Miglior attore non protagonista
Jurij Borisov – Anora
Kieran Culkin – A Real Pain - FRA, FEDE
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist - ANG
Jeremy Strong – The Apprentice

Migliore sceneggiatura originale
Sean Baker – Anora - FRA, FEDE
Moritz Binder, Tim Fehlbaum e Alex David – September 5-La Diretta che cambiò la Storia
Brady Corbet e Mona Fastvold – The Brutalist - ANG
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Coralie Fargeat – The Substance

Migliore sceneggiatura non originale
Jacques Audiard, Thomas Bidegain, Léa Mysius e Nicolas Livecchi – Emilia Pérez
Greg Kwedar, Clint Bentley, Clarence Maclin e John "Divine G" Whitfield – Sing Sing
James Mangold e Jay Cocks – A Complete Unknown - ANG
RaMell Ross e Joslyn Barnes – Nickel Boys
Peter Straughan – Conclave - FRA, FEDE

Miglior film internazionale
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia) - FEDE
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis (Lettonia)
Io sono ancora qui, regia di Walter Salles (Brasile) - FRA
Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Danimarca)
Il Seme del Fico Sacro, regia di Mohammad Rasoulof (Germania) - ANG

Miglior film d'animazione
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis - FEDE, ANG
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Memoir of a Snail, regia di Adam Elliot
Il Robot Selvaggio (The Wild Robot), regia di Chris Sanders - FRA
Wallace & Gromit - Le Piume della Vendetta, regia di Nick Park e Merlin Crossingham

Miglior colonna sonora originale
Volker Bertelmann – Conclave
Daniel Blumberg – The Brutalist - FRA
Kris Bowers – Il Robot Selvaggio (The Wild Robot)
Camille e Clément Ducol – Emilia Pérez
John Powell e Stephen Schwartz – Wicked - FEDE, ANG

Miglior canzone originale
The Journey (testo e musica: Diane Warren) – The Six Triple Eight - FRA
Like a Bird (testo e musica: Abraham Alexander, Adrian Quesada) – Sing Sing
El mal (testo: Clément Ducol, Camille, Jacques Audiard – musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez - FEDE
Mi camino (testo e musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez - ANG
Never Too Late (testo e musica: Elton John, Brandi Carlile, Andrew Watt, Bernie Taupin) – Elton John: Never Too Late

Miglior montaggio
Sean Baker – Anora - ANG
Dávid Jancsó – The Brutalist - FEDE
Nick Emerson – Conclave - FRA
Myron Kerstein – Wicked
Juliette Welfling – Emilia Pérez

Miglior scenografia
Judy Becker (scenografia) e Patricia Cuccia (arredamento) – The Brutalist - FRA, FEDE
Nathan Crowley (scenografia) e Lee Sandales (arredamento) – Wicked - ANG
Suzie Davies (scenografia) e Cynthia Sleiter (arredamento) – Conclave
Craig Lathrop (scenografia) e Beatrice Brentnerová (arredamento) – Nosferatu
Patrice Vermette (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Dune: Parte 2

Miglior fotografia
Jarin Blaschke – Nosferatu
Lol Crawley – The Brutalist - FRA, FEDE
Greig Fraser – Dune: Parte 2 - ANG
Paul Guilhaume – Emilia Pérez
Edward Lachman – Maria

Migliori costumi
Lisy Christl – Conclave - ANG
Linda Muir – Nosferatu
Arianne Phillips – A Complete Unknown
Paul Tazewell – Wicked - FRA, FEDE

Miglior trucco e acconciatura
Julia Floch Carbonel, Emmanuel Janvier e Jean-Christophe Spadaccini – Emilia Pérez
Frances Hannon, Laura Blount e Sarah Nuth – Wicked - FRA
Mike Marino, David Presto e Crystal Jurado – A Different Man
Pierre-Oliver Persin, Stéphanie Guillon e Marilyne Scarselli – The Substance - FEDE
David White, Traci Loader e Suzanne Stokes-Munton – Nosferatu - ANG

Migliori effetti speciali
Eric Barba, Nelson Sepúlveda-Fauser, Daniel Macarin e Shane Mahan – Alien: Romulus
Pablo Helman, Jonathan Fawkner, David Shirk e Paul Corbould – Wicked
Paul Lambert, Stephen James, Rhys Salcombe e Gerd Nefzer – Dune: Parte 2 - FRA, FEDE
Luke Millar, David Clayton, Keith Herft e Peter Stubbs – Better Man - ANG
Erik Winquist, Stephen Unterfranz, Paul Story e Rodney Burke – Il Regno del Pianeta delle Scimmie

Miglior sonoro
Simon Hayes, Nancy Nugent Title, Jack Dolman, Andy Nelson e John Marquis – Wicked - FRA
Gareth John, Richard King, Ron Bartlett e Doug Hemphill – Dune: Parte 2 - FEDE, ANG
Erwan Kerzanet, Aymeric Devoldère, Maxence Dussère, Cyril Holtz e Niels Barletta – Emilia Pérez
Tod A. Maitland, Donald Sylvester, Ted Caplan, Paul Massey e David Giammarco – A Complete Unknown
Randy Thom, Brian Chumney, Gary A. Rizzo e Leff Lefferts – Il Robot Selvaggio

Miglior documentario
Black Box Diaries, regia di Shiori Itō
No Other Land, regia di Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor ed Hamdan Ballal - FEDE
Porcelain War, regia di Brendan Bellomo e Slava Leont'jev - FRA
Soundtrack to a Coup d'Etat, regia di Johan Grimonprez
Sugarcane, regia di Julian Brave NoiseCat e Emily Kassie - ANG

Miglior cortometraggio documentario
Death by Numbers, regia di Kim A. Snyder - ANG
I Am Ready, Warden, regia di Smriti Mundhra - FRA
Incident, regia di Bill Morrison
Instruments of a Beating Heart, regia di Ema Ryan Yamazaki
The Only Girl in the Orchestra, regia di Molly O'Brien - FEDE

Miglior cortometraggio
A Lien, regia di Sam e David Cutler-Kreutz
Anuja, regia di Adam J. Graves - FRA
Čovjek koji nije mogao šutjeti, regia di Nebojša Slijepčević
I'm not a Robot, regia di Victoria Warmerdam - ANG
The Last Ranger, regia di Cindy Lee - FEDE

Miglior cortometraggio d'animazione
Amedama, regia di Daisuke Nishio - ANG
Beautiful Men, regia di Nicolas Keppens - FRA
Beurk!, regia di Loïc Espuche
Dar sāye sarv, regia di Hossein Molayemi e Shirin Sohani
Wander to Wonder, regia di Nina Gantz - FEDE


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martedì 25 febbraio 2025

OSCAR 2025. NOMINATION: FILM E REGIA

Le locandine dei candidati per Miglior Film.  



Tutti odiano Emilia Pérez.

Solo per citarne alcuni: conservatori e trumpisti (l'interprete principale è un attore transessuale), liberal e "woke" (l'attore transessuale, in passato, ha espresso commenti razzisti e discriminatori sui social), maestranze (è stata usata l'intelligenza artificiale per il montaggio sonoro), messicani, latino-americani, ispanici (il film, a loro dire, offre un'immagine stereotipata e semplicistica del Messico, i narcotrafficanti sono considerati con una sorta di benevolenza, non sono stati presi in considerazione attori locali e gli attori "ispanici" scelti non sanno parlare bene lo spagnolo), appassionati di musical ("Questo non è un musical!"), detrattori dei musical ("Questo è un musical e i musical fanno schifo"), pubblico americano ("Mai visto un film così brutto!"), pubblico europeo (film troppo furbetto, fatto per piacere negli USA), produttori concorrenti (film costruito a tavolino per ingraziarsi i membri dell'Academy), membri dell'Academy (troppe polemiche intorno ad un titolo che ormai è diventato tossico)...

Il tritacarne mediatico che sta stritolando questo titolo francese da 13 nomination sta riducendo drasticamente le sue possibilità di uscire vincitore dalla Notte delle Stelle.

Chi può approfittare della situazione?

Io sono ancora qui di Walter Salles e The Substance di Coralie Fargeat possono avvalersi delle forti interpretazioni delle proprie protagoniste, rispettivamente Fernanda Torres e la rediviva Demi Moore. Basterà? Noi pensiamo di no (il secondo, poi, è un horror, genere non molto amato dai giurati dell'Academy).

La presenza del misconosciuto Nickel Boys nella top ten probabilmente ha sorpreso gli stessi produttori e regista. Eufemisticamente, non è molto accreditato per la vittoria finale.

Dune - Parte due è una meraviglia per gli occhi, ma dubitiamo fortemente che un film uscito circa un anno fa possa avere ancora una spinta così forte.

Al musical Wicked potrebbe essere fatale l'antipatia social nei confronti della sua protagonista Cynthia Erivo e un uso forse eccessivo degli effetti speciali.

Tra i film rimasti, chi risulta quindi il favorito?

A Complete Unknown è un riuscitissimo biopic su Bob Dylan che meriterebbe premi importanti. Ma il confronto con il più originale I'm not here/Io non sono qui di Todd Haynes potrebbe un po' penalizzarlo. E il Premio Nobel per la letteratura è un genio, sì, ma non è simpatico a tutti...

Conclave è un solido thriller dalla suggestiva ambientazione vaticana e con un cast stellare (Ralph Fiennes, Isabella Rossellini, Stanley Tucci, Sergio Castellitto, John Lithgow). Per molto tempo è stato considerato come il favorito per il premio più prestigioso, ma l'assenza di Edward Berger nella cinquina dei migliori registi lo azzoppa non poco. Senza contare che è un genere di film che normalmente non viene considerato per la statuetta più prestigiosa.

A contendersi i riconoscimenti più importanti potrebbero essere quindi Anora e The Brutalist e i loro registi, Sean Baker e Brady Corbet.

Il primo è forte delle vittorie della Palma d'Oro a Cannes 2024 e dei prestigiosi premi di settore Producers Guild of America Awards e Directors Guild of America Awards, buoni indicatori su chi poi vincerà gli Oscar.

Il secondo si è aggiudicato il premio per la regia alla Mostra di Venezia 2024, ma soprattutto ha trionfato ai recenti Golden Globe.

Sembra profilarsi quindi una sfida a due.

Ma i colpi bassi, i veleni, la politica, i veti incrociati, le antipatie personali... potrebbero sparigliare le carte.

Vincerà il migliore? Chissà...

Miglior film

Anora, regia di Sean Baker

The Brutalist, regia di Brady Corbet

A Complete Unknown, regia di James Mangold

Conclave, regia di Edward Berger

Dune - Parte due (Dune: Part Two), regia di Denis Villeneuve

Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard

Io sono ancora qui (Ainda estou aqui), regia di Walter Salles

Nickel Boys, regia di RaMell Ross

The Substance, regia di Coralie Fargeat

Wicked, regia di Jon M. Chu


Miglior regista



Jacques Audiard – Emilia Pérez



Sean Baker – Anora



Brady Corbet – The Brutalist



Coralie Fargeat – The Substance


James Mangold – A Complete Unknown



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domenica 16 febbraio 2025

OSCAR 2025. NOMINATION: FILM D'ANIMAZIONE, INTERNAZIONALE, SCENEGGIATURE

(Wallace & Gromit: Le Piume della Vendetta).  


(Flow).  


(The Wild Robot).  


(Inside Out 2).  



Quella del miglior film d'animazione è decisamente la categoria più familiare al grande pubblico - da tutti i punti di vista.

Per chi ha figli o semplicemente per chi vuole divertirsi (e, alle volte, anche riflettere) è più facile andare al cinema a vedere un cartoon piuttosto che un film d'autore.

Si può fare il tifo per l'uno o per l'altro candidato, ma alla fine è difficile che il vincitore scontenti troppa gente - anche perché le opere selezionate sono mediamente molto valide e apprezzate da critica e pubblico.

Non fa eccezione quest'anno: chiunque potrebbe vincere tra il lettone (!) Flow (vincitore del Golden Globe e nominato anche come miglior film straniero), il seguito di Inside Out (grande successo al botteghino), l'outsider (ma ben quotato) The Wild Robot e il nuovo film di Wallace & Gromit (con il ritorno del cattivo pinguino di I pantaloni sbagliati).

Maggiormente "snob" (e tendenzialmente non troppo considerata), per gli statunitensi, è la categoria del miglior film internazionale (fino a pochi anni fa "miglior film straniero", giusto per rendere meglio l'idea).

Qui poche settimane fa il vincitore annunciato era Emilia Perez di Jacques Audiard (13 nomination totali), ma la recente tempesta mediatica che ha investito la sua protagonista trans e le polemiche da parte dei Messicani e dei Latino-americani in genere lo hanno reso talmente odiato e odioso che sarà difficile portare a casa qualcosa dalla Notte delle Stelle.

A questo punto potrebbe spuntarla Io sono ancora qui del brasiliano Walter Salles, trascinato dall'interpretazione di Fernanda Torres.

Il crollo mediatico del film francese riapre i giochi anche per la sceneggiatura non originale, con James Mangold ( A Complete Unknown) e Peter Straughan (Conclave) che a questo punto sono i front runner.

Del tutto imprevedibile la lotta per la migliore sceneggiatura originale: ricordiamo che a Cannes 2024 Anora di Sean Baker ha vinto la Palma d'Oro, mentre Coralie Fargeat (The Substance) si è presa il premio proprio per il miglior script, mentre qualche mese dopo a Venezia Brady Corbet è stato proclamato miglior regista per The Brutalist.

A Hollywood, poi, sono molto benevoli nei confronti dei propri attori che passano dietro alla macchina da presa: Jesse Eisenberg (il Lex Luthor di Batman v Superman), al suo secondo film da regista, a quanto pare è piaciuto...

Insomma, i vincitori di queste quattro categorie sono ancora tutti da scrivere.


Miglior sceneggiatura non originale

Jacques Audiard, Thomas Bidegain, Léa Mysius e Nicolas Livecchi – Emilia Pérez

Greg Kwedar, Clint Bentley, Clarence Maclin e John "Divine G" Whitfield – Sing Sing

James Mangold e Jay Cocks – A Complete Unknown

RaMell Ross e Joslyn Barnes – Nickel Boys

Peter Straughan – Conclave


Miglior sceneggiatura originale

Sean Baker – Anora

Moritz Binder, Tim Fehlbaum e Alex David – September 5 - La diretta che cambiò la storia (September 5)

Brady Corbet e Mona Fastvold – The Brutalist

Jesse Eisenberg – A Real Pain

Coralie Fargeat – The Substance


Miglior film internazionale

Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia)

Flow - Un mondo da salvare (Straume), regia di Gints Zilbalodis (Lettonia)

Io sono ancora qui (Ainda estou aqui), regia di Walter Salles (Brasile)

Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Danimarca)

Il seme del fico sacro (Dāne-ye anjīr-e ma'ābed), regia di Mohammad Rasoulof (Germania)


Miglior film d'animazione

Flow - Un mondo da salvare (Straume), regia di Gints Zilbalodis

Inside Out 2, regia di Kelsey Mann

Memoir of a Snail, regia di Adam Elliot

Il robot selvaggio (The Wild Robot), regia di Chris Sanders

Wallace & Gromit - Le piume della vendetta (Wallace & Gromit: Vengeance Most Fowl), regia di Nick Park e Merlin Crossingham



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martedì 11 febbraio 2025

OSCAR 2025. NOMINATION: PREMI MUSICALI

Dall'alto: Zoe Saldaña che balla sulle musiche di Emilia Perez; l'eterna candidata Diane Warren.


Si chiama "la maledizione di Diane Warren".
La songwriter americana ha collezionato 16 nomination all'Oscar - questa è la sua 6a consecutiva! - senza mai vincere una volta.

Ripercorriamo le tappe più recenti:
2020: è stata battuta da Elton John.
2021: ha perso per colpa(?) della Pausini.
2022: è stata demolita da Billie Eilish con 007: No Time to Die.
2023: è stata superata da una canzone... indiana.
2024: è stata sconfitta - di nuovo! - da Billie Eilish con Barbie.

A distanza di 5 anni, si ripropone la sfida con Sir Elton: sarà un altro fiasco o finalmente Hollywood premierà la sua costanza?
Diane, coraggio: c'è riuscito pure Leo DiCaprio a conquistare la statuetta, qualche anno fa...

A prolungare la serie negativa della Warren potrebbe essere Emilia Pérez, con ben due canzoni in lizza, ma è pur vero che "derby" di questo tipo a volte si rivelano dei boomerang.
In ogni caso, la controversa pellicola francese potrebbe rifarsi con la colonna sonora.

In questa categoria è clamorosa l'esclusione di coloro che sarebbero facilmente stati i favoriti: Trent Reznor e Atticus Ross - alias i Nine Inch Nails - hanno vinto il Golden Globe per le musiche di Challengers di Luca Guadagnino, ma sono rimasti fuori dalle selezione dell'Academy.
I due musicisti si possono sempre consolare con le 2 statuette già vinte in passato per The Social Network e Soul.

L'outsider potrebbe essere l'apprezzato cartone Il Robot Selvaggio. Oltre che per la miglior colonna sonora, è candidato anche per sonoro e animazione; più di altri concorrenti maggiormente quotati come Flow (2 nomine + 1 "globo" già in saccoccia) e Inside Out 2 (1 sola nomina).

Per sapere chi tra questi la spunterà, continuate a seguire CINEMA A BOMBA!


Migliore colonna sonora
Volker Bertelmann – Conclave
Daniel Blumberg – The Brutalist
Kris Bowers – Il Robot Selvaggio (The Wild Robot)
Camille e Clément Ducol – Emilia Pérez
John Powell e Stephen Schwartz – Wicked

Migliore canzone
The Journey (testo e musica: Diane Warren) – The Six Triple Eight
Like a Bird (testo e musica: Abraham Alexander, Adrian Quesada) – Sing Sing
El mal (testo: Clément Ducol, Camille, Jacques Audiard – musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez
Mi camino (testo e musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez
Never Too Late (testo e musica: Elton John, Brandi Carlile, Andrew Watt, Bernie Taupin) – Elton John: Never Too Late


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venerdì 7 febbraio 2025

OSCAR 2025. NOMINATION: PREMI TECNICI

Timothée Chalamet (a destra), Rebecca Ferguson e un operatore durante le riprese di Dune: Parte 2.  


Se le nomination per cortometraggi e documentari non sono certo tra quelle che ricevono più attenzione da parte dei media, che dire di quelle tecniche?
Eppure anche queste non sono affatto candidature di serie B.

Il cinema non è fatto soltanto di registi geniali e divi adorati: gli onesti artigiani che lavorano dietro le quinte sono altrettanto fondamentali per la realizzazione dei film, né più né meno.

In questo ambito, l'Academy ha selezionato quest'anno alcune opere di grande presa spettacolare, ma pure alcuni lungometraggi d'autore: dal plurinominato Emilia Perez al concorrente The Brutalist (le due pellicole che si sono praticamente spartite gli ultimi Golden Globe), dal "disneyano" Wicked al remake di Nosferatu.

Ci fa inoltre piacere ritrovare qui due film che ci sono piaciuti molto.
A Complete Unknown è giustamente candidato per costumi e sonoro, ma clamorosamente non per le scenografie; Dune-Parte Due raccoglie qui 4 delle sue 5 nomine complessive, ma avrebbe meritato di più.

Comunque sia e sarà, leggete qui sotto l'elenco dei papabili vincitori e cliccate sui link per accedere a ulteriori approfondimenti.


Migliore fotografia
Jarin Blaschke – Nosferatu
Lol Crawley – The Brutalist
Greig Fraser – Dune: Parte 2
Paul Guilhaume – Emilia Pérez
Edward Lachman – Maria

Migliore scenografia
Judy Becker (scenografia) e Patricia Cuccia (arredamento) – The Brutalist
Nathan Crowley (scenografia) e Lee Sandales (arredamento) – Wicked
Suzie Davies (scenografia) e Cynthia Sleiter (arredamento) – Conclave
Craig Lathrop (scenografia) e Beatrice Brentnerová (arredamento) – Nosferatu
Patrice Vermette (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Dune: Parte 2

Miglior montaggio
Sean Baker – Anora
Dávid Jancsó – The Brutalist
Nick Emerson – Conclave
Myron Kerstein – Wicked
Juliette Welfling – Emilia Pérez

Migliori effetti speciali
Eric Barba, Nelson Sepúlveda-Fauser, Daniel Macarin e Shane Mahan – Alien: Romulus
Pablo Helman, Jonathan Fawkner, David Shirk e Paul Corbould – Wicked
Paul Lambert, Stephen James, Rhys Salcombe e Gerd Nefzer – Dune: Parte 2
Luke Millar, David Clayton, Keith Herft e Peter Stubbs – Better Man
Erik Winquist, Stephen Unterfranz, Paul Story e Rodney Burke – Il Regno del Pianeta delle Scimmie

Miglior sonoro
Simon Hayes, Nancy Nugent Title, Jack Dolman, Andy Nelson e John Marquis – Wicked
Gareth John, Richard King, Ron Bartlett e Doug Hemphill – Dune: Parte 2
Erwan Kerzanet, Aymeric Devoldère, Maxence Dussère, Cyril Holtz e Niels Barletta – Emilia Pérez
Tod A. Maitland, Donald Sylvester, Ted Caplan, Paul Massey e David Giammarco – A Complete Unknown
Randy Thom, Brian Chumney, Gary A. Rizzo e Leff Lefferts – Il Robot Selvaggio

Migliori costumi
Lisy Christl – Conclave
Linda Muir – Nosferatu
Arianne Phillips – A Complete Unknown
Paul Tazewell – Wicked
Janty Yates e Dave Crossman – Il Gladiatore II

Miglior trucco e acconciatura
Julia Floch Carbonel, Emmanuel Janvier e Jean-Christophe Spadaccini – Emilia Pérez
Frances Hannon, Laura Blount e Sarah Nuth – Wicked
Mike Marino, David Presto e Crystal Jurado – A Different Man
Pierre-Oliver Persin, Stéphanie Guillon e Marilyne Scarselli – The Substance
David White, Traci Loader e Suzanne Stokes-Munton – Nosferatu


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